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	<title>Libera Tv &#187; Musica</title>
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		<title>CARMEN : L&#8217;Orchestra di Piazza Vittorio rilegge l&#8217;opera</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 16:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Anna Maria Bruni Liberatoria. Questa è la parola che meglio definisce la Carmen dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Spogliata del dramma tanto da rendere privo di pathos l’acme tragico dell’uccisione della proverbiale stragista di cuori, rompe tutti i clichét che l’opera originale condensa, mettendoli alla berlina senza per questo far ricorso al cinismo. Al contrario [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Anna Maria Bruni</em></p>
<p><strong>Liberatoria.</strong> Questa è la parola che meglio definisce la Carmen dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Spogliata del dramma tanto da rendere privo di pathos l’acme tragico dell’uccisione della proverbiale stragista di cuori, rompe tutti i clichét che l’opera originale condensa, mettendoli alla berlina senza per questo far ricorso al cinismo.</p>
<p><strong>Al contrario l’arma più usata è l’intelligenza</strong>, che intrecciata alle straordinarie doti musicali, alla conoscenza delle tante tradizioni su cui si fonda l’Orchestra e alla semplicità con la quale tutte queste doti vengono usate in scena, produce un risultato benefico.</p>
<p><strong>La definizione porta</strong> ad aggiungere alla semplicità la tolleranza, proprio quella necessaria per accettarsi fra diversi, scoprendo quale ricchezza possa produrre l’incontro fra culture geograficamente distanti. Un patrimonio dell’Orchestra che diventa la cifra di questa Carmen, capace di raccontare le scelte dei personaggi, diverse all’estremo, senza giudicarne nessuna. Semmai al contrario sorridendone.</p>
<p><strong>Un tratto che comincia</strong> dall’uso di lingue diverse, per dire cose diverse. Il francese, con il quale esprimere i chiaroscuri del desiderio, il brasiliano, per dire il candore del sentimento, l’arabo, per riempire l’aria di voluttà, per l’appunto impossibile da imprigionare. Altri clichét? No, perché la differenza sta tra la pretesa di fissare l’universo di una persona in un carattere, e il riconoscimento di una sintesi che affonda le radici in una storia millenaria.</p>
<p><strong>Così Carmen canta in francese</strong>, José in brasiliano e Escamillo in arabo, ed è così che la musica di Mario Tronco, regista e autore oltreché fondatore dell’ensamble, insieme a Leandro Piccioni, è stata arrangiata rispettandone l’ossatura eppure rendendola incredibilmente moderna, riempiendola di echi dei più diversi stili, dal reggae al jazz passando per le vocalizzazioni tipiche del canto arabo.</p>
<p><strong>Ed è così che la lingua si fa atmosfera</strong>, suggestione, tessuto connettivo, fino a incarnarsi nei personaggi, descrivendone passioni e pochezze, seppure con grande benevolenza, senza mai renderli ridicoli. E la scenografia interviene a precisare il quadro: ricca, densa e perciò capace di evocare la passione, insieme alla semplicità un po’ sgarrupata della strada, sfrutta i più diversi espedienti per ironizzare lì dove l’opera suggerisce il dramma. E’ così che Josè e Micaela vengono racchiusi in un cerchio luminoso con sfondo di montagne, come un souvenir della Madonnina di Lourdes, ed è così lo stereo di una macchina segnalatoci da una semplice portiera gialla ci racconta fatti e misfatti dell’accaduto, con le più diverse ipotesi su ciò che sta per avvenire, in un dialogo sottovoce fra due esplicitamente intenti a fare gossip.</p>
<p>E sopra tutto ciò, a firmare la serietà del lavoro, la grandezza di questa ensemble e la professionalità di tutti gli elementi, le voci. Tutte splendide, dai toni scuri di Carmen/Mama Marjas, a quelli più alti del suo alterego Hersi Matmuja insieme al suo amato Dario Ciotoli, splendido tenore, dalla limpidezza del suono di Micaela/Elsa Birgé, alla voce flamenca di Zunica/Carlos Paz, dalla semplicità di Don José/Evandro Dos Reis, al suono cantato di Escamillo/Houcine Ataa. A completare il quadro le danze di Ashai Lombardo Arop, Totti Ovidiu, Adam Iodzef, capaci di fondere echi zigani, indiani e berberi con la naturalità dei grandi. Il segno distintivo dell’Orchestra.</p>
<p><em>Dal 22 Ottobre all&#8217;8 Novembre al Teatro Olimpico di Roma</em>
