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	<title>Libera Tv &#187; Sinistra</title>
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	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
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		<title>EUROPEE : Si presenta il terzo spazio &#8211; La Sinistra Europea</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 12:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iacopo Venier]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe De Cristofaro]]></category>
		<category><![CDATA[Costanza Boccardi]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora Forenza]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[PRC – Rifondazione Comunista]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>ALLE EUROPEE UNA LISTA DI SINISTRA FEMMINISTA ED ECOLOGISTA Conferenza Stampa alla Camera dei Deputati Alla fine di un lunghissimo e duro confronto ora sappiamo che una lista di sinistra sarà presente sulla scheda elettorale. Naufragata l&#8217;ipotesi della lista con De Magistris; consumata la rottura dentro Potere al Popolo; esploso il progetto di Liberi ed [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">ALLE EUROPEE UNA LISTA DI SINISTRA FEMMINISTA ED ECOLOGISTA</span></h1>
<h4>Conferenza Stampa alla Camera dei Deputati</h4>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2019/03/Logo-Partito-Europeo-della-Sinistra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48710" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2019/03/Logo-Partito-Europeo-della-Sinistra-300x266.jpg" alt="Logo Partito Europeo della Sinistra" width="300" height="266" /></a>Alla fine di un lunghissimo e duro confronto ora sappiamo che una lista di sinistra sarà presente sulla scheda elettorale. Naufragata l&#8217;ipotesi della lista con De Magistris; consumata la rottura dentro Potere al Popolo; esploso il progetto di Liberi ed Uguali; oggi Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana e l&#8217;Altra Europa hanno presentano in conferenza stampa il loro percorso per dare vita ad una lista di sinistra per le prossime elezioni europee. Dalle parole di Eleonora Forenza (attuale parlamentare GUE-NGL) emerge l&#8217;idea di poter aprire un nuovo spazio tra la destra populista e le forze neoliberali tra cui viene annoverato il PSE. Un terzo spazio per l&#8217;Europa. Costanza Boccardi di Altra Europa spiega che nei prossimi giorni si terranno assemblee territoriali e poi una assemblea nazionale di lancio del progetto. Nel frattempo è già possibile presentare eventuali candidature con il sostegno di poche decine di firme. Bebbe De Cristoforo di Sinistra Italiana spiega la necessità di una forte connessione con i movimenti e le associazioni ed assicura che i partiti che compongono oggi la lista si mettono a disposizione di un progetto più ampio. Il simbolo sarà quello del Partito della Sinistra europea in cui le forze che comporranno la lista si riconoscono. Pochi giorni per comporre le liste e presentare il simbolo per una lista. Poi una campagna elettorale difficile ma il peggio verrà dopo. Già cinque anni fa i frammenti della sinistra di alternativa erano riusciti a presentarsi insieme nella lista &#8220;L&#8217;Altra Europa per Tsipras&#8221;. Superarono il quorum di un soffio eleggendo tre deputati europei. Poi due di questi eletti, quasi immediatamente, si sono allontanati dal progetto che è compessivamente naufragato. Oggi il panorama è del tutto cambiato e non in meglio. Le divisioni si sono moltiplicate ma non le forze a disposizione. La partita quindi è davvero decisiva. Senza eletti Rifondazione perderà il finanziamento pubblico mettendo a rischio quel poco di organizzazione che le resta. E Sinistra Italiana, avendo rifiutato la prospettiva di confluenza nel PD di Zingaretti, non ha lo spazio politico che aveva la SEL di Vendola. Almeno però sembra esserci più chiarezza e questo, in politica e nella vita, non è poco. Vedremo.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h4>L&#8217;appello</h4>
<p style="text-align: justify;">In Europa ci avviciniamo ad una sfida fondamentale, che contribuirà a definire il nostro futuro di cittadine e cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">La posta in gioco è molto alta: c’è il rischio che la lunga stagione dell’austerità e delle politiche neoliberiste favorisca l’aumento della presenza nelle istituzioni comunitarie delle destre nazionaliste e xenofobe.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo vogliamo opporci sia al neoliberismo che al nazionalismo, costruendo un terzo spazio politico, un’alternativa che vorremmo progettare insieme, alla pari, e che abbia un forte segno femminista, ecologista, antirazzista.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo pertanto promuovere una lista alle elezioni europee che sia uno spazio comune a disposizione di tutte le soggettività, politiche, culturali, sociali, civiche e di movimento che:</p>
<p style="text-align: justify;">1) Vogliano costruire un’Europa fondata sulla giustizia sociale, ambientale e fiscale; sulla piena parità di genere; sulla redistribuzione della ricchezza e del lavoro; sulla riconversione ambientale e sociale dell’economia e sulla lotta ai cambiamenti climatici; sul diritto al reddito e sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori; sulla democrazia reale e sull’autodeterminazione di donne e uomini; sulla solidarietà e la buona accoglienza, contro le politiche securitarie e di respingimento delle e dei migranti; sulla pace, il disarmo e la cooperazione internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Si riconoscono nella necessità di ribaltare gli equilibri politici e di contrastare e superare le politiche che hanno caratterizzato fin qui l’Unione Europea, a partire dalla rottura della gabbia neoliberista definita dai trattati.</p>
<p style="text-align: justify;">3) Sentono il dovere di opporsi al risorgere dei razzismi e dei nazionalismi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una lista che riconosca e assuma nella sua costruzione, nella sua composizione e rappresentazione, il protagonismo che il movimento delle donne esprime oggi a livello mondiale in termini di principale soggetto globale di alternativa. Nell’ambito di chi si riconosce in questo progetto, sono molte le battaglie che abbiamo condiviso in questi anni e molte le proposte che condividiamo. Per definire un comune programma elettorale proponiamo che i punti fondamentali si articolino a partire dalla piattaforma del Partito della Sinistra Europea e dal Green New Deal di Primavera europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Le organizzazioni firmatarie di questo appello fanno riferimento al Partito della Sinistra Europea: ne mettiamo a disposizione il simbolo al fine di poter validamente presentare la lista per le elezioni. Vi proponiamo inoltre di scegliere, in tempi rapidissimi visto che mancano due settimane alla presentazione dei simboli, attraverso una consultazione, il nome della lista. Per quanto ci riguarda abbiamo individuato nel gruppo Gue/Ngl il nostro gruppo parlamentare europeo di riferimento, ma al fine di realizzare il massimo di unità delle forze antiliberiste riteniamo in ogni caso necessario che la lista sia aperta alla partecipazione di organizzazioni che manifestino la volontà di voler entrare con i propri eventuali eletti in altri gruppi che si collocano nel terzo spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per presentare questo progetto politico lunedì 25 marzo alle ore 11,30 si terrà una Conferenza Stampa presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati che, coerentemente con l’impostazione di questa lista sarà tenuta dalle compagne che si riconoscono nel progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Partito della Rifondazione Comunista</p>
<p style="text-align: justify;">Altra Europa con Tsipras</p>
<p style="text-align: justify;">Sinistra Italiana</p>
<p style="text-align: justify;">Convergenza Socialista</p>
<p style="text-align: justify;">Partito del Sud</p>
<p style="text-align: justify;">Transform Italia</p>
<p>&nbsp;
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="48709"> (329)</p>
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		<title>TORINO : Rizzo &#8211; Airaudo &#8211; Faccia a Faccia a Sinistra del PD</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/05/04/torino-rizzo-airaudo-faccia-a-faccia-a-sinistra-del-pd/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2016 19:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrative 2016]]></category>
		<category><![CDATA[CSP - Partito Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Airaudo]]></category>
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		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>ELEZIONI A SINDACO DI TORINO A sinistra del PD si presentano Giorgio Airaudo con la lista TORINOINCOMUNE e Marco Rizzo per il Partito Comunista Interviste a cura di Alfredo Comito &#8211; LiberaRete &#8211; Libera.Tv Lombardia &#160; ELEZIONE A SINDACO DI TORINO &#8211; Giorgio Airaudo con la lista TORINO IN COMUNE e Marco Rizzo per il [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #800000;">ELEZIONI A SINDACO DI TORINO</span></h1>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>A sinistra del PD si presentano Giorgio Airaudo con la lista <a href="http://www.torinoincomune.com/" target="_blank">TORINOINCOMUNE</a> e Marco Rizzo per il <a href="http://ilpartitocomunista.it/" target="_blank">Partito Comunista</a></strong></span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito &#8211; LiberaRete &#8211; Libera.Tv Lombardia</strong></p>

<a href='https://www.libera.tv/2016/05/04/torino-rizzo-airaudo-faccia-a-faccia-a-sinistra-del-pd/marco-rizzo/'><img width="300" height="169" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Marco-Rizzo-300x169.jpg" class="attachment-medium" alt="Marco Rizzo" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2016/05/04/torino-rizzo-airaudo-faccia-a-faccia-a-sinistra-del-pd/giorgio-airaudo/'><img width="300" height="169" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Giorgio-Airaudo-300x169.jpg" class="attachment-medium" alt="Giorgio Airaudo" /></a>

<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>ELEZIONE A SINDACO DI TORINO &#8211; Giorgio Airaudo con la lista TORINO IN COMUNE e Marco Rizzo per il PARTITO COMUNISTA concorrono alle elezioni comunali di Torino. Presenti al corteo del 1 maggio hanno risposto alle domande di Libera.Tv sul lavoro e sulle elezioni di Torino.
