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	<title>Libera Tv &#187; FIOM</title>
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	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
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		<title>TRIESTE : DEPORTATO PERCHE&#8217; LOTTA &#8211; manifestazione nazionale per Sasha Colautti</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jun 2017 16:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Friuli Venezia Giulia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>LA WATSILA DEPORTA CHI LOTTA Sasha Colautti (USB) trasferito a 1000 km di distanza per non farlo rientrare in fabbrica A Trieste manifestazione nazionale di solidarietà il 24 giugno La ex Grandi Motori, oggi proprietà della multinazionale Wartsila, è la principale azienda metalmeccanica della provincia di Trieste. Sasha Colautti è un lavoratore che negli anni [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">LA WATSILA DEPORTA CHI LOTTA</span></h1>
<h4>Sasha Colautti (USB) trasferito a 1000 km di distanza per non farlo rientrare in fabbrica</h4>
<h4>A Trieste manifestazione nazionale di solidarietà il 24 giugno</h4>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/06/catene-sasha.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-46108" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/06/catene-sasha-300x169.jpg" alt="Sasha Colautti in catene" width="300" height="169" /></a>La ex Grandi Motori, oggi proprietà della multinazionale Wartsila, è la principale azienda metalmeccanica della provincia di Trieste. Sasha Colautti è un lavoratore che negli anni è divenuto un sindacalista combattivo riconosciuto e stimato dai propri compagni. Fino a qualche settimana fa era il segretario provinciale della FIOM. Ha diretto la sua organizzazione e si è battutto contro l&#8217;approvazione dell&#8217;ultimo contratto nazionale di lavoro. Quando la FIOM nazionale è riuscita nell&#8217;intento di &#8220;normalizzare&#8221; quella locale ha deciso di prendere atto della situazione e di rinunciare al distacco sindacale per rientrare in fabbrica come semplice operaio. Insieme ai suoi compagni di lotta ha aderito ad un&#8217;altra organizzazione sindacale, USB, per continuare a battersi contro quegli accordi che considera ingiusti. E fin qui l&#8221;unica singolarità è riscontrare in un sindacalista una coerenza rara. <a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/06/lettera-sasha.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-46110" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/06/lettera-sasha-300x164.jpg" alt="La lettera di deportazione - Sasha Colautti" width="300" height="164" /></a>La stessa coerenza che ha fatto si Sasha Colautti un punto di riferimento per tantissimi lavoratori. Proprio per questo, una volta che Sasha è uscito dalla FIOM, l&#8217;azienda per cui lavoro si è scatenata contro di lui con una violenza che non si vedeva dagli anni &#8217;50 del secolo scorso. Non gli è permesso tornare al proprio posto di lavoro, non gli è permesso di rientrare in quella fabbrica dove ha lottato ed avrebbe di nuovo lottato, gli viene invece imposto di trasferirsi a 1000 km di distanza in un &#8220;reparto confine&#8221; dove non potrà più nuocere. Siamo alla più sfacciata e plateale attività antisindacale e discriminatoria. Siamo di fronte ad atti vergognosi. Sasha Colautti, coerente con la sua storia, non si piega e resiste. Insieme a lui i suoi compagni di lavoro, la sua organizzazione sindacale, la parte migliore della città che ha capito bene che se passa questa logica nessuno potrà più resistere. Siamo andati al presidio permanente ad incontrare Sasha ed a raccogliere le sue parole. Una storia che deve essere raccontata e conosciuta. Una lotta che avrà un passaggio fondamentale nella manifestazione nazionale di solidarietà che si terrà il prossimo 24 giugno nelle strade del centro di Trieste.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="46105"> (321)</p>
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		<title>INNSE &#8211; Mai soli : Continua la lotta degli operai</title>
		<link>https://www.libera.tv/2017/03/25/innse-mai-soli-continua-la-lotta-degli-operai/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 17:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>LAVORO: SCIOPERO E PRESIDIO. CONTINUA LA LOTTA DEGLI OPERAI DELLA INNSE Lotta di resistenza e solidarietà. Assente la FIOM da cui gli operai INNSE si sentono traditi e abbandonati. Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv ______________________________________________________________________________________________________________________________________ MILANO &#8211; Dopo oltre due settimane di sciopero, gli operai della INNSE hanno deciso di rientrare [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000;">LAVORO: SCIOPERO E PRESIDIO. CONTINUA LA LOTTA DEGLI OPERAI DELLA INNSE</span></h1>
<h2><span style="color: #800000;">Lotta di resistenza e solidarietà. Assente la FIOM da cui gli operai INNSE si sentono traditi e abbandonati.</span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv</strong></p>
<p>______________________________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/03/INNSE-3-settimane.jpg"><img class=" size-medium wp-image-45947 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/03/INNSE-3-settimane-300x169.jpg" alt="INNSE 3 settimane" width="300" height="169" /></a>MILANO &#8211; Dopo oltre due settimane di sciopero, gli operai della INNSE hanno deciso di rientrare in fabbrica pronti, però, ad agire se le condizioni lo richiederanno. Cambio di strategia, ma nessun passo indietro rispetto alla richiesta del ritiro dei quattro licenziamenti e sul rispetto degli accordi che l&#8217;imprenditore bresciano aveva firmato nel 2009.<br />
Gli operai della INNSE raccolgono la solidarietà di amici e compagni di lotta, ma denunziano l&#8217;abbandono della FIOM, il sindacato a cui sono iscritti da 35 anni. Una frattura che ogni giorno cresce col silenzio e la distanza dei loro rappresentanti che, sino a qualche anno fa annunziavano barricate per difendere l&#8217;articolo 18 e il diritto di rappresentanza sindacale, poi schiacciato dall&#8217;accordo del 10 gennaio 2014 che blinda il conflitto, principale strumento di lotta riconosciuto dalla Costituzione ad ogni lavoratore.<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/03/Michele-Michelino-CIPTagarelli.jpg"><img class=" size-medium wp-image-45946 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/03/Michele-Michelino-CIPTagarelli-300x169.jpg" alt="Michele Michelino CIPTagarelli" width="300" height="169" /></a><br />
