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	<title>Libera Tv &#187; COBAS</title>
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	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
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		<title>LAVORO: SANREMO – Al Festival cantano i lavoratori TIM ed EMBRACO</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 20:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[CUB - Confederazione Unitaria di Base]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>PRESIDIO IN PIAZZA DEI LAVORATORI TIM ED EMBRACO PER CHIEDERE ASCOLTO SULLE LORO VERTENZE Come in passato, i lavoratori in lotta raggiungono la città del Festival per reclamare attenzione sui licenziamenti (Embraco &#8211; Whirpool), e sui rischi di esuberi e sacrifici connessi allo scorporo della società (TIM – TELECOM). “L’azienda ha preso i soldi dallo [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000;">PRESIDIO IN PIAZZA DEI LAVORATORI TIM ED EMBRACO PER CHIEDERE ASCOLTO SULLE LORO VERTENZE</span></h1>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;">Come in passato, i lavoratori in lotta raggiungono la città del Festival per reclamare attenzione sui licenziamenti (Embraco &#8211; Whirpool), e sui rischi di esuberi e sacrifici connessi allo scorporo della società (TIM – TELECOM). <em>“L’azienda ha preso i soldi dallo stato e ora se ne và”</em> dice una lavoratrice Embraco. <em>“Pensiamo che la società che gestisce la rete debba essere pubblica”</em> aggiunge un lavoratore TIM.</span></h2>
<p><strong>Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete &#8211; Libera.tv</strong></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/02/SANREMO-TELECOM-PUBBLICA.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47495 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/02/SANREMO-TELECOM-PUBBLICA-300x169.jpg" alt="SANREMO TELECOM PUBBLICA" width="300" height="169" /></a>SANREMO – Ultimo giorno del Festival. La piazza antistante il Teatro Ariston è gremita di persone e di postazioni attrezzate di radio e televisione. I cellulari impazziscono per catturare ogni cosa si muova in attesa che qualcosa si compia, che un volto famoso appaia. Ragazzi e ragazzine, giovani e anziani, un brulicare confuso, agitato, mentre passa qualche auto coi finestrini oscurati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il luogo meno adatto per raccogliere solidarietà per chi lotta per il posto di lavoro. Sembra non interessi a nessuno la presenza dei lavoratori TIM ed Embraco. “Ma che manifestano?” ripete una ragazza toccandosi i capelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è proprio lì che bisogna andare per strappare una intervista, per accendere i fari sulle proprie vite, per cantare una “canzone diversa” come ci dice un lavoratore TIM. La loro azienda è sponsor ufficiale del Festival e i lavoratori rischiano 7500 esuberi e la divisione della società per crearne una che gestisca e investa sulla rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente necessaria una società terza che gestisca la rete e l’accesso a pari condizioni ai concorrenti. Il perché in Italia si debba risolvere questo problema a più di 20 anni dalla privatizzazione del colosso pubblico SIP è merito degli statisti della politica italiana che all’epoca cedettero l’intera società, servizio e rete, ad un gruppo di privati, il c.d. “nocciolo duro”, che l’acquistò a debito grazie a un generoso finanziamento. Il debito lo lasciarono nel bilancio alla voce “passivo” e nel frattempo si divisero gli utili che crescevano di anno in anno. Poi la Telecom Italia passò in nuove mani sino alla sua cessione alla spagnola Telefonica e ora ai francesi di Vivendì, senza che il problema della proprietà della rete e del suo accesso fosse risolto. Un capolavoro tra politica e classe imprenditoriale, quella classe che avrebbe dovuto far crescere il Paese sotto la spinta delle privatizzazioni delle imprese pubbliche degli anni ’90 e disegnare un futuro di sviluppo e di eccellenze, come amano dire.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece sono stati tedeschi e francesi i maggiori acquirenti in questi ultimi anni delle aziende italiane, ma neanche loro sono samaritani. Ogni azienda privata mira a rendere profittevole il proprio investimento e ora si pone nuovamente il problema dell’accesso alla rete e della sua modernizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un tavolo tra i soggetti interessati e il ministro è stato aperto, ma i lavoratori TIM e TELECOM chiedono che la società che gestirà la rete sia pubblica al fine di garantire il lavoro, gli investimenti e anche i dati sensibili che in essa viaggiano. “Il gap tecnologico che paghiamo è perché non abbiamo un operatore pubblico che si occupa dello sviluppo delle telecomunicazioni nel Paese” ci dice Riccardo De Angelis, COBAS Lavoro Privato di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Europa, citata spesso per privatizzare, prevede invece la possibilità di società interamente pubbliche, le c.d. Società Speciali, sottoposte a controllo pubblico, col fine di garantire qualità ed universalità del servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto a loro, i lavoratori della EMBRACO (gruppo Whirpool) di Riva Presso Chieri (TO) che denunziano 497 licenziamenti su 537 occupati. L’intenzione è di lasciare in Italia solo la sede<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/02/SANREMO-EMBRACO-Licenziati.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47496 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/02/SANREMO-EMBRACO-Licenziati-300x169.jpg" alt="SANREMO EMBRACO Licenziati" width="300" height="169" /></a> commerciale e di cessare la produzione di compressori per frigoriferi Whirpool del sito di Riva Presso Chieri. “Fanno più profitti in altri Paesi e questo è inaccettabile” ci dice Ugo Bolognesi della FIOM CGIL di Torino . Nella lettera inviata dall’azienda si manifesta la disponibilità a “cercare soluzioni perseguibili”, benché abbia già chiarito che “stante la decisione (…) di cessare ogni attività produttiva in Italia, non sono ravvisabili misure temporanee idonee a ridurre, in tutto o in parte, o a posticipare la riduzione di personale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, come scrisse Dante, <em>“Vuolsi così colà donde si puote e più non dimandar”</em>, ma il Ministro Calenda intende farlo e ha chiesto un incontro per giovedì  con i vertici dell’azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">Davanti l’entrata del Teatro Ariston un gruppo di ragazzi urla come fosse sotto il palco. In piazza giungono le telecamere. I megafoni dei lavoratori si accendono.  “Lavoro, lavoro” gridano in coro. I microfoni dei giornalisti si avvicinano. Si va in sala stampa. La Digos è informata e accompagna le due delegazioni. Il Festival inizierà fra qualche ora, quando il sole sarà tramontato e il pubblico sarà entrato.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto fuori, dalla piazza, è partito un messaggio che viaggia sulle frequenze del lavoro. Parla di tute rosse e blu, della vita, della volontà e della speranza. Sono loro il nostro “Festival”.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47494"> (457)</p>
