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	<title>Libera Tv &#187; Lotte</title>
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	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
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		<title>FASE 2 &#8211; Milano : Proteste alla Regione Lombardia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2020 15:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; FASE 2 &#8211; Milano : Proteste alla Regione Lombardia Servizio di Alfredo Comito per Libera.tv Lombardia &#160; MILANO &#8211; Presidio sotto il Palazzo della Regione dei lavoratori, Sindacati di Base, partiti extra-parlamentari e organizzazioni milanesi per denunciare gli errori nella gestione sanitaria da parte dei vertici della regione Lombardia, che registra quasi la metà [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h1 class="title style-scope ytd-video-primary-info-renderer">FASE 2 &#8211; Milano : Proteste alla Regione Lombardia</h1>
<p>Servizio di Alfredo Comito per Libera.tv Lombardia</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2020/05/Anna-Camposampiero.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-48982" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2020/05/Anna-Camposampiero-300x168.png" alt="Anna Camposampiero" width="300" height="168" /></a>MILANO &#8211; Presidio sotto il Palazzo della Regione dei lavoratori, Sindacati di Base, partiti extra-parlamentari e organizzazioni milanesi per denunciare gli errori nella gestione sanitaria da parte dei vertici della regione Lombardia, che registra quasi la metà dei morti per Covid-19 in Italia, nonché le difficoltà economiche che affrontano molti lavoratori che non hanno ricevuto l&#8217;assegno della Cassa integrazione Guadagni o che hanno perso il lavoro. Presenti lavoratori della logistica, del commercio, del turismo, degli ospedali, delle RSA, duramente coinvolte in Lombardia per via della sciagurata decisione di farli ricoverare i primi dimessi dagli ospedali, ancora capaci di contagiare. Il presidio si è poi tradotto in un corteo spontaneo che ha effettuato un percorso intorno al palazzo della Regione.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="48980"> (214)</p>
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		<title>1 MAGGIO Milano: Lotta e unità</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2018 21:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>GIORNATA DI LOTTA CONTRO LO SFRUTTAMENTO Riparte a Milano il 1 Maggio dei precari e delle forze antagoniste. Dietro i fattorini e le maestre tutto il sindacalismo di base Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv &#160; MILANO &#8211; I dati sul lavoro possono essere letti da diverse prospettive. Se si vuole raccontare [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>GIORNATA DI LOTTA CONTRO LO SFRUTTAMENTO</h1>
<h2><span style="color: #800000;">Riparte a Milano il 1 Maggio dei precari e delle forze antagoniste. Dietro i fattorini e le maestre tutto il sindacalismo di base</span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-1-MAGGIO-3.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47683 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-1-MAGGIO-3.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv 1 MAGGIO (3).Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a>MILANO &#8211; I dati sul lavoro possono essere letti da diverse prospettive. Se si vuole raccontare la storia di un Paese che è uscito dalla crisi con la crescita del PIL e l’assunzione di centinaia di migliaia di lavoratori, allora basta accontentarsi del segno più anche dopo la virgola e non distinguere tra contratti precari e a tempo indeterminato, né ricordarsi della Riforma Fornero sull’art. 18. Insomma, se fuori piove e il cielo è grigio, basta coprire la finestra con uno schermo ad altissima definizione e proiettare uno splendido panorama assolato. Se si vuole conoscere la realtà, invece, basta scendere in strada in giornate come questa, dove migliaia di maestre gridano la loro rabbia contro una sentenza che le priva del diritto di insegnare e lavorare nelle scuole dopo 10 o 15 anni di precariato al servizio della istruzione pubblica. Il buon senso suggerisce di stabilizzarle e coprire i vuoti che la scuola pubblica lamenta da anni, ma la politica tace. Tace da prima delle elezioni e dei successivi “forni” dai quali non è uscita nessuna pagnotta. Oltre il 30% di disoccupazione giovanile, 11% quella nazionale, poco più di 50.000 assunzioni a tempo indeterminato contro le oltre 350.000 a termine fra le tante tipologie create dai governi di centro-sinistra e centro-destra. A chiamata, voucher, job sharing, somministrato, collaborazione e, infine, le agenzie che prestano i lavoratori e che lucrano sulla vendita della mano d’opera come facevano e fanno tuttora  i “caporali” nelle campagne. Certo, la legislazione ha fornito un inquadramento legale, ha concepito una fattispecie formalmente diversa e legittima, ma la logica, la semplice logica di un osservatore, ci racconta un’altra storia. Un po’ come lo scandalo del totonero nel calcio del 1982 e le  scommesse legali di oggi. L’Italia è cambiata, già, ma non sempre ciò che cambia, cambia in meglio. Venti anni di riforme sul lavoro hanno impoverito l’intera classe dei lavoratori ormai privi di diritti, con rinnovi contrattuali al ribasso e condannati a lavorare sino a 70 anni per una pensione da fame. Di sicuro, il buon Fantozzi, nonostante il mega-direttore coi sedili in pelle umana, se la passava meglio. Sanità gratuita, scuola gratuita, scatti di anzianità e pensione retributiva anziché contributiva come tocca a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a Milano, come altrove in Italia, c’è voglia di cambiamento, di gridare i propri diritti e riprendersi ciò che si è perso. Una volontà che parte dai collettivi, dai lavoratori organizzati, dalle militanze politiche e sindacali antagoniste, che si ritrovano in un corteo unitario alternativo a quello dei sindacati confederali CGIL, CISL e UIL.  