Il terreno concesso dal Comune di Milano a Camozzi per il simbolico costo di € 1.00 fa gola al mercato immobiliare e, nella progressiva diminuzione della produzione dell&#8217;ultimo anno, gli operai riscontrano la chiara volontà dell&#8217;imprenditore di disfarsi dei macchinari e capannoni per godere della speculazione su circa 30.000 mq.<br />
Gli operai continuano il loro presidio e sostengono con forza la loro denunzia, ma al momento le istituzioni milanesi non sono ancora intervenute sul caso.<br />
Nel frattempo, si montano i gazebo fuori dai cancelli.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="45944"> (203)</p>
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		<title>MILANO Vertenza Marcegaglia: Raggiunto accordo in Prefettura</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/06/29/milano-vertenza-marcegaglia-raggiunto-accordo-in-prefettura/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 11:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Si chiude in Prefettura il braccio di ferro tra i 7 operai e la Marcegaglia Dopo 15 giorni di occupazione degli uffici aziendali di Via della Casa a Milano, si è conclusa la vertenza durata oltre due anni. &#160; Interviste a cura di Alfredo Comito LiberaRete &#8211; Libera.tv Lombardia ________________________________________________________________________________________________________________________________________ MILANO &#8211; Dopo 15 giorni di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #800000">Si chiude in Prefettura il braccio di ferro tra i 7 operai e la Marcegaglia</span></h1>
<h2><span style="color: #000000">Dopo 15 giorni di occupazione degli uffici aziendali di Via della Casa a Milano, si è conclusa la vertenza durata oltre due anni.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito LiberaRete &#8211; Libera.tv Lombardia</strong></p>
<p>________________________________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/Accordo-Marcegaglia-1.jpg"><img class="  wp-image-45067 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/Accordo-Marcegaglia-1-300x169.jpg" alt="Accordo Marcegaglia 1" width="378" height="213" /><br />
</a></p>
<h4>MILANO &#8211; Dopo 15 giorni di occupazione degli uffici Marcegaglia in Via G. della Casa a Milano, i sette operai hanno firmato un accordo che sancisce la fine di un lunga vertenza, iniziata due anni fa quando la Marcegaglia annunziava la chiusura dello stabilimento di Sesto San Giovanni (MI) e il trasferimento degli oltre 160 lavoratori a Pozzolo Formigaro, 100 km di distanza. Meno della metà hanno accettato le condizioni proposte dall&#8217;azienda e oggi si recano nel nuovo stabilimento con un pullman messo a disposizione dall&#8217;azienda.  L&#8217;area a confine tra Sesto e Milano che una volta era occupata da grandi siti produttivi, si è trasformata in uno nuovo quartiere residenziale della città nel quale ha sede l&#8217;Università e il moderno teatro degli Arcimboldi. Un valore immobiliare di molto superiore a quanto pagato al Comune per rilevare l&#8217;area anni addietro al fine di mantenere l&#8217;occupazione, e che avrà giocato il suo peso nelle decisioni di Marcegaglia di dismettere la produzione a Sesto e incassare dalla vendita del terreno.<br />
I sette operai che inizialmente non avevano accettato il trasferimento e che chiedevano il ricollocamento in altri siti vicino a Milano, hanno firmato un accordo che prevede il mantenimento della occupazione a Boltiere per un operaio, a Pozzolo Formigaro per altri due con trasporto a carico dell&#8217;azienda, e un incentivo economico per i restanti quattro.<br />
Un risultato a metà che i lavoratori giudicano positivamente essendo partiti da sette licenziamenti dai quali l&#8217;azienda sembrava irremovibile dopo il loro iniziale rifiuto. <em>&#8220;Abbiamo rotto un muro grazie alla solidarietà e alla unità&#8221;</em> sostengono i lavoratori e non hanno tutti i torti se si pensa che la Marcegaglia è soggetto economico rilevante anche per le relazioni che sostiene in Italia e in Europa e se a questo si aggiunge la censura che i media nazionali spesso operano sui conflitti sociali o sulle espressioni del dissenso.<br />
La svolta nel fine settimana quando per via di intermediari, è ripreso il dialogo tra la Marcegaglia e i sette operai.<br />
Un dialogo condotto dal sindacato confederale (FIOM) e dal sindacalismo di base (CUB) che, nonostante le divergenze segnate da accordi col patronato non condivisi, hanno risposto all&#8217;appello dei sette operai che chiedevano unità nel sostegno delle rivendicazioni.</h4>
<p>&nbsp;
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="45066"> (205)</p>
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		<title>BREXIT : Nebbia sulla Manica &#8211; Valentina Orazzini</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/06/24/brexit-nebbia-sulla-manica-valentina-orazzini/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 11:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L’Europa come la conoscevamo è morta: viva l’Europa. di Valeria Orazzini FIOM Con il rischio di tutte le caricature e le approssimazioni che si rischiano nel fare delle considerazioni a caldo sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea c’è tuttavia la necessità di provare a fissare alcuni elementi che possono esserci utili alla riflessione. Il primo [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">L’Europa come la conoscevamo è morta: viva l’Europa.</span></h1>
