<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Libera Tv &#187; Appelli a Sinistra</title>
	<atom:link href="https://www.libera.tv/tag/appelli-a-sinistra/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.libera.tv</link>
	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Sep 2025 14:30:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.4</generator>
	<item>
		<title>COSMOPOLITICA : un nuovo partito a Sinistra</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/02/16/cosmopolitica-un-nuovo-partito-a-sinistra/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2016/02/16/cosmopolitica-un-nuovo-partito-a-sinistra/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 16:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli a Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[SEL - Sinistra Ecologia e Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra Italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libera.tv/?p=43304</guid>
		<description><![CDATA[<p>COSMOPOLITICA : UN NUOVO PARTITO A SINISTRA Sinistra Ecologia e Libertà insieme a molti ex PD come Stefano Fassina si incontrano a Roma. Dovrebbe nascere un nuovo partito della Sinistra Italiana. Libera.Tv seguirà l&#8217;evento &#160; L&#8217;appello tratto dal sito COSMOPOLITICA Scarica il PROGRAMMA dell&#8217;Evento Incontriamoci il 19, 20 e 21 febbraio a Roma per ridare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/02/16/cosmopolitica-un-nuovo-partito-a-sinistra/">COSMOPOLITICA : un nuovo partito a Sinistra</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #ff9900;">COSMOPOLITICA : UN NUOVO PARTITO A SINISTRA</span></h1>
<h4><em>Sinistra Ecologia e Libertà insieme a molti ex PD come Stefano Fassina si incontrano a Roma. Dovrebbe nascere un nuovo partito della Sinistra Italiana.</em></h4>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Libera.Tv seguirà l&#8217;evento</strong></span></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appello tratto dal sito <a href="http://www.cosmopolitica.org/" target="_blank">COSMOPOLITICA</a></p>
<p style="text-align: justify;">Scarica il <a href="http://www.cosmopolitica.org/materiali/COSMOPOLITICA_programma.pdf" target="_blank">PROGRAMMA</a> dell&#8217;Evento</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Cosmopolitica-proponi-partecipa.jpg"><img class="alignleft wp-image-43305 size-medium" title="Cosmopolitica proponi partecipa" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Cosmopolitica-proponi-partecipa-300x176.jpg" alt="Cosmopolitica proponi partecipa" width="300" height="176" /></a>Incontriamoci il 19, 20 e 21 febbraio a Roma per ridare senso alla parola “politica” come strumento utile a cambiare concretamente le nostre vite. Incontriamoci per organizzarci e costruire un nuovo soggetto politico, uno spazio aperto, democratico, autonomo. Non è un annuncio. È una proposta. Non sarà un evento cui assistere da spettatori. Non ti chiediamo di venire a riempire la sala, battere le mani e chiacchierare in un corridoio come accade di solito in queste assemblee. Mettiamoci in cammino per condividere un processo e costruire insieme un nuovo progetto politico innovativo e all’altezza della sfida. Un progetto alternativo alla politica d’oggi, svuotata e autoreferenziale, che ritrovi tanto il legame con la propria storia, quanto la capacità di scrivere il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> L’obiettivo. </strong><br />
È ora di cambiare questo paese e le condizioni di vita di milioni di persone, colpite dalla crisi e dalle politiche neoliberiste e di austerità, svuotate della capacità di immaginare il proprio futuro. Vogliamo costruire un’alternativa di società, pensata da donne e uomini, fatta di pace e giustizia sociale e ambientale, unici veri antidoti per fermare le destre e l’antipolitica, il terrore di Daesh, i cambiamenti climatici. Serve una netta discontinuità con il recente passato di sconfitte e testimonianza, per metterci in sintonia con le sinistre europee che indicano un’alternativa di lotta e speranza. Dobbiamo metterci in connessione con il nostro popolo, con i suoi desideri e le sue paure, con le centinaia di esperienze territoriali e innovative che stanno già cambiando l’Italia, spesso lontane dalla politica. Bisognerà