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	<title>Libera Tv &#187; Milano</title>
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	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
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		<title>SCIOPERO NAZIONALE Il Sindacalismo di Base da voce ai lavoratori</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 19:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I lavoratori tornano in piazza Chiedono  salari dignitosi, cancellazione Jobs Act e Legge Fornero, e la libertà di scegliere il sindacato da cui farsi rappresentare Interviste a cura di  Alfredo Comito  LiberaRete – Libera.tv ______________________________________________________________________________________________________________________ Milano – Il Sindacalismo di Base riporta il tema del lavoro alla attenzione del Paese. Sono passati i tempi nei [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000">I lavoratori tornano in piazza</span></h1>
<h2><span style="color: #800000">Chiedono  salari dignitosi, cancellazione Jobs Act e Legge Fornero, e la libertà di scegliere il sindacato da cui farsi rappresentare</span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di  Alfredo Comito  LiberaRete – Libera.tv</strong></p>
<p>______________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify"><img class=" size-medium wp-image-48831 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2019/10/CUB-SCIOPERO-213x300.jpg" alt="CUB SCIOPERO" width="213" height="300" />Milano – Il Sindacalismo di Base riporta il tema del lavoro alla attenzione del Paese. Sono passati i tempi nei quali gli scioperi e le mobilitazioni erano tante, dagli studenti agli operai, dai diritti civili a quelli sociali, ma il conflitto non si è spento. Parcellizzato, locale, fabbrica per fabbrica, ospedale per ospedale, i lavoratori si mobilitano spesso quando si affaccia lo spettro del licenziamento collettivo, quando i giochi sembrano fatti e si chiede l’aiuto di qualcuno, del politico di turno, delle promesse elettorali. Lo sciopero nazionale del 25 ottobre avanza una piattaforma condivisa dei sindacati di base CUB, SGB, USI AIT, SI COBAS, Slai Cobas, che rivendica salario, occupazione e sicurezza sul lavoro, nonché una legge sulla Rappresentanza sindacale che sia “<em>realmente democratica, che garantisca la possibilità di fare elezioni libere accessibili a tutti</em>&#8220;, afferma Mattia Scolari Segretario FlaicaUniti CUB, per abbattere la discriminazione che denunciano subire attraverso l’applicazione del c.d. Testo Unico della rappresentanza firmato nel 2014 da CGIL CISL UIL e Confindustria.</p>
<p style="text-align: justify">Il Governo in carica ha inserito nei punti programmatici l’emanazione di questa legge, ma stando alle dichiarazioni di alcuni esponenti politici come Bersani, potrebbe anche essere ancora più restrittiva dell’accordo sulla Rappresentanza, vincolando l’esercizio dello stesso diritto di sciopero ad una percentuale nazionale di iscritti.</p>
<p style="text-align: justify">Di fatto, la Costituzione afferma che “Lo sciopero è un diritto” senza stabilire a quale sindacato spetterebbe l’esercizio di tale diritto. I sindacati sono libere associazioni di lavoratori, così come i partiti politici di cittadini. Il diritto di sciopero spetta al lavoratore e, del resto, non potrebbe essere altrimenti in una Repubblica fondata sul lavoro (art. 1 della Costituzione).</p>
<p style="text-align: justify">Non è certo per fare i giuristi, ma il tema suggerisce una attenta riflessione.</p>
<p style="text-align: justify"><em>“Il problema non è essere piccoli o grandi. Il problema è avere i lavoratori dietro. Se i lavoratori scioperano è perchè pensano che siamo gli unici che possono difendere i loro diritti”</em> dice Walter Montagnoli della Segreteria nazionale CUB al termine della manifestazione che ha attraversato il centro di Milano.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="48830"> (231)</p>
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		<title>LA TURCHIA ATTACCA I CURDI</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Oct 2019 10:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[CURDI]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Gli eroi di Kobane restano soli Erdogan minaccia l’Europa di farla invadere dai rifugiati dopo aver accettato miliardi di euro dalla UE per gestirli. Il Mondo politico resta a guardare, mentre le bombe turche distruggono e uccidono. Interviste a cura di  Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv __________________________________________________________________________________________________________________ Dopo aver combattuto i terroristi dell’Isis e liberato i [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000;"><strong>Gli eroi di Kobane restano soli</strong></span></h1>
<h2><span style="color: #800000;">Erdogan minaccia l’Europa di farla invadere dai rifugiati dopo aver accettato miliardi di euro dalla UE per gestirli. Il Mondo politico resta a guardare, mentre le bombe turche distruggono e uccidono.</span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di  Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv</strong></p>
<p>__________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2019/10/LiberaTv-Base.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-48782 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2019/10/LiberaTv-Base.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv Base.Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a>Dopo aver combattuto i terroristi dell’Isis e liberato i territori occupati, i Curdi vengono abbandonati dagli USA e lasciati soli davanti alla volontà repressiva di Erdogan che lancia il suo esercito contro le postazioni delle milizie curde nel nord della Siria liberata. Un popolo, quello curdo, che subisce da tempo la violenza di regimi che non intendono riconoscere il loro diritto ad esistere e ad avere una patria. Presidio a Milano della comunità curda accompagnata da cittadini e associazioni milanesi davanti al Consolato Turco per denunciare l’aggressione armata e la minaccia di sterminio. Già decine di migliaia gli sfollati dall’area di Rojava, in territorio siriano, al confine con la Turchia.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="48781"> (304)</p>