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		<title>Sciopero Nazionale Telecomunicazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 13:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Libera.Tv]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Crisi Telecomunicazioni &#8211; Centomila a rischio nel settore Sciopero nazionale del settore telecomunicazioni. I lavoratori chiedono la difesa dei diritti e dei posti di lavoro &#160; Comunicato COBAS Telecomunicazioni Le imprese di Telecomunicazioni attaccano prepotenti. TIM ha disdetto i contratti aziendali tagliando diritti e salario in tutti i comparti e a tutti i livelli inquadramentali; [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">Crisi Telecomunicazioni &#8211; Centomila a rischio nel settore</span></h1>
<h4>Sciopero nazionale del settore telecomunicazioni. I lavoratori chiedono la difesa dei diritti e dei posti di lavoro</h4>

<a href='https://www.libera.tv/2017/02/01/sciopero-nazionale-telecomunicazioni/alessandro-pullera-cobas/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/Alessandro-Pullera-COBAS-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Alessandro Pullera COBAS" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2017/02/01/sciopero-nazionale-telecomunicazioni/domenico-teramo-cobas/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/Domenico-Teramo-COBAS-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Domenico Teramo COBAS" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2017/02/01/sciopero-nazionale-telecomunicazioni/flavio-telecom/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/Flavio-Telecom-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Flavio Telecom" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2017/02/01/sciopero-nazionale-telecomunicazioni/francesca-cornelli-as-a-t-i/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/Francesca-Cornelli-AS.A.T.I.-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Francesca Cornelli AS.A.T.I." /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2017/02/01/sciopero-nazionale-telecomunicazioni/lucia-callcenter-almaviva/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/Lucia-CallCenter-ALMAVIVA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Lucia CallCenter ALMAVIVA" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2017/02/01/sciopero-nazionale-telecomunicazioni/serena-antonelli-rsu-vodafone/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/Serena-Antonelli-RSU-Vodafone-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Serena Antonelli RSU Vodafone" /></a>

<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h4><span style="color: #993300;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/COBAS-Telecomunicazioni.jpg"><img class=" size-medium wp-image-45813 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/COBAS-Telecomunicazioni-300x167.jpg" alt="COBAS Telecomunicazioni" width="300" height="167" /></a></span>Comunicato COBAS Telecomunicazioni</h4>
<p style="text-align: justify;">Le imprese di Telecomunicazioni attaccano prepotenti. TIM ha disdetto i contratti aziendali tagliando diritti e salario in tutti i comparti e a tutti i livelli inquadramentali; la fusione di Wind con H3G rischia di produrre forti esuberi; Almaviva ricatta lavoratori e sindacati e guadagna tagli al salario, controllo individuale a distanza e 1666 licenziamenti; Comdata e Sky dichiarano esuberi; lo spostamento delle attività di call center all’estero continua inesorabile; non vi sono più remore a dichiarare che diritti, dignità e salario devono essere messi in discussione pena la disoccupazione. Il Governo soffia sul fuoco della deregolamentazione, sostiene le imprese, non adotta alcun provvedimento che limiti il lavoro all’estero e il continuo ricorso agli appalti sia nelle reti che nei servizi di contact center, anche in caso di commesse pubbliche. Per la prima volta un ammortizzatore sociale (cassa integrazione) viene usato dallo Stato per ricattare i lavoratori Almaviva di Napoli costretti tra tre mesi ad accettare la firma sindacale su tagli al salario e controllo individuale a distanza per evitare il licenziamento altrimenti certo e comunque, probabilmente, solo procrastinato.<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/Maschera-Telecomunicazioni.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-45814" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/Maschera-Telecomunicazioni-300x170.jpg" alt="Maschera Telecomunicazioni" width="300" height="170" /></a><br />
Le Organizzazioni Sindacali trattanti sono partite con una piattaforma rivendicativa debole, priva di contenuti, senza alcun miglioramento significativo sulla parte normativa. Per la parte economica i rinnovi contrattuali appena conclusi (Metalmeccanici, Igiene Ambientale, Trasporti Pubblici Locali) introducono aumenti salariali bassi e in buona parte destinati a rimpinguare le casse del Welfare Aziendale (Sanità, Fondi Pensione ecc.) co-gestiti proprio dagli stessi sindacati firmatari. E il prezzo di questi esborsi datoriali è stato, ancora una volta, scaricato sulla pelle dei lavoratori<br />
Tavolo CCNL saltato, settore piegato, famiglie esasperate.<br />
Noi lavoratrici e lavoratori del settore TLC siamo un esercito, composto da quasi centomila donne e uomini. Siamo una forza sociale che crea profitti immensi e fa funzionare, tra mille difficoltà, il sistema delle telecomunicazioni e dei servizi clienti di tutto il paese.<br />
