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	<title>Libera Tv &#187; Nova Milanese</title>
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	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
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		<title>Mosaico di Pace &#8211; Esigete! Un disarmo nucleare totale</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/03/10/mosaico-di-pace-esigete-un-disarmo-nucleare-totale/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 18:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lauratussi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>MOSAICO di PACE &#8211; Marzo 2015: Recensione al Libro postumo di Stéphane Hessel e Albert Jacquard, in esclusiva per l&#39;Italia Mosaico di Pace &#8211; Esigete! Un disarmo nucleare totale Con Alessandro Marescotti per Mosaico di Pace, contro ogni &#34;Olocausto ambientale&#34; Per un disarmo nucleare totale, contro ogni &#34;Olocausto ambientale&#34; Stéphane Hessel, Albert Jacquard &#8211; ESIGETE! [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	MOSAICO di PACE &#8211; Marzo 2015: Recensione al Libro postumo di Stéphane Hessel e Albert Jacquard, in esclusiva per l&#39;Italia<br />
	<strong>Mosaico di Pace &#8211; Esigete! Un disarmo nucleare totale</strong><br />
	Con Alessandro Marescotti per Mosaico di Pace, contro ogni &quot;Olocausto ambientale&quot;</p>
<p>	Per un disarmo nucleare totale, contro ogni &quot;Olocausto ambientale&quot;</p>
<p>
	<strong>Stéphane Hesse</strong>l, <strong>Albert Jacquard</strong> &#8211; ESIGETE! Un disarmo nucleare totale, EDIESSE 2014</p>
<p>
	A cura di <strong>Mario Agostinelli</strong>, <strong>Luigi Mosca</strong>, <strong>Alfonso Navarra</strong></p>
<p>
	Presentazione di <strong>Emanuele Patti</strong></p>
<p>
	Prefazione di <strong>Antonio Pizzinato</strong></p>
<p>
	Recensione di <a href="http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437"><strong>Laura Tussi </strong></a>e <strong>Fabrizio Cracolici</strong> &#8211; ANPI Nova Milanese, Progetto &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo;</p>
<p>
	L&rsquo;ultimo appello dei partigiani Stéphane Hessel e Albert Jacquard: &ldquo;Esigete! un disarmo nucleare totale&rdquo;&nbsp; riguarda, ad avviso di chi scrive, il problema più importante ed urgente che l&rsquo;intera umanità deve risolvere: liberarsi dalla minaccia atomica che può condurre, nella logica spietata di meccanismi incontrollabili, ad una guerra persino per caso e/o per errore. Esso è contenuto nel pamphlet dal titolo omonimo appena edito da EDIESSE in esclusiva per l&rsquo;Italia, a cura di Mario Agostinelli e Alfonso Navarra e tradotto dallo scienziato italo-francese Luigi Mosca. Sono da ricordare anche le presentazioni di Emanuele Patti, Presidente dell&#39;ARCI di Milano e di Antonio Pizzinato, Presidente Onorario dell&#39;Associazione Nazionale Partigiani d&#39;Italia ANPI. Il volumetto cita il contributo del Progetto &ldquo;Per non dimenticare&rdquo; delle città di Nova Milanese e Bolzano (sito istituzionale: lageredeportazione.org): da tempo collaboriamo infatti con le organizzazioni sponsor dell&rsquo;iniziativa editoriale: Energia Felice, ARCI, ANPI, FIOM, Fermiamo chi scherza col fuoco atomico. Insieme ci stiamo impegnando per coinvolgere l&#39;intera ANPI italiana e quindi l&#39;intero schieramento democratico, per il cambiamento, sul &ldquo;cammino della nonviolenza che dobbiamo imparare a percorrere&rdquo;, come appunto Stéphane Hessel titola un paragrafo del suo precedente celebre trattato e best sellers &ldquo;Indignatevi!&rdquo;. Questa indicazione per il ricorso alla forza dell&#39;unità popolare, appunto la nonviolenza, da parte del Partigiano e Padre Costituente Stéphane Hessel è un monito decisivo per far tesoro dell&#39;imprescindibile appello alla pace di Albert Einstein: &ldquo; l&#39;umanità deve distruggere gli armamenti, prima che gli armamenti distruggano l&#39;umanità&rdquo;. Sostanzialmente, due importanti filoni culturali animano il libello che anche noi di &ldquo;Per non dimenticare&rdquo; stiamo diffondendo in cooperazione con le organizzazioni citate. In primis, l&#39;argomento sostanziale è il disarmo nucleare, ossia l&#39;assoluto imperativo, innanzitutto umanistico, ancor prima che umanitario: infatti la denuclearizzazione dal basso, attuata tramite i referendum e l&#39;attivismo nonviolento, deve responsabilizzare tutti ad una cultura di disarmo, di antimilitarismo, di obiezione di coscienza alle spese militari e nucleari, per una svolta nonviolenta della Storia. Altro punto essenziale è la &ldquo;predicazione&rdquo; di un nuovo antifascismo che &ldquo;impara a percorrere il cammino della nonviolenza&rdquo; e attua il programma della &ldquo;Resistenza Europea&rdquo; per contrastare lo strapotere dei mercati dell&#39;alta finanza, all&#39;insegna del dogma neoliberista e ipercapitalista. &ldquo;Esigete!&rdquo; è fondamentalmente uno strumento culturale per sensibilizzare la società civile sui valori fondanti dell&#39;Antifascismo e della Democrazia.</p>
<p>
	Stéphane Hessel rappresenta un ponte tra memoria antifascista e speranza di futuro, perché fu Partigiano, Deportato a Buchenwald, Padre Costituente della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, e inoltre i suoi scritti ispirano il movimento Occupy Wall Street e fu Presidente della Commissione Internazionale Bertrand Russell per la Palestina. Stéphane Hessel si rivolge alle generazioni presenti e future per una nuova Resistenza e per una Rinascita europea e mondiale finalizzata ad un nuovo processo di Liberazione dalla tirannia del capitalismo finanziario e neoliberista. L&#39;Autore prospetta l&#39;attualità del programma della Resistenza che nel 1945 prevedeva &ldquo;l&#39;evizione dei grandi gruppi di potere economico e finanziario dal controllo dell&#39;economia&rdquo;, per l&#39;attuazione di un orizzonte ecologista e pacifista che rifondi un&#39;utopia concreta, nel collegamento tra memoria storica e prospettiva di futuro, dove &ldquo;il cammino della nonviolenza&rdquo; non significa passività e codardia, ma cooperazione ed interdipendenza tra tutti i popoli sui diritti umani, come base di un&#39;autentica sicurezza, fondata sul concetto di pace, che impedisca la corsa agli armamenti nucleari. La nonviolenza non è passività, ma è unità