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		<title>INTOLLERANZA ZERO: Milano risponde con 25mila magliette rosse</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2018 18:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>PIAZZA DUOMO A TINTE ROSSE RISPONDE AL RAZZISMO E ALLA INTOLLERANZA CRESCENTE IN ITALIA ANPI Roberto Cenati “L’Italia non ha fatto i conti col fascismo (..) perché il fascismo è nato come movimento razzista sin dalle origini”. Laura Boldrini su Decreto Minniti “L’accordo con la Libia si doveva fare dopo aver avuto la certezza del [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000;">PIAZZA DUOMO A TINTE ROSSE RISPONDE AL RAZZISMO E ALLA INTOLLERANZA CRESCENTE IN ITALIA</span></h1>
<h2><span style="color: #800000;">ANPI Roberto Cenati <em>“L’Italia non ha fatto i conti col fascismo (..) perché il fascismo è nato come movimento razzista sin dalle origini”</em>. Laura Boldrini su Decreto Minniti <em>“L’accordo con la Libia si doveva fare dopo aver avuto la certezza del rispetto dei diritti dei migranti. Non averlo fatto è stato non mettere prima i diritti umani”</em></span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete – Libera.tv</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/10/LiberaTv-INTOLLERANZA-ZERO.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47859 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/10/LiberaTv-INTOLLERANZA-ZERO.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv INTOLLERANZA ZERO.Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">MILANO – Appello accolto dalla comunità milanese quello lanciato dalla manifestazione INTOLLERANZA ZERO contro il clima di odio che si registra in tutto il Paese verso gli immigrati e, in particolare, verso quelli di pelle diversa dal bianco. Il Decreto Sicurezza, figlio del precedente Decreto Minniti che finanziava il governo di un Paese, la Libia, diviso fra bande armate e presunti governi, per trattenere quanti fossero riusciti a sopravvivere alla traversata del deserto senza badare ai diritti umani, ha solo aggravato la condizione di uomini, donne e bambini che fuggono dai loro paesi. Una tragedia che ormai è cronaca di tutti i giorni e che i governi di tutta Europa vogliono cancellare chiudendo i porti, alzando muri e filo spinato, e pagando Turchia e Libia per imprigionare quanti fuggono da guerre e povertà estrema.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, non fa piacere a nessuno ammettere che proprio l’Europa è stata l’artefice delle colonie e della sottomissioni di intere popolazioni nel continente “nero”. Non piace neanche ammettere che ancora oggi sfruttiamo le loro ricchezze per alimentare la nostra economia, una economia che, però, genera disuguaglianze sociali profonde.</p>
<p style="text-align: justify;">La rabbia sociale è cresciuta in Italia dopo oltre 30 anni di progressivi tagli ai diritti e allo stato sociale. Oltre 80% dei contratti di lavoro sono precari e tali restano anche dopo il c.d. Decreto Dignità che lascia intatto il Jobs Act. Salari e pensioni sono più basse della media europea e oltre 10 milioni di persone non riescono più a curarsi per il costo dei ticket introdotti nel passato e mai scalfiti dai tanti governi succedutosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo gli slogan “Via i terroni dalla Padania” la Lega ha cambiato obiettivo e strategia, indicando nei migranti stranieri i nuovi “brutti, sporchi e cattivi”. I meridionali possono tirare un sospiro di sollievo finalmente, dopo decenni di discriminazione, ma dal successo della Lega al sud pare che la strategia di Salvini abbia fatto centro. Sono dunque i migranti i responsabili della Riforma Fornero, dell&#8217;inquinamento, dei ticket sanitari, del fallimento della Banca Etruria, del debito pubblico e perfino della caduta del Ponte Morandi a Genova.</p>
<p style="text-align: justify;">Roberto Cenati, presidente della ANPI di Milano richiama la memoria e la storia. <em>“L’Italia non ha mai fatto i conti con il fascismo. E’ stato sconfitto militarmente il 25 aprile del 1945, ma non lo è stato culturalmente, idealmente e storicamente ”</em> dice dal palco. <em>“Io credo che non occorra soltanto una grande mobilitazione come quella di oggi, ma avviare una offensiva di carattere culturale per battere l’indifferenza”</em> aggiunge ai nostri microfoni.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47858"> (138)</p>
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		<title>CASA : La lotta Continua  &#8211; Occupata la Torre Ligresti a Milano</title>
		<link>https://www.libera.tv/2018/09/05/casa-la-lotta-continua-occupata-la-torre-ligresti-a-milano/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 16:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<category><![CDATA[CUB - Confederazione Unitaria di Base]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<category><![CDATA[OCCUPAZIONE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>SFRATTATI DA SESTO OCCUPANO LA TORRE LIGRESTI A MILANO Le famiglie del Collettivo Aldo Dice non si arrendono e proseguono la loro lotta per il diritto alla casa Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete-Libera.tv &#160; MILANO &#8211; Le famiglie del collettivo ALDO DICE 26&#215;1 sgomberate a Sesto, hanno occupato un nuovo immobile a Milano [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000;">SFRATTATI DA SESTO OCCUPANO LA TORRE LIGRESTI A MILANO</span></h1>
<h2><span style="color: #800000;">Le famiglie del Collettivo Aldo Dice non si arrendono e proseguono la loro lotta per il diritto alla casa</span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete-Libera.tv</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">MILANO &#8211; Le famiglie del collettivo ALDO DICE 26&#215;1 sgomberate a Sesto, hanno occupato un nuovo immobile a Milano abbandonato da molti anni. Si tratta delle c.d. Torri Ligresti, che si trovano a sud ovest della città. Il collettivo ha già informato la proprietà dell&#8217;immobile e ha loro presentato una proposta relativa alla permanenza del sito che riguarderebbe la cura dell&#8217;immobile abbandonato e un contributo economico per talune spese. <em>&#8220;Noi confidiamo nella ragionevolezza delle persone&#8221;</em> ci ha detto questa mattina un rappresentante del collettivo Aldo Dice. Per il momento, non vi sono avvisi immediati di sgombero e le 200 persone del collettivo sono già al lavoro per pulire i vari piani della torre al fine di accogliere le famiglie in attesa di assegnazione casa popolare.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47851"> (280)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>CASA: Chi occupa e chi preoccupa</title>