Per difendere ed estendere diritti e salario dobbiamo iniziare a ragionare come soggetto collettivo.<br />
<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/No-al-controllo-a-distanza.jpg"><img class=" size-medium wp-image-45817 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/02/No-al-controllo-a-distanza-300x168.jpg" alt="No al controllo a distanza" width="300" height="168" /></a>Di fronte a vicende pesanti come in Tim e a vertenze drammatiche come in Almaviva, che fungono da apripista per politiche aziendali e governative di ricatto e ulteriore impoverimento dei lavoratori, la risposta SAREBBE DOVUTA ESSERE DI SETTORE, COMPATTA E DI FERMA OPPOSIZIONE. Sono vicende che riguardano tutti noi da vicino perché il CCNL delle Telecomunicazioni non potrà che esserne specchio.<br />
Ogni vertenza e ogni tragedia sociale si è consumata nell&#8217;isolamento, nell&#8217;impotenza e nella pace sindacale complessiva del settore, legittimando così di fatto le aziende a proseguire in questa direzione. Serve invece una strategia complessiva di mobilitazione dei lavoratori del settore che inchiodi il governo alle sue responsabilità e limiti lo strapotere delle imprese responsabili di perdite di posti di lavoro, di diritti e di salario.<br />
Per questo COBAS DEL LAVORO PRIVATO, in continuità con quanto accaduto il 13 dicembre scorso, per migliorare il CCNL TLC e per difendere i lavoratori del settore ha proclamato per l&#8217;intero turno di lavoro<br />
Sciopero delle Tlc per mercoledì 1 Febbraio 2017!</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="45808"> (269)</p>
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		<title>COBAS SCUOLA &#8211; Sciopero e Referendum : NO-INVALSI &#8211; No Legge 107</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/05/12/cobas-scuola-sciopero-generale-no-invalsi-no-legge-107/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2016 12:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Libera.Tv]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[COBAS]]></category>
		<category><![CDATA[COBAS SCUOLA]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Bernocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Rosaria Piroddi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>SCIOPERO GENERALE E REFERENDUM CONTRO LA SCUOLA DI RENZI Cobas in lotta contro i Quiz Invalsi e contro la Legge 107 Le voci dalla piazza e le nostre interviste a Piero Bernocchi ( COBAS SCUOLA ) Rosaria Piroddi (insegnante) &#160; Basta con lo strapotere dei presidi che demolisce il lavoro collegiale e produce mostruosità giuridiche [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">SCIOPERO GENERALE E REFERENDUM CONTRO LA SCUOLA DI RENZI</span></h1>
<h1><span style="color: #000000;">Cobas in lotta contro i Quiz Invalsi e contro la Legge 107</span></h1>
<h3><span style="color: #993300;">Le voci dalla piazza e le nostre interviste a Piero Bernocchi ( COBAS SCUOLA ) Rosaria Piroddi (insegnante)</span></h3>

<a href='https://www.libera.tv/2016/05/12/cobas-scuola-sciopero-generale-no-invalsi-no-legge-107/rosaria-piroddi/'><img width="300" height="167" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Rosaria-Piroddi-300x167.jpg" class="attachment-medium" alt="Rosaria Piroddi" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2016/05/12/cobas-scuola-sciopero-generale-no-invalsi-no-legge-107/piero-bernocchi-cobas-2/'><img width="300" height="169" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/Piero-Bernocchi-COBAS-300x169.jpg" class="attachment-medium" alt="Piero Bernocchi -COBAS" /></a>

<hr />
<p>&nbsp;</p>
<div class="attribute-short">
<p style="text-align: justify;"><b><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/invalsi_imagelarge.jpg"><img class="alignleft wp-image-44382 size-medium" title="No INVALSI" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/05/invalsi_imagelarge-300x146.jpg" alt="No INVALSI" width="300" height="146" /></a>Basta con lo strapotere dei presidi che demolisce il lavoro collegiale e produce mostruosità giuridiche e didattiche. </b><br />
<b> </b><br />
<b>Che il 12 non si ripetano le centinaia di abusi e illegalità contro gli scioperanti verificatisi il 4 e il 5 alle Elementari!</b></p>
</div>
<div class="attribute-long">
<p style="text-align: justify;">Se fosse stata necessaria un’altra verifica su quanto sia distruttivo per una buona didattica ed un efficace lavoro collegiale nelle scuole lo strapotere che ai presidi è stato consegnato da Renzi e dalla legge 107, quello che è successo durante questa nuova tornata di quiz Invalsi dovrebbe bastare e avanzare. Dalla punta estrema rappresentata dalla preside di Nuoro che ha sospeso per sei giorni tre insegnanti, attiviste e RSU Cobas, perché hanno proseguito la propria regolare attività didattica e non si sono prestate all’assurda e inaccettabile richiesta della preside di “allenare” ai quiz gli alunni “allenamento” condannato dallo stesso Invalsi che lo ha più volte dichiarato “inutile e dannoso” fino alle centinaia di sostituzioni degli scioperanti il 4 e il 5 maggio alle Elementari, si sta svolgendo nelle scuole uno scontro durissimo tra la gerarchia di comando renziana purtroppo sovente supportata da docenti genuflessi ai presidi-padroni e docenti e genitori che difendono i valori di una scuola pubblica di qualità. Centinaia di docenti sono stati minacciati e sostituiti illegalmente da insegnanti “collaborazionisti”, molti genitori sono stati intimoriti con pesanti pressioni affinché non tenessero a casa i figli, sono state accorpate classi e svolti quiz con un numero irrisorio di studenti. Ci auguriamo che queste inqualificabili pressioni e gli abusi e illegalità non si ripetano il 12 maggio in occasione dello svolgimento dei quiz nelle Superiori: ma ricordiamo che, così come per le Elementari, saremo obbligati a perseguire legalmente coloro che dovessero ripetere la catena di abusi dei giorni scorsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque, durante lo sciopero generale della scuola del 12 maggio (convocato anche da numerosi altri sindacati), con manifestazioni nelle principali città (a Roma, MIUR, V.Le Trastevere, ore 10), accanto ai docenti ed Ata in sciopero ci saranno