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Napoli, 26 marzo 2011. Trasporti, protesta alla Metro (NUB)

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Nel servizio di NUB Napoli Urban Blog, la protesta all’inaugurazione della nuova fermata Metro, a cui aderisce USB Trasporti di Napoli.
Il comunicato del Comitato napoletano per il trasporto pubblico e il diritto alla mobilità:
Napoli: Contestate le istituzioni napoletane: difendiamo il trasporto pubblico!
Oggi, sabato 26 marzo era prevista verso mezzogiorno a Piazza Bovio l’inaugurazione della nuova stazione della metropolitana collinare di Napoli, la fermata Università. La solita passerella di politici e rappresentanti istituzionali, in particolare del centro-sinistra, da Morcone a Bassolino, che in piena campagna elettorale venivano a presentare i meravigliosi risultati della loro gestione, concedendosi poi un buffet con i soldi dei contribuenti. Ma stavolta non è andata come si aspettavano.
Mentre era da poco iniziata la celebrazione, una quarantina di studenti, utenti e lavoratori del trasporto pubblico del sindacato USB hanno fatto irruzione nella piazza su un bus R2 tappezzato di striscioni contro il taglio delle corse e l’aumento del costo del biglietto. Cartelli alla mano abbiamo denunciato il malfunzionamento del trasporto pubblico napoletano, gli sprechi dei troppi consigli di amministrazione, l’attacco al diritto alla mobilità ed ai lavoratori, messi in esubero e costretti a lavorare in condizioni di insicurezza.
Con interventi a megafono e volantinando, abbiamo quindi sottolineato che per aprire la nuova stazione, a causa di mancanza si personale (in una città record per la disoccupazione giovanile!), la Linea 6 chiuderà alle 14:30, la Funicolare centrale alle 22, e la stessa linea 1 dovrà anticipare la chiusura alle 22! Ma non solo: a partire dal 1° aprile ci sarà l’aumento del biglietto UNICO di 10 cent per la città di Napoli e di ben 50 cent per i comuni limitrofi, mentre la frequenza delle corse è già molto diminuita ed il servizio è qualitativamente peggiorato!
Infine abbiamo esposto striscioni contro l’intervento militare (“Meno F16, più R2″; “Niente spese militari, servizi sociali”), chiedendo di utilizzare i soldi dei bombardamenti per le vere priorità sociali: casa, lavoro, sanità, istruzione e ricerca.
Come al solito è bastato scendere in piazza in maniera autorganizzata per inquietare le forze dell’ordine: subito schierate tre camionette e DIGOS con manganelli alla mano. Questo sfoggio muscolare non è però bastato ad intimidirci, visto che gli slogan hanno tanto disturbato il sindaco Rosa Russo Jervolino al punto di costringerla a non uscire fuori dalla stazione dopo il giretto inaugurale.
Peccato per il suo buffet! Noi però continueremo a denunciare le responsabilità di tutti: dallo Stato centrale che taglia i fondi agli organi locali che mangiano e spartiscono, passando per le filiere di clientele e di “amici di amici” che per costruire un tratto di metro al momento inutile (da Dante a Bovio fino al 2013 ci vorrà lo stesso tempo che ci vuole a piedi), ci mettono anni, tagliando i servizi e mettendo le mani nelle nostre tasche!
Facciamo appello a tutti i cittadini affinché si oppongano a questo nuovo sopruso, e si aggreghino a noi per organizzare insieme un nuovo momento di lotta!

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