cambiare molto: redistribuire le ricchezze e abbattere le diseguaglianze sociali e di genere, costruire un nuovo welfare ed eliminare la precarietà, restituendo dignità almondo del lavoro. È ora di cambiare il modo in cui si produce e quello in cui si consuma, il modo in cui si fanno scuola e formazione, le politiche per accogliere. Intendiamo difendere la Costituzione e i suoi valori, per difendere la democrazia. Il governo Renzi e il PD vanno in una direzione diametralmente opposta e ci raccontano che non c’è un’alternativa. Per noi invece non solo un’alternativa è possibile ma è necessaria ed è basata sui diritti, sull’uguaglianza, sui beni comuni. Dobbiamo organizzarci. Organizzare innanzitutto la parte che più ha subito gli effetti della crisi, chi ha voglia e bisogno di riscatto, di cambiamento, chi non crede più alla politica; lottando tanto nelle istituzioni quanto nella società. Una forza politica, non un cartello elettorale, che si candidi a governare il paese per cambiarlo e che lo faccia con un profilo credibile, in competizione con tutti gli altri poli esistenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Partecipa<br />
</strong> Probabilmente ti starai facendo alcune domande: “come funzionerà il nuovo soggetto?”, “come si chiamerà?”, “quale sarà il suo programma?”, “è possibile innovare la forma partito?”, “chi sarà il suo o la sua leader?”, “c’è davvero bisogno di un leader? E, se sì, come verrà scelto?” A queste e tante altre domande la risposta è semplice e per questo rivoluzionaria: lo decideremo insieme. Partecipiamo a questo percorso come persone, “una testa un voto”, riconoscendogli piena sovranità. Abbiamo bisogno di una sinistra di tutti e di tutte: non un percorso pattizio, ma una nuova forza politica che nasca dalla partecipazione diretta di migliaia di persone. Cambiamo la politica, innoviamo le forme della democrazia, diamo la parola ai cittadini, attraverso una piattaforma digitale per il confronto, la codecisione, la cooperazione e l’azione. Ma non basta: serve restituire protagonismo alla vita dei territori attraverso una campagna di ascolto con assemblee per connettere percorsi e conflitti, scrivere collettivamente il nostro programma, la nostra idea di società, la strada per il cambiamento. Invitiamo tutti e tutte a partecipare, a rimescolare ogni appartenenza, a mettersi a disposizione, fino allo scioglimento delle forze organizzate, sapendo che solo un cammino realmente inclusivo può essere la strada per coinvolgere i tanti che purtroppo sono scettici e disillusi. Sarà importante l’impegno dei rappresentanti istituzionali a tutti i livelli a mettersi al servizio del processo, agendo da terminale sociale. Non vogliamo raccogliere solo le istanze dei singoli, ma anche quelle di tutte le esperienze collettive, le reti sociali, le forze sindacali, l’associazionismo diffuso, i movimenti, che in questi anni hanno elaborato e realizzato proposte concrete ed efficaci. Per questo ci mettiamo in cammino. Non siamo i proprietari di questo percorso, e questo documento non ne vuole determinare gli esiti: proponiamo un obiettivo (costruire un nuovo soggetto di alternativa), un metodo (un cammino fatto di assemblee territoriali e di una piattaforma digitale, adesione individuale, piena sovranità), una data di partenza. Da quella data in poi, sarà chi deciderà di partecipare a indicare la rotta. Cominciamo un viaggio che sappia cambiare noi stessi e il mondo che ci circonda. Mettiamoci in cammino.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="43304"> (82)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/02/16/cosmopolitica-un-nuovo-partito-a-sinistra/">COSMOPOLITICA : un nuovo partito a Sinistra</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2016/02/16/cosmopolitica-un-nuovo-partito-a-sinistra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>VAROUFAKIS : Un manifesto per democratizzare l&#8217;Europa &#8211; Diem25</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/02/15/varoufakis-un-manifesto-per-democratizzare-leuropa/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2016/02/15/varoufakis-un-manifesto-per-democratizzare-leuropa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 16:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli a Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Gianis Varoufakis]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea - UE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libera.tv/?p=43289</guid>