		<link>https://www.libera.tv/2018/09/04/casa-chi-occupa-e-chi-preoccupa/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2018 17:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<category><![CDATA[ALDODICE 26X1]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[SESTO (MI)]]></category>
		<category><![CDATA[SGOMBERO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>SGOMBERATO RESIDENCE SOCIALE A SESTO. 72 FAMIGLIE PER LA STRADA Il sindaco di Sesto “Tornatevene a Milano!”. “Non ci fermeremo sino a quando avremo casa per tutti” rispondono gli occupanti Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete-Libera.tv &#160; SESTO SAN GIOVANNI (MI) – E’ stato eseguito questa mattina lo sgombero del palazzo Alitalia occupato sabato sera [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000">SGOMBERATO RESIDENCE SOCIALE A SESTO. 72 FAMIGLIE PER LA STRADA</span></h1>
<h2><span style="color: #800000">Il sindaco di Sesto “Tornatevene a Milano!”. “Non ci fermeremo sino a quando avremo casa per tutti” rispondono gli occupanti</span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete-Libera.tv</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/09/Aldo-Dice-Alitalia-Sesto.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47844 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/09/Aldo-Dice-Alitalia-Sesto-169x300.jpg" alt="Aldo Dice Alitalia Sesto" width="169" height="300" /></a>SESTO SAN GIOVANNI (MI) – E’ stato eseguito questa mattina lo sgombero del palazzo Alitalia occupato sabato sera dalle 72 famiglie in attesa di assegnazione casa popolare che hanno ricevuto l’ordine di lasciare lo stabile in Via Oglio dove avevano trovato temporaneo riparo grazie alla opera del collettivo ALDODICE 26&#215;1 che da anni accoglie i senza tetto e collabora con il Comune di Milano per le emergenze.</p>
<p style="text-align: justify">E di emergenza abitativa si tratta in queste ore per le oltre 200 persone che avevano rioccupato lo stabile lasciato abbandonato e che il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano non vuole sul suo territorio. <em>“Tornatevene a Milano”</em> ha detto loro sabato notte quando ha raggiunto lo stabile presidiato dalla polizia.</p>
<p style="text-align: justify">In precedenza gli occupanti avevano stretto un accordo con la Digos, confermato poi dal sindaco di Sesto, sulla loro temporanea permanenza nel sito in attesa di un nuovo trasferimento, ma una volta andate via donne e bambini, il sindaco Di Stefano ha ordinato alle forze dell’ordine di non fare uscire chi era rimasto all’interno e di procedere con lo sgombero. Così, durante le prime ore di domenica 2 settembre si sono registrati dei tafferugli tra la polizia e le donne e i bambini che, tornati indietro, sono riusciti a respingerli. Ma era solo questione di tempo. Infatti, le forze dell’ordine, questa mattina hanno circondato l’immobile e ordinato lo sgombero.</p>
<p style="text-align: justify"><em>“Non c’è nessun motivo di ordine pubblico! Non c’è nessun motivo di sicurezza (..) se non il fatto che il Sindaco di Sesto e i suoi assessori vogliono speculare un dividendo politico sulla pelle di questa gente”</em> dice dalla piazza Walter Montagnoli della Confederazione Unitaria di Base che, come altri soggetti milanesi, è corso in soccorso delle 72 famiglie che ora si trovano per la strada.</p>
<p style="text-align: justify">Il Comune di Milano ha intanto aperto un tavolo coi rappresentanti del Collettivo ALDODICE 26&#215;1 e avrebbe trovato e proposto una sistemazione dignitosa per circa 13 famiglie, ma nessuna di esse ha accettato poiché intendono restare uniti fino a quando non si troverà soluzione per tutti.</p>
<p style="text-align: justify">È proprio questa la forza di una comunità che affronta unita la difficile situazione in cui si trova da oltre quattro anni e che oggi scrive un’altra pagina di resistenza.<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/09/Alitalia-Polizia.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47845 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/09/Alitalia-Polizia-300x169.jpg" alt="Alitalia Polizia" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><em>“Quando pensate di andare avanti in questo modo, con delle occupazioni che alla fine sono illegali”</em> chiede una collega giornalista. <em>“Noi pensiamo che illegale sia lasciare le famiglie per la strada senza un tetto (…) quando invece le soluzioni ci sono”</em> risponde una rappresentante del collettivo.</p>
<p style="text-align: justify">In effetti, basterebbe riconoscere il ruolo sociale del Collettivo che in questi anni è stato di grande utilità alle istituzioni di Milano per l’alloggio e l’accoglienza di chi ha subito sfratto incolpevole o per i senza tetto come accaduto aderendo alla campagna “Anti-Freddo” del comune di Milano nel 2018.</p>
<p style="text-align: justify">Un ruolo che spetterebbe alle istituzioni, ma che da loro non viene completamente assolto per mancanza di risorse o per volontà politica, come dimostrano i fatti di questi giorni.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47843"> (265)</p>
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		<title>CASA A MILANO: La lotta di 72 famiglie tra sgomberi e ricollocamento</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Aug 2018 20:25:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[ALDO DICE 26X1]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>72 FAMIGLIE IN LISTA PER ASSEGNAZIONE CASA POPOLARE RISCHIANO LO SGOMBRO DA UN IMMOBILE ABBANDONATO E OCCUPATO DA DUE ANNI La Prefettura ordina lo sgombero del “residence sociale “ in Via Oglio che ospita circa 200 persone. Il Comune esegue un Censimento, ma non risulta ancora alcuna garanzia sulla loro ricollocazione. Interviste a cura di Alfredo Comito  [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000">72 FAMIGLIE IN LISTA PER ASSEGNAZIONE CASA POPOLARE RISCHIANO LO SGOMBRO DA UN IMMOBILE ABBANDONATO E OCCUPATO DA DUE ANNI</span></h1>
<h2><span style="color: #800000">La Prefettura ordina lo sgombero del “residence sociale “ in Via Oglio che ospita circa 200 persone. Il Comune esegue un Censimento, ma non risulta ancora alcuna garanzia sulla loro ricollocazione.</span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito    LiberaRete-Libera.tv</strong></p>