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		<title>Banda POPolare dell&#8217;Emilia Rossa: nuovo CD, resistenza sempre</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/08/07/banda-popolare-dellemilia-rossa-nuovo-cd-resistenza-sempre/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2015 14:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Bruni]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lotta di Liberazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>In uscita per il prossimo autunno il secondo CD della Band emiliana, &#8220;autofinanziato e autoprodotto&#8221; secondo lo spirito militante che li contraddistingue. &#8220;La madre del partigiano&#8221;, questo il titolo che riprende una poesia di Gianni Rodari, per il 70&#176; della Liberazione. di Anna Maria Bruni In linea con lo spirito rivoluzionario che li contraddistingue, stufi [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<em>In uscita per il prossimo autunno il secondo CD della Band emiliana, &ldquo;autofinanziato e autoprodotto&rdquo; secondo lo spirito militante che li contraddistingue. &ldquo;La madre del partigiano&rdquo;, questo il titolo che riprende una poesia di Gianni Rodari, per il 70&deg; della Liberazione.</em></p>
<p>
	di Anna Maria Bruni</p>
<p>
	<strong>In linea con lo spirito rivoluzionario</strong> che li contraddistingue, stufi di troppi 25 aprile festeggiati in modo &ldquo;conformista, e svuotati di qualsiasi spirito combattivo&rdquo;, hanno detto basta e hanno deciso di reagire. E&rsquo; così che il 25 aprile del 2011, a Modena, è nata la Banda POPolare dell&rsquo;Emilia Rossa.</p>
<p>
	<strong>&ldquo;Davvero &#8211; mi dice al telefono </strong>Paolo Brini, Comitato Centrale della Fiom e voce del gruppo &ndash; l&rsquo;abbiamo messa su per suonare sul camion della banda del corteo del 25 aprile, cantando canzoni della resistenza&rdquo;.</p>
<p>
	<strong>Solo che da allora</strong> non hanno più smesso. A costo di fare i salti&nbsp; mortali tra famiglie e lavoro. Perché a parte Valerio Chetta e Enrico &ldquo;Prozac&rdquo; Calanca, rispettivamente hammond e pianoforte e fonico, che hanno fatto della musica la loro professione (precaria per gli artisti tanto più quanto è pervasiva per tutti) gli altri fanno tutti un altro lavoro.</p>
<p>
	<strong>Oltre a Paolo Brini, sindacalista,</strong> Matteo Parlati, basso, è un operaio della Ferrari reparto corse dove è rls rsa Fiom, Peppe Violante, batteria, è un operaio Maserati, anche lui rls rsa Fiom, Marco Pastorelli, percussioni, è un lavoratore Crown e componente del direttivo Fiom e Manuel Carrabs, chitarra, lavora alle dipendenze dell&rsquo;Arci.</p>
<p>
	<strong>Unici fuori da questa lista</strong> sono il violino, detto anche &ldquo;L&#39;Innominato&rdquo;, che lascia intendere oltre che l&rsquo;anonimato la reticenza sul posto di lavoro e, ultima ma non certo ultima Francesca Parlati, tastiere, l&rsquo;unica donna &ldquo;ma che fa per otto&rdquo;, dice Brini, che è studentessa universitaria in cerca di occupazione.</p>
<p>
	<strong>E non hanno più smesso</strong> di cercare nel vastissimo repertorio di canzoni della resistenza, pescando anche dall&rsquo;immenso archivio del Gianni Bosio e dell&rsquo;Istituto De Martino, per poi dare vita alla produzione originale.</p>
<p>
	<strong>Già il primo disco, &ldquo;Rivoluzione</strong> permanente&rdquo; del 2013, &ldquo;autofinanziato e autoprodotto &#8211; ci tiene a sottolineare Paolo &#8211; 1300 copie vendute, tutte durante i concerti&rdquo;, è composto di 8 brani tradizionali e 2 originali, di cui uno sulla situazione attuale e &ldquo;sulla necessità della riscossa operaia&rdquo;, precisa.</p>
<p>
	<strong>Il secondo disco, la cui</strong> uscita è prevista per l&#39;autunno, di cui il video al link fa da promo, è titolato &ldquo;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=HPKXSn8YceM">La madre del partigiano</a>&rdquo; (una scelta voluta per onorare il settantesimo della liberazione) perché mette in musica la poesia di Gianni Rodari, e contiene molti più brani originali. Un Brecht musicato (con l&rsquo;amichevole partecipazione di Daniele Sepe al Sax), &ldquo;il violino di Vik&rdquo;, dedicata a Vittorio Arrigoni e ispirata alle poesie di Darwish, splendido poeta palestinese, e &ldquo;un pezzo dedicato alla strage nazista perpetrata dal governo ucraino alla sede del sindacato di Odessa del 2 maggio 2014, 42 morti&rdquo;, per elencarne alcuni.</p>
<p>
	<strong>&ldquo;Inoltre &#8211; continua Paolo</strong> &#8211; il cd si chiuderà con una lettera di un condannato a morte particolare, Manoukian Missak, armeno a Parigi, antinazista e antifascista, ovvero non antitedesco ma assolutamente internazionalista, cioè lo spirito della resistenza tradita, condannato a morte e ucciso il 21 febbraio &rsquo;44, alle soglie della liberazione dall&rsquo;occupazione nazista in Francia&rdquo;.</p>
<p>
	<strong>Musica per vecchi animali</strong>, direbbe qualcuno. E invece li chiamano in tanti: dai centri sociali alle fabbriche in lotta, oltre alle iniziative dell&rsquo;Anpi, non sono pochi quelli che credono che la resistenza vada rinnovata, e che bisogna farlo anche attraverso la passione che musica e canzoni da cantare insieme sanno smuovere nei cuori e nell&rsquo;anima.</p>
<p>
	<strong>Ed è possibile anche perché</strong> per loro è &ldquo;un modo di fare politica attraverso la musica&rdquo; chiarisce Paolo, perciò fatti salvi il pagamento di chi lo fa per mestiere, i rimborsi vanno a finanziare le spese e la produzione dei cd.</p>
