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	<title>Libera Tv &#187; USA &#8211; Stati Uniti</title>
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		<title>ELEZIONI USA : Si è esaurita la spinta populista? Un segnale per l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 12:35:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Venier]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Elezioni USA : I democratici conquistano la Camera. Trump non è ancora sconfitto Nessuna &#8220;blu wave&#8221; ma la spinta del populismo sembra perdere forza Articolo di Pietro Venier Video realizzato da un attivista della campagna della candidata democratica e socialista Alexandria Occasio Cortez che ha vinto il collegio del Bronx a New York Chi si [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #0000ff">Elezioni USA : I democratici conquistano la Camera. Trump non è ancora sconfitto</span></h1>
<h4>Nessuna &#8220;blu wave&#8221; ma la spinta del populismo sembra perdere forza</h4>
<p>Articolo di Pietro Venier</p>
<p>Video realizzato da un attivista della campagna della candidata democratica e socialista Alexandria Occasio Cortez che ha vinto il collegio del Bronx a New York</p>
<hr />
<p style="text-align: justify"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/midterm-election.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48031" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/midterm-election-300x141.jpg" alt="midterm election" width="300" height="141" /></a>Chi si aspettava, o sperava, una secca sconfitta per il Presidente Trump è rimasto deluso. La &#8220;blu wave&#8221; non ha travolto il Presidente che riesce a conservare, ed addirittura ad allargare, la maggioranza al Senato. Però Trump aveva trasformato queste elezioni in un referendum sulla sua Presidenza e quindi ha perso. La Camera dei rappresentanti è oggi nelle mani del Democratici che potranno utilizzare questa posizione non solo per difendere quel che rimane delle riforme di Obama ma anche per indagare il Presidente ed il suo staff. Probabilmente, dato che i repubblicani controllano il Senato, non ci sarà nessun impeachment ma Trump nei prossimi due anni sarà tenuto sulla graticola da un ramo del parlamento USA. Il dato più significativo però sta nel profondo cambiamento che sembra aver attraversato il Partito Democratico. Dopo la sconfitta di Hillary Clinton i protagonisti della riscossa sono diventate le donne, le minoranze, coloro che rappresentano con la loro storia il contrario dell&#8217;America di Trump. Contano i nuovi eletti (tra loro giovani, mussulmani, indigeni e rappresentanti LGBT) ma soprattutto contano coloro che per queste elezioni si sono mobilitati come se fossero l&#8217;ultima spiaggia. Di fronte alla propaganda razzista e sessista del presidente si sono mobilitate energie sopite che hanno generato una partecipazione senza precedenti. Le forze liberal e progressiste questa volta non si sono divise ed hanno bloccato quella onda populista, razzista, sessista che sembrava inarrestabile. Si tratta di un segnale molto importante ovviamente non solo per gli USA. L&#8217;esempio di Trump ha galvanizzato i populisti e nazionalisti di tutto il mondo. Oggi negli USA è di nuovo chiaro che i populisti in realtà sono minoranza e che è possibile batterli. Il segnale arriverà in Europa? Lo vedremo presto. Le elezioni europee saranno la prossima tappa di questo confronto. Se le forze progressiste sapranno individuare il nemico principale allora è possibile che il peggio venga evitato. Non si tratta solo di sconfiggere l&#8217;avversario ma di portare nuovi contenuti al centro della discussione pubblica. Se ci sono riusciti i candidati democratici USA, mai così radicali, perchè non dovrebbe riuscirci la sinistra in Europa? Una ultima considerazione. L&#8217;interdipendenza tra processi politici nei vari continenti non è mai stata così evidente. Trump vince e spinge alla vittoria la Lega in Italia come Bolsonaro in Brasile. Noi stessi non sentiamo le elezioni americane così estranee alla nostra dinamica quotidiana. L&#8217;interdipendenza politica dimostra che il nostro mondo è sempre più piccolo e che i diritti e le libertà o sono di tutti, di tutti e tutte sul pianeta, o non sono di nessuno. Esattamente il contrario di quanto Trump ed i suoi seguaci cercano di far credere.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="48029"> (123)</p>
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		<title>SIRIA : USA, Francia e GB attaccano Damasco</title>
		<link>https://www.libera.tv/2018/04/16/siria-usa-francia-e-gb-attaccano-damasco/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 11:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>GUERRA IN SIRIA : BOMBARDAMENTI CONTRO DAMASCO Per distruggere presunte armi chimiche USA , Francia e GB scaricano missili sulle città di Pietro Venier L&#8217;attacco come sempre parte nella notte. I vigliacchi si nascondono sempre nell&#8217;ombra. Dopo aver più volte &#8220;avvertito&#8221; la Russia l&#8217;attacco più annunciato della storia comincia alle 3 con il buio più [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #800000;">GUERRA IN SIRIA : BOMBARDAMENTI CONTRO DAMASCO</span></h1>
<h4>Per distruggere presunte armi chimiche USA , Francia e GB scaricano missili sulle città</h4>
<p>di Pietro Venier</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/04/Bombardamento-Damasco-Siria.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-47611" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/04/Bombardamento-Damasco-Siria-300x168.jpg" alt="Bombardamento Damasco Siria" width="300" height="168" /></a>L&#8217;attacco come sempre parte nella notte. I vigliacchi si nascondono sempre nell&#8217;ombra. Dopo aver più volte &#8220;avvertito&#8221; la Russia l&#8217;attacco più annunciato della storia comincia alle 3 con il buio più intenso. Dalle navi e dai sommergibili che stazionano nel Mediterraneo partono i missili che USA, Francia e Gran Bretagna hanno deciso di lanciare contro la Siria e la sua capitale Damasco. Cento micidiali bombe aeree, nipotine di quelle che Hitler lanciava contro Londra, arrivano al loro obiettivo. Le esplosioni squarciano la notte ed aggiungono sofferenza ad un popolo già martoriato. Passano poche ore ed i Presidenti &#8220;democratici&#8221; prendono la parola per spiegare che, ovviamente,&#8221;non c&#8217;era alternativa&#8221;. Loro, a nome di noi tutti purtroppo, dovevano bombardare per &#8220;punire&#8221; il tiranno Assad che avrebbe utilizzato delle armi chimiche per riconquistare Douma dai terroristi dell&#8217;ISIS. Nessuno porta una sola prova che confermi quanto denunciato. Ma chiedono a tutti noi di fidarci. Bisogna fidarsi della parola di quelli che hanno invaso l&#8217;Iraq per eliminare