tantissimi studenti che con noi boicotteranno gli insulsi indovinelli. E nello sciopero e nelle manifestazioni cittadine, oltre ad esigere la cancellazione dei quiz Invalsi, sciopereremo contro la 107, il premio di “merito”, la chiamata diretta da parte del preside per incarichi solo triennali, l’obbligo di alternanza scuola-lavoro di 200 ore nei licei e di 400 nei tecnico-professionali, l’accordo sulla Mobilità, che colpisce in particolare gli insegnanti della “fase C”. E chiederemo un significativo aumento salariale per docenti ed ATA, l’assunzione di tutti i precari/e abilitati o con 360 giorni di docenza, l’aumento del numero dei collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e  tecnici, lo sblocco immediato delle immissioni in ruolo per tutti i profili ATA. Durante lo sciopero e le manifestazioni, in tutte le città verranno raccolte le firme per i referendum contro la 107, le trivelle e gli inceneritori e per una Petizione in difesa dell’acqua pubblica.<br />
<b>Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS</b></p>
</div>
<p>&nbsp;
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="44379"> (135)</p>
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		<item>
		<title>COBAS SCUOLA &#8211; Nuova mobilità, nuovo precariato</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 18:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Libera.Tv]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[COBAS]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nuovo precariato fasi e prospettive Convegno  e sit-in presso il MIUR promosso dai Cobas per organizzare le necessarie contromisure alla Buona Scuola di Renzi. Malgrado le migliaia di assunzioni in ruolo rivendicate dal governo, a quasi un anno dall&#8217;approvazione della riforma i problemi sono molteplici. Una vera jungla burocratica che &#8220;balcanizza&#8221; completamente il mondo della [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300">Nuovo precariato fasi e prospettive</span></h1>
<p>Convegno  e sit-in presso il MIUR promosso dai Cobas per organizzare le necessarie contromisure alla Buona Scuola di Renzi. Malgrado le migliaia di assunzioni in ruolo rivendicate dal governo, a quasi un anno dall&#8217;approvazione della riforma i problemi sono molteplici. Una vera jungla burocratica che &#8220;balcanizza&#8221; completamente il mondo della scuola e lede dal profondo la dignità degli insegnati.  I Comitati di base della scuola sono  in prima linea  per lo  studio di contromisure legali  e  di categoria per contrastare ingiustizie e macroscopici  sprechi di competenze<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/Convegno-Cobas.png"><img class="  wp-image-43435 alignnone" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/Convegno-Cobas-300x168.png" alt="Convegno Cobas" width="468" height="262" /></a>.
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		<title>BENICOMUNISMO : Marco Bersani &#8211; Oltre il capitalismo</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/19/benicomunismo-marco-bersani-oltre-il-capitalismo/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 11:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[Benicomunismo]]></category>
		<category><![CDATA[CESP]]></category>
		<category><![CDATA[COBAS]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bersani]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>PER UNA SOCIETA&#8217; DEI BENI COMUNI Video atti del convegno nazionale organizzato dal CESP il 14 novembre 2015 Intervento di Marco Bersani &#8211; Forum italiano dei movimenti sull&#8217;acqua pubblica Guarda tutti gli interventi qui: http://libera.tv/playlist/benicomunismo/ Socializzare i Beni comuni (scuola, sanità, acqua, ambiente, energia, finanza pubblica, produzioni essenziali) per realizzare la giustizia sociale, economica e [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">PER UNA SOCIETA&#8217; DEI BENI COMUNI</span></h1>
<p>Video atti del convegno nazionale organizzato dal CESP il 14 novembre 2015</p>
<h3><em>Intervento di <span style="color: #993300;">Marco Bersani &#8211; <span style="color: #000000;">Forum italiano dei movimenti sull&#8217;acqua pubblica</span></span></em></h3>
<p>Guarda tutti gli interventi qui: <a href="http://libera.tv/playlist/benicomunismo/" target="_blank">http://libera.tv/playlist/benicomunismo/</a></p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Benicomunismo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27659" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Benicomunismo-217x300.jpg" alt="Locandina Benicomunismo" width="217" height="300" /></a>Socializzare i Beni comuni (scuola, sanità, acqua, ambiente, energia, finanza pubblica, produzioni essenziali) per realizzare la giustizia sociale, economica e ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una giornata di dibattito sul libro di <span style="color: #993300;"><strong>Piero Bernocchi</strong></span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">OLTRE IL CAPITALISMO</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><em>(Discutendo di benicomunismo, per un&#8217;altra società)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Introduzione al dibattito di <strong>Anna Grazia Stammati,</strong> presidente CESP</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme all&#8217;Autore sono intervenuti :<br />
<strong>Marco Bersani, Roberto Ciccarelli, Giorgio Cremaschi, Gianluigi Deiana, </strong><strong>Alfonso Gianni, Maurizio Gubbiotti, Roberto Musacchio, Michele Nobile, Giovanni Russo Spena, Franco Russo,</strong> <strong>Ivan Scarcelli Piero Castello.</strong></p>
<hr />
<h3 style="text-align: justify;">IL LIBRI DI PIERO BERNOCCHI</h3>
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<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788845702938/bernocchi-piero/oltre-capitalismo-discutendo.html"><img class="alignleft" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788845702938" alt="" width="170" height="241" /></a>OLTRE IL CAPITALISMO</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span class="tcorpotesto">Lontano dal &#8220;socialismo reale&#8221;. Temi e soggetti della conflittualità anticapitalistica. La socializzazione dei Beni comuni, della ricchezza &#8220;pubblica&#8221;, dei mezzi di produzione fondamentali. Democrazia integrale e natura umana Il capitalismo reale, l&#8217;Europa nella crisi e la transizione. </span></p>