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="44277"> (275)</p>
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		<title>COSMOPOLITICA : un nuovo partito a Sinistra</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/02/16/cosmopolitica-un-nuovo-partito-a-sinistra/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 16:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli a Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[SEL - Sinistra Ecologia e Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra Italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>COSMOPOLITICA : UN NUOVO PARTITO A SINISTRA Sinistra Ecologia e Libertà insieme a molti ex PD come Stefano Fassina si incontrano a Roma. Dovrebbe nascere un nuovo partito della Sinistra Italiana. Libera.Tv seguirà l&#8217;evento &#160; L&#8217;appello tratto dal sito COSMOPOLITICA Scarica il PROGRAMMA dell&#8217;Evento Incontriamoci il 19, 20 e 21 febbraio a Roma per ridare [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #ff9900;">COSMOPOLITICA : UN NUOVO PARTITO A SINISTRA</span></h1>
<h4><em>Sinistra Ecologia e Libertà insieme a molti ex PD come Stefano Fassina si incontrano a Roma. Dovrebbe nascere un nuovo partito della Sinistra Italiana.</em></h4>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Libera.Tv seguirà l&#8217;evento</strong></span></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appello tratto dal sito <a href="http://www.cosmopolitica.org/" target="_blank">COSMOPOLITICA</a></p>
<p style="text-align: justify;">Scarica il <a href="http://www.cosmopolitica.org/materiali/COSMOPOLITICA_programma.pdf" target="_blank">PROGRAMMA</a> dell&#8217;Evento</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Cosmopolitica-proponi-partecipa.jpg"><img class="alignleft wp-image-43305 size-medium" title="Cosmopolitica proponi partecipa" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Cosmopolitica-proponi-partecipa-300x176.jpg" alt="Cosmopolitica proponi partecipa" width="300" height="176" /></a>Incontriamoci il 19, 20 e 21 febbraio a Roma per ridare senso alla parola “politica” come strumento utile a cambiare concretamente le nostre vite. Incontriamoci per organizzarci e costruire un nuovo soggetto politico, uno spazio aperto, democratico, autonomo. Non è un annuncio. È una proposta. Non sarà un evento cui assistere da spettatori. Non ti chiediamo di venire a riempire la sala, battere le mani e chiacchierare in un corridoio come accade di solito in queste assemblee. Mettiamoci in cammino per condividere un processo e costruire insieme un nuovo progetto politico innovativo e all’altezza della sfida. Un progetto alternativo alla politica d’oggi, svuotata e autoreferenziale, che ritrovi tanto il legame con la propria storia, quanto la capacità di scrivere il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> L’obiettivo. </strong><br />
È ora di cambiare questo paese e le condizioni di vita di milioni di persone, colpite dalla crisi e dalle politiche neoliberiste e di austerità, svuotate della capacità di immaginare il proprio futuro. Vogliamo costruire un’alternativa di società, pensata da donne e uomini, fatta di pace e giustizia sociale e ambientale, unici veri antidoti per fermare le destre e l’antipolitica, il terrore di Daesh, i cambiamenti climatici. Serve una netta discontinuità con il recente passato di sconfitte e testimonianza, per metterci in sintonia con le sinistre europee che indicano un’alternativa di lotta e speranza. Dobbiamo metterci in connessione con il nostro popolo, con i suoi desideri e le sue paure, con le centinaia di esperienze territoriali e innovative che stanno già cambiando l’Italia, spesso lontane dalla politica. Bisognerà cambiare molto: redistribuire le ricchezze e abbattere le diseguaglianze sociali e di genere, costruire un nuovo welfare ed eliminare la precarietà, restituendo dignità almondo del lavoro. È ora di cambiare il modo in cui si produce e quello in cui si consuma, il modo in cui si fanno scuola e formazione, le politiche per accogliere. Intendiamo difendere la Costituzione e i suoi valori, per difendere la democrazia. Il governo Renzi e il PD vanno in una direzione diametralmente opposta e ci raccontano che non c’è un’alternativa. Per noi invece non solo un’alternativa è possibile ma è necessaria ed è basata sui diritti, sull’uguaglianza, sui beni comuni. Dobbiamo organizzarci. Organizzare innanzitutto la parte che più ha subito gli effetti della crisi, chi ha voglia e bisogno di riscatto, di cambiamento, chi non crede più alla politica; lottando tanto nelle istituzioni quanto nella società. Una forza politica, non un cartello elettorale, che si candidi a governare il paese per cambiarlo e che lo faccia con un profilo credibile, in competizione con tutti gli altri poli esistenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Partecipa<br />
</strong> Probabilmente ti starai facendo alcune domande: “come funzionerà il nuovo soggetto?”, “come si chiamerà?”, “quale sarà il suo programma?”, “è possibile innovare la forma partito?”, “chi sarà il suo o la sua leader?”, “c’è davvero bisogno di un leader? E, se sì, come verrà scelto?” A queste e tante altre domande la risposta è semplice e per questo rivoluzionaria: lo decideremo insieme. Partecipiamo a questo percorso come persone, “una testa un voto”, riconoscendogli piena sovranità. Abbiamo bisogno di una sinistra di tutti e di tutte: non un percorso pattizio, ma una nuova forza politica che nasca dalla partecipazione diretta di migliaia di persone. Cambiamo la politica, innoviamo le forme della democrazia, diamo la parola ai cittadini, attraverso una piattaforma digitale per il confronto, la codecisione, la cooperazione e l’azione. Ma non basta: serve restituire protagonismo alla vita dei territori attraverso una campagna di ascolto con assemblee per connettere percorsi e conflitti, scrivere collettivamente il nostro programma, la nostra idea di società, la strada per il cambiamento. Invitiamo tutti e tutte a partecipare, a rimescolare ogni appartenenza, a mettersi a disposizione, fino allo scioglimento delle forze organizzate, sapendo che solo un cammino realmente inclusivo può essere la strada per coinvolgere i tanti che purtroppo sono scettici e disillusi. Sarà importante l’impegno dei rappresentanti istituzionali a tutti i livelli a mettersi al servizio del processo, agendo da terminale sociale. Non vogliamo raccogliere solo le istanze dei singoli, ma anche quelle di tutte le esperienze collettive, le reti sociali, le forze sindacali, l’associazionismo diffuso, i movimenti, che in questi anni hanno elaborato e realizzato proposte concrete ed efficaci. Per questo ci mettiamo in cammino. Non siamo i proprietari di questo percorso, e questo documento non ne vuole determinare gli esiti: proponiamo un obiettivo (costruire un nuovo soggetto di alternativa), un metodo (un cammino fatto di assemblee territoriali e di una piattaforma digitale, adesione individuale, piena sovranità), una data di partenza. Da quella data in poi, sarà chi deciderà di partecipare a indicare la rotta. Cominciamo un viaggio che sappia cambiare noi stessi e il mondo che ci circonda. Mettiamoci in cammino.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="43304"> (82)</p>
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		<title>SINISTRA : L&#8217;UNITA&#8217; CHE DIVIDE : Ferrero, Fassina, Fratoianni a confronto</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/02/14/sinistra-lunitache-divide-ferrero-fassina-fratoianni-a-confronto/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2016 11:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Fratoianni]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Ferrero]]></category>
		<category><![CDATA[PRC – Rifondazione Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[SEL - Sinistra Ecologia e Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Fassina]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>SINISTRA : LE MILLE STRADE DELL&#8217;UNITA&#8217; Rifondazione ha organizzato un convegno a Roma sulla Sinistra plurale Libera.Tv ha sentito le opinioni di Paolo Ferrero, Stefano Fassina, Nicola Fratoianni Divisi sull&#8217;Unità. Dalle interviste realizzate da Roberto Pietrucci ancora una volta appare chiaro che a sinistra il tema dell&#8217;unità è quello che risulata maggiormente divisivo. Mentre Sel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/02/14/sinistra-lunitache-divide-ferrero-fassina-fratoianni-a-confronto/">SINISTRA : L&#8217;UNITA&#8217; CHE DIVIDE : Ferrero, Fassina, Fratoianni a confronto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">SINISTRA : LE MILLE STRADE DELL&#8217;UNITA&#8217;</span></h1>
<h3 style="text-align: justify;"><em>Rifondazione ha organizzato un convegno a Roma sulla Sinistra plurale</em></h3>
<h5 style="text-align: justify;"><em>Libera.Tv ha sentito le opinioni di Paolo Ferrero, Stefano Fassina, Nicola Fratoianni</em></h5>

<a href='https://www.libera.tv/?attachment_id=43252'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Paolo-Ferrero-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Paolo Ferrero - Rifondazione Comunista - Sinistra Europea" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/?attachment_id=43251'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Nicola-Fratoianni-SEL-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Nicola Fratoianni - Sinistra Ecologia e Libertà - SEL" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/?attachment_id=43253'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Stefano-Fassina-Sinistra-Italiana-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Stefano Fassina - Sinistra Italiana" /></a>

<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Sinistra-plurale-sala.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-43255" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Sinistra-plurale-sala-300x169.jpg" alt="Sinistra plurale sala" width="300" height="169" /></a>Divisi sull&#8217;Unità. Dalle interviste realizzate da Roberto Pietrucci ancora una volta appare chiaro che a sinistra il tema dell&#8217;unità è quello che risulata maggiormente divisivo. Mentre Sel e la componente di Fassina stanno per riunirsi nel nuovo partito di Sinistra Italiana, Rifondazione rifiuta questo percorso e con Ferrero propone un soggetto politico plurale che conservi le organizzazioni pre esistenti. Tra l&#8217;altro anche Civati non parteciperà a Sinistra Italiana (almeno per ora) e continua la sua strada con Possibile. Queste forze però sperimentano percorsi unitari nelle città dove in molti casi di stanno presentando comuni candidature e liste alternative al PD. Non ovunque però. Infatti Fratoianni però non è in grado di dire che SEL correrà contro il PD in tutta Italia perchè pezzi del suo partito, da Milano a Trieste, insistono nel volersi alleare con il PD di Renzi. Insomma c&#8217;è ancora molta confusione tra coloro che vorrebbero creare una alternativa, anche elettorale, a Renzi. E la confusione aumenta ancora se si considerano gli altri percorsi &#8220;unitari&#8221; proposti come ad esempio quello per la ricostruzione del Partito Comunista (lanciato dal PCdI), quello per una alleanza Anticapitalista ed Antiliberista (lanciato da Sinistra Anticapitalista) o i vari appelli nati nell&#8217;ambito dell&#8217;Altra Europa per Tsipras solo per citarne alcuni.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><b>SINISTRA &#8211; FERRERO (PRC-SINISTRA EUROPEA): «CONTRO IL LIBERISMO DI RENZI E DELLA MERKEL, A ROMA SI INCONTRANO LE FORZE DELLA SINISTRA EUROPEA. PER COSTRUIRE ANCHE IN ITALIA UNA SINISTRA PLURALE: A SINISTRA SERVE L&#8217;UNITA&#8217;» </b></p>