In testa si trovano i fattorini che, con le casacche di diverse società, consegnano il cibo correndo in bicicletta senza un inquadramento contrattuale, pagati a consegna, privi di assicurazione generale e di malattia pagata. La nuova frontiera della gig economy, l’economia degli algoritmi e della rete, la stessa che sta impoverendo la distribuzione con conseguente perdita di occupazione. Alti profitti e basse imposte, milioni di transazioni sulla rete, mentre la finanza degli Stati sta ancora ai registratori di cassa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corteo scorre lungo il centro della città per toccare Via Padova, simbolo della periferia e delle emarginazioni, il luogo dove manifestare contro la guerra tra poveri, tra italiani e immigrati, tra<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-1-MAGGIO-2.Movie_Istantanea.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47684 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/LiberaTv-1-MAGGIO-2.Movie_Istantanea-300x169.jpg" alt="LiberaTv 1 MAGGIO (2).Movie_Istantanea" width="300" height="169" /></a> giovani e pensionati. <em>“Siamo tutti uguali, siamo tutti sfruttati”</em> ci dice un lavoratore della logistica. Turni notturni, lavoro pesante, e migliaia di lavoratori italiani e stranieri che sono prestati alle grandi aziende dalle cooperative che spesso cambiano ragione sociale ad ogni scadenza di appalto per tenere precari e a basso salario i loro assunti.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità che emerge dai dati e dalla strada è diversa dai palcoscenici degli spot politici. Ci dice che oggi i lavoratori sono merce a basso costo per un mondo a due velocità. Quella dei ricchi che, come dice Briatore “portano la ricchezza”, viaggiano sulla classe &#8220;Executive&#8221; e mal sopportano la visione de &#8220;l&#8217;hotel Mariuccia&#8221;, e quella dei poveri che oggi sono i lavoratori subordinati nel loro complesso. A loro sono riservati gli outlet, i discount, le compagnie low cost e, se ci riescono, la classe “standard” sui treni ad alta velocità.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47681"> (474)</p>
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		<title>LAVORO: DELIVERANCE Lavoratori in bicicletta chiedono DIRITTI</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jul 2017 17:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>MILANO STRIKE MASS: LAVORATORI IN BICICLETTA MANIFESTANO PER AVERE DIRITTI SUL LAVORO Maschere bianche sul volto per non essere riconosciuti. I corrieri dei pasti a domicilio in bicicletta, monitorati col GPS, chiedono di essere riconosciuti lavoratori con pari dignità degli altri. &#8220;Facciamo domanda su internet&#8230;riceviamo le consegne sulla piattaforma, ma non abbiamo niente&#8221; afferma una [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000;">MILANO STRIKE MASS: LAVORATORI IN BICICLETTA MANIFESTANO PER AVERE DIRITTI SUL LAVORO</span></h1>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Maschere bianche sul volto per non essere riconosciuti. I corrieri dei pasti a domicilio in bicicletta, monitorati col GPS, chiedono di essere riconosciuti lavoratori con pari dignità degli altri. &#8220;Facciamo domanda su internet&#8230;riceviamo le consegne sulla piattaforma, ma non abbiamo niente&#8221; afferma una lavoratrice. Chiedono il contratto, assicurazione infortuni, una paga oraria per tutti, diritti assenti per un numero sempre maggiore di lavoratori.</span></h4>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito   LiberaRete &#8211; Libera.tv</strong></p>
<p>_____________________________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/07/DELIVERANCE-2.jpg"><img class=" size-medium wp-image-46148 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/07/DELIVERANCE-2-300x169.jpg" alt="DELIVERANCE 2" width="300" height="169" /></a>DELIVERANCE &#8211; Da Piazza XXIV Maggio, accanto ai navigli, uno dei luoghi simbolo della vita notturna milanese, è partito il corteo in bicicletta composto da diversi lavoratori detti “rider”, perché sfrecciano per consegnare i pasti ordinati a domicilio. Un lavoro che il padrone definisce “lavoretto” per “lavoratori autonomi”. Altro che dipendenti! Ci si allena per due mesi con la squadra vincitrice del Giro d&#8217;Italia, poi si investe in una bicicletta, leggera se possibile, quindi in un IPhone di ultima generazione, poi si presenta domanda su internet e si diventa “imprenditori di se stessi” scaricando una App sul proprio IPhone sulla quale si riceveranno gli ordini di consegna. Nessun rapporto fisico con l’azienda, nessuna stretta di mano, nessun cartellino, ma solo una pagina internet e il GPS sempre acceso così da verificare in tempo reale la potenza dei propri muscoli anche sotto la pioggia. Ma che bella idea! E che idioti tutti i corrieri salariati e dipendenti di altre aziende a non investire per divenire imprenditori di se stessi. E’ così facile e così liberatorio! Ma allora perché questi giovani italiani e non si sono radunati nelle piazze di tutta Europa per chiedere i diritti di ogni lavoratore? Un contratto, la copertura assicurativa nel caso vengano investiti durante le loro corse, paga oraria per tutti, inquadramento collettivo. Che parole sono queste? Dei piccoli imprenditori che parlano come gli operai delle cooperative o gli sfruttati della logistica?</p>