popolare; è una forza che può reinterpretare il motto &ldquo;proletari di tutti paesi unitevi&rdquo;, per disarticolare la catena di controllo del sistema di potere e per agire in modo preventivo, anche rispetto all&#39;anticipazione dei meccanismi bellici, al controllo e alla prevenzione dei conflitti armati, ossia al fine di orientare l&#39;impegno per la messa al bando delle armi nucleari, perché la corsa folle agli armamenti è un crimine contro l&#39;umanità. Il nucleare ha mietuto vittime con Hiroshima, Nagasaki e i molti test delle bombe e la radioattività continua a produrre morte. La questione nucleare, nonostante vari referendum, vittoriosi nel nostro Paese, non è definitivamente chiusa, perché il contesto europeo è ancora favorevole ai reattori a fissione ed è sempre attuale la connessione tra nucleare civile e militare in un mondo che continua la corsa sfrenata al riarmo e al perfezionamento tecnologico degli armamenti. Dunque gli Autori, Stéphane Hessel e Albert Jacquard, uniscono le loro voci per fare appello al disarmo nucleare totale, basandosi su un inventario dell&#39;&rdquo;Osservatorio degli armamenti nel mondo&rdquo;. Un obiettivo politico a portata di mano che può scaturire dalla mobilitazione di base, nutrita da consapevolezza a livello individuale e collettivo, è reso possibile dal fatto che, a partire dalla Conferenza di Oslo (marzo 2013) proseguita con il più recente incontro di Nayarit (febbraio 2014), da parte di 125 Stati, con adesioni crescenti, è stato avviato, rispetto a quello &ldquo;storico&rdquo; delle sessioni del Trattato di Non Proliferazione, un nuovo percorso internazionale &ldquo;umanitario&rdquo; per giungere a un trattato di interdizione totale delle armi nucleari. Questo accordo ripone l&#39;avvenire dell&#39;umanità non nella competizione di tutti contro tutti, ma nell&#39;emulazione di alti ideali di pace, nella cooperazione ed interdipendenza tra i popoli. Dunque, parafrasando il monito e il testamento di Stéphane Hessel alle nuove generazioni, noi tutti &ldquo;Esigiamo! un disarmo nucleare totale&rdquo; e siamo forse ad un passo per conseguirlo. Non manchiamo questa occasione storica!</p>
<p>
	Note:<br />
	su PRESSENZA &#8211; International Press Agency:<br />
	<a href="http://www.pressenza.com/it/2015/03/esigete-un-disarmo-nucleare-totale/">http://www.pressenza.com/it/2015/03/esigete-un-disarmo-nucleare-totale/</a></p>
<p>
	su EDIESSE:<br />
	<a href="http://www.ediesseonline.it/press/12170/mosaico-di-pace-1-marzo-15">http://www.ediesseonline.it/press/12170/mosaico-di-pace-1-marzo-15</a></p>
<p>
	<a href="http://www.peacelink.it/pace/docs/4817.pdf">Mosaico di Pace &#8211; Esigete! Un disarmo nucleare totale</a> (742 Kb &#8211; Formato pdf)</p>
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		<item>
		<title>Adelmo Cervi, con Giovanni Zucca &#8220;IO CHE CONOSCO il TUO CUORE&#8221;, Edizioni PIEMME, Milano 2014</title>
		<link>https://www.libera.tv/2014/11/11/adelmo-cervi-con-giovanni-zucca-io-che-conosco-il-tuo-cuore-edizioni-piemme-milano-2014/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 18:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lauratussi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>TEMPI DI FRATERNITA&#39; presenta: Adelmo Cervi, con Giovanni Zucca &#34;IO CHE CONOSCO il TUO CUORE&#34;, Edizioni PIEMME, Milano 2014 Storia di un padre Partigiano raccontata da un figlio. La più grande storia della nostra Resistenza dalla voce di un testimone bambino. &#160; Recensione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici &#8211; ANPI Nova Milanese http://www.peacelink.it/pace/a/40945.html http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437 [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>
	TEMPI DI FRATERNITA&#39; presenta:<br />
	Adelmo Cervi, con Giovanni Zucca <strong>&quot;IO CHE CONOSCO il TUO CUORE&quot;</strong>, Edizioni PIEMME, Milano 2014<br />
	Storia di un padre Partigiano raccontata da un figlio.<br />
	La più grande storia della nostra Resistenza dalla voce di un testimone bambino.<br />
	&nbsp;</p>
<p>
	Recensione di <a href="http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437">Laura Tussi</a> e Fabrizio Cracolici &#8211; ANPI Nova Milanese</p>
<p>
	<a href="http://www.peacelink.it/pace/a/40945.html">http://www.peacelink.it/pace/a/40945.html</a></p>
<p>
	<a href="http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437">http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437</a></p>
<p>
	Adelmo Cervi è un ex ragazzo di oggi, figlio di un padre strappato alla vita, che racconta quel padre, Aldo, Partigiano con i suoi sette fratelli nella banda Cervi, per narrare la sua storia e per rivendicare di essere figlio di un uomo e non di un mito pietrificato dal tempo e dalle ideologie. Adelmo vuole, con questo libro, raccontare non la Storia, ma una storia, in cui riporta quello che gli hanno raccontato e lo &ldquo;condisce&rdquo; abilmente &#8211; grazie alla collaborazione dello scrittore Giovanni Zucca &#8211; con quello che invece non gli hanno mai raccontato e con quello che ha scoperto e imparato leggendo libri e parlando con parenti, amici e studiosi. Non è la sua storia. È la storia di un uomo che non c&#39;è più. Sette uomini, sette vite, sette morti e sette medaglie. E una cosa sola: un mito in cui i singoli uomini spariscono. Loro non erano una cosa sola. Erano sette fratelli e avevano ognuno un nome, un carattere, una vita, una storia.</p>
<p>
	Uno di loro era il padre di Adelmo, della voce narrante di questo libro, ossia era Aldo Cervi. Aldo voleva cambiare il mondo e, insieme al fratello più grande, Gelindo, aveva convinto gli altri fratelli che era giusto cambiare una realtà di miseria, di ristrettezze e soprusi.</p>
<p>
	I sette fratelli sono stati travolti da una tempesta chiamata guerra: in un mondo che perseguitava e sterminava i diversi; che opprimeva i lavoratori, sfruttandoli fino alla morte; che, quando doveva liberarsi dei rivoluzionari, lo faceva senza scrupoli.</p>
<p>
	Ancora giovanissimo, Aldo assiste all&#39;insorgere minaccioso del fascismo, della dittatura. L&#39;ombra oscura del fascismo si allunga sulle campagne reggiane, seminando vigliaccamente lo scompiglio e il terrore: aggressioni, prepotenze, intimidazioni che contrastano le leghe contadine e le cooperative sotto la minaccia mafiosa degli squadristi armati.</p>