		<description><![CDATA[<p>UN MANIFESTO PER DEMOCRATIZZARE L’EUROPA E&#8217; il titolo dell&#8217;iniziativa Diem25 lanciata da Varoufakis Qui il testo integrale. La traduzione, non professionale è stata redatta da Anna Cotone e Roberta Rezzara.  Fonte : Controlacrisi.org Per info sul movimento DIEM25 : http://diem25.org/ Tra tutte le loro preoccupazioni di competizione globale, immigrazione, terrorismo, solo una questione terrorizza i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/02/15/varoufakis-un-manifesto-per-democratizzare-leuropa/">VAROUFAKIS : Un manifesto per democratizzare l&#8217;Europa &#8211; Diem25</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><strong><span style="color: #993300;">UN MANIFESTO PER DEMOCRATIZZARE L’EUROPA</span> </strong></h1>
<h3><strong>E&#8217; il titolo dell&#8217;iniziativa Diem25 lanciata da Varoufakis </strong></h3>
<p><strong>Qui il testo integrale. La traduzione, non professionale è stata redatta da Anna Cotone e Roberta Rezzara. </strong></p>
<p>Fonte : <a href="http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2016/2/15/46742-no-democrazia-no-europa-il-manifesto-diem-25/" target="_blank">Controlacrisi.org</a></p>
<p>Per info sul movimento DIEM25 : <a href="http://diem25.org/" target="_blank">http://diem25.org/</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Tra tutte le loro preoccupazioni di competizione globale, immigrazione, terrorismo, solo una questione terrorizza i poteri europei: la democrazia! Parlano in nome della democrazia, ma solo per negarla, esorcizzarla e sopprimerla nei fatti: cercano di cooptare, aggirare, corrompere, mistificare, usurpare e manipolare la democrazia per spezzare la sua energia e bloccare le sue potenzialità. Perchè il controllo dei popoli d&#8217;Europa, governo del popolo (demos), è l&#8217;incubo comune :<br />
• della burocrazia di Bruxelles ( e i dei suoi oltre 10.000 lobbisti);<br />
• della la squadra d’attacco dei suoi ispettorati e della Troika formata insieme a tecnocrati non eletti da altre istituzioni internazionali ed europee;<br />
• dello strapotere dell’ Eurogruppo che non ha una base d’appoggio, né in una legge né in un trattato;<br />
• dei banchieri salvati, dei funzionari che gestiscono fondi, delle oligarchie, che reiterano il loro disprezzo verso le moltitudini e le loro espressioni organizzate;<br />
• dei partiti politici che si appellano al liberalismo, alla democrazia e alla libertà e alla solidarietà per tradire poi i loro principi fondamentali una volta che sono al governo;</p>
<p style="text-align: justify;">• dei governi che fomentano una crudele inuguaglianza implementando misure di fallimentare austerità;</p>
<p style="text-align: justify;">• dei magnati dei media che hanno trasformato la promozione della paura in una forma d’arte e in una straordinaria fonte di potere e profitto.</p>
<p style="text-align: justify;">• delle multinazionali in combutta con agenzie di sicurezza pubbliche che investono nella stessa paura per promuovere la segretezza e una cultura del controllo che lega l’opinione pubblica alle loro volontà.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Unione Europea è stata una realizzazione eccezionale, che può tenere insieme pacificamente popolazioni europee che parlano lingue diverse, impregnate di culture differenti, e ciò dimostra quanto sia possibile creare un contesto condiviso di diritti umani attraverso un continente che fino a non molto tempo fa era terreno di sciovinismo assassino, razzismo e barbarie. L’Unione Europea sarebbe potuta essere il proverbiale Faro sulla Collina, dimostrando al resto del mondo come la pace e la solidarietà possono essere sottratte alla morsa di secoli di conflitto e di settarismo.<br />
Al contrario, oggi un unico apparato burocratico e una moneta unica dividono le popolazioni europee che cominciavano a unirsi nonostante le loro diverse lingue e culture. Una confederazione di miopi politicanti, funzionari economicamente ottusi e finanziariamente incompetenti, sottomessi come schiavi agli editti delle holding finanziarie e industriali, stanno alienando gli europei e aprendo la strada a una pericolosa reazione antieuropea. L’orgoglio dei popoli si è trasformato in una implosione. Nazionalismo, estremismo e razzismo si stanno risvegliando.<br />