<p>«Contro il liberismo di Renzi e della Merkel &#8211; dichiara Paolo Ferrero, segretario nazionale di <span class="il">Rifondazione</span> Comunista &#8211; Sinistra Europea &#8211; dopodomani, sabato 13 febbraio a Roma abbiamo organizzato un incontro tra diverse forze della sinistra europea. Anche in Italia, come negli altri paesi europei, è necessario dar vita ad una forza politica della sinistra antiliberista che unisca tutta la sinistra, in modo plurale e democratico. Con questo convegno vogliamo lanciare un grido di allarme perché mentre in tutta Europa vi sono processi di unificazione delle forze antiliberiste, in Italia il settarismo continua a farla da padrone e con esso la divisione della sinistra: a sinistra serve l&#8217;unità! Di questo vogliamo discutere sabato a Roma in occasione dell&#8217;incontro europeo &#8220;Sinistra: in Europa la fanno plurale!&#8221;, confrontandoci in primis con le forze che, in tutto il continente, con modelli partecipativi e dal basso, dalla Spagna alla Germania, stanno realizzando una proposta alternativa e di sinistra, contro le politiche di austerità».</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/02/14/sinistra-lunitache-divide-ferrero-fassina-fratoianni-a-confronto/">SINISTRA : L&#8217;UNITA&#8217; CHE DIVIDE : Ferrero, Fassina, Fratoianni a confronto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
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		<title>APPELLO : Per la Sinistra di tutte e di tutti</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 20:03:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Appelli a Sinistra Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Negli ultimi mesi infatti molti sono stati gli appelli e molte le conseguenti iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>Appelli a Sinistra</h1>
<p style="text-align: justify;"><em>Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Negli ultimi mesi infatti molti sono stati gli appelli e molte le conseguenti iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i contenuti e le prospettive avanzate dai vari documenti. La Sinistra è un campo di idee, passioni e lotte in cui noi ci riconosciamo. Da sempre però abbiamo scelto di non mettere questa testata al servizio di una o dell&#8217;altra soluzione politica o organizzativa. Vogliamo tenacemente conservare Libera.Tv come uno spazio aperto dove ognuno si possa sentire a casa. Un luogo dove informarsi ed informare, dove non solo conoscere cosa accade ma poter approfondire le idee, le proposte, i percorsi di tutti. Con grande rispetto quindi pubblichiamo i documenti che ci sono stati segnalati e pubblicheremo man mano i testi che emergeranno in futuro. Sono molti documenti e ciò è di per se significativo della difficoltà del momento. Le prospettive proposte sono diverse, distanti ed a volte opposte ed anch questo non è una novità a Sinistra. Ma gli appelli chiamano alla mobilitazione, all&#8217;impegno, alla scelta di campo. E&#8217; proprio di questo che la Sinistra e tutti noi abbiamo un bisogno vitale.</em></p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Puoi consultare tutti gli appelli collegandoti </strong><a href="http://libera.tv/tag/appelli-a-sinistra/" target="_blank"><strong>QUI !</strong> </a></h4>
<hr />
<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Per la sinistra di tutte e tutti</span></h1>
<h4 style="text-align: justify;">Incontriamoci</h4>
<p style="text-align: justify;">Incontriamoci il 19, 20 e 21 febbraio a Roma per ridare senso alla parola “politica” come strumento utile a cambiare concretamente le nostre vite. Incontriamoci per organizzarci e costruire un nuovo soggetto politico, uno spazio aperto, democratico, autonomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un annuncio. È una proposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sarà un evento cui assistere da spettatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ti chiediamo di venire a riempire la sala, battere le mani e chiacchierare in un corridoio come accade di solito in queste assemblee.</p>
<p style="text-align: justify;">Mettiamoci in cammino per condividere un processo e costruire insieme un nuovo progetto politico innovativo e all&#8217;altezza della sfida. Un progetto alternativo alla politica d’oggi, svuotata e autoreferenziale, che ritrovi tanto il legame con la propria storia, quanto la capacità di scrivere il futuro.</p>
<h4 style="text-align: justify;">L’obiettivo</h4>
<p style="text-align: justify;">È ora di cambiare questo paese e le condizioni di vita di milioni di persone, colpite dalla crisi e dalle politiche neoliberiste e di austerità, svuotate della capacità di immaginare il proprio futuro. Vogliamo costruire un’alternativa di società, pensata da donne e uomini, fatta di pace e giustizia sociale e ambientale, unici veri antidoti per fermare le destre e l’antipolitica, il terrore di Daesh, i cambiamenti climatici. Serve una netta discontinuità con il recente passato di sconfitte e testimonianza, per metterci in sintonia con le sinistre europee che indicano un’alternativa di lotta e speranza. Dobbiamo metterci in connessione con il nostro popolo, con i suoi desideri e le sue paure, con le centinaia di esperienze territoriali e innovative che stanno già cambiando l’Italia, spesso lontani dalla politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisognerà cambiare molto: redistribuire le ricchezze e abbattere le diseguaglianze sociali e di genere, costruire un nuovo welfare e eliminare la precarietà, restituendo dignità al mondo del lavoro. È ora di cambiare il modo in cui si produce e quello in cui si consuma, il modo in cui si fa scuola e formazione, le politiche per accogliere. Intendiamo difendere la Costituzione e i suoi valori, per difendere la democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo Renzi e il PD vanno in una direzione diametralmente opposta e ci raccontano che non c’è un’alternativa. Per noi invece non solo un’alternativa è possibile ma è necessaria ed è basata sui diritti, sull’uguaglianza, sui beni comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo organizzarci. Organizzare innanzitutto la parte che più ha subito gli effetti della crisi, chi ha voglia e bisogno di riscatto, di cambiamento, chi non crede più alla politica; lottando tanto nelle istituzioni quanto nella società. Una forza politica, non un cartello elettorale, che si candidi a governare il paese per cambiarlo e che lo faccia con un profilo credibile, in competizione con tutti gli altri poli esistenti.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Partecipa</h4>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente ti starai facendo alcune domande: “come funzionerà il nuovo soggetto?”, “come si chiamerà?”, “quale sarà il suo programma?”, “è possibile innovare la forma partito?”, “chi sarà il suo o la sua leader?”, “c’è davvero bisogno di un leader? E, se sì, come verrà scelto?” A queste e tante altre domande la risposta è semplice e per questo rivoluzionaria: lo decideremo insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipiamo a questo percorso come persone, “una testa un voto”, riconoscendogli piena sovranità. Abbiamo bisogno di una sinistra di tutti e di tutte: non un percorso pattizio, ma una nuova forza politica che nasca dalla partecipazione diretta di migliaia di persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Cambiamo la politica, innoviamo le forme della democrazia, diamo la parola ai cittadini, attraverso una piattaforma digitale per il confronto, la codecisione, la cooperazione e l’azione. Ma non basta: serve restituire protagonismo alla vita dei territori attraverso una campagna di ascolto con assemblee per connettere percorsi e conflitti, scrivere collettivamente il nostro programma, la nostra idea di società, la strada per il cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Invitiamo tutti e tutte a partecipare, a rimescolare ogni appartenenza, a mettersi a disposizione, fino allo scioglimento delle forze organizzate, sapendo che solo un cammino realmente inclusivo può essere la strada per coinvolgere i tanti che purtroppo sono scettici e disillusi. Sarà importante l’impegno dei rappresentanti istituzionali a tutti i livelli a mettersi al servizio del processo, agendo da terminale sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vogliamo raccogliere solo le istanze dei singoli, ma anche quelle di tutte le esperienze collettive, le reti sociali, le forze sindacali, l’associazionismo diffuso, i movimenti, che in questi anni hanno elaborato e realizzato proposte concrete ed efficaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo ci mettiamo in cammino. Non siamo i proprietari di questo percorso, e questo documento non ne vuole determinare gli esiti: proponiamo un obiettivo (costruire un nuovo soggetto di alternativa), un metodo (un cammino fatto di assemblee territoriali e di una piattaforma digitale, adesione individuale, piena sovranità), una data di partenza. Da quella data in poi, sarà chi deciderà di partecipare a indicare la rotta. Cominciamo un viaggio che sappia cambiare noi stessi e il mondo che ci circonda. Mettiamoci in cammino.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>APPELLO : Antiliberista e anticapitalista</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 18:55:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Appelli a Sinistra]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Appelli a Sinistra Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>Appelli a Sinistra</h1>
<p style="text-align: justify;"><em>Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i contenuti e le prospettive avanzate dai vari documenti. La Sinistra è un campo di idee, passioni e lotte in cui noi ci riconosciamo. Da sempre però abbiamo scelto di non mettere questa testata al servizio di una o dell’altra soluzione politica o organizzativa. Vogliamo tenacemente conservare Libera.Tv come uno spazio aperto dove ognuno si possa sentire a casa. Un luogo dove informarsi ed informare, dove non solo conoscere cosa accade ma poter approfondire le idee, le proposte, i percorsi di tutti. Con grande rispetto quindi pubblichiamo i documenti che ci sono stati segnalati e pubblicheremo man mano i testi che emergeranno in futuro. Sono molti documenti e ciò è di per se significativo della difficoltà del momento. Le prospettive proposte sono diverse, distanti ed a volte opposte ed anch questo non è una novità a Sinistra. Ma gli appelli chiamano alla mobilitazione, all’impegno, alla scelta di campo. E’ proprio di questo che la Sinistra e tutti noi abbiamo un bisogno vitale.</em></p>
<h4><strong>Puoi consultare tutti gli appelli collegandoti </strong><a href="http://libera.tv/tag/appelli-a-sinistra/" target="_blank"><strong>QUI !</strong> </a></h4>
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<h1> <span style="color: #993300;">Appello antiliberista e anticapitalista</span></h1>
