<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Libera Tv &#187; Rete dei Comunisti</title>
	<atom:link href="https://www.libera.tv/tag/rete-dei-comunisti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.libera.tv</link>
	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Sep 2025 14:30:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.4</generator>
	<item>
		<title>BREXIT : E adesso Ital/Exit &#8211; Rete dei comunisti</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/06/24/brexit-e-adesso-italexit-fuori-dalla-gabbia-dellunione-europea-rete-dei-comunisti/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2016/06/24/brexit-e-adesso-italexit-fuori-dalla-gabbia-dellunione-europea-rete-dei-comunisti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 10:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Rete dei Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea - UE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libera.tv/?p=44972</guid>
		<description><![CDATA[<p>BREXIT : ORA FUORI DALLA GABBIA DELL&#8217;UE Presa di posizione della Rete dei Comunisti Nonostante il pesante condizionamento del voto da parte del sistema mediatico ed economico britannico e continentale, alla fine il referendum in Gran Bretagna ha sancito la vittoria della Brexit. L’ennesima smentita dei sondaggi, che ad urne aperte continuavano tutti a certificare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/06/24/brexit-e-adesso-italexit-fuori-dalla-gabbia-dellunione-europea-rete-dei-comunisti/">BREXIT : E adesso Ital/Exit &#8211; Rete dei comunisti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> BREXIT : ORA FUORI DALLA GABBIA DELL&#8217;UE<br />
</span></h1>
<h4 style="text-align: justify;">Presa di posizione della <a href="http://www.retedeicomunisti.org/index.php/editoriali/1339-e-adesso-ital-exit-fuori-dalla-gabbia-dell-unione-europea" target="_blank">Rete dei Comunisti</a></h4>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/uemalecomune.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44973" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/uemalecomune-300x180.jpg" alt="UE male comune" width="300" height="180" /></a>Nonostante il pesante condizionamento del voto da parte del sistema mediatico ed economico britannico e continentale, alla fine il referendum in Gran Bretagna ha sancito la vittoria della Brexit.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ennesima smentita dei sondaggi, che ad urne aperte continuavano tutti a certificare la vittoria dei pro-Ue, ormai ampiamente utilizzati dalle classi dominanti non per evidenziare tendenze reali ma per cercare di orientare il voto dei cittadini diffondendo fotografie artefatte.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono servite le minacce e i ricatti dei principali partiti britannici, e neanche quelle dei capi di stato e di governo dei paesi dominanti dell’Unione Europea, a convincere la maggior parte dei cittadini britannici che la scelta migliore fosse rimanere all’interno di quella che ormai anche a livello di massa viene percepita come una gabbia, un potere autoritario e antipopolare, una macchina burocratica senz’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è bastato neanche dipingere la campagna per la Brexit come frutto esclusivamente delle pulsioni protezioniste e xenofobe della destra, cancellando totalmente da mesi di resoconti giornalistici e politologici la posizione, espressa da forze sindacali e politiche di classe e di sinistra radicale. Appare abbastanza ovvio che all’interno di quel 52% di cittadini che hanno votato ‘leave’ c’è anche un voto progressista, democratico e di sinistra stufo di diktat neoliberisti, di tagli allo stato sociale e al lavoro, di privatizzazioni, di guerra e di riduzioni dei diritti, conseguenza delle politiche imposte dal meccanismo di governance continentale, e non solo della volontà dei governi nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato britannico evidenzia per l’ennesima volta la crisi verticale di egemonia che sta investendo le classi dominanti e in particolare la borghesia europea ed europeista, reduce da una serie di passi falsi che vanno dalla sconfitta nel referendum in Grecia – che Syriza non ha voluto e saputo tradurre in conflitto &#8211; al crollo del Pd alle recenti elezioni amministrative fino alla massiccia e inaspettata protesta dei lavoratori francesi contro una legge ispirata da Bruxelles e Francoforte.</p>
<p style="text-align: justify;">Da anni Londra ha goduto di una rendita di posizione derivante dalla sua collocazione intermedia tra Unione Europea e polo statunitense. Per questo ha ottenuto numerosi privilegi pur godendo delle possibilità che lo spazio economico e politico comune mettevano a disposizione: non è mai entrata nell’Euro, non ha mai aderito del tutto alla libera circolazione, ha mantenuto la propria sovranità su aspetti che nel resto del continente sono stati progressivamente presi in consegna dai livelli comunitari di governance. Nella trattativa di febbraio, per togliere argomenti ai fautori della Brexit, l’Unione Europea ha accettato un aumento ulteriore delle prerogative di Londra, pensando che il trattamento di favore sarebbe bastato a evitare la frattura. Ma non è stato così: le contraddizioni interne all’Ue e tra il polo europeo e i suoi concorrenti a livello globale, primo tra tutti quello statunitense, sono cresciute a tal punto da far saltare quel ponte che Londra ha sempre rappresentato tra le due sponde dell’Atlantico. E’ ovvio che dopo la vittoria della Brexit la prospettiva della firma del TTIP da parte dell’Ue si allontana ulteriormente, ora che la camera di compensazione e il “cavallo di troia” rappresentato dalla Gran Bretagna perde la sua funzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come è abbastanza evidente che la scelta della maggior parte dell’elettorato inglese di uscire dall’Ue acuisce le contraddizioni con Scozia, Galles e Irlanda del Nord, che in nome di un sentimento europeista – in parte reale ma in parte strumentale, utile a segnare un distinguo netto rispetto a Londra – proveranno ora a rompere del tutto con l’Inghilterra. E a quel punto una Gran Bretagna “finalmente indipendente” fuori dall’Ue potrebbe andare letteralmente in pezzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la vittoria del ‘leave’ al referendum di ieri gli scenari sono tutti da definire, e sarebbe sbagliato adottare letture deterministiche del futuro prossimo. Assisteremo a processi contraddittori e dai tempi lunghi.