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	<title>Libera Tv &#187; unione sindacale di base</title>
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		<title>SCIENZA, SVILUPPO E ORARIO DI LAVORO. TORNIAMO A PARLARNE</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 11:42:58 +0000</pubDate>
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<div class="news-single-date-town">11/04/2016</div>
<div class="news-single-content">
<p class="bodytext">Sempre più spesso assistiamo increduli agli avanzamenti tecnologici. La scienza, la ricerca, lo studio ci consegnano strumenti ed oggetti destinati a rivoluzionare la produzione. Ultima, per quanto se ne sappia, la stampante 3D, capace di ricostruire con la massima fedeltà oggetti di ogni fatta e dimensione. Sicuramente una tale capacità innovativa sta garantendo, al mondo della produzione, strumenti sempre più sofisticati capaci di rendere l’apporto umano sempre più residuale. Nel 1799 Ned Ludd, un operaio tessile si scagliò, distruggendola, contro una delle prime macchine introdotte nella produzione dopo la prima rivoluzione industriale. Già allora si intravvedeva come l’introduzione e l’uso delle tecnologie, all’epoca senz’altro molto meno sofisticate delle attuali, avrebbero potuto produrre una diminuzione della necessità dell’apporto umano.</p>
<p class="bodytext">
La questione dello sviluppo tecnologico non produsse allora, e non sta producendo oggi, un miglioramento diretto delle condizioni di vita del proletariato industriale, bensì una forte riduzione degli addetti ai processi produttivi, via via oggi sostituiti dai macchinari frutto dell’innovazione tecnologica, dalla robotica e dall’informatica. A questo si accompagnano, ai giorni nostri, i processi di delocalizzazione produttiva che hanno via via spostato la produzione intensiva e di filiera fuori dai paesi a capitalismo avanzato, dove il costo della mano d’opera è largamente più alto di quello dei paesi terzi e che hanno contribuito alla sovrapproduzione di merci a livello mondiale che è un altro fattore di squilibrio che stiamo pagando.</p>
<p class="bodytext">
La disoccupazione di massa che sta interessando l’Italia, ma più in generale i paesi industrializzati, è in parte quindi figlia anche dell’innovazione tecnologica, oltre che dell’innalzamento dell’età pensionabile, delle delocalizzazioni e di alcuni altri fattori dovuti alla divisione internazionale del lavoro e quindi al ruolo di produttore di servizi che l’Unione Europea ci assegna.</p>
<p class="bodytext">
Nei decenni passati la parola d’ordine della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario è stata agitata e sostenuta da più parti come uno degli strumenti capaci di redistribuire il lavoro esistente, riducendo i margini di profitto delle imprese e spostandoli al fattore lavoro.</p>
<p class="bodytext">
La questione è stata poi accantonata di fronte alle dure resistenze del padronato, alla totale insensibilità sindacale e da ultimo all’emergere di fattori quali la precarietà e l’introduzione delle nuove forme di sfruttamento, realizzate attraverso il profondo sconvolgimento della legislazione lavoristica che ha consentito forme di temporizzazione del lavoro che inevitabilmente hanno messo la questione in secondo piano. A chi lavora tre ore al giorno o diciotto ore a settimana, sentir parlare di riduzione dell’orario di lavoro fa venire quanto meno l’orticaria!</p>
<p class="bodytext">
L’USB ha ricollocato la questione della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario all’interno della propria piattaforma programmatica. E’ quello l’unico modo corretto di riproporre una questione di portata così rilevante e che da sempre suscita discussione e schieramenti pro e contro, collegandola cioè con un ventaglio di misure economiche e sociali che, se realizzate, rendono possibile sconfiggere resistenze padronali e sottovalutazioni sindacali anche su questa questione centrale. Non dobbiamo aver paura di proporre soluzioni alternative a quelle che la borghesia e il padronato hanno avuto la capacità di far vivere come le uniche realizzabili e possibili. Sta a noi riavviare e prospettare proposte che partano dalla nostra condizione materiale e dalle esigenze della classe e sostenerle con le lotte.
