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	<title>Libera Tv &#187; Eurostop</title>
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	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
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		<title>25 Marzo EUROSTOP : Manifestazione contro la U.E. e la Nato</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 21:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lazio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea - UE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>EUROSTOP: NO ALL&#8217;EUROPA DELLE BANCHE E DELLA GUERRA a Roma manifestazione in occasione del 60 anni della U.E. Interviste ai partecipanti di Libera.Tv Lazio 25 MARZO, UNA SFIDA TUTTA POLITICA A UE, EURO E NATO Articolo di Sergio Carraro Il 25 marzo a Roma si renderanno esplicite tutte le opzioni in campo sul futuro del [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1 class="entry-title"><span style="color: #993300;">EUROSTOP: NO ALL&#8217;EUROPA DELLE BANCHE E DELLA GUERRA</span></h1>
<h4 class="entry-title">a Roma manifestazione in occasione del 60 anni della U.E.</h4>
<h4 class="entry-title"><em>Interviste ai partecipanti di Libera.Tv Lazio</em><br />
<img class="  wp-image-45955 aligncenter" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/03/CONTRO-IL-VERTICE-A-ROMA-PER-I-60-ANNI-DELLA-UE-300x102.jpg" alt="CONTRO IL VERTICE A ROMA PER I 60 ANNI DELLA UE" width="715" height="243" /></h4>
<hr />
<h1 class="entry-title" style="text-align: justify;">25 MARZO, UNA SFIDA TUTTA POLITICA A UE, EURO E NATO</h1>
<p style="text-align: justify;">Articolo di Sergio Carraro</p>
<p style="text-align: justify;">Il 25 marzo a Roma si renderanno esplicite tutte le opzioni in campo sul futuro del nostro e degli altri paesi europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel vertice dei capi di stato dell’Unione Europea si comincerà a concretizzare la cosiddetta “Europa a due velocità”, un eufemismo usato per nascondere una sostanza ben peggiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Da mesi ormai sta prendendo corpo un’accelerazione del progetto di fare del nucleo duro della Ue un polo imperialista in grado di reggere nella competizione globale in corso con altri poli come Usa, Cina, Russia. Anche i vertici istituzionali nazionali lo dicono ormai esplicitamente (“<i>In un mondo sempre più fondato su protagonisti di grandi dimensioni, di veri e propri giganti istituzionali, l’Europa non può rinunziare al suo ruolo, e alle sue possibilità di influenza, facendosi più piccola</i>”, Sergio Mattarella, tre giorni fa).</p>
<p style="text-align: justify;">Un’ambizione che sta crescendo in tempi rapidi anche nella sua dimensione militare, attraverso il meccanismo delle “cooperazioni rafforzate”; cioè, chi è d’accordo va avanti. Anche per la moneta unica – l’euro – e per Schengen è stato così. Adesso avverrà altrettanto sulla Difesa Europea, alla quale verranno destinati finanziamenti crescenti – anche emettendo titoli di debito pubblico ad hoc – e sottraendo le spese militari ai vincoli del “patto di stabilità”, che resta invece implacabile invece per salari, pensioni, sanità istruzione. L’establishment che guida in questo momento l’Italia – che è già un paese a due velocità al suo interno – farà di tutto per essere magari “<i>ultimo tra i primi e non primo tra gli ultimi</i>”. I costi sociali di questa avventura, come già annunciato, saranno pesanti, soprattutto per lavoratori, disoccupati, pensionati, malati. Lo vedremo già ad aprile.</p>
<p style="text-align: justify;">A contestare questo vertice di un apparato antipopolare, antidemocratico, guerrafondaio, come l’Unione Europea del XXI Secolo, ci saranno manifestazioni di segno completamente diverso, ma che chiariscono finalmente le opzioni in campo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino ad oggi la comunicazione politica e i media mainstream hanno ingabbiato le posizioni sull’Unione Europea dentro uno schema fuorviante e che finalmente verrà spezzato. Fin qui o si era “europeisti” o “populisti e xenofobi”. Nulla di più falso.</p>
<p style="text-align: justify;">In piazza infatti ci sarà la sinistra “unionista” che critica la Ue, ma che alimenta ancora l’illusione dolorosa di “un’altra Europa”, che ritiene possibile la sua riformabilità e l’attenuazione delle misure di austerity o contro i migranti. Ci sarà la “destra sovranista” che starnazza contro l’euro nelle piazze o in televisione, ma che ha votato in parlamento tutti le direttive imposte dalla Ue e alimenta l’illusione di una via d’uscita che presuppone un ritorno al passato e una guerra contro i poveri su base xenofobe.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il 25 marzo – e finalmente – ci sarà in piazza anche l’opzione del <i><b>No sociale</b></i>, popolare, sindacale, democratico all’Unione Europea delle banche, dei padroni e delle guerre. Cioè di quanti, da tempo, hanno dichiarato che l’Unione Europea e i suoi trattati non sono riformabili; e che dunque vanno disdetti, smantellati, superati anche con una fuoriuscita unilaterale nel nostro paese – l’Italexit – che riproponga qui e ed ora la prospettiva che si era aperta con l’<i>Oxi</i> della Grecia nel referendum contro la Troika, subito disatteso dal governo della sinistra “unionista” di Tsipras.</p>
<p style="text-align: justify;">La Piattaforma Eurostop dichiara apertamente che una prospettiva di cambiamento sociale di segno progressista ed egualitario sarà possibile solo uscendo dai trattati politici, economici e militari imposti dalle classi dominanti europee alle classi popolari nei vari paesi. Un primo passo, indispensabile per poter riprendere in mano la possibilità di decidere che paese e che mondo vogliamo costruire, non la soluzione miracolosa di tutti i problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi fuoriuscita dall’Unione Europea, dall’Eurozona e dalla Nato per disegnare un alternativa radicalmente diversa per il nostro e gli altri popoli prigionieri nella gabbia della Ue. Il fatto che questa prospettiva venga finalmente sottratta alla destra e venga dispiegata come alternativa alle sconfitte e alle ambiguità della sinistra “unionista”, sta facendo saltare i giochi e innervosire gli avversari di classe.</p>
<p style="text-align: justify;">In pochi giorni le classi dominanti e i loro apparati sono passati dall’ignorare queste posizioni, poi alla derisione ed ora al combattimento per toglierle dall’orizzonte dell’agenda politica. Il gioco più semplice e più scontato è sempre il solito: occultare le ragioni di una manifestazione ed esaltare gli elementi di tensione sul piano dell’ordine pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stanno già facendo, lo faranno prima, durante e dopo la manifestazione del 25, augurandosi che il combinato disposto tra un sistema mediatico inetto (ma oggi sempre meno efficace) e gli apparati repressivi possa risolvere le contraddizioni di un sistema di dominio che ormai teme il crescente disincanto e il risentimento popolare; sia quando manifesta o sciopera che quando vota. I fatti di questi ultimi dieci mesi lo hanno dimostrato, in Italia come in altri paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Contro la manifestazione della Piattaforma Eurostop si adopereranno in molti, alcuni prevedibili, altri insospettabili. Agiremo e gestiremo questo momento di mobilitazione, così come quelli che lo precederanno o lo seguiranno, con la consapevolezza che la sfida è aperta ed è una sfida tutta <i>sul piano politico</i>, certi che sarà di grande efficacia tra i settori popolari del nostro paese per rimettere in moto una prospettiva di trasformazione sociale di segno progressista, ugualitario, internazionalista.</p>
<hr />
<h1 class="entry-title" style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">COMUNICATO STAMPA DI EUROSTOP SULLA MANIFESTAZIONE DEL 25 MARZO</span></h1>
<p style="text-align: justify;">Eurostop esprime soddisfazione per l’ottima riuscita della manifestazione del 25 marzo contro il vertice dell’Unione Europea, manifestazione promossa a movimenti territoriali e studenti in lotta. Per la prima volta nel paese è emersa chiara e forte la posizione di chi ritiene ormai irriformabile e regressiva la gabbia costituita da Unione Europea, moneta unica e Nato. Se c’è una possibilità di cambiamento politico, sociale, democratico, essa non può che darsi fuori da questa gabbia.</p>
<p style="text-align: justify;">La manifestazione è riuscita nei numeri (più degli ottomila accreditatici in precedenza dai media) e nei contenuti nonostante un apparato mediatico e poliziesco che hanno cercato di fargli il vuoto intorno.</p>
<p style="text-align: justify;">La demonizzazione preventiva della manifestazione non ha impedito a migliaia di lavoratori e lavoratrici, attivisti politici e sociali, occupanti di case e gente dei territori di scendere in piazza evitando tutte le trappole allestite per poter procedere alla criminalizzazione di una opzione politica che sgombra il campo dalle illusioni “unioniste” nella sinistra e alle strumentalizzazioni della destra. La manifestazione è riuscita nei suoi obiettivi,  a tal punto da aver innescato una campagna di occultamento – costringendo i mass media a correre ai ripari – successivo a quella della demonizzazione preventiva che in qualche modo aveva dovuto dare visibilità agli obiettivi di Eurostop. Nei servizi del giorno dopo è stata cancellata ogni immagine o riferimento ad Eurostop. Nei prossimi giorni torneremo nel quartiere di Testaccio con una assemblea popolare che denunci il clima intimidatorio costruito sabato e renda esplicite agli abitanti del quartiere gli obiettivi di una manifestazione che si è voluta criminalizzare.</p>