<p>
	<strong>E chi sa che qualche produttore</strong>, con la stessa coerenza verso quello spirito rivoluzionario, dica basta alle <em>major</em> e decida che è ora di diffondere questa musica, attraverso la loro voce. Sarebbe come finanziare un modo appassionante di fare politica.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	&nbsp;</p>
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		<title>TEATRI DI PIETRA: Fedra e il diritto all’amore</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2015 15:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Bruni]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nella cornice dell&#8217;Arco di Malborghetto Galatea Ranzi interpreta una Fedra rivisitata da Eva Cantarella. Un tentativo poco felice di denunciare la solitudine delle donne che amano liberamente. &#160; di Anna Maria Bruni C&#8217;è come sempre uno scarto incomponibile tra il racconto che si fa di se stessi e le scelte concrete. E questo purtroppo è [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<em>Nella cornice dell&rsquo;Arco di Malborghetto Galatea Ranzi interpreta una Fedra rivisitata da Eva Cantarella. Un tentativo poco felice di denunciare la solitudine delle donne che amano liberamente.</em></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	di Anna Maria Bruni</p>
<p>
	<strong>C&rsquo;è come sempre uno scarto</strong> incomponibile tra il racconto che si fa di se stessi e le scelte concrete. E questo purtroppo è quel che abbiamo visto in scena a Malborghetto, con lo spettacolo &ldquo;Fedra &ndash; il diritto all&rsquo;amore&rdquo;. Un testo attraverso il quale Fedra racconta, appunto, la propria libertà nello scegliere di amare il giovane figliastro Ippolito, nato in prime nozze dal marito Teseo, scegliendo di affrontare così l&rsquo;ostilità pubblica e la condanna della famiglia.</p>
<p>
	<strong>Ma le parole, i gesti e</strong> l&rsquo;azione scelta, pur trasportando il personaggio negli anni 60 e accompagnandolo o sovrapponendolo con immagini video di forte contemporaneità anche sul piano estetico, non riescono a liberare Fedra dallo schema entro il quale si trova, anzi ve la ricacciano aiutate dalla scelta di rimanere fedele alle dinamiche del testo classico.</p>
<p>
	<strong>Ne risulta così una regia,</strong> quella di Consuelo Barilari, poco coraggiosa, che lascia il lavoro in mezzo al guado, incapace di fare una scelta netta ma che altrettanto non riesce a comporre la complessità con la quale ha provato a misurarsi.</p>
<p>
	<strong>Sicuramente non aiutata </strong>dal testo, perché ciò che spiace del lavoro di Eva Cantarella è questo &ldquo;raccontarsi&rdquo; donna libera, autonoma, piena di interessi, capace di prendere decisioni, coraggiosa in amore tanto da sfidare il mondo, mentre il percorso di liberazione della donna affonda le radici al contrario proprio nelle pratiche.</p>
<p>
	<strong>Un percorso peraltro</strong> da cui le successive generazioni, senza distinzione di genere, hanno imparato a praticare il cambiamento, piuttosto che limitarsi a rivendicarlo. Ed è qui che il testo scivola pesantemente, portandosi appresso la povera, brava Galatea Ranzi, che rimane purtroppo invischiata in un ruolo da Gloria Swanson sul Viale del Tramonto, lasciando noi ad ammirare questa brava attrice col rammarico di vedere le sue potenzialità rimanere inespresse.</p>
<p>
	<strong>Un peccato, anche per l&rsquo;incongruità</strong> che rimane tra lei e le immagini proiettate, molto evocative ma private di quel lavoro di sintesi che avrebbe offerto l&rsquo;occasione di liberare il personaggio Fedra e con lei l&rsquo;espressività della Ranzi. Un&rsquo;occasione persa insomma, sulla quale auspichiamo che la regia torni cogliendo l&rsquo;opportunità che offre il teatro, quella di un lavoro sempre vivo, dove nuove elaborazioni e altrettante sintesi possono non finire mai.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="10739"> (10)</p>
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		<title>TEATRI DI PIETRA: Me Dea, uomo e donna fuori dal mito</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2015 15:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Bruni]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Giasone e Medea interpretati dai bravissimi Maurizio Donadoni e Maria Rosaria Omaggio, diventano la coppia/archetipo del conflitto irriducibile tra il maschile e il femminile, nello splendido spettacolo andato in scena il 30 e 31 luglio per la rassegna Teatri di Pietra. di Anna Maria Bruni Finalmente teatro. Splendido testo, bravi gli attori, intelligente regia. Parliamo [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<em>Giasone e Medea interpretati dai bravissimi Maurizio Donadoni e Maria Rosaria Omaggio, diventano la coppia/archetipo del conflitto irriducibile tra il maschile e il femminile, nello splendido spettacolo andato in scena il 30 e 31 luglio per la rassegna Teatri di Pietra</em>.</p>
<p>
