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	<title>Libera Tv &#187; Rappresentanza sindacale</title>
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		<title>Chi non sciopera il 12 dicembre non è un crumiro!</title>
		<link>https://www.libera.tv/2014/12/10/chi-non-sciopera-il-12-dicembre-non-un-crumiro/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 10:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Lo sciopero del 12 dicembre indetto da Cgil, Uil e Ugl non è soltanto uno sciopero inutile: è&#160; addirittura dannoso. Non solo arriva a giochi fatti, dopo che la legge sul Jobs Act è stata approvata, ma l&#39;obiettivo fondamentale che sostiene, la riconquista della &#8220;concertazione&#8221;, è peggio del male che vorrebbe combattere.&#160; E&#39; proprio la [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>
	<strong><span style="color:#b22222;">Lo sciopero del 12 dicembre indetto da Cgil, Uil e Ugl non è soltanto uno sciopero inutile: è&nbsp; addirittura dannoso. </span></strong></h4>
<p>
	<strong>Non solo arriva a giochi fatti, dopo che la legge sul Jobs Act è stata approvata, ma l&#39;obiettivo fondamentale che sostiene, la riconquista della &ldquo;concertazione&rdquo;, è peggio del male che vorrebbe combattere.</strong>&nbsp;</p>
<hr />
<p>
	E&#39; proprio la concertazione, poi trasformatasi in &ldquo;collaborazione&rdquo;, che ha determinato il disarmo unilaterale del mondo del lavoro e la resa incondizionata al &ldquo;dio mercato&rdquo; e ai suoi &ldquo;sacerdoti&rdquo; che governano l&#39;Italia, l&#39;Europa ed i maggiori Istituti finanziari ed economici mondiali.</p>
<p>
	Perché la Cgil non ha scioperato il 24 ottobre quando lo ha fatto USB? Poteva addirittura anticipare il nostro sindacato, stupirci con effetti speciali e tentare di bloccare o almeno ostacolare l&#39;approvazione dei provvedimenti del governo Renzi portando nelle strade italiane migliaia di persone ogni giorno! Perché non lo ha fatto?</p>
<p>
	Scioperare contro una legge già approvata evitando con cura di tentare di bloccarla prima è un sacrilegio, ma farlo in presenza di una &ldquo;legge delega&rdquo; è un peccato mortale perché coscienti di aver lasciato al Governo carta bianca almeno per i prossimi sei mesi.</p>
<p>
	Il governo ha&nbsp; infatti fatto approvare un provvedimento che assegna una delega piena a Renzi, Poletti e Padoan per realizzare la distruzione completa del diritto del lavoro, dei diritti e delle condizioni di milioni di donne e uomini di questo Paese.</p>
<p>
	Ed è paradossale che il Parlamento abbia approvato questa legge anche con il voto di Epifani, di Damiano e delle decine di altri senatori e deputati provenienti dalla Cgil e in molti casi ancora iscritti a questo sindacato, senza neanche una &ldquo;scomunica&rdquo; formale della Camusso.</p>
<p>
	La Cgil entra nella lotta interna del Partito Democratico e nella sua crisi e dialettica interna e ne riceve in cambio schiaffi anche dai suoi ex rappresentanti e dal suo ex Segretario Generale.</p>
<p>
	Questo si chiama masochismo&#8230;&#8230; o freddo calcolo per mantenere rapporti di potere con il maggior partito italiano e allo stesso tempo cercare di far sfogare con uno sciopero inutile milioni di lavoratori che giustamente non ce la fanno più a sentire chiacchiere e prendere schiaffoni senza neanche potersi difendere.</p>
<p>
	Ciò che poi ci fa inorridire è il comportamento di certa sinistra politica, sociale e sindacale che pur condividendo questa nostra analisi non riesce a staccarsi dalla sottana di &ldquo;mamma Cgil&rdquo; (o non vuole per altri motivi) e invece di contribuire a costruire un&#39;alternativa sindacale credibile, continua a portare acqua ed energie a chi le usa per altri scopi e non per la difesa del mondo del lavoro.</p>
<p>
	Pur rispettando la sacrosanta voglia di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori di protestare e di invadere le strade di questo benedetto e spesso incomprensibile Paese, USB ritiene indispensabile smascherare politicamente chi ha deciso questo sciopero inutile e dannoso!</p>
<p>
	<strong>Oggi diventa invece sempre più necessario costruire una vera alternativa sindacale a Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Non è sufficiente scioperare un giorno o scendere in piazza per una grande manifestazione, non basta più pensare a lotte sui singoli posti di lavoro o alla semplice resistenza giorno per giorno: è necessario volare alti e lavorare per demolire queste organizzazioni sindacali e realizzare l&#39;alternativa con intelligenza e pazienza, ma anche con forza e determinazione.</strong></p>
<h3>
	<strong><span style="color:#b22222;">Il 12 chi non sciopera non è un crumiro &hellip;. se ha in testa veramente la voglia di cambiare!</span></strong></h3>
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user2933/logoUSBpiccolo2.jpg" style="width: 200px; height: 199px;" /></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1302"> (18)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>“…ASPETTANDO CHE TORNI…”</title>
		<link>https://www.libera.tv/2014/09/14/aspettando-che-torni/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2014 18:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[CISL]]></category>
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		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>DARIO FO, GIOVANNI FERRARA, DANIELE SEPE E MOLTI ALTRI ALLA NOTTE BIANCA PER LA DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVORO &#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; 14/16 SETTEMBRE 2014 Il premio Nobel Dario Fo, il costituzionalista Giovanni Ferrara, il musicista Daniele Sepe, insieme a tanti altri artisti, giuslavoristi, parlamentari, lavoratori e sindacalisti, daranno vita alla Notte Bianca per la Democrazia nei [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<strong><span style="color:#ff0000;">DARIO FO, GIOVANNI FERRARA, DANIELE SEPE E MOLTI ALTRI ALLA NOTTE BIANCA PER LA DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVORO</span></strong></p>
<h3 class="rtecenter">
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<u><strong> 14/16 SETTEMBRE 2014</strong></u></h3>
<hr />
<p>