<p>
	Aldo si è &ldquo;voltato&rdquo; a queste acerrime condizioni.</p>
<p>
	Imprigionato a Gaeta, prese coscienza della propria appartenenza di classe, leggendo molti libri, da Marx al Vangelo: libri che predicano la liberazione dall&#39;oppressione.</p>
<p>
	I Cervi, da Valle Re ai Campi Rossi, erano contadini, che avevano creato dal nulla, non solo un&#39;azienda familiare all&#39;avanguardia, ma anche un modello di propaganda clandestina contro il regime, tramite un internazionalismo proletario concreto e efficace.</p>
<p>
	Dopo la svolta di Gaeta, Aldo cominciò a discutere di politica, a fare propaganda antifascista con costanza e a imparare anche la prudenza.</p>
<p>
	Il regime non lo sa ancora, ma Aldo Cervi, con l&#39;aiuto dei suoi sette fratelli e la complicità di un gruppuscolo di comunisti e simpatizzanti dei dintorni sta già lottando contro, con l&#39;idea di fare Resistenza. I Cervi infatti agiscono, intensificando la controinformazione con l&#39;aiuto di Lucia Sarzi, un&#39;attrice girovaga e altri giovani di Campegine e dintorni&#8230; fino alla caduta del fascismo nel 1943. Ma la guerra continua e loro invece volevano la Pace. Ai Cervi non interessa la patria, che non coincide con un mondo più giusto e più libero. Nel frattempo i Russi stanno morendo a milioni per salvare il sogno della rivoluzione dagli artigli di Hitler.</p>
<p>
	La Resistenza è dire no. La Resistenza è sorridere dentro, perché sai che ti stai opponendo per il cambiamento, in nome della vita e non della morte, con le emozioni vere, condivise con i compagni, che non hanno limiti, né bandiere, né confini. E come cantano anche i Modena City Ramblers:</p>
<p>
	<em>chi non vuole chinare la testa,</em></p>
<p>
	<em>con noi prenda la strada dei monti</em></p>
<p>
	Ma i capi del comitato militare di Reggio hanno deciso che il modo di agire della banda Cervi è troppo pericoloso e che se qualcosa non funziona, l&#39;intera rete clandestina del partito rischia di saltare.</p>
<p>
	E così hanno ordinato di lasciarli soli.</p>
<p>
	Vi hanno lasciati soli.</p>
<p>
	Le loro vere armi erano gli ideali, i libri, la vanga e il trattore. Aldo era già partigiano prima ancora di toccare un&#39;arma. Partigiano perché &ldquo;di parte&rdquo;, di quella parte che lui sentiva giusta. La stessa parte dove sta adesso il figlio Adelmo. La parte della Pace. Della giustizia. Dell&#39;uguaglianza. La parte dei fratelli Cervi.</p>
<p>
	I Cervi, entrati nel mito, in qualche modo non sono mai morti, come cantano i Gang in coda alla loro canzone, perché quando non ci si vede ben chiaro, a volte è meglio lasciar parlare gli artisti, i poeti, i musicisti, con qualche idea in più:</p>
<p>
	<em>sette uomini sette</em></p>
<p>
	<em>sette ferite</em></p>
<p>
	<em>e sette solchi</em></p>
<p>
	<em>ci disse la pianura</em></p>
<p>
	<em>i figli di Alcide</em></p>
<p>
	<em>non sono mai morti</em></p>
<p>
	Note:<br />
	su PRESSENZA &#8211; International Press Agency:<br />
	<a href="http://www.pressenza.com/it/2014/11/conosco-tuo-cuore/">http://www.pressenza.com/it/2014/11/conosco-tuo-cuore/</a></p>
<p>
	su ILDialogo.org:<br />
	<a href="http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1415638209.htm">http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1415638209.htm</a></p>
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		<title>“L’impegno di mio padre e la violenza del potere”. Parla la figlia di Giuseppe Pinelli</title>
		<link>https://www.libera.tv/2014/06/01/limpegno-di-mio-padre-e-la-violenza-del-potere-parla-la-figlia-di-giuseppe-pinelli/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2014 17:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lauratussi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>su Repubblica/MicroMega: http://temi.repubblica.it/micromega-online/%E2%80%9Cl%E2%80%99impegno-di-mio-padre-e-la-violenza-del-potere%E2%80%9D-parla-la-figlia-di-giuseppe-pinelli/ &#8220;L&#8217;impegno di mio padre e la violenza del potere&#8221;. Parla la figlia di Giuseppe Pinelli &#8220;Dalla lotta partigiana al movimento anarchico e alla non violenza, Pino era un ottimista che viveva con entusiasmo quel tempo di speranze e di profondi cambiamenti. Con la sua tragica morte è diventato un simbolo dei diritti [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<strong>su Repubblica/MicroMega:</strong></p>
<p>
	<a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/%E2%80%9Cl%E2%80%99impegno-di-mio-padre-e-la-violenza-del-potere%E2%80%9D-parla-la-figlia-di-giuseppe-pinelli/">http://temi.repubblica.it/micromega-online/%E2%80%9Cl%E2%80%99impegno-di-mio-padre-e-la-violenza-del-potere%E2%80%9D-parla-la-figlia-di-giuseppe-pinelli/</a></p>
<p>
	<strong>&ldquo;L&rsquo;impegno di mio padre e la violenza del potere&rdquo;. Parla la figlia di Giuseppe Pinelli</strong></p>
<p>	&ldquo;Dalla lotta partigiana al movimento anarchico e alla non violenza, Pino era un ottimista che viveva con entusiasmo quel tempo di speranze e di profondi cambiamenti. Con la sua tragica morte è diventato un simbolo dei diritti negati e dei connotati violenti che può assumere il potere&rdquo;. Claudia Pinelli ricorda il padre Giuseppe, volato da una finestra della Questura di Milano la notte del 15 dicembre 1969.</p>
<p>
	di <strong>Laura Tussi</strong></p>
<p>
	<strong>Il ricordo di tuo padre è stato un punto fermo nella vita della famiglia Pinelli. Quali sono le parole più significative e gli ideali più alti che la sua memoria ti ha trasmesso?</strong></p>
<p>
	Il suo ricordo sicuramente è un punto fermo nella nostra famiglia e abbiamo dovuto testimoniarlo innumerevoli volte, ma la memoria sua e di quello che accadde appartiene a tutta la società civile.<br />
	Pino era un ottimista che viveva con entusiasmo quel tempo di speranze e di profondi cambiamenti. Aveva dato il suo contributo, giovanissimo, alla lotta partigiana, come staffetta, maturando dall&rsquo;esperienza della guerra il rifiuto per qualsiasi autoritarismo. Aveva letto moltissimo, forgiato il suo pensiero con i classici del pensiero anarchico, studiato l&rsquo;esperanto credendo veramente che una lingua comune avrebbe fatto cadere le barriere tra i popoli, era impegnato nel movimento anarchico, nel sindacato di base, nel pacifismo e nella non violenza. Faceva da tramite tra persone di generazioni e ideologie differenti, sempre aperto al dialogo e al confronto. E aveva una moglie che amava e due figlie. Poi la strage di Piazza Fontana, la sua orrenda morte, la sua immagine che esce deformata dalle dichiarazioni di quegli stessi responsabili del suo fermo illegale e dell&rsquo;interrogatorio che stava subendo quella notte quando precipitò dalla finestra al quarto piano della questura.<br />