<p style="text-align: justify;">di Valeria Orazzini <a href="http://www.fiom-cgil.it/web/comunicazione/zoom-articoli-e-commenti/zoom-articoli-e-commenti-1/nebbia-sulla-manica-il-continente-e-isolato" target="_blank">FIOM</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/brexit-cartelli.jpg"><img class="alignleft wp-image-44982 size-medium" title="brexit cartelli" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/brexit-cartelli-300x206.jpg" alt="brexit cartelli" width="300" height="206" /></a>Con il rischio di tutte le caricature e le approssimazioni che si rischiano nel fare delle considerazioni a caldo sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea c’è tuttavia la necessità di provare a fissare alcuni elementi che possono esserci utili alla riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo elemento che sovrasta la notizia di oggi è la sorpresa che tale evento ha generato, sorpresa per le borse, sorpresa per le istituzioni, sorpresa per il sindacato inglese, per i governi europei, per chi si dovrebbe occupare di exit-poll. La sorpresa come elemento disvelatore della grande inadeguatezza della classe dirigente europea che al di là della rappresentanza ha una crisi di lettura dei processi reali catastrofica. Il referendum forse non dovrebbe sorprenderci così come non avrebbero dovuto farlo le elezioni italiane, di cui sono rappresentative immagini di ex sindaci basiti di fronte alla non attesa sconfitta ai ballottaggi. Non dovremmo sorprenderci che in tutta Europa si faccia forte un voto che prima che essere un voto di destra e nazionalista (certo questa componente esiste siamo ben lontani dal negarla e da negare i rischi che comporta questo swing) è un voto anti-sistema. Salta agli occhi per esempio che il Galles e con lui molti altri territori ex distretti industriali inglesi che sono stati devastati dalla crisi abbiano votato con decisione per l’uscita, anche in quelle città in cui il Labour aveva le proprie roccaforti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sintomo che forse aver demonizzato l’uscita dall’Unione come un dramma per i mercati finanziari non ha esattamente dato alle persone il polso del fatto che dietro a questo voto si discuteva sulla loro pelle e sulle loro condizioni di lavoro. La parte più ricca del Regno Unito vota per rimanere e tutti gli altri votano contro Bruxelles. E Bruxelles come reagisce? Imbarazzanti i primi commenti dei leaders europei che vanno dalla minimizzazione al “di fatto andiamo avanti senza di loro” al “loro non erano mai stati davvero in Europa fino adesso”. Ma se è vero che oltremanica le regole dell’unione sono sempre state annacquate da clausole di opt-out deve far riflettere ancora di più il fatto che un paese su cui l’Europa pesa relativamente sente la necessità di chiamarsi fuori dai giochi. Il rischio adesso, come dicono tutti, è quello di un effetto domino. Se possibile è anche peggio, con la crisi della socialdemocrazia che ci ha consegnato questo capolavoro politico diffuso il vero rischio è che sia sul serio la destra xenofoba e nazionalista ad intestarsi una vittoria che non è loro ma che è invece un grido di trasformazione che deve essere interpretato e raccolto.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Europa come la conoscevamo è morta: viva l’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Spetta a noi, anche al sindacato, soprattutto al sindacato, avere il coraggio di dire che una classe dirigente politica a livello europeo ha fallito, a noi sapere indicare un’alternativa costituente, a noi anche la responsabilità di indicare un percorso, un orizzonte che non sia quello dell’individualismo di protesta ma del riscatto collettivo. Stamani provocatoriamente ci chiedevamo cosa ne sarà, per fare un piccolo esempio, della nostra capacità di tenere nei comitati aziendali europei la rappresentanza dei colleghi inglesi, cosa ne sarà dei diritti del lavoro, del diritto di sciopero già pesantemente sotto attacco sui quali le direttive europee avevano seppur minimo un effetto?</p>
<p style="text-align: justify;">Dice il proverbio: “nebbia sulla manica il continente è isolato”. Questo è il rischio per noi tutti: che la nebbia ci impedisca di cogliere la richiesta di trasformazione, rappresentanza ed evoluzione della condizione delle cittadine e dei cittadini europei. Questa trasformazione non può e non deve essere lasciata nelle mani di chi fino ad oggi ha implementato politiche suicide lontani dalle necessità delle persone e sicuramente non possiamo permetterci di lasciare spazio ai peggiori populismi e nazionalismi, d’altronde: la guerra al ribasso tra chi in Europa ha diritto a cosa e della contrapposizione tra lavoratori di ogni paese sappiamo già che il Capitale ha beneficiato e continuerà a beneficiare. A noi rivendicare un’Europa che non si fermi alla moneta unica ma che parli ai diritti delle persone e indicare come. A noi organizzare e agire il conflitto verso l’alto e non di lato.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="44981"> (42)</p>
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		<title>ADDIO ALLA FIOM : Bellavita aderisce alla USB</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2016 10:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[FIOM]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Bellavita]]></category>
		<category><![CDATA[SGB - sindacato Generale di Base]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[USB - Unione Sindacale di Base]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>BELLAVITA : UN NUOVO INIZIO CON L&#8217;USB Sergio Bellavita ed altri miliatanti della FIOM lasciano l&#8217;oraganizzazione ed aderiscono ad USB &#160; Riceviamo e pubblichiamo questo video in cui Sergio Belllavita, ex dirigente della FIOM e coordinatore dell&#8217;area di Opposizione in CGIL, spiega le ragioni che hanno portato lui ed alti militanti sindacali a lasciare la [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">BELLAVITA : UN NUOVO INIZIO CON L&#8217;USB</span></h1>
<h3>Sergio Bellavita ed altri miliatanti della FIOM lasciano l&#8217;oraganizzazione ed aderiscono ad USB</h3>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riceviamo e pubblichiamo questo video in cui Sergio Belllavita, ex dirigente della FIOM e coordinatore dell&#8217;area di Opposizione in CGIL, spiega le ragioni che hanno portato lui ed alti militanti sindacali a lasciare la FIOM ed aderire ad USB. Nel mondo sidacale c&#8217;è molto movimento in questa fase. La stessa USB ha subito una scissione che ha dato vita a USG. Polemiche anche all&#8217;interno di COBAS e CUB. Da questa riorganizzazione può nascere un nuovo assetto capace di interpretare l&#8217;attuale fase del conflitto sui lughi di lavoro o si può determinare la definitiva scomparsa del sindacalismo conflittuale in Italia. Noi di Libera.Tv seguiremo con attenzione queste dinamiche da cui dipende parte importante del futuro dei lavoratori italiani. J.V.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<h3 style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/Sergio-Bellavita.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44803" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/Sergio-Bellavita-300x161.jpg" alt="Sergio Bellavita" width="300" height="161" /></a>Addio Fiom, addio Cgil, aderisco all&#8217;USB</h3>