</p>
</div>
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		<title>Firma la petizione per l&#8217;occupazione e in difesa del welfare “Voglio lavoro e stato sociale”</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 08:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>06/04/2016 Dopo la riuscita Assemblea nazionale di Milano del 3 Aprile che ha visto la partecipazione di oltre 1.000 delegati ed attivisti sindacali e la giornata mondiale contro le privatizzazioni e a difesa del pubblico indetta per il 4 aprile dal Sindacato Internazionale dei  Lavoratori Pubblici (TUI PS&#38;A) della FSM/WFTU, USB lancia una grande raccolta [&#8230;]</p>
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<div class="news-single-date-town">06/04/2016</div>
<div class="news-single-content">
<p class="bodytext">
<p class="bodytext">Dopo la riuscita Assemblea nazionale di Milano del 3 Aprile che ha visto la partecipazione di oltre 1.000 delegati ed attivisti sindacali e la giornata mondiale contro le privatizzazioni e a difesa del pubblico indetta per il 4 aprile dal Sindacato Internazionale dei  Lavoratori Pubblici (TUI PS&amp;A) della FSM/WFTU, USB lancia una grande raccolta di firme a sostegno della Piattaforma Programmatica “Voglio Lavoro e Stato sociale”.<br />
L&#8217;iniziativa prende il via oggi e prevede la raccolta di firme sui posti di lavoro e nel territorio ma anche on-line e si prefigge lo scopo di avviare una mobilitazione generale per il lavoro e l&#8217;occupazione, contro le privatizzazioni e in difesa del welfare.</p>
<p>Si tratta di una campagna sindacale, politica e sociale. Un processo di acquisizione di responsabilità che Usb si assume verso la classe lavoratrice italiana in termini di alternativa sindacale: è il punto di vista e di lotta per la difesa, la riconquista di diritti acquisiti e dei nuovi diritti da conquistare.</p>
<p>Lo Stato ha smesso di essere sociale per diventare un ente che favorisce il mercato e le privatizzazioni. Il governo è contro il welfare e demolisce i principi d’uguaglianza, di solidarietà e di equità sanciti dalla Costituzione.  I partiti sono impegnati alla conquista di una supremazia fine a se stessa: vogliono elettori, non cittadini consapevoli.  Cgil, Cisl e Uil hanno abbandonato gli interessi dei lavoratori per abbracciare definitivamente le logiche padronali, hanno scelto la via della consociativismo e della collaborazione con governi ed aziende.</p>
<p>“VOGLIOLAVORO E STATO SOCIALE” chiama all’impegno, all’adesione, alla diffusione, alla militanza: per dare vita a una grande campagna che stabilisca  i valori, gli obiettivi e la visione delle contraddizioni tra Capitale e Lavoro, nei luoghi di produzione, nei posti di lavoro, nelle scuole, nei quartieri, tra i singoli, tra i generi, tra le generazioni.</p>
<p>“VOGLIOLAVORO E STATO SOCIALE” ridefinisce il perimetro dell’iniziativa sindacale, politica e sociale di un sindacato di classe.  La classe lavoratrice italiana è fatta di occupati e disoccupati, di precari e lavoratori stranieri, di chi è sottopagato e costretto al nero, di chi è costretto alla schiavitù salariale, alla fuga verso l’estero, di chi ha una pensione vergognosa, di chi non ha il diritto all’abitare.</p>
<p>E&#8217; indispensabile rifondare l’idea di un mondo più giusto, di una prospettiva di trasformazione complessiva e generale delle condizioni di vita e di lavoro per le classi subalterne, contro e oltre la logica della ricchezza in mano di pochi: questo è ciò che propone USB.</p>
<p>Invitiamo tutti i lavoratori a sottoscrivere la Petizione, tutti gli iscritti a partecipare attivamente alla raccolta firme e alle mobilitazioni dei prossimi mesi.  Tutte le strutture USB a qualsiasi livello, le nostre sedi in tutto il Paese, i delegati e le delegate, saranno impegnate ad organizzare, promuovere e partecipare attivamente a questa grande iniziativa.</p>
<p>Per <a class="external-link-new-window" href="https://goo.gl/J4A2Dy">aderire e sottoscrivere</a></p>
<p>Per saperne di più sulla<a class="external-link-new-window" href="http://vogliolavoro.usb.it/"> Piattaforma USB</a></p>
</div>
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		<title>La gente come noi non molla mai CLIP 3A</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 13:44:19 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="43862"> (29)</p>