<p style="text-align: justify;">Eurostop intende esprimere pubblicamente e incondizionatamente solidarietà con gli attivisti fermati nella mattinata del 25 marzo mentre cercavano di raggiungere in pullman la manifestazione. Con motivi pretestuosi sono stati rinchiusi tutto il giorno nel centro stranieri della polizia a Tor Cervara e poi espulsi con fogli di via. Una dimostrazione in più della incostituzionalità dei provvedimenti di polizia preventiva, oggi utilizzati a piene mani contro attivisti politici e sociali, e sistematizzati da un decreto incostituzionale come il decreto Minniti. La lotta contro il decreto Minniti, le misure preventiva di polizia e la repressione  entra a far pienamente parte del programma di azione di Eurostop dei prossimi mesi. I mass media cantano le lodi alla capacità di gestione del ministro Minniti, ma sabato in piazza in almeno due momenti (in Piazza Bocca della Verità e su Lungotevere Aventino) abbiamo assistito a decisioni degli apparati di ordine pubblico che avrebbero potuto scatenare – e del tutto gratuitamente – incidenti gravissimi. Solo la maturità dei manifestanti è riuscita ad evitare il peggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, ma non certo per importanza, il vertice dei capi di stato dell’Unione Europea a Roma ha confermato le peggiori previsioni che Eurostop aveva anticipato già alla vigilia. La ratifica dell’aumento delle spese militari in nome della Difesa comune e di una Unione Europea a più velocità, conferma il progetto di fare intorno al nucleo duro delle principali potenze europee un nuovo polo imperialista dentro la competizione globale in corso. Il governo italiano vuole portare il paese dentro questo nucleo duro costringendo i lavoratori, i settori popolari, i disoccupati a nuove lacrime e sangue per rispettare i diktat europei – e della Germania soprattutto – e destinare maggiori risorse alle spese militari, alle banche e alle multinazionali. Una prospettiva inaccettabile che conferma le ragioni dell’Ital/Exit e di Eurostop ed esplicita il contrasto insanabile tra i Trattati europei e l’assetto Costituzionale del nostro paese come abbiamo chiaramente denunciato con l’assemblea del 23 marzo, alla vigilia della manifestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la proposta di Eurostop  i lavoratori e i disoccupati, i pensionati e i piccoli esercenti, i settori sociali impoveriti dalla crisi e dalle misure antipopolari imposte dalla Ue, potranno vedere in campo una prospettiva politica di cambiamento, di conflitto, di resistenza e di rappresentanza fino ad oggi inesistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziamo tutte e tutti i partecipanti e tutte le organizzazioni e i movimenti che hanno contribuito la riuscita della manifestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">http://www.eurostop.info/</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>MILANO: Manifestazione contro la Guerra e l’UE</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/01/19/milano-manifestazione-contro-la-guerra-e-lue/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 15:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Territori]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>APPELLO CONTRO LA GUERRA: Milano risponde Un lungo corteo per la città contro la guerra e il sostegno dell&#8217;Italia Interviste a cura di Alfredo Comito &#8211; LiberaRete &#8211; Libera.Tv Lombardia &#160; L&#8217;appello lanciato dalla Piattaforma Sociale Stop-Euro ha raccolto molte adesioni a Milano e dal nord d&#8217;Italia. I manifestanti dicono no alla NATO e all&#8217;Unione Europea dell&#8217;austerità [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #800000">APPELLO CONTRO LA GUERRA: Milano risponde</span></h1>
<h2><span style="color: #000000">Un lungo corteo per la città contro la guerra e il sostegno dell&#8217;Italia</span></h2>
<h5>Interviste a cura di Alfredo Comito &#8211; LiberaRete &#8211; Libera.Tv Lombardia</h5>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/01/Corteo-2.jpg"><img class="  wp-image-42680 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/01/Corteo-2-300x169.jpg" alt="Corteo 2" width="488" height="275" /></a></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;appello lanciato dalla Piattaforma Sociale Stop-Euro ha raccolto molte adesioni a Milano e dal nord d&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify">I manifestanti dicono no alla NATO e all&#8217;Unione Europea dell&#8217;austerità e delle missioni militari, e denunciano l&#8217;ipocrisia delle potenze occidentali che hanno causato, con gli embarghi e i ripetuti interventi bellici, il disordine politico e sociale presente oggi in vaste aree del medio oriente e dell&#8217;Africa.</p>
<p style="text-align: justify">Venticinque anni ininterrotti di guerra, di traffici di armi e di intrecci economici, hanno provocato un male che si ripercuote sulla vita delle persone, su chi continua a fuggire e subisce il disprezzo della discriminazione, su chi teme di essere ucciso mentre beve un caffè, su tutti coloro che subiscono i tagli lineari sulla spesa sociale a vantaggio di quelle militari.<img class="  wp-image-42682 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/01/Corteo-4-300x169.jpg" alt="Corteo 4" width="406" height="229" /></p>
<p style="text-align: justify">Venticinque anni in cui l&#8217;opinione pubblica ha visto il racconto della morte in tv come una fiction di pessima qualità e nei quali l&#8217;assenza del suo peso ha reso ancora più facile scelte politiche azzardate e dettate da interessi di breve periodo, ma dalle conseguenze durevoli.</p>
<p style="text-align: justify">Lanterne nella notte sono state lasciate salire al cielo dalla darsena, accanto ai navigli.</p>
<p style="text-align: justify">Qualcuno, per fortuna, crede ancora che si possano inviare messaggi di pace</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42678"> (355)</p>
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		<title>NO ALLA GUERRA PERMANENTE : in piazza 25 anni dopo</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/01/18/no-alla-guerra-25-anni-dopo-golfo/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2016 12:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace]]></category>
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		<category><![CDATA[Giorgio Cremaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>LA GUERRA PERMANENTE CONDIZIONA TUTTO Il  16 gennaio 2016, nel 25° anniversario dei bombardamenti in Iraq, forze sindacali, sociali e politiche, in prima fila quelle che hanno promosso la piattaforma sociale Eurostop, hanno organizzato un giornata nazionale di mobilitazione contro la guerra, per l’annullamento delle missioni militari italiane in scenari di guerra e per il [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">LA GUERRA PERMANENTE CONDIZIONA TUTTO</span></h1>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/01/BASTA-GUERRA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-42570" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/01/BASTA-GUERRA-206x300.jpg" alt="Appello e manifesto contro la guerra" width="206" height="300" /></a>Il  16 gennaio 2016, nel 25° anniversario dei bombardamenti in Iraq, forze sindacali, sociali e politiche, in prima fila quelle che hanno promosso la piattaforma sociale Eurostop, hanno organizzato un giornata nazionale di mobilitazione contro la guerra, per l’annullamento delle missioni militari italiane in scenari di guerra e per il taglio delle spese militari.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono stati cortei a Roma e Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo servizio di Libera.Tv da conto dell&#8217;appuntamento di Roma dove il corteo è partito da Piazza dell’Esquilino.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Sono passati 25 anni dai bombardamenti Usa nella prima guerra in IRAQ, il terrorismo cresce e divampa in ogni angolo del mondo ed ha ora nel Califfato addirittura un suo stato.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi anni la guerra ha alimentato e rafforzato il terrorismo, così come la vendita di armi e i profondi legami economici del mondo occidentale con quei paesi, come l’Arabia Saudita e la Turchia, che finanziano direttamente l’ISIS.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La guerra, lungi dal combattere il terrorismo, sta producendo morte, distruzione e barbarie. È diventata il pretesto per minare alle fondamenta le già fragili democrazie europee ed ha come conseguenza non marginale quella di consentire ai governi europei di attaccare pesantemente il mondo del lavoro&#8221;, si legge in un comunicato Usb.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L’Unione Europea ha assunto la gravissima decisione di sottrarre dai vincoli dell’austerità di bilancio le spese militari, togliendo così ulteriori risorse che invece dovrebbero essere investite per rilanciare e aumentare la spesa sociale ed il welfare. Costruire un carro armato è più “utile” che costruire una scuola, un ospedale o investire per il percorso formativo di un giovane: questo è il senso della decisione della UE. La stessa Unione Europea che con le sue politiche di austerità e di riduzione del debito sta producendo in molti paesi un aumento esponenziale della disoccupazione, l’attacco ai salari e alle pensioni, la cancellazione dei diritti e del lavoro buono, la privatizzazione dei servizi sociali e dei beni comuni&#8221;, prosegue Usb.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto, la legge di stabilità finanziaria, approvata in Parlamento lo scorso 23 dicembre dalle forze politiche che sostengono il Governo Renzi, è la prova concreta di tutto questo: tagli alle risorse per il finanziamento delle poche forme di sostegno al reddito per i lavoratori licenziati o che perdono il lavoro per la chiusura degli impianti produttivi; aumento esponenziale della tassazione indiretta attraverso l’aumento delle tariffe per i servizi, compresi tutti i livelli di istruzione, dalla scuola materna all’università.</p>
