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CGIL Trieste: al Congresso votano anche i morti

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A TRIESTE VOTANO ANCHE I MORTI

Intervista a Silvia Di Fonzo della componente "il sindacato è un'altra cosa – CGIL"

 

 

 

 

 

 

 


 


Presunta irregolarità e falsificazione del voto del CONGRESSO SPI aggregazione distretti esteri (Slovenia e Croazia)

 

PREMESSA:
Questo dossier prova a mettere in fila una serie di fatti attinenti a presunte irregolarità e falsificazioni di voto per il Congresso dello SPI di Trieste “Aggregazione distretti esteri”.  Queste irregolarità sono state sollevate inizialmente attraverso i nostri ricorsi presentati alle 3 commissioni di garanzia congressuale (Provinciale, Regionale e infine Nazionale) richiedendo fin da subito il materiale necessario a verificare la correttezza del voto.
Questo materiale non è mai arrivato alla verifica, in quanto la commissione di Garanzia Provinciale ha richiesto la documentazione da verificare solo dopo aver respinto il ricorso. Tale aspetto ha permesso allo SPI di Trieste di appellarsi alla Commissione di Garanzia Nazionale che, su quesito diretto n.135,  ha ritenuto “illegittima” la richiesta di verifica della documentazione afferente al voto dello SPI esteri da parte della Commissione di Garanzia Provinciale. Tutto ciò ha reso ovviamente vano ogni nostro ricorso fatto a livello superiore e generando in noi ulteriori sospetti di irregolarità.
Tanto per esser chiari, il materiale richiesto dalla commissione di garanzia provinciale allo SPI Esteri è il seguente:

1) I singoli verbali di assemblea e di seggio.

2) Gli elenchi degli iscritti/e interessati/e per il singola Lega acquisiti dalle presidenze di assemblea e di seggio contenenti le firme di avvenuta partecipazione al voto.

3) La certificazione eseguita dalla presidenza sugli aventi diritto intervenuti alle assemblee e seggi se esistente

4) Il fac-simile della scheda elettorale allegata ai verbali di assemblea.

5) L’urna contenente le 1040 schede dei votanti con la firma della presidenza.
Lo SPI di Trieste pur di non presentare questo materiale come si diceva si è appellata con quesito diretto alla CGN il 18 Marzo (ben 11 giorni dopo il nostro ricorso alla Commissione di Garanzia Nazionale che non si è degnata nemmeno di rispondere al nostro ricorso presentato nei tempi e nei modi previsti).

Perchè mai una categoria dovrebbe opporsi formalmente ad una semplice verifica su del materiale di questo genere, tanto più se non si è in difetto?

Veniamo ora ai fatti  che sono stati parte integrante dei ricorsi da noi presentati.
Lo SPI "aggregazione distretti esteri" comprende le assemblee congressuali svolte in territorio NON nazionale. In questo caso stiamo parlando delle assemblee e delle successive votazioni svolte in Croazia in 4 assemblee distinte.
Diciamo fin da ora che ai relatori del secondo documento, a differenza di tutte le altre assemblee dello SPI di Trieste, non è stato possibile partecipare alle assemblee previste per questa aggregazione esteri e ai relativi seggi, conseguentemente alla mancanza del riconoscimento di agibilità ed eventuali rimborsi previsti, data anche la distanza dei luoghi delle assemblee da Trieste (1 ora di auto).

Stiamo parlando delle ASSEMBLEE TERRITORIALI di:
– Parenzo (comprensivo diverse leghe) aventi diritto 380 – votanti 190 – assemblea 19/02 10.00- 12.00 – seggi 19/02 11.00-12.00 20/02 9.00-13.00
– Pisino (comprensivo diverse leghe) aventi diritto 313 – votanti 183 – assemblea 13/02 10.00- 13.00 – seggi 13/02 11.00-12.00 14/02 9.00-13.00
– Fiume (lega unica) aventi diritto 656 – votanti 298 – assemblea 11/02 10.00- 13.00 – seggi 11/02 09.00-13.00 12/02 09.00-13.00
– Pola (comprensivo diverse leghe) aventi diritto 473 – votanti 381 – assemblea 07/02 11.00-13.00 seggi 09/02 12.00-13.00 10/02 09.00-13.00