<p style="text-align: justify;">“Se sei molto disponibile e molto veloce consegnerai tanto e salirai nel ranking, perché l’algoritmo che smista gli ordini ne terrà conto; se avrai problemi, bucherai, sarai malato, partirai in vacanza, sospenderai per un po’ la collaborazione, perderai posizioni e la possibilità che altri slot orari ti vengano assegnati. E’ la dura legge del delivery food” scrivono i lavoratori in bicicletta. Insieme ai nuovi voucher che il Governo ha chiamato Contratto di Prestazione Occasionale, i corrieri in bicicletta definiscono il nuovo orizzonte dello sfruttamento legale o ritenuto tale. Puoi lavorare per mesi, ma è sempre occasionale, soprattutto se ti ammali o ti infortuni.<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/07/DELIVERANCE-4.jpg"><img class="  wp-image-46149 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/07/DELIVERANCE-4-300x169.jpg" alt="DELIVERANCE 4" width="357" height="201" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Puoi correre e consegnare molto, ma il salario non sarà mai come quello di un calciatore, neanche di serie Pro. Prima delle riforme sul lavoro dei governi targati D’Alema (Pacchetto Treu), Berlusconi (Legge 30) e Renzi (Jobs’Act), questi lavoratori sarebbero stati assunti con Contratto a Tempo Determinato o Stagionale previsti per alcune tipologie di lavoro, o a Tempo Indeterminato per tutti gli altri che svolgono un lavoro subordinato e continuativo presso la stessa azienda. Alla luce dei dati sulla disoccupazione e l&#8217;aumento della povertà in Italia, le suddette riforme non hanno prodotto alcun beneficio per le classi lavoratrici, bensì hanno assolto alla richiesta di smantellare il potere dei lavoratori che decade proprio nel momento in cui sono resi ricattabili, precari, costretti a vivere nell&#8217;incertezza, nella paura e, meglio ancora, nella miseria. Correranno di più, avranno pensato i pensatori della new e gig economy, superandosi in una competizione che ricorda sempre più quelle di Fantozzi così bene descritte da Paolo Villaggio. Corse che finivano sempre ai piedi del Megadirettore Galattico.  Sabato, i lavoratori in bicicletta a Milano hanno deciso di correre per i propri diritti. Una battaglia difficile proprio per la paura di non ricevere più gli ordini sulla App se riconosciuti. Ma oltre alla paura, dalle loro maschere bianche traspare anche il coraggio e la voglia di essere riconosciuti come lavoratori con piena dignità.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="46147"> (225)</p>
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		<title>MILANO INNSE Operai in sciopero ai cancelli contro lo smontaggio dei macchinari</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/11/30/milano-innse-operai-in-sciopero-ai-cancelli-contro-lo-smontaggio-dei-macchinari/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 00:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>GLI OPERAI DELLA INNSE DIFENDONO I MACCHINARI DAVANTI AI CANCELLI Dopo due giorni di sciopero in presidio davanti ai cancelli della fabbrica contro lo smontaggio di alcuni macchinari, l&#8217;azienda fa marcia indietro Interviste a cura di Alfredo Comito LiberaRete &#8211; Libera.tv &#160; Dopo due giorni di sciopero in presidio davanti ai cancelli della fabbrica, i lavoratori [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000;">GLI OPERAI DELLA INNSE DIFENDONO I MACCHINARI DAVANTI AI CANCELLI</span></h1>
<h4><span style="color: #993300;">Dopo due giorni di sciopero in presidio davanti ai cancelli della fabbrica contro lo smontaggio di alcuni macchinari, l&#8217;azienda fa marcia indietro</span></h4>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito LiberaRete &#8211; Libera.tv</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/11/INNSE-2.jpg"><img class="alignleft wp-image-45649 size-medium" title="Operai Innse" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/11/INNSE-2-300x169.jpg" alt="INNSE 2" width="300" height="169" /></a>Dopo due giorni di sciopero in presidio davanti ai cancelli della fabbrica, i lavoratori della INNSE sono riusciti a fermare l&#8217;azione del proprietario Camozzi tesa a smontare alcuni macchinari della fabbrica. L&#8217;azienda si è impegnata a ripartire dallo status quo antecedente l&#8217;azione di protesta degli operai. Dopo aver vinto una lunga battaglia nel 2009 per mantenere la produzione nel sito milanese consentendo all&#8217;imprenditore bresciano di avere il terreno e la fabbrica ad un costo irrisorio dal comune con la promessa di investimenti e aumento della forza lavoro, gli operai della INNSE sono stati posti in cassa <a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/11/INNSE-3.jpg"><img class=" size-medium wp-image-45650 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/11/INNSE-3-300x169.jpg" alt="INNSE 3" width="300" height="169" /></a>integrazione a marzo del 2016 e lamentano il mancato rispetto degli impegni che Camozzi aveva assunto nel 2009 in Prefettura. L&#8217;imprenditore, infatti, si era impegnato a ristrutturare il resto del capannone e aumentare la produzione, nonché far crescere l&#8217;occupazione sino a 150 unità. Nei fatti, il numero degli operai non è cresciuto da allora e la volontà di smantellare anche le macchine più importanti non rassicura di certo gli operai della INNSE che all&#8217;epoca salirono sul carroponte e ci rimasero sino alla conclusione della vertenza in agosto, inaugurando la lunga stagione dei tetti e delle gru occupate  in tutta Italia per difendere le università, i treni notte, gli ospedali, l&#8217;occupazione.<br />
Per il momento il traffico scorre regolare in Via Rubattino, ma gli operai dicono &#8220;non è ancora finita&#8221;.