<p style="text-align: justify;">La stampa di regime, cioè tutta la grande informazione, ha scandalosamente censurato questa mobilitazione, perché non si ricordasse all&#8217;opinione pubblica che questa guerra devastante dura da 25 anni . &#8220;La stampa di regime ha censurato la notizia perché sta preparando l&#8217;opinione pubblica all<span class="text_exposed_show">a nuova guerra di Libia &#8211; è il commento a caldo di Giorgio Cremaschi &#8211; che vedrà direttamente impegnata l&#8217;Italia con costi e tragedie pesanti e certi. Il regime ci censura perché teme l&#8217;effetto contagio di ogni mobilitazione ed ha bisogno per sopravvivere della diffusa e continua passività e rassegnazione. Ma noi non possiamo rassegnarci alla passività, dobbiamo e vogliamo reagire ad essa perché solo la lotta costruisce la possibilita di cambiare, in questo caso di fermare il terribile e crescente massacro&#8221;.</span></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42670"> (168)</p>
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		<title>MILANO: Appello contro la Guerra</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/01/10/milano-appello-contro-la-guerra/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2016 22:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Territori]]></category>
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		<category><![CDATA[Guerra]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>CONTRO LA GUERRA : manifestazione a ROMA e MILANO il 16 gennaio La Piattaforma EuroStop lancia l&#8217;appello Interviste a cura di Alfredo Comito &#8211; LiberaRete &#8211; Libera.Tv Lombardia &#160; La Piattaforma Sociale EUROSTOP lancia un appello per una manifestazione nazionale a Roma e Milano il 16 gennaio per la pace e contro la guerra. La crescente tensione in tutto [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">CONTRO LA GUERRA : manifestazione a ROMA e MILANO il 16 gennaio</span></h1>
<h2><span style="color: #000000;">La Piattaforma EuroStop lancia l&#8217;appello</span></h2>
<h5>Interviste a cura di Alfredo Comito &#8211; LiberaRete &#8211; Libera.Tv Lombardia</h5>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a href="http://www.eurostop.info" target="_blank"><img class=" size-medium wp-image-42570 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/01/BASTA-GUERRA-206x300.jpg" alt="BASTA GUERRA" width="206" height="300" /></a></h2>
<p style="text-align: justify;">La Piattaforma Sociale EUROSTOP lancia un appello per una manifestazione nazionale a Roma e Milano il 16 gennaio per la pace e contro la guerra.<br />
La crescente tensione in tutto il mondo alimentata dalla disoccupazione, dalla corruzione, dall&#8217;intensa immigrazione, dalle guerre che si combattono su un palcoscenico sempre più esteso, fanno temere scenari in cui il terrore da una parte e la restrizione delle libertà dall&#8217;altra, col pretesto della sicurezza, diventino lo status quo.<br />
Le due manifestazioni partiranno da Roma (Piazza Esquilino) e a Milano (Piazza San Babila) il 16 gennaio alle h 15:00, mentre il 15 dicembre alle 15.30 a Milano, presso le aule dell&#8217;Università Statale, si terrà una assemblea pubblica sul tema della pace e della democrazia in tempi di guerra.<br />
Alessio Arena del FRONTE POPOLARE e Dafne Anastasi della Funzione Pubblica USB rinnovano l&#8217;appello affinché la società civile si mobiliti per la pace.</p>
<hr />
<h4 class="entry-title" style="text-align: justify;">IL 16 GENNAIO SAREMO IN PIAZZA A ROMA, MILANO E SIGONELLA CONTRO LA GUERRA DEI 25 ANNI</h4>
<p style="text-align: justify;">Manifesteremo assieme a movimenti sociali e civili, ai NoTav, alle reti pacifiste, al sindacalismo di base conflittuale, alle organizzazioni della sinistra di classe e radicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Scendiamo in piazza prima di tutto per ricordare che  è dal 16 gennaio 1991 che Usa e Nato bombardano in Medio Oriente nel nome della democrazia e della lotta al terrorismo e che da allora tutti i governi italiani hanno violato l’articolo 11 della Costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato dopo 25 anni è che la guerra è sempre più vasta mentre la democrazia è sempre più scarsa e il terrorismo si alimenta proprio dai disastri e dalla ferocia delle cosiddette “guerre umanitarie”. Nel Medio Oriente siamo alla vigilia di una guerra generalizzata tra i più potenti stati della regione. Nella stessa Europa torna la guerra, per la seconda volta dopo quella che distrusse la Jugoslavia. In Ucraina Nato e UE sostengono un governo, ove sono presenti forze dichiaratamente nazifasciste, che fa guerra di sterminio ad una parte del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">La guerra è il problema, non la soluzione. La guerra si fa per sporchi affari e sporchi interessi e niente altro, contrastarla e fermarla è il primo obiettivo se non si vuole precipitare in un disastro senza fine e confini.<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/01/ASSEMBLEA-PUBBLICA.jpg"><img class=" size-medium wp-image-42571 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/01/ASSEMBLEA-PUBBLICA-212x300.jpg" alt="Contro la Guerra - Assemblea e Appello" width="212" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Accanto alla guerra e alle politiche di guerra nei paesi NATO e UE si afferma sempre di più la guerra economica contro i propri popoli e i loro diritti sociali. Guerra e austerità oramai sono indissolubilmente legate, anche sul piano istituzionale, come dimostra la vergognosa decisione della Unione Europea di permettere di sforare i vincoli del fiscal compact esclusivamente per finanziare spese di guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Oramai è evidente che Nato e UE sono facce diverse della stessa politica, oramai è evidente che se si ci si vuole sottrarre a quelle politiche bisogna rompere con le istituzioni che le promuovono e che pace, democrazia e giustizia sociale possono affermarsi solo contro e fuori la UE e La Nato. Queste organizzazioni non sono riformabili lo hanno dimostrato i fatti e le drammatiche sconfitte di ci ha provato. Queste organizzazioni distruggono la democrazia, come dimostra da noi la controriforma costituzionale fondata sul pareggio di bilancio e sul sistema autoritario voluto dal governo Renzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna avere la consapevolezza e il coraggio di affermare che  la rottura con la Nato, la UE e con la moneta che la tiene assieme, l’Euro, sono le condizioni per ripartire.</p>
<p style="text-align: justify;">La Piattaforma Sociale Eurostop partecipa e invita a partecipare alla mobilitazione con questo spirito e questa volontà: ripartire affrontando tutti gli avversari della pace, della democrazia e dell’eguaglianza sociale.</p>
<p>Sabato 16 Gennaio 2016 tutti in piazza:</p>
<p>MANIFESTAZIONI A</p>
<p>ROMA ore 14.00 Pzza ESQUILINO</p>
<p>MILANO ore 15.00 Pzza SAN BABILA</p>
<p>Piattaforma Sociale Eurostop</p>
<p>Sito: <a href="http://www.eurostop.info" target="_blank">www.eurostop.info</a>, mail: euro stop.it@gmail.com
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42569"> (297)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>APPELLO : Eurostop &#8211; Per l&#8217;alternativa ai diktat Unione Europea</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-eurostop-alternativa-unione-europea/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-eurostop-alternativa-unione-europea/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 18:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli a Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostop]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Appelli a Sinistra Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1>Appelli a Sinistra</h1>