<h3>Per info sull&#8217;appello collegati <a href="http://anticapitalista.org/2015/11/27/appello-antiliberista-e-anticapitalista/" target="_blank">QUI !</a></h3>
<p style="text-align: justify;">Ci sono momenti della lotta di classe di un Paese che hanno ripercussioni politiche complessive sul terreno internazionale. La crisi greca con il terribile disastro sociale prodotto dalle politiche dell’austerità e l’accettazione del terzo memorandum da parte del governo di Syriza, costituisce uno di questi momenti fondamentali.</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">La vicenda greca mette in luce tutte le difficoltà, ma anche la necessità della lotta contro le politiche del sistema capitalista e dei suoi governi per affermare in alternativa una reale democrazia, attraverso la costruzione di forme di contropotere e di controllo popolare delle classi lavoratrici sulla politica, l’economia, la finanza e di un fronte anti-austerità in tutta Europa di fronte all’azione convergente e univoca delle istituzioni europee e dei governi nazionali.<br />
L’Unione Europa non è l’Europa dei diritti, della giustizia sociale, delle differenze, del rispetto dei diversi popoli all’interno di un progetto comune e partecipato, ma è l’Europa del grande capitale, dei profitti, delle rendite finanziarie, è l’Europa fortezza contro gli immigrati e le immigrate in cerca di una vita dignitosa.<br />
Questa Europa con i suoi trattati, i suoi dogmi liberisti, la sua troika, si dimostra irriformabile; per sconfiggere le politiche dell’austerità, il giogo del debito, i privilegi dei potenti, occorre avere il coraggio di operare delle rotture profonde con gli assetti sociali ed economici sia su scala europea che in quella nazionale, contro le classi dominanti.<br />
L’entusiasmo in Italia per la seconda affermazione elettorale di Syriza è fuorviante. Non inganni il successo elettorale: con una fortissima astensione, a Tsipras è stato riconsegnato un governo che ha come funzione la gestione delle terribili politiche dell’austerità del terzo memorandum sotto il controllo diretto e quotidiano dei nuovi emissari dell’Unione Europea.<br />
Per questo le valutazioni su questo drammatico scontro di classe sono una cartina di tornasole anche dei reali orientamenti di fondo, politici strategici, delle diverse forze della sinistra italiana, che oggi si aggrappano alla nuova Syriza e a Tsipras per lanciare la costruzione di un soggetto unitario della sinistra, che altro non sarà se non un’unità posticcia, verticistica, politicista, rinchiusa nel perimetro del centro-sinistra.<br />
L’austerità non si può governare da sinistra. Bisogna superare il neoliberismo e costruire una prospettiva strategica alternativa al capitalismo.<br />
La battuta d’arresto subita dalle forze di sinistra in Grecia costituisce una sconfitta per tutte le classi lavoratrici in Europa e coinvolge tutte le forze anticapitaliste europee<br />
Nello stesso tempo si avverte ancor più la necessità e la possibilità di reagire alle molte contraddizioni che si esprimono in diversi paesi, dove si moltiplicano i tentativi di resistere delle classi popolari e cresce la ricerca di strumenti sia sociali e politici alternativi per avere più forza.</li>
<li style="text-align: justify;">Nuovi possibili uragani e grandi cambiamenti si profilano in Europa e nel quadro internazionale: la crisi economica capitalista non è certo finita e le bolle finanziarie sono nuvole nere che attraversano il cielo e che rischiano di scaricare il loro portato di crisi.<br />
Le migrazioni e l’esodo di massa di milioni di persone non sono un’emergenza casuale e temporanea, ma il frutto concreto della divisione internazionale del lavoro e delle guerre di depredazione e saccheggio da parte dei grandi paesi capitalistici in Africa, Asia, Medio Oriente; Questi non potranno non delineare profonde mutazioni in tutta l’Europa.<br />
Per questo siamo convinti che una nuova efficace azione sul piano nazionale sia possibile solo se contemporaneamente vengono attivati tutti gli strumenti che rendono concreto e reale un nuovo slancio di solidarietà e di azione internazionalista; serve un nuovo internazionalismo che si proponga di unire ciò che il capitale divide, stringendo legami di solidarietà ed amicizia fra i lavoratori e le lavoratrici dell’Europa e del Mondo.<br />
Questo internazionalismo si esprime avendo sempre come punto di riferimento le classi popolari i lavoratori e le lavoratrici dei diversi paesi, i precari, gli inoccupati, i disoccupati,i nuovi schiavi le loro lotte per i diritti democratici e sociali; il punto di partenza è la comprensione dei loro bisogni e il sostegno alle mobilitazioni che promuovono per difendere i loro interessi in piena autonomia e in forte contrapposizione rispetto ai governi che rappresentano le classi dominanti.</li>
<li style="text-align: justify;">Dopo la Grecia, l’Italia è il laboratorio avanzato delle politiche dei gruppi economici e politici dominanti in Europa: il governo Renzi è un esecutivo fedele mandatario delle ricette della Troika e gode dell’appoggio della Confindustria, di tutti i partiti della borghesia e dei media che a queste forze fanno riferimento. A Renzi è stato assegnato il compito di condurre fino in fondo un processo di controriforma politica e sociale, finalizzato a demolire tutte le conquiste economiche e sociali del movimento delle classi lavoratrici del Novecento e a svuotare di contenuto finanche la democrazia rappresentativa e parlamentare (anche se in ultima istanza è comunque funzionale al sistema dominante), giungendo a stravolgere la costituzione italiana nata dalla resistenza.<br />
Per questo pensiamo che il compito principale sia oggi quello di costruire le resistenze e le lotte contro questo governo del capitale e le sue politiche di austerità. Riteniamo necessario mobilitare la classe lavoratrice nelle sue diverse articolazioni, compresi il mondo dei precari, dei disoccupati e dei giovani, e i diversi movimenti sociali per cacciare Renzi e riconquistare dignità, diritti, futuro.</li>
<li style="text-align: justify;">Il Partito Democratico è la principale voce politica del grande capitale italiano imprenditoriale e finanziario. Renzi ha portato fino in fondo, quanto (ed era molto) hanno fatto i suoi predecessori. Più che mai è necessario, per qualsiasi schieramento sociale e politico che voglia contrastare le politiche dell’austerità, avere una totale autonomia, indipendenza, alternatività e contrapposizione al PD, sia su scala nazionale che su quella locale.</li>
<li style="text-align: justify;">I vertici dei sindacati confederali, anche quello della CGIL, sono stati il veicolo più efficace per far penetrare tra i lavoratori avanzati tutti i luoghi comuni dell’ ideologia liberista “temperata”, anziché mettere in campo forme efficaci di opposizione alle politiche liberiste dei governi passati e dell’attuale governo Renzi.<br />
Per questo motivo esiste un grande malessere tra le lavoratrici e i lavoratori a cui è necessario fare riferimento politico. Pensiamo che le realtà di classe interne alle confederazioni e quelle esterne, il sindacalismo di base, debbano provare a superare diffidenze e contrapposizioni reciproche e trovare la strada dell’unità d’azione nell’ottica di una pratica di attività intersindacale di classe a partire dal basso nei luoghi di lavoro e, in prospettiva, di creare le condizioni per l’autorganizzazione ed anche per costruire delle nuove forme consiliari nei luoghi di lavoro, che ripristino la democrazia e il controllo diretto dei lavoratori e lavoratrici sui processi produttivi.</li>
<li style="text-align: justify;">Di fronte alla debolezza dell’opposizione alle politiche neoliberiste l’obiettivo diventa quello di costruire un ampio fronte, una coalizione o forum delle opposizioni, sociali, politiche e dei variegati movimenti sociali, studenteschi, ecologisti, femministi: poiché ci sono comuni interessi e evidenti convergenze tra questi soggetti, non è quindi impossibile avere luoghi di confronto permanente fra tutti/e coloro che, collettivamente e individualmente, desiderano battersi contro la xenofobia, il neoliberismo ed il capitalismo.<br />
Ogni precarietà, ogni licenziamento, compresi quelli politici, dismissione, cassa integrazione, ogni ingiustizia o discriminazione subita e accettata mina alla base l’unità delle classi lavoratrici e dei diversi settori sociali sfruttati ed oppressi. Pertanto, riteniamo che, per opporsi al ricatto padronale, sia fondamentale la costruzione della risposta unitaria, democratica e partecipata di tutti i soggetti sociali, ma sul terreno della lotta al neoliberismo e al capitalismo.</li>
<li style="text-align: justify;">Combattiamo ogni forma di razzismo ogni manifestazione di fascismo e xenofobia. Siamo convinti che l’unico modo per rispondere al clima di paura diffuso nella popolazione sia quello di costruire la mobilitazione attiva e solidale di lavoratori italiani e stranieri per il diritto alla casa, al lavoro, al cibo, all’istruzione ed alla sanità pubblica, ad un ambiente sano,alla cittadinanza ed al diritto di voto universale; all’accoglienza e al diritto di asilo politico riconosciuto a tutti coloro che fuggono da guerre persecuzioni politiche, miseria, disastri ambientali e climatici.</li>
<li style="text-align: justify;">Assistiamo all’abbandono del percorso emancipatorio, compiuto dal movimento femminista, attraverso l’imposizione del ritorno alle mura domestiche e alla “famiglia”,dove si svolge un lavoro di riproduzione non pagato (o sottopagato se svolto dalle lavoratrici straniere), nonché un lavoro di cura che in gran parte supplisce alla crisi delle politiche del welfare.Si afferma subdolamente una sorta di “welfare materno”: a fronte di questa regressione, invece di lottare per un ordine simbolico di genere si affermano da una parte un familismo conservatore attraverso l’enfatizzazione della ‘comunità’ in cui restano invisibili i rapporti di potere tra generi e generazioni,dall’altra parte un’assunzione della “femminilità” in una visione paternalistica di cooptazione della soggettività femminile. Il principio di ‘eguaglianza’troppo spesso diventa omologazione all’ordine patriarcale, che tende a mortificare nelle donne il nesso tra conflitto di genere e conflitto di classe. Anche per le donne il nesso condizione/coscienza passa per la soggettivazione e la lotta al moderno nesso patriarcato/capitalismo invasivo delle vite in particolare delle giovani donne.</li>
<li style="text-align: justify;">E’ necessario unire le lotte in difesa dell’ambiente a quelle legate al mondo del lavoro, poiché rappresentano i due principali fronti dell’opera distruttiva e saccheggiatrice del capitalismo predone, che mette a valore tutto, dalle persone alle risorse naturali, a partire dai modi e dai luoghi di produzione e riproduzione della vita materiale delle persone. Le vere radici dei guasti che incombono sul pianeta sono ancora una volta da ricercare nel sistema economico produttivo capitalistico, col suo modello improntato a sviluppo e crescita illimitati, che si fonda sulla privatizzazione e finanziarizzazione di beni, indispensabili per la vita di tutti, e mercifica risorse per il profitto di pochi a scapito dei molti.<br />