<p style="text-align: justify;">Mi sono iscritto alla Fiom nel 1996 pochi mesi dopo l&#8217;emigrazione al nord e l&#8217;assunzione alla Cei, fabbrica metalmeccanica nel bolognese. La mia prima tessera sindacale con lo Slai Cobas, nel 1994, parlava delle lotte per l&#8217;autorganizzazione, la democrazia sindacale, contro la concertazione e parlava della tenace resistenza dei cassintegrati Fiat di Lecce contro l&#8217;accordo Cgil Cisl Uil che li metteva alla porta. Dopo venti anni di inte<span class="text_exposed_show">nsa militanza e impegno diretto ai massimi livelli lascio la fiom, la cgil. Sono stato distaccato nella fiom che si preparava a partecipare alla mobilitazione contro il g8 di Genova e licenziato da Landini che stringe l&#8217;abbraccio mortale con Cisl UIL.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="text_exposed_show">Una decisione maturata dopo la ulteriore pesante torsione autoritaria di questi ultimi mesi contro i delegati Fca, rei di organizzarsi e lottare contro Marchionne e con la chiusura di ogni spazio di opposizione interna. La crisi della Cgil, dei suoi gruppi dirigenti, dopo la resa al Jobs Act, si sta risolvendo nell&#8217;approdo finale al modello Cisl. Questo processo di normalizzazione fortemente voluto da Landini Camusso non si può compiere senza la normalizzazione dei gruppi dirigenti, degli apparati, della rappresentanza dentro i luoghi di lavoro. La Fiom e la Cgil non sono più la casa di chi vuole lottare, di chi non si rassegna a subire inermi e complici l&#8217;offensiva perenne del padronato e del governo. C&#8217;è bisogno di un nuovo inizio. La triste parabola della Cgil e di una Fiom che si appresta a vendere l&#8217;anima al diavolo per rientrare negli accordi separati in Fca e al tavolo del contratto nazionale aumenta il bisogno di un sindacalismo democratico, conflittuale e di classe. Aderisco all&#8217;USB, la più grande organizzazione del sindacalismo di base, perché credo che oggi questa possa essere la casa comune per praticare la costruzione di una reale alternativa a Cgil Cisl Uil.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p style="text-align: justify;"><a class="profileLink" href="https://www.facebook.com/sergio.bellavita" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1635647687">Sergio Bellavita</a><br />
Roma, 9 giugno 2016</p>
</div>
<hr />
<h3 style="text-align: justify;">Un nuovo inizio &#8211; Il commento di Sergio Bellavita alla assemblea degli &#8220;incompatibili&#8221;</h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/Platea-ex-cgil-ora-USB.jpg"><img class="  wp-image-44806 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/06/Platea-ex-cgil-ora-USB.jpg" alt="Platea ex cgil ora USB" width="453" height="255" /></a>Ci ricorderemo di questo sabato 11 giugno. Sono stati mesi molto intensi quelli che ci hanno portato alla decisione di prendere atto della fine di una lunga storia collettiva. E l&#8217;assemblea è stato un fatto politico vero, partecipato, solo l&#8217;avvio di un processo. Alcuni compagni hanno testimoniato nei loro interventi, senza nascondere l&#8217;emozione, di appartenere a famiglie che si sono tramandate la militanza in Cgil di generazione in generazione. Altri come il compagno Destradis Domenico, per tutti Mimmo della Fiat di Melfi, hanno portato a Roma la tenacia di chi non ha piegato la testa davanti a Landini. Mimmo ha annunciato di voler continuare e rafforzare l&#8217;esperienza del coordinamento lavoratori Fca. Questa volta da iscritto Usb,senza nessun rischio di essere messo per questo alla porta!</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti un passaggio non facile. Eppure abbiamo preso il cuore per gettarlo oltre l&#8217;ostacolo. A coloro che ci dicono che fuori dalla Cgil non c&#8217;è nulla vogliamo dire con pacatezza ma con estrema determinazione che non è assolutamente vero. C&#8217;è un mondo intero, fuori dai palazzi del sindacalismo confederale, che resiste ai processi di spoliazione di diritti, salario e occupazione, che difende il territorio dalle speculazioni, la salute dai veleni mortiferi di un capitale che impone le sue regole sopra la vita degli uomini. C&#8217;è chi resiste praticando mutualismo quale strumento per la ricostruzione di coscienza, di soggettività. Ci sono migliaia di lotte per il diritto all&#8217;abitare, per l&#8217;accoglienza solidale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono le straordinarie lotte nel settore della logistica che vedono assenti Cgil Cisl UIL quando non complici con i padroni. Un mondo spesso poco visibile ma un mondo vero, fatto di uomini e donne che dimostrano così di non essere contaminati dalla passività complice dei vertici sindacali. Comitati, coordinamenti, associazioni, centri sociali e sindacati, come Usb, che in un sistema che impedisce la democrazia nei luoghi di lavoro, combattono ogni giorno una battaglia ad armi impari per organizzare i bisogni di chi si vuole rappresentare. Abbiamo deciso di praticare questa strada consapevoli delle difficoltà e della durezza che incontreremo in questo cammino. L&#8217;incontro e l&#8217;abbraccio con i compagni e le compagne dell&#8217;Usb è stato più che caloroso. Ci siamo sentiti a casa, liberi dal peso dell&#8217;opposizione e pronti a costruire. Un altro incontro è per me, e credo per tutti noi, di grande significato e valore: Giorgio Cremaschi<br />
Si parte quindi con un programma di lavoro intenso e ambizioso. Sciopero generale!</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Il comunicato USB :  </strong><span style="color: #993300;"><strong>L’USB ACCOGLIE CON CALORE SERGIO BELLAVITA E MOLTI EX CGIL</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>SCIOPERO GENERALE A RIDOSSO DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> “Scusate il ritardo”: così Sergio Bellavita, ex componente del direttivo confederale Cgil, ha salutato l’assemblea nazionale che questa mattina a Roma ha sancito l’ingresso nell’USB di numerosi dirigenti, quadri, eletti RSU provenienti da diverse organizzazioni della Cgil. Molti gli ex rappresentanti Fiom, fra cui i delegati alla FCA (ex Fiat) degli stabilimenti di Melfi, Termoli, Mirafiori e della Sevel.</p>