	Il premio Nobel Dario Fo, il costituzionalista Giovanni Ferrara, il musicista Daniele Sepe, insieme a tanti altri artisti, giuslavoristi, parlamentari, lavoratori e sindacalisti, daranno vita alla Notte Bianca per la Democrazia nei Luoghi di Lavoro <strong>&ldquo;&hellip;ASPETTANDO CHE TORNI&hellip;&rdquo;,</strong> organizzata dall&rsquo;Unione Sindacale di Base tra il 14 e il 16 settembre in numerose città italiane.</p>
<p>
	L&rsquo;iniziativa precede l&rsquo;avvio del ricorso promosso presso il Tribunale di Roma dall&rsquo;USB contro l&rsquo;accordo sulla rappresentanza sindacale siglato il 10 gennaio scorso tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, mirato ad eliminare quel poco di democrazia ancora esistente nei luoghi di lavoro ed escludere il sindacalismo conflittuale. Con il ricorso l&rsquo;USB chiede alla Magistratura di impedire che ciò avvenga e, in ossequio al dettato Costituzionale, chiede al Parlamento che sia varata una legge democratica e pluralista sulla rappresentanza e rappresentatività sindacale, valida per tutto il settore privato, in analogia con quanto già avviene nel mondo del lavoro pubblico.</p>
<p>
	<strong>Questi i principali appuntamenti della &ldquo;Notte Bianca&rdquo;:</strong></p>
<p>
	<span style="color:#ff0000;"><strong>14 settembre &ndash; Torino:</strong></span> via Cesare Battisti/piazza Carignano, dalle ore 16.00 fino a notte. Tra i partecipanti, Sen. Alberto Airola (M5S), Giorgio Cremaschi, Prof. Luciano Vasapollo; con i suoni del Senegal di Baye Goor Fall ed i tamburi del meridione di Arteddeca.</p>
<p>
	<span style="color:#ff0000;"><strong>15 settembre &ndash; Milano:</strong></span> Circolo dei Talenti, via Chiesa Rossa 55, dalle ore 19.30. Con Dario Fo e Basilio Rizzo; suoneranno DescargaLab e NaRua.</p>
<p>
	<span style="color:#ff0000;"><strong>15 settembre &ndash; Roma: </strong></span>Circolo degli artisti, via Casilina Vecchia 42, dalle ore 20.00. Tra i partecipanti, il costituzionalista Giovanni Ferrara, la Sen. Nunzia Catalfo (M5S, Commissione Lavoro), Giovanni Russo Spena, i giuslavoristi del Forum Diritti/Lavoro, l&rsquo;attore Giordano De Plano. DJ set con Radio Città aperta.</p>
<p>
	<span style="color:#ff0000;"><strong>15 settembre &ndash; Napoli:&nbsp;</strong></span> piazza del Gesù Nuovo, dalle ore 15.30 fino a notte. Partecipano, tra gli altri, il Sen Luigi Gallo (M5S) e l&rsquo;assessore del Comune di Napoli Sandro Fucito. Tanti gli interventi musicali, tra cui quelli di Daniele Sepe e Marco Zurzolo.</p>
<p>
	<strong><span style="color:#ff0000;">15 settembre &#8211; Lamezia Terme</span></strong>: corso Giovanni Nicotra, dalle ore 19.00, gazebo con incontri, musica e dibattitti tematici.</p>
<p>
	<span style="color:#ff0000;"><strong>16 settembre &#8211; Padova:</strong></span> sotto l&#39;Orologio di piazza dei Signori, sala CdQ 1 centro, dalle 20.00 alle 23.00, reading con Laura Ferrin e Bianca Menichelli, performance e microfono aperto con lavoratori avvocati e giuristi.<br />
	&nbsp;</p>
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user2933/logoUSBpiccolo2.jpg" style="width: 200px; height: 199px;" /></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1261"> (9)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Rappresentanza sindacale: Confindustria esprime ‘stupore’ per la sentenza contro il monopolio CgilCisl</title>
		<link>https://www.libera.tv/2014/07/11/rappresentanza-sindacale-confindustria-esprime-stupore-per-la-sentenza-contro-il-monopolio-cgilcisl/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2014 07:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>C&#8217;è poco da stupirsi, è chiaro a tutti che il Testo Unico sulla Rappresentanza, firmato il 10 Gennaio scorso da Squinzi e da Camusso Angeletti e Bonanni non abbia nulla di democratico, il suo scopo dichiarato è di blindare il monopolio di CGIL CISL UIL e di assicurare al padronato il rispetto delle intese raggiunte [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<span style="color:#b22222;"><strong>C&rsquo;è poco da stupirsi, è chiaro a tutti che il Testo Unico sulla Rappresentanza, firmato il 10 Gennaio scorso da Squinzi e da Camusso Angeletti e Bonanni non abbia nulla di democratico, il suo scopo dichiarato è di blindare il monopolio di CGIL CISL UIL e di assicurare al padronato il rispetto delle intese raggiunte con questi sindacati che ormai hanno oltrepassato definitivamente la linea della difesa degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori.</strong></span></p>
<hr />
<p>
	E non c&rsquo;è neppure da stupirsi se, appena in qualche sede viene accolto un nostro ricorso contro l&rsquo;esclusione delle nostre liste dalla partecipazione alle elezioni delle RSU per non aver firmato tale accordo, Confindustria e CGILCISLUIL corrono dal governo amico affinchè faccia pressione sull&rsquo;INPS e sul CNEL per la certificazione della rappresentatività. Poletti, a cui da tempo USB chiede un incontro proprio su questi temi, ha naturalmente confermato la più ampia disponibilità.</p>
<p>
	Ma poiché tutto questo potrebbe non bastare a qualche magistrato ancora attento ai principi democratici, CGILCISLUIL hanno deciso che&nbsp; tutti i prossimi rinnovi contrattuali conterranno il Testo sulla Rappresentanza!</p>
<p>
	Non c&rsquo;è che dire, ci prendono proprio le misure, visto che la sentenza riconosce il nostro diritto a partecipare alle elezioni, essendo in regola con quanto prescritto dal Contratto Collettivo Nazionale applicato n ell&rsquo;azienda!</p>
<p>
	Infatti, sulla scorta delle molte iniziative di lotta, anche legali, promosse dall&rsquo;USB contro il cosiddetto &quot;testo unico&quot; sulla rappresentanza sindacale stanno iniziando ad arrivare i primi significativi risultati.</p>
<p>
	<strong>Con il decreto del 30 giugno 2014, il tribunale di Torino, accogliendo provvisoriamente il ricorso ex art. 700 C.P.C. presentato dall&rsquo;USB contro l&rsquo;esclusione delle sue liste dalle elezioni per le RSU presso la soc. U-SHIN ITALIA (ex Valeo di Torino), ha ordinato la immediata sospensione delle elezioni, che avrebbero dovuto svolgersi il 2 luglio, ritenendo illegittima l&rsquo;esclusione delle liste presentate dall&rsquo;USB, ed ha deciso di convocare il sindacato ricorrente ed i componenti della commissione elettorale, coloro che avevano decretato l&rsquo;esclusione delle liste dell&rsquo;USB in quanto non firmataria degli accordi del 10 gennaio, per il 14 luglio. Con tale decreto il tribunale accoglie le tesi dell&rsquo;USB che, pur non avendo firmato l&rsquo;accordo del 10 gennaio (accordo peraltro impugnato giudizialmente davanti al tribunale di Roma da parte dell&rsquo;USB che ha chiamato in causa i firmatari dell&rsquo;accordo, Camusso, Angeletti, Bonanni e Squinzi, ritenuto antidemocratico ed anticostituzionale), l&rsquo;USB era titolata a presentare le liste in quanto la documentazione prodotta era conforme a quanto richiesto dal vigente CCNL.</strong></p>
