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USB : presidio in Parlamento contro gli squali di Renzi

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UNA BANDA DI SQUALI

Presidio USB davanti al Parlamento contro la riforma della PA


Nonostante sia fine luglio un nutrito gruppo di delegati USB e lavoratori del pubblico impiego ha protestato questo pomeriggio in Piazza Monte Citorio a Roma, davanti alla sede del Parlamento, per chiedere di non convertire in legge il DL 90/2014, che prevede la mobilità obbligatoria senza alcuna spiegazione nel raggio di 50km, il possibile demansionamento dei lavoratori considerati in esubero e il taglio del 50% dei distacchi e permessi sindacali. Sulle t-shirt indossate dai manifestanti Renzi, Madia, Boschi e Alfano sono stati raffigurati come squali.

“Le loro facce sorridenti e rassicuranti nascondono in verità sembianze da  squali che divorano i servizi pubblici, tagliano posti di lavoro e diritti, cancellano la democrazia – afferma Luigi Romagnoli dell’Esecutivo nazionale della USB Pubblico Impiego – Il governo Renzi si muove in continuità con i precedenti esecutivi e in linea con la politica di austerità e di attacco allo Stato sociale imposta dall’Europa”.

“In questi anni di sacrifici – prosegue il delegato nazionale della USB – di tagli di posti di lavoro e di servizi, di blocco dei contratti e delle retribuzioni, dove sono andati i soldi risparmiati? Non si è creata nuova occupazione, le retribuzioni sono stagnanti o, addirittura, regrediscono. A cosa sono serviti i sacrifici?”.

“Il DL 90 e l’intera riforma annunciata da Renzi e Madia non contribuiscono a far funzionare meglio la Pubblica Amministrazione né ad assicurare maggiori servizi ai cittadini – incalza il dirigente sindacale della USB – E’ piuttosto l’inasprimento di una guerra ideologica imposta dalla Troika per cancellare lo Stato sociale e ridurre drasticamente le tutele dei lavoratori pubblici. Non sono queste le riforme che servono al Paese per far ripartire l’economia”.

“Torniamo a sfidare il governo Renzi sui contenuti – conclude Romagnoli – Lo Stato sia promotore di buona occupazione. Si faccia un piano di grandi opere sociali per la messa in sicurezza del territorio, per la valorizzazione dei beni artistici e culturali, per assicurare i diritti fondamentali all’istruzione, alla salute, al lavoro e alla pensione. Si vadano a prendere i soldi dell’evasione fiscale e contributiva e della corruzione e li si usino per far ripartire il Paese. Il resto sono chiacchiere”.

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