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ evidente che nell’immediato la sconfitta dei pro-Bruxelles in Gran Bretagna assesterà un bel colpo al progetto di unificazione continentale ed avrà ripercussioni politiche ed economiche di non poco conto. Ma è anche vero che, se Londra dovesse rispettare veramente il risultato del referendum, l’Unione Europea ‘residua’ potrebbe uscire in realtà rafforzata dall’eliminazione di un elemento spurio, di una contraddizione quale è sempre stata la Gran Bretagna, eliminata la quale l’Eurozona potrebbe proseguire sul cammino di una nuova ondata nel processo di unificazione, centralizzazione e gerarchizzazione. Una Unione Europea senza Gran Bretagna perderebbe sicuramente “massa critica”, ma acquisterebbe omogeneità e soprattutto vedrebbe un aumento dell’egemonia all’interno del progetto imperialista europeo da parte delle frazioni già dominanti della borghesia continentale, in particolare quella tedesca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, ovviamente, un’accelerazione del processo di unificazione e centralizzazione europea non farà altro che generare nuove contraddizioni, accentuando il suo carattere autoritario, antipopolare e guerrafondaio. E per tenere a bada le contraddizioni evitando di implodere il nucleo duro dell’Ue dovrà necessariamente ricorrere ad un doppio livello di integrazione, quell’Europa a due velocità di cui da tempo si discute.</p>
<p style="text-align: justify;">Appare davvero paradossale – ed un segnale di notevole arretramento &#8211; che, proprio alla vigilia dello storico voto dei cittadini britannici a favore della Brexit il blog di Beppe Grillo abbia preso esplicitamente posizione per una impossibile riforma dell&#8217;Unione Europea e non più per una fuoriuscita. Sembra delinearsi dentro al Movimento 5 Stelle una divaricazione tra gli ambienti che continuano a difendere la realizzazione di un referendum sull’uscita dall’Ue e quei dirigenti che invece si attestano sulla parola d’ordine stantia e inattuale della ‘riforma’, pensando probabilmente a future responsabilità di governo nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">I fatti di Londra dimostrano per l’ennesima volta che chi si ostina a difendere una ‘democratizzazione’ di un sistema vorace e irriformabile si mette irrimediabilmente fuori dalla storia e dalla realtà, smentito da un lato dall’intransigenza e dall’incapacità delle classi dirigenti continentali e dall’altra dalla voglia matta di un numero sempre maggiore di popoli di uscire dal recinto e di rompere la gabbia.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre da subito rilanciare la mobilitazione contro l’Unione Europea e per rafforzare la mobilitazione a favore dell’Ital/Exit. La Rete dei Comunisti ribadisce il suo sostegno a tutte le mobilitazioni sociali che si indirizzano verso la possibilità della rottura della gabbia dell&#8217;Unione Europea. Il recente Convegno di Napoli organizzato dalla campagna Eurostop ha indicato alcune ipotesi di lavoro per i prossimi mesi. Con un’attitudine internazionalista saremo in queste mobilitazioni consapevoli che l&#8217;obiettivo strategico di questa fase resta rafforzare e organizzare l&#8217;opposizione al polo imperialista europeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Rete dei Comunisti</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="44972"> (37)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/06/24/brexit-e-adesso-italexit-fuori-dalla-gabbia-dellunione-europea-rete-dei-comunisti/">BREXIT : E adesso Ital/Exit &#8211; Rete dei comunisti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2016/06/24/brexit-e-adesso-italexit-fuori-dalla-gabbia-dellunione-europea-rete-dei-comunisti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ROMA NON SI VENDE : Interviste a Marco Bersani e Sergio Cararo</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/03/19/roma-non-si-vende/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2016/03/19/roma-non-si-vende/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2016 18:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Libera.Tv]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[Rete dei Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Roma non si vende]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Cararo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libera.tv/?p=43659</guid>
		<description><![CDATA[<p>ROMPERE LA GABBIA CHE BLOCCA LA CITTA Le lotte ed i movimenti di Roma si uniscono nella manifestazione del 19 Marzo Interviste a Marco Bersani e Sergio Cararo L&#8217;APPELLO :  “Un percorso autonomo da qualsiasi candidatura elettorale, che sfiderà su un piano avanzato chiunque andrà al governo della città”. Un percorso che rinverdisce il concetto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/03/19/roma-non-si-vende/">ROMA NON SI VENDE : Interviste a Marco Bersani e Sergio Cararo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">ROMPERE LA GABBIA CHE BLOCCA LA CITTA</span></h1>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Le lotte ed i movimenti di Roma si uniscono nella manifestazione del </span><span style="color: #993300;"><span style="color: #000000;">19 Marzo</span> </span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Interviste a Marco Bersani e Sergio Cararo</em></p>

<a href='https://www.libera.tv/2016/03/19/roma-non-si-vende/marco-bersani-2/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/Marco-Bersani-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Marco Bersani" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2016/03/19/roma-non-si-vende/sergio-cararo/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/Sergio-Cararo-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Sergio Cararo" /></a>

<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/roma-non-si-vende.jpg"><img class=" size-medium wp-image-43714 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/roma-non-si-vende-272x300.jpg" alt="Roma non si vende  banner" width="272" height="300" /></a>L&#8217;APPELLO :  “Un percorso autonomo da qualsiasi candidatura elettorale, che sfiderà su un piano avanzato chiunque andrà al governo della città”. Un percorso che rinverdisce il concetto di partecipazione popolare, introducendo nel dibattito pubblico il tema dell&#8217;autogoverno della città, dell&#8217;automunicipalismo. Una contrapposizione netta che evidenzia a sua volta le nuove coordinate del conflitto, di un basso, vessato dalla crisi, dalle gabbie del debito e dalla gestione emergenziale e prefettizia delle città, che si scontra contro l&#8217;alto, contro chi detiene le ricchezze e il potere. Infatti Roma Comune, a partire dal 9 aprile, con assemblee in tutti i quartieri, rilancia sulla stesura collettiva e itinerante di una “Carta”, pensata tenendo conto dell&#8217;esperienza napoletana, con la delibera del sindaco De Magistris sulla gestione partecipata dell&#8217;ex asilo Filangeri, che concretizzi il concetto stesso di “comune” in una cornice amministrativa e legislativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 19 marzo scenderanno