La Commissione di Garanzia Provinciale di Trieste non le ha trattate una ad una ma ha aspettato lo svolgimento di tutte e 4 le assemblee per verificarle poi in blocco e tale controllo è avvenuto soltanto il 26 febbraio (8 giorni dallo svolgimento della prima assemblea).
Poi c’è l’evidente mancanza di documentazione. Non risultano pervenute le liste degli aventi diritto che, ai sensi del Regolamento Congressuale, devono essere allegate ai verbali di assemblea e di seggio per le assemblee territoriali. Tale aspetto rende palese la mancanza di certificazione dei votanti e secondo noi aggrava l'infrazione al Regolamento Congressuale.
Infatti dalla Pagina 5 del "verbale per le assemblee di base dello SPI, rilasciato nella documentazione ufficiale della CdG Nazionale il 12.12.2013 citiamo testualmente:
"Il/la Presidente/za acquisisce gli elenchi e certifica che le/gli aventi diritto al voto siano iscritte/i alla CGIL. In caso di Congresso territoriale di categoria o intercategoriale deve essere allegato al verbale l'elenco delle aziende con l'indicazione, per ciascuna, del numero e dei nomi delle/gli iscritte/i".
Nel caso dello SPI esteri, essendoci la presenza di più Leghe e territori, ci si dovrebbe attenere quindi all’indicazione suddetta riguardante le assemblee territoriali in cui la certificazione degli “aventi diritto” deve risultare in allegato al verbale dell'assemblea.
Nel caso di queste assemblee, nel verbale non è presente alcuna lista degli aventi diritto certificata dal Presidente del congresso.
Diamo per scontato che tale disposizione serva ad individuare, nelle singole assemblee territoriali, gli aventi diritto sulla base del fatto che soltanto una serie di Leghe SPI sono coinvolte in una distinta assemblea territoriale e quindi soltanto gli iscritti appartenenti a tali Leghe sono gli aventi diritto al voto. Questo per evitare che singoli iscritti, in mancanza di atti certificativi, possano partecipare e votare in più di una assemblea territoriale. Secondo il Regolamento anche in queste assemblee territoriali il Presidente di congresso avrebbe dovuto certificare che i votanti fossero "tra gli aventi diritto" cioè che fossero iscritti alle Leghe coinvolte.
Non sapremo mai quindi se esista o meno questa documentazione, richiesta tra l’altro dalla Commissione di Garanzia Provinciale di Trieste e sempre negata dallo SPI di Trieste.

L’ANDAMENTO DEL VOTO:

Una disamina dei dati aggregati ufficiali, gli unici forniti, riguardanti i risultati delle consultazioni tra gli iscritti allo SPI del Distretto Esteri avvenute lo scorso febbraio a Parenzo, Pisino, Pola e Fiume e di pertinenza della CGIL di Trieste, fa registrare percentuali da record sia sotto il profilo dell’affluenza al voto che della scelta dei documenti congressuali con l’espressione plebiscitaria degli elettori a favore del documento congressuale che ha prima firmataria Susanna Camusso.
In queste quattro assemblee, le uniche avvenute per il Distretto Esteri e valide per tutte le leghe distribuite in Croazia (dubitiamo che riguardino anche  i residenti in Slovenia, anche se non lo sappiamo ufficialmente),  i dati aggregati ufficiali ci mostrano che su 1822 dichiarati aventi diritto,  l’affluenza al voto è stata del 57.74%,  le schede dichiarate valide, cioè non nulle o bianche, sono state il 57.08%, e di queste 99.71% a favore del documento 1. In valori assoluti  per il Distretto Esteri i voti dichiarati validi sono stati 1040 e di questi ben 1037 a favore del documento 1. 
Si tratta di una vera e propria anomalia anche rispetto alle percentuali registrate nelle consultazioni SPI che si sono svolte a Trieste e provincia. Se ad esempio togliamo i 1822 iscritti del  Distretto Esteri dai 12700 iscritti per l’area di afferenza allo SPI di Trieste (numero che risulta dalle validazioni fornite dalla CGT), otteniamo  ben altri valori percentuali:  2.73% di voti validi (non è stata fornita l’affluenza al voto),  90.24% a favore del documento 1, e il 9.76% a favore del documento 2. In valori assoluti per i 4 distretti di Trieste e provincia (Altipiano, centro, est e S. Giacomo) su 10878 aventi diritto i voti dichiarati validi sono stati 297 e di questi 268 a favore del documento 1 e 29 a favore del documento 2. 
Un altro record è rappresentato dalla frequenza nella procedura di voto: nelle 27 ore in cui in cui si è potuto votare considerando sia le ore per le assemblee che quelle di apertura prolungata del seggio nelle giornate successive, avrebbe votato in media un elettore ogni minuto e mezzo, un record ancora piu’ eclatante se si tiene conto  della distribuzione per età di questi elettori, descritta in figura 1,  e la si confronta con quella degli iscritti allo SPI a livello nazionale dedotta dalla banca dati ARGO usata in CGIL.
Da notare che nel caso croato, la percentuale di persone oltre i 95 anni e addirittura ultracentenarie non risulta trascurabile, al contrario dei dati nazionali.