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<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788845702792/bernocchi-piero/benicomunismo-fuori-dal.html"><img class="alignleft" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788845702792" alt="" width="170" height="243" /></a>BENICOMUNISMO</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span class="tcorpotesto">Il bambino e l&#8217;acqua sporca; Alcuni conti con Marx; La conflittualità anticapitalistica; L&#8217;istruzione-merce e la scuola-azienda; La statalizzazione totale e il benicomunismo; La democrazia integrale e la &#8220;natura umana&#8221;; I Movimenti e l&#8217;Altermondialismo; Crisi e transizione; Lotta pacifica e uso della forza nella transizione. </span></p>
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		<title>BENICOMUNISMO : Anna Grazia Stammati &#8211; Presidente CESP</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/19/benicomunismo-anna-grazia-stammati-presidente-cesp/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 11:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Teorie]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Grazia Stammati]]></category>
		<category><![CDATA[CESP]]></category>
		<category><![CDATA[COBAS]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Bernocchi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>PER UNA SOCIETA&#8217; DEI BENI COMUNI Video atti del convegno nazionale organizzato dal CESP il 14 novembre 2015 Intervento introduttivo di Anna Grazia Stammati &#8211; Presidente CESP Guarda tutti gli interventi qui: http://libera.tv/playlist/benicomunismo/ Socializzare i Beni comuni (scuola, sanità, acqua, ambiente, energia, finanza pubblica, produzioni essenziali) per realizzare la giustizia sociale, economica e ambientale. Una [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">PER UNA SOCIETA&#8217; DEI BENI COMUNI</span></h1>
<p>Video atti del convegno nazionale organizzato dal CESP il 14 novembre 2015</p>
<h3><em>Intervento introduttivo di <span style="color: #993300;">Anna Grazia Stammati</span> &#8211; Presidente CESP</em></h3>
<p>Guarda tutti gli interventi qui: <a href="http://libera.tv/playlist/benicomunismo/" target="_blank">http://libera.tv/playlist/benicomunismo/</a></p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Benicomunismo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27659" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Benicomunismo-217x300.jpg" alt="Locandina Benicomunismo" width="217" height="300" /></a>Socializzare i Beni comuni (scuola, sanità, acqua, ambiente, energia, finanza pubblica, produzioni essenziali) per realizzare la giustizia sociale, economica e ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una giornata di dibattito sul libro di <span style="color: #993300;"><strong>Piero Bernocchi</strong></span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">OLTRE IL CAPITALISMO</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><em>(Discutendo di benicomunismo, per un&#8217;altra società)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Introduzione al dibattito di <strong>Anna Grazia Stammati,</strong> presidente CESP</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme all&#8217;Autore sono intervenuti :<br />
<strong>Marco Bersani, Roberto Ciccarelli, Giorgio Cremaschi, Gianluigi Deiana, </strong><strong>Alfonso Gianni, Maurizio Gubbiotti, Roberto Musacchio, Michele Nobile, Giovanni Russo Spena, Franco Russo,</strong> <strong>Ivan Scarcelli Piero Castello.</strong></p>
<hr />
<h3 style="text-align: justify;">IL LIBRI DI PIERO BERNOCCHI</h3>
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<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788845702938/bernocchi-piero/oltre-capitalismo-discutendo.html"><img class="alignleft" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788845702938" alt="" width="170" height="241" /></a>OLTRE IL CAPITALISMO</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span class="tcorpotesto">Lontano dal &#8220;socialismo reale&#8221;. Temi e soggetti della conflittualità anticapitalistica. La socializzazione dei Beni comuni, della ricchezza &#8220;pubblica&#8221;, dei mezzi di produzione fondamentali. Democrazia integrale e natura umana Il capitalismo reale, l&#8217;Europa nella crisi e la transizione. </span></p>
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<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788845702792/bernocchi-piero/benicomunismo-fuori-dal.html"><img class="alignleft" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788845702792" alt="" width="170" height="243" /></a>BENICOMUNISMO</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span class="tcorpotesto">Il bambino e l&#8217;acqua sporca; Alcuni conti con Marx; La conflittualità anticapitalistica; L&#8217;istruzione-merce e la scuola-azienda; La statalizzazione totale e il benicomunismo; La democrazia integrale e la &#8220;natura umana&#8221;; I Movimenti e l&#8217;Altermondialismo; Crisi e transizione; Lotta pacifica e uso della forza nella transizione. </span></p>
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		<title>SCUOLA : lo sciopero generale dei sindacati di base &#8211; Interviste</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/17/scuola-lo-sciopero-generale-dei-sindacati-di-base-interviste/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 18:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[COBAS]]></category>
		<category><![CDATA[Sciopero]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>ATTACCO ALLA SCUOLA PUBBLICA Interviste ad insegnanti, studenti e sindacalisti durante lo Sciopero Generale della scuola indetto dai sindacati di base A cura di Jacopo Venier ANIEF : SCIOPERO BUONA SCUOLA 13N: I MOTIVI Cobas e Anief hanno indetto lo sciopero generale. L’Anief denuncia «le incostituzionalità della buona scuola, i tagli dell’ultima legge di stabilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/17/scuola-lo-sciopero-generale-dei-sindacati-di-base-interviste/">SCUOLA : lo sciopero generale dei sindacati di base &#8211; Interviste</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">ATTACCO ALLA SCUOLA PUBBLICA</span></h1>