in piazza gli spazi sociali, i comitati per l&#8217;acqua pubblica, le mamme dei bambini degli asili comunali, i movimenti per il diritto all&#8217;abitare, i lavoratori che Tronca vuole licenziare, i sindacati di base e conflittuali e tutti i cittadini romani che sono stanchi di vivere nella capitale dei disservizi e della speculazione. Un corteo autonomo da tutte le formazioni politiche partirà alle 16 da piazza Vittorio per arrivare al Campidoglio ed esprimere con determinazione il rifiuto della gestione commissariale della città e del Documento Unico di Programmazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La mobilitazione entrerà a gamba tesa nella campagna elettorale, per mettere al centro del dibattito cittadino alcuni temi fondamentali. Contro sfratti e sgomberi per l&#8217;uso comune degli spazi pubblici contro qualsiasi forma di speculazione, da Affittopoli all&#8217;attacco contro chi ha restituito alla città interi pezzi del patrimonio Investimenti nel welfare contro i tagli di Tronca e delle amministrazioni precedenti. Tutela, stabilizzazione e nuove assunzioni dei lavoratori pubblici, contro i licenziamenti, la precarizzazione e la disoccupazione di massa. Rispetto del risultato referendario sull&#8217;acqua, per impedire la privatizzazione del servizio e il conseguente aumento dei prezzi. Rifiuto del debito illegittimo di Roma, che ingrossa i profitti delle banche e viene utilizzato per peggiorare le condizioni di vita dei cittadini.</p>
<hr />
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="43659"> (112)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/03/19/roma-non-si-vende/">ROMA NON SI VENDE : Interviste a Marco Bersani e Sergio Cararo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2016/03/19/roma-non-si-vende/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>USB : Forte dissenso interno &#8211; Massimo Betti</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/02/03/forte-dissenso-interno-in-usb-massimo-betti/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2016/02/03/forte-dissenso-interno-in-usb-massimo-betti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2016 15:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lazio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Battista]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Betti]]></category>
		<category><![CDATA[Rete dei Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[USB - Unione Sindacale di Base]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libera.tv/?p=42975</guid>
		<description><![CDATA[<p>USB : SERVE UN SINDACATO CONFLITTUALE ED INDIPENDENTE Intervista a Massimo Betti dirigente di USB Emilia Romagna ed intervento di Barbara Battista A cura di LiberaRete Lazio Abbiamo avuto notizia che da diverso tempo all&#8217;interno dell&#8217; Unione Sindacale di Base si verificano malumori e dissensi per scelte che vengono percepite come non condivise in tutto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/02/03/forte-dissenso-interno-in-usb-massimo-betti/">USB : Forte dissenso interno &#8211; Massimo Betti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>USB : SERVE UN SINDACATO CONFLITTUALE ED INDIPENDENTE</h1>
<h3><span style="color: #003366;">Intervista a Massimo Betti dirigente di USB Emilia Romagna ed intervento di Barbara Battista<br />
</span></h3>
<p>A cura di LiberaRete Lazio</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/USB-dissenso.png"><img class=" size-medium wp-image-42976 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/USB-dissenso-300x168.png" alt="USB dissenso" width="300" height="168" /></a> Abbiamo avuto notizia che da diverso tempo all&#8217;interno dell&#8217; Unione Sindacale di Base si verificano malumori e dissensi per scelte che vengono percepite come non condivise in tutto il territorio nazionale; tale dissenso ha provocato oramai una frattura che sembra non più riparabile al punto tale che nella data del 31 gennaio 2016 a Milano si è organizzata una &#8220;Assemblea Autoconvocata&#8221; che ha visto la partecipazione di molti iscritti e delegati provenienti da tutta Italia. Di questa assemblea diamo conto con questa intervista ed altri servizi. Nei prossimi giorni Libera.Tv sentirà sulla questione anche i dirigenti di USB che vengono criticati dall&#8217;Assembea e da Massimo Betti. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><strong><em>Purtoppo, a prescindere dalle ragioni degli uni o degli altri, dobbiamo dare notizia e  registrare una ennesima difficoltà nel mondo delle lotte e del conflitto sindacale e politico.  </em></strong></span></p>
<hr />
<p>Le questioni poste dai militanti USB riuniti in assemblea sono state:</p>
<p>1) Indipendenza dal quadro politico partitico &#8211; Che non significa che bisogna essere apolitici, ma vuol dire che un sindacato di classe deve agire dentro e fuori i posti di lavoro senza vincoli politici, o peggio ancora di appoggio a cartelli elettorali</p>
<p>2) Organizzazione &#8211; Un sindacato nazionale deve essere sintesi deve essere organizzato su tutto il territorio nazionale senza vincoli o restrizioni sui territori affinché la struttura centrale possa fare una sintesi di tutte le realtà</p>
<p>3) Confederalità &#8211; Un sindacato generale che pratichi la lotta di classe dentro e fuori i posti di lavoro; che non separi i lavoratori uno dall&#8217;altro; che non tratti separatamente i lavoratori emigrati attraverso un ipotetica confederalità sociale; e che non veda il problema dell&#8217;abitare come questione a parte</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"> Intervento di Barbara Battista che riassume il percorso del dissenso e le ragioni della divisione</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/se2Fa_rKTcI" width="853" height="480" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42975"> (1277)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/02/03/forte-dissenso-interno-in-usb-massimo-betti/">USB : Forte dissenso interno &#8211; Massimo Betti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2016/02/03/forte-dissenso-interno-in-usb-massimo-betti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EUROSTOP : Marco Santopadre – No Euro No UE No Nato</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-marco-santopadre-no-euro-no-ue-no-nato/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-marco-santopadre-no-euro-no-ue-no-nato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 18:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lazio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostop]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Santopadre]]></category>
		<category><![CDATA[Rete dei Comunisti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libera.tv/?p=40950</guid>