<p>_____________________________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/08/39120532_2044992809054793_3077794841581584384_n.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47830 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/08/39120532_2044992809054793_3077794841581584384_n-232x300.jpg" alt="39120532_2044992809054793_3077794841581584384_n" width="232" height="300" /></a>MILANO – A Milano si registrano oltre 10.000 alloggi popolari sfitti e sono oltre 20.000 gli aventi diritto in lista di attesa. A questi si aggiungono i senza tetto che da anni ormai si sono adattati a vivere per le strade o nelle auto e che costituiscono a volte la drammatica cronaca dei telegiornali durante i mesi più freddi dell’anno. In Via Oglio, un immobile abbandonato e luogo di spaccio, è stato occupato e riabilitato a residence sociale da un collettivo che porta il nome di ALDO DICE 26&#215;1. “Un nome importante” ci dice Walter Gelli della Confederazione Unitaria di Base, “era il motto del comandante dei partigiani quando 26&#215;1 significava 26 meno 1 e voleva dire la liberazione del 25 Aprile”. Il collettivo ospita 72 famiglie colpite da sfratto incolpevole per l’impossibilità  a pagare il mutuo o addirittura le spese condominiali a causa della perdita del lavoro o della diminuzione del salario familiare. Il collettivo collabora con la Unione Inquilini milanese e si è attivato per aiutare le famiglie nel superare con dignità la lunga e difficoltosa traversata che conduce dallo sfratto alla assegnazione concreta dell’alloggio popolare, spesso costellata da disperazione, solitudine e carenza dei servizi sociali. Non è un caso, infatti, che le istituzioni della città, attraverso il filtro della Unione Inquilini, abbiano individuato proprio in questo collettivo sociale il ricovero di famiglie sfrattate e perfino di 20 senza tetto ospitati gratuitamente nel 2017 in concerto col Comune di Milano nel quadro della operazione “Anti-freddo”.</p>
<p style="text-align: justify">L’immobile di Via Oglio era stato costruito come Casa dello Studente, ma la ditta appaltatrice fallì e la struttura, benché terminata, non fu mai assegnata. Venne messo all’asta e passò di mano in mano senza però essere mai utilizzato per il vincolo d’uso connesso all’edificio. Nel frattempo viene usato come luogo di spaccio dalla criminalità locale sino a quando il collettivo ALDO DICE 26&#215;1 lo occupa e ne inizia la ristrutturazione per uso sociale.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo due anni di attività del residence sociale, la prefettura ha emesso un ordine di sgombero per il 27 agosto che pone in angoscia le 72 famiglie che vi risiedono. Il Comune di Milano ha poi<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/08/LiberaTv-Aldo-Dice.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47831 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/08/LiberaTv-Aldo-Dice.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv Aldo Dice.Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a> richiesto un censimento dei residenti della struttura eseguito il 13 agosto, e gli interessati si augurano che possa servire per ritardare lo sgombero o scongiurarlo. In effetti, la Legge Minniti prevede che uno sgombero come quello in calendario per il 27 agosto, sia eseguito solo in caso ci sia una ricollocazione dignitosa per le famiglie interessate. In caso non sussistano le condizioni, non potrà essere eseguito. Ma nessuno fra i residenti è tranquillo. “Lo scopo di questo censimento potrebbe essere duplice” ci dice Wainer Molteni di ALDO DICE 26&#215;1. “Il primo scopo potrebbe essere quello di censire le situazioni critiche all’interno del residence (…) per gestire lo sgombero sistemando nei container o in comunità” questi casi, “in alternativa, se l’assessore Maiorino dovesse ammettere davanti alla Prefettura che non ci sono le condizioni di abitabilità per tutti (…) allora potrebbe succedere veramente il miracolo”.</p>
<p style="text-align: justify">I miracoli spettano ai santi, si sa, ma in questo caso i residenti si augurano che giunga anche dal coraggio e dal buon senso degli umani amministratori pubblici milanesi che in questi anni, grazie proprio alla azione gratuita fornita dal residence sociale, hanno risparmiato alcuni milioni di euro altrimenti spesi per il ricovero e l’accoglienza di famiglie e cui viene negato un diritto a loro riconosciuto.</p>
<p style="text-align: justify">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify"><strong><em>Dal sito di ALDO DICE 26&#215;1  pubblichiamo il loro articolo: </em></strong></p>
<p>ORA I PANNI SPORCHI LI LAVIAMO IN PIAZZA<br />
L&#8217;esperienza di Aldo dice 26&#215;1 nasce a Sesto San Giovanni l&#8217;8 febbraio 2014 con l&#8217;occupazione dell&#8217;ex Ercole Marelli.<br />
Si evolve e prosegue dopo lo sgombero nell&#8217;ex sede dell&#8217;Alitalia occupata il 18 marzo 2014.<br />
Il 22 giugno 2016 veniamo sgomberati da Sesto e decidiamo di spostarci a Milano nella struttura abbandonata da otto anni in via Oglio 8, da noi occupata preventivamente il 15 giugno.<br />
Sin da subito con la sinergia di diverse realtà, Unione Inquilini Milano, Clochard alla Riscossa e Comitato diritto alla casa Niguarda, prende forma il progetto di reinserimento abitativo che nel corso degli anni ha portato a :<br />
&#8211; oltre 3000 persone senza casa ospitate<br />
&#8211; circa 20 milioni di euro risparmiati alla cittadinanza<br />
&#8211; oltre 100 reinserimenti abitativi in ERP e diverse decine in ambito di edilizia privata o a canone concordato<br />
&#8211; 5 minori non accompagnati, quattro mandati dal centro d&#8217;accoglienza di Via Corelli e uno da una Comunità. Ad oggi due di loro vivono ancora qui<br />
&#8211; diverse le persone che sono entrate nel progetto, perchè inviate direttamente da assistenti sociali, forze dell&#8217;ordine, associazionismo del terzo settore, singoli cittadini, realtà autorganizzate<br />
&#8211; oltre mille concerti gratuiti con artisti anche internazionali<br />
&#8211; migliaia di pasti gratuiti distribuiti grazie all&#8217;operazione &#8220;mensa sotto le stelle&#8221; da noi organizzata<br />
&#8211; migliaia di sacchi a pelo raccolti e distribuiti in tutta Italia con l&#8217;operazione &#8220;Un sacco di vita&#8221;, raccolti grazie alla sensibilizzazione di singoli e realtà organizzate<br />