armi di distruzione di massa che non sono mai esistite. Bisogna fidarsi di coloro che hanno distrutto la Libia per portare &#8220;la libertà&#8221; consegnandola nelle mani delle bande e dell&#8217;ISIS. Bisogna persino accettare che anche la vera e propria follia di poter pensare di eliminare armi chimiche bombardando i siti dove sarebbero stoccate queste sostenze pericolosissime. Se davvero gli obiettivi dei bombardamenti fossero stati depositi di armi chimiche oggi, grazie ai missili &#8220;belli ed inelligenti&#8221; di Trump l&#8217;intera Siria sarebbe in pericolo di contaminazione. Siamo di fronte ad un attacco che va contro ogni legalità internazionale, che colpisce le forze che sul campo hanno combattuto contro lo Stato Islamico ed i suoi tagliagole, un attacco nella sostanza inutile, come dichiarano i più importanti esperti militari, ma che serve a mostrare i muscoli in primo luogo alle proprie opinioni pubbliche ma senza spaventare troppo le Borse (l&#8217;attacco è iniziato alla chiusura settimanale di Wall Street&#8230;). Bisogna dire basta con questa politica delle armi. Terrorismo e guerra si alimentano a vicenda.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47610"> (54)</p>
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		<title>GERUSALEMME &#8211; PALESTINA : La parola alle donne</title>
		<link>https://www.libera.tv/2017/12/14/gerusalemme-palestina-la-parola-alle-donne/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 10:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<category><![CDATA[USA - Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>GERUSALEMME E&#8217; LA CAPITALE DELLA PALESTINA Le donne palestinesi, ebree ed arabe reagiscono alla decisione di Trump Fonte : Donne del Mediterraneo &#8211; AWMR Abbiamo deciso di pubblicare questi appelli diffusi e tradotti da AWMR Italia in merito alla gravissima decisione del Presidente USA Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. La parola delle [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<h1><span style="color: #008000;">GERUSALEMME E&#8217; LA CAPITALE DELLA PALESTINA</span></h1>
<p>Le donne palestinesi, ebree ed arabe reagiscono alla decisione di Trump</p>
<p>Fonte : <a href="http://awmr-donneregionemediterranea-italia.blogspot.it/" target="_blank">Donne del Mediterraneo &#8211; AWMR</a></p>
<hr />
<p><em>Abbiamo deciso di pubblicare questi appelli diffusi e tradotti da AWMR Italia in merito alla gravissima decisione del Presidente USA Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. La parola delle donne è ancora più significativa in questo momento drammatico. Si tratta di donne palestinesi, di donne ebree, di donne arabe che vivono in israele.  Ci parlano donne  che ogni giorno si battono sul terreno contro l&#8217;occupazione e per la difesa dei diritti umani. Per loro è prioritario veder riconosciuta la legalità internazionale ed il diritto ad uno stato di Palestina che ne conseguee. In questo senso queste voci sono forse anche più significative delle immagini di lotta disperata nelle strade della Palestina. La decisione di Trump viola infatti ogni risoluzione delle Nazioni Unite e rischia di impedire per sempre ogni eventuale accordo tra Israele e Palestina. Trump vuole consentire a Benjamin Netanyahu di certificare e &#8220;legittimare&#8221; gli attuali rapporti di forza sul terreno. Se questo fosse accettato ciò dimostrerebbe agli occhi di tutto il mondo che la guerra è l&#8217;unica via per la affermazione dei diritti. La Palestina difficilmente nascerà da una guerra ma ciò non toglie che ha il diritto di esistere ed ha il diritto di avere Gerusalemme come propria capitale. Questo diritto nasce dal diritto internazionale e dalla storia di un popolo che è stato aggredito, deportato, derubato e colonizzato. Questo diritto non sarà cancellato dalle estemporanee dichiarazioni di un presidente USA tanto screditato da essere alla disperata ricerca di una guerra che ne mescheri l&#8217;incapacità a governare il proprio paese.</em></p>
<hr />
<h4> Unione Generale Donne Palestinesi (GUPW)</h4>
<h2><span style="color: #008000;"><em>Noi donne palestinesi in lotta per i nostri diritti</em></span></h2>
<p><strong>A nome delle donne Palestinesi che combattono e lottano da decenni per il diritto del popolo palestinese alla autodeterminazione</strong> e alla costituzione di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme Est come capitale, per il diritto al ritorno dei profughi secondo le legittime risoluzioni internazionali relative alla questione palestinese, <strong>leviamo la nostra voce contro la decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump</strong> di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di trasferirvi la propria ambasciata, contraddicendo la posizione della comunità internazionale che riconosce Gerusalemme come parte del territorio palestinese occupato in base alla risoluzione 478.</p>
<p>Questa decisione smaschera gli Stati Uniti come sostenitori dell’occupazione e non onesti mediatori del processo di pace.</p>
<p><strong>Tutto il popolo palestinese rifiuta questa decisione </strong>e chiede a tutte le forze democratiche nel mondo che credono nei diritti umani e nella legalità internazionale di appoggiare il diritto del popolo palestinese a costituire uno stato palestinese indipendente entro i confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme est come capitale.</p>
<p>Ci appelliamo al mondo come associazione di donne democratiche che sta con il popolo palestinese, contro l’imperialismo e il sionismo, perché si condanni, si deplori e si denunci questa decisione. <strong>Ci appelliamo alla comunità internazionale</strong> perché si promuova una conferenza internazionale sotto l’egida del processo di pace delle Nazioni Unite per raggiungere una giusta e complessiva soluzione alla questione palestinese.</p>
<p>Viva l’amicizia tra i popoli pacifici, viva la lotta del popolo palestinese, viva le donne palestinesi in lotta, libertà ai prigionieri politici palestinesi nelle carceri israeliane</p>
<p>INTISAR ELWAZIR</p>
<p>Presidente General Union of Palestinian Women</p>
</div>
<h4></h4>
<hr />
<h4>Movimento di Donne Democratiche in Israele</h4>
<div>
<h2><strong><img class=" alignleft" src="https://1.bp.blogspot.com/-ngQNo5YUflw/Wi6eCpu8qfI/AAAAAAAABvs/2RE87L8FtRIm4GQwIYXOP92IFKe1gFazgCLcBGAs/s640/widf%2Bridotto%2B%2Bisrael.jpg" alt="" width="640" height="240" /></strong><span style="color: #008000;">Noi, donne israeliane arabe ed ebree, chiediamo che  Trump ritiri la sua grave decisione</span></h2>