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		<title>Assemblea nazionale 3 aprile. Voglio lavoro e stato sociale.</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/03/30/assemblea-nazionale-3-aprile-voglio-lavoro-e-stato-sociale/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 14:21:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>30/03/2016 Ore 10.00 Ex scalo Porta Romana Viale Isonzo (Metro Piazza Lodi). Centinaia di delegati e attivisti USB provenienti da tutto il paese si ritroveranno il 3 aprile a Milano per un&#8217;Assemblea nazionale che avrà come tema centrale la difesa e lo sviluppo del lavoro, dell&#8217;occupazione, dei diritti, dello stato sociale e dei beni comuni. [&#8230;]</p>
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<div class="news-single-image"><a class="lightbox-enabled" href="http://www.usb.it/uploads/pics/VoglioLavoro_Logo_03.jpg" rel="lightbox[rdbgallery]"><img id="newsimage87853" title="" src="http://www.usb.it/typo3temp/pics/badf378d07.jpg" alt="" width="320" height="319" border="0" /></a></div>
<div class="news-single-date-town">30/03/2016</div>
<div class="news-single-content">
<p class="bodytext">
<p class="bodytext"><em><strong>Ore 10.00 Ex scalo Porta Romana Viale Isonzo (Metro Piazza Lodi).</strong></em></p>
<p class="bodytext">
<p>Centinaia di delegati e attivisti USB provenienti da tutto il paese si ritroveranno il 3 aprile a Milano per un&#8217;Assemblea nazionale che avrà come tema centrale la difesa e lo sviluppo del lavoro, dell&#8217;occupazione, dei diritti, dello stato sociale e dei beni comuni.<br />
Uno stato sociale attaccato in modo sempre più pesante dal governo e dalle politiche dell&#8217;Unione Europea che impongono austerità e privatizzazioni e che gravano su settori sempre più ampi di popolazione.<br />
Sanità, previdenza e istruzione per tutti, trasporti e servizi efficienti e sicuri, una politica dell&#8217;abitare adeguata alle necessità, stanno ormai diventando sogni  irragiungibili per chi dovrebbe usufruirne, ma anche opportunità di guadagno per pochi attraverso le privatizzazioni e conseguente sfruttamento intensivo per chi ci lavora.</p>
<p>Il 3 aprile di Milano si intreccerà con la giornata mondiale indetta dal  Sindacato Internazionale dei  Lavoratori Pubblici (TUI PS&amp;A) della FSM/WFTU contro le privatizzazioni e a difesa del pubblico.</p>
<p>Un&#8217;assemblea, quella del 3 aprile a Milano, che si confronterà anche sulla Piattaforma Programmatica che USB ha predisposto e che tratterà tutti i temi più importanti del momento. Su tali materie si costruirà una campagna fatta di informazione e di comunicazione, ma soprattutto di lotte e mobilitazioni che dovranno articolarsi nei prossimi mesi sui posti di lavoro e nei territori.<br />
Una campagna che rappresenta lo strumento attraverso il quale consolidare e sviluppare il lavoro di USB nel lavoro pubblico e in quello privato, nel sociale e nei territori e che proseguirà e costruirà quel consenso e quella forza necessaria per arrivare ad una grande mobilitazione nel prossimo autunno, quando la crisi economica, sociale ed istituzionale registrerà il suo culmine.</p>
<p>A sostegno della Piattaforma USB nei prossimi giorni sarà anche avviata una grande raccolta di firme tesa a creare la massima diffusione ed informazione sui temi del lavoro e del welfare</p>
<p>In questi anni USB sta crescendo e ormai i settori, le realtà di lavoro e i territori che si rivolgono al nostro sindacato sono sempre di più. Accanto alla presenza storica nel pubblico impiego, nei servizi e nei trasporti, crescono in modo esponenziale l&#8217;intervento e la rappresentatività nell&#8217;industria, nel commercio e nella logistica.</p>
<p>USB cresce. Sta rapidamente diventando una vera alternativa sindacale a Cgil, Cisl e Uil e contemporaneamente aumentano le responsabilità che deve e vuole assumersi nei confronti dei lavoratori: è ora disegnare un progetto complessivo di trasformazione della società che può partire soltanto dal basso, dal sociale, dalla pratica sindacale sui posti di lavoro e nelle città, che può partire soltanto dal conflitto tra capitale e lavoro.</p>
</div>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="43806"> (26)</p>
