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BERSANI : Una meta-campagna per una finanza pubblica e sociale

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RICONQUISTIAMO LA CASSA

Parte la campagna per una finanza pubblica e sociale

Testo e video di Anna Maria Bruni


Un lavoro di tessitura, per arrivare ad una proposta di legge di iniziativa popolare. La campagna nazionale per l’uso sociale di Cassa Depositi e Prestiti ha posto oggi basi e obiettivi in una partecipata assemblea tenutasi presso il centro sociale SCuP di Roma. Lanciata dal Forum per una nuova Finanza pubblica e sociale, ha raccolto intorno a sé le più diverse esperienze, dai conflitti territoriali a quelli per il diritto all’abitare, dai conflitti per il lavoro alle buone pratiche amministrative.

E non potrebbe essere diversamente, dal momento che questa è una “metacampagna” come è stata definita, in quanto ricondurre Cassa Depositi e Prestiti al ruolo originario di finanziamento degli enti locali a tassi calmierati per i servizi pubblici come per opere di più lungo respiro, è l’obiettivo sotteso alle altre campagne già in piedi o in essere.

Un esempio viene da de-liberiamo Roma, la campagna lanciata nella Capitale il 22 aprile scorso, che insieme alle delibere per l’uso sociale del patrimonio abbandonato, per il finanziamento alla scuola d’infanzia pubblica e per la ripubblicizzazione di Acea Ato2, vede anche la delibera sull’uso sociale di CdP.

Delibera che già diversi consigli hanno approvato da un anno a questa parte, cominciando da Comuni più piccoli come Corchiano, che però raccoglie un discreto numero di Comuni della Media Valle del Tevere, da Calcata a Orte, a Forlì, che raccoglie intorno a sé 15 Comuni del comprensorio per un totale di 120.000 abitanti. E sono solo alcuni esempi.

Di qui l’individuazione degli enti locali come referenti necessari della Campagna: da quelli che hanno deliberato persino sulla rottura del patto di stabilità interno, come alcuni delle “Città in Comune”, fino a quelli per lo stesso motivo paralizzati. La Campagna deve creare una triangolazione tra i conflitti in atto, la partecipazione del territorio e l’amministrazione, anche per costruire una pressione dove è necessario.

L’esempio viene dall’esperienza di  Ri-maflow, fabbrica recuperata dai lavoratori con l’obiettivo di una rimessa in produzione attraverso il riuso e riciclo del materiale di scarto dovuto alla produzione di componenti della fabbrica prima della sua dismissione. Salvaguardia dei posti di lavoro, costruzione del rapporto col territorio, elaborazione di una strategia per il rilancio della produzione; un percorso complesso ma concreto, che oggi chiede al consiglio comunale di Trezzano sul Naviglio di deliberare sull’utilizzo di Cassa Depositi e Prestiti a sostegno della fabbrica recuperata.

Questo il punto di caduta per tutti i presenti, dai nodi locali di città come Torino, Verona, Grosseto, Bologna, Firenze, Napoli, ai comitati come Reti di Pace o associazioni come Re-Common o Pax Christi, dai Cobas ad alcuni meet up.

“Cento Comuni per Cento delibere” è perciò il primo obiettivo della Campagna fin d’ora, per costruire da settembre una presenza sul territorio che tesaurizzi l’informazione prodotta con la raccolta firme, facendone una forza capace di chiedere conto in ogni consiglio comunale. Indispensabile è però il lavoro a rete, e qui non virtuale; da qui la proposta di una carovana in grado di attraversare il paese a staffetta, per informare, comunicare e raccogliere partecipazione,
diretta a coinvolgere non solo i risparmiatori, già sensibili al tema, ma anche i lavoratori delle poste, perché non si rassegnino all’ “inevitabile” privatizzazione.

Obiettivo, lanciare una proposta di legge di iniziativa popolare sull’uso sociale di Cassa Depositi e Prestiti per gennaio 2015. E nulla toglie che per allora siano in campo altre proposte, ricominciando proprio dall’acqua pubblica, per un percorso comune sempre più partecipato.  

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