	Pino è diventato un simbolo dei diritti negati e dei connotati violenti che può assumere il potere. Lui era una persona positiva e ha insegnato a noi e non solo a noi, l&rsquo;importanza dell&rsquo;impegno in prima persona.</p>
<p>
	<strong>&ldquo;Anarchia è responsabilità e ragionamento: non è violenza&rdquo;. Con quali modalità e azioni tuo padre credeva nell&rsquo;obiezione di coscienza e nel disarmo?</strong></p>
<p>
	Quella che riporti è una frase dell&rsquo;ultima lettera che mio padre scrisse e diventa ancora più significativa pensando che lo fece proprio nel pomeriggio del 12 dicembre 1969.<br />
	Pino aveva studiato l&rsquo;esperanto, lingua che aveva imparato molto bene e che avrebbe voluto insegnare. Con questo strumento comunicava con persone di ogni parte d&rsquo;Europa, che ospitava anche a casa. Era entrato in contatto con le idee che infiammavano quegli anni, con la contestazione giovanile, con i movimenti contro la guerra del Vietnam e con la sua capacità di dialogo divenne tramite tra generazioni differenti E&rsquo; stato tra i primi a organizzare incontri pubblici dedicati al tema dell&rsquo;antimilitarismo insieme a obiettori di coscienza che vennero incarcerati per il loro rifiuto di indossare una divisa. Partecipò e organizzò marce per la pace, indisse manifestazioni e comizi per l&rsquo;obiezione di coscienza, il pacifismo e la nonviolenza. Sostenne la stampa e la diffusione dei primi numeri di &ldquo;Mondo Beat&rdquo;, giornale che illustrava l&rsquo;importanza della nonviolenza e la necessità del pacifismo.</p>
<p>
	C&rsquo;è una bellissima testimonianza di Giuseppe Gozzini, il primo obiettore di coscienza cattolico in Italia, che a poche ore dalla morte di Pino scrisse una lettera che rese pubblica in cui ricorda mio padre con queste parole:</p>
<p>
	&ldquo;Conosceva, e non per sentito dire, movimenti e gruppi che si ispiravano alla nonviolenza e voleva discutere con me sulle possibilità che la nonviolenza diventasse strumento d&rsquo;azione politica e l&rsquo;obiezione di coscienza stile di vita, impegno sociale permanente. Io gli parlavo di società basata sull&rsquo;egoismo istituzionalizzato, di disordine costituito, di lotta di classe e lui mi riportava oltre le formule, alla radice dei problemi, incrollabile nella sua fede nell&rsquo;uomo e nella necessità di edificare l&rsquo;uomo nuovo, lavorando dal basso. Poi ci vedemmo in molte altre occasioni e i punti fermi della nostra amicizia divennero don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, due preti scomodi, che hanno lasciato il segno e non solo nella chiesa&hellip;.Viveva del suo lavoro, povero come gli uccelli dell&rsquo;aria, solido negli affetti, assetato di amicizia, e gli amici li scuoteva con la sua inesauribile carica umana&hellip; Si è sempre battuto contro l&rsquo;individualismo delle coscienze addomesticate: lui, ateo, aiutava i cristiani a credere (e lo possono testimoniare tanti miei amici cattolici); lui operaio, insegnava agli intellettuali a pensare, finalmente liberi da schemi asfittici. Non ignorava le radici sociali dell&rsquo;ingiustizia, ma non aveva fiducia nei mutamenti radicali, nelle `rivoluzioni&rsquo; che lasciano gli uomini come prima. Paziente, candido, scoperto nel suo quotidiano impegno, era lontano dagli estremismi alla moda, dalle ideologie che riempiono la testa ma lasciano vuoto il cuore. Stavo bene con lui, anche per questo.&rdquo;</p>
<p>
	<strong>In qualità di testimone degli eventi, come ti poni nei confronti del pensiero socialista e libertario del grande Partigiano e Padre Costituente Stéphane Hessel che ha lanciato appelli di pace per la nonviolenza e per il disarmo nucleare totale? In che modo tuo padre avrebbe attuato e condiviso tali idee?</strong></p>
<p>
	Il mio essere testimone degli eventi è marginale rispetto al ruolo avuto da mia mamma Licia, una persona meravigliosa che è diventata roccia per noi e per lui quando tutto il nostro mondo è andato in frantumi. E di tutte quelle persone che ci sono rimaste vicine e ancora lo sono, con estremo coraggio in situazioni anche molto difficili. Da quello che io conservo di mio papà e da quello che mi hanno raccontato di lui credo si sarebbe avvicinato con curiosità e interesse alle idee di Stephane Hessel cercando di valutare e di capire, come faceva per tutte le idee e le cose che lo stimolavano, ma non mi posso permettere di parlare per lui, di dire come avrebbe agito o anche se avrebbe condiviso tali idee. Nessuno di noi è lui.</p>
<p>
	<strong>Un messaggio alle generazioni presenti e future &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo; la memoria degli eventi.</strong></p>
<p>
	Non bisogna accettare in maniera passiva le verità ufficiali, bisogna sempre cercare e essere critici, mantenendo viva la capacità di indignarsi. La memoria deve essere come un filo di luce puntato implacabilmente sul passato perché mantenendo viva l&rsquo;attenzione, la ricerca, la comprensione di quello che è stato questo potrà essere di insegnamento e monito per il presente e potrà aiutarci a trovare la forza per ribellarsi a chi ci vorrebbe spettatori passivi invece che cittadini che partecipano e scelgono. Solo così si avranno gli strumenti per costruire una società più giusta e più umana.</p>
<p>
	(29 maggio 2014)&nbsp;</p>
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		<title>Daniele Biacchessi, Giovanni e Nori. Una storia di Amore e di Resistenza, Editori Laterza 2014</title>
		<link>https://www.libera.tv/2014/02/15/daniele-biacchessi-giovanni-e-nori-una-storia-di-amore-e-di-resistenza-editori-laterza-2014/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 16:08:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Daniele Biacchessi, Giovanni e Nori. Una storia di Amore e di Resistenza, Editori Laterza 2014 http://www.peacelink.it/pace/a/39766.html http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437 &#160; GIOVANNI E NORI. UNA STORIA DI AMORE E DI RESISTENZA Libro di Daniele Biacchessi Recensione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, Presidente ANPI Sezione di Nova Milanese Editori Laterza 2014 &#160; &#8220;Giovanni e Nori. Una storia di [&#8230;]</p>