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		<title>Mogherini come Fornero</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/03/23/mogherini-come-fornero/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2016 09:52:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>23/03/2016 Non se ne può più di vedere chi determina disastri politici e/o sociali versare lacrime pubbliche quando questi disastri diventano carne e nervi della gente comune. Ieri la Fornero che scoppia a piangere mentre annuncia tagli enormi al sistema previdenziale pubblico, oggi la Mogherini, alta responsabile delle politiche estere europee, piangere alla notizia degli [&#8230;]</p>
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<div class="news-single-image"><a class="lightbox-enabled" href="http://www.usb.it/uploads/pics/bruuxelles-attentato-aeroporto.jpg" rel="lightbox[rdbgallery]"><img id="newsimage87767" title="" src="http://www.usb.it/typo3temp/pics/28344f8f03.jpg" alt="" width="320" height="196" border="0" /></a></div>
<div class="news-single-date-town">23/03/2016</div>
<div class="news-single-content">
<p class="bodytext">
<p class="bodytext">Non se ne può più di vedere chi determina disastri politici e/o sociali versare lacrime pubbliche quando questi disastri diventano carne e nervi della gente comune.<br />
Ieri la Fornero che scoppia a piangere mentre annuncia tagli enormi al sistema previdenziale pubblico, oggi la Mogherini, alta responsabile delle politiche estere europee, piangere alla notizia degli attentati a Bruxelles in cui grande responsabilità spetta proprio alle politiche estere – guerrafondaie  –  europee.<br />
La rabbia per i morti innocenti degli attentati di Bruxelles, e prima per quelli di Parigi, di Beirut, del Mali, della Costa d’Avorio e di tanti altri è pari solo a quella per l’ipocrisia dilagante che, nascondendosi dietro lacrime e dichiarazioni insulse, quando non decisamente imbarazzanti della politica, finge di non sapere che siamo di fronte alla risultante speculare delle guerre di rapina che stanno dilagando, attuate e condotte in prima persona dall’Unione Europea.<br />
Bruxelles è solo l’ultima tappa di una nuova “guerra dei trent’anni” che sta producendo flussi migratori come non se ne sono mai visti, chiusura delle frontiere, muri invalicabili, condizioni disumane che a volte, anch’esse, strappano qualche lacrimuccia a chi le ha scientificamente prodotte.<br />
Basta pianti e contrizione. Oggi ci hanno portato in guerra, nella guerra voluta da una NATO che sembrava non avesse più ragione di esistere con la fine del campo socialista e che invece si riorganizza per garantire il dominio imperialista sulle risorse e sulle autonome scelte delle popolazioni coinvolte, dalla Siria alla Libia.<br />
Oggi bisogna uscire dalla NATO, come abbiamo gridato in tante piazze il 12 marzo, rompere l’unione europea, impedire che si continuino a produrre guerre e distruzioni, in nome di una presunta sicurezza interna, sono le condizioni per evitare non solo di essere anche noi nel mirino dei terroristi ma anche di impedire l’ulteriore dilagare della guerra interna fatta di repressione, riduzione dei diritti e condizioni sociali sempre peggiori.</p>
</div>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="43745"> (33)</p>
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		<title>ROMA NON SI VENDE</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/03/22/roma-non-si-vende-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 15:54:17 +0000</pubDate>
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		<title>Primavera romana: decine di migliaia in piazza con Roma Non si Vende</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2016 11:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
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<div class="news-single-date-town">Roma, 20/03/2016</div>
<div class="news-single-content">
<p class="bodytext" align="justify"><strong>Una grande manifestazione ha invaso le strade del centro di Roma e riempito la piazza del Campidoglio sotto l’insegna di Roma Non Si Vende. Un segnale decisamente incoraggiante per chi persegue da tempo l’obiettivo di costruire ponti e legami tra lavoratori e territorio, cittadini e abitanti in un fronte comune di lotta alla privatizzazione dei beni comuni ed alla cancellazione dei diritti collettivi.</strong></p>