		<description><![CDATA[<p>EUROSTOP AL VIA Anche in Italia prova ad organizzarsi la sinistra NO Euro, NO UE,  NO Nato Intervento di Marco Santopadre &#8211; Rete dei Comunisti L&#8217;assemblea di Eurostop ha messo insieme le forze e le personalità della sinistra che in Italia vogliono lanciare le parole d&#8217;ordine NO Euro, NO UE, NO Nato. Libera.Tv ha seguito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-marco-santopadre-no-euro-no-ue-no-nato/">EUROSTOP : Marco Santopadre – No Euro No UE No Nato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">EUROSTOP AL VIA</span></h1>
<h2>Anche in Italia prova ad organizzarsi la sinistra NO Euro, NO UE,  NO Nato</h2>
<h3 class="yt watch-title-container">Intervento di <span id="eow-title" class="watch-title " dir="ltr" title="No Euro, No UE, No Nato - Pedro Montes &quot;Piattaforma Uscire dall’Euro”">Marco Santopadre &#8211; <span style="color: #993300;"><em>Rete dei Comunisti</em> </span></span></h3>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Eurostop.jpg"><img class="alignleft  wp-image-27683" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Eurostop-214x300.jpg" alt="NO EURO, NO UE, NO NATO" width="198" height="278" /></a>L&#8217;assemblea di Eurostop ha messo insieme le forze e le personalità della sinistra che in Italia vogliono lanciare le parole d&#8217;ordine NO Euro, NO UE, NO Nato.</p>
<p style="text-align: justify;">Libera.Tv ha seguito l&#8217;assemblea e ne sta pubblicando i video atti nella Playlist :<a href="http://libera.tv/playlist/eurostop/" target="_blank"> http://libera.tv/playlist/eurostop/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito riportiamo anche il comunicato finale con cui si è conclusa l&#8217;assemblea:</p>
<h1><strong><span style="color: #993300;">UN BUON INIZIO</span><br />
</strong></h1>
<h3><strong>Report sull’assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop tenutasi a Roma</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Sabato 21 novembre a Roma si è svolta la prima assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop. Una sala piena (almeno trecento persone provenienti da diverse città) hanno discusso fino al pomeriggio su quali contenuti e come organizzare un movimento che rompa completamente con i meccanismi, la politica, i finanziamenti della guerra e del riarmo e con le misure liberticide che l’accompagnano.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la strage terroristica di Parigi (non la prima in Europa, c’erano già stati Madrid e Londra), i governi europei hanno rilanciato e ampliato quella guerra che dura da 25 anni e che è causa e non risposta al terrorismo. Tutti i partecipanti all’assemblea hanno affermato il No alla guerra come prima discriminante oggi, anche perché la guerra rafforza autoritariamente quei meccanismi del “vincolo esterno” che grava ormai da anni sul nostro e su altri paesi: l’Unione Europea, l’euro, la Nato. Un vincolo esterno fatto di trattati diventati indiscutibili e approvati senza mai ricorrere alla verifica del consenso popolare. Un vincolo che attraverso l’austerity ha riportato indietro di decenni conquiste e diritti sociali e politici, un vincolo che trascina sistematicamente i paesi europei dentro le guerre e gli interventi militari all’estero, facendone ricadere le conseguenze solo sulle popolazioni, sia nei paesi aggrediti che in quelli aggressori.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dalla determinazione di rompere con questa troika – Ue, euro, Nato – una coalizione di forze politiche, sindacali, movimenti sociali, intellettuali, ha deciso di superare settarismo e disgregazione e di lavorare alla ricomposizione di un fronte intorno a pochi obiettivi con valore politico generale, una piattaforma sociale appunto che su difesa della democrazia, lavoro, pace, rottura con il vincolo esterno, riapra finalmente una prospettiva di cambiamento da troppi anni rimossa o disattesa dalla paura e dall’opportunismo egemone nei gruppi dirigenti della sinistra italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una introduzione di Giorgio Cremaschi, si sono sviluppati 24 interventi nei quali sia la realtà politiche e sociali, sia come contributi individuali, si è entrati nel merito delle proposte e delle aspettative che sono alla base della Piattaforma Sociale Eurostop. Contributi importanti di organizzazioni sociali- dal movimento No Tav alla Carovana delle Periferie, dalla Usb alla Cub, dalla Campagna Noi Restiamo alla Rete No War– a contributi di organizzazioni politiche e reti nazionali – da Ross@ al Pcdi, da settori del Prc alla Rete dei Comunisti, dalla Rete Noi Saremo Tutto al Movimento Popolare di Liberazione, dal Fronte Popolare alla Sinistra No Euro. Positivo anche il contributo personale di Bifo. Importanti gli interventi del compagno greco di Unità Popolare e del compagno spagnolo della Piattaforma Salir del Euro, due realtà che sono nate negli ultimi tempi in due paesi Pigs proprio sulla base delle contraddizioni imposte dalla gabbia dell’Unione Europea e dell’euro e che sono arrivate alle medesime conclusioni della Piattaforma Sociale Eurostop.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli appuntamenti emersi dall’assemblea in qualche modo delineano una agenda politica autonoma che verrà definita nei dettagli dal coordinamento che ha preparato l’assemblea e che si riunirà nel mese di dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo ci sono le iniziative contro la guerra, la prima già nei prossimi giorni a Firenze (mercoledi 25 novembre) in occasione del vertice della Nato dove la campagna Eurostop sarà presente con un proprio spezzone e un proprio striscione. C’è poi la costruzione di una prima mobilitazione nazionale il 16 gennaio in occasione del 25esimo anniversario dei primi bombardamenti su Baghdad nel 1991, che avviarono la prima guerra del Golfo e dunque innescarono quella che è diventata la “guerra dei trent’anni” in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda iniziativa è la costruzione di una giornata di mobilitazione coordinata nei paesi Pigs (e in altri paesi europei che vorranno integrarsi nella giornata) per la prossima primavera, con manifestazioni nelle diverse capitali.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza è la campagna per chiedere un referendum sui Trattati europei che strangolano il nostro egli altri paesi. Una campagna che sta crescendo anche in Grecia, Spagna e Francia. Questa battaglia sul referendum si arricchisce inoltre di una scadenza e di un contenuto decisivo nel nostro paese: il No nel referendum/plebiscito convocato da Renzi per ottobre sulle controriforme costituzionali.  