<p>Il  Movimento di Donne Democratiche in Israele, che rappresenta migliaia di donne ebree ed arabe, esprime il proprio disappunto e rifiuto del riconoscimento annunciato dal presidente Trump di Gerusalemme come capitale di Israele. La decisione del presidente Trump è in contrasto con tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite contro l’occupazione israeliana dei territori palestinesi, compresa Gerusalemme Est. Noi siamo preoccupate che questo annuncio porti ad una rinnovata esplosione di violenze.Tale decisione mette fine alla finzione degli Usa di giocare un ruolo di mediatore nel processo di pace. La politica del presidente Trump attizza il fuoco nel Medio Oriente e non aiuta a risolvere il problema. Per le donne della regione ciò si tradurrà in ulteriori sofferenze per le conseguenze della violenza repressiva. Negli ultimi giorni diversi palestinesi sono stati uccisi e centinaia sono stati feriti dall’esercito israeliano. Altre madri soffriranno per la perdita dei loro figli.</p>
<p>Noi ancora vogliamo credere che la soluzione di due Stati e la creazione di uno Stato Palestinese entro i confini anteriori al 1967 in Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme Est sia la giusta e durevole opzione per risolvere la perdurante occupazione.</p>
<p>La sovranità di Israele su Gerusalemme Ovest non è mai stata riconosciuta internazionalmente, e tutti i paesi mantengono le loro ambasciate a Tel Aviv. Il presidente Trump con questa sua decisione contraddice la posizione della comunità internazionale e sostiene l’occupazione illegale dei territori palestinesi da parte di Israele.</p>
<p>Tale decisione rinfocola i contrasti religiosi e incoraggia i gruppi fondamentalisti, poiché Gerusalemme è la città santa di tre religioni.</p>
<p>Noi, donne israeliane arabe ed ebree, chiediamo che il presidente Trump ritiri la sua pericolosa decisione e voglia svolgere un ruolo positivo nella soluzione del conflitto fra Israeliani e Palestinesi perché si giunga ad una giusta e durevole pace tra due Stati indipendenti.</p>
<p>10 dicembre 2017</p>
<p>Movement od Democratic Women in Israel</p>
<hr />
<h4>AWMR Italia -Donne della Regione Mediterranea</h4>
<h2><span style="color: #008000;">Palestina Libera</span></h2>
<p>La AWMR Italia &#8211; Donne della Regione Mediterranea <b>rifiuta il riconoscimento di <span class="il">Gerusalemme</span> come <span class="il">capitale</span> di Israele da parte degli USA</b>, annunciato dal loro presidente Trump in aperta violazione del diritto internazionale e dei diritti del popolo palestinese.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">Respinge anche, come atto di ostilità nei confronti del popolo palestinese, l&#8217;annunciata intenzione di spostare da Tel Aviv a <span class="il">Gerusalemme</span> l&#8217;ambasciata americana.</div>
<div style="text-align: justify;">Tutto ciò sarebbe una violazione delle numerose risoluzioni dell&#8217;ONU, compresa la recente 2334 del Consiglio di <span class="m_-2758999771850909191text_exposed_show">Sicurezza (dicembre 2016) che esplicitamente cita <span class="il">Gerusalemme</span> Est come &#8220;territorio palestinese occupato&#8221;. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span class="m_-2758999771850909191text_exposed_show">Questo inaccettabile atto </span>smaschera<span class="m_-2758999771850909191text_exposed_show"> l&#8217;ipocrisia degli USA che si sono finora presentati come &#8221; mediatori imparziali&#8221; nel conflitto israelo-palestinese, mentre in realtà hanno sostenuto l&#8217;occupazione, l&#8217;espansionismo e l&#8217;aggressione israeliana contro il popolo palestinese,  votando all&#8217;ONU contro tutte le misure che riconoscono la legittimità della causa palestinese, in particolare quelle riguardanti l&#8217;applicazione di sanzioni contro gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Con questo inaccettabile passo gli USA palesemente appoggiano la politica sionista di occupazione illegale del territorio palestinese, compresa l&#8217;occupazione totale di <span class="il">Gerusalemme</span>.</div>
<div style="text-align: justify;">Questa misura arbitraria e illegale degli USA, inoltre, innesca l&#8217;ulteriore deterioramento della situazione in Medio Oriente, col rischio di nuove escalation di guerre e conflitti nell&#8217;intera regione.</div>
<div style="text-align: justify;">La AWMR Italia, solidale con la causa dell&#8217;indipendenza e liberazione della Palestina, <b>chiede al governo italiano di condannare e respongere &#8211; come hanno già fatto altri governi europei &#8211; questo atto e di reclamare presso il governo USA e nelle sedi internazionali il rispetto della legalità internazionale.</b><b> </b></div>
<div style="text-align: justify;">La AWMR Italia inoltre sollecita il governo italiano a <b>riconoscere formalmente e inequivocabilmente lo Stato di Palestina</b> con <span class="il">capitale</span> <span class="il">Gerusalemme</span> Est, conformemente a alle risoluzioni delle Nazioni Unite.</div>
<div style="text-align: justify;">Ribadisce infine la <b>piena solidarietà con le donne e tutto il popolo palestinese</b> e ne sostiene la giusta lotta per l&#8217;inalienabile diritto alla terra e alla edificazione dello Stato palestinese libero, indipendente e sovrano dentro i confini esistenti anteriormente al 1967 con <span class="il">capitale</span> <span class="il">Gerusalemme</span> est, insieme alla giusta soluzione per la condizione delle migliaia di profughi palestinesi costretti a lasciare beni, terra e patria.</div>
<div style="text-align: justify;">Invita le donne italiane e del mondo a sostenere la.lotta legittima delle donne palestinesi per il diritto al ritorno in patria e a respingere, insieme a questa ennesima provocazione perpetrata dagli USA, la politica israeliana di apartheid e di occupazione dei territori palestinesi, che viola i diritti umani e umilia la dignità della popolazione palestinese, mettendo ulteriormente a rischio la pace nel mondo.</div>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47310"> (81)</p>
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		<title>CUBA DIFENDE MADURO : C&#8217;è un piano USA per abbatterlo &#8211; Cubainformacion</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/05/16/cuba-difende-maduro-ce-un-piano-usa-per-abbatterlo-cubainformacion/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2016 15:01:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8221; Operación Venezuela Freedom 2 &#8221; E&#8217; IL PIANO USA PER ABBATTERE MADURO Dopo il golpe in Brasile l&#8217;obiettivo è il petrolio venezuelano &#160; Cubainformacion spiega come e perchè gli USA stanno dietro la crisi che attraversa il Venezuela Bolivariano. Non una vera e propria invasione ma un blocco politico ed economico per creare le [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">&#8221; Operación Venezuela Freedom 2 &#8221; E&#8217; IL PIANO USA PER ABBATTERE MADURO</span></h1>