	di Anna Maria Bruni</p>
<p>
	<strong>Finalmente teatro.</strong> Splendido testo, bravi gli attori, intelligente regia. Parliamo di &ldquo;Me dea, variazioni sul mito&rdquo;, per la regia di Maurizio Donadoni, andato in scena in prima nazionale nel suggestivo scenario dell&rsquo;Anfiteatro Romano di Sutri il 30 luglio e nel parco dell&rsquo;Arco di Malborghetto il 31.</p>
<p>
	<strong>Un&rsquo;ora e mezza di confronto</strong> serrato senza esclusione di colpi: fra ricostruzione, ricordi, rimozioni e rivendicazioni il duo Giasone/Medea assurge ad archetipo dell&rsquo;irriducibilità del conflitto tra maschile e femminile, attraverso un linguaggio così classico da risultare assolutamente moderno.</p>
<p>
	<strong>Ma soprattutto vero.</strong> Tutto è stato vero in scena: il linguaggio, le azioni, il confronto, i gesti, i personaggi, gli attori. La scena. Scarna, semplice, essenziale, mossa dall&rsquo;accorta presenza di Hal Yamanouchi, una lunga carriera come attore e doppiatore (sua è la voce narrante dello spettacolo), con la gestualità del mimo intervenuta nei momenti salienti ad evocare le vele dell&rsquo;Argo che prendono il largo, o il vello d&rsquo;oro lasciato nelle mani del vento a premonizione dell&rsquo;incombente sciagura.</p>
<p>
	<strong>E quasi sempre agli angoli opposti </strong>della scena, ma sempre legati da un &ldquo;filo rosso&rdquo;, Giasone e Medea, interpretati con sapiente equilibrio da Maurizio Donadoni e Maria Rosaria Omaggio, capaci di restituire fino al dettaglio gli opposti profili dell&rsquo;uomo e della donna.</p>
<p>
	<strong>Lui ovvero la vita come gioco,</strong> con tutto ciò che significa in termini di mancate promesse, dichiarazioni tanto solenni quanto leggere, irresponsabilità, ipocrisia, come dire il quadro dell&rsquo;erotismo puro; lei ovvero la vita come impegno, rispetto, dedizione, memoria, tutela della casa e della famiglia in tutto il lignaggio.</p>
<p>
	<strong>Lui accecato</strong> dal desiderio, che è eterno presente, lei capace di vedere con il terzo occhio, che è l&rsquo;immanente. Lui bonaccione, lei maga. Anzi strega. Troppo, per lui. &ldquo;Sei troppo, per me&rdquo; le parole chiave del dissidio insanabile.</p>
<p>
	<strong>Quelle che diventano</strong> la scusa e l&rsquo;alibi che portano a volgere il dramma in tragedia, quando lui ha bisogno di liberarsi del troppo pesante fardello, che porta il nome di impegno, responsabilità, ovvero famiglia, per rifarsi una verginità perché il proprio popolo, e soprattutto una giovane, fresca, nuova moglie altolocata lo possa accogliere conferendogli il posto al sole da cui brillare ancora.</p>
<p>
	<strong>Ma questa volta l&rsquo;occasione</strong> è mancata perché Giasone, a cui Donadoni nelle vesti di autore attribuisce l&rsquo;uccisione di Medea e dei figli, riconducendo anche in questo caso all&rsquo;atto tutti gli atti di femminicidio della nostra epoca, commesso il delitto è ripiegato su se stesso senza più forze, incapace di andare oltre.</p>
<p>
	<strong>E questa impotenza</strong> diventa ineluttabilmente il riconoscimento che nell&rsquo;uccidere l&rsquo;altro si uccide la parte più profonda di sé, quella più insondabile e perciò la più vitale, quella che ci rende capaci di agire. E che si fa invece rivelazione di particolare sensibilità da parte dell&rsquo;uomo-autore.</p>
<p>
	<strong>E&rsquo; la resa dei conti.</strong> E Medea, sapientemente trattenuta nel ruolo regale dalla brava Maria Rosaria Omaggio, si riscatta sciogliendosi da ogni solennità fino a camminare sul tavolo per snocciolargli tutta la piccineria, che è la sua vera colpa. Ma è tardi, dopo la morte è tardi! Pensi, e invece no, perché quando il filo rosso ti lega, quel conflitto che è vita non può finire mai.<br />
	&nbsp;</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="10738"> (11)</p>
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		<title>TEATRI DI PIETRA: la vita eterna del classico</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/07/31/teatri-di-pietra-la-vita-eterna-del-classico/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 17:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Bruni]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La XIV edizione del festival di teatro danza e musica ha colto nel segno: le pietre de teatri antichi ci parlano. Ce ne accorgiamo attraverso la vita eterna del teatro classico, di cui ottimo esempio è stato &#34;Il persiano&#34; di Plauto, andato in scena a Sutri per la regia di Sammartano. Ma apprezzabile la sobietà [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<br />
	<em>La XIV edizione del festival di teatro danza e musica ha colto nel segno: le pietre de teatri antichi ci parlano. Ce ne accorgiamo attraverso la vita eterna del teatro classico, di cui ottimo esempio è stato &quot;Il persiano&quot; di Plauto, andato in scena a Sutri per la regia di Sammartano. Ma apprezzabile la sobietà anche nelle rivisitazioni contemporanee. Fino al 2 agosto all&rsquo;Anfiteatro romano di Sutri e all&rsquo;Arco di Malborghetto</em></p>