<p style="text-align: justify;"><em>Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i contenuti e le prospettive avanzate dai vari documenti. La Sinistra è un campo di idee, passioni e lotte in cui noi ci riconosciamo. Da sempre però abbiamo scelto di non mettere questa testata al servizio di una o dell’altra soluzione politica o organizzativa. Vogliamo tenacemente conservare Libera.Tv come uno spazio aperto dove ognuno si possa sentire a casa. Un luogo dove informarsi ed informare, dove non solo conoscere cosa accade ma poter approfondire le idee, le proposte, i percorsi di tutti. Con grande rispetto quindi pubblichiamo i documenti che ci sono stati segnalati e pubblicheremo man mano i testi che emergeranno in futuro. Sono molti documenti e ciò è di per se significativo della difficoltà del momento. Le prospettive proposte sono diverse, distanti ed a volte opposte ed anch questo non è una novità a Sinistra. Ma gli appelli chiamano alla mobilitazione, all’impegno, alla scelta di campo. E’ proprio di questo che la Sinistra e tutti noi abbiamo un bisogno vitale.</em></p>
<h4><strong>Puoi consultare tutti gli appelli collegandoti </strong><a href="http://libera.tv/tag/appelli-a-sinistra/" target="_blank"><strong>QUI !</strong> </a></h4>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h1><span style="color: #993300;">EUROSTOP : APPELLO PER UN&#8217;ALTERNATIVA AI DIKTAT DELL&#8217;UNIONE EUROPEA</span></h1>
<h4><em>Per informarzioni sull&#8217;appello collegati <a href="http://www.eurostop.info" target="_blank">QUI !</a></em></h4>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; tempo di soluzioni alternative al massacro sociale su cui le classi dominanti hanno costruito l&#8217;Unione Europea. Quanto avviene in Grecia suona come un monito per le classi popolari in tutti i paesi Pigs e per quelli periferici. Da qualche parte e in ogni modo occorre cominciare a praticare la rottura con l&#8217;Unione Europea e la gabbia dell&#8217;euro.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appello scaturito dalla discussione del forum euromediterraneo di Napoli e da incontri analoghi in altri paesi, comincia a definire i percorsi di coordinamento e convergenza possibili. Per una alternativa di sopravvivenza e progresso sociale, contro la guerra sociale e le guerre militari imposte da classi dominanti che nell&#8217;Unione Europea fondano sulla disuguaglianza e la coercizione la &#8220;loro&#8221; egemonia sugli interessi popolari. Si muovono dunque i primi passi di un percorso coordinato per una sinistra popolare, anticapitalista e internazionalista in Europa. Qui di seguito il testo dell&#8217;appello Eurostop e i primi firmatari:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>EUROSTOP</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il sistema edificato dalle classi dominanti e dalle oligarchie sui paesi dell’Unione Europea è sottoposto a critiche, opposizioni e contraddizioni crescenti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il progetto di Unione Europea si trova a fare i conti con la crisi e la competizione globale,  utilizzando le misure di austerity per scaricare tutte le conseguenze di queste contraddizioni sui lavoratori e i settori popolari, negando ogni autodeterminazione dei popoli sul loro futuro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In molti paesi si vanno sviluppando movimenti popolari e democratici che si battono contro il lavoro flessibile e per l’aumento dei salari, dicono basta con i diktat delle istituzioni politiche e finanziarie, chiedono il ripudio del debito, il superamento dell’Unione Europea, l’uscita dalla gabbia dell’euro e dalla Nato, lo stop ai negoziati del Ttip.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In alcuni paesi questi movimenti sono espressione delle forze progressiste, dei sindacati e dei movimenti sociali, in altri sono invece i partiti della destra nazionalista e xenofoba.  </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma i primi hanno come obiettivo la giustizia e l’emancipazione sociale, i secondi la guerra tra i poveri e contro i più deboli.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riteniamo che sia tempo di collegare le forze politiche, sociali, sindacali e antifasciste,  intorno a soluzioni alternative rispetto a quelle misure antipopolari e antidemocratiche imposte dalle oligarchie e dall’Unione Europea in un clima dove più pericolose si fanno le tendenze alla guerra.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le forze di classe e progressiste dei paesi euromediterranei,  più devastati dai diktat imposti da Ue, Bce, Fmi e Nato, devono collegarsi a agire comunemente:</em><br />
<em>&#8211; Per uscire dalla gabbia dell’euro</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Per superare l’Unione Europea costruita sull’Europa dalle classi dominanti</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Per uscire dalla Nato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Per bloccare definitivamente il Ttip</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ tempo di agire in modo coordinato,  a cominciare da un portale web in più lingue che faciliti il confronto, le campagne e l’azione comune e con incontri periodici nei vari paesi che consentano di procedere più efficacemente su una agenda di mobilitazione comune e coordinata.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42473"> (58)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>CREMASCHI : Renzi privatizza anche la GUERRA &#8211; Il 16 gennaio manifestazione a Roma</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/12/17/cremaschi-renzi-privatizza-anche-la-guerra-il-16-gennaio-manifestazione-a-roma/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 17:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostop]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Cremaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[IRAQ]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>FANNO AFFARI E DICONO DI LOTTARE CONTRO IL TERRORISMO Verso la manifestazione contro la guerra del 16 gennaio 2016 Articolo di Giorgio Cremaschi Video di Francesco Santoianni &#8211; Pecorarossa La decisione del governo Renzi di inviare 450 soldati in Iraq sulla diga di Mossul è un atto di guerra in violazione brutale dell&#8217;articolo 11 della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/12/17/cremaschi-renzi-privatizza-anche-la-guerra-il-16-gennaio-manifestazione-a-roma/">CREMASCHI : Renzi privatizza anche la GUERRA &#8211; Il 16 gennaio manifestazione a Roma</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">FANNO AFFARI E DICONO DI LOTTARE CONTRO IL TERRORISMO</span></h1>
<h3>Verso la manifestazione contro la guerra del 16 gennaio 2016</h3>
<p style="text-align: justify;"><em>Articolo di Giorgio Cremaschi</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Video di Francesco Santoianni &#8211; <a href="http://pecorarossa.tumblr.com/" target="_blank">Pecorarossa</a></em></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/12/Cremaschi-Libera.tv_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-42369" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/12/Cremaschi-Libera.tv_-300x161.jpg" alt="Cremaschi Libera.tv" width="300" height="161" /></a>La decisione del governo Renzi di inviare 450 soldati in Iraq sulla diga di Mossul è un atto di guerra in violazione brutale dell&#8217;articolo 11 della Costituzione, aggravato dalle ragioni privatistiche che lo motivano.<br />
La società Trevi ha vinto l&#8217;appalto per la ristrutturazione della grande diga sull&#8217;Eufrate. E qui c&#8217;è già la prima menzogna della propaganda governativa, simile a quelle che si usano per giustificare le grandi opere in Italia. La diga infatti non è sull&#8217;orlo del crollo; tale affermazione, fatta per dare più valore morale all&#8217;invio di truppe, è stata smentita dallo stesso direttore dell&#8217;impianto che ha dichiarato che l&#8217;impianto opera in assoluta normalità. L&#8217;investimento di miliardi di euro serve ad un potenziamento dell&#8217;opera e la vittoria all&#8217;asta dell&#8217;azienda di Cesena fa parte della normale giostra dei grandi affari. All&#8217;interno dei quali rientrano anche le spese sulla sicurezza.<br />
Sappiamo infatti che da tempo in Iraq, in tutto il Medio Oriente e in Afghanistan una delle attività più diffuse e ben remunerate è quella dei &#8220;contractors&#8221;. Con questo termine si definisce l&#8217;evoluzione tecnologica ed organizzativa dei vecchi mercenari del secolo scorso. In questi paesi in guerra permanente i governi occidentali a partire dagli USA , che quella guerra hanno scatenato 25 anni fa, hanno scoperto di non avere truppe sufficienti a coprire tutti i punti di intervento. Così una parte delle attività militari e di sicurezza è stata privatizzata e affidata a multinazionali della sicurezza che impiegano decine di migliaia di persone e realizzano profitti miliardari. Ora Trevi potrà risparmiare per quella quota di spese, cosa che forse ha influito anche nel suo successo nel conseguire l&#8217;appalto, visto che esse saranno a carico dello stato italiano che invierà le proprie truppe con la funzione di contractors.<br />