Un passaggio storico per cercare di stoppare e far saltare il progetto di governance autoritaria di Renzi e dei suoi sponsor europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, c’è la questione decisiva dell’organizzazione. La Piattaforma Sociale Eurostop deve adesso strutturarsi e approfondirsi a livello regionale. Per il mese di gennaio saranno convocate assemblee locali che capillarizzino il percorso nazionale avviato sabato 21 novembre a Roma e concretizzino nei territori le battaglie impostate nella Piattaforma Sociale Eurostop.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="40950"> (23)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-marco-santopadre-no-euro-no-ue-no-nato/">EUROSTOP : Marco Santopadre – No Euro No UE No Nato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-marco-santopadre-no-euro-no-ue-no-nato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NO EURO NO UE NO NATO &#8211; Assemblea Nazionale</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/04/no-euro-no-ue-no-nato-assemblea-nazionale/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/11/04/no-euro-no-ue-no-nato-assemblea-nazionale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 16:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostop]]></category>
		<category><![CDATA[Forum Diritti Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[NATO - Alleanza Atlantica]]></category>
		<category><![CDATA[Rete dei Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Ross@]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea - UE]]></category>
		<category><![CDATA[USB - Unione Sindacale di Base]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libera.tv/?p=303</guid>
		<description><![CDATA[<p>PIATTAFORMA SOCIALE PER IL LAVORO, LA DEMOCRAZIA E LA PACE Appuntamento il 21 novembre a Roma &#8211; Centro Sociale Intifada Via Casalbruciato 15 Libera.Tv seguirà l&#8217;evento &#160; Oggi tutti i governi europei, nessuno escluso, praticano le politiche di austerità, di attacco ai diritti sociali e del lavoro, di criminalizzazione dei poveri nativi e migranti, di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/04/no-euro-no-ue-no-nato-assemblea-nazionale/">NO EURO NO UE NO NATO &#8211; Assemblea Nazionale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">PIATTAFORMA SOCIALE PER IL LAVORO, LA DEMOCRAZIA E LA PACE</span></h1>
<h2><em>Appuntamento il 21 novembre a Roma &#8211; Centro Sociale Intifada Via Casalbruciato 15</em></h2>
<h3><span style="color: #993300;"><em><strong>Libera.Tv seguirà l&#8217;evento</strong></em></span></h3>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/nato-eu.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-307" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/nato-eu-300x225.jpg" alt="NATO e Unione Europea" width="300" height="225" /></a>Oggi tutti i governi europei, nessuno escluso, praticano le politiche di austerità, di attacco ai diritti sociali e del lavoro, di criminalizzazione dei poveri nativi e migranti, di restrizione della democrazia.<br />
La breve stagione di eresia della Grecia si è per ora conclusa con la resa di quel governo alla Troika e con l&#8217;accettazione di un memorandum che sottomette il paese ad essa.<br />
Non c&#8217;è nessun segnale oggi in Europa che faccia pensare ad una revisione o anche solo ad un allentamento della stretta delle politiche di austerità. Anzi i piccoli rimbalzi produttivi dopo anni di recessione vengono utilizzati dal potere economico e politico nella UE per sostenere la necessità di affrettare le riforme. Così la disoccupazione di massa si consolida e accanto ad essa dilagano la precarietà ed il super sfruttamento del lavoro, le privatizzazioni e il dominio del mercato sui diritti e sulle vite.<br />
Le riforme altro non sono che l&#8217;adeguamento dei sistemi sociali e costituzionali dei singoli paesi della UE alle esigenze di profitto delle grande imprese multinazionali e della finanza. Tutti i Trattati UE formalizzano la costituzione autoritaria del liberismo selvaggio, da imporre in ogni paese.<br />
La corruzione sempre più diffusa in tutto il continente a tutti i livelli del potere, viene usata dalle stesse classi dirigenti che la praticano per esaltare la necessità delle riforme liberiste e autoritarie. I Mass media sono tutti diventati megafoni chiassosi della messa sotto accusa dei diritti sociali e del lavoro, che vengono accusati di essere la causa della crescita del debito pubblico.<br />
In Italia la controriforma costituzionale, attuata con l&#8217;obbligo del pareggio di bilancio e con il pacchetto di riforme del governo Renzi, realizza il dettato dei trattati UE e le indicazioni politiche della Troika .</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il sistema di potere che sta portando la condizione europea indietro di un secolo, cancellando i risultati politici, sociali e morali della sconfitta del fascismo, questo sistema di potere in mano alla finanza e al capitalismo multinazionale si chiama Unione Europea. E il suo primo strumento di potere e ricatto verso i popoli, in particolare quelli più colpiti dalla crisi, è l&#8217;Euro<br />
L&#8217;Unione Europea di oggi non ha nulla a che vedere con gli ideali democratici degli europeisti antifascisti. Essa è una costruzione autoritaria dominata dalla grande finanza e dalle multinazionali, alle quali vuole lasciare assoluta libertà d&#8217;azione con il TTIP che si vuole firmare con gli USA. La UE oggi non incarna nessun ideale o politica di pace, anzi sempre più si identifica con il militarismo aggressivo e distruttivo della NATO, in Ucraina, come in Libia, come nel Medio Oriente.<br />
I grandi sindacati, le forze socialdemocratiche, i movimenti sociali e politici nelle loro maggioranze oggi rifiutano di prendere atto di questa realtà, cioè che la UE e i suoi governi sono l&#8217;avversario.<br />
Così in Europa si è costruito un sistema di potere che ha messo assieme il capitalismo multinazionale e le grandi borghesie dei paesi europei, le sinistre convertite al liberismo ed i gruppi dirigenti dei sindacati complici, tecnocrazie, cultura e informazione di regime. Le destre neofasciste e xenofobe non sono un&#8217;alternativa a questo sistema di potere, ma ne sono solo una versione più aggressiva e feroce, quando non vengono semplicemente utilizzate per rafforzarlo.<br />
Il sistema di potere europeo non è riformabile, può solo evolvere ulteriormente in senso autoritario e socialmente iniquo. Le politiche di austerità non sono separabili dalla moneta unica che le impone e sostiene. Non è vero che questa Europa sia un mercato senza politica, al contrario essa è un mostruoso sistema politico che impone passo dopo passo il privilegio assoluto del mercato rispetto ai diritti delle persone. Questo sostiene anche l&#8217;appello alle sinistre italiane di Oskar Lafontaine.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone e le organizzazioni che si riconoscono in questi giudizi ritengono che per troppo tempo i diritti sociali e le conquiste democratiche del popolo italiano siano state sottoposte al ricatto del vincolo europeo e che sia giunto il momento di squarciare il velo ipocrita che dietro la fraseologia europeista nasconde gli interessi dei ricchi, delle banche, del capitalismo multinazionale.<br />