figura 1 : distribuzione del tesseramento dei pensionati in base all’età,  _ _ dati nazionali dall’archivio della CGIL , (*)  www.cgil.it_Archivio_PRIMOPIANO_materiali_tesseramento2011_2; ___ dati Croazia  per il 2014 recuperati della NCCdL di Trieste.

Alla luce di quanto esposto e del fatto che, contrariamente a quanto avvenuto per Trieste e provincia, non eravamo presenti nelle consultazioni istriane per le ovvie e note difficoltà logistiche e di agibilità sindacale, il sospetto di avvenute manipolazioni era e resta fondato, fino a prova contraria.  Il reiterato rifiuto da parte dello SPI di fornirci la documentazione richiesta (le liste degli aventi diritto per le singole assemblee territoriali allegate ai verbali di assemblea e di seggio) e la frettolosa liquidazione del caso da parte delle commissioni di garanzia ingenerano ovvi sospetti a livello generale.
Vogliamo inoltre rilevare che la motivazione addotta a sostegno di tale atteggiamento omertoso, cioè che il congresso provinciale avrebbe già avuto luogo e che quindi saremmo fuori tempo massimo per sollevare dubbi di validità e obiezioni, al di là del fatto che era per noi impossiibile rispettare le 48 ore previste per il ricorso perchè, come abbiamo già scritto in precedenza, la CGT ha trattato le 4 assemblee avvenute in giorni distinti come un unico blocco compiendo cosi’ un errore formale a nostro danno,  è del tutto priva di senso: il sospetto di manipolazioni puo’ avvenire solo dopo che l’eventuale illecito c’è stato e il fatto che sia stato celebrato un congresso che ha eventualmente legittimato un voto illegale deve essere considerato  come un’ulteriore aggravante e non come  una pregiudiziale. Sarebbe come dire che i brogli elettorali, se il Parlamento è già stato eletto e insediato, non contano più.
A questo punto vogliamo mostrare i risultati di uno studio statistico elaborato sulla base di  dati recuperati dalla banca dati della NCCdL di Trieste, che usa il sistema di archiviazione ARGO. Precisiamo che si tratta di dati che dovrebbero essere accessibili a iscritti e a dirigenti sindacali in nome della trasparenza richiamata nel regolamento congressuale .
Le elaborazioni sono fatte sulla base di alcuni file PDF, che alleghiamo, che riportano in calce la data di stampa, 27 gennaio 2014, e che contengono  l’elenco dei pensionati iscritti  allo SPI residenti in Croazia e Slovenia. Ciascun elenco contiene, oltre ai dati anagrafici e di residenza, delle non meglio precisate x che appaiono solo per alcuni iscritti. Naturalmente abbiamo chiesto alle commissioni di garanzia che ci fornissero spiegazioni sul loro significato, ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Cosi’ vi mostriamo le nostre supposizioni.
La figura 2 confronta, per i 1697 pensionati iscritti allo SPI nel 2014 e residenti in Croazia,  la distribuzione delle x riscontrate in ciascuna fascia d’età dove ciascuna fascia  comprende 5 anni (istogrammi rossi) con la distribuzione corrispondente di tutti gli iscritti (istogrammi grigi). Il valore in ordinata si riferisce al numero assoluto di iscritti e non alle percentuali. Da notare anche che i 1697 pensionati che compaiono nelle liste degli aventi diritto dei residenti in  Croazia per l’anno 2014 sono un numero inferiore da quello riportato nelle validazioni uffiiciali dei dati aggregati degli aventi diritto per lo SPI del ”Distretto ESTERI” (che è 1822 come riportato all’inizio di questo dossier) e comunque questo numero non è sufficientemente piccolo da poter comprendere anche i 569 iscritti in  Slovenia e i 162 Iscritti Altre Nazioni, che ragionevolmente non devono essere aumentatii cosi’ tanto dal 2012, anno di validazione per i congressi SPI, al 2014 che è l’anno di riferimento dei file a nostra disposizione.