<h3>Dopo il golpe in Brasile l&#8217;obiettivo è il petrolio venezuelano</h3>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Operazione-Freedom-2-in-Venezuela.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44448" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Operazione-Freedom-2-in-Venezuela-300x168.jpg" alt="Operazione Freedom 2 in Venezuela" width="300" height="168" /></a>Cubainformacion spiega come e perchè gli USA stanno dietro la crisi che attraversa il Venezuela Bolivariano. Non una vera e propria invasione ma un blocco politico ed economico per creare le condizioni di un cambio di regime ed il ritorno al potere della vecchia oligarchia subalterna. La televisione cubana in questi giorni sta riportando molte inchieste che indicano nel comando SUD dell&#8217;esercito USA la mente che pianifica le operazioni in Venezuela. Dalla colombia l&#8217;ex presidente Uribe esplicita i piani di guerra mentre i media internazionali si scatenano nel descrivere un paese alla rovina. Siamo nel mezzo di un nuovo attacco al paese che ha aperto la strada alla rinascita politica e sociale dell&#8217;America Latina. Gli attacchi al Venezuela sono contemporanei al golpe bianco in atto in Brasile dove la presidente Dilma Rousseff, eletta da 54 milioni di brasiliani, viene messa in stato di accusa senza che nessuna prova sia stata portata a suo carico. Si vuole riportare l&#8217;America Latina sotto il controllo dell&#8217;FMI e degli USA. Prima di esprimere ogni giudizio affrettato ognuno dovrebbe informarsi da tutte le fonti. Per noi è quindi importante diffondere la posizione di un paese come Cuba che con gli USA ha saputo fare la pace ma che conosce bene come gli Stati Uniti agiscono a difesa dei propri interessi strategici.</p>
<p style="text-align: justify;">Per approfondire : <a href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/en-portada/68917-la-prueba-de-que-el-comando-sur-de-eeuu-dirige-la-oposicion-en-venezuela-no-sera-televisada" target="_blank">Cubainformacion</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="44447"> (198)</p>
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		<title>STOP TTIP &#8211; Grande manifestazione a Roma</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/05/07/stop-ttip-roma/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2016 17:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Libera.Tv]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Zanotelli]]></category>
		<category><![CDATA[andrea purgatori]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[fabio massimo castaldo]]></category>
		<category><![CDATA[monica di sisto]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Ferrero]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Fassina]]></category>
		<category><![CDATA[TTIP - Trattato]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea - UE]]></category>
		<category><![CDATA[USA - Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>OPPOSIZIONI POLITICHE E SOCIETA&#8217; CIVILE UNITE CONTRO IL TTIP Grande manifestazione nazionale di Roma Le nostre Interviste a Monica Di Sisto, Padre Alex Zanotelli, Paolo Ferrero( PRC), Fabio Massimo Castaldo (M5S), Andrea Purgatori, Stefano Fassina (SI) ed ai partecipanti Sostieni Libera.Tv con il 5X1000 ! 97602560589     La Piattaforma nel comunicato dei promotori: Una [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">OPPOSIZIONI POLITICHE E SOCIETA&#8217; CIVILE UNITE CONTRO IL TTIP<br />
</span></h1>
<h3><span style="color: #000000;">Grande manifestazione nazionale di Roma</span></h3>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Le nostre Interviste a Monica Di Sisto, Padre Alex Zanotelli, Paolo Ferrero( PRC), Fabio Massimo Castaldo (M5S), Andrea Purgatori, Stefano Fassina (SI) ed ai partecipanti<br />
</strong></span></p>
<div class="" data-block="true" data-editor="7v12i" data-offset-key="a7tna-0-0">
<h3 class="_1mf _1mj" data-offset-key="a7tna-0-0"><span style="color: #993300;" data-offset-key="a7tna-0-0"><span data-text="true">Sostieni Libera.Tv con il 5X1000 ! <span style="color: #000000;">97602560589</span></span></span></h3>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="7v12i" data-offset-key="dt9p-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="dt9p-0-0"><span data-offset-key="dt9p-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="7v12i" data-offset-key="637up-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="637up-0-0"><span data-offset-key="637up-0-0"><span data-text="true"> </span></span></div>
</div>

<a href='https://www.libera.tv/2016/05/07/stop-ttip-roma/monica-di-sisto-2/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Monica-Di-Sisto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Monica Di Sisto - Stop TTIP" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2016/05/07/stop-ttip-roma/alex-zanotelli-2/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Alex-Zanotelli-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alex Zanotelli" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2016/05/07/stop-ttip-roma/paolo-ferrero-rifondazione-comunista/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Paolo-Ferrero-Rifondazione-Comunista-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Paolo Ferrero - Rifondazione Comunista" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2016/05/07/stop-ttip-roma/fabio-massimo-castaldo-movimento-5-stelle/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Fabio-Massimo-Castaldo-Movimento-5-Stelle-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fabio Massimo Castaldo- Movimento 5 Stelle" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2016/05/07/stop-ttip-roma/andrea-purgatori/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Andrea-Purgatori-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Andrea Purgatori - Greenpeace Italia" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2016/05/07/stop-ttip-roma/stefano-fassina-sinistra-italiana-3/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Stefano-Fassina-Sinistra-Italiana-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Stefano Fassina- Sinistra Italiana" /></a>

<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/fotoSTOPTTIP.jpg"><img class="alignleft wp-image-44315 size-medium" title="STOP TTIP" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/fotoSTOPTTIP-300x200.jpg" alt="STOP TTIP" width="300" height="200" /></a>La Piattaforma nel comunicato dei promotori:</p>