Dopo la privatizzazione della guerra ora abbiamo l&#8217;uso privato delle truppe pubbliche, e i nostri soldati vengono inviati in Iraq per tutelare un grande affare. Avveniva così all&#8217;epoca delle imprese coloniali ottocentesche, le prime truppe italiane sbarcarono in Eritrea nell&#8217;800 a seguito degli affari della compagnia di navigazione Rubattino. Anche qui la modernità renziana ci riporta indietro di due secoli e la violazione della Costituzione avviene saltando anche la tradizionale ipocrita copertura della partecipazione ad una coalizione internazionale. Dopo 25 anni di interventi militari in spregio dell&#8217;articolo 11, evidentemente si pensa che l&#8217;opinione pubblica si sia assuefatta e non abbia più bisogno di alte motivazioni. Non ci sono Onu, coalizioni democratiche, scopi umanitari a giustificare l&#8217;intervento militare italiano. Qui siamo solo noi che mandiamo in guerra all&#8217;estero i nostri soldati, in accordo con gli USA e, forse, con il governo iracheno. E lo facciamo a sostegno del business di una impresa italiana che dopo questa decisione ha visto il suo titolo in Borsa guadagnare il 25% in un sola seduta.<br />
Se c&#8217;è un intervento militare che mostra tutta la natura affaristica della guerra al terrorismo, è proprio quello deciso dal governo italiano in Iraq. Che probabilmente prepara analoghe e ancora più vaste operazioni in Libia e poi ovunque gli interessi economici lo richiedano.<br />
Quando Renzi e i suoi ministri affermano che non siamo in guerra mentono sapendo di mentire, le nostre truppe sono e saranno sempre più coinvolte nella sporca guerra che dura da 25 anni e che continuerà a crescere su se stessa se non riprenderemo a lottare per fermarla.<br />
Per questo ci vediamo in piazza il 16 gennaio a Roma.</p>
<hr />
<header class="entry-header">
<h3 class="entry-title"><span style="color: #993300;">APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE</span></h3>
<h3 class="entry-title">A tutte le organizzazioni che rifiutano la guerra,  gli interventi militari del governo italiano, Il mercato delle armi.</h3>
</header>
<div class="entry-content">
<div class="pf-content">
<p class="western" style="text-align: justify;">Carissime carissimi,</p>
<p style="text-align: justify;">Il 16 gennaio 2016 saranno esattamente 25 anni dai primi bombardamenti USA nella prima guerra d’Iraq, con i quali si è dato avvio a quella terza guerra mondiale a pezzi di cui ha parlato Papa Francesco. Questa guerra giustificata per ripristinare il diritto e combattere il terrorismo si è invece alimentata di se stessa trascinando tutto il mondo in un piano inclinato che non pare avere fine. La guerra non è la risposta al terrorismo, ma lo alimenta, come gli sporchi affari, i conflitti di potenza, la vendita delle armi che fanno crescere i conflitti su se stessi.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Dopo 25 anni di disastri della guerra sarebbe ragionevole dire basta, invece dopo le stragi terroriste di Parigi tutta l’Europa è in preda ad una furia bellicista che porterà solo nuovi danni e nuovi lutti.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Questa volta, inoltre, la guerra si intreccia sempre di più con misure autoritarie e liberticide che colpiscono al cuore le democrazie europee, prima fra tutte la decisione del governo francese di decretare lo stato d’emergenza e di pretendere la revisione autoritaria della Costituzione, misure che rischiano di fare ai popoli europei danni come il terrorismo. La guerra è alimentata da uno spirito securitario e xenofobo che colpisce i migranti assieme ad ogni forma di dissenso e conflittualità sociale.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Per queste ragioni nella prima assemblea comune delle persone e delle organizzazioni che hanno sottoscritto la PIATTAFORMA SOCIALE EUROSTOP abbiamo deciso di mobilitarci contro la  guerra, chiunque la faccia e quale che sia la motivazione nel farla. Il 16 gennaio ci sembra la data giusta per ricominciare a manifestare, affermando: SE 25 ANNI DI GUERRA VI SEMBRAN POCHI….BASTA GUERRA.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Vorremmo fare del 16 gennaio un appuntamento comune di mobilitazione di tutte le forze autenticamente e rigorosamente contro la guerra. Anche se su altri temi ci possono essere e ci sono valutazioni e proposte diverse, pensiamo che chi è davvero contro la guerra dovrebbe manifestare comunque assieme.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Per questo proponiamo che il 16 gennaio sia una giornata di mobilitazione di tutti coloro che, lo ripetiamo, rifiutano comunque la guerra ed il coinvolgimento dell’Italia in essa. Questa mobilitazione può avvenire in iniziative comuni, che noi proponiamo in particolare a Roma, ma anche con iniziative differenziate e solidali tra loro , l’importante è far sentire forte la voce di chi, dopo 25 anni, dice basta.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">Sulle modalità di organizzazione della mobilitazione in modo che tutto il pluralismo della mobilitazione sia rappresentato, siamo interessati a confrontarci quanto prima, non abbiamo alcun interesse a definire supremazie su un tema così importante. Naturalmente la data non è modificabile, non per nostra scelta, ma per il significato storico e politico del 16 gennaio 1991.</p>
<p class="western" style="text-align: justify;">In attesa di sentirci e misurarci sull’organizzazione pratica della proposta vi inviamo un caloroso saluto.</p>
<p class="western"><b>IL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLA PIATTAFORMA SOCIALE EUROSTOP</b></p>
<p class="western"><b>5 Dicembre 2015</b></p>
</div>
</div>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42364"> (580)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>EUROSTOP : Fabio Frati – No Euro No UE No Nato</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-fabio-frati-no-euro-no-ue-no-nato/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-fabio-frati-no-euro-no-ue-no-nato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 18:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lazio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[CUB - Confederazione Unitaria di Base]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostop]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Frati]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>EUROSTOP AL VIA Anche in Italia prova ad organizzarsi la sinistra NO Euro, NO UE,  NO Nato Intervento di Fabio Frati &#8211; CUB Trasporti L&#8217;assemblea di Eurostop ha messo insieme le forze e le personalità della sinistra che in Italia vogliono lanciare le parole d&#8217;ordine NO Euro, NO UE, NO Nato. Libera.Tv ha seguito l&#8217;assemblea [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">EUROSTOP AL VIA</span></h1>
<h2>Anche in Italia prova ad organizzarsi la sinistra NO Euro, NO UE,  NO Nato</h2>
<h3 class="yt watch-title-container">Intervento di Fabio Frati &#8211; <em><span style="color: #993300;">CUB Trasporti</span></em><span id="eow-title" class="watch-title " dir="ltr" title="No Euro, No UE, No Nato - Pedro Montes &quot;Piattaforma Uscire dall’Euro”"> </span></h3>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Eurostop.jpg"><img class="alignleft  wp-image-27683" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Eurostop-214x300.jpg" alt="NO EURO, NO UE, NO NATO" width="198" height="278" /></a>L&#8217;assemblea di Eurostop ha messo insieme le forze e le personalità della sinistra che in Italia vogliono lanciare le parole d&#8217;ordine NO Euro, NO UE, NO Nato.</p>
<p style="text-align: justify;">Libera.Tv ha seguito l&#8217;assemblea e ne sta pubblicando i video atti nella Playlist :<a href="http://libera.tv/playlist/eurostop/" target="_blank"> http://libera.tv/playlist/eurostop/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito riportiamo anche il comunicato finale con cui si è conclusa l&#8217;assemblea:</p>
<h1><strong><span style="color: #993300;">UN BUON INIZIO</span><br />
</strong></h1>
