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La sconfitta storica della borghesia venezuelana

La sconfitta storica della borghesia venezuelana

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La sconfitta storica della borghesia venezuelana.


 

 
Humberto Trompiz Valles – Rebelión

http://www.rebelion.org/noticia.php?id=162877

In una delle opere epocali del pensiero socialista scritta da Marx ed Engels: Il Manifesto del Partito Comunista, troviamo una delle funzioni storiche che questi due pensatori hanno assegnato alla borghesia come classe sociale dominante del capitalismo, ossia, lo sviluppo massimo delle forze produttive e in tal senso sentenziarono: "La borghesia, con il dominio di classe, che conta appena in un secolo di esistenza, ha creato forze produttive più abbondanti e più grandiose che tutte le generazioni precedenti nel loro insieme. La sottomissione delle forze della natura, l'impiego delle macchine, l'applicazione della chimica all'industria e all'agricoltura, la navigazione a vapore, le ferrovie, il telefono elettrico, l'adattamento a colture di continenti interi, l'apertura di fiumi alla navigazione, città intere nate per incantesimo, come se uscissero dalla terra. Quale dei secoli precedenti ha mai potuto sospettare che simili forze produttive dominassero il seno del lavoro sociale?

Da allora la legittimità storica dell'imprenditore come funzionario del capitale, riposa nel grande contributo scientifico-tecnico che questa figura ha offerto all'umanità, ricercando il proprio interesse personale. Inoltre, nei paesi oggi definiti sviluppati, la borghesia come classe anche ha tratto una enorme crescita sul terreno del pensiero, della politica e nell'esercizio della libertà degli esseri umani.
 

Quando cerchiamo in Venezuela il contributo della borghesia creola allo sviluppo del paese, tale come si concretizzò da parte delle borghesie nordatlantiche e asiatiche, il risultato è stato realmente desolante. Il 18 di febbraio del 1983 è la data che ci indica che il capitalismo redditiero come proposta societaria offerta dalla nostra borghesia, fondamentalmente nel seminato del petrolio, ovvero, nell'accomulazione privata della copiosa rendita petrolifera che dagli anni venti del secolo passato ricadeva sul paese, aveva toccato il fondo, lasciandoci una nazione colassata economicamente, con livelli di miseria sociale allarmanti e liquefatta politicamente. In questi anni si è evidenziato in queste latitudini la più grande sconfitta storica di qualsiasi borghesia, nonostante a proprio favore i più grandi e immaginabili vantaggi economici, politici e sociali, non è stata capace di avviare il paese sui sentieri dello sviluppo economico. In modo sommario andiamo a elencare i vantaggi che ha avuto a disposizione la borghesia venezuelana per avviare il proprio processo di accumulazione di capitale. A partire dalla terza decade del secolo scorso.

1. Un abbondante rendita petrolifera dirottata verso il settore finanziario -mercantile con mezzi leciti e illeciti, dando origine a un nuovo processo di accumulazione originaria del capitale – che tutt'oggi persiste – e che ha determinato il passaggio in modo pacifico dal pre capitalismo agrario al capitalismo speculativo-petrolifero.

 

2. Un intervento economico-statale tendente nel formare capitani d'impresa, appaltando il segmento petrolifero che ha privatizzato la rendita petrolifera attraverso meccanismi come:

a) crediti bassi al settore privato; b) imprese pubbliche che trasferiscono valore all'impresa privata; c) una moneta sopravvalutata che abbassa l'importazione di capitali;  d) una mano d'opera il cui salario è coperto da parte della rendita petrolifera; e) un mercato interno protetto dallo stato; f) una immigrazione offerente di mano d'opera funzionale pressioni salariali verso il ribbasso; g) l'apparato economico dello stato messo a loro disposizione; h) una legislazione funzionale all'esigenza di accomulazione di capitale interno.

3.- Un processo di lotta di classe ridotto alla sua minima espressione come prodotto della ridistribuzione delle eccedenze petrolifere.

4.- Un processo di stabilità politica con dittature e periodi di democrazia ristretta, a favore dell'impresa privata.

5.- Una guerriglia che è stata sconfitta politicamente, militarmente e ideologicamente dai politicidella democrazia redditiera.

 

6.- Una classe media fomentata dallo Stato e formata dall'immigrazione europea del secondo post-guerra totalmente identificata nei valori del capitalismo occidentale.

7.- Una classe latifondista le cui aspirazioni di appropriarsi di parte della rendita petrolifera sono state sepolte dal regime dittatoriale. 

 

8.- Un apparato di giustizia sufficientemente sensibilizzato per la sicurezza giuridica alla sacrosanta proprietà privata e allo stesso tempo, a perdonare i peccati della borghesia creola nella sua voracità sulla rendita petrolifera.

9.- Un apparato educativo destinato a formare mano d'opera e dirigenti per l'accumulazione di capitale e fomentatore di una società di consumo.

10.- Una chiesa cattolica disponibile a lavare la coscienza degli imprenditori e a promettere agli sfruttati felicità eterna.

Come possiamo vedere, le condizioni storiche fornite dall'accumulazione di capitale che ha sfruttato la nostra borghesia difficilmente sono state messe al servizio di altre borghesie in altri scenari. Lo scoppio del Caracazo nel 1989 è stato il verdetto sul progetto storico di erigere il capitalismo in queste terre. Di fronte a un simile insuccesso nello sviluppare le forze produttive così come viceversa l'hanno ottenuto le borghesie nordatlantiche, la nostra borghesia solo  rimase con la possibilità di continuare ad accumulare capitale appropriandosi della PDVSA e precisamente lì ha infilato le sue unghie sul finire degli anni ottanta e novanta del secolo scorso. Dobbiamo tener presente che sebbene questa borghesia ha fallito nel suo tentativo di sviluppare le forze produttive nazionali, dall'altra parte, è riuscita ad appropriarsi della parte del leone nella rendita petrolifera e depositarla negli istituti bancari all'estero. Di conseguenza questa borghesia non è stata produttiva nemmeno in quel caso, è stata semplicemente rapace, pensare che questa borghesia possa essere compagna di strada del socialismo bolivariano, non sono che sciocchi sogni.

 

  

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1.-MARX-ENGELS. Manifiesto del partido Comunista. Ediciones Prensa Latinoamérica, Chile, 1972. P.47


Traduzione a cura di puntocritico Onlus


www.puntocritico.net – info@puntocritico.net

 

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