<p>
	di Anna Maria Bruni</p>
<p>
	<br />
	<strong>Alla sua sedicesima edizione</strong> Teatri di Pietra, il festival organizzato dal Circuito Danza Lazio e Pentagono Produzioni Associate nell&rsquo;ambito della Rete Teatrale dei Teatri di Pietra, fa onore all&#39;obiettivo proposto: un mese di teatro classico con tutte le sue possibili rivisitazioni, ma capace di rinnovarsi vivificando luoghi millenari.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Nella doppia cornice</strong> dell&rsquo;Anfiteatro Romano di Sutri, e dell&rsquo;Antiquarium dell&rsquo;Arco di Malborghetto &ndash; un prezioso quanto sconosciuto sito archeologico del IV sec. d.C. &ndash; diciassette appuntamenti, fra teatro musica e danza, dedicati al tema del Mediterraneo e del Mito hanno raggiunto l&rsquo;obiettivo con cui nasce la rete promotrice del festival.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Un progetto che ha preso vita </strong>in tutto il territorio nazionale, e che nel Lazio è stato sostenuto dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano, l&rsquo;Area Archeologica di Roma per l&rsquo;Arco di Malborghetto, la Soprintendenza dell&rsquo;Etruria Meridionale per l&rsquo;Anfiteatro di Sutri, il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio e il Comune di Roma &#8211; XV Municipio.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Molti i nomi noti ospiti </strong>della kermesse diretta da Aurelio Gatti, fra i quali si sono alternati Sebastiano Tringali, Maurizio Panici, Raffaello Simeoni, Galatea Ranzi, Barbara De Rossi, Tato Russo, Maria Rosaria Omaggio, Maurizio Donadoni, Hal Yamanouchi e Giancarlo Sammartano.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Di quest&rsquo;ultimo </strong>abbiamo potuto godere una gradevolissima messa in scena de &ldquo;Il persiano&rdquo;, fra le divertenti commedie di Plauto tipiche per l&rsquo;intreccio basato sull&rsquo;equivoco, giocata con grande sobrietà pur nel rispetto di una traduzione assolutamente conforme al linguaggio originale usato dal commediografo romano, aderente alle modalità dell&rsquo;atellana.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>Molto bravi gli attori </strong>Paolo Floris, Tommaso Lipari, Mattia Parrella e Andrea Puglisi (nella foto) capaci di rendere le dinamiche della recitazione in maschera, che in questo caso hanno impegnato ciascuno in due diverse parti. Le stesse maschere di Giancarlo Santelli, come è visibile in foto, sono state ricostruite con grande cura e fedeltà dell&rsquo;originale, sul modello delle terrecotte votive a Dioniso, rinvenute negli anni 60 e 70 negli scavi della necropoli di Lipari, che &ldquo;riproducono fedelmente i tipi della commedia greca nuova di Menandro e &#8211; sottolinea la nota di regia &#8211; per affinità quelli della palliata latina&rdquo;.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Un progetto voluto</strong> dalla Casa d&rsquo;Arte Teatrale Fondamenta, strutturato in due spettacoli, di cui il secondo è &ldquo;Il Cartaginese&rdquo;, sempre di Plauto. Due testi di diversa impostazione ma di pari significato, per restituire agli spettatori di oggi un quadro completo dell&rsquo;opera comica e della sua capacità di indicare la giustizia sociale attraverso una modalità leggera e dissacrante.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Un momento di teatro classico</strong> ben riuscito, e che altrettanto bene si è collocato nell&rsquo;intero programma, di cui bisogna rilevare ancora molte date interessanti, fra le quali citiamo il 22 a Malborghetto la presenza di Galatea Ranzi in &ldquo;Fedra, il diritto all&rsquo;amore&rdquo;, un testo di Eva Cantarella per la regia di Consuelo Barilari e il 30 all&rsquo;Anfiteatro Romano e il 31 di nuovo a Malborghetto la presenza di Maria Rosaria Omaggio in &ldquo;Me Dea &#8211; Variazioni sul Mito&rdquo; con Maurizio Donadoni e la straordinaria partecipazione di Hal Yamanouchi.</p>
<p>
	<br />
	<strong>La rassegna si concluderà a Sutri</strong> con la &ldquo;Commedia di Dante&rdquo;, regia e drammaturgia di Paolo Pasquini: il 1 Agosto con Versus Dante, discesa nella Commedia dantesca e il 2 Agosto Dante Symphonia, forme d&rsquo;acqua nella Commedia.&nbsp;</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	I<strong>l programma </strong>completo è rintracciabile online all&rsquo;indirizzo: <a href="http://www.teatridipietra.org">/www.teatridipietra.org</a><br />
	&nbsp;</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="10737"> (17)</p>
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		<item>
		<title>INCHALLAH EGITTO &#8211; Testimonianza nel mezzo di una Rivoluzione</title>