Al centro della nostra EU in via di disintegrazione risiede una voluta mistificazione: un processo decisionale altamente politicizzato, calato dall’alto, non trasparente viene presentato come “apolitico, tecnico, procedurale e neutrale”. Il suo scopo è prevenire l’esercizio del controllo democratico degli europei sulla loro moneta, sulla loro finanza, sulle loro condizioni di lavoro e sull’ambiente. Il prezzo di questo inganno non è meramente la fine della democrazia, ma anche l’inveramento di politiche economiche miserabili:<br />
• le economie dell’ Eurozona stanno andando velocemente verso il precipizio della austerità competitiva, trasformandosi in recessione permanente nei paesi più deboli e in bassi investimenti nei paesi chiave;</p>
<p style="text-align: justify;">• gli stati membri dell’ EU fuori dall’eurozona sono alienati, alla ricerca di ispirazione e partners in aree malsane dove molto probabilmente troveranno piani poco trasparenti e coercitivi di libero commercio che minano la loro sovranità. Una ineguaglianza senza precedenti, che fa tramontare la speranza e fiorire la misantropia in tutta Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Le due opzioni che dominano sono:<br />
• ritirarsi nel guscio dei nostri stati – nazione;<br />
• arrendersi alla zona franca di democrazia di Bruxelles;<br />
Ci dev’essere un’altra possibilità. E c’è!<br />
E’ quell’Europa ufficiale che resiste con ogni mezzo alla sua formazione autoritaria.<br />
Un’ impeto di democrazia!<br />
Il nostro movimento, DiEM25, intende raccogliere e dare seguito proprio a quest’impeto.<br />
Una semplice, radicale idea sta alla base delle forze che sono dietro DiEM25:<br />
Democratizzare l’ Europa! O l&#8217;Europa sarà democratizzata o si disintegrerà.<br />
Il nostro è un obbiettivo realistico, comunque non più utopistico della iniziale costruzione dell’Unione europea, e sicuramente meno utopistico del tentativo di tenere in piedi l’attuale Unione europea antidemocratica e in disgregazione.<br />
Il nostro obbiettivo di democratizzare l’Europa è terribilmente urgente, senza un avvio rapido e incalzante potrebbe essere impossibile sottrarsi alla resistenza istituzionalizzata in tempo utile, prima che l’Europa oltrepassi il punto di non ritorno. Ci proponiamo il tempo di un decennio, fino al 2025.<br />
Se non riusciamo a democratizzare l&#8217;Europa entro, al massimo, un decennio; se i poteri autocratici in Europa riescono a soffocare la democratizzazione , allora l’Europa, si sgretolerà sotto la sua arroganza, si frammenterà e la sua caduta causerà indicibili sofferenze dovunque, non solo in Europa.</p>
<p>Perché l’Europa sta perdendo la sua integrità e la sua anima?<br />
Nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale durante i quali l’Ue fu inizialmente costruita, le culture nazionali si rivitalizzavano in uno spirito di internazionalismo, i confini scomparivano, c’era un benessere condiviso e crescevano gli standard per l’unificazione dell’Europa. Ma l’uovo del serpente era nel cuore del processo integrazione. Da un punto di vista economico l’Ue iniziò a esistere come cartello dell’industria pesante ( cooptando successivamente gli agricoltori), determinato a fissare i prezzi e a redistribuire i profitti dell’oligopolio attraverso la burocrazia di Bruxelles. Il cartello emergente, e i suoi amministratori di base a Bruxelles, temevano le proteste popolari ed aborrivano l’idea di governo emanato dal popolo.<br />
Pazientemente e metodicamente fu messo in atto un processo di depoliticizzazione dell’elaborazione delle decisioni, con il risultato di mettere fuori gioco tutte le manifestazioni di opposizione, ammantando tutta la politica decisionale con un pervasivo fatalismo pseudo-tecnocratico. Le politiche nazionali furono premiate per la loro acquiescenza alla trasformazione della Commissione, del Consiglio, dell’ Ecofin, dell’ Eurogruppo e della BCE, in politiche di creazione di “zona franca”. Chiunque si opponeva a questo processo di depoliticizzazione era bollato come “anti-europeo” e trattato come una nota stonata.<br />