<p style="text-align: justify;">Una campagna che denuncia il delinearsi di un nuovo quadro giuridico pericoloso per i diritti e la democrazia, nel quale <strong>i profitti delle lobby finanziarie e delle grandi imprese multinazionali prevarrebbero sui diritti individuali e sociali, sulla tutela dei consumatori, sui beni comuni e sui servizi pubblici, negando nei fatti un modello di sviluppo e di economia attento ai lavoratori, alla qualità e all’ambiente. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il TTIP minaccia i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare, mette sul mercato sanità, istruzione e servizi pubblici, pone a rischio la qualità del cibo e dell’agricoltura e l’attività di gran parte delle piccole e medie imprese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il TTIP è anche un attacco alla democrazia, permettendo alle imprese multinazionali di chiamare in giudizio tramite strumenti di arbitrato estranei alla magistratura ordinaria e ad esse riservati in esclusiva, qualsiasi governo che con le proprie normative pregiudichi i loro profitti, limitando e disincentivando di fatto l’esercizio del diritto a legiferare di parlamenti, governi e amministrazioni locali democraticamente eletti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questi tre anni anche in Italia è nata e si è diffusa la <strong>campagna Stop TTIP</strong>, costruendo &#8211; territorio per territorio &#8211; informazione, sensibilizzazione e mobilitazione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Data la fase in cui sta entrando il negoziato TTIP, è arrivato il momento di costruire, tutte e tutti assieme,<strong> </strong><strong>un grande appuntamento nazionale sabato 7 maggio 2016 a Roma.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo a tutte le donne e gli uomini da sempre attivi in difesa dei diritti e dei beni comuni, ai sindaci, ai comitati, alle reti di movimento, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni contadine e consumeristiche, agli ambientalisti e al mondo degli agricoltori e delle piccole imprese e a tutti quanti hanno a cuore la democrazia, di costruire assieme a noi una grande manifestazione nazionale e promuovere iniziative di informazione dei cittadini e di approfondimento sulle conseguenze del TTIP con la partecipazione dei diversi soggetti coinvolti.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="44334"> (505)</p>
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		<title>L&#8217;ULTIMO OCEANO : Petizione per salvare l&#8217;Oceano Antartico</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/05/02/lultimo-oceano-petizione-per-salvare-loceano-antartico/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2016 16:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Venier]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Antartide]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[USA - Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>SANTUARIO DELL&#8217;ARTICO : Firme per ottenere la firma della Russia Lanciata una petizione internazionale per l&#8217;istituzione del Santuario dell&#8217;Oceano Artico di Pietro Venier Spesso le petizioni servono a poco. In questo caso però, una spinta decisa dell&#8217;opinione pubblica internazionale, potrebbe ottenere un risultato davvero importante. Manca solo la firma della Russia per il via libera [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #0000ff">SANTUARIO DELL&#8217;ARTICO : Firme per ottenere la firma della Russia</span></h1>
<h4>Lanciata una petizione internazionale per l&#8217;istituzione del Santuario dell&#8217;Oceano Artico</h4>
<div dir="ltr"><em>di Pietro Venier</em></div>
<div dir="ltr">
<hr />
</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/10/Balena.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-47160" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/10/Balena-300x176.jpg" alt="Balena" width="300" height="176" /></a>Spesso le petizioni servono a poco. In questo caso però, una spinta decisa dell&#8217;opinione pubblica internazionale, potrebbe ottenere un risultato davvero importante. Manca solo la firma della Russia per il via libera al più vasto santuario marino del Pianeta.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify">Il progetto, presentato dagli Usa e dalla Nuova Zelanda, verrà discusso a breve nell&#8217;ambito della riunione della Commissione per la conservazione della fauna e della flora marina dell&#8217;Antartico (CCAMLR) che si terrà, come ogni anno, a Hobart, sull&#8217;isola della Tasmania.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify">Per approvarlo, c’è un&#8217;unica possibilità. Serve l&#8217;accordo di tutti i 24 Paesi che compongono la Commissione. Nella scorsa riunione è stato il veto della Russia,  i cui pescherecci catturano in quelle zone grandi quantità di austromerluzzo, a bloccare tutto. Proprio nel 2015 invece la Cina, in cambio di una riduzione dell&#8217;area protetta, ha dato, finalmente, il suo via libera e così ha fatto la Nuova Zelanda (altro paese che per anni si era opposto al progetto).</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify">Serve quindi il massimo sforzo per superare l&#8217;ultimo veto.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify">Se verrà approvato il progetto ciò permetterà la creazione di una zona protetta nel mare di Ross su una superficie di piu&#8217; di 1,55 milioni di chilometri quadrati, 1,2 milioni dei quali saranno vietati alla pesca. Si tratta di un&#8217;area grande grande quanto Italia, Francia e Germania messe assieme; di un mare, ancora, quasi completamente incontaminato. Una specie di paradiso dove vivono ancora indisturbate le balene, i pinguini ed una ricchissima fauna ittica.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify">Proprio per questo l&#8217;area, putroppo, è nel mirino dell&#8217;industria della pesca. La stessa industria che sta distruggendo sistematicamente habitat marini in ogni parte del mondo.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify">Il progetto degli USA e della Nuova Zelanda non sarà il solo all&#8217;attenzione della Commissione. Australia, Francia e Unione europea riproporranno anche l&#8217;idea di creare una seconda zona protetta di un milione di chilometri quadrati nelle acque orientali dell’Antartide. E&#8217; estremamente difficile che entrambi i santuari vengano approvati.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify">Come si è detto, la mobilitazione internazionale si concentra oggi sull&#8217;obiettivo più realistico. La firma della Russia al progetto che ha il consenso maggiore.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify">Per sostenere la richiesta è possibile firmare digitalmente tramite la piattaforma AVAAZ.</div>
<div dir="ltr"><a class="m_-8656660157900580694wordwrap" href="https://secure.avaaz.org/it/protect_the_ross_sea_gl_loc/?bUSQBgb&amp;v=76073&amp;cl=9899566986" target="_blank">https://secure.avaaz.org/it/protect_the_ross_sea_gl_loc/?bUSQBgb&amp;v=76073&amp;cl=9899566986</a></div>
<div dir="ltr">
<hr />
<p>Maggiori informazioni</p>
<p>Mare di Ross, Salvare il salvabile (National Geographic)<br />