		<link>https://www.libera.tv/2013/07/03/inchallah-egitto-testimonianza-nel-mezzo-di-una-rivoluzione/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Jul 2013 21:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Mohamed Morsi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>INCHALLAH EGITTO Music for peace nel mezzo di una rivoluzione &#160; ALESSANDRIA (EGITTO) &#8211; Aggiornamenti in diretta dai volontari di Music for Peace, ancora bloccati in città e in attesa di raggiungere Gaza con i sei container di aiuti umanitari. Dal diario di missione di oggi, 3 luglio 2013: Mercoledì 3 luglio 2013 &#8211; 12° [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #2f4f4f;"><strong>INCHALLAH EGITTO</strong></span></h1>
<p><strong><em>Music for peace nel mezzo di una rivoluzione</em></strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>ALESSANDRIA (EGITTO) &#8211; Aggiornamenti in diretta dai volontari di Music for Peace, ancora bloccati in città e in attesa di raggiungere Gaza con i sei container di aiuti umanitari.</p>
<p>Dal diario di missione di oggi, 3 luglio 2013:</p>
<p>Mercoledì 3 luglio 2013 &#8211; 12° giorno</p>
<p>Stamane è Gino a raggiungerci in albergo. La giornata si apre con un avviso a tutti i cittadini: DISOBBEDIENZA CIVILE. Ogni negozio è chiuso. Gli uffici serrati. Le infrastrutture deserte. La gente rimane in attesa dell’ora X, lo scadere dell’ultimatum che la forza militare ha dato al presidente Morsi. Per noi è stallo matematico. Il telefono suona. E’ la nostra Ambasciata. Il Dott. Fava vuole avere notizie su di noi, ma non ha nulla di nuovo da comunicare in merito all’autovettura. Non è difficile comprendere il perché. E’ il caos civile. Per le strade sono bandiere e trombe e fischietti. Tutta la giornata è scandita da via vai di gente pronta a presidiare varie piazza. In Sidi Beshr l’assembramento è a favore di Morsi, in Sidi Gaber la gente canta slogan contro il Presidente. Da ieri sera ad ora si contano 4 morti in Agami Hanuvill, tra Montaza e l’albergo in cui siamo. Ad incitare la deposizione del Capo di Governo sono persone di tutte le estrazioni, età, religiosi, laici. Nel primo pomeriggio vediamo colonne di auto della polizia. E’ dal nostro arrivo che non si vedeva la polizia presidiare le strade. L’ultimatum è stato prolungato fino alle 18:00.</p>
<p>Sono le 18:00. Il consigliere della sicurezza nazionale del presidente egiziano conferma: “il golpe militare è cominciato”. Le notizie che abbiamo si confermano e si smentiscono nell’arco di pochi secondi. Chi afferma che Morsi è agli arresti, chi come il portavoce della Fratellanza dice di non sapere dove è, chi è convinto si sia dimesso. I cittadini di Alessandria non terminano la protesta. Il caos si fa più forte. Nella capitale soldati e blindati marciano sulle strade. Le tappe sono il palazzo presidenziale e la tv nazionale. Viene isolato con filo spinato e barriere il palazzo in cui Morsi lavora. E’ l’ora della preghiera del tramonto. Il baccano si calma. Poco dopo è nuovamente il delirio. Morsi dichiara che non mollerà, meglio morire afferma piuttosto che essere condannato dalla storia e dalle generazioni future. Essam el Erian, esponente del partito Libertà e Giustizia, afferma che: “la gente non starà inerme a osservare la ribellione dei militari”. L’esercito non allenta la corda afferma che sacrificherà il sangue pur di vedere la popolazione egiziana libera e non sottoposta a terrore e minacce. All’improvviso colpi da arma da fuoco, sirene, grida infinite. Un fiume di gente si riversa per le strade. Macchine, moto, bus. Bambini, ragazzi, adulti. Non riusciamo a sentirci l’uno con l’altro ad una distanza di pochi centimetri.<img style="width: 280px; height: 186px; float: right; margin: 10px;" src="http://www.rainews24.it/ran24/immagini/2013/07/20130703%20piazza%20tahrir%20fuochi_280xFree.jpg" alt="" /></p>
<p>Sono le 21:10. Morsi è caduto. Adli Mansour, Presidente della Corte Costituzionale è il nuovo Presidente ad interim. La nuova road map viene disegnata dalla forza militare. Al Qaeda emette la fatwa: “ non abbiate paura fratelli musulmani e nemmeno indugiate, alla fine non saremo noi i vinti. Dimostreremo il contrario”. Intanto la gente è parte integrane di questa festa incessante che durerà per tutta la notte. La quantità di persone è inverosimile, come a volersi liberare di una repressione interna enorme. E’ un oceano in piena, è un caos gigantesco. Siamo nel bel mezzo di una rivoluzione. Non sappiamo cosa accadrà. Attendiamo e osserviamo. Speriamo che tutto ciò possa essere di buon auspicio anche per la carovana. Inchallah…</p>
<p>Cittadini del Mondo</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Tutto il diario della missione:</p>
<p>http://www.creatividellanottemusicforpeace.org/index.php/component/content/article/90</p>
<p>&nbsp;
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1077"> (13)</p>
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		<title>MUSICA : RIVOLUZIONE PERMANENTE &#8211; primo CD della Banda Popolare dell&#8217;Emilia Rossa</title>