&#8211; grazie alla rete di relazione che siamo riusciti a creare nel territorio di zona 4 abbiamo ospitato quasi settimanalmente le diverse realtà di quartiere<br />
&#8211; senza in alcun modo gravare sul Comune di Milano nel 2017 abbiamo ospitato e sfamato venti senzatetto a sera, inviati ufficialmente dal Comune stesso. Per alcuni di loro è iniziato il percorso per avere una casa<br />
&#8211; abbiamo organizzato a titolo gratuito cene, concerti, corsi ( teatro, musicali e strumentali, palestra..), ospitato riunioni nazionali e cittadini da tutto il mondo, dato uno spazio ad associazioni e progetti senza sede<br />
&#8211; in collaborazione con altre realtà siamo riusciti a condividere i vestiti e i mobili che abbiamo raccolto nel nostro mercatino del baratto<br />
Sin da subito siamo stati disponibili ad un dialogo col Comune e proprietà per trovare una soluzione stabile e continuativa del progetto. Addirittura alcuni assessori e consiglieri hanno visitato il posto e conosciuto gli abitanti.<br />
Abbiamo avuto diversi incontri ufficiali con esponenti del Comune, che si sono sempre resi a parole disponibili a trovare un accordo, constatando l&#8217;importanza della nostra esperienza.<br />
Il problema che le loro parole sono rimaste tali, infatti alcuni giorni fa in maniera fortuita abbiamo appreso che il censimento imposto il 13 agosto era un escamotage per le ultime verifiche in vista dello sgombero fissato a fine mese.<br />
In questi mesi durante gli incontri si è parlato di diverse opzioni, tante promesse e tante belle parole, mentre adesso in maniera inaspettata si inasprisce la situazione, col rischio di minare il progetto &#8220;Aldo dice 26&#215;1&#8243; e di conseguenza stravolgere la vita dei circa 200 abitanti.<br />
Visto il comportamento delle istituzioni competenti non abbiamo fiducia nelle eventuali proposte di ricollocazione degne per gli abitanti, poichè è evidente che abbiamo un diverso modo di definire il concetto di &#8220;degno&#8221;.<br />
Per noi significa una casa, per loro eventualmente container, comunità fuori Milano, con conseguente smembramento della famiglia oppure centri di prima accoglienza.<br />
Aldo dice 26&#215;1 è evidentemente una risorsa per la città, che le istituzioni prima hanno utilizzato e adesso ci sbattono in mezzo ad una strada credendo di far terminare il progetto.<br />
Non si è mai voluto trovare una soluzione reale, ne siamo consapevoli, infatti non ci troverete impreparati, perchè ora più che mai crediamo nella forza e nell&#8217;utilità dei nostri obiettivi.<br />
Se qualcuno ha scambiato il bisogno di un tetto per un problema di ordine pubblico ai nostri posti ci troverà.<br />
Aldo dice 26&#215;1 non muore, la lumaca ha trovato la sua strategia
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		<title>LAVORO E MIGRANTI Razzismo e precarietà i veri clandestini. Milano risponde al governo giallo-blu</title>
		<link>https://www.libera.tv/2018/07/09/lavoro-e-migranti-razzismo-e-precarieta-i-veri-clandestini-milano-risponde-al-governo-giallo-blu/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 19:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>SINDACATI DI BASE, MIGRANTI E ASSOCIAZIONI IN PIAZZA CONTRO IL RAZZISMO E LO SFRUTTAMENTO Migliaia di lavoratori e migranti in Via Padova, simbolo della diversità e della integrazione. &#8220;Siamo qui contro il Governo Lega M5S e contro il tentativo di oscurare le vere ragioni della crisi economica che sta attanagliando l&#8217;Italia&#8221; Interviste a cura di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000">SINDACATI DI BASE, MIGRANTI E ASSOCIAZIONI IN PIAZZA CONTRO IL RAZZISMO E LO SFRUTTAMENTO</span></h1>
<h2><span style="color: #800000">Migliaia di lavoratori e migranti in Via Padova, simbolo della diversità e della integrazione. <em>&#8220;Siamo qui contro il Governo Lega M5S e contro il tentativo di oscurare le vere ragioni della crisi economica che sta attanagliando l&#8217;Italia&#8221;</em></span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito   LiberaRete-Libera.tv</strong></p>
<p>_____________________________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/07/LiberaTv-NO-SFRUTTAMENTO-Si-Cobas-CUB.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47808 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/07/LiberaTv-NO-SFRUTTAMENTO-Si-Cobas-CUB.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv NO SFRUTTAMENTO Si Cobas CUB.Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a>MILANO – Parte da Via Padova il corteo dei sindacati di base e delle associazioni migranti e di quartiere che manifestano contro le politiche messe in atto sin qui dal nuovo governo Lega-M5S. Un governo che si è auto-dichiarato del cambiamento, ma che nei fatti sta restaurando quanto di più vecchio c’era sul tema del lavoro e della immigrazione. Due temi importanti e complessi, le cui dinamiche vanno ben oltre il nostro naso e coinvolgono le politiche monetarie da una parte, e le guerre per esportare la democrazia dall’altra. Le politiche monetarie hanno spostato l’interesse dei grandi capitali e causato la crisi finanziaria nel 2007, interamente ricaduta sui lavoratori di tutta Europa che hanno visto scipparsi  diritti e pensione con la scusa del risanamento e dello sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify">Le guerre per la democrazia, invece, hanno mascherato interessi geo-politici (vedi in ultimo i bombardamenti francesi in Libia) e causato la disintegrazione di nazioni e la fuga di milioni di persone.</p>
<p style="text-align: justify">Temi complessi a cui Lega e M5S forniscono risposte semplici, ma capaci di soddisfare la rabbia di un popolo, quello italiano, deluso da troppo tempo e con problemi che non sono stati mai scalfiti.</p>
<p style="text-align: justify">Così è ancora per il territorio dissestato o inquinato in più parti d’Italia. Così è per le mafie che insieme fatturano oltre 110 Miliardi di euro l’anno inquinando l’economia e corrompendo la cosa pubblica. Così è per il lavoro che cresce di qualche unità, ma cresce sempre precario, a tempo, con basso salario e nessuna certezza.</p>
<p style="text-align: justify">Il governo risponde chiudendo i porti, respingendo i migranti a mare e continuando a finanziare economicamente e militarmente presunti governi libici, che in realtà somigliano più a bande che si sono diviso il controllo della Libia. Nulla di nuovo rispetto al governo Gentiloni.</p>