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="45648"> (405)</p>
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		<title>MILANO Lavoratori TIM uniti per i diritti e il salario</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/11/27/milano-lavoratori-tim-uniti-per-i-diritti-e-il-salario/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2016/11/27/milano-lavoratori-tim-uniti-per-i-diritti-e-il-salario/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2016 18:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
		<category><![CDATA[TIM]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>LA TIM DISDICE IL CONTRATTO DI II° LIVELLO. I LAVORATORI IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA Senza bandiere i lavoratori della TIM e della Telecom hanno manifestato uniti per chiedere ai sindacati di difendere i loro diritti e i loro salari Interviste a cura di Alfredo Comito LiberaRete &#8211; Libera.tv &#160; L&#8217;azienda ha disdetto il contratto di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/11/27/milano-lavoratori-tim-uniti-per-i-diritti-e-il-salario/">MILANO Lavoratori TIM uniti per i diritti e il salario</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000;">LA TIM DISDICE IL CONTRATTO DI II° LIVELLO. I LAVORATORI IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA</span></h1>
<h4><span style="color: #993300;">Senza bandiere i lavoratori della TIM e della Telecom hanno manifestato uniti per chiedere ai sindacati di difendere i loro diritti e i loro salari</span></h4>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito LiberaRete &#8211; Libera.tv</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/11/TIM-4.jpg"><img class=" size-medium wp-image-45623 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/11/TIM-4-300x169.jpg" alt="TIM 4" width="300" height="169" /></a>L&#8217;azienda ha disdetto il contratto di II livello e, in prossimità del rinnovo del CCNL scaduto da oltre un anno, chiede ulteriori sacrifici ai lavoratori sul salario e sulla flessibilità oraria. I lavoratori sono contrari anche agli strumenti digitali di controllo a distanza in un settore il cui operato è già monitorato costantemente. Gli effetti del Jobs Act e la mancanza di una strategia economica in un settore importante come quello delle telecomunicazioni rende sempre più evidente come l&#8217;unico &#8220;investimento&#8221; sulla &#8220;crescita&#8221; è il costante taglio di diritti e salario per la classe lavoratrice. L&#8217;Italia, infatti, è l&#8217;unico Paese che all&#8217;atto della liberalizzazione del settore, ha optato per la vendita complessiva del servizio e della rete ad un soggetto privato costituito all&#8217;epoca dal c.d. &#8220;nocciolo<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/11/TIM-3.jpg"><img class=" size-medium wp-image-45624 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/11/TIM-3-300x169.jpg" alt="TIM 3" width="300" height="169" /></a> duro&#8221;, un gruppo di imprenditori che ha rilevato con un prestito bancario la società pubblica e, anziché investire sulle risorse tecniche, ha suddiviso lauti utili per decenni agli azionisti spacchettando la società e vendendone i pezzi nel tempo. Oggi l&#8217;Italia ha la rete più lenta d&#8217;Europa e questo a discapito di un processo economico che va proprio nel verso opposto, digitalizzando gli archivi e rendendo sempre più veloce la comunicazione tra le persone e le aziende. I lavoratori della TIM e della Telecom hanno intrapreso iniziative autonome e unitarie riproponendo il protagonismo e la partecipazione diretta dei lavoratori per chiedere ai sindacati di agire partendo dal basso. La vertenza Telecom è molto importante nelle telecomunicazioni, poiché si rifletterà su tutto il settore e riguarderà tutti i lavoratori occupati che già soffrono per i bassi salari e le delocalizzazioni.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="45622"> (912)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Abd Elsalam Ahmed Eldanf : Ucciso mentre lottava &#8211; Sabato corteo a Piacenza</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/09/16/abd-elsalam-ahmed-eldanf-ucciso-mentre-lottava-sabato-corteo-a-piacenza/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 15:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Libera.Tv]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Abd Elsalam Ahmed Eldanf]]></category>
		<category><![CDATA[Lotte]]></category>
		<category><![CDATA[Piacenza]]></category>
		<category><![CDATA[USB - Unione Sindacale di Base]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>UCCISO MENTRE LOTTAVA Abd Elsalam Ahmed Eldanf muore schiacciato dal TIR che forza il picchetto Un lavoratore tra i suoi compagni in lotta: questo era Abd Elsalam Ahmed Eldanf e per questo è morto. Pubblichiamo la ricostruzione dell&#8217;accaduto da parte dei militanti dell&#8217;USB che erano presenti quando il TIR della GLS si è mosso ed [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="news-single-content">
<h1 class="bodytext" style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">UCCISO MENTRE LOTTAVA</span></h1>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><em>Abd Elsalam Ahmed Eldanf muore schiacciato dal TIR che forza il picchetto</em></p>
<hr />
</div>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><em>Un lavoratore tra i suoi compagni in lotta: questo era Abd Elsalam Ahmed Eldanf e per questo è morto. Pubblichiamo la ricostruzione dell&#8217;accaduto da parte dei militanti dell&#8217;USB che erano presenti quando il TIR della GLS si è mosso ed ha schiacciato Elsalam. Dalla testimonianza <span class="text">di Riad Zaghdane dell&#8217;Unione sindacale di base</span>, pubblicata da <a href="http://youmedia.fanpage.it/video/aa/V9qtT-SwFfliH6u9" target="_blank">Fanpage.it</a>, la dinamica sembra molto chiara. Elsalam, impegnato nel picchetto, cerca di fermare il TIR crumiro che forza il blocco. Il TIR non si ferma e Elsalam muore. Questa è l&#8217;Italia oggi. Un paese dove è possibile morire per difendere i propri diritti. Un paese dove, grazie ai sindacati conflittuali, gli immigrati e nativi lottano insieme ricostruendo un tessuto di solidarietà senza il quale non esiste la civiltà del lavoro. Chiediamo giustizia per Elsalam e siamo sicuri che il suo esempio non sarà dimenticato. Non bisogna arretrare perchè solo uniti si vince.  Primo appuntamento la manifestazione di sabato a Piacenza. Le più sentite condoglianze della redazione di Libera.Tv e della Associazione LiberaRete alla famiglia, ai suoi compagni di lotta ed al sindacato in cui militava.</em></p>