		<link>https://www.libera.tv/2013/02/20/musica-primo-cd-della-banda-popolare-dellemilia-rossa/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2013/02/20/musica-primo-cd-della-banda-popolare-dellemilia-rossa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 14:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dallarete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Banda Popolare Emilia Rossa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>RIVOLUZIONE PERMANENTE Musiche per la lotta di classe Banda POPolare dell&#8217;Emilia Rossa Da un&#8217;idea del pazzo dottor Osvaldo Calveri (noto, anzi notissimo alle larghe masse per la sua antaniproduzioni), nasce nel febbraio del 2009 la Banda POPolare dell&#8217;Emilia Rossa. Il nostro intento è stato fin dal primo momento cercare di fare politica attraverso una delle [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #b22222;"><strong>RIVOLUZIONE PERMANENTE</strong></span></h1>
<p><em><strong>Musiche per la lotta di classe</strong></em></p>
<hr />
<h2 style="text-align: justify;">Banda POPolare dell&#8217;Emilia Rossa</h2>
<p style="text-align: justify;">Da un&#8217;idea del pazzo dottor Osvaldo Calveri (noto, anzi notissimo alle larghe masse per la sua antaniproduzioni), nasce nel febbraio del 2009 la Banda POPolare dell&#8217;Emilia Rossa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro intento è stato fin dal primo momento cercare di fare politica attraverso una delle arti più belle che siano mai state scoperte: la musica.</p>
<p style="text-align: justify;">la Banda è un gruppo proletario composto da delegati Rsu Fiom delle più importanti fabbriche metalmeccaniche di Modena, tra cui Ferrari, Maserati, Terim, nonchè da un Rsu COBAS del 118 (ASL), un insegnante rigorosamente e perennemente precario e da una studentessa in attesa chimerica di futura occupazione (&#8220;fragile desiderio e mai niente di più&#8221;).<br />
Attraverso la musica vogliamo fare politica divertendo e facendo ballare. Riproponiamo le canzoni di lotta tradizionali del movimento operaio, riarrangiate in chiave rock, ska, folk ecc. facendo tesoro anche di importanti ricerche in materia di canzoni popolari come quelle svolte da Gianni Bosio e dall&#8217;istituto De Martino negli anni sessanta. La sillaba &#8220;POP&#8221; di &#8220;POPolare&#8221; nel nome della Banda è un chiaro quanto umile riferimento ed omaggio agli &#8220;Area&#8221;, Band rivoluzionaria cui NON ci rifacciamo (non ne saremmo in grado) in termini di stile perchè assolutamente inimitabili e non più riproducibili ma cui ci rifacciamo in quanto a spirito e a carica sovversiva e anticapitalista.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 25 aprile 2009 la Banda POPolare dell&#8217;Emilia Rossa ha fatto la sua prima apparizione in piazza Grande a Modena.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la Banda continua a suonare e a studiare nuovi pezzi delle tradizioni di lotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Mai come in questa nostra epoca è necessario alzare la testa e difendere con orgoglio le tradizioni di lotta del movimento operaio anche dal punto di vista culturale e artistico. Da troppi anni stanno cercando di cancellare l&#8217;identità del proletariato. Con orgoglio e in ogni ambito dobbiamo impedirlo e continuare a sostenere che è la classe operaia il motore di questa società ed è la classe operaia che può guidare l&#8217;umanità all&#8217;abbattimento del capitalismo per costruire una società nuova, diversa, migliore; una società comunista! Per questo oggi più che mai sono attuali le ragioni e gli ideali della Resistenza e per questo noi oggi vogliamo riproporre anche e soprattutto quei canti di lotta.</p>
<p style="text-align: justify;">La Banda POPolare dell&#8217;Emilia Rossa si esibisce rigorosamente e per principio gratis. Come sosteneva Karl Marx &#8220;il denaro deve essere solo un mezzo per l&#8217;arte che deve essere il fine e non viceversa&#8221;. Per questo, al massimo chiediamo un rimborso spese per il viaggio e un bel piatto tipico dei luoghi dove abbiamo l&#8217;onore di poter suonare.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiariamo a scanso di equivoci che non ci interessa &#8220;diventare famosi&#8221; e per questo non accettiamo di suonare ovunque ci chiedano di andare. Non suoniamo in feste di partiti o movimenti che, come il PD, appoggiano la linea di Marchionne, il liberismo, votano la cancellazione dell&#8217;art.18, la privatizzazione di ogni bene pubblico, la TAV ecc. Gli ideali vengono prima di tutto e noi non siamo in vendita&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Concludendo&#8230;tremate!!!!&#8230;perchè la banda potrebbe presto suonare anche nella vostra città&#8230;se la invitate&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">I componenti della Banda sono:</p>
<p style="text-align: justify;">Francesca Parlati, studentessa precarissima (Tastiera e Voce)</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe Violante, Rsu Fiom Maserati (Batteria)</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Parlati, Rsu Fiom Ferrari (Basso)</p>