<p class="bodytext" align="justify">A fare da collante a questo arcipelago assai composito di movimenti ed organizzazioni sociali ci ha pensato l’amministrazione commissariale con il DUP, il Documento Unico di Programmazione, nel quale sono delineate le linee guida per il governo della città nei prossimi anni, indipendentemente da chi vincerà la prossima competizione elettorale. E’ proprio la lettura attenta di questo documento che ha convinto in molti della necessità di costruire un fronte ampio di lotta al progetto di sottomissione della città alla logica del mercato.</p>
<p class="bodytext" align="justify">La manifestazione aveva tre grandi aree tematiche. Quella degli spazi sociali, messi a rischio dalla pretesa di recuperare tutti gli spazi abbandonati da anni e anni dall’amministrazione comunale, trascurando quella ricchezza di lavoro sociale, creatività ed impegno che hanno permesso in questi anni di dar vita a centinaia di esperienze associative o autogestionarie di grandissima rilevanza per la vita della città. Una larga parte della manifestazione era perciò costituita dai centri sociali e dalle attività artistiche e culturali che sono cresciute in quegli spazi nel corso degli anni, e che oggi sono tutte a rischio di sgombero.</p>
<p class="bodytext" align="justify">L’altra area tematica era quella del welfare, dove si riconoscevano i lavoratori organizzati in USB e in altre realtà del sindacalismo di base, e l’esperienza della Carovana delle Periferie, attiva nella difesa dei servizi pubblici sul territorio. Qui il tema è quello dei servizi, inteso sia dal punto di vista dei lavoratori, della salvaguardia del loro ruolo, del salario e dell’occupazione, sia dal punto di vista del cittadino/utente, portatore di diritti che per essere salvaguardati hanno bisogno che il servizio rimanga a gestione e proprietà pubblica.</p>
<p class="bodytext" align="justify">La terza area tematica era quella del diritto all’abitare, dove si intrecciano le richieste immediate di mettere fine alla politica degli sfratti e degli sgomberi, con quella di affrontare finalmente i nodi di una nuova politica abitativa che ridia spazio agli alloggi popolari e fermi la speculazione. Forte la presenza degli inquilini dei Piani di Zona organizzati con Asia, determinati a denunciare lo scandaloso utilizzo di fondi pubblici per l’edilizia che invece di essere destinati per le fasce deboli della popolazione, sono finiti in mano alle banche e stanno distruggendo la vita di migliaia di famiglie.</p>
<p class="bodytext" align="justify">Lo striscione di apertura della manifestazione rivendicava il diritto della città a decidere del suo futuro, un principio democratico che il governo Renzi sta scientemente sottraendo a tutte le comunità locali. I cambiamenti della Costituzione, la riforma Madia della Pubblica Amministrazione con il recente Testo Unico sulla riorganizzazione dei servizi pubblici locali, e più in generale tutti i vincoli che in questi anni sono stati imposti alle amministrazioni locali sul bilancio, sulle assunzioni, sulle società che gestiscono i servizi collettivi, costituiscono una gabbia che grava sul governo delle città e sulla vita dei suoi abitanti. Da Roma è salito un grido collettivo a rimettere in discussione questo schema, un segnale di lotta al governo Renzi e una proposta al resto del paese a contrastare tutti assieme il processo di svendita del territorio nazionale e dei nostri beni comuni. Da Roma non si vende a l’Italia non si vende il passo può sembrare breve, ma il percorso per arrivarci non è affatto semplice.</p>
<p class="bodytext" align="justify">Intanto a Roma non ci si accontenta della protesta. Ora tutti sono al lavoro per costruire il programma, o la Carta della Città, da elaborare nei quartieri e da fissare come base di riferimento per tutti i movimenti e le realtà organizzate che ci si riconoscono. Non un programma elettorale ma un piano comune sul quale costringere la politica a misurarsi. Ma è la consapevolezza che i giochi sulla città non si fanno al Comune ma li determina il governo che spinge a guardare oltre.</p>
<p class="bodytext" align="justify">La protesta che parte da Roma alle politiche antisociali del governo Renzi può e deve essere raccolta anche nelle altre città. Su questo occorrerà impegnarsi seriamente già a partire dalle prossime settimane. La nostra organizzazione, da tempo impegnata nella campagna sul welfare e contro le privatizzazioni, può raccogliere questa spinta che viene dalla primavera romana. e L’assemblea nazionale del prossimo 3 aprile è un’ottima occasione per raccogliere la sfida.</p>