<p style="text-align: justify">Sul lavoro si annuncia il Decreto dignità che non scalfisce il Jobs Act di Renzi, che resta, né abbatte la moltitudine di contratti precari creati nel tempo dal governo D’Alema (Pacchetto Treu) e da quello Forza Italia e Lega (Legge 30).</p>
<p style="text-align: justify">Via Padova raccoglie molti immigrati che convivono con altrettanti italiani, ma in realtà è una via come altre, un quartiere che somiglia ad altri nella città di Milano così come altrove. Un destino comune che andrebbe gestito partendo dalle cause della immigrazione.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco appunto, proprio come non si è fatto per il Sud d’Italia. Ricordate?</p>
<p style="text-align: justify">Si emigra dal 1860, dall’unità d’Italia, ma non si è mai voluto risolvere il problema. Vale a dire, non si è mai voluta superare la diseguaglianza che l’occupazione dei Savoia aveva creato distruggendo il tessuto produttivo del sud, come la fabbrica siderurgica di Mongiana in Calabria, smontata e venduta ai russi, o il porto di Gaeta bombardato per quattro mesi solo perché il consiglio comunale aveva votato “NO” alla annessione. Non si è mai voluta affrontare la “mafia” di cui si sono inizialmente serviti i signori latifondisti e i loro avvocati per garantirsi l’accesso al Parlamento del Regno d’Italia appena sorto. Non si è mai voluto far progredire una parte della nazione, ma si è voluto continuare a sfruttarla come bacino elettorale, come mano d’opera a basso costo per le grandi industrie del nord, come argine alla emancipazione di un intero Paese.</p>
<p style="text-align: justify">Oggi, il dito puntato sulla immigrazione distoglie dai veri drammi dell’Italia, drammi che sono cancrena ormai, dalle buche delle strade che uccidono, ai tetti della scuola pubblica che cadono, al triste primato dei morti sul lavoro, agli 11 milioni che hanno smesso di curarsi perché non riescono a pagarsi più il ticket, alle centinaia di migliaia di italiani che emigrano all’estero ogni anno perché sentono di non avere alcuna speranza qui.</p>
<p style="text-align: justify">Per ora, la Milano popolare risponde al Governo e riaccende i fari sui reali problemi dei cittadini e sulle loro radici.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47807"> (187)</p>
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		<title>TRASPORTI Provincia di Milano: “Rivogliamo i Bus la domenica”</title>
		<link>https://www.libera.tv/2018/05/28/trasporti-provincia-di-milano-rivogliamo-i-bus-la-domenica/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2018 21:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Territori]]></category>
		<category><![CDATA[COMITATO PENDOLARI PAULLO]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[PAULLO]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>NON SI ARRESTA LA LOTTA DEI PENDOLARI DELLA PROVINCIA PER IL RIPRISTINO DELLA FERMATA LA DOMENICA Manifestazione a Paullo dei pendolari che ripercorrono il tragitto che sono costretti a fare da quasi un anno per raggiungere la fermata sulla Statale senza alcun marciapiede Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv &#160; PAULLO (MI) [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000;">NON SI ARRESTA LA LOTTA DEI PENDOLARI DELLA PROVINCIA PER IL RIPRISTINO DELLA FERMATA LA DOMENICA</span></h1>
<h2><span style="color: #800000;">Manifestazione a Paullo dei pendolari che ripercorrono il tragitto che sono costretti a fare da quasi un anno per raggiungere la fermata sulla Statale senza alcun marciapiede</span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-PAULLO-Trasporti-2018-3.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47732 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-PAULLO-Trasporti-2018-3.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv PAULLO Trasporti 2018 (3).Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a>PAULLO (MI) – “Cosa sta aspettando il gestore? La disgrazia?” domanda Giancarlo Broglia del comitato pendolari Paullo, mentre imbocca la statale Paullese per raggiungere la fermata del bus insieme ai manifestanti. “Il gestore (AutoGuidovie) non ha risposto alle 315 firme depositate nei giorni successivi al 13 maggio” ci dice ancora Broglia. Difficoltà per muoversi e raggiungere Milano per chi non ha mezzi propri e lavora anche la domenica come ci racconta una manifestante, ma ancor di più per gli anziani che non se la sentono proprio di affrontare un percorso così pericoloso, senza alcun passaggio pedonale, quando è buio o cala la nebbia. A sostegno delle ragioni dei pendolari anche due assessori del Comune di Paullo e i sindaci di Peschiera Borromeo, Caterina Molinari, e di Pantigliate, Claudio Veneziano. Il problema, infatti, concerne tutto l’asse viario Cremona-Milano. “La cosa che più mi fa soffrire” dice Veneziano parlando ai manifestanti, “è stato il confronto che abbiamo avuto con le istituzioni, inutile, perché non ci ascoltano! E vorrei capire perché avviene questo, perché non riusciamo a far passare i bisogni dei cittadini, noi che siamo quelli che li raccogliamo!”.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, vorremmo capirlo anche noi e anche tutti i manifestanti e gli oltre 300 firmatari della richiesta consegnata dal comitato ad Autoguidovie sul ripristino della fermata dei bus in Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema nasce a luglio 2017 quando risultò un ammanco o una mancata copertura dei costi addotti dalla società vincitrice l’appalto Autoguidovie per coprire quella fetta di servizio. Costi coperti sempre dalle tasce pubbliche, sia chiaro. Cinquanta o settanta mila euro, dice il sindaco di Pantigliate, ma il problema non si è voluto affrontare. Allora qualcuno ricorda gli oltre 20 milioni di euro spesi dalla Regione per il referendum sulla Autonomia con tanto di Tablet da donare alle scuole e che pare le scuole non li abbiamo ricevuti, per denunziare la mancanza di volontà politica nel servire i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">La mobilità è un diritto scritto nella Costituzione, ma è anche una necessità dei nostri tempi che decreta una disuguaglianza sociale quando viene negata ai più deboli che per necessità sono legati<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-PAULLO-Trasporti-2018-4.