<p style="text-align: justify;">Daniele Prampolini operaio Fiom Terim (Chitarra Ritmica)</p>
<p style="text-align: justify;">Antonio Negrogno Rsu Cobas Asl Modena (Chitarra Solista)</p>
<p style="text-align: justify;">Federico Ferrara, insegnante precarissimo (Tastiera)</p>
<p style="text-align: justify;">Paolo Brini, Comitato Centrale Fiom (Voce)</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Video musicale di &#8220;O Gorizia&#8221; eseguita dalla &#8220;Banda POPolare dell&#8217;Emilia Rossa.</strong></em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/VBmysFH_8Iw" width="500" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="994"> (15)</p>
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		<title>arcobaleno al concerto per Pisapia</title>
		<link>https://www.libera.tv/2011/05/28/arcobaleno-al-concerto-per-pisapia/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 13:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pacio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Pisapia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Uno splendido doppio arcobaleno illumina piazza duomo a Milano durante il concerto di chiusura della campagna elettorale di Giuliano Pisapia (12)</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uno splendido doppio arcobaleno illumina piazza duomo a Milano durante il concerto di chiusura della campagna elettorale di Giuliano Pisapia
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="671"> (12)</p>
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		<title>L&#8217;ALTROPARLANTE-La band</title>
		<link>https://www.libera.tv/2010/06/06/laltroparlante-la-band/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 14:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Altroparlante]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Altroparlante]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;ALTROPARLANTE Dopo la pubblicazione di &#8220;Siamo tutti colpevoli&#8221; (novembre 2008) e &#8220;Finch&#233; c&#8217;&#232; rete c&#8217;&#232; speranza&#8221;(gennaio 2010) comincia il Tour de L&#8217;Altroparlante. Il concerto ha la durata di circa 1h e 30&#8217;. Sintonia tra ritmi trascinanti e pensieri penetranti (Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2010) &#232; l&#8217; arma del combat pop della band (Il Mattino, [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;ALTROPARLANTE<br />
Dopo la pubblicazione di &ldquo;Siamo tutti colpevoli&rdquo; (novembre 2008) e &ldquo;Finch&eacute; c&rsquo;&egrave; rete c&rsquo;&egrave; speranza&rdquo;(gennaio 2010) comincia il Tour de L&rsquo;Altroparlante. Il concerto ha la durata di circa 1h e 30&rsquo;. Sintonia tra ritmi trascinanti e pensieri penetranti (Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2010) &egrave; l&rsquo; arma del combat pop della band (Il Mattino, 14 gennaio 2010) che ha gi&agrave; un discreto seguito sul web con oltre 2700 fan iscritti alla pagina L&rsquo;Altroparlante su facebook http://www.facebook.com/altroparlante . Ed &egrave; proprio del popolo del web che &ldquo;Finch&eacute; c&rsquo;&egrave; rete c&rsquo;&egrave; speranza&rdquo; racconta le speranze (Il Manifesto, 20 gennaio 2010) e il racconto dal vivo si veste di rock dando origine ad un concerto che, se pure invita alla riflessione, coinvolge con la sua energia il pubblico, cos&igrave; come &egrave; accaduto in occasione della loro partecipazione al concerto in Piazza San Giovanni a Roma per il No Berlusconi Day del 5 dicembre 2009 http://www.youtube.com/watch?v=25gTovq2A8o. Musica e dissenso (La Repubblica, 13 gennaio 2010) &egrave; la chiave di lettura del concerto. La band &egrave; formata da Gino Magurno (voce), Andrea Cannata (batteria), Ivan Cannata (basso), Checco Chirichella (tastiere e computer), Flavio Ciotola (chitarra elettrica), Alessandro Noviello (chitarra acustica).</p>
<p>Per ascoltare la nostra musica</p>
<p>www.myspace.com/laltroparlanteofficial</p>
<p>Per la biografia </p>
<p>http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&#038;friendId=422050775&#038;blogId=529684205</p>
<p>Per la rassegna stampa cartacea</p>
<p>http://www.facebook.com/pages/LALTROPARLANTE/32374282725?ref=sFacebook#!/album.php?aid=50442&#038;id=32374282725</p>
<p>Per la rassegna stampa online</p>
<p>http://www.facebook.com/pages/LALTROPARLANTE/32374282725?ref=sFacebook#!/notes/laltroparlante/finche-ce-rete-ce-speranza-rassegna-stampa-sul-web/315010505249</p>
<p>Per una foto della band </p>
<p>http://viewmorepicsmyspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewPicture&#038;friendID=422050775&#038;albumId=1439551</p>
<p>Pagina de L&rsquo;Altroparlante su youtube  </p>
<p>http://www.youtube.com/Napoletanista </p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="618"> (7)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2010/06/06/laltroparlante-la-band/">L&#8217;ALTROPARLANTE-La band</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
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