L’esigenza dell’interconnessione delle lotte nasce proprio da una comune carica antisistemica, maturata nel corso delle tante forme di lotta, accomunate dalla denuncia dell’uso capitalistico del territorio, delle città, dell’ambiente, contro l’assalto del grande capitale finanziario ai beni comuni, contro i suoi investimenti speculativi, e la complicità delle istituzioni conniventi, contro cui perseguire l’armonia tra gli umani, rispettare tutte le forme di vita ed il processo di rigenerazione del vivente, connettere la lotta contro la devastazione ed il saccheggio dell’ambiente alla lotta in difesa dei diritti umani e offrire protezione ed inclusione ai più deboli: soprattutto migranti e nuove povertà.</li>
<li style="text-align: justify;">In questo quadro di grande difficoltà e di ripiegamento politico di molti riteniamo importante e necessario che si costruisca un dialogo e un rapporto politico tra tutte/i coloro che, a partire dalla preminenza dei contenuti anti-austerità e dall’internità al conflitto sociale vogliano costruire dialogo e coordinamento. Questa ricerca unitaria non dovrà rimettere in discussione le proprie appartenenze politiche e ancor più quelle sociali o sindacali, ma anzi contribuire a costruire campagne comuni, iniziative e mobilitazioni in una prospettiva anticapitalista.<br />
Discutiamo e verifichiamo quali forme di Rete antiliberista e anticapitalista sia possibile oggi costruire, quali ne siano i contenuti, le espressioni territoriali e locali. Pensiamo sia un lavoro in progress per provare a contrastare almeno in parte le dispersioni e le frammentazioni, e costruire un’azione anticapitalista più efficace, che contribuisca a unificare in una prospettiva generale le numerose lotte territoriali e sui luoghi di lavoro.</li>
<li style="text-align: justify;">Per questi motivi pensiamo che l’appello debba rimanere in una forma aperta, emendabile, con la possibilità di modificare ed arricchire i contenuti con nuove proposte e analisi. Costruiremo un primo appuntamento nazionale dove discutere il testo e la proposta di avvio della costruzione di una rete.</li>
</ol>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-antiliberista-e-anticapitalista/">APPELLO : Antiliberista e anticapitalista</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
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		<title>APPELLO : Eurostop &#8211; Per l&#8217;alternativa ai diktat Unione Europea</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-eurostop-alternativa-unione-europea/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 18:48:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Appelli a Sinistra Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Appelli a Sinistra</h1>
<p style="text-align: justify;"><em>Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i contenuti e le prospettive avanzate dai vari documenti. La Sinistra è un campo di idee, passioni e lotte in cui noi ci riconosciamo. Da sempre però abbiamo scelto di non mettere questa testata al servizio di una o dell’altra soluzione politica o organizzativa. Vogliamo tenacemente conservare Libera.Tv come uno spazio aperto dove ognuno si possa sentire a casa. Un luogo dove informarsi ed informare, dove non solo conoscere cosa accade ma poter approfondire le idee, le proposte, i percorsi di tutti. Con grande rispetto quindi pubblichiamo i documenti che ci sono stati segnalati e pubblicheremo man mano i testi che emergeranno in futuro. Sono molti documenti e ciò è di per se significativo della difficoltà del momento. Le prospettive proposte sono diverse, distanti ed a volte opposte ed anch questo non è una novità a Sinistra. Ma gli appelli chiamano alla mobilitazione, all’impegno, alla scelta di campo. E’ proprio di questo che la Sinistra e tutti noi abbiamo un bisogno vitale.</em></p>
<h4><strong>Puoi consultare tutti gli appelli collegandoti </strong><a href="http://libera.tv/tag/appelli-a-sinistra/" target="_blank"><strong>QUI !</strong> </a></h4>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h1><span style="color: #993300;">EUROSTOP : APPELLO PER UN&#8217;ALTERNATIVA AI DIKTAT DELL&#8217;UNIONE EUROPEA</span></h1>
<h4><em>Per informarzioni sull&#8217;appello collegati <a href="http://www.eurostop.info" target="_blank">QUI !</a></em></h4>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; tempo di soluzioni alternative al massacro sociale su cui le classi dominanti hanno costruito l&#8217;Unione Europea. Quanto avviene in Grecia suona come un monito per le classi popolari in tutti i paesi Pigs e per quelli periferici. Da qualche parte e in ogni modo occorre cominciare a praticare la rottura con l&#8217;Unione Europea e la gabbia dell&#8217;euro.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appello scaturito dalla discussione del forum euromediterraneo di Napoli e da incontri analoghi in altri paesi, comincia a definire i percorsi di coordinamento e convergenza possibili. Per una alternativa di sopravvivenza e progresso sociale, contro la guerra sociale e le guerre militari imposte da classi dominanti che nell&#8217;Unione Europea fondano sulla disuguaglianza e la coercizione la &#8220;loro&#8221; egemonia sugli interessi popolari. Si muovono dunque i primi passi di un percorso coordinato per una sinistra popolare, anticapitalista e internazionalista in Europa. Qui di seguito il testo dell&#8217;appello Eurostop e i primi firmatari:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>EUROSTOP</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il sistema edificato dalle classi dominanti e dalle oligarchie sui paesi dell’Unione Europea è sottoposto a critiche, opposizioni e contraddizioni crescenti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il progetto di Unione Europea si trova a fare i conti con la crisi e la competizione globale,  utilizzando le misure di austerity per scaricare tutte le conseguenze di queste contraddizioni sui lavoratori e i settori popolari, negando ogni autodeterminazione dei popoli sul loro futuro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In molti paesi si vanno sviluppando movimenti popolari e democratici che si battono contro il lavoro flessibile e per l’aumento dei salari, dicono basta con i diktat delle istituzioni politiche e finanziarie, chiedono il ripudio del debito, il superamento dell’Unione Europea, l’uscita dalla gabbia dell’euro e dalla Nato, lo stop ai negoziati del Ttip.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In alcuni paesi questi movimenti sono espressione delle forze progressiste, dei sindacati e dei movimenti sociali, in altri sono invece i partiti della destra nazionalista e xenofoba.  </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma i primi hanno come obiettivo la giustizia e l’emancipazione sociale, i secondi la guerra tra i poveri e contro i più deboli.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riteniamo che sia tempo di collegare le forze politiche, sociali, sindacali e antifasciste,  intorno a soluzioni alternative rispetto a quelle misure antipopolari e antidemocratiche imposte dalle oligarchie e dall’Unione Europea in un clima dove più pericolose si fanno le tendenze alla guerra.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le forze di classe e progressiste dei paesi euromediterranei,  più devastati dai diktat imposti da Ue, Bce, Fmi e Nato, devono collegarsi a agire comunemente:</em><br />
<em>&#8211; Per uscire dalla gabbia dell’euro</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Per superare l’Unione Europea costruita sull’Europa dalle classi dominanti</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Per uscire dalla Nato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Per bloccare definitivamente il Ttip</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ tempo di agire in modo coordinato,  a cominciare da un portale web in più lingue che faciliti il confronto, le campagne e l’azione comune e con incontri periodici nei vari paesi che consentano di procedere più efficacemente su una agenda di mobilitazione comune e coordinata.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42473"> (58)</p>
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		<title>APPELLO : Ricostruire il Partito Comunista</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-ricostruire-il-partito-comunista/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-ricostruire-il-partito-comunista/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 18:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli a Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Appello]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Appelli a Sinistra Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>Appelli a Sinistra</h1>
<p style="text-align: justify;"><em>Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i contenuti e le prospettive avanzate dai vari documenti. La Sinistra è un campo di idee, passioni e lotte in cui noi ci riconosciamo. Da sempre però abbiamo scelto di non mettere questa testata al servizio di una o dell&#8217;altra soluzione politica o organizzativa. Vogliamo tenacemente conservare Libera.Tv come uno spazio aperto dove ognuno si possa sentire a casa. Un luogo dove informarsi ed informare, dove non solo conoscere cosa accade ma poter approfondire le idee, le proposte, i percorsi di tutti. Con grande rispetto quindi pubblichiamo i documenti che ci sono stati segnalati e pubblicheremo man mano i testi che emergeranno in futuro. Sono molti documenti e ciò è di per se significativo della difficoltà del momento. Le prospettive proposte sono diverse, distanti ed a volte opposte ed anch questo non è una novità a Sinistra. Ma gli appelli chiamano alla mobilitazione, all&#8217;impegno, alla scelta di campo. E&#8217; proprio di questo che la Sinistra e tutti noi abbiamo un bisogno vitale.</em></p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Puoi consultare tutti gli appelli collegandoti </strong><a href="http://libera.tv/tag/appelli-a-sinistra/" target="_blank"><strong>QUI !</strong> </a></h4>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h1><span style="color: #ff0000;">IL MOMENTO E&#8217; ORA</span></h1>
<h3><b>Un’ Associazione </b><b>per la ricostruzione del Partito Comunista </b><b>nel quadro ampio della sinistra di classe</b></h3>
<p>Per info collegati al sito :<a href="Ricostruire il PC" target="_blank"> http://www.ricostruirepc.it/</a></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h4><img class="alignleft" src="http://www.ricostruirepc.it/wp-content/uploads/2014/09/cropped-provabanner.jpg" alt="Ricostruire il Patrito Comunista" width="300" height="80" />Il testo dell&#8217;appello</h4>
<p>1 –   Siamo compagne e compagni di diverse generazioni che hanno preso parte, con differenti appartenenze di partito o senza partito, alla storia sempre più critica e travagliata del movimento comunista in Italia dell’ultimo trentennio.</p>
<p>Nell’attuale contesto frammentato della sinistra italiana, siamo a tutt’oggi variamente collocati; ma condividiamo, sul che fare, due convinzioni fondamentali:</p>
<ul>