<h3 style="text-align: justify;">Interviste ad insegnanti, studenti e sindacalisti durante lo Sciopero Generale della scuola indetto dai sindacati di base</h3>
<p style="text-align: justify;"><em>A cura di Jacopo Venier</em></p>
<hr />
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Sciopero-Generale-Scuola-COBAS.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27589" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Sciopero-Generale-Scuola-COBAS-300x168.jpg" alt="Sciopero Generale Scuola COBAS" width="300" height="168" /></a>ANIEF :</span> SCIOPERO BUONA SCUOLA 13N: I MOTIVI</h3>
<p style="text-align: justify;">Cobas e Anief hanno indetto lo sciopero generale. L’Anief denuncia «le incostituzionalità della buona scuola, i tagli dell’ultima legge di stabilità e le risorse irrisorie per il rinnovo contrattuale previste nel nuovo disegno di legge di stabilità 2015». «Troppi tagli – si legge in una nota – alle supplenze brevi, nessuna risposta alla Corte europea, alcuna stabilizzazione per il personale docente, ata, educatore e dirigente, trasferimenti al buio, nessun rimborso per l’indennità di vacanza contrattuale, ancora disparità tra precari, neo-assunti e immessi in ruolo, il fondo discrezionale del merito, la chiamata diretta, il diritto allo sciopero sono alcuni dei punti contestati che vedranno in piazza anche Cobas e Unicobas».</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">COBAS :</span> RESISTEREMO CONTRO LA CATTIVA SCUOLA DI RENZI</h3>
<div class="entry-content  single-content ">
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella Legge di (in)stabilità, grottesca “offerta” ai lavoratori/trici della scuola e del Pubblico impiego: dopo sei anni di blocco contrattuale, aumenti salariali di 8 euro (lordi) al mese</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Confermiamo per il 13 novembre lo sciopero della scuola, che vogliamo unitario come a maggio-giugno e con manifestazione nazionale, contro l’applicazione della legge 107 e per un consistente recupero salariale per docenti ed Ata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A proposito della Legge di (in)stabilità presentata ieri dal governo, i migliori commenti giornalistici sottolineano il clamoroso scarto tra le promesse di forte rilancio economico e di “manovra espansiva” fatte fino al giorno prima da Renzi e l’assenza concreta di investimenti nel lavoro, pensioni e servizi sociali, nonché i regali fatti (o promessi) ad imprenditori, commercianti e ceti ricchi (niente tasse manco su ville e castelli, riduzione ulteriore delle tasse sui profitti dal 2017, aumento dell’uso del contante ecc..). Ma, tranne pochi casi, è minimizzato l’aspetto più grottesco e beffardo della Legge: dopo sei anni di blocco contrattuale, a fronte di una perdita di almeno il 20% di salario (tra i 250 e i 300 euro) negli ultimi anni, ai lavoratori/trici della scuola e del restante Pubblico impiego viene “offerto” <strong>un aumento salariale medio di 8 euro (lordi) al mese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Derisoria, poi, è anche la proposta che viene fatta ai lavoratori/trici prigionieri della Legge Fornero: non ci sarà alcun anticipo del pensionamento ma, se essi/e proprio lo desiderano, dopo i 63 anni potranno auto-dimezzarsi lo stipendio, già misero, lavorando in part-time. In aggiunta, la Legge impone il solito, insopportabile taglio alla Sanità e quello a strutture, servizi e posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione, quell’impoverimento di altri 7 miliardi di euro celato sotto l’apparentemente tecnica definizione di “spending review” .Oltretutto, per quel che riguarda docenti ed Ata, come se non bastasse l’offensiva e demenziale mancetta offerta, il governo vorrebbe inserire nel rinnovo contrattuale tutto il peggio della Legge 107, sanzionandovi lo strapotere dei presidi-padroni che valutano, assumono e licenziano e i sedicenti “premi di merito” ai docenti più proni alle direttive dell’aziendalizzazione scolastica, chiudendo definitivamente la prigione costruita con l’insieme delle disastrose regole della cattiva scuola renziana, contro cui nelle scuole prosegue quotidianamente la resistenza e l’opposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono dunque tutte le ragioni per confermare <strong>per il 13 novembre lo sciopero generale della scuola, </strong>al quale riteniamo che vada abbinata <strong>una manifestazione nazionale</strong>, alla quale invitare tutte le forze e strutture dei lavoratori/trici, degli studenti e dei cittadini che si battono contro l’applicazione della cattiva scuola renziana. Ribadiamo nel contempo l’invito, che finora non ha ricevuto risposte, ai Cinque sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) &#8211; con i quali abbiamo indetto e gestito i grandi scioperi del 5 maggio e degli scrutini &#8211; <strong>a promuovere lo sciopero di novembre unitariamente</strong>, e con pari dignità, per realizzare una partecipazione all’altezza di quelli estivi, contro l’applicazione della legge 107 e per consistenti aumenti salariali per docenti ed Ata, in netta opposizione alla insultante proposta governativa. E in preparazione dello sciopero, <strong>il 24 ottobre saremo in piazza nelle principali città</strong>, così come faranno anche i Cinque, seppur dobbiamo registrare con rammarico che, a causa dell’ostracismo messo in atto da alcune di tali organizzazioni nei nostri confronti, in molte regioni la mobilitazione non sarà unitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS</p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>COBAS &#8211; SCUOLA : Sciopero Sindacati di base &#8211; Bernocchi</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/13/scuola-sciopero-cobas-e-sindacati-di-base-bernocchi/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/11/13/scuola-sciopero-cobas-e-sindacati-di-base-bernocchi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 21:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[COBAS]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Bernocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>CONTRO LA SCUOLA DI RENZI GUERRIGLIA NELLE SCUOLE PER LA NON APPLICAZIONE Piero Bernocchi &#8211; Cobas Scuola &#8211; spiega le ragioni dello sciopero generale della scuola COMUNICATO Un ottimo sciopero e una bellissima manifestazione: un lavoratore/trice su quattro non è andato a scuola Oltre diecimila manifestano a Roma tra il MIUR e il Parlamento Impedire l’applicazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/11/13/scuola-sciopero-cobas-e-sindacati-di-base-bernocchi/">COBAS &#8211; SCUOLA : Sciopero Sindacati di base &#8211; Bernocchi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>CONTRO LA SCUOLA DI RENZI</h1>