</div>
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		<title>ASSEMBLEA REGIONALE DEGLI ISCRITTI E DELEGATI USB &#8211; 15 MARZO 2016</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 11:20:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Unione Sindacale di Base]]></category>
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		<title>Voglio lavoro e stato sociale</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/03/17/voglio-lavoro-e-stato-sociale/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 15:12:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>17/03/2016 Milano 3 Aprile 2016: Assemblea nazionale iscritti e delegati USB &#8211; ore 10.00 Ex scalo Porta Romana Viale Isonzo (Metro Piazza Lodi). Il 3 Aprile a Milano centinaia di delegati e iscritti dell&#8217;USB si incontreranno in una grande assemblea per confrontarsi sui temi più urgenti e importanti che il sindacato e i lavoratori dovranno [&#8230;]</p>
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<div class="news-single-item">
<h3></h3>
<div class="news-single-image"><a class="lightbox-enabled" href="http://www.usb.it/uploads/pics/VoglioLavoro_Logo.jpg" rel="lightbox[rdbgallery]"><img id="newsimage87638" title="" src="http://www.usb.it/typo3temp/pics/75c8287a67.jpg" alt="" width="320" height="319" border="0" /></a></div>
<div class="news-single-date-town">17/03/2016</div>
<div class="news-single-content">
<p class="bodytext">
<p class="bodytext"><em><strong>Milano 3 Aprile 2016: Assemblea nazionale iscritti e delegati USB &#8211; ore 10.00 Ex scalo Porta Romana Viale Isonzo (Metro Piazza Lodi).</strong></em></p>
<p class="bodytext">
<p class="bodytext">
<p class="bodytext">Il 3 Aprile a Milano centinaia di delegati e iscritti dell&#8217;USB si incontreranno in una grande assemblea per confrontarsi sui temi più urgenti e importanti che il sindacato e i lavoratori dovranno affrontare nei prossimi mesi. Un&#8217;occasione fondamentale per consolidare e dare seguito al lavoro che USB sta sviluppando  in tutto il paese, nel settore pubblico e in quello privato, nel sociale e nei territori.</p>
<p class="bodytext">
Il<strong> 4 aprile è la giornata mondiale indetta dal Sindacato Internazionale dei Servizi Pubblici del WFTU contro le privatizzazioni e a difesa del pubblico</strong> e quindi l&#8217;assemblea del 3 aprile si intreccerà con tale appuntamento ed assumerà anche un significato politico e sindacale in difesa del servizio pubblico.</p>
<p class="bodytext">
<strong>Un&#8217;assemblea nella quale i temi fondamentali saranno il lavoro, l&#8217;occupazione e la difesa del welfare.</strong> Argomenti che caratterizzano da sempre l&#8217;iniziativa di USB e che oggi devono essere ancor più articolati e sviluppati.</p>
<p class="bodytext">
Siamo di fronte ad un livello di disoccupazione ormai fuori controllo che condannerà intere generazioni alla povertà e alla precarietà, mentre lo stato sociale viene sempre più attaccato e il suo crollo disegna ormai una società chiusa, non accogliente, predisposta alla guerra e sempre più ingiusta.<br />
Ma l&#8217;assemblea del 3 aprile non vuole essere soltanto un momento di discussione, al contrario intende rappresentare il momento di avvio di iniziative sindacali, di mobilitazioni, di sensibilizzazione diffusa, di lotte che indichino vie d&#8217;uscita e soluzioni concrete.</p>
<p class="bodytext">
L&#8217;Assemblea del 3 aprile si svolgerà a Milano, città centrale per affrontare il tema del lavoro e dello sviluppo del sindacato.<br />
Usciremo dall&#8217;assemblea di Milano con un rinnovato entusiasmo, con idee chiare, con un progetto serio e credibile, certi che le migliaia di lavoratori che stanno progressivamente aderendo al nostro sindacato rappresentano il segnale più positivo che USB sta diventanto la vera alternativa sindacale in questo paese.</p>
</div>
<div class="clear"></div>
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		<title>ASIA_USB. LO SFRATTO DI BRUNA A ROCCA CENCIA, L&#8217;IRRUZIONE, LA RESISTENZA..</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 09:59:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
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