Così nasceva la mistificazione nel cuore dell’UE, dando il consenso a un impegno istituzionale verso politiche che generano depressione economica ed evitabili austerità. Nel frattempo, i semplici principi di un’Europa più affidabile una volta indiscussi, sono ora stati abbandonati:<br />
• Le regole dovrebbero esistere per essere utili agli europei, non al contrario.<br />
• Le monete correnti dovrebbero essere strumenti, non un fine a sé.<br />
• Un mercato unico è compatibile con la democrazia solo se assume la difesa comune degli europei più deboli e del territorio, che sono stati democraticamente scelti e costruiti;<br />
• La democrazia non può essere un lusso a disposizione dei creditori che viene invece negata ai debitori;</p>
<p style="text-align: justify;">• La democrazia è essenziale per limitare il peggio del capitalismo, le direttive auto-distruttive e aprire una strada per una nuova visione di armonia sociale e sviluppo sostenibile;<br />
In risposta all’inevitabile fallimento dell’economia sociale europea cartellizzata che ha causato, dopo il 2008, la Grande Recessione, le istituzioni dell’UE responsabili di questo fallimento stanno dando vita a una crescita esponenziale dell’autoritarismo. Quanto più cercano di asfissiare la democrazia, tanto meno legittima diventa la loro autorità politica, più forti sono le forze della recessione economica, e maggiore è la loro necessità di ulteriore autoritarismo. Così i nemici della democrazia ritrovano un rinnovato potere mentre perdono legittimità e confinano la speranza e la prosperità in una spazio ristretto (gli unici che ne possono godere dietro cancelli e recinti hanno bisogno di proteggersi con degli scudi dal resto della società).</p>
<p>Questo è l’invisibile processo attraverso cui la crisi europea sta mettendo i nostri popoli l’uno contro l’altro, amplificando uno sciovinismo e una xenofobia pre &#8211; esistenti. La privatizzazione dell’ansietà, la paura dell’altro, la nazionalizzazione dell’ambizione, e la ri-nazionalizzazione della politica minacciano una velenosa disintegrazione degli interessi comuni da cui l’Europa può solo trarne sofferenza. La reazione scandalosa dell’Europa alla sua crisi del debito e delle banche, alla crisi dei rifugiati, al bisogno di una coerente politica estera, per l’immigrazione e l’antiterrorismo sono tutti esempi di ciò che succede quando la solidarietà perde il suo significato:<br />
• La perdita dell’integrità dell’Europa causata dal crash della primavera di Atene e dalla conseguente imposizione di un programma di riforme economiche destinate a fallire.<br />
• L’ assunzione della clausola che ogni volta anche il bilancio di uno stato deve essere sostenuto o una banca dev’essere salvata, le società più deboli devono pagare per causa dei più ricchi rentier.<br />
• La costante spinta a mercificare il lavoro e a espellere la democrazia dai posti di lavoro.<br />
• Lo scandaloso atteggiamento della maggior parte degli stati membri di fronte all’approdo dei rifugiati sulle coste europee, mostra come un frammentato modello di governance europeo porta al declino dei principi etici e alla paralisi politica, mentre evidenzia che la xenofobia verso i non europei è una conseguenza della caduta della solidarietà tra gli europei.<br />
• La ridicola frase “noi avremo finito&#8230; quando metteremo insieme tre parole: europeo, estero e politica”.<br />
• La facilità con cui i governi europei decidono dopo gli spaventosi attacchi di Parigi che la soluzione risiede nel riedificare i confini, quando la maggior parte dei partecipanti all’attacco erano cittadini europei, tutto questo è ancora un altro segno del panico morale che ingolfa una Unione Europea incapace di unire gli europei per forgiare risposte comuni a problemi comuni.<br />
Che fare? Il nostro orizzonte.</p>
<p style="text-align: justify;">Realismo vuole che bisogna lavorare per realizzare obbiettivi dentro il contesto di un realistico arco di tempo. Questa è la ragione per cui DiEM 25 punterà a 4 momenti di svolta a intervalli regolari per portare l’Europa e una piena ed efficace democratizzazione entro il 2025.<br />