<li>Di fronte alla crisi strutturale e sistemica del capitalismo, la più profonda dopo quella del 1929, che ha dimensioni mondiali e gravi ripercussioni anche nel nostro Paese; e a fronte dell’involuzione neo-centrista del Partito Democratico, che sta portando l’Italia verso il modello americano e sta distruggendo le fondamenta della Costituzione repubblicana e antifascista, è ancora più urgente dare corpo ad una presenza unitaria della sinistra: che aggreghi tutte le sue componenti (comunista, anti-capitalista, socialista e anti-liberista e i soggetti anticapitalisti presenti anche in modo rilevante nella società italiana, benché non organizzati) su un programma minimo condiviso; e ricostruisca una rappresentanza politica del mondo del lavoro e delle classi subalterne, schiacciate dall’offensiva di classe scatenata da oltre due decenni dal capitale, nazionale e sovranazionale.</li>
</ul>
<ul>
<li>E’ indispensabile che all’interno di una sinistra così aggregata, nella forma di un fronte ampio strutturato e operante in modo unitario, si ricostruisca e si consolidi una presenza comunista autonoma, che si proponga la sua riorganizzazione in partito, che sappia unire in questo processo tutte le forze comuniste <i>con una cultura politica affine</i>, che in vario modo si richiamano, attualizzandolo, al miglior patrimonio politico e ideologico dell’esperienza storica del PCI, della sinistra di classe italiana e del movimento comunista internazionale e alla migliore tradizione marxista, a partire dal contributo di Lenin e Gramsci. Con una chiara collocazione internazionalista e antimperialista; consapevole che, a fronte di un imperialismo che mira a scardinare la sovranità nazionale di molti paesi per piegarne la resistenza, la difesa di tale sovranità assume nella nostra epoca un grande rilievo ed è precondizione per l’affermazione del protagonismo dei popoli.</li>
</ul>
<p>A ventitrè anni dalla fine del Pci e stante l’attuale insufficienza delle esperienze che in modo diverso si sono richiamate a quella grande storia, nasce l’esigenza di ripartire con l’obiettivo della costruzione di un partito comunista che ne riprenda le migliori caratteristiche, ricollocandole nelle attuali condizioni italiane e internazionali.</p>
<p>Sappiamo che si tratterà di un processo graduale e di non breve periodo (ma <i>che va iniziato ORA</i>), che metta capo a un’unica forza comunista rigenerata, capace di superare l’attuale frammentazione e, con essa, una sempre più evidente irrilevanza politica e sociale.</p>
<p>Una forza politica comunista unificata, non settaria né subalterna all’opportunismo delle mode correnti, che si ponga in un rapporto di dialogo costruttivo (ma da un punto di vista autonomo) nell’ambito della sinistra d’alternativa: senza cessioni di sovranità sulle questioni di fondo, ma capace di trovare volta a volta la sintesi strutturata e non occasionale dell’unità d’azione.</p>
<p>2 –   Il superamento della soglia di sbarramento ottenuto di misura dalla lista Tsipras nelle recenti elezioni europee – quale che sia il giudizio che si vuol dare su questa esperienza elettorale e sulle divisioni profonde emerse prima e dopo il voto – dimostra quantomeno che nonostante i forti limiti soggettivi delle forze in campo esiste uno spazio anche politico-elettorale, militante e d’opinione, a sinistra del Pd renziano. Ed esiste anche uno spazio oggettivo per una sua espansione, in direzioni diverse:</p>
<p>– nei confronti di vastissimi settori popolari che sempre più approdano all’astensionismo come forma di protesta anti-sistemica;</p>
<p>– nei confronti di una parte dell’elettorato popolare, operaio e di sinistra del Pd, non certo entusiasta di una leadership liquidazionista della stessa identità socialdemocratica<i>; </i>ma che si rivela (comprensibilmente) poco attratto dalle diverse alternative a sinistra del Pd;</p>
<p>– nei confronti di quella parte di popolo di sinistra (a volte di estrema sinistra) che vota 5Stelle, attratto dal voto “arrabbiato” e di protesta, anch’esso deluso dall’assenza di grandi alternative credibili a sinistra.</p>
<p>Anche il voto di gran parte dei Paesi europei dimostra che esiste e può espandersi anche in tempi brevi uno spazio sociale e politico durevole, con basi di massa, per un consenso ai comunisti e alle forze della sinistra anticapitalistica: ed è solo per gravi responsabilità soggettive di tutti i gruppi dirigenti che tale spazio in Italia – in questi ultimi trent’anni che ci separano dalla morte di Berlinguer – non è stato costruito.</p>
<p>In tale contesto regressivo, le gravi contraddizioni in cui si è avvolta la lista Tsipras, prima e dopo il voto, mostrano che la strada per un’aggregazione della sinistra di classe è lunga e tortuosa. E che essa richiede non improvvisate alchimie elettoralistiche, ma la costruzione di fondamenta solide nel mondo del lavoro e nel conflitto di classe nonché un pensiero forte verificato nel tempo: è questo il solo terreno su cui possono crescere gruppi dirigenti uniti e solidali, tenuti insieme non da occasionali e contingenti convenienze politiciste.</p>
<p>Su tali basi va costruito un credibile processo unitario che includa la sinistra partitica, sindacale, associativa, di movimento, anche nella competizione elettorale: la quale deve tornare ad essere – se si vuol conseguire un consenso non effimero – un momento unitario del percorso politico, non il suo presupposto o il suo punto d’arrivo.</p>
<p>3 –   Entro tale processo – in modo inseparabile da esso, e nel quadro di una fase che, a sinistra, appare caratterizzata da un alto tasso di mobilità politica – riteniamo fondamentale il lavoro di ricostruzione in Italia di un partito comunista degno di questo nome: di una forza organizzata non settaria, attenta agli sviluppi della dinamica politica, legata organicamente al mondo del lavoro e non opportunista, che si ponga in grado di orientare e condizionare da un punto di vista di classe il processo di aggregazione della sinistra.</p>
<p>Siamo consapevoli dei limiti pesanti che hanno caratterizzato l’esperienza di questi ultimi venti anni, in particolare dell’insuccesso e delle debolezze originarie di una “rifondazione comunista”  pur intrapresa con passione e dedizione all’indomani della liquidazione del PCI.</p>
<p>La crescente frammentazione e il moltiplicarsi delle divisioni hanno dissipato un patrimonio militante, con un incredibile <i>turn-over</i> che ha complessivamente interessato qualcosa come un mezzo milione di iscritti e dilapidato un’influenza elettorale che aveva raggiunto nella seconda metà degli anni Novanta i 3 milioni e 200 mila voti e che era proiettata verso il 10%. A riprova di quanto sia facile dissipare in pochi anni un grande patrimonio elettorale, quando esso non riposi su solide fondamenta.</p>
<p>Oggi abbiamo cognizione delle cause principali (nonché degli errori dei gruppi dirigenti) che sono state alla base di questo insuccesso: a cominciare da una debolezza ideologica e un eclettismo delle provenienze, che hanno impedito una sintesi graduale, il formarsi di una cultura politica comune, capace di tenere unito il partito anche nei momenti di forte dibattito politico interno, come avviene invece nella più parte degli altri partiti comunisti al mondo.</p>
<p>A ciò si è sommata, come concausa dell’insuccesso, la delusione progressivamente indotta dalla partecipazione dei comunisti al governo del Paese, che non ha conseguito alcun risultato sostanziale a favore dei nostri soggetti sociali di riferimento. Il tutto in un contesto sociale caratterizzato da profondi mutamenti sul piano strutturale, dell’articolazione sociale e delle culture politiche, che i comunisti non sempre hanno dimostrato di saper cogliere nella loro portata. Una delusione accentuata da forme di carrierismo politico, da lotte interne e dalla formazione di ceti politici separati dalla più genuina militanza di base, che hanno seminato sfiducia e distorto la gestione interna delle stesse organizzazioni comuniste, la sua trasparenza, il suo costume, la sua moralità.</p>
<p>C’è dunque la necessità di una rilegittimazione dei comunisti, compito tanto più urgente in quanto la crisi sistemica in cui siamo a tutt’oggi immersi continua a colpire in primo luogo lavoratrici e lavoratori, privi di una rappresentanza anticapitalistica adeguata.</p>
<p>4 –   Oggi siamo in grado di avviare una seria riflessione su tali limiti (ed è l’unico modo per cercare di salvare e rigenerare ciò che di buono rimane delle suddette esperienze): da ciò dipende la possibilità di non ripetere gli errori del passato e di rilanciare nelle forme possibili il processo di ricomposizione unitaria di decine di migliaia di militanti comuniste e comunisti, di partito e senza partito, di soggetti sociali, attivi nelle vertenze del lavoro e del territorio e nelle iniziative di movimento. Da ciò dipende la ricostruzione di un partito comunista che superi – rigenerandole – le attuali residuali collocazioni; e che sappia essere complementare, dunque non alternativo e men che meno contrapposto, alla ricostruzione di una sinistra unitaria di classe e del lavoro. Queste due gambe della ricostruzione sono diverse, ma inseparabili.</p>
<p>Non è quindi per nostalgia o per astratto ideologismo che sosteniamo la necessità di ricostituire un riferimento organizzato e unificato dei comunisti. Sappiamo di doverci misurare con la sedimentazione ideologica che l’egemonia capitalistica ha depositato sulla sconfitta del movimento operaio: disarticolando il mondo del lavoro, generando la disgregazione etica e morale della società. Da questo ha tratto linfa la cosiddetta antipolitica.</p>
<p>Sui comunisti grava quindi una grande responsabilità nella promozione di un’analisi all’altezza delle innovazioni del capitalismo e nell’esplicitazione di proposte per il suo superamento; nell’individuazione della nuova composizione di classe e delle forme organizzative efficaci per far fronte alle nuove contraddizioni.</p>
<p>Ed in particolare ai comunisti, organizzati in partito, è ancora affidato il compito di portare nello scontro sociale e nella dialettica politica una visione generale delle contraddizioni dello sviluppo capitalistico, nonché una percezione matura delle dinamiche internazionali e della prospettiva mondiale.</p>
<p>Si tratta di elementi di coscienza generale che non si formano spontaneamente e che semplicemente si appannerebbero o addirittura verrebbero meno senza la presenza di una forza comunista organizzata.</p>
<p>Sappiamo bene che quel che abbiamo davanti a noi non è compito di un giorno, che occorre pazienza e lungimiranza, al di là di ogni dannoso patriottismo di gruppo ed autoreferenziale.</p>
<p>Per questo riteniamo che la costituzione di un’Associazione, promossa da militanti di buona volontà e senza retropensieri di corto respiro – comuniste e comunisti – che abbia come preminente obiettivo, strategico e di lunga lena, la ricostituzione in Italia di un partito comunista degno di questo nome, possa essere in questa peculiare temperie storica lo strumento giusto: uno strumento aperto a chiunque si ritenga ancora parte dell’impresa comunista, che non chiami in causa in modo improvvisato le rispettive attuali collocazioni (dentro o fuori gli attuali partiti) ma che sin d’ora operi per una ricomposizione. Con intelligenza, senza veti o abiure e nel contesto largo dei processi unitari a sinistra.</p>
<p><b>Comunisti uniti, per la ricostruzione del partito comunista, in una sinistra di classe e del lavoro, unita e unitaria.</b></p>
<p>Saranno i fatti e gli sviluppi concreti della situazione politica italiana e mondiale a definire, fin dai prossimi mesi, modi e tempi dell’avanzamento e/o della precipitazione di tale processo. Di esso, noi intendiamo essere parte attiva.