<hr />
<div class="news-single-content">
<h3 class="bodytext" style="text-align: justify;">COMUNICATO STAMPA USB</h3>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/09/20160917_manifestazione_piacenza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-45251" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/09/20160917_manifestazione_piacenza-300x205.jpg" alt="Abd Elsalam Ahmed Eldanf Uno di Noi" width="300" height="205" /></a>Abd Elsalam Ahmed Eldanf, 53 anni 5 figli, operaio presso il magazzino GLS di Piacenza è stato ucciso da un camion lanciato contro il picchetto che accompagnava una difficile trattativa in corso nella notte. Assieme a lui è rimasto ferito, per fortuna in maniera lieve un altro facchino.</p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;">Abd Elsalam, pur non essendo un precario, lottava contro la precarietà e per il rispetto degli accordi sottoscritti, a prezzo di dure lotte, tra l’USB e la GLS costantemente messi in discussione dall’azienda come stava avvenendo anche ieri sera.</p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;">Le responsabilità dell’azienda sono incontrovertibili, sia per il clima di ricatto e di schiavitù che vige nei suoi depositi attuato grazie alla totale complicità di tutte le altre sigle sindacali, sia per aver incitato i camionisti dell’azienda a sfondare il picchetto. Altrettanto incontrovertibili le responsabilità del Governo nella destrutturazione dei diritti dei lavoratori e l’introduzione del jobs act che sono la vera causa dell’assassinio di Abd elsalam ahmed eldanf.</p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;">Il settore della Logistica è diventato da tempo strategico per il capitale, sempre più in cerca di profitti che ora, dopo la delocalizzazione della produzione fuori dall’Italia, si realizzano attraverso una sfrenata competizione sulla velocità con cui le merci stesse si muovono per arrivare in tempi più rapidi possibile ai clienti finali. Di fronte al profitto per qualcuno è lecito anche uccidere chi lotta contro la nuova schiavitù.</p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><strong>&#8211; La USB ha dichiarato lo SCIOPERO IMMEDIATO di tutto il settore della logistica a livello nazionale dalle 05 di oggi 15 settembre alle 05 del 16 settembre con blocco dei magazzini e delle merci ed ha invitato le proprie strutture di fabbrica ad organizzare scioperi e fermate di protesta</strong></p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;"><strong>&#8211; l’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato proclama 2 ore di sciopero nazionale a fine di ogni turno per tutti i settori, le aziende e le società di lavoro privato per la giornata di oggi, 16 settembre.</strong></p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;">L’USB conferma per tutto il settore della logistica lo sciopero nazionale di 24 ore, indetto dalle ore 05.00 del 15/09/16 alle 05,00 del 16 settembre 2016.</p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;">&#8211; In tutte le principali città italiane si svolgeranno presidi di protesta presso gli Uffici del Governo.</p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;">&#8211; Alle ore 13,30 Conferenza Stampa sul piazzale antistante la GLS a Piacenza</p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;">&#8211; A Roma alle ore 15 Mobilitazione sotto gli uffici del Ministro del Lavoro in Via Veneto dove USB chiede di incontrare il Ministro Poletti.</p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;">&#8211; A Firenze alle ore 18.00 presidio presso Direzione Territoriale Del Lavoro &#8211; via Spartaco Lavagnini 9 Firenze</p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;">&#8211; A Pisa alle ore 19.00 presidio Piazza XX Settembre</p>
<p class="bodytext" style="text-align: justify;">&#8211; SABATO 17 ORE 14 MANIFESTAZIONE A PIACENZA.</p>
</div>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="45247"> (112)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>LOI TRAVAIL &#8211; JOBS ACT: I Sindacati di base sostengono la lotta dei francesi</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/06/05/loi-travail-jobs-act-i-sindacati-di-base-sostengono-la-lotta-dei-francesi/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2016 15:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[ALDO PIGNATARO]]></category>
		<category><![CDATA[CUB - Confederazione Unitaria di Base]]></category>
		<category><![CDATA[Jobs Act]]></category>
		<category><![CDATA[LOI TRAVAIL]]></category>
		<category><![CDATA[Lotte]]></category>
		<category><![CDATA[MANIFESTAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MATTIA SCOLARI]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[SGB - sindacato Generale di Base]]></category>
		<category><![CDATA[SI COBAS]]></category>
		<category><![CDATA[USI AIT]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;La Francia dimostra che si può contrastare il Jobs Act&#8221; CUB, SI COBAS, USI AIT e SGB denunziano la resa dei sindacati confederali davanti allo smantellamento dell&#8217;art. 18 e alla riforma del lavoro in Italia. Iniziativa a Milano Interviste a cura di Alfredo Comito LiberaRete &#8211; Libera.tv Lombardia &#160;   MILANO &#8211; CUB, S.I. COBAS, [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #800000;"><strong><i>&#8220;La Francia dimostra che si può contrastare il Jobs Act&#8221;</i></strong></span></h1>
<h2>CUB, SI COBAS, USI AIT e SGB denunziano la resa dei sindacati confederali davanti allo smantellamento dell&#8217;art. 18 e alla riforma del lavoro in Italia. Iniziativa a Milano</h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito LiberaRete &#8211; Libera.tv Lombardia</strong></p>

