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Bolivia, governo denuncia: piano di un colpo di stato; poliziotti in sciopero si scontrano con i movimenti

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Bolivia, il vicepresidente Linera deuncia tentativo di golpe

I due articoli di seguito tradotti a cura dell'Ass. LiberaRETE


Il vicepresidente boliviano, Alvaro Garcia Linera, denuncia che gruppi della Polizia Nazionale di Bolivia si autoproclamano come rappresentanti dell'istituzione stessa, e definisce questa situazione come una strategia orientata a disconoscere gli accordi raggiunti con i legali rappresentanti della PNB, al fine di giustificare la continuità di un conflitto programmato come la prima fase di un colpo di Stato.

"C'è una struttura interna all'istituzione che noi (Governo Nazionale) abbiamo rispettato. E' loro, non è stata imposta dal Governo, sono i rappresentanti eletti in assemblee, con loro noi abbiamo negoziato", ha precisato Linera, in merito ai due accordi firmati con la Polizia Nazionale, relativi alle richieste salariali esposte.

"Venerdì, sabato e domenica ci siamo riuniti con questi rappresentanti. Tutti hanno sottoscritto il documento. In seguito sono comparsi gruppi organizzati di poliziotti che disconoscono l'accordo, alcuni presentano documenti di quattro punti, altri di venti. Cosa sta accadendo?…

… In tal senso, Linera ha detto che il conflitto in realtà si sviluppa in questa prima fase verso obiettivi più politici, di fatto, guarda a un colpo di Stato.

"Ciò che sta accadendo è che si stanno sovrapponendo interessi politici, cospirativi, questo va ben al di là delle rivendicazioni salariali, è la fase iniziale di un piano golpista, con la prospettiva di passare a una seconda tappa, nella quale devono venire provocati dei morti tra la popolazione per giustificare il golpe, ma i morti non ci saranno, noi non lo permetteremo".

 

Garcia Linera ha esortato i poliziotti, molti di loro incapucciati, che partecipano al conflitto senza conoscere le vere intenzioni di coloro che li mobilitano da dietro le quinte, con fili tessuti di carattere politico a rispettare la propria patria, le sue istituzioni e la propria divisa verde olivo…

… le dichiarazioni di Linera sono arrivate dopo la segnalazione che contadine boliviane sono state aggredite e vessate da poliziotti incapucciati mentre si dirigevano verso il entro di La Paz per manifestare il proprio appoggio a Evo Morales.

 


Forze di Sicurezza e penetrazione imperialista

Di Fernando Bossi

Da alcuni anni il governo statunitense lavora sulle forze di sicurezza interna ai paesi latinoamericani. Dopo che i militari sono caduti sotto il ripudio generale della popolazione, dopo l'irruzione della democrazia, fondamentalmente nei paesi del Cono Sud, l'imperialismo ha iniziato ad agire con maggiore dedizione sulle polizie locali. Con la scusa della lotta al narcotraffico, è stato incrementato l'appoggio alle forze di sicurezza, materializzatosi attraverso "donazioni" di materiale logistico e di risorse.

Ovviamente dove possono continueranno a lavorare con le Forze Armate, ma ora la penetrazione imperialista è prevalentemente diretta verso le polizie locali. Il Messico ne è un esempio, ma anche altri ce ne vengono alla memoria: la repressione a Pando in Bolivia, il tentato colpo di Stato in Ecuador, dove la polizia ha svolto il ruolo di braccio armato della destra e senza andare troppo lontano basti osservare la mobilitazione prodotta in questi giorni in Bolivia, e la repressione selvaggia della polizia paraguayana che ha condotto al colpo di Stato "istituzionale" in queste ore.


 

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