Crediamo che tutte la classi sociali subalterne d&#8217;Europa abbiano interesse a liberarsi della gabbia liberista della Unione Europea. Per questo ci sentiamo uniti e vogliamo allearci in un fronte comune con tutte le forze democratiche e progressiste che in Europa stanno maturando una critica radicale a Euro e UE. Non intendiamo però aspettare una magica ora X, nella quale tutti i popoli si liberino assieme. Vogliamo cominciare qui e ora, anche perché oggi l&#8217;Italia è il paese più alla retroguardia nel confronto con i vincoli e con l&#8217;austerità europea.<br />
I decenni berlusconiani e poi l&#8217;affermarsi del sistema di potere PD hanno allontanato l&#8217;italia dai grandi conflitti europei e così da noi c&#8217;è stato il più pesante e meno contrastato arretramento nelle condizioni sociali e di democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Proponiamo quindi la costruzione di una piattaforma sociale No Euro No Ue No Nato che abbia lo scopo di proporre una via alternativa alle politiche di austerità, autoritarismo, guerre e che dia forza nel respingere il ricatto economico, politico, psicologico esercitato dal potere finanziario attraverso la UE e l&#8217;Euro. Una piattaforma che serva come obiettivo politico generale, ma che sia anche strumento e riferimento delle lotte quotidiane. Una piattaforma che serva ai movimenti, ai sindacati, alle organizzazioni politiche, nelle lotte del lavoro, in quelle sociali e per l&#8217;ambiente . Una piattaforma non tanto comune, ma IN comune tra forze che lottano e mantengono la loro identità in pratiche di campi diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">La piattaforma sociale si articola e distribuisce in quattro capitoli principali:</p>
<p style="text-align: justify;">1) Rottura della e con la UE e l&#8217;Euro, partendo dalla disdetta dei Trattati, condizione per politiche di eguaglianza sociale e di diverso sviluppo. Riconquista della sovranità democratica dei popoli sulle scelte economiche partire dalla moneta. Nazionalizzazione delle grandi banche a partire dalla Banca Centrale, che deve essere dipendente diretta del potere del governo democratico. Questo per poter finanziare direttamente la spesa pubblica senza ricorrere al mercato finanziario. Revisione del debito pubblico accumulato. Pubblicizzazione dei grandi impianti strategici, delle reti, e dei beni comuni. Controllo dei capitali e lotta all&#8217;evasione fiscale a partire dalle grandi ricchezze. Rottura dei patti di stabilità e restituzione ai comuni e agli enti locali dei loro poteri democratici.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Priorità assoluta all&#8217;abbattimento della disoccupazione di massa e alla lotta alla povertà. Programmi di investimenti pubblici in alternativa alle grandi opere. Immediata cancellazione del programma Tav a partire dalla Vallesusa. Riduzione generalizzata dell&#8217;orario di lavoro sostenuta da finanziamento pubblico. Reddito ai disoccupati. Ripubblicizzazione del lavoro nei servizi pubblici col superamento della catena degli appalti. Casa scuola lavoro per tutti, regolarizzazione dei migranti, cancellazione delle leggi che precarizzano il lavoro a partire dal Jobsact.</p>
<p style="text-align: justify;">3) Riconquista di un piena democrazia partecipata, affermando e sviluppando i principi della Costituzione Repubblicana del 1948, oggi cancellati dalle controriforme, da quella dell&#8217;articolo 81 a quelle del governo attuale. Oggi la Costituzione Repubblicana è stata soppressa in favore di un sistema autoritario e liberista, per questo parteciperemo alla campagna per votare No al prossimo referendum sulle riforme. Priorità alla lotta al sistema della corruzione politica ed economica e alle mafie. Riconquista della democrazia e delle libertà sindacali oggi messe in discussioni da accordi come quelli in Fiat o quello del 10 gennaio 2014. Difesa del diritto di sciopero e di quello a lottare e a manifestare per i diritti e per l&#8217;ambiente</p>
<p style="text-align: justify;">4) Rifiuto di ogni politica e di ogni azione di guerra e sostegno alla modifica degli equilibri internazionali a favore di paesi a emergenti . In questo contesto è necessario un nuovo quadro politico ed economico in Europa che operi per l&#8217;unità tra tutte le sponde del Mediterraneo, unica alternativa alle guerre e alle migrazioni di massa. Priorità al sostegno alla liberazione del popolo palestinese dal dominio coloniale di Israele . Una politica di disarmo che parta dalla rottura della e con la NATO, dalla fine di ogni sostegno alla guerra in Ucraina, dal ritiro delle missioni militari in Afghanistan e nel Medio Oriente. Fine delle sanzioni alla Russia e delle guerre economiche, per nuovi equilibri tra Occidente, Brics, paesi in via di sviluppo. Per affermare ovunque i diritti dei popoli contro ogni sfruttamento imperialista e neo coloniale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa proposta è la base di discussione per convocare un&#8217;assemblea pubblica per avviare la costruzione e lo sviluppo della piattaforma sociale in comune e delle necessarie mobilitazioni per sostenerla. In questo senso si propone anche la costituzione nell’assemblea di quattro gruppi di lavoro per sviluppare ed approfondire i punti di programma proposti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;assemblea è aperta a persone e organizzazioni antifasciste, anticapitaliste, antagoniste che, pur con diverse posizioni sui diversi punti qui proposti, condividano il giudizio di fondo di irriformabilità della Unione Europea e che vogliano costruire un&#8217;alternativa democratica e progressista ad essa.</strong></p>
<h2 style="text-align: center;">Roma, 21 novembre, dalle 10.00 alle 17.00<br />
ASSEMBLEA NAZIONALE<br />
Roma &#8211; Centro Sociale Intifada Via Casalbruciato 15</h2>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni eurostop.it@gmail.com</p>
<p style="text-align: justify;"><em>PRIMI FIRMATARI:</em><br />