<a href="http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2012/09/21/news/salvare_il_salvabile-1224698/" target="_blank">http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2012/09/21/news/salvare_il_salvabile-1224698/</a></p>
<p><span class="il">Antartide</span>: Washington sostiene il progetto di santuari marini (La Stampa)<br />
<a href="http://www.lastampa.it/2013/03/19/scienza/ambiente/antartide-washington-sostiene-il-progetto-di-santuari-marini-pE8A4UBfzwlYsoYTdZBlFM/pagina.html" target="_blank">http://www.lastampa.it/2013/03/19/scienza/ambiente/<span class="il">antartide</span>-washington-sostiene-il-progetto-di-sant&#8230;</a></p>
<p>In <span class="il">Antartide</span> c&#8217;è una biodiversità inaspettata, oltre 8000 specie (Repubblica)<br />
<a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2015/06/25/news/antartide_biodiversita_inattesa-117664675/" target="_blank">http://www.repubblica.it/ambiente/2015/06/25/news/antartide_biodiversita_inattesa-117664675/</a></p>
<p>Presentato il progetto di creazione di una riserva marina integrale in <span class="il">Antartide</span> (Meteo web)<br />
<a href="http://www.meteoweb.eu/2015/10/ambiente-presentato-il-progetto-di-creazione-di-una-riserva-marina-integrale-in-antartide/563512/" target="_blank">http://www.meteoweb.eu/2015/10/ambiente-presentato-il-progetto-di-creazione-di-una-riserva-marina-integrale-in-<span class="il">antartide</span>/563512/</a></p>
<p>Scontro sull&#8217;ultimo oceano incontaminato (Repubblica)<br />
<a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2012/09/16/news/antartide_l_ultimo_oceano_incontaminato_la_nuova_zelanda_non_vuole_salvarlo-42544456/" target="_blank">http://www.repubblica.it/ambiente/2012/09/16/news/antartide_l_ultimo_oceano_incontaminato_la_nuova_zelanda_non_vuole_salvarlo-42544456/</a></p>
<p>Nuoto estremo: il record polare di Lewis Pugh, il &#8220;Protettore degli oceani&#8221; (Gazzetta dello Sport)<br />
<a href="http://www.gazzetta.it/Nuoto/16-03-2015/nuoto-estremo-record-polare-lewis-pugh-difensore-oceani-110130242139.shtml" target="_blank">http://www.gazzetta.it/Nuoto/16-03-2015/nuoto-estremo-record-polare-lewis-pugh-difensore-oceani-110130242139.shtml</a></p>
</div>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47158"> (122)</p>
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		<title>TRUMBO : un comunista a Hollywood</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/02/16/trumbo-un-comunista-a-hollywood/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 15:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Venier]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Dalton Trumbo]]></category>
		<category><![CDATA[USA - Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ombre rosse su Hollywood Articolo di Luca Celada Pubblicato il 11 feb 2016 sul Manifesto Il pogrom anticomunista che sconvolse Hollywood negli anni ’50 è un trauma la cui scia tossica permane più di mezzo secolo dopo. Trumbo racconta l’inquisizione maccartista attraverso la storia di Dalton Trumbo, il più famoso degli autori allora perseguitati dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/02/16/trumbo-un-comunista-a-hollywood/">TRUMBO : un comunista a Hollywood</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 class="single-title" style="text-align: justify">Ombre rosse su Hollywood</h1>
<p class="postinfo" style="text-align: justify">Articolo di Luca Celada Pubblicato il 11 feb 2016 sul <a href="http://ilmanifesto.info/ombre-rosse-su-hollywood-2/" target="_blank">Manifesto</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Dalton-Trumbo.jpg"><img class="alignleft wp-image-43301 size-medium" title="Dalton Trumbo" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Dalton-Trumbo-300x256.jpg" alt="Dalton Trumbo" width="300" height="256" /></a>Il pogrom anticomunista che sconvolse Hollywood negli anni ’50 è un trauma la cui scia tossica permane più di mezzo secolo dopo. Trumbo racconta l’inquisizione maccartista attraverso la storia di Dalton Trumbo, il più famoso degli autori allora perseguitati dalla HUAC di Joseph McCarthy. Il film di Jay Roach apre con un preambolo che accenna alla storia «segreta» del comunismo americano ed è utile ricordare ad esempio, come pochi mesi dopo la sua fondazione nel 1919, due anni prima della controparte cinese (e del Pci), il CPUSA (Communist Party Usa) contasse già 60 mila iscritti, ed era fra i più grandi partiti comunisti fuori dalla Russia.</p>
<p style="text-align: justify">Negli anni di sviluppo proto capitalista all’inizio del novecento, lo scontro di classe rasentò la lotta armata. La violenta repressione dei militanti sindacali anarcocomunisti da parte dei robber baron produsse tragedie come la strage di Haymarket a Chicago e quella dei minatori scesi in sciopero a Ludlow, in Colorado. Nel 1912 la candidatura alla presidenza di Eugene Debs, fondatore dei Wobblies (il sindacato radicale rivoluzionario Industrial Workers of the World) raccolse il 6% del voto popolare. Il movimento operaio in America, finì per essere in parte cooptato dal New Deal ma le lotte produssero una altrettanto robusta cultura politica di sinistra ancorata ad intellettuali come Jack London, Paul Roberson e Upton Sinclair, giornalista e sceneggiatore che come candidato socialista nel 1934 giunse ad un soffio dal diventare governatore dello stato più popoloso dell’unione.</p>
<p style="text-align: justify">Non casualmente forse furono i suoi colleghi, scrittori della «colony» hollywoodiana, dalle marcate simpatie di sinistra, a trovarsi oggetto della persecuzione quando l’anticomunismo assunse toni oltranzisti e viscerali nell’impennata della guerra fredda. Le abiure (loyalty oath) inizialmente imposte da Truman agli impiegati federali, dilagarono presto in una escalation di epurazioni e proscrizioni.</p>
<p style="text-align: justify">Ma nel catalogo delle intempeperanze fascistoidi americane, dai campi di prigionia per nippo-americani a Guantanamo, la caccia alle streghe a Hollywood occupa un posto particolarmente efferato per il tentativo orwelliano di perseguitare i creativi al centro dell’immaginario in quanto implicitamente insubordinati. «Fu un momento scuro nella storia di Hollywood ma ancor più un momento inquietante della storia d’America», dice Bryan Cranston che dopo anni come protagonista di Breaking Bad interpreta il più celebre martire della caccia alle streghe.Trumbo che negli anni ’40 era uno sceneggiatore di enorme successo (e il più pagato di Hollywood) fu l’esponente di maggiore rilievo degli Hollywood Ten, i dieci registi e sceneggiatori inquisiti e imprigionati nel 1947 per aver rifiutato di rispondere alla commissione McCarthy.</p>