<p>
	Questa sentenza del tribunale di Torino precede altri importanti&nbsp; ricorsi, come quello menzionato in cui sono convocati Camusso, Angeletti, Bonanni e Squinzi, che si discuterà il 14 settembre presso il tribunale di Roma ed altri presentati in altri tribunali per gli stessi motivi affrontati dal tribunale di Torino.</p>
<p>
	Importante sottolineare come, al di la dei pur importanti ricorsi legali, siano migliaia i lavoratori che, in presenza della indizione delle elezioni delle RSU nelle loro aziende, sottoscrivono appelli alle commissioni elettorali ed alle organizzazioni sindacali affinché le elezioni si svolgano senza applicare l&rsquo;accordo del 10 gennaio.</p>
<p>
	La sentenza del tribunale di Torino rafforza peraltro la posizione di quelle commissioni elettorali che, a seguito delle comunicazione dell&rsquo;Usb e dando risposta alla richiesta dei lavoratori, hanno deciso di sospendere o rinviare le elezioni, come nel caso dell&rsquo;Aeroporto di Bologna.</p>
<p>
	Questa sentenza acquista maggior significato in presenza di accordi sindacali stipulati in alcune aziende, anche di ragguardevoli dimensioni, tra tutte le RSU e le direzioni aziendali, con i quali si stabilisce che le elezioni delle RSU si svolgano senza l&rsquo;applicazione dell&rsquo;accordo del 10 gennaio .</p>
<p>
	Insomma, contrariamente a quanto pensavano Confindustra e CGIL CISL UIL, &ldquo;la questione della democrazia nei luoghi di lavoro&rdquo; non è chiusa.</p>
<p>
	Come USB non ci inchiniamo ad accordi truffaldini ed antidemocratici.</p>
<p>
	Il consenso tra i lavoratori ed i primi risultati che si stanno cogliendo ci dicono che lottare contro questo accordo non è solo necessario ma anche possibile, ed al tempo stesso evidenziano ancora di più come, in mancanza di regole certe ed uguali per tutti, i ladri di democrazia fanno di tutto per soffocare chi, come noi, non vuole legarsi al carro del padrone.</p>
<p>
	Quello che manca è una legge sulla rappresentanza sindacale che ridia i diritti in prima istanza ai lavoratori, esattamente il contrario di quanto affermato nell&rsquo;accordo del 10 gennaio.</p>
<h4>
	<span style="color:#ff0000;"><strong>Continueremo a lottare per questo!</strong></span></h4>
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user2933/logoUSBpiccolo2.jpg" style="width: 200px; height: 199px;" /></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1247"> (13)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>FIOM : la CGIL ritiri la firma al testo unico sulla rappresentanza</title>
		<link>https://www.libera.tv/2014/01/16/fiom-la-cgil-ritiri-la-firma-al-testo-unico-sulla-rappresentanza/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jan 2014 22:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dallarete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[FIOM]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Landini]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza sindacale]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Bellavita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>LA CGIL RITIRI LA FIRMA Il Comitato Centrale FIOM vota sul testo unico sulla rappresentanza firmato da CGIL, CISL, UIL e Confindustria Al termine dei lavori del Comitato Centrale sono stati presentati due ordini del giorno che sono stati votati in contrapposizione. L&#8217;ordine del giorno presentato dalla Segreteria nazionale della Fiom-Cgil, è stato approvato con [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>
	LA CGIL RITIRI LA FIRMA</h1>
<p>
	<em><strong>Il Comitato Centrale FIOM vota sul testo unico sulla rappresentanza firmato da CGIL, CISL, UIL e Confindustria</strong></em></p>
<hr />
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/fiom-cgil.jpg" style="width: 215px; height: 263px; float: left; margin: 10px;" /></p>
<p>
	<strong>Al termine dei lavori del Comitato Centrale sono stati presentati due ordini del giorno che sono stati votati in contrapposizione. L&rsquo;ordine del giorno presentato dalla Segreteria nazionale della Fiom-Cgil, è stato approvato con 106 voti a favore, l&rsquo;ordine del giorno presentato da Sergio Bellavita, primo firmatario, ha raccolto 14 voti a favore.</strong></p>
<p>
	Comitato Centrale Fiom-Cgil &#8211; 16 gennaio 2014<br />
	<strong><em> Ordine del giorno presentato dalla Segreteria nazionale Fiom-Cgil</em></strong></p>
<p>
	<br />
	Il Comitato Centrale della Fiom-Cgil approva la relazione del Segretario generale e gli assegna il mandato a rappresentare tale posizione al Comitato Direttivo della Cgil.<br />
	Su tale base si chiede che la Cgil ritiri la firma al &ldquo;Testo unico sulla rappresentanza Confindustria, Cgil Cisl Uil&rdquo; e si chieda la riapertura del negoziato.<br />
	Occorre ripristinare l&rsquo;autonomia e la titolarità delle categorie nella contrattazione ad ogni livello, cancellare le sanzioni e l&rsquo;arbitrato demandando davvero e senza vincoli ai contratti nazionali il diritto di poter contrattare clausole e/o procedure di raffreddamento per la gestione e il rispetto degli accordi, per quanto ci riguarda a partire dai contenuti della piattaforma per il rinnovo del Ccnl votata dall&rsquo;Assemblea nazionale di Cervia.<br />
	Occorre estendere il diritto di voto delle lavoratrici e dei lavoratori sugli accordi e le piattaforme aziendali, nazionali e interconfederali.<br />
	Occorre rispettare pienamente i contenuti della sentenza della Corte costituzionale e garantire pienamente le libertà e i diritti in capo ai singoli lavoratori e dei loro rappresentanti eletti.<br />
	In ogni caso nel rispetto dello Statuto della Cgil bisogna mettere nelle condizioni tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori interessati, e in ultima istanza le iscritte e gli iscritti, di decidere sugli accordi che li riguardano.<br />