<em>Campagna Eurostop, Giorgio Cremaschi – Forum Diritti Lavoro, Ugo Boghetta Direzione PRC, Nicoletta Dosio – No Tav Valle Susa (?), Ernesto Screpanti &#8211; Università di Siena, Franco Russo Ross@, Luciano Vasapollo – Università La Sapienza, Simone Gimona &#8211; segretario PRC Bologna e coord. naz G. C., Dafne Anastasi &#8211; Direttivo Regionale FP Lombardia, Giuseppe Aragno – Storico, Emilia Piccolo &#8211; Comitato 3 Ottobre Milano, Fabrizio Tomaselli USB, Valerio Tradarti – SPI, Direttivo Camera del Lavoro Milano, Maria Pia Zanni – Antonella Stirati Università Roma 3, Direttivo nazionale Cgil, Nico Vox &#8211; Direttivo Nazionale FP, Angelo Baracca &#8211; Fisico, Dario Filippini &#8211; direttivo nazionale SPI Cgil, Francesco Piobbichi &#8211; direzione nazionale PRC, Bruno Steri – Direzione Nazionale PRC, Luca Cangemi – Direzione Nazionale PRC, Nicola Vetrano – Giuristi Democratici, Andrea Genovese Università di Sheffield (GB), Francesco Caruso Università di Catanzaro, Pietro Rinaldi Consigliere Comunale Napoli, Valerio Evangelisti scrittore, Roberto Sassi saggista, Ezio Gallori lotta dei pensionati, Gianni Vattimo filosofo, Carlo Formenti giornalista, Unione Sindacale di Base, Centro Sociale 28 Maggio Brescia, Campagna Noi Restiamo, Ross@, Comitato Difesa Sociale – Cesena, Coordinamento Sinistra contro l’ Euro, Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista, Collettivo Putilov Firenze, Noi Saremo Tutto, Fronte Popolare, Movimento popolare di liberazione, Contropiano, Partito Comunista d’Italia – Federazioni di Roma, Frosinone, Veneto, Rete dei Comunisti,</em></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="303"> (80)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/04/no-euro-no-ue-no-nato-assemblea-nazionale/">NO EURO NO UE NO NATO &#8211; Assemblea Nazionale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2015/11/04/no-euro-no-ue-no-nato-assemblea-nazionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sinistra la dannazione delle alleanze &#8211; Sergio Cararo</title>
		<link>https://www.libera.tv/2012/11/05/sinistra-la-dannazione-delle-alleanze-sergio-cararo/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2012/11/05/sinistra-la-dannazione-delle-alleanze-sergio-cararo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 16:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Emilia Romagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Contropiano]]></category>
		<category><![CDATA[Oliviero Diliberto]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Ferrero]]></category>
		<category><![CDATA[PdCI - PCdI]]></category>
		<category><![CDATA[PRC – Rifondazione Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[Rete dei Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Cararo]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://p=336#u=2811</guid>
		<description><![CDATA[<p>Sinistra la &#34;dannazione&#34; delle alleanze &#160; Di Sergio Cararo &#8211; Contropiano &#160; L&#39;implosione della Federazione della Sinistra è avvenuta esattamente lì dove era attesa: le alleanze per le prossime elezioni. E&#39; una dannazione non risolta che ha condannato la sinistra ex parlamentare &#8220;all&#39;entropia&#8221;. Senza una rottura culturale e politica con l&#39;elettoralismo fine a se stesso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2012/11/05/sinistra-la-dannazione-delle-alleanze-sergio-cararo/">Sinistra la dannazione delle alleanze &#8211; Sergio Cararo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>
	<span style="color:#000000;"><strong>Sinistra la &quot;dannazione&quot; delle alleanze</strong></span></h1>
<p>
	&nbsp;</p>
<h4>
	<span style="color:#ff0000;">Di Sergio Cararo</span><span style="color:#000000;"> &#8211;</span><span style="color:#0000ff;"> Contropiano</span></h4>
<hr />
<h4>
	&nbsp;</h4>
<h4>
	<span style="color:#000000;">L&#39;implosione della Federazione della Sinistra è avvenuta esattamente lì dove era attesa: le alleanze per le prossime elezioni. E&#39; una dannazione non risolta che ha condannato la sinistra ex parlamentare &ldquo;all&#39;entropia&rdquo;. Senza una rottura culturale e politica con l&#39;elettoralismo fine a se stesso, non si andrà da nessuna parte.</span></h4>
<p>
	&nbsp;</p>
<h4>
	<span style="color:#000000;">Sabato scorso i due principali partiti della Federazione della Sinistra &ndash; Prc e PdCI &ndash; hanno separato i loro destini e compromesso l&#39;esperimento unitario messo in piedi nel 2009. Il motivo? Le alleanze elettorali. Diliberto, Salvi e Patta hanno esplicitato da tempo il loro obiettivo di un accordo con il Pd (riscoperto come </span></h4>
<h4>
	<img alt="" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/4f/4fe225f8024efdd6ef56faf7423bba9aec9c87820fb41aa6a64d09b3.jpg" style="width: 250px; height: 178px; float: left; margin: 10px;" /></h4>
<h4>
	<span style="color:#000000;">socialdemocratico!?) che consenta il ritorno in parlamento di due/tre esponenti della sinistra. Ferrero da tempo evoca invece una lista di sinistra, alternativa al Pd, con un più marcato programma anti-Troika ma alleata a qualcun altro (dall&#39;IdV ad Alba), perchè consapevole che sia con la vecchia che con la nuova legge elettorale, la sinistra alternativa non supererebbe lo sbarramento. Con posizioni differenziate all&#39;interno dei </span></h4>
<h4>
	<span style="color:#000000;">stessi due partiti, sono due modi diversi di intendere e di darsi il medesimo obiettivo: rientrare in Parlamento.</span></h4>
<p>
	&nbsp;</p>
<h4>
	<span style="color:#000000;">Sta in questo la &ldquo;dannazione&rdquo; dei residui della sinistra ex parlamentare nel nostro paese, una dannazione che si trascina al 2008, quando l&#39;ultima innovazione bertinottiana &ndash; L&#39;Arcobaleno &ndash; si trasformò nel canto del cigno. Veniva così disperso il tesoretto accumulato dal Prc dopo lo scioglimento del Pci, triturato dall&#39;ultimo atto della partecipazione al governo Prodi (caduto sulla moglie di Mastella ma non sulle pensioni, lavoro o le </span></h4>
<h4>
	<span style="color:#000000;">missioni militari nonostante quasi 70 parlamentari della sinistra). Per la prima volta dal dopoguerra, la sinistra era fuori dal parlamento ed era diventata &ndash; suo malgrado &ndash; tutta extraparlamentare.</span></h4>
<h4>
	<span style="color:#000000;">Ma questa non è stata l&#39;unica novità. Infatti mentre la caduta del governo Prodi riportava in sella Berlusconi, in Italia e in Europa si palesava la crisi economica latente dagli anni &#39;70. Dunque mentre la crisi cominciava a </span></h4>
<h4>
	<span style="color:#000000;">mordere i settori proletari ma anche a proletarizzare via via le classi medie, la sinistra era fuori dal Parlamento e la preoccupazione di come rientrarci si è rivelata sistematicamente superiore a qualsiasi ragionamento sulla funzione antagonista di una sinistra di classe dentro la crisi del capitalismo.</span></h4>
<p>
	&nbsp;</p>
<h4>
	<span style="color:#000000;">Non è scritto da nessuna parte, infatti, che una ipotesi di classe e alternativa possa esistere solo se è rappresentata in Parlamento. La presenza istituzionale può aiutare e affiancare, ma non può determinare il conflitto politico e sociale. Soprattutto quando la riorganizzazione capitalistica punta a imporre il dominio totale del capitale sul lavoro, anche sgretolando tutti i corpi intermedi che nei decenni trascorsi avevano assicurato concertazione e rappresentanza di una parte della società.</span></h4>