<h3><span style="color: #993300;">GUERRIGLIA NELLE SCUOLE PER LA NON APPLICAZIONE </span></h3>
<p><em>Piero Bernocchi &#8211; Cobas Scuola &#8211; spiega le ragioni dello sciopero generale della scuola</em></p>
<hr />
<div class="attribute-short">
<h3 style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Sciopero-Generale-Scuola-COBAS.jpg"><img class=" size-medium wp-image-27589 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Sciopero-Generale-Scuola-COBAS-300x168.jpg" alt="Sciopero Generale COBAS scuola" width="300" height="168" /></a><em>COMUNICATO</em></h3>
<h3><span style="color: #993300;">Un ottimo sciopero e una bellissima manifestazione: un lavoratore/trice su quattro non è andato a scuola</span></h3>
<h3><b>Oltre diecimila manifestano a Roma tra il MIUR e il Parlamento</b></h3>
<p style="text-align: justify;"><b>Impedire l’applicazione dei distruttivi provvedimenti della legge 107, esigere l’assunzione stabile di tutti i precari abilitati o con almeno 36 mesi di servizio, ottenere un consistente recupero salariale per docenti ed Ata di quanto perso negli ultimi anni</b></p>
</div>
<div class="attribute-long">
<p style="text-align: justify;">Almeno un docente ed un Ata su quattro hanno scioperato oggi nell’unico appuntamento di lotta possibile e fondamentale per impedire l’applicazione almeno delle parti più deleterie della legge 107, per ridicolizzare l’ignobile “offerta” governativa di rinnovo contrattuale con un aumento medio di 8 euro lorde al mese, per richiedere un consistente recupero salariale per docenti ed Ata, nonché la stabilizzazione di tutti i precari abilitati o con 36 mesi di servizio, esclusi dalla 107. E a Roma oltre diecimila manifestanti docenti, Ata e studenti hanno sfilato in corteo dal MIUR (ove numerosi interventi hanno criticato aspramente le politiche governative) fino al Parlamento, ove decine e decine di voci hanno rinnovato la loro volontà di continuare la lotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giornalista in piazza ci faceva notare che uno sciopero del 25% è un passo indietro rispetto al 65-70% del 5 maggio scorso. Ma a noi pare comunque un ottimo risultato, tenendo conto che avviene a legge approvata (anche se non ancora messa in opera) e con l’incredibile e inspiegabile defezione dei Cinque sindacati (Cgil-Cisl-Uil, Snals e Gilda) che allora scioperarono con noi e che ci seguirono persino nel blocco degli scrutini, in passato da essi sempre giudicato “estremista”. Dell’importanza di tale unità eravamo così convinti da attendere pazientemente, fin dall’inizio di settembre, che i Cinque si decidessero a convocare lo sciopero, disposti a prendere anche la loro data pur di ripresentare un’alleanza plebiscitaria. Purtroppo, i Cinque non hanno dato alcuna risposta ai nostri ripetuti inviti a lottare e scioperare insieme, ma si sono limitati a convocare una manifestazione del pubblico impiego a fine novembre, senza sciopero, in cui la lotta contro la 107 svanisce, inviando al governo Renzi e a docenti ed Ata un segnale di resa incondizionata.<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/La-scuola-mostruosa-di-Renzi.jpg"><img class=" size-medium wp-image-27590 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/La-scuola-mostruosa-di-Renzi-300x168.jpg" alt="Renzi mostro della scuola" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo sciopero di oggi e le manifestazioni (oltre a quella di maggior rilievo di Roma, altre se ne sono svolte, a prevalente presenza studentesca, in varie città) hanno ciò malgrado un grande rilievo perché mandano un segnale chiaro al governo e anche a quei lavoratori/trici che oggi sono andati a scuola: la partita contro la cattiva scuola di Renzi non è terminata, è finito solo il primo tempo, in cui, seppur di misura, Renzi è risultato in vantaggio. Ma ora arriva il secondo tempo, perché il conflitto contro la 107 esploderà nei prossimi mesi quando, dopo il furbesco suggerimento ministeriale che ha indotto i presidi a rinviare la formazione dei Comitati di valutazione e il varo dei PTOF triennali, la “tregua” terminerà e i capi di istituto tenteranno di imporre l’inaccettabile strapotere padronale su assunzioni, licenziamenti, premi e punizioni, oltre alla “alternanza scuola-lavoro” (400 ore per gli studenti dei tecnici e professionali e 200 per i licei in azienda).</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, il 25% della categoria in sciopero ha mandato un forte segnale agli altri docenti ed Ata: possiamo impedire l’applicazione dei deleteri provvedimenti della 107, bocciare l’umiliante “proposta” degli 8 euro, dopo sei anni di blocco contrattuale e una perdita salariale negli ultimi anni tra i 250 e i 300 euro, imporre la stabilizzazione dei precari esclusi dalla 107. Basta non arrendersi e recuperare l’unità e la voglia di lottare dei mesi scorsi!</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>13 novembre 2015</b></p>
</div>
<p>&nbsp;
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="27587"> (33)</p>
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		<title>USB, PIENAMENTE RIUSCITA LA DUE GIORNI DI SCIOPERO E MOBILITAZIONE</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Oct 2013 22:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[USB]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[COBAS]]></category>
		<category><![CDATA[CUB - Confederazione Unitaria di Base]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[USB - Unione Sindacale di Base]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<strong><span style="color:#b22222;">L&rsquo;USB esprime piena soddisfazione sui risultati della due giorni di mobilitazione, che ha visto nella giornata di ieri la piena riuscita della manifestazione nazionale e dello sciopero generale contro l&rsquo;austerity, indetto dall&rsquo;USB e da altri sindacati di base con alte adesioni in tutti i settori del mondo del lavoro, ed il corteo di oggi pomeriggio a Roma, con l&rsquo;enorme partecipazione dei movimenti per il diritto alla casa, al reddito, alla difesa del suolo e dell&rsquo;ambiente e del sindacalismo di base.</span></strong></p>