<a href='https://www.libera.tv/2016/06/05/loi-travail-jobs-act-i-sindacati-di-base-sostengono-la-lotta-dei-francesi/mattia-scolari-cub/'><img width="300" height="169" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/Mattia-Scolari-CUB-300x169.jpg" class="attachment-medium" alt="Mattia Scolari CUB" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2016/06/05/loi-travail-jobs-act-i-sindacati-di-base-sostengono-la-lotta-dei-francesi/aldo-pignataro-sgb/'><img width="300" height="169" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/Aldo-Pignataro-SGB-300x169.jpg" class="attachment-medium" alt="Aldo Pignataro SGB" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/CUB.jpg"><img class="  wp-image-44735 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/CUB-300x169.jpg" alt="CUB" width="351" height="198" /></a> MILANO &#8211; CUB, S.I. COBAS, USI AIT e  SGB hanno manifestato lungo le vie di Milano a sostegno della lotta dei lavoratori francesi contro la riforma del lavoro, equivalente del Jobs Act prodotta dal governo Renzi in Italia.<br />
Per quanto i contratti precari siano ormai diffusi in Europa, la Francia ha conosciuto solo recentemente la stessa politica sul lavoro già applicata in Italia e che risponde alla grottesca logica della eliminazione dei diritti dei lavoratori per la crescita della occupazione.<br />
Non si comprende bene cosa c&#8217;entri la libertà del patronato di licenziare singolarmente ogni lavoratore senza che questi abbia commesso qualcosa, con l&#8217;aumento delle assunzioni.<br />
Come ripete qualcuno in televisione da qualche giorno, &#8220;è il mercato bellezza&#8221;, e il mercato non prevede una crescita della occupazione, semmai una progressiva riduzione, almeno nei Paesi a capitalismo avanzato.<br />
A meno che la brillante logica delle assunzioni stia nel licenziare e riassumere gli stessi lavoratori a condizioni legali ed economiche migliori per il patronato e poi parlare di crescita della occupazione coma fa il Presidente del Consiglio italiano.<br />
Di fatto, gli studenti e i lavoratori francesi non si sono fatti imbrigliare da queste contorsioni celebrali e hanno compreso che in gioco sono i loro diritti basilari, il frutto di ciò che una volta era considerato progresso sociale.<br />
I sindacati di base italiani rivendicano di aver indetto più scioperi nazionali contro la riforma dell&#8217;art. 18 e contro il Jobs Act, ma denunziano l&#8217;oscuramento dei mass media e l&#8217;accordo  sulla Rappresentanza che CGIL, CISL e UIL hanno sottoscritto col patronato per garantire la pace sociale e per escludere gli altri sindacati dalle elezioni aziendali.<br />
Di certo in Italia non si è prodotto alcun conflitto significante contro le riforme adottate in questi anni, dalle pensioni ridotte ad una miseria, al lavoro ridotto alla precarietà anche per chi ottiene il famigerato contratto a &#8220;tutele crescenti&#8221; di Renzi.<br />
Se chi ha chiamato alla mobilitazione è stato oscurato, è altrettanto vero che il Paese nel suo complesso è rimasto a guardare, inerme davanti allo scippo dei propri diritti.<br />
&#8220;Non vogliamo fare la fine degli italiani&#8221; ha dichiarato un manifestante ai microfoni di un giornalista italiano.  Il governo francese, pur in difficoltà, ha dichiarato che non si fermerà.<br />
Qualunque sarà l&#8217;esito, i lavoratori francesi ci stanno provando.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="44731"> (217)</p>
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		<item>
		<title>CANILI COMUNALI: ennesima svendita. Delle persone</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/08/23/canili-comunali-ennesima-svendita-delle-persone/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2015 10:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Bruni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Lotte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo il comunicato dei lavoratori dei canili comunali di Roma, che hanno avviato la protesta contro i 110 licenziamenti e per un&#39;altra gestione pubblica. Dopo questa prima mobilitazione e un incontro deludente in assessorato, i prossimi appuntamenti: il 25 agosto alle 11 assemblea cittadina in Campidoglio, e il 26 agosto alle14 alla Circonvallazione Ostiense, contro [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<em>Pubblichiamo il comunicato dei lavoratori dei canili comunali di Roma, che hanno avviato la protesta contro i 110 licenziamenti e per un&#39;altra gestione pubblica</em>. <em>Dopo questa prima mobilitazione e un incontro deludente in assessorato, i prossimi appuntamenti: il 25 agosto alle 11 assemblea cittadina in Campidoglio, e il 26 agosto alle14 alla Circonvallazione Ostiense, contro il bando la gestione dei canili in appalto</em></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>CANILI COMUNALI DI ROMA: DA ECCELLENZA A LAGER</strong></p>
<p>
	Come si demolisce un servizio funzionante sulla pelle di cittadini, lavoratori e animali</p>
<p>
	<strong>Oggi 20 </strong>agosto 2015, presso l&rsquo;assessorato all&rsquo;Ambiente di Roma, si è svolto lo speaker&rsquo;s corner organizzato dai lavoratori e dalle lavoratrici dei canili comunali, insieme ai volontari delle 3 strutture.</p>
<p>
	<strong>La mobilitazione ha visto</strong> la partecipazione massiccia dei lavoratori del canile, di cittadini e cittadine, insieme alle realtà, come Roma Comune, che hanno sostenuto e dato visibilità alla campagna di sensibilizzazione contro il licenziamento degli operatori e contro la demolizione perpetrata dal comune nei confronti del sistema di tutela e difesa dei randagi della città, creato e portato avanti negli anni dai lavoratori e dai volontari dei canili (randagi che, per inciso, si ricorda essere animali di proprietà del Sindaco&hellip;).</p>
<p>
	<strong>Contemporaneamente</strong> allo speaker&rsquo;s corner, si è tenuto un incontro tra le parti sociali, le rappresentanze dei lavoratori e l&rsquo;Assessorato all&rsquo;Ambiente del Comune di Roma.</p>
<p>
