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IN PIAZZA QUATTRO NOVEMBRE (CANZONIERE DEL VALDARNO)

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IN PIAZZA QUATTRO NOVEMBRE (CANZONIERE DEL VALDARNO).
Il Canzoniere ha partecipato a decine e decine di concerti tra il 1976 al 1979 nelle Feste dell’Unità in mezza Italia a cantare “Bandiera Rossa la trionferà” con un ottimo successo. Grazie ad Enzo Brogi, ex-sindaco di Cavriglia, nel 2001 è stato pubblicato su CD “Terra Innamorata” un lavoro del 1976/1977 già stampato su vinile in quegli anni. Per l’occasione in una casa del popolo di una piccola frazione, alla presenza di alcuni protagonisti dell’epoca, il Canzoniere del Valdarno si ricompose eccezionalmente per suonare alcuni brani. Purtroppo Luciano Morini era già scomparso alcuni anni prima.

Prima gli scioperi, poi
i partigiani, poi
il fascismo caduto – lo disse
la radio una sera,
e fecero festa, e fecero baldoria
la gente nelle strade.
La belva nera sfodera gli artigli
ultimi, l’ultima rabbia, l’ultimo
truce livore: è ormai finita, è
condannata, è solo
questione di ore…
Un giorno, una brigata di SS
invase Castelnuovo dei Sabbioni.
Rastrellò tutti gli uomini
del paese, li ammassò nella chiesa e li trucidò
a colpi di mitraglia. I morti furono…
tanti, troppi.
Pochi giorni dopo, la stessa rappresaglia
fu eseguita a Meleto Valdarno, cinque
chilometri più in là: i morti furono…
tanti, troppi.

Quanto devi ancora soffrire
povera terra martoriata?
Quanti figli dovranno morire
prima che tu sia liberata?

Una mattina giunsero i nazisti
casa per casa sfondarono le porte
e le finestre: giovani, ragazzi
vecchi ammassaron giù, lungo la strada.

(ritornello)

Urlavano le donne e i bambini
il prete disse: “liberate tutti
prendete me” fu spinto dentro il gruppo
furon condotti in piazza della chiesa.

(ritornello)

Maledetti aguzzini, pagherete
anche questa – gridarono i compagni
qualcheduno pregava, qualcheduno
piangeva in ginocchioni, lì sul selciato.

(ritornello)

Erano cento e più, come animali
schiacciati contro il muro della chiesa
cominciò il fuoco e durò a lungo, come
uno straziante lungo vecchio canto.

(ritornello)
Ora son tutti morti, uno sull’altro
povere mani cercano un marito
un figlio un padre – cosa cerchi cosa
povera mano, non c’è che dolore.

(ritornello)

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