 

figura 2 : istogrammi rossi, distribuzione delle x riscontrate negli elenchi dei pensionati in Croazia ripartite  secondo fasce d’età di 5 anni;  istogrammi grigi, distribuzione di tutti gli iscritti presenti nelle relative fasce. I valori sopra gli istogrammi denotano la percentuale di x riscontrata in ogni fascia d’età.  Il valore in ordinata si riferisce al numero assoluto di iscritti .

A questo punto, da un’analisi dei dati riportati nella figura 2 possiamo fare queste deduzioni:
1) oltre i 65 anni, cioè quando il  numero di iscritti per fascia è statisticamente rilevante (superiore alle 20 unità) la percentuale di x aumenta costantemente  con l’età, passando dal 30% al 78%  nel caso degli ultracentenari.

2) La percentuale del numero totale di x rilevate rispetto al numero totale di iscritti presenti è 60%, numero “curiosamente” vicino  ai dati  sull’affluenza al voto in Croazia che sono del 57.74%,  come scritto all’inizio di questo dossier.

3) Gli ultracentenari iscritti in Croazia sono 18.

Naturalmente ci auguriamo che le nostre supposizioni siano errate  e che le croci indichino in realtà il numero di iscritti mancini, oppure di quelli che non hanno pagato la tessera, oppure che chissà quale altra spiegazione banale cui non abbiamo pensato ci sia.
Se cosi’ non fosse però, se fosse vero che le x rappresentano i votanti, questo comporterebbe implicazioni molto pesanti, perchè indicherebbe una programmazione dei brogli in Istria concertata preventivamente.
Preventivamente perchè la data del 27 gennaio 2014 riportata in calce all’elenco degli iscritti è antecedente alla data di svolgimento delle assemblee dello SPI, che hanno avuto luogo nel mese di febbraio e questo porterebbe a pensare che non si tratti della libera iniziativa di un singolo dirigente sindacale di qualche Lega ma di un’operazione concertata a livelli alti perchè la distribuzione delle x è presente in tutti i file degli iscritti.
Inoltre, sempre seguendo questa linea di pensiero, è chiaro che perchè la pianificazione dei brogli garantisca un certo livello di “affidabilità”,  bisogna che gli elettori che figurano come votanti non arrivino per davvero al seggio, sarebbe alquanto imbarazzante.  Cosi’ si potrebbe spiegare facilmente il punto 1), quello cioè della crescita lineare delle x con l’età anagrafica, tanto meglio se si tratta di anziani con difficoltà motorie.
Del resto, anche la distribuzione delle x rispetto alla residenza degli iscritti va nella medesima direzione: si registrano percentuali di x fino 100% per iscritti provenienti da regioni remote dalla Croazia, come ALJMAS a 470 km da Fiume,  BASKA VODA a 467 Km, o addirittura SMEDEREVO in  SERBIA. Età o distanza in questo caso farebbero lo stesso gioco.
Ma veniamo al punto 3), quello degli iscritti ultracentenari. Eravamo molto curiosi di sapere cosa pensassero del congresso, in quale assemblea avessero votato, plausibilmente Pisino che è a 30 km di distanza, ma soprattutto che stile di vita conducessero data la longevità. E cosi’ siamo andati a Roč – Rozzo, nel cuore dell’Istria settentrionale, a 348 metri sopra il livello del mare e distante 10 chilometri da Buzet – Pinguente. Qui, stando sempre all’elenco croato, vivevano Josip Krulčic e Ivan Krajcar, nati rispettivamente nel 1910 e nel 1913. Abbiamo però tristemente appreso che sono morti, come stanno a testimoniare le foto delle loro tombe nei cimiteri di Roč (Josip) e Semici (Ivan), in un sobborgo di Roč, morti anche non recentemente, come indicano le date sulle lapidi nelle figure 3 e 4.