<p style="text-align: justify;"> “Un nuovo inizio”, il significativo titolo dell’assemblea, in cui sono state approfondite le ragioni della non facile scelta, riassunte in un documento conclusivo: “<em>La Cgil ci ha dichiarati incompatibili Ebbene sì! Siamo incompatibili con chi colpisce i suoi delegati e le sue delegate che lottano nei luoghi di lavoro! Siamo incompatibili con una Fiom che espelle i suoi delegati più combattivi in Fca esponendoli alla rappresaglia di Marchionne! Siamo incompatibili con un sindacato che non è in grado di schierarsi contro il progetto renziano di attacco e riscrittura della Costituzione! Siamo incompatibili con una Cgil che consente passiva e complice la liquidazione del modello sociale!</em>” (in allegato documento integrale).</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, incompatibili ma non vinti, e pronti a contribuire al percorso per il rafforzamento  del sindacato generale “<em>di classe, democratico e conflittuale</em>”, di cui oggi “<em>c’è sempre più bisogno</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Con queste nuove adesioni, l’USB diverrà il primo sindacato di base nel Gruppo FCA. Ma sono anche numerosi gli esponenti di altre organizzazioni della CGIL (FP, FILCTEM, FLC, SPI) che entrano, o si accingono ad entrare, nell’USB.</p>
<p style="text-align: justify;">“Pensiamo che l’USB possa esser quella casa comune per tutti e tutte coloro che non si rassegnano al sindacalismo complice ed alle sue pratiche di peggioramento della condizione dei lavoratori. Si avvia un processo &#8211; ha detto Bellavita  in assemblea &#8211; e noi vogliamo essere un esempio per tanti altri”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Questo progetto deve divenire maggioranza nel Paese &#8211; ha dichiarato Pierpaolo Leonardi, dell’Esecutivo confederale USB – con la nascita dell’USB abbiamo scelto di uscire dalla nostra singolarità e con l’ultimo congresso abbiamo deciso di superare l’esperienza del sindacato di base, per dare vita ad un sindacato generale e confederale, un sindacato di massa e di classe, che comprenda anche quella confederalità sociale che intercetti nei territori anche i soggetti della precarietà, del non lavoro e di chi lotta per il diritto all&#8217;abitare”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Sulla nostra nuova piattaforma, che rivendica lavoro e stato sociale, e per cacciare il Governo Renzi, che sta distruggendo la nostra Costituzione,  proclameremo lo sciopero generale il prossimo autunno a ridosso del referendum costituzionale”, ha concluso Leonardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Roma, 11 giugno 2016</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="44800"> (271)</p>
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		<title>BUFERA FIOM &#8211; Bellavita: Io cacciato da Landini</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/04/11/fiom-bellavita-landini/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 14:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Libera.Tv]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[FIOM]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Landini]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Bellavita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>LA FIOM LICENZIA LA MINORANZA Intervista di LiberaTv al Sindacalista Sergio Bellavita : Amarezza e parole dure contro Landini e tutto il gruppo dirigente &#160; Dopo quasi vent&#8217;anni di militanza  a Sergio Bellavita è stato ritirato il distacco sindacale, in pratica un licenziamento dall&#8217;organizzazione. Portavoce dell&#8217;area dissidente all&#8217;interno di CGIL e della stessa FIOM, Bellavita [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">LA FIOM LICENZIA LA MINORANZA</span></h1>
<h3><span style="color: #993300;">Intervista di LiberaTv al Sindacalista Sergio Bellavita : Amarezza e parole dure contro Landini e tutto il gruppo dirigente</span></h3>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-medium wp-image-43940 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/04/Sergio-Bellavita-300x169.png" alt="Sergio Bellavita" width="300" height="169" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo quasi vent&#8217;anni di militanza  a Sergio Bellavita è stato ritirato il distacco sindacale, in pratica un licenziamento dall&#8217;organizzazione. Portavoce dell&#8217;area dissidente all&#8217;interno di CGIL e della stessa FIOM, Bellavita era ta tempo su posizioni diverse rispetto al gruppo dirigente. Parole molto critiche sulla democrazia all&#8217;interno del sindacato e dure accuse al gruppo dirigente, compreso il segretario generale dei metalmeccanici  Maurizio Landini</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dichiarazione di Sergio Bellavita del 10 aprile 2016</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La Cgil e la Fiom hanno deciso di chiudere la nostra esperienza di opposizione interna. Lo hanno fatto istituendo l’incompatibilità tra l’appartenenza alla Cgil e la libera iniziativa sociale. Contro delegati e delegate che lottano in Fca, stabilimento simbolo dell’autoritarismo padronale, arrivando così persino a ledere il libero esercizio del diritto costituzionale alla sciopero. Una mostruosità che fa a pezzi la storia stessa del sindacalismo confederale nel nostro paese. Il mio licenziamento è semplicemente l’atto pubblico ed esemplare per dire a tutti qual’è la condizione per stare in Cgil. Non è in discussione il dissenso, quello può restare per i prossimi duemila anni. La cgil e’ piena di sindacalisti che parlano di marxismo e rivoluzione ( che ovviamente riguarda altri…)e poi praticano tutt’altro…Quello che non si può più fare è opporsi, dire la verità , osare criticare la linea del sindacato dentro e fuori le anguste sedute di direttivi ormai ridotti a luoghi di non partecipazione e di obbedienza. Quello che non si può più fare e’ organizzare l’opposizione sociale. Noi siamo quindi colpevoli. Colpevoli di aver praticato le scelte che abbiamo fatto al congresso. Colpevoli di tentare la strada sempre difficile della coerenza. L’abbraccio tra Landini Camusso cgil cisl uil chiude ogni spazio di possibile opposizione. In totale coerenza con il modello che si sta costruendo intorno a esigibilità e diritto di sciopero. Landini colpisce perché deve ridurre all’obbedienza tutti coloro che ancora, dalla fabbrica agli apparati, non vogliono diventare agenti di un sindacato fondato sulle risorse degli enti bilaterali, sulla vendita di assicurazioni private, sulla complicità con le aziende. Oggi siamo costretti a misurarci con questa dura realtà e decidere il che fare.</em></p>