Ora, oggi, gli europei stanno avvertendo il crollo delle istituzioni europee dovunque. Da Helsinky a Lisbona, da Dublino a Creta, da Lipsia ad Aberdeen. Gli europei avvertono che bisognerà fare una scelta molto presto. La scelta tra un’autentica democrazia e un’insidiosa disintegrazione. Dobbiamo impegnarci verso l’unificazione per assicurare che l’Europa faccia la scelta ovvia: autentica democrazia!<br />
Quando ci viene chiesto che cosa vogliamo e quando lo vogliamo, questa è la nostra risposta:</p>
<p style="text-align: justify;">IMMEDIATAMENTE : piena trasparenza nel processo decisionale.<br />
• Gli incontri del Il consiglio dell’UE, Ecofin, FTT e dell’ Eurogruppo devono essere trasmessi in diretta.<br />
• I verbali degli incontri del consiglio che governa la Banca Centrale Europea devono essere pubblicati a poche settimane successive dalla data degli incontri stessi.<br />
• Tutti i documenti pertinenti ai negoziati importanti ( per esempio il trattato TTIP, il ‘salvataggio’ dei prestiti, lo status della Gran Bretagna) che riguardano ogni aspetto del futuro dei cittadini europei devono essere scaricabili sul web.<br />
• Istituzione di un registro obbligatorio per i lobbisti che includa i nomi dei loro clienti, la loro remunerazione, e un indice degli incontri con i funzionari (sia eletti che non eletti).</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’arco di 12 mesi : gestione della crisi economica attuale utilizzando le istituzioni che esistono all’interno dei trattati EU:<br />
La crisi attuale Europea si è rivelata contemporaneamente attraverso 5 realtà:</p>
<p style="text-align: justify;">• Debito Pubblico<br />
• Gestione delle banche<br />
• Investimenti inadeguati<br />
• Migrazione<br />
• Povertà in crescita<br />
Tutte e cinque le questioni sono attualmente lasciate nelle mani di governi nazionali privi di potere per agire rispetto ad essi. DiEM 25 presenterà proposte politiche dettagliate per tutte e cinque le questioni limitando contestualmente il potere discrezionale di Bruxelles e ritornando al potere dei Parlamenti nazionali, dei consigli regionali, alle assemblee cittadine e le comunità. Le proposte politiche saranno finalizzate alla riattivazione delle istituzioni esistenti ( attraverso una re-interpretazione creativa dei trattati e dei protocolli esistenti) allo scopo di stabilizzare la crisi del debito pubblico, della gestione delle banche, degli investimenti inadeguati e della povertà crescente.</p>
<p style="text-align: justify;">ENTRO DUE ANNI: Assemblea Costituente<br />
Il popolo d’Europa ha i diritto di considerare il futuro dell’unione e il dovere di trasformare l’Europa ( entro il 2025) in una democrazia pienamente efficace con un Parlamento sovrano che rispetta l’autodeterminazione nazionale condividendo il potere con i Parlamenti nazionali, le assemblee regionali e i consigli municipali. Per fare questo, dev’essere convocata un’Assemblea dei loro rappresentanti. DiEM 25 promuoverà un’Assemblea Costituente formata dai rappresentanti eletti in una lista trans-nazionale. Oggi, quando le università fanno richiesta a Bruxelles di fondi devono formare partenariati internazionali. Ugualmente le elezioni dell’Assemblea Costituente dovrebbe richiedere liste caratterizzate da candidati di una maggioranza dei paesi europei. L’Assemblea Costituente che ne deriverà avrà il potere di decidere sulla implementazione delle decisioni della futura costituzione democratica che sostituirà tutti i trattati europei esistenti entro un decennio.<br />
Entro il 2025: Attivazione delle decisioni dell’Assemblea Costituente.<br />
Chi porterà avanti il cambiamento?<br />
Noi, popoli d’Europa, abbiamo il dovere di riprendere i controllo sulla nostra Europa sottraendolo ai tecnocrati privi di controllo, politici collusi e istituzioni blindate<br />
Noi che veniamo da ogni parte del continente e siamo uniti attraverso differenti culture, lingue, dialetti, partiti politici di appartenenza, ideologie, colore della pelle, identità di genere fede e concezioni di società.<br />
Noi che stiamo formando DiEM25 con l’intento di passare da un’Europa “dei governi e dei tecnocrati”, a un’Europa dei popoli .<br />
I nostri quattro principi :<br />
• Nessun popolo europeo può essere libero fino a quando un’altra democrazia viene violata.<br />