	Per far ciò è necessario prevedere una consultazione vincolante e straordinaria in cui garantire l&rsquo;espressione e l&rsquo;illustrazione di diverse valutazioni e giudizi.<br />
	Il Comitato Centrale dà mandato alla Segreteria nazionale di convocare in rapporto con le strutture della Fiom-Cgil attivi regionali delle delegate e dei delegati per discutere del documento programmatico e degli sviluppi della situazione sindacale ed economica in atto e delle azioni necessarie da mettere in campo.</p>
<hr />
<p>
	<strong><em>Ordine del giorno presentato da Sergio Bellavita primo firmatario</em></strong></p>
<p>
	<strong>respinto con&nbsp; 14 voti a favore.</strong></p>
<p>
	Il Comitato centrale della Fiom intende esprimere un giudizio compiuto sull&#39;accordo del 10 gennaio &quot;testo unico sulla rappresentanza &quot;sottoscritto da Cgil Cisl Uil e Confindustria.<br />
	L&#39;accordo viola la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha riammesso la FIOM in Fiat, e che riserva i diritti solo ai sindacati firmatari, complici che accettano tutte le sue regole . Accetta e rafforza le deroghe in azienda peggiorative rispetto ai contratti nazionali su orari, prestazione e condizioni di lavoro.<br />
	Prevede la piena esigibilità delle intese, anche per chi non è d&#39;accordo, e le sanzioni per chi li contrasta per migliorare la condizione dei lavoratori.<br />
	Un sistema sanzionatorio che colpisce il sindacato e i delegati aziendali. Esclude il voto democratico e vincolante dei lavoratori sugli accordi. Introduce una giuria di arbitri formata da tre rappresentanti di CGIL CISL UIL , tre della Confindustria e un &quot;esperto&quot;esterno che decide sui comportamenti delle categorie. Cioè la FIOM sarà giudicata da una commissione dove padroni e sindacati complici sono la grande maggioranza.<br />
	Questo è semplicemente l&#39;accordo separato di Pomigliano, il modello Marchionne esteso a tutti.<br />
	L&#39;accordo, liquidando le libertà sindacali e l&#39;autonomia contrattuale delle categorie, viola i principi e lo Statuto della CGIL per questo la firma di Susanna Camusso è illegittima e per queste ragioni non può essere sottoposto alla consultazione dei lavoratori e degli iscritti.<br />
	Il testo unico sulla rappresentanza è la resa della Cgil al modello sindacale della Cisl. Esso è tuttavia in totale coerenza e assume sino in fondo i principi delle intese interconfederali del 28 giugno 2011 e del 31 maggio 2013 esaltati nel documento congressuale di maggioranza &quot; Il lavoro cambia il futuro&quot;.<br />
	E&#39; il combinato disposto di queste intese interconfederali che occorre contrastare in quanto instaurano un modello aziendalistico e corporativo che cancella nei fatti il sindacalismo democratico e di classe nel nostro paese,consegnando i lavoratori e le lavoratrici al dominio assoluto dell&#39;impresa.<br />
	L&#39;accordo del 31 maggio 2013 per tutte queste ragioni è uno spartiacque nella storia sociale e politica del paese.<br />
	Il Comitato Centrale della Fiom chiede alla Cgil il ritiro della firma e si riserva di agire ogni iniziativa a contrastare l&rsquo;applicazione dell&rsquo;accordo.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1175"> (232)</p>
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		<title>CREMASCHI : disobbedire alla resa di CGIL-CISL-UIL</title>
		<link>https://www.libera.tv/2014/01/13/cremaschi-disobbedire-alla-resa-di-cgil-cisl-uil/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2014 16:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rete 28 Aprile - Opposizione CGIL]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[CISL]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Cremaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Landini]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza sindacale]]></category>
		<category><![CDATA[UIL - Unione Italiana del Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>DISOBBEDIRE ALLA RESA dichiarazione-appello di Giorgio Cremaschi &#34;Il sindacato è un&#39;altra cosa&#34; Il regolamento applicativo dell&#39;accordo del 31 maggio&#160; sottoscritto venerdì sera da Confindustria e da CGIL CISL UIL viola lo Statuto della CGIL e soprattutto la Costituzione. Naturalmente non è che la cosa ci stupisca, il testo sottoscritto da poco semplicemente trasforma in regole [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>
	<span style="color:#800000;"><strong>DISOBBEDIRE ALLA RESA</strong></span></h1>
<p>
	<strong><em>dichiarazione-appello di Giorgio Cremaschi &quot;Il sindacato è un&#39;altra cosa&quot; </em></strong></p>
<hr />
<p>
	<img alt="" src="http://www.lintraprendente.it/wp-content/uploads/2013/09/cgil2.jpg" style="width: 250px; height: 97px; float: left; margin: 10px;" />Il regolamento applicativo dell&#39;accordo del 31 maggio&nbsp; sottoscritto venerdì sera da Confindustria e da CGIL CISL UIL viola lo Statuto della CGIL e soprattutto la Costituzione.<br />
	Naturalmente non è che la cosa ci stupisca, il testo sottoscritto da poco semplicemente trasforma in regole scrupolose i principi e lo spirito antidemocratici&nbsp; già contenuti nell&#39;accordo del 31 maggio 2013. Tuttavia vedere ora quelle regole è sconvolgente.<br />
	Tralascio il dettaglio degli orrori e vado ai punti di fondo.<br />
	L&#39;accordo viola la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha riammesso la FIOM in Fiat, e afferma che solo i firmatari che accettano tutte le sue regole hanno i diritti sindacali.<br />
	L&#39;accordo accetta le deroghe in azienda ai contratti nazionali sugli orari, sulla prestazione e sulle condizioni di lavoro cioè su tutto, alla faccia di tutte le posizioni ufficiali della CGIL. Sacconi e il suo articolo 8 sono soddisfatti.<br />
	L&#39;accordo prevede la esigibilità degli accordi, di questi accordi in deroga, anche per chi non è d&#39;accordo e le sanzioni per chi li contrasta, sanzioni che colpiscono il sindacato e i delegati aziendali. Questo è semplicemente l&#39;accordo separato di Pomigliano esteso a tutti.<br />
	L&#39;accordo prevede che una giuria di arbitri formata da tre rappresentanti di CGIL CISL UIL , tre della Confindustria e un &quot;esperto&quot;esterno decida sui comportamenti delle categorie. Cioè la FIOM sarà giudicata da una commissione dove padroni e sindacati complici sono la grande maggioranza.<br />