<p>&nbsp;
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="43939"> (909)</p>
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		<title>LAVORATORI APPALTI &#8211; Con la FIOM per unire le lotte</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/03/31/lavoratori-appalti-lotta-fiom/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 13:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Libera.Tv]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti]]></category>
		<category><![CDATA[FIOM]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Re David]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Miccoli]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Appalti al massimo ribasso. Conviene davvero? Presidio della FIOM davanti alla Camera dei deputati Interviste di LiberaRete &#8211; Libera.Tv a Francesca Re David (FIOM), ai lavoratori della Camera e all&#8217;On. Marco Miccoli del PD Il 31 marzo 2016, dalle 10 alle 14, a Piazza Montecitorio si terrà un’assemblea pubblica delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">Appalti al massimo ribasso. Conviene davvero?</span></h1>
<h3>Presidio della FIOM davanti alla Camera dei deputati</h3>
<p>Interviste di LiberaRete &#8211; Libera.Tv a Francesca Re David (FIOM), ai lavoratori della Camera e all&#8217;On. Marco Miccoli del PD</p>

<a href='https://www.libera.tv/2016/03/31/lavoratori-appalti-lotta-fiom/marco-miccoli-pd/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/Marco-Miccoli-PD-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Marco Miccoli - PD" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2016/03/31/lavoratori-appalti-lotta-fiom/francesca-re-david-fiom/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/Francesca-Re-David-FIOM-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Francesca Re David - FIOM" /></a>

<p style="text-align: justify;">
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/Appalti.png"><img class=" size-medium wp-image-43815 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/Appalti-300x167.png" alt="Appalti " width="300" height="167" /></a>Il 31 marzo 2016, dalle 10 alle 14, a Piazza Montecitorio si terrà un’assemblea pubblica delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici delle aziende di manutenzione della Camera dei deputati (dove nel cambio appalto ci sono già licenziamenti), delle pubbliche amministrazioni, della Sanità Lazio e degli appalti privati, per chiedere legalità, trasparenza e concreta lotta alla corruzione, tutela del lavoro, della retribuzione e dell’occupazione attraverso un’intesa tra sindacati, associazioni datoriali di categoria e amministrazione pubblica e privata anche in questa situazione di cambio appalto. La Fiom di Roma e del Lazio, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, è contro le mancate assunzioni dei lavoratori diretti ed indiretti stabilmente coinvolti nel cambio appalto e il sistema degli appalti al massimo ribasso che genera illegalità, abbassa diritti e tutele e retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori, umiliando le loro professionalità a scapito della trasparenza. Non possono essere le lavoratrici e i lavoratori a pagare gli assurdi ribassi delle gare d’appalto, il contenimento di spesa e le esigenze di risparmio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possono essere gli utenti finali a pagare la conseguente inefficienza e scarsa qualità dei servizi offerti.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="43812"> (212)</p>
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		<title>LANDINI : UNIONS in piazza per cause giuste</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/23/landini-unions-in-piazza-per-cause-giuste/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 15:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[FIOM]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Landini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Unions ! Per giuste cause Intervento di Maurizio Landini alla manifestazione nazionale Fiom &#8211; UNIONS per giuste cause La manifestazione nazionale della FIOM si è svolta in un clima non solo metereologicamente molto difficile. Gli attacchi a Parigi hanno aperto la strada ad un clima di guerra e paura. Le ragioni della pace e del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/23/landini-unions-in-piazza-per-cause-giuste/">LANDINI : UNIONS in piazza per cause giuste</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="watch-description-text" class="">
<h1><span style="color: #993300;">Unions ! Per giuste cause</span></h1>
<h4 id="eow-description">Intervento di Maurizio Landini alla manifestazione nazionale Fiom &#8211; UNIONS per giuste cause</h4>
<hr />
</div>
<div class="" style="text-align: justify;"><a href="http://www.fiom-cgil.it/" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-27582" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/FIOM-manifestazione-UNIONS-212x300.jpg" alt="FIOM : Unions per le giuste cause" width="212" height="300" /></a>La manifestazione nazionale della FIOM si è svolta in un clima non solo metereologicamente molto difficile. Gli attacchi a Parigi hanno aperto la strada ad un clima di guerra e paura. Le ragioni della pace e del lavoro trovano poco ascolto sui media che alimentano molto spesso razzismo ed intolleranza. La FIOM ha scelto di confermare il proprio appuntamento con la piazza inizialmente convocato per il Contratto e contro la politica economica del Governo Renzi. La Pace è diventato uno dei punti centrali del sindacato che ha promosso la Coalizione Sociale.</div>
<div class="" style="text-align: justify;"></div>
<div class="" style="text-align: justify;">Tra i prossimi obiettivi di mobilitazione anche quello di lanciare un Referendum contro il Jobs Act che la CGIL dovrebbe organizzare dopo una consultazione dei lavoratori.</div>
<div class="" style="text-align: justify;"></div>
<div class="" style="text-align: justify;"> Le fonti di polizia parlano di 12.000 manifestanti. Certo erano molti di più anche se alcuni hanno rinunciato proprio per il clima di paura che attraversa la nostra società. Chi ha scelto di sfilare sotto una pioggia incessante ha però dimostrato quanta determinazione c&#8217;è ancora nei metalmeccanici ed in chi con loro ha costituito la Coalizione Sociale. Continua l&#8217;impegno per il Lavoro, per combattere le diseguaglianze, per difendere la Costituzione, a favore dell&#8217;abrogazione del Jobs Act, per l&#8217;abbassamento dell&#8217;età pensionabile, per rafforzare la Scuola Pubblica, per un fisco più equo, per l&#8217;introduzione del reddito di dignità, per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro scaduti, per la PACE.</div>