<h3><strong>Report sull’assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop tenutasi a Roma</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Sabato 21 novembre a Roma si è svolta la prima assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop. Una sala piena (almeno trecento persone provenienti da diverse città) hanno discusso fino al pomeriggio su quali contenuti e come organizzare un movimento che rompa completamente con i meccanismi, la politica, i finanziamenti della guerra e del riarmo e con le misure liberticide che l’accompagnano.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la strage terroristica di Parigi (non la prima in Europa, c’erano già stati Madrid e Londra), i governi europei hanno rilanciato e ampliato quella guerra che dura da 25 anni e che è causa e non risposta al terrorismo. Tutti i partecipanti all’assemblea hanno affermato il No alla guerra come prima discriminante oggi, anche perché la guerra rafforza autoritariamente quei meccanismi del “vincolo esterno” che grava ormai da anni sul nostro e su altri paesi: l’Unione Europea, l’euro, la Nato. Un vincolo esterno fatto di trattati diventati indiscutibili e approvati senza mai ricorrere alla verifica del consenso popolare. Un vincolo che attraverso l’austerity ha riportato indietro di decenni conquiste e diritti sociali e politici, un vincolo che trascina sistematicamente i paesi europei dentro le guerre e gli interventi militari all’estero, facendone ricadere le conseguenze solo sulle popolazioni, sia nei paesi aggrediti che in quelli aggressori.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dalla determinazione di rompere con questa troika – Ue, euro, Nato – una coalizione di forze politiche, sindacali, movimenti sociali, intellettuali, ha deciso di superare settarismo e disgregazione e di lavorare alla ricomposizione di un fronte intorno a pochi obiettivi con valore politico generale, una piattaforma sociale appunto che su difesa della democrazia, lavoro, pace, rottura con il vincolo esterno, riapra finalmente una prospettiva di cambiamento da troppi anni rimossa o disattesa dalla paura e dall’opportunismo egemone nei gruppi dirigenti della sinistra italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una introduzione di Giorgio Cremaschi, si sono sviluppati 24 interventi nei quali sia la realtà politiche e sociali, sia come contributi individuali, si è entrati nel merito delle proposte e delle aspettative che sono alla base della Piattaforma Sociale Eurostop. Contributi importanti di organizzazioni sociali- dal movimento No Tav alla Carovana delle Periferie, dalla Usb alla Cub, dalla Campagna Noi Restiamo alla Rete No War– a contributi di organizzazioni politiche e reti nazionali – da Ross@ al Pcdi, da settori del Prc alla Rete dei Comunisti, dalla Rete Noi Saremo Tutto al Movimento Popolare di Liberazione, dal Fronte Popolare alla Sinistra No Euro. Positivo anche il contributo personale di Bifo. Importanti gli interventi del compagno greco di Unità Popolare e del compagno spagnolo della Piattaforma Salir del Euro, due realtà che sono nate negli ultimi tempi in due paesi Pigs proprio sulla base delle contraddizioni imposte dalla gabbia dell’Unione Europea e dell’euro e che sono arrivate alle medesime conclusioni della Piattaforma Sociale Eurostop.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli appuntamenti emersi dall’assemblea in qualche modo delineano una agenda politica autonoma che verrà definita nei dettagli dal coordinamento che ha preparato l’assemblea e che si riunirà nel mese di dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo ci sono le iniziative contro la guerra, la prima già nei prossimi giorni a Firenze (mercoledi 25 novembre) in occasione del vertice della Nato dove la campagna Eurostop sarà presente con un proprio spezzone e un proprio striscione. C’è poi la costruzione di una prima mobilitazione nazionale il 16 gennaio in occasione del 25esimo anniversario dei primi bombardamenti su Baghdad nel 1991, che avviarono la prima guerra del Golfo e dunque innescarono quella che è diventata la “guerra dei trent’anni” in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda iniziativa è la costruzione di una giornata di mobilitazione coordinata nei paesi Pigs (e in altri paesi europei che vorranno integrarsi nella giornata) per la prossima primavera, con manifestazioni nelle diverse capitali.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza è la campagna per chiedere un referendum sui Trattati europei che strangolano il nostro egli altri paesi. Una campagna che sta crescendo anche in Grecia, Spagna e Francia. Questa battaglia sul referendum si arricchisce inoltre di una scadenza e di un contenuto decisivo nel nostro paese: il No nel referendum/plebiscito convocato da Renzi per ottobre sulle controriforme costituzionali.  Un passaggio storico per cercare di stoppare e far saltare il progetto di governance autoritaria di Renzi e dei suoi sponsor europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, c’è la questione decisiva dell’organizzazione. La Piattaforma Sociale Eurostop deve adesso strutturarsi e approfondirsi a livello regionale. Per il mese di gennaio saranno convocate assemblee locali che capillarizzino il percorso nazionale avviato sabato 21 novembre a Roma e concretizzino nei territori le battaglie impostate nella Piattaforma Sociale Eurostop.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="40980"> (88)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-fabio-frati-no-euro-no-ue-no-nato/">EUROSTOP : Fabio Frati – No Euro No UE No Nato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
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		<title>EUROSTOP : Gianni Porta – No Euro No UE No Nato</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 18:44:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianni Porta]]></category>
		<category><![CDATA[PRC – Rifondazione Comunista]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>EUROSTOP AL VIA Anche in Italia prova ad organizzarsi la sinistra NO Euro, NO UE,  NO Nato Intervento di Gianni Porta- Rifondazione Comunista Molfetta L&#8217;assemblea di Eurostop ha messo insieme le forze e le personalità della sinistra che in Italia vogliono lanciare le parole d&#8217;ordine NO Euro, NO UE, NO Nato. Libera.Tv ha seguito l&#8217;assemblea [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-gianni-porta-no-euro-no-ue-no-nato/">EUROSTOP : Gianni Porta – No Euro No UE No Nato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">EUROSTOP AL VIA</span></h1>
<h2>Anche in Italia prova ad organizzarsi la sinistra NO Euro, NO UE,  NO Nato</h2>
<h3 class="yt watch-title-container">Intervento di Gianni Porta- <em><span style="color: #993300;">Rifondazione Comunista Molfetta</span></em><span id="eow-title" class="watch-title " dir="ltr" title="No Euro, No UE, No Nato - Pedro Montes &quot;Piattaforma Uscire dall’Euro”"> </span></h3>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Eurostop.jpg"><img class="alignleft  wp-image-27683" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Eurostop-214x300.jpg" alt="NO EURO, NO UE, NO NATO" width="198" height="278" /></a>L&#8217;assemblea di Eurostop ha messo insieme le forze e le personalità della sinistra che in Italia vogliono lanciare le parole d&#8217;ordine NO Euro, NO UE, NO Nato.</p>
<p style="text-align: justify;">Libera.Tv ha seguito l&#8217;assemblea e ne sta pubblicando i video atti nella Playlist :<a href="http://libera.tv/playlist/eurostop/" target="_blank"> http://libera.tv/playlist/eurostop/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito riportiamo anche il comunicato finale con cui si è conclusa l&#8217;assemblea:</p>
<h1><strong><span style="color: #993300;">UN BUON INIZIO</span><br />
</strong></h1>
<h3><strong>Report sull’assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop tenutasi a Roma</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Sabato 21 novembre a Roma si è svolta la prima assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop. Una sala piena (almeno trecento persone provenienti da diverse città) hanno discusso fino al pomeriggio su quali contenuti e come organizzare un movimento che rompa completamente con i meccanismi, la politica, i finanziamenti della guerra e del riarmo e con le misure liberticide che l’accompagnano.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la strage terroristica di Parigi (non la prima in Europa, c’erano già stati Madrid e Londra), i governi europei hanno rilanciato e ampliato quella guerra che dura da 25 anni e che è causa e non risposta al terrorismo. Tutti i partecipanti all’assemblea hanno affermato il No alla guerra come prima discriminante oggi, anche perché la guerra rafforza autoritariamente quei meccanismi del “vincolo esterno” che grava ormai da anni sul nostro e su altri paesi: l’Unione Europea, l’euro, la Nato. Un vincolo esterno fatto di trattati diventati indiscutibili e approvati senza mai ricorrere alla verifica del consenso popolare. Un vincolo che attraverso l’austerity ha riportato indietro di decenni conquiste e diritti sociali e politici, un vincolo che trascina sistematicamente i paesi europei dentro le guerre e gli interventi militari all’estero, facendone ricadere le conseguenze solo sulle popolazioni, sia nei paesi aggrediti che in quelli aggressori.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dalla determinazione di rompere con questa troika – Ue, euro, Nato – una coalizione di forze politiche, sindacali, movimenti sociali, intellettuali, ha deciso di superare settarismo e disgregazione e di lavorare alla ricomposizione di un fronte intorno a pochi obiettivi con valore politico generale, una piattaforma sociale appunto che su difesa della democrazia, lavoro, pace, rottura con il vincolo esterno, riapra finalmente una prospettiva di cambiamento da troppi anni rimossa o disattesa dalla paura e dall’opportunismo egemone nei gruppi dirigenti della sinistra italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una introduzione di Giorgio Cremaschi, si sono sviluppati 24 interventi nei quali sia la realtà politiche e sociali, sia come contributi individuali, si è entrati nel merito delle proposte e delle aspettative che sono alla base della Piattaforma Sociale Eurostop. Contributi importanti di organizzazioni sociali- dal movimento No Tav alla Carovana delle Periferie, dalla Usb alla Cub, dalla Campagna Noi Restiamo alla Rete No War– a contributi di organizzazioni politiche e reti nazionali – da Ross@ al Pcdi, da settori del Prc alla Rete dei Comunisti, dalla Rete Noi Saremo Tutto al Movimento Popolare di Liberazione, dal Fronte Popolare alla Sinistra No Euro. Positivo anche il contributo personale di Bifo. Importanti gli interventi del compagno greco di Unità Popolare e del compagno spagnolo della Piattaforma Salir del Euro, due realtà che sono nate negli ultimi tempi in due paesi Pigs proprio sulla base delle contraddizioni imposte dalla gabbia dell’Unione Europea e dell’euro e che sono arrivate alle medesime conclusioni della Piattaforma Sociale Eurostop.