	Tutte queste clausole violano i principi e lo Statuto della CGIL, per questo la firma di Susanna Camusso è illegittima, non ci rappresenta e per noi non ha alcun valore. Disubbidiremo e combatteremo questo accordo in difesa delle libertà sindacali e di quelle dei lavoratori con tutti gli strumenti democratici atti a rovesciarlo.<br />
	A Maurizio Landini che ora dice no e chiede la consultazione,&nbsp; diciamo che se avesse detto no il 31 maggio ed allora avesse preteso il voto dei lavoratori, che invece su quella intesa non son stati neppure informati, a Landini diciamo che se si fosse opposto allora oggi non saremmo a questo disastro.<br />
	In ogni caso il gruppo dirigente della FIOM è ancora in tempo per recuperare almeno in parte alla cantonata pazzesca che ha preso. Invece che sospendere i congressi della FIOM,&nbsp; scelta fuori dalle regole che danneggia solo chi dissente, si dissoci dalla maggioranza della CGIL e dal suo documento congressuale, che al primo punto mette proprio l&#39;esaltazione dell&#39;accordo del 31 maggio. Landini rompa con Susanna Camusso e venga a lottare con noi contro questo accordo e contro il modello di sindacato che propone. E lo faccia sul serio, senza le giravolte a cui ci ha abituato da un pò di tempo in qua.<br />
	Per quanto ci riguarda useremo tutte le assemblea congressuali dove riusciremo ad arrivare per mettere sotto accusa il gruppo dirigente che ha firmato questa resa. Si deve sapere che c&#39;è chi dissente, disobbedisce e soprattutto non si arrenderà mai.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1173"> (16)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ACCORDO DELLA VERGOGNA</title>
		<link>https://www.libera.tv/2013/06/02/laccordo-della-vergogna/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Jun 2013 18:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL CISL e UIL]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Landini]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza sindacale]]></category>
		<category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#39;ACCORDO DELLA VERGOGNA &#160; Ad una prima sommaria lettura il Patto sulla Rappresentanza nei luoghi di lavoro (in allegato) sottoscritto ieri a tarda sera tra Confindustria e CGIL CISL e UIL non si discosta dalle anticipazioni già circolate e che molto allarme avevano già giustamente sollevato nelle settimane scorse, tanto da indurre il Forum Diritti/Lavoro [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 class="rtejustify">
	L&#39;ACCORDO DELLA VERGOGNA</h1>
<p>
	&nbsp;</p>
<h5 class="rtejustify">
	<span style="color:#b22222;"><strong>Ad una prima sommaria lettura il Patto sulla Rappresentanza nei luoghi di lavoro (in allegato) sottoscritto ieri a tarda sera tra Confindustria e CGIL CISL e UIL non si discosta dalle anticipazioni già circolate e che molto allarme avevano già giustamente sollevato nelle settimane scorse, tanto da indurre il Forum Diritti/Lavoro a convocare una prima Assemblea pubblica di discussione sulla questione. </strong></span></h5>
<hr />
<p>
	<strong>La definizione di &quot;governissimo sindacale&quot;, utilizzata da molti per definire questo Patto che va ben oltre la definizione di criteri di verifica della rappresentanza sindacale, e&#39; assolutamente adatta a definire la volontà delle parti sottoscrittrici di escludere qualsiasi altro soggetto dalla rappresentanza del mondo del lavoro e di costituire un blocco di potere da proteggere da ogni eventuale incursione del conflitto, mettendo assieme in una innaturale alleanza padroni/lavoratori in un&nbsp; &quot;Patto tra i produttori&quot; utile solo a garantire pace sociale di fronte ai sempre più avanzati processi di riorganizzazione produttiva.</strong></p>
<p>
	<br />
	Sul piano pratico si stabilisce che possano partecipare alla contrattazione nazionale di categoria solo quelle organizzazioni, aderenti alle confederazioni firmatarie dell&#39;accordo -che diventa pertanto il primo ostacolo da superare: o sottoscrivi o neanche partecipi &#8211; che abbiano almeno il 5% degli iscritti e il 5% dei voti alle RSU. Sembrerebbe la fotocopia della normativa già esistente nel pubblico impiego ma non è così. Infatti nel settore privato non a tutte le organizzazioni sindacali e&#39; consentito ottenere dalle aziende il diritto alle ritenute sindacali in busta paga, essendo questo privilegio riservato, dopo i disastrosi Referendum del 1995, alle sole organizzazioni sindacali firmatarie di CCNL applicati in azienda.</p>
<p>
	Quindi ad esempio la USB e&#39; fuori dalla possibilità di far pesare le adesioni alla propria organizzazione sindacale in quanto ai nostri iscritti non vengono operate le ritenute sindacali in busta paga ma siamo costretti ad operare il tesseramento attraverso strumenti non riconosciuti dall&#39;accordo. In tal caso la USB per dimostrare di avere il 5% medio tra iscritti e voti dovrebbe ottenere il 10% dei voti perché impossibilitata a far valere i propri iscritti che non possono essere certificati dalle aziende all&#39;INPS, ente che sembrerebbe deputato alla raccolta dei dati, in quanto non operate dalle stesse e comunque non rientranti nella categorie &quot;ritenute sindacali&quot; che è la dizione precisa utilizzata nell&#39;accordo.</p>
<p>
	<br />
	Il tratto centrale dell&#39;accordo riguarda però &quot;l&#39;esigibilità degli accordi&quot;. I sottoscrittori hanno individuato una formula che impedisce a chiunque di mettere in discussione gli accordi sottoscritti dal 50% +1 delle organizzazioni ammesse alle trattative e validate&nbsp; dal 50%+1 dei lavoratori interessati. Quale sarà lo strumento attraverso cui si farà la verifica del gradimento dell&#39;accordo e&#39; demandato alle categorie (sic!). Le sanzioni e le clausole che riguarderanno questo punto ( per semplificare, le punizioni per chi oserà contestare l&#39;accordo) saranno anch&#39;esse stabilite sul piano delle categorie, probabilmente commisurate al tasso di conflitto che ogni categoria esprime, più pesanti ad esempio nei trasporti e meno nei tessili e così via.</p>
<p>
	Ogni organizzazione firmataria del Patto dovrà garantire il pieno rispetto di tutti i suoi contenuti e quindi qualunque organizzazione sindacale abbia intenzione di partecipare alle RSU, e per farlo dovrà sottoscrivere l&#39;accordo, acconsentirà automaticamente all&#39;auto limitazione della propria autonomia di giudizio sull&#39;accordo raggiunto e quindi ad intraprendere eventuali iniziative di lotta per contrastarlo, pena l&#39;applicazione delle sanzioni stabilite dalle categorie (ovviamente di CGIL CISL e UIL).</p>