<p>
	Roma non è stata messa a &ldquo;ferro e fuoco&rdquo;, come taluni annunciavano &#8211; e forse si auguravano &#8211; ma è stata attraversata da un corteo forte e determinato, che ha mantenuto il percorso stabilito concludendosi in piazzale di Porta Pia, dove ora è in corso un&rsquo;assemblea pubblica.</p>
<p>
	Importante il ruolo dell&rsquo;USB nel dare continuità a queste due giornate, anche attraverso l&rsquo;&rdquo;acampada&rdquo; in piazza San Giovani che ha rappresentato un momento importante di dibattito, progettualità e condivisione.</p>
<p>
	A questo punto è chiaro che la forza e la determinazione dimostrata dall&rsquo;USB e dal sindacalismo indipendente dimostrano che l&rsquo;alternativa sindacale e sociale è reale ed è credibil.</p>
<p>
	La parola è ora al governo, al quale chiediamo risposte certe sulle richieste avanzate dall&rsquo;intero movimento per il diritto all&rsquo;abitare e dall&rsquo;USB.</p>
<p>
	USB Unione Sindacale di Base</p>
<p>
	Roma, 19 ottobre 2013</p>
<p>
	&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>
	<br />
	STOP AUSTERITY. SCIOPERO GENERALE: 50.000 IN PIAZZA A ROMA. BLOCCATI TPL E SERVIZI</p>
<p>
	&ldquo;VIA I GOVERNI DELL&rsquo;AUSTERITÀ DALL&rsquo;ITALIA E DALL&rsquo;EUROPA&rdquo;. Dietro questo striscione hanno sfilato in corteo a Roma oltre 50.000 manifestanti, scesi in piazza per lo sciopero generale di 24 ore indetto oggi dall&rsquo;USB insieme ad altre sigle sindacali di base.</p>
<p>
	La riuscita dello sciopero e del corteo è andata oltre le migliori aspettative degli organizzatori, che condannano l&rsquo;allarmismo diffuso per oscurare le ragioni della protesta, che nel mondo del lavoro si fa invece sempre più forte, determinata e ragionata.</p>
<p>
	&ldquo;Questa piazza dimostra che esiste l&rsquo;alternativa sindacale&rdquo;, ha affermato dal palco di piazza San Giovanni Pierpaolo Leonardi, dell&rsquo;Esecutivo nazionale USB. &ldquo;Nei posti di lavoro Cgil Cisl e Uil diffondono la rassegnazione, arrivando persino a paventare manifestazioni a sostegno del governo Letta in crisi. Un governo &ndash; ha attaccato Leonardi &ndash; che con la legge stabilità mantiene inalterata l&rsquo;attuale iniqua distribuzione della ricchezza,&nbsp; e persevera nelle politiche di massacro sociale sotto dettatura della UE e della troika, come dimostra la nomina a supercommissiario di un membro del FMI. Ma il mondo del lavoro non si fa ingannare e non si piega &ndash; ha avvertito Il dirigente USB &#8211; e da qui bisogna ripartire per ridettare l&rsquo;agenda:&nbsp; un piano straordinario per occupazione; per il diritto alla casa, alla sanità, al reddito alla conoscenza; contro l&rsquo;erosione delle pensioni e per la riduzione dell&rsquo;età pensionabile; per l&rsquo; orario di lavoro e contratti; per libertà&nbsp; e democrazia nei luoghi di lavoro&rdquo;, ha concluso Leonardi.</p>
<p>
	I primi dati sullo sciopero confermano la necessità dell&rsquo;azione di lotta: molti i voli cancellati, i servizi pubblici bloccati,&nbsp; con una forte adesione in, INPS, nei comuni, nella sanità e negli uffici territoriali. Fortissimo il dato del trasporto pubblico locale: il 100% dei mezzi fermi a Pisa; 90% a Terni; 80% a Bologna; 65% a Ferrara; 70% a Reggio Emilia; all&rsquo;ACTV di Venezia ha incrociato le braccia l&rsquo;81% del personale nel trasporto automobilistico ed il 70% di quello marittimo; 70% a Torino e provincia; a Milano metro chiusa e bus fermi al 75%; 50% a Trieste; 40% a Gorizia; 45% a Livorno; si è fermato il 70% dei mezzi nel tpl regionale della Sicilia ed il 40% nella Calabria; 45% nelle Marche. I dati del Tpl sono inoltre tutti destinati a salire nella fascia pomeridiana e serale in tutti i territori.</p>
<p>
	A Roma, dove in accoglimento della richiesta del Sindaco Marino è stato revocato lo sciopero dei trasporti per la sola fascia serale e per le metropolitane, si registra in fascia diurna un dato del 65% per i bus e le ferrovie in concessione e del 60% nella Roma tpl (bus periferici). In Emilia Romagna è bloccato il 95% del trasporto merci e 75% di quello passeggeri delle ferrovie regionali.</p>
<p>
	Il corteo, aperto dai migranti e rifugiati, seguiti dai lavoratori dell&rsquo;ILVA e dai Vigili del Fuoco in divisa, ha visto la partecipazione di lavoratrici e lavoratori da tutte le regioni e di tutti i settori: dal del commercio a Telecom; da Mirafiori alla Sigma Tau; dal Poligrafico di Roma e della Puglia; e poi i lavoratori di Alitalia, del settore logistica, il coordinamento ferrovieri.</p>
<p>
	Tanti i dipendenti pubblici, dalla sanità ai ministeri, dagli enti locali alla ricerca; tutti riuniti dietro lo striscione &ldquo;PUBBLICO IMPIEGO INCAZZATO&rdquo;. Tutti insieme ai precari, i pensionati, i licenziati ed i cassaintegrati, i movimenti di lotta per la casa.</p>
<p>
	Folte le rappresentanze dei movimenti per la difesa di salute e ambiente: No Muos, No Tav, il Forum Italiano dei Movimenti per l&rsquo;Acqua; dalla Campania le Mamme Vulcaniche ed il Comitato contro l&rsquo;inceneritore di Giuliano/Acerra;&nbsp; rappresentanti dei movimenti sociali e per il diritto all&rsquo;abitare.</p>
<p>
	La giornata di lotta prosegue in piazza San Giovanni, dove sta partendo un &ldquo;acampada&rdquo; di tende, che proseguirà nella notte in un ponte con la manifestazione di domani, che partirà dalla stessa piazza San Giovanni. Nel pomeriggio si attiveranno gli &ldquo;speakers&rsquo; corner tematici su: Precariato nella P.A., Mutualismo e conflitti verso una nuova confederalità sociale, Rompere con la UE!, Amnistia per le lotte sociali,</p>
<p>
	Dalle ore 19.00 interverranno gli artisti che hanno dato il loro sostegno allo sciopero, fra cui Banda Bassotti, 99 Posse, Ascanio Celestini, Assalti Frontali, Banda Popolare dell&rsquo;Emilia Rossa.</p>
<p>
	USB Unione Sindacale di Base</p>
<p>
	Roma, 18 ottobre 2013</p>
<p>
	<img alt="" src="/wp-content/uploads/user_pictures/user2933/logoUSBpiccolo2.jpg" style="width: 200px; height: 199px;" /></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1132"> (25)</p>
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