<h4>
	<span style="color:#000000;">Se questo scenario era già leggibile nella raffica di trattati imposti dall&#39;Unione Europea dal 2010 in poi (e che </span></h4>
<h4>
	<span style="color:#000000;">hanno portato all&#39;uscita di scena di Berlusconi), con il governo Monti questa partita è diventata nitida e maledettamente cattiva. Le regole, i soggetti, il campo da gioco, sono stati scompaginati radicalmente. Le stesse istituzioni elettive (dal Parlamento alle autonomie locali) sono state commissariate dalle oligarchie europee che hanno verticalizzato bruscamente tutti i poteri decisionali per reggere i ritmi e i conflitti della competizione globale.</span></h4>
<p>
	&nbsp;</p>
<h4>
	<span style="color:#000000;">Insomma il mondo in cui ci è toccato di vivere e combattere è cambiato, è altro e diverso dai decenni del </span></h4>
<h4>
	<span style="color:#000000;">dopoguerra e dallo stesso ventennio della &ldquo;seconda repubblica&rdquo; uscita dalle ceneri di Tangentopoli. Tant&#39;è che oggi anche i residui della prima stagione di antipolitica (che portò al potere Berlusconi, fece crescere la Lega, costrinse i Ds a fondersi con un po&#39; di democristiani) sono nel mirino di forze nuove e destabilizzanti; sia in alto (Monti e i &ldquo;montiani&rdquo; distribuiti nei vari partiti) sia in basso (il Movimento 5 Stelle che scompagina il quadro e sottrae voti di protesta soprattutto alla sinistra).</span></h4>
<h4>
	<span style="color:#000000;">Ma i partiti ex parlamentari della sinistra non sono riusciti a liberarsi dalla nostalgia del piccolo mondo antico e hanno continuato ad arrovellarsi solo sulle alleanze elettorali, a farlo in condizioni di subalternità (verso il Pd o altri alleati) e senza riconquistare alcun margine di identità, autonomia, indipendenza, organizzazione e progettualità da gettare nel conflitto sociale anche nella condizione extraparlamentare. Sembra che questa </span></h4>
<h4>
	<span style="color:#000000;">capacità di incidere nella realtà anche in assenza di deputati, sia una dote che appartenga solo a formazioni spurie come i Radicali o Grillo.</span></h4>
<p>
	&nbsp;</p>
<h4>
	<span style="color:#000000;">Eravamo stati facili profeti in una lettera aperta inviata alla Federazione della Sinistra nel settembre 2010 quando individuavamo proprio in questa &ldquo;gabbia psicologica&rdquo;, più che politica, il germe che avrebbe continuato a divorare le residue risorse vitali della sinistra italiana fino a portarla all&#39;entropia. Una gabbia che a nostro avviso poteva e doveva essere rotta innanzitutto da una rivoluzione culturale nei e tra i militanti,gli attivisti, gli &ldquo;elettori&rdquo; della sinistra. Con la Federazione della Sinistra è stata una scommessa che abbiamo dovuto abbandonare dopo qualche mese.&nbsp; Con la realtà del conflitto di classe è invece una scommessa che si può abbondantemente giocare. Come? Ad esempio riaprendo subito il confronto sulla identità e la funzione della sinistra di classe &ndash; e dei comunisti &#8211; nella crisi, sull&#39;organizzazione nei vari segmenti della società, sul come dare strumenti al conflitto sociale, sulla natura della militanza dopo anni di devastante funzionariato &ldquo;acchiappapoltrone&rdquo;.</span></h4>
<p>
	&nbsp;</p>
<h4>
	<span style="color:#000000;">Ma la vera sfida è il come rimettere in campo &ldquo;la prospettiva&rdquo; ossia il quadro del cambiamento possibile come idea generale che faccia muovere uomini e donne. Un cambiamento che non è e non potrà essere compatibile con i diktat dell&#39;Unione Europea, con Monti e il montismo e dunque con il Pd che ne accetta i parametri di fondo. Oggi, dentro la crisi, sono sempre di meno coloro che intendono rischiare qualcosa con la sola prospettiva di tirare per la giacca Bersani. Magari guardano altrove oppure rinunciano al voto, ma quando danno un&#39;occhiata vorrebbero vedere qualcosa e qualcuno che intenda rovesciare il tavolo, tanto per cominciare.</span></h4>
<hr />
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<a href="http://www.contropiano.org/it/archivio-news/editoriale/item/12321-sinistra-la-“dannazione”-delle-alleanze" target="_blank">http://www.contropiano.org/it/archivio-news/editoriale/item/12321-sinistra-la-&ldquo;dannazione&rdquo;-delle-alleanze</a></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="883"> (71)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2012/11/05/sinistra-la-dannazione-delle-alleanze-sergio-cararo/">Sinistra la dannazione delle alleanze &#8211; Sergio Cararo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2012/11/05/sinistra-la-dannazione-delle-alleanze-sergio-cararo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Forum Sociale Europeo  intervista a Radio Citta Aperta con sottotitoli</title>
		<link>https://www.libera.tv/2010/07/15/forum-sociale-europeo-intervista-a-radio-citta-aperta-con-sottotitoli/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2010/07/15/forum-sociale-europeo-intervista-a-radio-citta-aperta-con-sottotitoli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 17:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[onA.I.R.]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Santopadre]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Rete dei Comunisti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://3863</guid>
		<description><![CDATA[<p>FORUM SOCIALE EUROPEO Intervista a Marco Santopadre, direttore di Radio Città Aperta, sul Forum Sociale Europeo che si è tenuto a Istanbul dall&#8217;1 al 5 luglio 2010 (592)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2010/07/15/forum-sociale-europeo-intervista-a-radio-citta-aperta-con-sottotitoli/">Forum Sociale Europeo  intervista a Radio Citta Aperta con sottotitoli</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>FORUM SOCIALE EUROPEO</h1>
<h4>Intervista a Marco Santopadre, direttore di Radio Città Aperta, sul Forum Sociale Europeo che si è tenuto a Istanbul dall&#8217;1 al 5 luglio 2010</h4>
<p><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2010/07/Marco-Santopadre.jpg"><img class=" size-medium wp-image-46930 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2010/07/Marco-Santopadre-300x159.jpg" alt="Marco Santopadre" width="300" height="159" /></a>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="7744"> (592)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2010/07/15/forum-sociale-europeo-intervista-a-radio-citta-aperta-con-sottotitoli/">Forum Sociale Europeo  intervista a Radio Citta Aperta con sottotitoli</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2010/07/15/forum-sociale-europeo-intervista-a-radio-citta-aperta-con-sottotitoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

 Served from: www.libera.tv @ 2026-10-22 20:53:53 by W3 Total Cache -->