<p>
	È altamente probabile che questo continuo rimando alle categorie sia il tributo che la CGIL ha dovuto pagare per avere il placet anche della FIOM che condividendo alla fine questo orrendo accordo, si garantisce il rientro in pompa magna tra gli attori sindacali &quot;graditi&quot; ai padroni e volta pagina rispetto al tanto sbandierato conflitto, molto spesso evocato, quasi sempre affidato alla magistratura.</p>
<p>
	È evidente che questo accordo cerca di evitare che sia una legge a stabilire regole certe per tutti, non scritte &quot;pro domo sua&quot; da chi ha tutto l&#39;interesse a garantirsi ancora e per sempre il monopolio della rappresentanza sindacale, per definire un quadro che rispetti la Costituzione italiana e le sue previsioni in tema di libertà sindacale.</p>
<p>
	<br />
	<strong>La cosa più grave e&#39; che questo accordo prescinde totalmente dal concetto delle garanzie e delle libertà democratiche per le lavoratrici e i lavoratori nei luoghi di lavoro e ancora una volta affronta il problema delle regole della rappresentanza unicamente dal punto di vista delle organizzazioni. Lo tsunami che ha travolto la politica evidentemente non è stato sufficiente a far capire a Camusso, Angeletti, Bonanni, Landini e Squinzi che non è più tollerabile la privatizzazione della democrazia e della rappresentanza, sia essa politica o sindacale.<br />
	Toccherà alle lavoratrici e ai lavoratori ricordarglielo dando vita anche nella sfera del mondo del lavoro ad una vera e propria rivolta</strong>.</p>
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user2933/logoUSBpiccolo2.jpg" style="width: 200px; height: 199px;" /></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1064"> (26)</p>
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		<item>
		<title>Rappresentanza: LA RESA DELLA CGIL di Giorgio Cremaschi</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 19:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NO DEBITO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Cremaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza sindacale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>LA RESA DELLA CGIL L&#39;opinione di Giorgio Cremaschi sull&#39;accordo sulla rappresentanza Quando ho cominciato ha fare il sindacalista negli anni 70 del secolo scorso, dopo ogni accordo sindacale la prima cosa che chiedevano&#160; i lavoratori in assemblea era: ma il padrone lo applicherà? Allora in genere si facevano accordi che miglioravano la condizione delle persone, [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>
	<strong>LA RESA DELLA CGIL</strong></h1>
<p>
	<em>L&#39;opinione di Giorgio Cremaschi sull&#39;accordo sulla rappresentanza</em></p>
<hr />
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/foto per articoli/No Debito/cremaschi2.jpg" style="width: 259px; height: 194px; float: left; margin: 10px;" />Quando ho cominciato ha fare il sindacalista negli anni 70 del secolo scorso, dopo ogni accordo sindacale la prima cosa che chiedevano&nbsp; i lavoratori in assemblea era: ma il padrone lo applicherà?<br />
	Allora in genere si facevano accordi che miglioravano la condizione delle persone, e la prima preoccupazione era quella di non dover fare troppi scioperi anche per ottenere l&#39;applicazione della intensa appena conquistata.<br />
	Oggi la piena &quot; esigibilità&quot; degli accordi viene vantata dal presidente della Confindustria come il maggior pregio dell&#39;accordo sulla rappresentanza appena sottoscritto con CGIL CISL UIL . La ragione di questa inversione di ruoli è molto semplice, gli accordi che si fanno e si faranno servono a peggiorare il salario e le condizioni di lavoro e quindi è alle persone sottoposte ad essi che bisogna imporre l&#39;ubbidienza. Questo significa la piena applicazione dell&#39;accordo del 28 giugno 2011, con il suo via libera al regime delle deroghe ai contratti nazionali.<br />
	L&#39;accordo serve a superare ciò che ancora resta della divisione tra lavoratori garantiti e non, naturalmente estendendo a tutti la condizione peggiore. Del resto la flessibilità dei salari e degli orari è ciò che ci chiede la Commissione Europea per proseguire la politica di rigore.<br />
	L&#39;accordo è la istituzionalizzazione della austerità nei luoghi di lavoro.<br />
	In pratica l&#39;accordo istituisce il maggioritario sindacale con soglia di sbarramento.<br />
	Attenzione, lo sbarramento vero non è quel confuso 5% di rappresentatività che dovrebbe dare accesso al tavolo dei contratti, quello è un trucco per gonzi e giornalisti economici, perché la selezione avviene prima. Infatti fruiscono del diritto alla rappresentanza solo le organizzazioni che sottoscrivono l&#39;accordo impegnandosi al rispetto di tutte le sue parti.<br />
	Per capirci è come se la nuova legge elettorale stabilisse che possono candidarsi al Parlamento solo le forze politiche che sottoscrivono la politica di austerità, il fiscal compact e quanto altro serva. In fondo la proposta Finocchiaro ci è andata vicino&#8230;<br />
	Escluso così preventivamente tutto il mondo sindacale che non si riconosce in CGIL, CISL UIL e ancor di più esclusa ogni nuova rappresentanza del mondo del lavoro, affermato il principio&nbsp; che chi siede al tavolo oggi occupa tutti i posti presenti e futuri, il maggioritario serve a disciplinare ciò che resta di diversità conflittuale, per capirci la FIOM e quelle RSU che ancora organizzano scioperi.<br />
	Il maggioritario sindacale stabilisce che una volta scremata preventivamente tra buoni e&nbsp; cattivi la presenza al tavolo, tra i rimasti la maggioranza decide e la minoranza si adegua.<br />
	Bisogna dare atto al senatore Pietro Ichino di essere stato il primo a proporre un sistema di questo genere.<br />
	Tra i sindacati firmatari, accedono al tavolo quelli che rappresentano più del 5% tra iscritti e voti per la elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie. Dove i lavoratori non votano per eleggere chi li rappresenta, ma il sindacato nomina propri fiduciari con le RSA, si continuerà a non votare e conterà per la misura della rappresentanza solo il numero degli iscritti.<br />