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli appuntamenti emersi dall’assemblea in qualche modo delineano una agenda politica autonoma che verrà definita nei dettagli dal coordinamento che ha preparato l’assemblea e che si riunirà nel mese di dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo ci sono le iniziative contro la guerra, la prima già nei prossimi giorni a Firenze (mercoledi 25 novembre) in occasione del vertice della Nato dove la campagna Eurostop sarà presente con un proprio spezzone e un proprio striscione. C’è poi la costruzione di una prima mobilitazione nazionale il 16 gennaio in occasione del 25esimo anniversario dei primi bombardamenti su Baghdad nel 1991, che avviarono la prima guerra del Golfo e dunque innescarono quella che è diventata la “guerra dei trent’anni” in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda iniziativa è la costruzione di una giornata di mobilitazione coordinata nei paesi Pigs (e in altri paesi europei che vorranno integrarsi nella giornata) per la prossima primavera, con manifestazioni nelle diverse capitali.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza è la campagna per chiedere un referendum sui Trattati europei che strangolano il nostro egli altri paesi. Una campagna che sta crescendo anche in Grecia, Spagna e Francia. Questa battaglia sul referendum si arricchisce inoltre di una scadenza e di un contenuto decisivo nel nostro paese: il No nel referendum/plebiscito convocato da Renzi per ottobre sulle controriforme costituzionali.  Un passaggio storico per cercare di stoppare e far saltare il progetto di governance autoritaria di Renzi e dei suoi sponsor europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, c’è la questione decisiva dell’organizzazione. La Piattaforma Sociale Eurostop deve adesso strutturarsi e approfondirsi a livello regionale. Per il mese di gennaio saranno convocate assemblee locali che capillarizzino il percorso nazionale avviato sabato 21 novembre a Roma e concretizzino nei territori le battaglie impostate nella Piattaforma Sociale Eurostop.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="40977"> (74)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-gianni-porta-no-euro-no-ue-no-nato/">EUROSTOP : Gianni Porta – No Euro No UE No Nato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
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		<title>EUROSTOP : Maurizio Scarpa – No Euro No UE No Nato</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 18:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lazio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostop]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Scarpa]]></category>
		<category><![CDATA[USB - Unione Sindacale di Base]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>EUROSTOP AL VIA Anche in Italia prova ad organizzarsi la sinistra NO Euro, NO UE,  NO Nato Intervento di Maurizio Scarpa- Esecutivo Unione Sindacale di Base USB L&#8217;assemblea di Eurostop ha messo insieme le forze e le personalità della sinistra che in Italia vogliono lanciare le parole d&#8217;ordine NO Euro, NO UE, NO Nato. Libera.Tv [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-maurizio-scarpa-no-euro-no-ue-no-nato/">EUROSTOP : Maurizio Scarpa – No Euro No UE No Nato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">EUROSTOP AL VIA</span></h1>
<h2>Anche in Italia prova ad organizzarsi la sinistra NO Euro, NO UE,  NO Nato</h2>
<h3 class="yt watch-title-container">Intervento di Maurizio Scarpa- <em><span style="color: #993300;">Esecutivo Unione Sindacale di Base USB</span></em><span id="eow-title" class="watch-title " dir="ltr" title="No Euro, No UE, No Nato - Pedro Montes &quot;Piattaforma Uscire dall’Euro”"> </span></h3>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Eurostop.jpg"><img class="alignleft  wp-image-27683" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Eurostop-214x300.jpg" alt="NO EURO, NO UE, NO NATO" width="198" height="278" /></a>L&#8217;assemblea di Eurostop ha messo insieme le forze e le personalità della sinistra che in Italia vogliono lanciare le parole d&#8217;ordine NO Euro, NO UE, NO Nato.</p>
<p style="text-align: justify;">Libera.Tv ha seguito l&#8217;assemblea e ne sta pubblicando i video atti nella Playlist :<a href="http://libera.tv/playlist/eurostop/" target="_blank"> http://libera.tv/playlist/eurostop/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito riportiamo anche il comunicato finale con cui si è conclusa l&#8217;assemblea:</p>
<h1><strong><span style="color: #993300;">UN BUON INIZIO</span><br />
</strong></h1>
<h3><strong>Report sull’assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop tenutasi a Roma</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Sabato 21 novembre a Roma si è svolta la prima assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop. Una sala piena (almeno trecento persone provenienti da diverse città) hanno discusso fino al pomeriggio su quali contenuti e come organizzare un movimento che rompa completamente con i meccanismi, la politica, i finanziamenti della guerra e del riarmo e con le misure liberticide che l’accompagnano.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la strage terroristica di Parigi (non la prima in Europa, c’erano già stati Madrid e Londra), i governi europei hanno rilanciato e ampliato quella guerra che dura da 25 anni e che è causa e non risposta al terrorismo. Tutti i partecipanti all’assemblea hanno affermato il No alla guerra come prima discriminante oggi, anche perché la guerra rafforza autoritariamente quei meccanismi del “vincolo esterno” che grava ormai da anni sul nostro e su altri paesi: l’Unione Europea, l’euro, la Nato. Un vincolo esterno fatto di trattati diventati indiscutibili e approvati senza mai ricorrere alla verifica del consenso popolare. Un vincolo che attraverso l’austerity ha riportato indietro di decenni conquiste e diritti sociali e politici, un vincolo che trascina sistematicamente i paesi europei dentro le guerre e gli interventi militari all’estero, facendone ricadere le conseguenze solo sulle popolazioni, sia nei paesi aggrediti che in quelli aggressori.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dalla determinazione di rompere con questa troika – Ue, euro, Nato – una coalizione di forze politiche, sindacali, movimenti sociali, intellettuali, ha deciso di superare settarismo e disgregazione e di lavorare alla ricomposizione di un fronte intorno a pochi obiettivi con valore politico generale, una piattaforma sociale appunto che su difesa della democrazia, lavoro, pace, rottura con il vincolo esterno, riapra finalmente una prospettiva di cambiamento da troppi anni rimossa o disattesa dalla paura e dall’opportunismo egemone nei gruppi dirigenti della sinistra italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una introduzione di Giorgio Cremaschi, si sono sviluppati 24 interventi nei quali sia la realtà politiche e sociali, sia come contributi individuali, si è entrati nel merito delle proposte e delle aspettative che sono alla base della Piattaforma Sociale Eurostop. Contributi importanti di organizzazioni sociali- dal movimento No Tav alla Carovana delle Periferie, dalla Usb alla Cub, dalla Campagna Noi Restiamo alla Rete No War– a contributi di organizzazioni politiche e reti nazionali – da Ross@ al Pcdi, da settori del Prc alla Rete dei Comunisti, dalla Rete Noi Saremo Tutto al Movimento Popolare di Liberazione, dal Fronte Popolare alla Sinistra No Euro. Positivo anche il contributo personale di Bifo. Importanti gli interventi del compagno greco di Unità Popolare e del compagno spagnolo della Piattaforma Salir del Euro, due realtà che sono nate negli ultimi tempi in due paesi Pigs proprio sulla base delle contraddizioni imposte dalla gabbia dell’Unione Europea e dell’euro e che sono arrivate alle medesime conclusioni della Piattaforma Sociale Eurostop.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli appuntamenti emersi dall’assemblea in qualche modo delineano una agenda politica autonoma che verrà definita nei dettagli dal coordinamento che ha preparato l’assemblea e che si riunirà nel mese di dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo ci sono le iniziative contro la guerra, la prima già nei prossimi giorni a Firenze (mercoledi 25 novembre) in occasione del vertice della Nato dove la campagna Eurostop sarà presente con un proprio spezzone e un proprio striscione. C’è poi la costruzione di una prima mobilitazione nazionale il 16 gennaio in occasione del 25esimo anniversario dei primi bombardamenti su Baghdad nel 1991, che avviarono la prima guerra del Golfo e dunque innescarono quella che è diventata la “guerra dei trent’anni” in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda iniziativa è la costruzione di una giornata di mobilitazione coordinata nei paesi Pigs (e in altri paesi europei che vorranno integrarsi nella giornata) per la prossima primavera, con manifestazioni nelle diverse capitali.