<div class=""></div>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="40894"> (22)</p>
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		<item>
		<title>UNIONS : La FIOM in piazza per il Lavoro e la Pace</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/20/unions-la-fiom-in-piazza-per-il-lavoro-e-la-pace/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 13:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[FIOM]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Landini]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>UNIONS : PER GIUSTE CAUSE Comunicati della Fiom-CGIL Libera.Tv seguirà l&#8217;appuntamento &#8211; LiberaRete sarà in piazza con un proprio spazio &#160; Sono oltre duecento i pullman che da tutta Italia porteranno a Roma sabato 21 novembre migliaia di metalmeccanici per la manifestazione indetta dalla Fiom contro i provvedimenti economici del governo e l&#8217;impianto della legge [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/20/unions-la-fiom-in-piazza-per-il-lavoro-e-la-pace/">UNIONS : La FIOM in piazza per il Lavoro e la Pace</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">UNIONS : PER GIUSTE CAUSE</span></h1>
<p><em>Comunicati della Fiom-CGIL</em></p>
<h3><span style="color: #993300;">Libera.Tv</span> seguirà l&#8217;appuntamento &#8211;<span style="color: #993300;"> LiberaRete</span> sarà in piazza con un proprio spazio</h3>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/FIOM-manifestazione-UNIONS.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27582" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/FIOM-manifestazione-UNIONS-212x300.jpg" alt="FIOM : Unions per le giuste cause" width="212" height="300" /></a>Sono oltre duecento i pullman che da tutta Italia porteranno a Roma sabato 21 novembre migliaia di metalmeccanici per la manifestazione indetta dalla Fiom contro i provvedimenti economici del governo e l&#8217;impianto della legge di stabilità attualmente in discussione in Parlamento e a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale di categoria, il cui confronto si è aperto lo scorso 5 novembre. Una manifestazione che, dopo le stragi di Parigi, è diventata anche il primo appuntamento di massa per esprimere solidarietà alle vittime, condannare il terrorismo e ribadire il ripudio della guerra contenuto nella nostra Costituzione. Per l&#8217;occasione è atteso l&#8217;arrivo di una delegazione del sindacato francese Cgt.</p>
<p style="text-align: justify;">“Contro le guerre, io non ho paura” sarà lo striscione d&#8217;apertura del corteo, portato insieme da lavoratori italiani e immigrati, dirigenti della Fiom e della Cgil, esponenti dei movimenti pacifisti e delle associazioni di volontariato. Ed è questo il messaggio che la Fiom rivolge a tutti i cittadini invitandoli a scendere in piazza, senza farsi frenare dalla paura che il terrorismo vorrebbe alimentare, cogliendo l&#8217;occasione di questa giornata per far sentire la loro voce contro la violenza, per la pace e la convivenza tra i popoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma della manifestazione prevede la partenza del corteo alle ore 9,30 da piazza della Repubblica verso piazza del Popolo (attraverso il tradizionale percorso di via Vittorio Emanuele Orlando, largo di S. Susanna, via Barberini, piazza Barberini, via Sistina, piazza Trinità dei Monti, viale Trinità dei Monti, via Gabriele D’Annunzio), dove dalle ore 12 si terranno gli interventi e i comizi conclusivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal palco di piazza del Popolo interverranno, tra gli altri, uno studente, un lavoratore autonomo, un rappresentante del movimento No-Triv, l&#8217;ambientalista Vittorio Cogliati Dezza a nome della Coalizione per il clima. Il ripudio del terrorismo e della guerra sarà testimoniato dall&#8217;intervento di lavoratori migranti, profughi dalle guerre e membri delle comunità musulmane. Per la Cgil interverrà il segretario nazionale Franco Martini. La manifestazione sarà conclusa dal segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Il primo dir<img class="alignright" src="http://www.fiom-cgil.it/web/images/SINDACALE/Volantini/15_11_17-volantino_guerre_Pagina_1.jpg" alt="" width="236" height="334" />itto è di vivere in pace e libertà. Le stragi di Parigi, colpendo la vita quotidiana delle persone minano la convivenza civile e con essa i valori di libertà, fraternità, uguaglianza e giustizia sociale su cui si fonda la democrazia, proprio a partire dalla città e dal paese in cui sono cresciuti. Il terrorismo è la tomba di quei valori cui noi, invece, non vogliamo rinunciare. Le guerre che insanguinano il mondo corrispondono alla logica del terrore finendo per alimentarlo, seminando violenza, paura e odio. In questi anni bombardamenti e offensive militari, oltre che sbagliati, si sono dimostrati fallimentari e controproducenti facendo arrivare in casa nostra le guerre iniziate in paesi lontani. Ma in un mondo globale l&#8217;unico modo per evitare la guerra è non farla da nessuna parte. Il terrorismo e le guerre seminano paura, limitano la libertà, distruggono vite e risorse. Con il terrorismo e con le guerre vincono solo i deliri di potenza e le speculazioni dei mercanti di morte. I principali sconfitti sono le lavoratrici e i lavoratori che perdono diritti e vedono peggiorare le loro condizioni materiali: il terrorismo e le guerre sono il nostro principale nemico. La Fiom crede che i lavoratori e i cittadini italiani non vogliano lasciare soli i cittadini francesi che manifestano per respingere la logica e le pratiche del terrore. La Fiom invita le lavoratrici e i lavoratori a difendere e praticare la pace, la democrazia, la libertà, i diritti civili, a battersi per il pacifico confronto e la convivenza tra le persone e i popoli di tutto il mondo &#8211; perché nessuna contrattazione e nessuna lotta per la giustizia sociale è possibile in un mondo colpito dal terrosimo e dalle guerre &#8211; qualificando con questi temi la manifestazione nazionale del 21 novembre, insieme alle organizzazioni sociali che hanno lanciato un appello per una mobilitazione nazionale contro il terrorismo e la guerra, il razzismo e i predicatori d’odio.<br />