	Fatti tutti questi conteggi, i sindacati che assieme raggiungono il 50% più uno della rappresentanza decidono.<br />
	Sulla piattaforma decidono le organizzazioni senza consultazione dei lavoratori e le aziende trattano solo con la maggioranza,&nbsp; la minoranza sta al tavolo e guarda.<br />
	Sugli accordi decide la stessa maggioranza e&nbsp; consulta i lavoratori, in modalità certificate da definire. Cioè non necessariamente con il referendum, ma&nbsp; anche con il voto palese registrato in assemblea. Sotto questo aspetto l&#39;accordo è più arretrato del modello Marchionne, che è stato instaurato con il referendum.<br />
	Una volta deciso si esegue, anche se l&#39;accordo non ti piace.<br />
	C&#39;è stata la consueta ipocrisia da parte dei dirigenti sindacali in questi giorni. Noi non accetteremo le sanzioni contro gli scioperi, hanno proclamato. Ma l&#39;intesa confederale ovviamente non ha questo compito, essa definisce un accordo quadro che verrà formalizzato nei contratti e negli accordi aziendali, questi ultimi con le nuove rappresentanze aziendali, appositamente selezionate nelle nuove elezioni e nomine previste nei prossimi sei mesi.<br />
	Il testo in ogni caso non si presta ad equivoci. I firmatari si impegnano a definire nei contratti &quot;clausole di raffreddamento&quot;, cioè inibizione&nbsp; dello sciopero e&nbsp; delle azioni legali.&nbsp; E non esiste clausola di raffreddamento che non preveda sanzioni per chi non la rispetta.<br />
	Per capirci, se questa intesa fosse stata operativa quando la Fiat impose l&#39;accordo capestro a Pomigliano, la FIOM avrebbe dovuto accettare l&#39;intesa e in cambio sarebbe rimasta al tavolo e avrebbe continuato a godere dei diritti sindacali. Ora la CGIL firma quell&#39;accordo e lo estende a tutto il mondo del lavoro anche per conto della FIOM.<br />
	Questo accordo pretende di cancellare dai luoghi di lavoro la stessa idea del conflitto sociale, vuole prevenire le lotte e le rivolte che si preparano. Se esso fosse stato siglato negli anni 50 non avremmo oggi lo Statuto dei lavoratori e quanto ancora resta dei diritti del lavoro e dello stato sociale. Esso definisce il regime della complicità sindacale, secondo la definizione del libro bianco dell&#39;allora ministro Sacconi, ed è il primo atto di una più vasta controriforma della Costituzione repubblicana, sulla quale si stanno accingendo i partiti di governo che esultano ed i poteri economici che festeggiano ancora di più.<br />
	Per la CGIL è una resa rispetto ai propri&nbsp; principi fondativi.<br />
	Cosa allora&nbsp; farà Landini, cancellerà per il classico piatto di lenticchie tutto quello che ha significato in Italia il suo no alla Fiat, oppure manifesterà e organizzerà il dissenso a questa intesa liberticida?&nbsp;<br />
	Speriamo, in ogni caso la lotta alle larghe intese politiche e sindacali avrà un nuovo avvio proprio dalla lotta a questo accordo. Qui bisogna subito costruire l&#39;unità dei tanti che non ci stanno. La&nbsp; ripresa sociale e politica, l&#39; alternativa alle politiche di austerità passa oggi anche dal rigetto del patto sulla rappresentanza.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1063"> (15)</p>
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		<item>
		<title>MAURIZIO LANDINI È NUDO</title>
		<link>https://www.libera.tv/2013/05/24/maurizio-landini-nudo/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 14:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[FIOM]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Landini]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza sindacale]]></category>
		<category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category>
		<category><![CDATA[USB - Unione Sindacale di Base]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;ok della Fiom all&#8217;accordo sulla rappresentanza strappa il velo alla presunta opposizione sindacale Per mesi il &#8216;faccione fotogenico&#8217; di Landini ha imperversato nelle trasmissioni televisive di tutti gli orientamenti politici, battendo forse il record di Renata Polverini, rapito da una popolarità costruita sulla presunta radicalità delle posizioni della &#8216;sua&#8217; Fiom. Poi, nonostante a parole si [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>
	<span style="color:#b22222;"><strong>L&rsquo;ok della Fiom all&rsquo;accordo sulla rappresentanza strappa il velo alla presunta opposizione sindacale</strong></span></h4>
<hr />
<p>
	<strong>Per mesi il &lsquo;faccione fotogenico&rsquo; di Landini ha imperversato nelle trasmissioni televisive di tutti gli orientamenti politici, battendo forse il record di Renata Polverini, rapito da una popolarità costruita sulla presunta radicalità delle posizioni della &lsquo;sua&rsquo; Fiom. Poi, nonostante a parole si scontrasse con la sua confederazione, Landini non ha voluto rompere veramente con la ex-socialista Camusso e, alla luce degli ultimi fatti, probabilmente non ha mai avuto questa intenzione.</strong></p>
<p>
	Landini ha preso schiaffi a ripetizione da Marchionne ululando alla luna ma senza essere coerente con le posizioni che evocava continuamente. Allora ha ingranato la retromarcia e, come primo atto, è passato all&#39;epurazione della sinistra interna e all&#39;isolamento di qualsiasi dissenso dentro la Fiom. A stretto giro è seguito il riavvicinamento alla politica, con l&#39;elezione del numero due della Fiom Airaudo nei banchi di SEL; pronti a entrare al governo, ma gli è andata male.</p>
<p>
	Infine la svolta decisiva verso centro, per proporsi come guida di tutta la CGIL nel prossimo congresso, contro la Camusso, ma nella stessa maggioranza. Lo scorso 23 maggio il Comitato Centrale Fiom, con 77 voti contro 11, ha approvato un documento che dà il via libera al nuovo accordo sulla rappresentanza predisposto da Camusso, da Bonanni, da Angeletti e dalla Confindustria di Squinzi.</p>
<p>
	<strong>Un accordo che imporrà contratti non contestabili, limiterà le libertà dei lavoratori, la democrazia sui posti di lavoro e il diritto di sciopero.</strong></p>
<p>
	Ora Maurizio Landini è nudo. Basta con i falsi miti di una certa sinistra. Costruire il sindacato indipendente e conflittuale che serve ai lavoratori, come sta facendo l&rsquo;USB, non è più una opzione possibile, ma l&#39;unica possibilità per i lavoratori di ricostruire una rappresentanza libera e democratica.</p>
