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ROMA : Diritto alla citta’ – Assemblea delle realta’ resistenti

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DIRITTO ALLA CITTA'

l’assemblea di Roma per unire le realtà resistenti

Video-Intervista e testo di Anna Maria Bruni


Diritto alla cittàUno spazio pubblico. L’assemblea di piazza dei Sanniti a San Lorenzo, davanti al Cinema Palazzo, ha sancito la nascita di un percorso di condivisione per tutti gli spazi occupati, i centri sociali, i sindacati conflittuali e tutti quelli che producono cultura, lavoro e welfare attraverso la partecipazione.

Non un luogo fisico, perché i luoghi sono già quelli che offrono servizi alla città in tutti i quartieri: sono il Corto Circuito a Cinecittà riaperto dopo lo sgombero per tornare a far funzionare l’osteria e la scuola popolare, la Palestra Popolare Valerio Verbano e la scuola popolare Carla Verbano, Puzzle e Astra 19 al Tufello, sono il Forte Prenestino, fra i primi a produrre cultura indipendente insieme all’Angelo Mai, Appio-Latino, un altro sgombero e una nuova resistenza, il Centro sociale Scup e Sans Papiers a San Giovanni, sportello migranti, palestra e scuola popolare, aiuto psicologico alle famiglie e scuola d’italiano per migranti, l’Alexis, fra i primi studentati occupati, sono i movimenti per il diritto all’abitare, è Officine Zero, con le camere del lavoro autonomo e precario. E l’elenco potrebbe continuare.

Il fatto è che oggi si sono ritrovati tutti in piazza, per definizione spazio pubblico e luogo deputato all’incontro – inesistente fino ad oggi a Roma – segnando un punto di svolta per tutte le realtà presenti: unire i percorsi e, pur nelle specificità, darsi obiettivi comuni. Primo fra i quali far valere nel territorio la produzione culturale, il sistema di welfare e i servizi che queste realtà producono nel vuoto del ruolo pubblico, tornando a parlare a tutti quelli che ancora non conoscono queste realtà. Ma il lavoro è già a buon punto. Lo testimonia l’Angelo Mai, raccontando di una mamma che ha scritto loro dicendo quanto sia felice di portare suo figlio al loro centro estivo del Parco San Sebastiano, e quanto sia spaventata dal ritorno a scuola. E’ il segnale dell’urgenza assoluta di rapporto con la gente, con le famiglie, così come quello che viene dallo sportello di assistenza lavoro nato a Officine Zero, fabbrica dei treni notte dismessa da Trenitalia a favore della Tav, che vede la contaminazione di giovani precari con i lavoratori “dismessi”, che insieme hanno dato vita a laboratori di lavoro artigianale dove hanno messo in gioco competenza ed esperienza acquisiti in tanti anni di lavoro per le Ferrovie. E ancora le scuole popolari, le occupazioni abitative, la tutela per i migranti, il diritto alla salute – ricorda Neuropsichiatria/Grande Cocomero, e il trasporto pubblico, sottolinea l’Usb.

Una risposta ai bisogni che le Istituzioni non sono più capaci di offrire, e che è necessario far valere “con un punto di vista maggioritario” dice il Crap, Coordinamento Romano Acqua pubblica, perché maggioritaria è l’urgenza di far valere questi diritti e maggioritario è il numero di cittadini a cui sono sottratti. Una risposta che deve cominciare dal difendere, resistere e riprendersi le realtà occupate, dicono in molti, perché la sottrazione di questi spazi è inaccettabile, e non solo per l’assenza di alternative, ma perché questo vuoto si sta riempiendo in modo soffocante di sottocultura, razzismo e diffusa mentalità egoistica nel dilagare dell’indifferenza verso la reazione. Virus pericolosi, che possono condurre alla resa di fronte agli sgomberi, all’incapacità di solidarietà con chi è privato della libertà personale, mentre la città è sempre più commissariata da forze dell’ordine e prefettura.

Le proposte sono già tante, il calendario è già fitto di appuntamenti. Il 27 settembre un rappresentante dei giovani palestinesi, sottolineando solidarietà e accoglienza da sempre ricevute dalle realtà presenti, annuncia la manifestazione nazionale in solidarietà con Gaza, il 29 un laboratorio aperto agli operatori culturali sulla produzione indipendente al Casale De Merhode,  il 1 ottobre sciopero di 24 ore del trasporto pubblico indetto dall’Usb e manifestazione in Campidoglio proprio mentre Marino – “coincidenza fortunata”, dice il sindacalista – incontra i sindaci delle 29 capitali europee. Il 3 ottobre alla Protomoteca, sempre in Campidoglio, Deliberiamo Roma incontra i presidenti delle commissioni relative alle delibere consegnate a luglio: acqua pubblica, scuola d’infanzia pubblica, patrimonio comune, uso sociale di CDP mentre dal 10 al 18 ottobre i movimenti per il diritto all’abitare hanno già indetto una settimana di mobilitazione, cominciando dal presidio sotto piazzale Clodio per l’udienza del processo a Paolo Di Vetta e Luca Fagiani, ancora agli arresti domiciliari, per proseguire il 16 con uno sciopero della ligistica e il 18 con cortei in difesa della casa. E ancora: una notte bianca dei territori e una street parade, mentre continua il percorso delle camere del lavoro precario per conoscere la metropoli e organizzare gli “inorganizzabili”, già lanciato dalla tre-giorni di Strike meeting, così come il confronto sulla produzione di cultura indipendente e sull’uscita dall’antinomia pubblico-privato, per approdare al “comune”. Molte le tappe, in un percorso segnato da un incessante lavoro quotidiano.

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