figura 3 : la tomba di Josip Krulčic nel cimitero di Roč

figura 4 : la tomba di Ivan Krajcar nel ciimitero di Semici presso Roč

Addirittura Josip Krulčic, iscritto negli elenchi SPI per il 2014, è morto da ben 5 anni, quindi da prima del precedente congresso. Ci domandiamo: chi paga le quote di questi iscritti? Chi ha certficato che fossero ancora vivi e, soprattutto, quali grossi interessi ci sono in gioco tali da giustificare simili garbugli? Certo abbiamo trovato solo alcuni casi di evidente falsificazione, non potendo per mancanza di mezzi condurre un’indagine a tappeto, e magari abbiamo avuto la fortuna (o la sfortuna a seconda dei punti di vista)  di incorrere nei soli due morti dichiarati vivi.
Certo è che anche nel caso dei 569 pensionati iscritti nelle liste SPI della Slovenia  e di cui non sappiamo in quale assemblea territoriali avrebbero votato, questo congresso non deve essersi svolto nel modo piu’ trasparente. A Sveto, sobborgo del Carso interno vicino a Comeno, distante 30 Km da Trieste, abbiamo scoperto che dei 3 iscritti alle liste SPI slovene e lì residenti, tutti e tre riportati nell’elenco con la x, Valerija Furlan in Kante, di anni 87, è invalida con stampelle ed esce molto raramente di casa solo se trasportata dai familiari. Dichiara di non aver affatto votato in questi ultimi mesi.
Stessa testimonianza di non aver votato al congresso l’ha rilasciata Ivan Luin, 89 anni e in buona salute mentre di Marija Hedviga Stantic Kovacic, 89-enne sempre residente a Sveto, si dice in paese che si sia trasferita a casa di una figlia in un’altra località del Carso perchè non era più autosufficiente e la sua casa è attualmente disabitata.
Crediamo che queste prove e indizi che abbiamo raccolto in modo casuale, siano in parte inconfutabili, e che insieme alle altre nostre supposizioni, se non smentite da spiegazioni plausibili, portino direttamente a dimostrare gravi responsabilità nel coinvolgimento a vari livelli di dirigenti sindacali.
Non ultimo, si dovrebbe fare chiarezza per poter stabilire se i delegati e gli eletti in  questo iter congressuale abbiano legittimità o meno.
L’esigenza di stabilire se le proporzioni fra gli eletti nelle liste dei due documenti siano corrette nasce anche dal fatto che uno stravolgimento causato da possibili manipolazioni del voto SPI avvenuti nel Distretto Esteri si ripercuote non solo sui diretti rappresentanti SPI a tutti i livelli, ma anche direttamente sulla quota di lavoratori attivi rappresentanti di tutte le categorie della CGIL eletti in quota SPI, come da regolamento.  In altri termini ci chiediamo quale sia la legittimità nella rappresentanza degli organismi eletti o ancora da eleggere nel nostro sindacato.
I compagni e le compagne che hanno partecipato alla stesura di questo dossier, alla ricerca dei dati ed alla disamina degli stessi si sono resi conto da subito di quanto fossero gravi i fatti che ci si apprestava a denunciare. 
La gravità di tali aspetti rendono evidente come questa infamia possa essere sanata esclusivamente con l’intervento del Comitato di Garanzia Statutario per la verifica dei fatti e dei dati.
E sarà nostra cura fare si che ciò avvenga il prima possibile, riservandoci di attuare ulteriori iniziative.

Trieste 28 marzo 2014

Fabio Barbo,Sasha Colautti, Silvia Di Fonzo, Alex Vecchiet

Il sindacato è un’altra cosa
Rivendicazioni per una CGIL indipendente, democratica, che lotta

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