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TRIESTE : DEPORTATO PERCHE’ LOTTA – manifestazione nazionale per Sasha Colautti

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LA WATSILA DEPORTA CHI LOTTA

Sasha Colautti (USB) trasferito a 1000 km di distanza per non farlo rientrare in fabbrica

A Trieste manifestazione nazionale di solidarietà il 24 giugno


Sasha Colautti in cateneLa ex Grandi Motori, oggi proprietà della multinazionale Wartsila, è la principale azienda metalmeccanica della provincia di Trieste. Sasha Colautti è un lavoratore che negli anni è divenuto un sindacalista combattivo riconosciuto e stimato dai propri compagni. Fino a qualche settimana fa era il segretario provinciale della FIOM. Ha diretto la sua organizzazione e si è battutto contro l’approvazione dell’ultimo contratto nazionale di lavoro. Quando la FIOM nazionale è riuscita nell’intento di “normalizzare” quella locale ha deciso di prendere atto della situazione e di rinunciare al distacco sindacale per rientrare in fabbrica come semplice operaio. Insieme ai suoi compagni di lotta ha aderito ad un’altra organizzazione sindacale, USB, per continuare a battersi contro quegli accordi che considera ingiusti. E fin qui l”unica singolarità è riscontrare in un sindacalista una coerenza rara. La lettera di deportazione - Sasha ColauttiLa stessa coerenza che ha fatto si Sasha Colautti un punto di riferimento per tantissimi lavoratori. Proprio per questo, una volta che Sasha è uscito dalla FIOM, l’azienda per cui lavoro si è scatenata contro di lui con una violenza che non si vedeva dagli anni ’50 del secolo scorso. Non gli è permesso tornare al proprio posto di lavoro, non gli è permesso di rientrare in quella fabbrica dove ha lottato ed avrebbe di nuovo lottato, gli viene invece imposto di trasferirsi a 1000 km di distanza in un “reparto confine” dove non potrà più nuocere. Siamo alla più sfacciata e plateale attività antisindacale e discriminatoria. Siamo di fronte ad atti vergognosi. Sasha Colautti, coerente con la sua storia, non si piega e resiste. Insieme a lui i suoi compagni di lavoro, la sua organizzazione sindacale, la parte migliore della città che ha capito bene che se passa questa logica nessuno potrà più resistere. Siamo andati al presidio permanente ad incontrare Sasha ed a raccogliere le sue parole. Una storia che deve essere raccontata e conosciuta. Una lotta che avrà un passaggio fondamentale nella manifestazione nazionale di solidarietà che si terrà il prossimo 24 giugno nelle strade del centro di Trieste.

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