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42465"> (120)</p>
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		</item>
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		<title>GLOBAL CLIMATE MARCH &#8211; Coalizione per il Clima in piazza a Roma</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/29/global-climate-march-coalizione-per-il-clima-in-piazza-a-roma/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2015 19:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[A Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Marica Di Pierri]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Fassina]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Cogliatti Dezza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>MOBILITIAMOCI PER IL CLIMA Manifestazione a Roma per sostenere un accordo alla Conferenza Onu sul Clima di Parigi Interviste di Roberto Pietrucci a Marica di Pierri (A Sud), Vittorio Cogliatti Dezza (Legambiente), Stefano Fassina (Sinistra Italiana) &#160; IL DOCUMENTO DELLA COALIZIONE ITALIANA PER IL CLIMA Gli Stati generali sui cambiamenti climatici segnino una nuova stagione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/29/global-climate-march-coalizione-per-il-clima-in-piazza-a-roma/">GLOBAL CLIMATE MARCH &#8211; Coalizione per il Clima in piazza a Roma</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #008000;">MOBILITIAMOCI PER IL CLIMA</span></h1>
<h2>Manifestazione a Roma per sostenere un accordo alla Conferenza Onu sul Clima di Parigi</h2>
<p><em>Interviste di Roberto Pietrucci a Marica di Pierri (A Sud), Vittorio Cogliatti Dezza (Legambiente), Stefano Fassina (Sinistra Italiana)</em></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/logo-coalizione-clima.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-41923" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/logo-coalizione-clima-300x210.jpg" alt="Logo Coalizione Clima Italia" width="300" height="210" /></a><span style="color: #993300;">IL DOCUMENTO DELLA COALIZIONE ITALIANA PER IL CLIMA</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli Stati generali sui cambiamenti climatici segnino una nuova stagione delle politiche s</strong><strong>u energia, innovazione, manutenzione del territorio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cinque proposte per il governo Renzi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio, convocati dal governo Renzi il 22 giugno, devono segnare l’apertura di una pagina nuova su un tema che è oggi più che mai al centro dell’agenda politica internazionale. L’Italia è infatti l’unico dei grandi paesi europei che non ha ancora alcuno strumento strategico che fissi obiettivi e tappe di riduzione delle emissioni di gas serra e sono significativi i ritardi nelle politiche di adattamento, quando sono sempre più evidenti gli impatti nel territorio, che si accelereranno in una prospettiva di riscaldamento globale legata alla crescita delle emissioni climalteranti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’augurio è che, con questi Stati generali, l’Italia guardi finalmente verso un futuro incentrato su fonti rinnovabili ed efficienza energetica, su un’economia circolare che valorizzi i territori, su un’agricoltura che rafforzi le naturali funzioni del suolo di assorbimento della CO2, la manutenzione dal rischio idrogeologico, il ripristino della funzionalità dei sistemi naturali. Dunque che cambi finalmente l’asse della politica del governo Renzi, che in questi 16 mesi ha puntato sulle trivellazioni di petrolio e gas e alla riprivatizzazione dell’acqua – con il decreto Sblocca Italia – e messo paletti alla crescita delle fonti rinnovabili (con lo spalma incentivi e con la recente bozza di decreto sulle fonti rinnovabili elettriche) ciò nonostante il successo realizzato negli ultimi dieci anni, con un contributo rispetto ai consumi elettrici passato dal 15 al 38%.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli stati generali devono essere l’avvio di un nuovo percorso per traghettare l’Italia oltre la crisi e verso un economia “low carbon” che valorizzi e crei occupazione nei territori. Proprio in questa direzione deve andare il ruolo che l’Italia dovrà svolgere nell’Unione europea alla Conferenza sul clima di Parigi, per raggiungere un accordo che permetta al mondo di agire insieme, di agire in fretta, di agire in modo efficace ed equo.</p>
<p style="text-align: justify;">La “Coalizione italiana Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima” chiede che il governo italiano prenda un chiaro impegno su cinque azioni fondamentali per il clima:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1 Approvare prima della Conferenza di Parigi una strategia per il clima</strong><br />
L’Italia ha un indifferibile bisogno di una strategia che fissi gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, col relativo Piano di azioni, secondo una prospettiva che assuma sul serio gli obiettivi europei, per l’interesse che ha il nostro Paese a ridurre importazioni e consumi di fonti fossili in tutti i settori strategici e a intrecciare obiettivi economici, industriali e sociali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2 Realizzare con scelte concrete la just transition verso un’economia low carbon</strong><br />
Dall’edilizia all’industria, dall’agricoltura ai trasporti, occorre spingere con forza un’innovazione trasversale ai diversi settori che permetta di ridurre i consumi energetici e le emissioni, aiutando così le famiglie e le imprese. Per questo serve accompagnare con efficaci politiche le fonti rinnovabili verso la grid parity, in una prospettiva di generazione distribuita integrata nei territori e con interventi di efficienza energetica per ridurre la domanda di energia. Un nuovo modello economico sostenibile si basa su un’economia circolare, che permette di tenere assieme gli obiettivi di tutela e corretta gestione delle risorse, di recupero, riciclo e riuso delle materie, fondamentale in un Paese storicamente importatore come l’Italia. Il governo deve intervenire cancellando tutte le barriere che ostacolano lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, che sono state messe in questi anni con interventi retroattivi, il perdurare dell’incertezza sulle politiche, le barriere all’approvazione degli impianti anche di piccola taglia. Il primo segnale che va mandato subito riguarda la radicale modifica della bozza di decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche. Il secondo riguarda l’attuazione di quanto prevedono la direttiva sull’efficienza energetica e lo stesso decreto attuativo, sbloccando finalmente il fondo per gli investimenti e introducendo regole chiare per i controlli in edilizia, nell’interesse dei cittadini. L’impegno per la decarbonizzazione dell’economia deve essere accompagnato da interventi di sostegno al mercato del lavoro, una solida agenda sociale che comprenda: investimenti per la creazione di posti di lavoro di qualità, la partecipazione dei lavoratori, la riqualificazione delle competenze e dei curriculum verso i nuovi settori dello sviluppo sostenibile, la ricollocazione dei lavoratori dei settori altamente inquinanti che verranno dismessi, la protezione sociale e il rispetto dei diritti del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3 Stop ai sussidi alle fonti fossili e alle trivellazioni di petrolio e gas</strong><br />
Come sancito dall’ultimo G7 in Germania, occorre cancellare tutti i sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili che ancora esistono in Italia nelle bollette elettriche, nell’autotrasporto, nelle politiche industriali. Ma il governo Renzi deve anche cambiare strada rispetto alle scelte realizzate negli ultimi anni di via libera alle trivellazioni petrolifere, in Italia e nel Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4 Adattamento del territorio ai cambiamenti climatici</strong><br />
Dopo la definitiva approvazione della strategia nazionale di adattamento, occorre passare dalle parole ai fatti con politiche di rafforzamento della resilienza dei territori rispetto ai fenomeni meteorologici estremi, di messa in sicurezza delle città dagli impatti e i danni che sempre più spesso si determinano, di manutenzione del territorio e di riduzione del rischio, di valorizzazione del ruolo dell’agricoltura. In questa direzione, attraverso la chiave dell’adattamento, deve realizzarsi subito la revisione dei progetti contro il dissesto idrogeologico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5 Sviluppo sostenibile nel mondo, a partire dal Mediterraneo</strong><br />
