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STRIKE MEETING : tre giorni per lo sciopero sociale

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STRIKE MEETING

Verso lo sciopero sociale

Intervista, riprese e testo di Anna Maria Bruni


Se Rifkin sostiene nel nuovo libro appena uscito che il “commons collaborativo è la prima forma di economia che sta cominciando ad affermarsi dopo il capitalismo e il socialismo”, rimane il fatto che in questo passaggio epocale la precarietà nel frattempo si fa devastante, tanto più in quanto la frammentazione del lavoro provoca la frantumazione sociale mentre le forme contrattuali sono sempre più ricattatorie.

Non è più scontata la risposta così come l’ha data nel Novecento il movimento sindacale, cominciando dalla grande fabbrica. Ma tanto meno è scontata, tanto più è urgente. Ecco perché Strike meeting, una tre giorni europea per provare a trovare una risposta comune, sapendo che in quel “comune” c’è già una risposta che consente di delineare un nuovo percorso.

Ma non solo. Nel corso del primo appuntamento, tenutosi all’aula II di Lettere dell’università La Sapienza di Roma, i rappresentanti delle organizzazioni di precari e intermittenti di sei paesi, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Germania e Italia, fotografando la situazione attuale maturata per tutti da più di venti anni di deregulation, hanno già chiarito quanto c’è di comune pur nelle specificità, e quanto sia necessario partire da parole d’ordine unificanti come il reddito minimo garantito, i benefits contrattuali, la bocciatura di riforme del lavoro che elevano la precarietà a sistema, e un nuovo sistema di welfare. Quest’ultimo, per tutti, mette in luce anche un altro aspetto sostanziale: quello di unificare le lotte per i diritti sociali come la casa, l’istruzione, la salute, i trasporti, minati dalle privatizzazioni e sottratti così al diritto di un vastissimo numero di persone già private del lavoro.

Un dramma che in Grecia, ricorda la rappresentante nel suo intervento, si sta consumando già da tempo, in particolare per quanto riguarda il settore della sanità, dove sempre meno persone sono ormai in grado di avere accesso alle cure. Ma un’altra questione solleva la Grecia, che è alla radice di un sistema dove prosperano in pochi: la mancanza di democrazia, ed il pericolo incombente di una svolta autoritaria, in molti paesi europei. L’affermazione dei neonazisti di Alba ne è un esempio, sottolinea, come lo è quello di Marine Le Pen in Francia, ma ne sono altrettanto consapevoli dal Portogallo, dove la memoria della dittatura di Salazar non è sbiadita, dicono.

Un pericolo forte tanto più in quanto in assenza totale di rappresentanza reale, e con partiti ingessati o “burocratizzati”, come nell’esempio del Pasok. Ma certo non è l’unico, perciò l’auto-organizzazione è necessaria come unico strumento contro la “narrazione tossica”, per liberare un linguaggio capace di rispecchiare la realtà ed energie per scendere in campo, intrecciando percorsi con i lavoratori e con i sindacati conflittuali capaci di reale apertura (oggi sono presenti i Cobas), puntando al primo sciopero sociale europeo.

Se Angela Merkel, ricorda la “migrante” italiana a Berlino raccontando l’esperienza del Basta Collective, “vuole un’Unione Europea solamente economica”, questo meeting è l’ufficializzazione dell’Europa sociale.


Per tutte le info su locations e workshops http://www.autistici.org/strikemeeting/
Per seguire gli streaming audio  http://www.radiosonar.net/


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