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	Daniele Biacchessi, Giovanni e Nori. Una storia di Amore e di Resistenza, Editori Laterza 2014</p>
<p>
	<a href="http://www.peacelink.it/pace/a/39766.html">http://www.peacelink.it/pace/a/39766.html</a></p>
<p>
	<a href="http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437">http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437</a></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	GIOVANNI E NORI. UNA STORIA DI AMORE E DI RESISTENZA</p>
<p>
	Libro di Daniele Biacchessi</p>
<p>
	Recensione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, Presidente ANPI Sezione di Nova Milanese</p>
<p>
	Editori Laterza 2014</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	&ldquo;Giovanni e Nori. Una storia di Amore e di Resistenza&rdquo; è il libro di cui l&#39;Autore, il caro amico Daniele Biacchessi, va molto fiero, perché lo considera il più bel testo che abbia mai scritto. E insieme a Tiziana Pesce, figlia dei protagonisti della storia narrata, il comandante partigiano Giovanni Pesce e la sua staffetta partigiana Onorina Brambilla, presenta questa opera dettagliatissima e di ampio respiro storicistico e storiografico, ovunque venga richiesta testimonianza. Un libro intenso ed avvincente che ripercorre gli anni della Storia dilaniata dalle dittature, attraverso le leggendarie imprese di Giovanni, durante la Guerra Civile Spagnola e, in seguito, durante la Resistenza al nazismo e al fascismo nel nostro Paese. Due storie, quelle di Giovanni e della sua staffetta Nori, che si dipanano parallelamente in un periodo tra i più oscuri della Storia mondiale. Nori subì anche la deportazione nel campo di concentramento e di smistamento di Bolzano e la sua Testimonianza citata nel libro, viene tratta dall&#39;Archivio Audiovisivo delle Città di Nova Milanese e Bolzano, contenuto nel sito istituzionale &ldquo;Lager e Deportazione&rdquo;, nell&#39;ambito del Progetto &ldquo;Per non dimenticare&rdquo;. Daniele Biacchessi, con questo libro, tramite la narrazione e il racconto, inserisce la storia dei due protagonisti nella Storia mondiale &#8211; &ldquo;una storia nella Storia&rdquo;- in sequenze molto intense, ricche di date, eventi, riferimenti storiografici documentati e nomi e cognomi dei protagonisti delle vicende narrate.</p>
<p>
	Giovanni, spinto dalla povertà, dalla precarietà esistenziale, si trasferisce da Visone, nel Piemonte, in Francia, per lavorare nelle miniere fin da bambino. Nel contempo, Nori trascorre la sua esistenza nella Milano fascista, assediata dalle truppe militari, ed entrambi prendono consapevolezza della propria appartenenza di classe e maturano un forte sentire di cambiamento rivoluzionario, una profonda coscienza comunista, un sentimento di condivisione di alti ideali di pace, libertà e democrazia, uniti dal filo rosso dell&#39;Antifascismo che fa incontrare e innamorare i due giovani. Giovanni intraprende un percorso di rivoluzione nelle Brigate Internazionali nella Spagna assediata dalle truppe fasciste di Franco. Tornando in Italia, viene condannato al confino di Ventotene, dove conosce importanti intellettuali, da Curiel a Pertini, per citarne alcuni. Dopo la caduta del fascismo, il 25 luglio 1943, i detenuti di Ventotene si organizzano e cominciano a tornare nei luoghi di origine. Giovanni inizia la clandestinità a Torino, dove assume il comando delle azioni dei GAP (Gruppi Armati Patriottici).</p>
<p>
	Nori e Giovanni si conoscono a Milano.</p>
<p>
	Sono uniti da alti ideali antifascisti di libertà, democrazia e pace che li accompagneranno per tutta la vita, percorrendo insieme anche le tappe storiche del dopoguerra e vivendo la cosiddetta &ldquo;Resistenza tradita&rdquo;. Gli ideali resistenziali sono elusi dalla realtà politica di fatto: la vittoria della Democrazia Cristiana, il terrorismo, gli anni di piombo, gli apparati burocratici statali intrisi di retaggi fascisti. Giovanni e Nori sono stati idealmente sempre uniti, anche prima di conoscersi personalmente, dal filo rosso di nobili principi condivisi che non si è mai spezzato, ma si è tenacemente consolidato negli anni, diventando così un simbolo della lotta per la Pace, perseguita sia sotto la devastazione nazifascista, sia in seguito, in difesa dei diritti sanciti della Costituzione, nata dalla Resistenza. Finita la guerra, la loro Resistenza è continuata con la coerenza e con l&#39;ottimismo della volontà, tipici delle persone che hanno pagato con il proprio sacrificio per le scelte compiute, sopportando prove durissime, con cui hanno affermato la speranza in un mondo di pace e di impegno contro tutte le guerre e le violenze, contro tutte le dittature, i totalitarismi e a favore dell&rsquo;emancipazione e dell&rsquo;attuazione dei diritti di tutti gli esseri umani.</p>
<p>
	Note:<br />
	Su PRESSENZA &#8211; International Press Agency:<br />
	http://<a href="http://www.pressenza.com/it/2014/02/giovanni-e-nori-una-storia-di-amore-e-resistenza/">www.pressenza.com/it/2014/02/giovanni-e-nori-una-storia-di-amore-e-resistenza/</a></p>
<p>
	su ILDIALOGO.org:<br />
	http://<a href="http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1392329580.htm">www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1392329580.htm</a></p>
<p>
	su GIULIANOVANEWS.it:<br />
	http://<a href="http://www.giulianovanews.it/2014/02/daniele-biacchessi-giovanni-e-nori-una-storia-di-amore-e-di-resistenza-editori-laterza-2014/">www.giulianovanews.it/2014/02/daniele-biacchessi-giovanni-e-nori-una-storia-di-amore-e-di-resistenza-editori-laterza-2014/</a></p>
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		<title>La Città di Nova Milanese per la Memoria Storica e la Pace. Progetto “Per Non Dimenticare”</title>
