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Suad Amiry: “Golda ha dormito qui”

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NADiRinforma incontra Suad Amury nel corso della presentazione del suo ultimo libro: “Golda ha dormito qui”,
“Mi han detto che la tua casa è dove sei tu. Ci ho provato ma non sempre ci riesco”
“Di cosa è fatta la bellezza di una casa, se non della vita di chi la abita? Ma quando accade che un intero popolo si trovi all’improvviso espropriato delle sue dimore, la domanda che passa, amara, di bocca in bocca è soltanto una: che fine fa quella bellezza, e che fine fa l’anima di chi in quelle case, in quei palazzi, in quei giardini, ci ha vissuto, ci ha pianto e ci ha gioito, per una vita intera?”
Una storia che ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l’uno con tutto, l’altro con niente.
Suad Amiry, palestinese, racconta quella perdita inestimabile, quella dei muri con dentro le anime, la memoria, i gesti, gli affetti e, con profonda grazia e humour dissacrante, si confronta con un tema universale e potente com’è quello della casa, che finisce per coincidere con la nostra stessa identità, con la nostra stessa, comune, storia.
L’iniziativa, organizzata l'8 luglio '14 dalla Libreria Coop Ambasciatori in collaborazione con Assopace Palestina Bologna, ha previsto la presenza di Luisa Morgantini e Moni Ovadia

Intervista a cura di Luisa Barbieri
Riprese e montaggio Paolo Mongiorgi

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