• Nessun popolo europeo può vivere in dignità fino a quando essa è negata ad altri<br />
• Nessun popolo europeo può sperare di avere prosperità se un altro è spinto in una situazione di insolvenza e depressione permanente.<br />
• Nessun popolo europeo può crescere senza beni basilari per i suoi cittadini più deboli, senza sviluppo umano, senza equilibrio ecologico e senza la determinazione a liberarci dal bisogno del petrolio in un mondo che cambia i suoi stili di vita – non il clima del pianeta.<br />
Noi ci uniamo in nome di una straordinaria tradizione di gente d’Europa che ha lottato per secoli contro l’idea che la democrazia sia un lusso e che il debole deve soffrire per destino.<br />
Con i nostri cuori, le nostre menti e la nostra volontà dedicate a questi impegni, e determinati a marcare una differenza, dichiariamo</p>
<p style="text-align: justify;">IL NOSTRO IMPEGNO</p>
<p style="text-align: justify;">Facciamo appello alla nostra gente d’Europa a unirsi a noi per creare un movimento che si chiama DiEM 25.<br />
• per lottare insieme contro l’establishment europeo profondamente sprezzante nei confronti della democrazia, per democratizzare l’Europa;<br />
• per porre fine alla riduzione di tutte le relazioni politiche in relazioni di potere mascherandole come mera decisione tecnica;<br />
• per subordinare la burocrazia dell’UE alla volontà dei popoli sovrani d’Europa;<br />
• per smantellare la consolidata dominazione del potere delle multinazionali sulla volontà dei cittadini;<br />
• per ri -politicizzare le regole che governano il nostro mercato unico e la moneta comune;</p>
<p style="text-align: justify;">Consideriamo che il modello del partito nazionale che forma caduche alleanze al livello del parlamento europeo è obsoleto. Se la lotta per la democrazia dal basso (a livello locale, regionale e nazionale) è necessaria, essa è insufficiente se è condotta senza una strategia internazionale verso una coalizione pan-europea per democratizzare l’Europa. I democratici europei devono in primo luogo coalizzarsi , elaborare un’agenda comune, e poi trovare la strada per connettersi con le comunità locali e a livello regionale e nazionale.<br />
Il nostro scopo complessivo di democratizzare l’UE è connesso all’ambizione di promuovere l’autogoverno ( economico, politico e sociale) a livello locale, municipale, regionale e nazionale; aprire i corridoi del potere al pubblico; coinvolgere movimenti sociali e civili; emancipare tutti i livelli di governo dalla burocrazia e dal potere delle multinazionali.<br />
Siamo ispirati da un’Europa della Ragione, della Libertà, della Tolleranza e dell’Immaginazione resa possibile da una trasparenza ampia , da una reale solidarietà e un’autentica democrazia.<br />
Aspiriamo a:<br />
• un’ Europa democratica in cui tutte le autorità politiche derivino dalla sovranità dei popoli europei<br />
• un’Europa trasparente dove i processi decisionali avvengano sotto scrutinio dei cittadini;<br />
• un’Europa unita i cui cittadini siano in condivisione con il resto delle nazioni tanto quanto al loro in treno.<br />
• un’Europa realistica che si ponga il compito radicale ma realizzabile.<br />
• un’Europa decentralizzata che usi il potere centrale per massimizzare la democrazia nei luoghi di lavoro, nei paesi nelle città, nelle regioni e negli stati.<br />
• un’Europa pluralista di regioni, etnie, confessioni, nazioni, linguaggi e culture<br />
• un’Europa che celebri le differenze e ponga fine alle discriminazioni basate sul genere, sul colore della pelle, sulle classi sociali orientamento sessuale.<br />
• un’Europa colta, che valorizzi la diversità culturale dei suoi popoli e promuova non solo i suoi inestimabili patrimoni ma anche il lavoro degli artisti, musicisti, scrittori e poeti europei dissidenti.<br />
• un’Europa sociale che riconosca che la libertà ha bisogno non solo di liberarsi da interferenze ma anche dai beni di base che rendano liberi dal bisogno e dallo sfruttamento.<br />
• un’Europa produttiva che dirige gli investimenti in una prosperità condivisa e ecologica.<br />
• un’Europa sostenibile che viva con i mezzi del pianeta, minimizzando l’impatto ambientale e lasciando il petrolio quanto più e possibile nelle viscere della terra.<br />