		<link>https://www.libera.tv/2013/12/21/la-citt-di-nova-milanese-per-la-memoria-storica-e-la-pace-progetto-per-non-dimenticare/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Dec 2013 09:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lauratussi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Cracolici]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La Città di Nova Milanese per la Memoria Storica e la Pace Il Progetto &#8220;Per Non Dimenticare&#8221; raccoglie le memorie dei Lager Il lavoro di ricerca e di comunicazione dell&#39;Amministrazione Comunale di Nova Milanese e della Città di Bolzano, sul tema della deportazione nazifascista. &#8220;Per Non Dimenticare&#8221; Il Progetto &#8220;Per Non Dimenticare&#8221; è stato intrapreso, [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<strong>La Città di Nova Milanese per la Memoria Storica e la Pace<br />
	Il Progetto &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo; raccoglie le memorie dei Lager</strong></p>
<p>
	<br />
	Il lavoro di ricerca e di comunicazione dell&#39;Amministrazione Comunale di Nova Milanese e della Città di Bolzano, sul tema della deportazione nazifascista.<br />
	&ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo;</p>
<p>	Il Progetto &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo; è stato intrapreso, a partire dagli anni &#39;70, dall&#39;Amministrazione Comunale e dalla Biblioteca Civica Popolare di Nova Milanese, con la raccolta di videotestimonianze, interviste, biografie e documentazioni inerenti la memoria dei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti.</p>
<p>
	Il Progetto &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo; è stato intrapreso, a partire dagli anni &#39;70, dall&#39;Amministrazione Comunale e dalla Biblioteca Civica Popolare di Nova Milanese, con la raccolta di videotestimonianze, interviste, biografie e documentazioni inerenti la memoria dei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti.</p>
<p>	La Città di Nova Milanese per la Memoria Storica e la Pace.</p>
<p>
	Il Progetto &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo; raccoglie le memorie dei Lager.</p>
<p>
	Il lavoro di ricerca e di comunicazione dell&#39;Amministrazione Comunale di Nova Milanese e della Città di Bolzano, sul tema della deportazione nazifascista.</p>
<p>
	&ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo;</p>
<p>
	Referenti:</p>
<p>
	Laura Barzaghi, Consigliere Regione Lombardia</p>
<p>
	Rosaria Longoni, Sindaco di Nova Milanese-MB</p>
<p>
	Carla Giacomozzi, Archivio Storico della Città di Bolzano</p>
<p>
	Fabrizio Cracolici, Presidente ANPI di Nova Milanese-MB, Referente del Progetto &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo;</p>
<p>
	Laura Tussi, Promotrice Progetto &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo;</p>
<p>
	Il Progetto &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo; è stato intrapreso, a partire dagli anni &#39;70, dall&#39;Amministrazione Comunale e dalla Biblioteca Civica Popolare di Nova Milanese, con la raccolta di videotestimonianze, interviste, biografie e documentazioni inerenti la memoria dei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti.</p>
<p>
	Tutto questo importante materiale documentalistico e audiovisivo, inerente le memorie delle deportazioni di civili per motivazioni politiche e razziali, è contenuto nel sito <a href="http://www.lageredeportazione.org">http://www.lageredeportazione.org</a>.</p>
<p>
	Nel 2000 la Biblioteca Civica Popolare di Nova Milanese, nella persona del Responsabile Giuseppe Paleari, in collaborazione con l&#39;Archivio Storico della città di Bolzano, nella persona della Responsabile Dottoressa Carla Giacomozzi, ha realizzato con la RAI e RAI EDUCATIONAL, le trasmissioni televisive dal titolo Testimonianze dai Lager, inerenti la deportazione politica e razziale, condotta da importanti personalità della società civile, tra cui Gino Strada, Roberto Vecchioni, Moni Ovadia, Massimo Cacciari, Tina Anselmi, Alex Zanotelli e molti altri.</p>
<p>
	Queste trasmissioni, contenute in sintesi nel sito <a href="http://www.testimonianzedailager.rai.it">http://www.testimonianzedailager.rai.it</a> sono state realizzate sotto la Presidenza RAI di Roberto Zaccaria, tuttora sostenitore del progetto.</p>
<p>
	Un lungo percorso di decenni imperniato sui valori della Memoria ha portato l&#39;Amministrazione Comunale di Nova Milanese (MB), attraverso il servizio della Biblioteca Civica Popolare, ad attuare un&#39;attività di ricerca relativa alla deportazione nazista.<br />
	Dal 1996 questo lavoro di ricerca si è sviluppato con la collaborazione dell&#39;Archivio Storico della Città di Bolzano definendo un unico progetto di lavoro denominato Testimonianze dai Lager che consiste in:</p>
<p>
	realizzazione di videotestimonianze di sopravvissuti civili italiani dei Lager nazifascisti<br />
	ricerca e raccolta di materiali documentari relativi alla deportazione nazifascista<br />
	valorizzazione e diffusione della documentazione raccolta<br />
	Un rapporto privilegiato delle nostre attività è stato instaurato con il mondo della Scuola con più iniziative:</p>
<p>
	consulenza a docenti nella preparazione di percorsi sulla deportazione<br />
	gestione di incontri tra sopravvissuti dei Lager nazisti e studenti<br />
	produzione di mostre itineranti e veicolazione di altre mostre a tema<br />
	ideazione di viaggi-studio nei Lager nazisti e gestione di visite guidate<br />
	elaborazione di specifici materiali utili per la preparazione dei viaggi-studio e dei successivi approfondimenti<br />
	Videotestimonianze</p>
<p>
	Ambito della ricerca è prevalentemente la realizzazione di videotestimonianze a sopravvissuti italiani dei Lager nazisti. Un lavoro urgentissimo che ci ha portato alla realizzazione di oltre 200 videotestimonianze per circa 250 ore di girato.<br />
	Si tratta per lo più di testimonianze inedite, per anni rimaste sommerse che costituiscono un&#39; insostituibile fonte storica.<br />
	L&#39; ampio ambito geografico, dieci regioni d&#39;Italia, a cui fanno riferimento le videotestimonianze, pone questo nostro lavoro tra i pochi a livello nazionale ed internazionale e di conseguenza rende i nostri Enti un preciso punto di riferimento per la conoscenza del fenomeno concentrazionario italiano e per la conservazione della memoria.<br />
	Con il lavoro di questi anni si è costruito un considerevole archivio di volti, voci e narrazioni di donne e uomini che hanno vissuto la deportazione nazista. Le testimonianze di questi sopravvissuti, diversi per provenienza geografica, estrazione sociale, culturale, ideologica e di fede, svelano nuove realtà e contribuiscono a conoscere e capire la varietà e la complessità del fenomeno concentrazionario che ha interessato l&#39;Italia e gli italiani a partire dal 1943.</p>