	<strong>Il primo dato</strong> che emerge dall&rsquo;incontro è l&rsquo;assenza dell&rsquo;Assessore Estella Marino. Assenza rappresentativa del disinteresse con cui questa affronta le questioni che riguardano servizi essenziali e indispensabili per la città di Roma, e che ha determinato la mancanza di impegni formali e concreti che riguardino le nostre istanze.</p>
<p>
	<strong>Altro dato inquietante </strong>e disarmante registrato nell&rsquo;incontro è che, per stessa ammissione dei consulenti dell&rsquo;Assessore presenti, Roma è schiava del debito e schiacciata dalle politiche di austerity imposte dall&rsquo;Europa e dal governo nazionale.</p>
<p>
	<strong>Quello che oggi è stato chiesto</strong> da parte dei lavoratori e lavoratrici dei canili comunali di Roma è il ritiro immediato del bando contestato, un percorso formativo che riconosca l&rsquo;impegno, la passione e la professionalità dimostrata in oltre 15 anni di duro lavoro, e l&rsquo;internalizzazione del servizio, processo che garantirebbe un altissimo risparmio in termini economici, un ottimo investimento in termini di qualità del servizio reso a cani, gatti e cittadini, e una definitiva stabilizzazione della forza lavoro impiegata.</p>
<p>
	<strong>Non meno importante </strong>è il dato economico che emerge con violenza dalle cifre del bando: l&rsquo;investimento che l&rsquo;amministrazione fa sul singolo cane pari a 2,70 euro, cifra degna dei peggiori canili lager privati d&rsquo;Italia.</p>
<p>
	<strong>La mobilitazione non si ferma qui: </strong>i prossimi appuntamenti sono un&rsquo;assemblea pubblica in Campidoglio il 25 agosto alle 11 in occasione dell&rsquo;incontro, preannunciato questa mattina, tra l&rsquo;assessore all&rsquo;Ambiente e quello al Bilancio. Invitiamo i cittadini e le cittadine, le associazioni, i movimenti, a confrontarsi per aprire un nuovo corso per questa città, fuori dal debito, dai profitti e dalle privatizzazioni, che hanno gettato Roma nel caos più profondo.</p>
<p>
	<strong>Lanciamo da subito un&rsquo;altra mobilitazione,</strong> decisiva per le sorti dei lavoratori e degli animali ospitati nel canili comunali, il 26 agosto alle ore 14.00 in Circonvallazione Ostiense 191, in occasione dell&rsquo;apertura delle buste della gara d&rsquo;appalto.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>NO PASARAN!!!</strong></p>
<p>
	I Lavoratori e le Lavoratrici dei Canili Comunali</p>
<p>
	Per info: lavoratoricaniliroma@gmail.com<br />
	&nbsp;</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="10744"> (24)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Pubblico impiego: Torna il conflitto e mette paura.</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/01/04/pubblico-impiego-torna-il-conflitto-e-mette-paura/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/01/04/pubblico-impiego-torna-il-conflitto-e-mette-paura/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2015 10:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Jobs Act]]></category>
		<category><![CDATA[Lotte]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblico Impiego e funzione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[USB - Unione Sindacale di Base]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ma cos&#39;è il pubblico impiego? E perché da anni e&#39; diventato il bersaglio preferito di governi e poteri forti? Queste due domande sorgono spontanee di fronte all&#39;ennesima levata di scudi in atto dopo la vicenda dei vigili urbani romani, degli spazzini napoletani, dei macchinisti della metro di Roma, ( che pubblico impiego non sono ) [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h4>
	<strong><span style="color:#b22222;">Ma cos&#39;è il pubblico impiego? E perché da anni e&#39; diventato il bersaglio preferito di governi e poteri forti?</span></strong></h4>
<h4 class="rtejustify">
	Queste due domande sorgono spontanee di fronte all&#39;ennesima levata di scudi in atto dopo la vicenda dei vigili urbani romani, degli spazzini napoletani, dei macchinisti della metro di Roma, ( che pubblico impiego non sono ) ecc..</h4>
<hr />
<p>
	<strong>Cioè il fatto che settori di lavoratori, impossibilitati allo sciopero da una serie di norme talmente cavillose in materia di diritto di sciopero da renderlo di fatto impraticabile e comunque scarsamente efficace, si inventano forme di lotta incisive e determinate per difendere le proprie condizioni di lavoro e di salario in tempi difficilissimi come quelli che stiamo attraversando da tempo, sta diventando l&#39;ennesimo pretesto per un pesante attacco, mosso prima di tutto dal governo e dalla stampa main stream.</strong></p>
<p>
	Al centro della querelle la censura di un sacrosanto comportamento conflittuale messo in atto la sera di capodanno a Roma di fronte&nbsp; ad una proposta che, al Comune di Roma come in tutta Italia, vuole ridurre i salari attraverso un taglio netto e pesante del salario accessorio, e alla sconcertante idea che per sconfiggere la corruzione nella città di &quot;mafia capitale&quot; sia opportuno far ruotare migliaia di vigili urbani su un territorio enorme e il cui traffico rende ogni spostamento un vero e proprio viaggio senza limiti di tempo.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Tutti gridano allo scandalo dell&#39;assenteismo, dimenticando pero&#39; le scandalose assenze di molti sindaci, onorevoli, senatori, dai loro &quot;luoghi di lavoro&quot;. Il dato politico rilevante è però dato dalla lettura della questione, su cui in molti si stanno esercitando dalle pagine dei quotidiani, che vede il mondo pubblico come un luogo di privilegiati di scarsa efficienza, e di dubbia qualità, colpevole del mal funzionamento della macchina statale che, pertanto, va asciugata attribuendo sempre più compiti al &quot;privato&quot; che saprà renderlo invece produttivo ed efficiente.</strong></p>
<p>
	Così va stroncata anche solo l&#39;idea che il conflitto, in qualsiasi modo esercitato, possa essere uno strumento utilizzabile per impedire che questi processi vadano in porto. Anche l&#39;idea che &quot;insieme&quot; si può essere forti ed incisivi va demonizzata, pena il certo naufragare dell&#39;attacco in corso ai corpi intermedi della società.</p>
<p>
