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COBAS: No alla privatizzazione di Poste Italiane

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COBAS: NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DI POSTE ITALIANE

Il 7 aprile 2014 Sciopero nazionale di 24 ore . Intervista a Fabio Troiani


Il comunicato di convocazione dello Sciopero

 

IL 7 APRILE 2014 SCIOPERO NAZIONALE DI 24 ORE DI TUTTI I DIPENDENTI DI POSTE

ITALIANE E GIORNATA NAZIONALE PER IL SERVIZIO POSTALE PUBBLICO.

I SINDACATI DI BASE COBAS POSTE E CUB POSTE HANNO INDETTO UNA GIORNATA DI SCIOPERO NAZIONALE DI TUTTO IL PERSONALE DI POSTE ITALIANE IN OPPOSIZIONE AL PROGETTO DI VENDITA DEL 40% DELLE QUOTE DI POSTE ITALIANE S.p.A. DA PARTE DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E FINANZE (decreto 24- 1-2014 PCDM), PROGETTO CHE PRELUDE ALLA TOTALE SVENDITA DELL’AZIENDA.

CONFERMIAMO LA NOSTRA ASSOLUTA CONTRARIETÀ AD OGNI PRIVATIZZAZIONE, ANCHE PARZIALE, DEI SERVIZI PUBBLICI E BENI COMUNI E DENUNCIAMO L’ENNESIMO SACCHEGGIO DEL PATRIMONIO COLLETTIVO.

GIÀ OGGI, CON LA COMPLICITÀ DELLO STATO UNICO AZIONISTA, POSTE ITALIANE STA ABBANDONANDO LA SUA VOCAZIONE ORIGINARIA A FAVORE DEL PROFITTO, PRIVILEGIANDO I SERVIZI FINANZIARI A SCAPITO DEGLI ALTRI SERVIZI TRADIZIONALI DI BANCOPOSTA E DI RECAPITO; LE CONDIZIONI DI LAVORO SI FANNO SEMPRE PIÙ PESANTI ED INCERTE.

NEL BANCOPOSTA SI CHIUDONO O SONO APERTI CON ORARI FORTEMENTE RIDOTTI E PENALIZZANTI, GLI UFFICI NON REMUNERATIVI; NEL RECAPITO, SI ACCORPANO GLI UFFICI, È STATO SOSPESO IL SERVIZIO IL SABATO E SI PENSA AL RECAPITO A GIORNI ALTERNI NELLE ZONE CON DENSITÀ ABITATIVA INFERIORE ALLE 200 UNITÀ PER CHILOMETRO QUADRATO.

Per quanto riguarda i costi del servizio, sono frequenti i casi nei quali si propongono i servizi “a valore aggiunto” a scapito di quelli economici. Su questo versante, è da ricordare che il 19 dicembre 2013, l’Agcom ha deliberato l’aumento delle tariffe per i servizi postali rientranti nel servizio universale.

Riteniamo necessario puntualizzare che:

– Il governo si appresta alla cessione di un’azienda che da anni è in attivo considerevole, pertanto, è lecito chiedersi dove nasca la necessità di tale intervento.

– La motivazione addotta di contrasto al debito pubblico è inaccettabile in considerazione della sproporzione tra questo e gli incassi che si otterrebbero con la cessione, anche totale, dell’azienda, in considerazione degli utili stessi di Poste italiane e di quanto lo Stato potrebbe incassare con un percorso di ripubblicizzazione dell’azienda.

– Nulla è ancora definito in merito agli acquirenti e, per esplicita dichiarazione del Viceministro Morando, (audizione IX Commissione trasporti 11 marzo 2014), non sono ancora stati affrontati i temi del futuro assetto, del piano industriale e della tenuta occupazionale.

– Per quanto riguarda le ricadute sulla quantità e qualità dei servizi offerti, ancora le parole del Viceministro ci danno il segno di quale sia il rischio che corriamo; sempre dall’audizione dell’11 marzo 2014 “mi sembra di poter dire che,… che non esistono seri rischi… o almeno che non c’è alcun nesso immediato e necessario tra la qualità e la quantità dei servizi forniti e il processo di privatizzazione”; questo conferma l’approssimazione e superficialità con la quale si procede.

PER IL SERVIZIO POSTALE PUBBLICO, PER L’OCCUPAZIONE E LA GARANZIA E QUALITA’ DEI SERVIZI OFFERTI, IL COBAS POSTE E IL CUB POSTE SARANNO NELLE PIAZZE ITALIANE IL GIORNO 7 APRILE E NEI GIORNI PRECEDENTI.


intervista e riprese di Roberto Pietrucci
post-produzione e montaggio di Simone Bucci

 

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