<p>
	Testimonianze dai Lager &#8211; RAI Educational</p>
<p>
	Nel 2000 cinquanta delle videointerviste realizzate da Giuseppe Paleari, Responsabile della Biblioteca Civica Popolare di Nova Milanese e dalla Dottoressa Carla Giacomozzi, &nbsp;dell&rsquo;Archivio Storico della Città di Bolzano, sono state acquisite da RAI Educational, con la quale abbiamo collaborato alla produzione di un programma televisivo in dieci puntate dal titolo Testimonianze dai Lager. Il programma è stato trasmesso sia dal canale satellitare RAISAT sia dalla terza rete nazionale della RAI.</p>
<p>
	Testimonianze dai Lager &#8211; web</p>
<p>
	<a href="http://www.testimonianzedailager.rai.it">www.testimonianzedailager.rai.it</a><br />
	Nel corso dell&#39;anno 2001 è proseguita la collaborazione tra le Città di Nova Milanese, Bolzano e RAI Educational per la realizzazione del sito Internet indicato. Nel sito trovano posto le sintesi delle trasmissioni televisive, le trascrizioni con brevi sequenze video delle 48 videotestimonianze degli ex deportati, un glossario, la visualizzazione grafica dei percorsi di deportazione, numerose schede ed altri strumenti di lavoro redatti pensando in particolare al mondo della Scuola riferiti a percorsi di visita autoguidata per i memorial dei Lager di Auschwitz 1, Auschwitz 2 &#8211; Birkenau, Bolzano, Buchenwald, Dachau, Flossenbürg, Fossoli, Mauthausen, Ravensbrück, Risiera di San Sabba.</p>
<p>
	La Memoria in Rassegna</p>
<p>
	<br />
	Dal 1997 con cadenza biennale le Città di Nova Milanese e Bolzano organizzano l&#39;iniziativa a carattere internazionale La Memoria in Rassegna. Video di Resistenza, Deportazione e Liberazione in Europa.<br />
	Enti e privati sono invitati ad inviare copia delle videocassette da loro realizzate inerenti ai temi della rassegna.<br />
	L&#39;iniziativa, che si svolge sotto l&#39;Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, ha come obiettivo la raccolta, la catalogazione, la conservazione e la consultazione delle produzioni audiovisuali pervenute.<br />
	Le edizioni finora attuate hanno permesso di raccogliere oltre 300 videocassette provenienti da numerosi Stati europei ed extraeuropei.</p>
<p>
	Archivio Audiovisivo della Memoria (AADM)</p>
<p>
	<br />
	Nel gennaio 2004 con i materiali documentari audiovisivuali prodotti e raccolti, i due Comuni hanno inaugurato l&#39;Archivio Audiovisivo della Memoria (AADM).<br />
	L&#39;AADM è un servizio pubblico gratuito che si propone il recupero, la salvaguardia, la conservazione e la valorizzazione di materiali documentari.<br />
	Esso ha duplice scopo: valorizzare e comunicare i risultati di un ampio lavoro di ricerca e, soprattutto, rendere accessibili agli interessati fonti storiche primarie che hanno profondo valore intrinseco di narrazioni e insostituibile valore documentale.<br />
	L&#39;AADM è composto dal Fondo Testimonianze dai Lager e dal Fondo La Memoria in Rassegna. La consistenza di entrambi i fondi è in costante aumento per la continua realizzazione delle videotestimonianze e per la riproposizione biennale dell&#39;iniziativa La Memoria in Rassegna.<br />
	L&#39;AADM ha sede sia presso l&#39;Archivio Storico della Città di Bolzano sia presso la Biblioteca Civica Popolare del Comune di Nova Milanese ed è possibile accedere al servizio con postazioni singole e/o di gruppo.</p>
<p>
	Viaggi studio</p>
<p>
	Da dieci anni con le locali scuole medie viene attuato un percorso inerente il tema della deportazione nazista. Tappe nodali di questo percorso sono l&#39;incontro tra gli studenti e un sopravvissuto italiano dei Lager nazisti e il viaggio studio nei Lager di Ebensee, Gusen 1, Melk e Mauthausen, al quale partecipano due gruppi classe con i rispettivi docenti. Oltre a fornire i materiali documentari ed il personale qualificato per l&#39;attuazione dell&#39;iniziativa, l&#39;Amministrazione Comunale si fa carico di parte della spesa riguardante il viaggio studio.</p>
<p>
	Città della Memoria</p>
<p>
	Prevede il coordinamento di una rete di Amministrazioni italiane ed europee che presentano sul proprio territorio i segni del tempo di un passato storico collegato alla Seconda Guerra Mondiale e sono volte alla valorizzazione, alla tutela e alla conservazione del patrimonio storico e culturale.</p>
<p>
	Questo in estrema sintesi il lavoro di ricerca svolto nell&#39;ambito del progetto &ldquo;Per non dimenticare&rdquo; con indicate alcune iniziative che segnano i diversi passi attuati, il tutto all&#39;interno di un più ampio discorso relativo alla memoria quale indispensabile elemento nella costruzione dell&#39;identità.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	********************************************</p>
<p>
	&quot;Per non dimenticare&quot; è anche diventato attualmente un Progetto di promozione e valorizzazione del Patrimonio documentalistico e culturale della Città di Nova Milanese e Bolzano, in collaborazione con l&rsquo;ANPI. &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo; è anche un progetto che si propone di sviluppare iniziative, documentazione e dibattito rispetto al recupero della memoria storica e della tutela dei diritti sociali e civili sanciti dalla Carta Costituzionale Democratica e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che ci sono state donate dai nostri Padri Costituenti, in seguito alla Resistenza Partigiana Antifascista. Il Progetto si svolge in collaborazione con l&rsquo;ANPI, a livello locale, provinciale e regionale.</p>
<p>
	Gli incontri culturali del Progetto &quot;PER NON DIMENTICARE&quot; sono itineranti e si svolgono nelle scuole e nelle sedi ANPI e ARCI, negli ambiti istituzionali, con la partecipazione di testimoni diretti e indiretti della Deportazione, della Resistenza e della Liberazione.</p>
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	Risulta importante sottolineare l&#39;ingente lavoro di rete e di relazione che viene svolto con tutte le realtà istituzionali che si occupano di Pace, dialogo interculturale e interreligioso, Nonviolenza e Memoria Storica e con le varie Amministrazioni Comunali. In particolare, gli eventi del ciclo hanno il Patrocinio del Comune di Cesate, Cormano, Desio, Cologno Monzese, Varedo, Bresso, Cinisello Balsamo, Sinalunga (Siena) e molte altre Amministrazioni Comunali, coinvolgendo importanti realtà dell&#39;associazionismo civile e culturale.</p>