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza è la campagna per chiedere un referendum sui Trattati europei che strangolano il nostro egli altri paesi. Una campagna che sta crescendo anche in Grecia, Spagna e Francia. Questa battaglia sul referendum si arricchisce inoltre di una scadenza e di un contenuto decisivo nel nostro paese: il No nel referendum/plebiscito convocato da Renzi per ottobre sulle controriforme costituzionali.  Un passaggio storico per cercare di stoppare e far saltare il progetto di governance autoritaria di Renzi e dei suoi sponsor europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, c’è la questione decisiva dell’organizzazione. La Piattaforma Sociale Eurostop deve adesso strutturarsi e approfondirsi a livello regionale. Per il mese di gennaio saranno convocate assemblee locali che capillarizzino il percorso nazionale avviato sabato 21 novembre a Roma e concretizzino nei territori le battaglie impostate nella Piattaforma Sociale Eurostop.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="40974"> (58)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-maurizio-scarpa-no-euro-no-ue-no-nato/">EUROSTOP : Maurizio Scarpa – No Euro No UE No Nato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
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		<title>EUROSTOP : Stefano Zari – No Euro No UE No Nato</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 18:34:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ross@]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Zari]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>EUROSTOP AL VIA Anche in Italia prova ad organizzarsi la sinistra NO Euro, NO UE,  NO Nato Intervento di Stefano Zari- Ross@ L&#8217;assemblea di Eurostop ha messo insieme le forze e le personalità della sinistra che in Italia vogliono lanciare le parole d&#8217;ordine NO Euro, NO UE, NO Nato. Libera.Tv ha seguito l&#8217;assemblea e ne [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/25/eurostop-stefano-zari-no-euro-no-ue-no-nato/">EUROSTOP : Stefano Zari – No Euro No UE No Nato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">EUROSTOP AL VIA</span></h1>
<h2>Anche in Italia prova ad organizzarsi la sinistra NO Euro, NO UE,  NO Nato</h2>
<h3 class="yt watch-title-container">Intervento di Stefano Zari- <em><span style="color: #993300;">Ross@</span></em><span id="eow-title" class="watch-title " dir="ltr" title="No Euro, No UE, No Nato - Pedro Montes &quot;Piattaforma Uscire dall’Euro”"> </span></h3>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Eurostop.jpg"><img class="alignleft  wp-image-27683" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Eurostop-214x300.jpg" alt="NO EURO, NO UE, NO NATO" width="198" height="278" /></a>L&#8217;assemblea di Eurostop ha messo insieme le forze e le personalità della sinistra che in Italia vogliono lanciare le parole d&#8217;ordine NO Euro, NO UE, NO Nato.</p>
<p style="text-align: justify;">Libera.Tv ha seguito l&#8217;assemblea e ne sta pubblicando i video atti nella Playlist :<a href="http://libera.tv/playlist/eurostop/" target="_blank"> http://libera.tv/playlist/eurostop/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito riportiamo anche il comunicato finale con cui si è conclusa l&#8217;assemblea:</p>
<h1><strong><span style="color: #993300;">UN BUON INIZIO</span><br />
</strong></h1>
<h3><strong>Report sull’assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop tenutasi a Roma</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Sabato 21 novembre a Roma si è svolta la prima assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop. Una sala piena (almeno trecento persone provenienti da diverse città) hanno discusso fino al pomeriggio su quali contenuti e come organizzare un movimento che rompa completamente con i meccanismi, la politica, i finanziamenti della guerra e del riarmo e con le misure liberticide che l’accompagnano.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la strage terroristica di Parigi (non la prima in Europa, c’erano già stati Madrid e Londra), i governi europei hanno rilanciato e ampliato quella guerra che dura da 25 anni e che è causa e non risposta al terrorismo. Tutti i partecipanti all’assemblea hanno affermato il No alla guerra come prima discriminante oggi, anche perché la guerra rafforza autoritariamente quei meccanismi del “vincolo esterno” che grava ormai da anni sul nostro e su altri paesi: l’Unione Europea, l’euro, la Nato. Un vincolo esterno fatto di trattati diventati indiscutibili e approvati senza mai ricorrere alla verifica del consenso popolare. Un vincolo che attraverso l’austerity ha riportato indietro di decenni conquiste e diritti sociali e politici, un vincolo che trascina sistematicamente i paesi europei dentro le guerre e gli interventi militari all’estero, facendone ricadere le conseguenze solo sulle popolazioni, sia nei paesi aggrediti che in quelli aggressori.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dalla determinazione di rompere con questa troika – Ue, euro, Nato – una coalizione di forze politiche, sindacali, movimenti sociali, intellettuali, ha deciso di superare settarismo e disgregazione e di lavorare alla ricomposizione di un fronte intorno a pochi obiettivi con valore politico generale, una piattaforma sociale appunto che su difesa della democrazia, lavoro, pace, rottura con il vincolo esterno, riapra finalmente una prospettiva di cambiamento da troppi anni rimossa o disattesa dalla paura e dall’opportunismo egemone nei gruppi dirigenti della sinistra italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una introduzione di Giorgio Cremaschi, si sono sviluppati 24 interventi nei quali sia la realtà politiche e sociali, sia come contributi individuali, si è entrati nel merito delle proposte e delle aspettative che sono alla base della Piattaforma Sociale Eurostop. Contributi importanti di organizzazioni sociali- dal movimento No Tav alla Carovana delle Periferie, dalla Usb alla Cub, dalla Campagna Noi Restiamo alla Rete No War– a contributi di organizzazioni politiche e reti nazionali – da Ross@ al Pcdi, da settori del Prc alla Rete dei Comunisti, dalla Rete Noi Saremo Tutto al Movimento Popolare di Liberazione, dal Fronte Popolare alla Sinistra No Euro. Positivo anche il contributo personale di Bifo. Importanti gli interventi del compagno greco di Unità Popolare e del compagno spagnolo della Piattaforma Salir del Euro, due realtà che sono nate negli ultimi tempi in due paesi Pigs proprio sulla base delle contraddizioni imposte dalla gabbia dell’Unione Europea e dell’euro e che sono arrivate alle medesime conclusioni della Piattaforma Sociale Eurostop.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli appuntamenti emersi dall’assemblea in qualche modo delineano una agenda politica autonoma che verrà definita nei dettagli dal coordinamento che ha preparato l’assemblea e che si riunirà nel mese di dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo ci sono le iniziative contro la guerra, la prima già nei prossimi giorni a Firenze (mercoledi 25 novembre) in occasione del vertice della Nato dove la campagna Eurostop sarà presente con un proprio spezzone e un proprio striscione. C’è poi la costruzione di una prima mobilitazione nazionale il 16 gennaio in occasione del 25esimo anniversario dei primi bombardamenti su Baghdad nel 1991, che avviarono la prima guerra del Golfo e dunque innescarono quella che è diventata la “guerra dei trent’anni” in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda iniziativa è la costruzione di una giornata di mobilitazione coordinata nei paesi Pigs (e in altri paesi europei che vorranno integrarsi nella giornata) per la prossima primavera, con manifestazioni nelle diverse capitali.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza è la campagna per chiedere un referendum sui Trattati europei che strangolano il nostro egli altri paesi. Una campagna che sta crescendo anche in Grecia, Spagna e Francia. Questa battaglia sul referendum si arricchisce inoltre di una scadenza e di un contenuto decisivo nel nostro paese: il No nel referendum/plebiscito convocato da Renzi per ottobre sulle controriforme costituzionali.  Un passaggio storico per cercare di stoppare e far saltare il progetto di governance autoritaria di Renzi e dei suoi sponsor europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, c’è la questione decisiva dell’organizzazione. La Piattaforma Sociale Eurostop deve adesso strutturarsi e approfondirsi a livello regionale. Per il mese di gennaio saranno convocate assemblee locali che capillarizzino il percorso nazionale avviato sabato 21 novembre a Roma e concretizzino nei territori le battaglie impostate nella Piattaforma Sociale Eurostop.</p>
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