L’Italia, all’interno dell’Europa, deve diventare protagonista di una politica di sviluppo nel mondo che sostenga i paesi più poveri, sia attraverso politiche di trasferimento tecnologico e realizzazione di progetti di innovazione energetica, che di intervento per aiutare i territori più esposti al rischio e agli impatti del rischio climatico. In particolare l’Italia deve assumere questo obiettivo con forza rispetto al Mediterraneo, partecipando al finanziamento del Fondo Verde per il clima con fondi addizionali e individuando progetti di cooperazione per aiutare territori e comunità in progetti di fonti rinnovabili e di adattamento delle città e delle aree agricole ai cambiamenti climatici, in modo anche da affrontare la questione dei profughi ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;">Primi promotori della” Coalizione italiana Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima”: ACLI, AIAB, AIIG, ARCI, ARCI CACCIA, ARCI SERVIZIO CIVILE, ASUD, AUSER, CEVI – CENTRO DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE DI UDINE, CGIL, CIA, COLDIRETTI, COMITATO ROMA XII PER I BENI COMUNI, COOP “E’ NOSTRA”-ENERGIA CONDIVISA,  COORDINAMENTO FREE, CTS, FEDERCONSUMATORI, FIAB, FILCAMS-CGIL, FILLEA-CGIL, FILT-CGIL, FIMA, FIOM, FISAC-CGIL, FLAI-CGIL, FLC-CGIL, FOCSIV, FONDAZIONE CULTURALE RESPONSABILITA’ ETICA, FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA, FORUM SICILIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA ED I BENI COMUNI, FP-CGIL, GIORNALISTI NELL’ERBA, GREENBIZ.IT, GREENME.IT, GREENPEACE, ISDE-MEDICI PER L’AMBIENTE, ISTITUTO NAZIONALE URBANISTICA–INU, ITALIAN CLIMATE NETWORK, KYOTO CLUB, LA NUOVA ECOLOGIA, LEGA PESCA, LEGAMBIENTE, LINK, LIPU, LUNARIA, MAREVIVO, MOVIMENTO CONSUMATORI, MOVIMENTO DIFESA CITTADINO, OXFAM, PRO NATURA, NIDIL-CGIL, QUALENERGIA, RETE DEGLI STUDENTI MEDI, RETE DELLA CONOSCENZA, RETE PER LA PACE, RINNOVABILI.IT, RSU ALMAVIVA, SALVIAMO IL PAESAGGIO, SBILANCIAMOCI, SCELGO LA TERRA, SI’ RINNOVABILI NO NUCLEARE, SLC-CGIL, SLOW FOOD ITALIA, SPI – CGIL, TOURING CLUB ITALIANO, UIL, UISP, UNIONE DEGLI STUDENTI, UNIONE DEGLI UNIVERSITARI, WWF ITALIA</p>
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		<title>SINISTRA ITALIANA : Il documento e la relazione di Fassina</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2015 16:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Fassina]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tavolo del processo costituente: documento del 2 novembre 2015  1. NOI CI SIAMO, LANCIAMO LA SFIDARiteniamo non solo necessario ma non più procrastinabile avviare ORA il processo costituente di un soggetto politico di sinistra innovativo, unitario, plurale, inclusivo, aperto alle energie e ai conflitti dei movimenti dei lavoratori e delle lavoratrici, dei movimenti sociali, dell’ambientalismo, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1 class="post-title entry-title"><span style="color: #993300;">Tavolo del processo costituente: documento del 2 novembre 2015</span></h1>
<div id="post-body-2521112711051312749" class="post-body entry-content"> <b>1. NOI CI SIAMO, LANCIAMO LA SFIDA</b><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/sinistra.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-10882" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/sinistra-300x300.png" alt="Svoltare a Sinistra" width="300" height="300" /></a>Riteniamo non solo necessario ma non più procrastinabile avviare ORA il processo costituente di un soggetto politico di sinistra innovativo, unitario, plurale, inclusivo, aperto alle energie e ai conflitti dei movimenti dei lavoratori e delle lavoratrici, dei movimenti sociali, dell’ambientalismo, dei movimenti delle donne, dei diritti civili, della cittadinanza attiva, del cattolicesimo sociale.Un soggetto politico in grado di lanciare in modo autorevole e credibile la propria sfida al governo Renzi e a un PD ridotto sempre più chiaramente a &#8220;partito personale del leader&#8221;, in rappresentanza del variegato universo del lavoro subordinato e autonomo, degli strati sociali che più soffrono il peso della crisi, dei loro diritti negati e delle loro domande inascoltate, orientato a valorizzare la funzione dei governi territoriali e dei corpi intermedi.Dobbiamo rispondere in modo adeguato &#8211; con la forza, il livello di unità e la chiarezza necessarie &#8211; alla domanda sempre più preoccupata di quel popolo di democratici e della sinistra che non si rassegna alla manomissione del nostro assetto democratico-costituzionale, alla liquidazione dei diritti del lavoro e alla cancellazione del residuo welfare.</p>
<p>L&#8217;obbiettivo è lavorare fin d’ORA, in un contesto di dimensione europea contro le politiche neoliberiste, all’elaborazione di un programma comune con cui candidarsi alle prossime elezioni politiche alla guida del Paese, con una proposta politica autonoma e in competizione con tutti gli altri poli politici presenti (la destra, il M5S e il PD), nella consapevolezza che in Italia la stagione del centro-sinistra è finita. In Europa è evidente la crisi profonda delle tradizionali famiglie socialiste.</p>
<p>Ogni giorno che passa aumenta il disagio e il disastro nel Paese. Renzi ha declinato il tema della vocazione maggioritaria come politica dell&#8217;uomo solo al comando, alibi per un partito trasformista pigliatutto in realtà dominato dall&#8217;agenda liberista dell&#8217;Eurozona. Noi vogliamo al contrario costruire una sinistra in grado di animare un ampio movimento di partecipazione popolare e di realizzare alleanze sociali e politiche che mettano radicalmente in discussione le “ricette” nazionali ed europee che hanno caratterizzato il governo della crisi da parte di Popola i e Socialisti.</p>
<p>Sappiamo perfettamente che non è sufficiente unire quel che c’è a sinistra del Partito Democratico, o autoproclamarsi alternativi, per costruire un progetto all&#8217;altezza della sfida, davvero in grado di cambiare la vita delle persone. Ma siamo altrettanto convinte/i che senza questa unità il processo nascerebbe parziale, o non nascerebbe affatto. Per questo noi questa sfida la lanciamo oggi. Insieme.</p>
<p><b>2. DEFINIZIONI DEL SOGGETTO</b></p>
<p>Il Soggetto politico che vogliamo sarà:</p>
<p>DEMOCRATICO, sia nel suo funzionamento interno (una testa un voto regola guida, strumenti e momenti di partecipazione diretta e online, pratiche di co-decisione tra rappresentanti istituzionali e cittadini, costruzione dal basso del programma politico) sia perché deve essere il punto di riferimento e di azione di tutte/i i democratici italiani</p>
<p>DI TUTTE E TUTTI, perché deve essere il luogo in cui tutte/i coloro che si contrappongono alle politiche neoliberiste, alla distruzione dell’ambiente e dei beni comuni, alla svalutazione del lavoro, alla crescente xenofobia, alle guerre, all’attacco alla democrazia possono ritrovarsi e organizzarsi in un corpo collettivo capace di superare antiche divisioni nell’apertura e nel coinvolgimento delle straordinarie risorse fuori dal circuito tradizionale della politica.</p>
<p>ALTERNATIVO e AUTONOMO rispetto alle culture politiche prevalenti d’impronta neoliberista che ci condannano al declino sociale e culturale, di cui oggi il PD tende ad assumere il ruolo di principale propulsore e diffusore.</p>
<p>INNOVATIVO sia nelle forme sia per la rottura con il quadro politico precedente, così come sta avvenendo in molti paesi europei. Differente dal sistema politico corrotto e subalterno di cui siamo avversari.</p>
<p>EUROPEO in quanto parte di una sinistra europea dichiaratamente antiliberista, che, con crescente forza e nuove forme, sta lottando per cambiare un quadro europeo insostenibile.</p>
<p><b>3. L&#8217;anno che verrà &#8211; Il 2016</b></p>
<p>Il 2016 ci presenta passaggi politici di grande importanza: le amministrative che coinvolgono le principali grandi città, il referendum sullo stravolgimento della Costituzione e la possibile campagna referendaria contro le leggi del governo Renzi. In coerenza con il nostro obbiettivo principale per la scadenza delle amministrative vogliamo lavorare alla rinascita sociale, economica e morale del territorio, valutando in comune ovunque la possibilità di individuare candidati, di costruire e di sostenere liste nuove e partecipate in grado di raccogliere le migliori esperienze civiche e dal basso e di rappresentare una forte proposta di governo locale in esplicita discontinuità con le politiche dell’attuale esecutivo.</p>
<p>Fondamentale è la costruzione di una forte campagna per il NO nel referendum sulla manomissione della Costituzione attuata dal governo Renzi e il sostegno alle campagna referendarie in via di definizione contro le leggi approvate in questi due anni.</p>
<p><b>4. QUINDI&#8230;</b><br />
<b><br />
</b> Al fine di avviare il processo Costituente di questo soggetto politico, convocheremo per dicembre 2015 una assemblea nazionale aperta a tutti gli uomini e le donne interessati a costruire questo progetto politico. Da lì parte la sfida che ci assumiamo e lì definiremo la nostra carta dei valori.</p>
<p>L&#8217;assemblea darà avvio alla Carovana dell&#8217;Alternativa, individuando le forme di partecipazione al progetto politico. Si tratta di definire il nostro programma, le nostre campagne e la nostra proposta politica in un cammino partecipato e dal basso che con assemblee popolari e momenti di studio e approfondimento coinvolga movimenti, associazioni, gruppi formali e informali unendo competenze individuali e collettive.</p>
<p>Entro l’autunno del 2016 ci ritroveremo per concludere questa prima fase del processo e dare vita al soggetto politico della sinistra.</p>
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