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	La presentazione di Moni Ovadia del libro &quot;Memorie e Olocausto&quot; di Laura Tussi, svoltasi nel 2009 a Senago, ha dato inizio al ciclo di iniziative volte a promuovere l&rsquo;importante Archivio Storico Audiovisivo della Città di Nova Milanese e Bolzano. I relatori degli incontri sono personaggi di notevole spessore e impegno civile e sociale.</p>
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	L&#39;iniziativa &quot;Per Non Dimenticare&quot; è sostenuta anche da personalità impegnate del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica, da Moni Ovadia ad Antonio Pizzinato, da Loris Maconi a Don Andrea Gallo, da Renato Sarti a Roberto Zaccaria, da Giuseppe Valota a Dario Venegoni, da Raimondo Ricci a Sergio Fogagnolo, da Tullio Montagna a Carlo Smuraglia, a Carla Nespolo e molti altri, con cui abbiamo realizzato alcuni video per la Campagna di tesseramento ANPI (<a href="http://www.youtube.com/lauratussi">http://www.youtube.com/lauratussi</a>).</p>
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	Gli incontri a tema sono volti ad approfondire il Progetto Memoria Storica a Nova Milanese, dal titolo &quot;Per non dimenticare&quot;.</p>
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	Anche l&#39;Archivio Storico dell&#39;ANED della Città di Sesto San Giovanni e Monza, sotto la presidenza del ricercatore Giuseppe Valota, e l&rsquo;ANED nazionale, sotto la Presidenza di Dario Venegoni, raccolgono informazioni storiche sugli oltre 44.000 deportati civili, per motivazioni politiche, provenienti da tutta Italia e collaborano con il Progetto &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo; della Città di Nova Milanese e Bolzano.</p>
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	I promotori del progetto reputano necessario ripercorrere l&#39;analisi del passato storico, per evitare di compiere gli errori della storia, a livello di violazione della dignità delle donne e degli uomini e dei diritti imprescindibili della persona, sanciti dalla Carta Costituzionale Democratica e dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani.</p>
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	Riteniamo necessario sia tutelata la persona nella sua integrità e dignità e la società nella sua complessità, sotto varie forme e aspetti, contro l&#39;intolleranza per le differenze e contro ogni razzismo e discriminazione, contro l&#39;oppressione delle minoranze, nella considerazione del dialogo tra le parti, le categorie e tipologie umane, nel rispetto dell&#39;ambiente circostante e dell&#39;ecosistema, contro tutte le ecomafie e contro la criminalità organizzata, per un futuro a misura di persona, in un contesto ecosostenibile, nonviolento ed equosolidale, basato sui valori della pace e della valorizzazione delle differenze di ogni genere e tipologia umana, nella libertà di espressione, di culto e di pensiero, contro ogni omertà che ingenera il crimine.</p>
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	Gli ideali della Resistenza europea sono ancora validi e vanno attuati!</p>
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	In questi video sono visibili gli incontri del Progetto &ldquo;PER NON DIMENTICARE&rdquo;</p>
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	<a href="http://www.youtube.com/lauratussi">http://www.youtube.com/lauratussi</a></p>
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	Laura Tussi, docente, giornalista e scrittrice. Ha conseguito cinque lauree specialistiche in formazione degli adulti e consulenza pedagogica nell&#39;ambito delle scienze della formazione e dell&#39;educazione. Ha conseguito vari Master di carattere pedagogico. Collabora con diverse riviste telematiche come</p>
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	<a href="http://www.peacelink.it">www.peacelink.it</a></p>
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	<a href="http://www.ildialogo.org">www.ildialogo.org</a></p>
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	<a href="http://www.politicamentecorretto.com">www.politicamentecorretto.com</a></p>
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	Autrice dei libri:</p>
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	Sacro (EMI 2009) Memorie e Olocausto (Aracne 2009) e Il Disagio Insegnante (Aracne 2009) Il Dovere di Ricordare (Aracne 2010) Il Pensiero delle Differenze (Aracne 2010) Educazione e Pace (Mimesis 2011) Il Decalogo oggi. Dare senso al tempo (Edizioni Paoline/San Paolo), coautrice del libro Un racconto di vita partigiana (Mimesis 2012) di Fabrizio Cracolici, Presidente ANPI di Nova Milanese.</p>
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	Collabora con diverse riviste di settore, tra cui:</p>
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	Rassegna dell&rsquo;Istruzione (Le Monnier, Mondadori-MIUR), Scuola e Didattica (La Scuola), Education2.0 (La Nuova Italia), Rivista dell&rsquo;Istruzione (Maggioli)</p>
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	Fabrizio Cracolici, Presidente ANPI Nova Milanese (MB). E&rsquo; autore, in collaborazione con Laura Tussi, del libro Un racconto di vita partigiana. Il ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo (Mimesis 2012). Referente del Progetto &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo;</p>
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	Note:<br />
	<a href="http://www.lageredeportazione.org">http://www.lageredeportazione.org</a></p>
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	<a href="http://www.testimonianzedailager.rai.it">http://www.testimonianzedailager.rai.it</a></p>
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	<a href="http://www.youtube.com/lauratussi">http://www.youtube.com/lauratussi</a></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1160"> (21)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2013/12/21/la-citt-di-nova-milanese-per-la-memoria-storica-e-la-pace-progetto-per-non-dimenticare/">La Città di Nova Milanese per la Memoria Storica e la Pace. Progetto “Per Non Dimenticare”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
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