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47733 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-PAULLO-Trasporti-2018-4.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv PAULLO Trasporti 2018 (4).Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a> al “servizio pubblico”. Già, ed è proprio questo il secondo aspetto del problema in oggetto che il comitato Pendolari Paullo e quello sulla ATM Pubblica, giunto da Milano per sostenere la loro rivendicazione, mettono in risalto a chiare lettere. “Quando si da in mano il trasporto ai privati, i servizi che rimangono sono quelli che fanno profitto. Se non c’è il profitto non c’è il servizio” ci dice Marco Schiaffino del Comitato ATM Pubblica. “Il privato non è più efficiente nella gestione dei servizi pubblici, perché manca l’elemento di concorrenza. Non è che io vado alla fermata del bus e aspetto l’autobus che mi piace di più, che ha servizi migliori o è più conveniente. Che elemento di concorrenza c’è se si da in gestione per cinque, sette, dieci anni un servizio ad un privato in monopolio di fatto?” conclude Schiaffino.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ragionamento non fa una piega, ma sarà altrettanto chiaro alle istituzioni pubbliche che si prodigano per mettere a gara di appalto tutto ciò che resta dei servizi pubblici?</p>
<p style="text-align: justify;">Pavia ne è un esempio. La recente gara di appalto che ha visto vincitrice sempre AutoGuidovie, ha visto gli oltre 500 lavoratori occupati ridursi a 400 che, però, per conservare il lavoro, hanno dovuto dimettersi e farsi riassumere con nuovo contratto. Et voila, il primo risparmio ottenuto. 100 lavoratori in meno e tutti gli altri senza più anzianità e art.18. Un lavoro coi fiocchi.</p>
<p style="text-align: justify;">In provincia di Milano, invece, è toccato ai cittadini dei comuni pagare il costo del margine di profitto del privato, rinunciando alla fermata in paese la domenica. Che volete farci. Sono gli effetti collaterali, ma inevitabili della impossibile convergenza tra gli interessi del servizio “pubblico” con quelli del profitto “privato”.</p>
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		<title>LAVORO Riders senza protezione Confronto in Comune di Milano</title>
		<link>https://www.libera.tv/2018/05/25/lavoro-raiders-senza-protezione-confronto-in-comune-di-milano/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2018 23:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;NON ASPETTIAMO IL MORTO&#8221; &#8211; DOPO L’ENNESIMO INCIDENTE, PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI MILANO DEI FATTORINI DEL CIBO Il collettivo Deliverance Milano che da oltre un anno organizza i fattorini ha manifestato davanti al Comune e una delegazione ha incontrato l’assessore alle politiche del lavoro Tajani. Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv ______________________________________________________________________________________________________________________________________ MILANO [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000">&#8220;NON ASPETTIAMO IL MORTO&#8221; &#8211; DOPO L’ENNESIMO INCIDENTE, PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI MILANO DEI FATTORINI DEL CIBO</span></h1>
<h2><span style="color: #800000">Il collettivo Deliverance Milano che da oltre un anno organizza i fattorini ha manifestato davanti al Comune e una delegazione ha incontrato l’assessore alle politiche del lavoro Tajani.</span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv</strong></p>
<p>______________________________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-Base-8.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47719 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-Base-8.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv Base (8).Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify">MILANO – Diverse le manifestazioni da oltre un anno in Italia, a Torino, Bologna, Milano, sulle condizioni di lavoro e di scarsa sicurezza dei fattorini in bicicletta, organizzate da collettivi di lavoratori, senza che il tema venisse affrontato dalle istituzioni preposte, a partire dalle aziende, che si negano al confronto, sino ai sindacati confederali, perfetti sconosciuti fra i cosiddetti riders. Francesco è il nome del giovane che ha subito l’amputazione di una gamba per un incidente stradale pochi giorni fa’, mentre correva per consegnare il cibo che portava nello “scatolone” con il marchio dell’azienda per cui lavora caricato sulle spalle. &#8220;Sono lavoretti e sono eseguiti da lavoratori autonomi, imprenditori di se stessi&#8221;, hanno continuato a ripetere in questi anni i gestori delle piattaforme digitali che distribuiscono le commesse sulle app e pagano pochi spiccioli le consegne. <em>“Altro che lavoretto”</em> rispondono i fattorini che sono accorsi sotto il comune con il collettivo Deliverance Milano. <em>“Chiediamo un contratto nazionale e chiediamo le tutele come tutti i lavoratori”</em> ci dice Angelo Avelli, portavoce di Deliverance che ha incontrato insieme ad un avvocato l’assessore alle politiche del lavoro Cristina Tajani. <a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-Base-2.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47720 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-Base-2.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv Base (2).Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a>Il tema è caldo e riguarda tutti i lavoratori precari in Italia, come le maestre presenti al presidio che rischiano di perdere il posto di lavoro dopo più di 10 anni di servizio nelle scuole pubbliche, ma l’incontro avuto oggi è il frutto di un indicente più grave degli altri e della capacità che hanno avuto questi collettivi nel incontrare, ascoltare e organizzare i fattorini nelle città italiane. Durante il presidio giungeva notizia che alcune aziende hanno ritoccato la copertura assicurativa, ma è evidente che si è ancora lontani dalla piena regolamentazione delle condizioni contrattuali dei lavoratori.  La CGIL ha proclamato uno sciopero di 24 ore per il 25 maggio senza contattare i diretti interessati che ne vengono a conoscenza dalla rete. <em>“Se la CGIL si sveglia due anni dopo le prime manifestazioni  non c’è soltanto un ritardo, ma una inadeguatezza dello strumento sindacale”</em> risponde Angelo Avelli. <em>“La questione centrale resta quella del contratto”</em> conclude. Il Comune ha preso l’impegno di convocare un tavolo con le aziende e di voler coinvolgere anche i lavoratori di Deliverance Milano. Il percorso non sarà breve e il sentire dei fattorini è prudente. Il timore che non nascondono è che tutta questa attenzione non si riveli una semplice operazione di marketing politico.</p>