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user2933/logoUSBpiccolo2.jpg" style="width: 200px; height: 199px;" /></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1055"> (43)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>CGIL CISL E UIL SPOSANO IL TEOREMA ANTISINDACALE DI MARCHIONNE. ALTRO CHE “SINDACATO COLLABORATIVO”, QUESTO</title>
		<link>https://www.libera.tv/2013/05/20/cgil-cisl-e-uil-sposano-il-teorema-antisindacale-di-marchionne-altro-che-sindacato-collaborativo-questo/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 09:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[CISL]]></category>
		<category><![CDATA[FIOM]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza sindacale]]></category>
		<category><![CDATA[UIL - Unione Italiana del Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[USB - Unione Sindacale di Base]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>CANCELLANO DISSENSO E DIRITTO DI SCIOPERO &#160; CGIL CISL E UIL E CONFINDUSTRIA stanno concludendo in queste ore&#160; l&#8217;accordo sulla rappresentanza sindacale e&#160; domani, dopo la manifestazione farsa della Fiom, ne renderanno noti i contenuti. L&#8217;accordo ricalcherà il documento già condiviso tra le tre organizzazioni sindacali e sarà peggiorato dalle ultime richieste di Confindustria. In [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 class="rtejustify">
	CANCELLANO DISSENSO E DIRITTO DI SCIOPERO</h1>
<p>
	&nbsp;</p>
<h4 class="rtejustify">
	<strong><span style="color:#b22222;">CGIL CISL E UIL E CONFINDUSTRIA stanno concludendo in queste ore&nbsp; l&rsquo;accordo sulla rappresentanza sindacale e&nbsp; domani, dopo la manifestazione farsa della Fiom, ne renderanno noti i contenuti.</span></strong></h4>
<hr />
<p>
	L&rsquo;accordo ricalcherà il documento già condiviso tra le tre organizzazioni sindacali e sarà peggiorato dalle ultime richieste di Confindustria.</p>
<p>
	<strong>In una fase di forte crisi come l&rsquo;attuale, l&rsquo;obiettivo è ridurre gli spazi democratici, colpire il dissenso e cancellare il diritto di sciopero.</strong></p>
<p>
	Sulla rappresentanza sindacale ci voleva una legge e loro preferiscono&nbsp; invece gli accordi notturni perché sanno che quel che vogliono concordare non si potrebbe scrivere in una legge.</p>
<p>
	Quando si tenta di limitare democrazia e libertà ci si deve aspettare un dissenso ancor più radicale.</p>
<p>
	<strong>USB esprime la più completa censura per chi vuole cancellare la possibilità dei lavoratori di poter scegliere da chi essere rappresentati e poter scioperare liberamente e per questo si opporrà con determinazione sia dal punto di vista sindacale che giuridico.</strong></p>
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user2933/logoUSBpiccolo2.jpg" style="width: 200px; height: 199px;" /><br />
	&nbsp;</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1051"> (15)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Rappresentanza sindacale: incontro a Roma il 9 maggio</title>
		<link>https://www.libera.tv/2013/05/07/rappresentanza-sindacale-incontro-a-roma-il-9-maggio/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 12:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[CISL]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[Conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza sindacale]]></category>
		<category><![CDATA[UIL - Unione Italiana del Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>UNA LEGGE SULLA RAPPRESENTANZA DEMOCRAZIA E CONFLITTO. DIRITTO DI OGNI LAVORATRICE E DI OGNI LAVORATORE Giovedì 9 maggio 2013 ore 14,30 Provincia di Roma &#8211; Sala Di Liegro &#8211; Via IV Novembre 119A Cgil, Cisl e Uil hanno concordato una proposta che intendono discutere con Confindustria per arrivare ad un accordo che andrà nella direzione [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>
	<strong><span style="color:#b22222;">UNA LEGGE SULLA RAPPRESENTANZA</span></strong></h1>
<h4>
	<br />
	<span style="color:#000000;"><strong>DEMOCRAZIA E CONFLITTO. DIRITTO DI OGNI LAVORATRICE E DI OGNI LAVORATORE</strong></span></h4>
<p>
	<strong><span style="color:#b22222;">Giovedì 9 maggio 2013 ore 14,30<br />
	Provincia di Roma &#8211; Sala Di Liegro &ndash; Via IV Novembre 119A</span></strong></p>
<hr />
<p>
	<img alt="" src="http://www.libera.tv/pdata/505-m.jpg" style="width: 250px; height: 250px; float: left; margin: 10px;" />Cgil, Cisl e Uil hanno concordato una proposta che intendono discutere con Confindustria per arrivare ad un accordo che andrà nella direzione del restringimento sostanziale dei diritti dei lavoratori e della piena esigibilità di contratti e accordi da parte delle aziende con forti ripercussioni negative anche sul diritto di sciopero.</p>
<p>
	Un accordo che sarebbe fotocopia degli accordi tra Fiat e Cisl e Uil, solo che questa volta sarebbe sottoscritto e sostenuto anche dalla Cgil della Camusso e dalla Fiom di Landini.</p>
<p>
	Noi crediamo invece che i diritti dei lavoratori debbano essere estesi e che sia indispensabile una legge sulla rappresentanza che ampli gli spazi di democrazia sui posti di lavoro e che permetta ai lavoratori di poter scegliere da chi essere rappresentati.</p>
<p>
	INCONTRO PROMOSSO DAL FORUM DIRITTI LAVORO<br />
	IN COLLABORAZIONE CON USB e RETE 28 APRILE nella Cgil<br />
	CON L&rsquo;ADESIONE DEL COMITATO &ldquo;NO DEBITO&rdquo;</p>
<p>
	PRESIEDONO<br />
	Franco RUSSO (Forum Diritti Lavoro)<br />
	Emidia PAPI (USB Nazionale &ndash; Comitato No Debito)<br />
	Fabrizio BURATTINI (Rete 28 Aprile)</p>
<p>
	INTRODUZIONE DI<br />
	Carlo GUGLIELMI (Presidente Forum Diritti Lavoro)</p>
<p>
	INTERVENGONO<br />
	Giorgio CREMASCHI (Rete 28 Aprile)<br />
	Antonio DI STASI (Prof. Diritto del lavoro, Università Politecnica delle Marche)<br />
	Pierpaolo LEONARDI (USB nazionale)<br />
	Gianni RINALDINI (Cgil)<br />
	Barbara PETTINE (Alba)<br />
	Piero BERNOCCHI (Conf. Cobas)</p>
<p>
	CONCLUSIONI<br />
	Arturo SALERNI (Forum Diritti Lavoro)</p>
<p>
	Sono state invitate le forze politiche</p>
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user2933/logoUSBpiccolo2.jpg" style="width: 200px; height: 199px;" /><br />
	&nbsp;</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1048"> (9)</p>
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