	A tal fine governo, padroni e sindacati complici lavorano alacremente alla frammentazione, praticando scientificamente la artificiosa divisione nella società e nei luoghi di lavoro tra chi ha poco e chi ha ancora meno, tra chi avrà il Jobs act e chi no, per impedire che qualcuno si accorga che la lotta dovrebbe essere, tutti insieme, contro chi il Jobs act si è inventato e vuole applicare indifferentemente a tutti.</p>
<p>
	<strong>Diversamente dal coro che vede uniti Governo, amministratori, pennivendoli e sindacati complici, noi pensiamo che quanto accaduto sia un segnale importante di ripresa del conflitto in ogni forma possibile e, per noi questo è sempre un buon segnale.</strong><br />
	&nbsp;</p>
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user2933/logoUSBpiccolo2.jpg" style="width: 200px; height: 199px;" /></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1313"> (20)</p>
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		<title>Sempre più determinati! Buon 2015!</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2014 08:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[CISL]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Lotte]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[UIL - Unione Italiana del Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[USB - Unione Sindacale di Base]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un anno cominciato male e che sta terminando ancora peggio il 2014. Questa è la sintesi di 12 mesi di governo Renzi che hanno sostituito il governo Letta che ha sostituito il governo Monti che ha sostituito il governo Berlusconi&#8230;&#8230;&#8230; tutti governi che hanno gli stessi padroni: l&#8217;Unione Europea, la BCE e il FMI, cioè [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #b22222;"><strong>Un anno cominciato male e che sta terminando ancora peggio il 2014. </strong></span></h3>
<p><strong>Questa è la sintesi di 12 mesi di governo Renzi che hanno sostituito il governo Letta che ha sostituito il governo Monti che ha sostituito il governo Berlusconi&#8230;&#8230;&#8230; tutti governi che hanno gli stessi padroni: l&#8217;Unione Europea, la BCE e il FMI, cioè il potere economico e finanziario che sta divorando il mondo e questo continente per mantenere inalterati i margini di guadagno di pochi a danno della vita e del futuro di molti.</strong></p>
<hr />
<p>La disoccupazione, i licenziamenti, il disagio sociale e la povertà hanno raggiunto livelli insopportabili che ci hanno fatto tornare indietro di decenni.</p>
<p>Ogni giorno la repressione e la mancanza di democrazia si fanno sentire con sempre maggiore insistenza.</p>
<p>Il mondo del lavoro è stato colpito pesantemente e continua ad essere il maggior bersaglio di tale fuoco incrociato, il bersaglio più facile, oggi la classe più debole ed indifesa.</p>
<p>Le responsabilità della politica e di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono enormi e sono sotto gli occhi di tutti: l&#8217;ipocrisia politica ha raggiunto livelli impensabili soltanto pochi anni fa e quello che dovrebbe essere il massimo garante istituzionale, il Presidente Napolitano, spaccia per “antipolitica” tutto ciò che non fa parte del coro, tutto ciò che si discosta dalla logica del pensiero unico imposto a milioni di donne e uomini di questo paese.</p>
<p>Al contrario, l&#8217;antipolitica, se proprio vogliamo utilizzare questo termine, è quella che ha caratterizzato la vita dei partiti e dei sindacati “storici” di questo paese che rapidamente hanno abbandonato qualsiasi valore, qualsiasi aspirazione al cambiamento, qualsiasi idea che non avesse il marchio di validità rilasciato dai potentati che si sono succeduti in questi decenni a livello nazionale ed internazionale.</p>
<p>Il “dio mercato” ha inquinato le menti di generazioni ed ora che il periodo delle vacche grasse è terminato ci si sveglia impreparati, inermi e disorientati rispetto ad una crisi che sta travolgendo tutto e tutti.</p>
<p>Ma ci sono anche focolai di resistenza, tentativi di ricostruire un&#8217;alternativa reale, lotte generose e coraggiose, solidarietà ritrovate, ricerca di strumenti e pratiche che potrebbero rappresentare la vera novità per il prossimo anno e che dobbiamo tutti sostenere e rinvigorire con estrema convinzione.</p>
<p>Le ultime novità, la legge di stabilità (senza crescita e senza aumento dell&#8217;occupazione), il jobs act (che dispiegherà le sue aberrazioni nei prossimi mesi ma il cui disegno si fa sempre più chiaro dopo le ultime novità di Natale), l&#8217;ipocrita posizione del governo sul fiscal compact (che impedirà qualsiasi sviluppo e tenuta del sistema paese), ci devono spingere ad una lotta sempre più determinata ed a smascherare le posizioni di chi sindacalmente e socialmente a parole dice di volersi opporre a questo stato di cose ma nella realtà è ad esso assolutamente funzionale.</p>
<p>Come la Cgil che sciopera il 12 dicembre dopo che la legge delega del jobs act era già stata approvata e che utilizza le legittime aspettative e speranze di milioni di lavoratori per ricercare una concertazione perduta e non più proponibile, che non smette di agognare un rapporto organico con la Cisl e con il governo, che partecipa alla lotta interna al PD: ma i lavoratori in carne ed ossa, le loro aspettative ed i loro diritti che cosa hanno a che vedere con tutto ciò?</p>
<p>USB ha trascorso quest&#8217;anno tra lotte, scioperi, manifestazioni, formulazione di proposte alternative e costruzione dell&#8217;alternativa sindacale: sempre più lavoratrici e lavoratori si ritrovano su questo sentiero difficile ma convincente. Continueremo su questa strada e siamo certi che il prossimo anno non potrà che vederci sempre più protagonisti, sempre più concentrati sugli obiettivi, sempre più determinati ….. e saremo sempre di più!</p>
<p><span style="color: #b22222;"><strong>Buon anno e buona lotta a tutte e tutti!</strong></span></p>
<p><img style="width: 200px; height: 199px;" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user2933/logoUSBpiccolo2.jpg" alt="" />
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1312"> (21)</p>
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