<p style="text-align: justify">La persecuzione degli autori come sospetti simpatizzanti comunisti, divise il paese e spaccò irrimediabilmente la città del cinema. Gli strascichi e le ferite provocate dalla repressione e dalla delazione sono ancora vive sotto la superficie della scintillante fabbrica di divertimento. Il film di Roach racconta la storia drammatica con un tono «rocambolesco» quasi da commedia screwball (d’altra parte il film forse migliore sull’argomento rimane una commedia: Il Prestanome di Martin Ritt con Woody Allen e Zero Mostel). Roach e il suo sceneggiatore John McNamara raccontano l’attivismo di Trumbo a favore dei sindacati di Hollywood e contro l’azione reazionaria della Motion Picture Alliance. L’associazione «patriottica» a cui facevano capo tra gli altri John Wayne, Ronald Reagan, Walt Disney e la potente giornalista gossip Hedda Hopper (nel film è Helen Mirren) che incitavano l’inquisizione «per tutelare l’americanismo». Trascinato di fronte alla commissione di inchiesta per le «attività anti americane», lo scrittore si rifiuta di rispondere e viene condannato a 10 mesi di galera.</p>
<p style="text-align: justify">Successivamente Trumbo, prodigiosamente prolifico, si dedica ad aggirare le liste nere continuando a scrivere sotto falsi nomi e poi allarga la cerchia ad una dozzina di altri sceneggiatori proscritti. Attraverso la fornitura clandestina, gli scrittori al bando forniscono copioni di film a produttori di serie B come a grandi studios.<br />
Trumbo vincerà due Oscar (Vacanze Romane del ’53 e La Più Grande Corrida, ‘56) assegnati a prestanome (lui li potrà ufficialmente ricevere solo anni dopo). La definitiva riabilitazione avverrà quando Otto Preminger e Kirk Douglas decideranno di rompere l’omertà e firmare col vero nome di Trumbo le sceneggiature rispettivamente di Exodus e Spartacus. Al di là dell’evidente risonanza nell’attuale era di Guantanamo, Roach tratta l’argomento «pesante» col tocco leggero che ci potremmo in definitiva aspettare da un copione dello stessoTrumbo.</p>
<p style="text-align: justify">Il film conclude con il discorso di «riconciliazione» tenuto da Trumbo al sindacato degli sceneggiatori nel 1970. Quell’intervento, in cui il settantenne scrittore invitava a dimenticare le ferite e di riconoscere che «non ci furono innocenti o colpevoli, ma solo vittime», in realtà fu e rimane assai controverso. Molti, a partire dalla stessa moglie di Trumbo, avrebbero preferito inchiodare più chiaramente alle proprie responsabilità delatori ed inquisitori.</p>
<p style="text-align: justify">Lo testimoniano tra l’altro i molti fischi che ancora a 60 anni di distanza accolsero nel 2008 l’oscar alla carriera a Elia Kazan (che i nomi li fece). «Ho molto riflettuto su quel discorso», dice Roach. «Avendo personalmente studiato sotto Edward Dmytryk, il regista de I Giovani Leoni che fu uno dei ‘dieci’ ho un idea di ciò che costò. Dmytryk si fece mesi di galera per essersi rifiutato di rispondere. Ma dopo anni sulla lista nera decise di testimoniare per tornare a lavorare. Credo che Trumbo volesse dire che è importante combattere il sistema più che accanirsi contro gli individui»</p>
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		<title>PERCHE&#8217; GLI USA CI SPIANO- Giulietto Chiesa con sottotitoli</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 20:30:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>PERCHE&#8217; L&#8217;ALLATO CI SPIA L&#8217;opinione di Giulietto Chiesa presidente di Alternativa Per info su Alternativa: http://www.alternativa-politica.it Fonte video : http://www.youtube.com/channel/UCaScT9ZQUQ7kQrlXNTVnSJw Sottotitoli di Costanza Ceccarelli per onA.I.R. (52)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>PERCHE&#8217; L&#8217;ALLATO CI SPIA</h1>
<p>L&#8217;opinione di Giulietto Chiesa presidente di Alternativa</p>
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<p>Per info su Alternativa: <a href="http://www.alternativa-politica.it" target="_blank">http://www.alternativa-politica.it</a></p>
<p>Fonte video :<br />
http://www.youtube.com/channel/UCaScT9ZQUQ7kQrlXNTVnSJw</p>
<p>Sottotitoli di Costanza Ceccarelli per onA.I.R.
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="10720"> (52)</p>
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		<title>Militari USA addestrano le truppe Nazi-Fasciste di Kiev</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 15:08:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Militari USA addestrano le truppe&#160;Nazi-Fasciste di Kiev (1282)</p>
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	<big><span style="color:#b22222;"><em>Militari USA addestrano le truppe&nbsp;Nazi-Fasciste di Kiev</em></span></big></h1>
<hr />
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	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user3146/MilitariUSAaKiev.png" style="width: 610px; height: 164px; float: left;" /></p>
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	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user3146/MilitariUSAaiev2.png" style="width: 610px; height: 164px;" /></p>
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user3146/MilitariUSAaKiev3.png" style="width: 610px; height: 333px;" /></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="10440"> (1282)</p>
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		<title>VENEZUELA : L&#8217;emergenza per gli USA &#8211; Alessandra Riccio</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 11:32:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>VENEZUELA EMERGENZA NAZIONALE PER GLI USA Articolo di Alessandra Riccio per Latianamerica In un articolo su Le Monde Diplomatique di marzo, Ignacio Ramonet, giornalista di tutto rispetto, ma colpevole di essersi lasciato irretire dalle sirene di Fidel Castro e di Hugo Chávez, ci racconta i particolari dell&#8217;ultimo piano per cacciare il Presidente del Venezuela, Nicolás [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>
	<span style="color:#800000;"><strong>VENEZUELA EMERGENZA NAZIONALE PER GLI USA</strong></span></h1>
<p>
	Articolo di Alessandra Riccio per <a href="https://nostramerica.wordpress.com/2015/03/10/alessandra-riccio-puo-il-venezuela-costituire-unemergenza-nazionale-per-gli-usa/#more-586" target="_blank">Latianamerica</a></p>
<hr />
<p>
	In un articolo su Le Monde Diplomatique di marzo, Ignacio Ramonet, giornalista di tutto rispetto, ma colpevole di essersi lasciato irretire dalle sirene di Fidel Castro e di Hugo Chávez, ci racconta i particolari dell&rsquo;ultimo piano per cacciare il Presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, dal suo scranno guadagnato attraverso elezioni vinte di misura nel delicato e difficile periodo appena successivo alla morte di Hugo Chávez.</p>
<p>