Accanto alla bandiera del lavoro portiamo in piazza la bandiera della pace.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Lo Spi-Cgil sarà domani in piazza al fianco dei lavoratori metalmeccanici alla manifestazione indetta a Roma dalla Fiom. I pensionati sono sempre solidali e vicini a chi lotta per i propri diritti e in difesa del lavoro. I metalmeccanici stanno portando avanti una difficile trattativa con Federmeccanica per il rinnovo del Contratto nazionale ed è per questo che lo Spi-Cgil non farà mancare loro il suo sostegno auspicando che si possa arrivare ad un’intesa positiva e unitaria. La pacifica manifestazione sindacale di domani sarà anche una risposta contro ogni terrorismo.</p>
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<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="27731"> (46)</p>
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		<title>FIOM &#8211; LANDINI : In piazza per il contratto e contro Renzi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 18:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione Sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>LA FIOM GIUDICA LA POLITICA SUL MERITO Landini alla Conferenza Stampa per la manifestazione del 21 novembre risponde a Libera.Tv IL COMUNICATO DELLA FIOM La legge di stabilità presentata dal governo non ci piace. È la stessa logica dei provvedimenti che hanno peggiorato e reso più precarie e insicure le condizioni dei lavoratori, dal Jobs [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/12/fiom-landini-in-piazza-per-il-contratto-e-contro-renzi/">FIOM &#8211; LANDINI : In piazza per il contratto e contro Renzi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">LA FIOM GIUDICA LA POLITICA SUL MERITO</span></h1>
<h3>Landini alla Conferenza Stampa per la manifestazione del 21 novembre risponde a Libera.Tv</h3>
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<h3><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/FIOM-manifestazione-UNIONS.jpg"><img class=" size-medium wp-image-27582 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/FIOM-manifestazione-UNIONS-212x300.jpg" alt="FIOM : Unions per le giuste cause" width="212" height="300" /></a><em>IL COMUNICATO DELLA FIOM</em></h3>
<p style="text-align: justify;">La legge di stabilità presentata dal governo non ci piace. È la stessa logica dei provvedimenti che hanno peggiorato e reso più precarie e insicure le condizioni dei lavoratori, dal Jobs act, alla «buona scuola» allo «sblocca Italia».<strong> Le misure proposte perseverano sulla strada dell&#8217;ingiustizia sociale</strong>, non mettono in atto reali misure per lo sviluppo, la ripresa degli investimenti, la crescita dell&#8217;occupazione stabile, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali, non combattono l&#8217;evasione fiscale e la corruzione – anzi le assecondano – e producono un’ulteriore riduzione alla spesa pubblica a partire dai tagli alla sanità, inoltre fanno pagare un ulteriore prezzo al Mezzogiorno che non compare nemmeno tra i titoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contro questa politica economica e sociale bisogna mobilitarsi per rivendicare scelte diverse e proposte che si affiancano alle nostre rivendicazioni contenute nella piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 21 novembre la Fiom scende in piazza a Roma, insieme alle associazioni, ai movimenti e alle persone che in questi anni si sono battuti, e vogliono continuare a farlo, per contrastare le politiche di austerità europee, e le conseguenti scelte dei diversi governi del nostro Paese, per affermare i princìpi della nostra Costituzione ponendosi l’obiettivo di riunificare tutto il mondo del lavoro e affermare un nuovo modello ambientale, sociale ed economico, solidale e democratico. Insieme per avviare una mobilitazione vasta che, in coerenza con le lotte dello scorso autunno, coinvolga tutte le categorie del mondo del lavoro e tutta la Cgil.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il governo non sta ascoltando il Paese ma solo i poteri economici e finanziari più forti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non fermiamoci. È il momento di unire e dare voce e rappresentanza al mondo del lavoro, reale maggioranza del nostro paese.</strong> Vogliamo il diritto a un lavoro dignitoso e onesto, una politica industriale pubblica e affermare il ruolo e il valore del Contratto nazionale di lavoro, della giustizia sociale e della democrazia partecipata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PER</strong></p>
<p>GLI INVESTIMENTI, IL LAVORO E I DIRITTI<br />
• investimenti pubblici e privati e nuova occupazione stabile;<br />
• uno Statuto dei diritti di tutto il mondo del lavoro.<br />
IL CONTRATTO NAZIONALE PER TUTTI<br />
• un Contratto nazionale che tuteli tutte le forme di lavoro, garanzia del potere d’acquisto e soglia del salario minimo che affermi la democrazia nei luoghi di lavoro.<br />
LO STATO SOCIALE<br />
• garantire il diritto alla salute, alla scuola pubblica, alla formazione;<br />
• introdurre il reddito di dignità;<br />
• estendere la cassa integrazione e i Contratti di solidarietà.<br />
LA QUALITÀ DEL LAVORO<br />
• ridurre gli orari e ridistribuire il lavoro;<br />
• una nuova legge sugli appalti;<br />
• una legge sulla rappresentanza per far entrare la democrazia nei luoghi di lavoro;<br />
LE PENSIONI<br />
• ridurre l’età pensionabile e dare lavoro ai giovani;<br />
• ripristinare le pensioni di anzianità;<br />
• avere pensioni dignitose per tutti, oggi e domani;<br />
IL FISCO GIUSTO<br />
• ridurre le tasse al lavoro, combattere l’evasione fiscale e la corruzione;<br />
• introdurre una tassazione progressiva sui grandi patrimoni.<br />
L’EUROPA E LA COSTITUZIONE<br />
• cancellare il pareggio di bilancio imposto dalle politiche di austerità;<br />
• affermare e realizzare i princìpi della nostra Costituzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CONTRO</strong></p>
<p>• LA LEGGE DI STABILITÀ;<br />
• IL JOBS ACT CHE HA RESO PIÙ FACILI I LICENZIAMENTI;<br />
• LO SBLOCCA ITALIA;<br />
• LA BUONA SCUOLA ;<br />
• LA POLITICA DELLA DISEGUAGLIANZA.
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="27581"> (30)</p>
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