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		<title>1 MAGGIO Milano: Lotta e unità</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2018 21:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>GIORNATA DI LOTTA CONTRO LO SFRUTTAMENTO Riparte a Milano il 1 Maggio dei precari e delle forze antagoniste. Dietro i fattorini e le maestre tutto il sindacalismo di base Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv &#160; MILANO &#8211; I dati sul lavoro possono essere letti da diverse prospettive. Se si vuole raccontare [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>GIORNATA DI LOTTA CONTRO LO SFRUTTAMENTO</h1>
<h2><span style="color: #800000;">Riparte a Milano il 1 Maggio dei precari e delle forze antagoniste. Dietro i fattorini e le maestre tutto il sindacalismo di base</span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv</strong></p>
<hr />
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-1-MAGGIO-3.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47683 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-1-MAGGIO-3.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv 1 MAGGIO (3).Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a>MILANO &#8211; I dati sul lavoro possono essere letti da diverse prospettive. Se si vuole raccontare la storia di un Paese che è uscito dalla crisi con la crescita del PIL e l’assunzione di centinaia di migliaia di lavoratori, allora basta accontentarsi del segno più anche dopo la virgola e non distinguere tra contratti precari e a tempo indeterminato, né ricordarsi della Riforma Fornero sull’art. 18. Insomma, se fuori piove e il cielo è grigio, basta coprire la finestra con uno schermo ad altissima definizione e proiettare uno splendido panorama assolato. Se si vuole conoscere la realtà, invece, basta scendere in strada in giornate come questa, dove migliaia di maestre gridano la loro rabbia contro una sentenza che le priva del diritto di insegnare e lavorare nelle scuole dopo 10 o 15 anni di precariato al servizio della istruzione pubblica. Il buon senso suggerisce di stabilizzarle e coprire i vuoti che la scuola pubblica lamenta da anni, ma la politica tace. Tace da prima delle elezioni e dei successivi “forni” dai quali non è uscita nessuna pagnotta. Oltre il 30% di disoccupazione giovanile, 11% quella nazionale, poco più di 50.000 assunzioni a tempo indeterminato contro le oltre 350.000 a termine fra le tante tipologie create dai governi di centro-sinistra e centro-destra. A chiamata, voucher, job sharing, somministrato, collaborazione e, infine, le agenzie che prestano i lavoratori e che lucrano sulla vendita della mano d’opera come facevano e fanno tuttora  i “caporali” nelle campagne. Certo, la legislazione ha fornito un inquadramento legale, ha concepito una fattispecie formalmente diversa e legittima, ma la logica, la semplice logica di un osservatore, ci racconta un’altra storia. Un po’ come lo scandalo del totonero nel calcio del 1982 e le  scommesse legali di oggi. L’Italia è cambiata, già, ma non sempre ciò che cambia, cambia in meglio. Venti anni di riforme sul lavoro hanno impoverito l’intera classe dei lavoratori ormai privi di diritti, con rinnovi contrattuali al ribasso e condannati a lavorare sino a 70 anni per una pensione da fame. Di sicuro, il buon Fantozzi, nonostante il mega-direttore coi sedili in pelle umana, se la passava meglio. Sanità gratuita, scuola gratuita, scatti di anzianità e pensione retributiva anziché contributiva come tocca a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a Milano, come altrove in Italia, c’è voglia di cambiamento, di gridare i propri diritti e riprendersi ciò che si è perso. Una volontà che parte dai collettivi, dai lavoratori organizzati, dalle militanze politiche e sindacali antagoniste, che si ritrovano in un corteo unitario alternativo a quello dei sindacati confederali CGIL, CISL e UIL.  In testa si trovano i fattorini che, con le casacche di diverse società, consegnano il cibo correndo in bicicletta senza un inquadramento contrattuale, pagati a consegna, privi di assicurazione generale e di malattia pagata. La nuova frontiera della gig economy, l’economia degli algoritmi e della rete, la stessa che sta impoverendo la distribuzione con conseguente perdita di occupazione. Alti profitti e basse imposte, milioni di transazioni sulla rete, mentre la finanza degli Stati sta ancora ai registratori di cassa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corteo scorre lungo il centro della città per toccare Via Padova, simbolo della periferia e delle emarginazioni, il luogo dove manifestare contro la guerra tra poveri, tra italiani e immigrati, tra<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-1-MAGGIO-2.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47684 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-1-MAGGIO-2.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv 1 MAGGIO (2).Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a> giovani e pensionati. <em>“Siamo tutti uguali, siamo tutti sfruttati”</em> ci dice un lavoratore della logistica. Turni notturni, lavoro pesante, e migliaia di lavoratori italiani e stranieri che sono prestati alle grandi aziende dalle cooperative che spesso cambiano ragione sociale ad ogni scadenza di appalto per tenere precari e a basso salario i loro assunti.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità che emerge dai dati e dalla strada è diversa dai palcoscenici degli spot politici. Ci dice che oggi i lavoratori sono merce a basso costo per un mondo a due velocità. Quella dei ricchi che, come dice Briatore “portano la ricchezza”, viaggiano sulla classe &#8220;Executive&#8221; e mal sopportano la visione de &#8220;l&#8217;hotel Mariuccia&#8221;, e quella dei poveri che oggi sono i lavoratori subordinati nel loro complesso. A loro sono riservati gli outlet, i discount, le compagnie low cost e, se ci riescono, la classe “standard” sui treni ad alta velocità.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47681"> (474)</p>
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