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Europa, che fare

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EUROPA, CHE FARE?


29 settembre 2013

Dopo il Forum Mondiale di Tunisi, dopo l'Altersummit di Atene, una settimana dopo le elezioni tedesche, a otto mesi dalle elezioni europee Europa che Fare? democrazia e laicità, lavoro e beni comuni, diritti di cittadinanza e centralità mediterranea una giornata di riflessione comune aperta a tutte le organizzazioni e le reti sociali che si oppongono all'austerità e lavorano per un'altra Europa 28 settembre 2013 Roma Casa Internazionale delle Donne.

Al centro di una crisi di identità l’Europa appare sempre più una prigione incapace di rendere giustizia, al contrario strumento di sottomissione e di scardinamento di ogni forma di democrazia a favore della finanza e delle leggi di un mercato malato.

Ad una settimana dalle elezioni tedesche e ad otto mesi da quelle europee, proponiamo una giornata di lavoro collettivo per discutere sul futuro della costruzione europea e sul ruolo che le organizzazioni e reti sociali possono svolgere nei prossimi mesi. Veniamo da un periodo in cui, in modi e forme diverse, talvolta tutti insieme, abbiamo cercato di costruire una rete sociale europea all'altezza della sfida.

Con Firenze 10+10 e il Forum Sociale di Tunisi, con l'Altersummit di Atene e molti altri eventi europei, con la raccolta di un milione di firme per la Iniziativa dei Cittadini Europei per l'acqua pubblica e tante altre campagne e vertenze, abbiamo cercato di darci la forza necessaria a contrastare l'involuzione europea – come hanno fatto anche i sindacati con il cosiddetto “sciopero mediterraneo” del novembre scorso e i movimenti contro la Troika come Blockupy e Anti-precarità.

Ma questa forza è ancora insufficiente, nonostante le tante resistenze e la produzione di alternative che riescono a esprimersi, a livello locale e nazionale, in diversi paesi e situazioni. In alcune realtà nazionali, come in Italia, al contrario il discorso sull'Europa continua ad essere usato in modo strumentale e propagandistico dalle forze che gestiscono l'austerità, per costruire consenso in un popolo devastato dalla crisi e pieno di paura per il futuro.

Come costruire una visione europea condivisa dalla maggioranza dei sui cittadini? Come rendere popolare e credibile l'idea di un'altra Europa? Come costruire una alleanza capace di imporre un cambio di rotta? Quali passi, quali azioni, quali iniziative possibili?

La giornata di lavoro del 28 settembre vuole sottolineare ulteriormente l’importanza della dimensione europea e di una prospettiva mediterranea nella definizione di politiche differenti da quelle imposte dal Fondo Monetario Internazionale, da Commissione e Consiglio, e dalla Banca Centrale Europea, con una alternativa che ripensi alle fondamenta la natura della UE.

Un contributo non solo all'aggiornamento della analisi e a un avanzamento del dialogo, ma anche alla emersione di proposte di iniziative, mobilitazioni e campagne che ci aiutino a fare passi avanti. Consapevoli delle difficoltà, ma anche della necessità di non lasciare nelle mani degli avversari il futuro del progetto europeo.


Hanno già confermato la loro partecipazione: Haris Golemis*, Argiris Panagopoulos*, Elisabeth Gautier*, Frederic Boccara*, Raffaella Bolini, Roberta Turi, Roberto Morea, Roberto Musacchio, Franco Russo, Giovanna Capelli, Giulio Marcon, Lorenzo Marsili, Alfonso Gianni, Stefano Maruca, Tommaso Fattori, Monica Pasquino, Piero Bernocchi, Patrizia Sentinelli, Gaetano Azzariti, Guido Viale, Nicoletta Pirotta, Virgilio Dastoli, Tonino Perna, Chiara Filoni, Mimmo Rizzuti, Leila Ghanem* * In attesa di conferma.


 

interviste e riprese di Roberto Pietrucci
montaggio di Simone Bucci

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