	Ramonet ci racconta del Tucano, l&rsquo;aereo artigliato in dotazione delle Forze Aeree venezuelane che, il 12 febbraio scorso, avrebbe dovuto bombardare il Palazzo di Miraflores, il Ministero della Difesa e gli studi di TeleSUR. Un anno fa, fra febbraio e maggio, un altro tentativo, denominato Golpe azul, ha messo a ferro e a fuoco il paese con lo scopo dichiarato e frustrato di cacciare Maduro all&rsquo;interno del progetto chiamato &ldquo;La Salida&rdquo;, l&rsquo;uscita (si intende del Presidente eletto dal suo scranno). Quest&rsquo;anno, un video del generale Oswaldo Hernández Sánchez, soprannominato L&rsquo;Orso, in carcere per sedizione e la pubblicazione del manifesto delle intenzioni dei golpisti avrebbe dovuto accompagnare il volo del Tucano in questa &ldquo;Operazione Gerico&rdquo;. Sono accusati di essere i registi di questo progetto, il sindaco di Caracas, Antonio Ledezma, già in carcere, e il deputato dell&rsquo;opposizione Julio Borges con la consulenza di funzionari dell&rsquo;ambasciata statunitense in Venezuela. Tutto questo è stato spiegato nei dettagli dallo stesso Maduro e dal ministro Diosdato Cabello ma, scrive Ramonet, &ldquo;i mezzi di comunicazione internazionale hanno dato poco credito a questo annuncio di tentativo di colpo di Stato. Questa &lsquo;incredulità&rsquo;, da quindici anni fa parte della strategia dei grandi mezzi di comunicazione dominanti in guerra contro la rivoluzione bolivariana, per screditarne le autorità. Indifferente a questo atteggiamento ostile, il presidente Maduro ha continuato a spiegare, con perseveranza pedagogica e con ogni genere di prova, come, dalla morte di Hugo Chávez (esattamente due anni fa) e dalla sua elezione (il 14 aprile 2014), è in atto un &lsquo;golpe lento&rsquo;, per cacciarlo&rdquo;.</p>
<p>
	A riprova della validità dell&rsquo;amaro commento di Ramonet rispetto alla posizione dei grandi mezzi di comunicazione internazionale, sul quotidiano di Madrid, El País, &ndash;in particolare sull&rsquo;edizione per le Americhe- l&rsquo;8 marzo scorso, il Premio Nobel per la Letteratura, il peruviano Mario Vargas Llosa, si scatena in un editoriale contro i governi dell&rsquo;America Latina che puzzano di sinistra. Dopo aver affermato che &ldquo;A Nicolás Maduro non trema la mano quando deve far scorrere il sangue dei suoi compatrioti&rdquo;, il prestigioso scrittore annota: &ldquo;Benché molte cose siano cambiate in meglio in America Latina negli ultimi decenni &ndash;ci sono meno dittature che nel passato, una politica economica più libera e moderna, una riduzione notevole dell&rsquo;estrema povertà e una crescita notevole della classe media-, il suo sottosviluppo culturale e civile è ancora molto profondo e si rende evidente nel caso del Venezuela: piuttosto che essere accusati di essere reazionari e &lsquo;fascisti&rsquo;, i governanti latinoamericani che sono arrivati al potere grazie alla democrazia, sono disposti ad incrociare le braccia e a guardare dall&rsquo;altra parte mentre una banda di demagoghi consigliati da Cuba nell&rsquo;arte della repressione, spingono il Venezuela verso il totalitarismo. Non si rendono conto che il loro tradimento degli ideali democratici apre le porte a un domani dove anche i loro paesi saranno vittime di questo processo di distruzione delle istituzioni e delle leggi che sta portando il Venezuela all&rsquo;orlo del precipizio, cioè a diventare un&rsquo;altra Cuba e a sopportare, come l&rsquo;isola del Caribe, una lunga notte di più di mezzo secolo di ignominia&rdquo;.</p>
<p>
	Gli fa eco, qualche giorno dopo, sullo stesso quotidiano campione della crociata contro i presidenti disobbedienti al consenso di Washington, il cubano Antonio José Ponte che accusa l&rsquo;imperialismo(?) cubano di tutti i mali del subcontinente e approfitta per imputare a Raúl Castro l&rsquo;intenzione perfida di &ldquo;rallentare&rdquo; i negoziati per porre fine all&rsquo;embargo per la trita ragione che sarebbe un alibi perfetto dei fratelli Castro per mantenere il paese sprofondato nella miseria e per esercitare il loro &ldquo;imperialismo&rdquo;.</p>
<p>
	Ma, a smentire le voci che ritengono meri pretesti le denunce e gli allarmi di destabilizzazioni provenienti da Washington, nella stessa giornata, 10 marzo, il Presidente Barak Obama, lancia un allarme serissimo e ufficiale al paese, proclamando &ldquo;un&rsquo;emergenza nazionale rispetto alla minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti prodotta dalla situazione in Venezuela&rdquo;. Il governo venezuelano viene accusato di violare i diritti umani nel reprimere i movimenti di piazza dallo scorso anno ad oggi, quando un giovane minorenne è stato ucciso da un poliziotto, già condannato per questo. Obama sembra non prestare troppa attenzione a quanto sta accadendo nelle strade del suo paese, dove nelle ultime settimane non pochi cittadini di colore sono stati brutalmente uccisi da poliziotti armati e con licenza di uccidere.</p>
<p>
	Il Granma, il quotidiano del partito Comunista cubano che non gode di alcun prestigio fra i grandi media, pone sommessamente questa domanda: &ldquo;In che modo il Venezuela minaccia gli Stati Uniti? A migliaia di chilometri di distanza, senza armi strategiche e senza impiegare risorse né funzionari per cospirare contro l&rsquo;ordine costituzionale statunitense, la dichiarazione sembra poco credibile e mette a nudo gli scopi di chi l&rsquo;ha emessa. Inoltre, una simile dichiarazione in un anno in cui si devono tenere le elezioni legislative in Venezuela, conferma ancora una volta il carattere di ingerenza della politica estera statunitense&rdquo;.</p>
<p>
	Dunque, una serie di paesi dell&rsquo;America Latina che si sono avviati per un difficile cammino di cambiamento, di integrazione, di solidarietà, di crescita culturale e civile, sarebbero &ndash;secondo gli autorevoli editorialisti di El País- i servi sciocchi di un piccolo paese di 11 milioni di abitanti che, senza risorse, intende esercitare il suo imperialismo (?) su grandi paesi, addirittura giganti, come il Brasile, l&rsquo;Argentina e il Venezuela.</p>
<p>
	Eppure, c&rsquo;è del vero nel timore che essi esprimono: disobbedendo a Washington, rifiutando la logica neoliberale, condannando il capitalismo e, soprattutto, resistendo a cinquantacinque anni di blocco, a cinquantacinque anni di minacce, destabilizzazioni, provocazioni, e perfino invasioni, Cuba ha dimostrato che si può, restituendo all&rsquo;entusiasmante slogan di Obama &ndash;we can- ben presto rivelatosi vuoti di contenuto, il suo vero significato.</p>
<p>
	Ma intanto, checché ne dicano &ndash;o tacciano- i grandi mezzi di comunicazione, il Venezuela è seriamente sotto tiro e, più che mai, ha bisogno della solidarietà internazionale.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1343"> (45)</p>
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