• un’Europa ecologica coinvolta in un’autentica transizione verde mondiale.<br />
• un’Europa creativa che invera il potere innovativo dell’immaginazione dei suoi cittadini;<br />
• un’Europa tecnologica che spinge le nuove tecnologie al servizio della solidarietà<br />
• un’Europa dalla memoria storica che cerchi luce nel futuro senza oscurare il passato<br />
• un’Europa internazionalista che tratti i non-europei come valore in sé;<br />
• un’Europa pacifica che abbassa i livello delle tensioni nel suo Oriente e nel Mediterraneo, agendo come un equilibratore contro le sirene del militarismo e dell’espansionismo;<br />
• un’Europa aperta che dia vita alle idee, ai popoli e alle spirazioni di tutte le parti del mondo , riconoscendo separazioni e confini come segni di debolezza che diffondono insicurezza nel nome della sicurezza;<br />
• un’Europa liberata dove i privilegi, i pregiudizi, le deprivazioni e la minacce di violenza abbiano fine, lasciando infine che gli europei nati all’interno di ristretti ruoli stereotipati, godano invece delle possibilità di sviluppare il loro potenziale ed essere liberi di una maggiore scelta dei loro partners nella vita, nel lavoro, nella società.</p>
<p style="text-align: justify;">Carpe DiEM25</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="43289"> (175)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2016/02/15/varoufakis-un-manifesto-per-democratizzare-leuropa/">VAROUFAKIS : Un manifesto per democratizzare l&#8217;Europa &#8211; Diem25</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2016/02/15/varoufakis-un-manifesto-per-democratizzare-leuropa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>APPELLO : Per la Sinistra di tutte e di tutti</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-sinistra-tutte-tutti/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-sinistra-tutte-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 20:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli a Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libera.tv/?p=42488</guid>
		<description><![CDATA[<p>Appelli a Sinistra Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Negli ultimi mesi infatti molti sono stati gli appelli e molte le conseguenti iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-sinistra-tutte-tutti/">APPELLO : Per la Sinistra di tutte e di tutti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Appelli a Sinistra</h1>
<p style="text-align: justify;"><em>Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Negli ultimi mesi infatti molti sono stati gli appelli e molte le conseguenti iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i contenuti e le prospettive avanzate dai vari documenti. La Sinistra è un campo di idee, passioni e lotte in cui noi ci riconosciamo. Da sempre però abbiamo scelto di non mettere questa testata al servizio di una o dell&#8217;altra soluzione politica o organizzativa. Vogliamo tenacemente conservare Libera.Tv come uno spazio aperto dove ognuno si possa sentire a casa. Un luogo dove informarsi ed informare, dove non solo conoscere cosa accade ma poter approfondire le idee, le proposte, i percorsi di tutti. Con grande rispetto quindi pubblichiamo i documenti che ci sono stati segnalati e pubblicheremo man mano i testi che emergeranno in futuro. Sono molti documenti e ciò è di per se significativo della difficoltà del momento. Le prospettive proposte sono diverse, distanti ed a volte opposte ed anch questo non è una novità a Sinistra. Ma gli appelli chiamano alla mobilitazione, all&#8217;impegno, alla scelta di campo. E&#8217; proprio di questo che la Sinistra e tutti noi abbiamo un bisogno vitale.</em></p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Puoi consultare tutti gli appelli collegandoti </strong><a href="http://libera.tv/tag/appelli-a-sinistra/" target="_blank"><strong>QUI !</strong> </a></h4>
<hr />
<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Per la sinistra di tutte e tutti</span></h1>
<h4 style="text-align: justify;">Incontriamoci</h4>
<p style="text-align: justify;">Incontriamoci il 19, 20 e 21 febbraio a Roma per ridare senso alla parola “politica” come strumento utile a cambiare concretamente le nostre vite. Incontriamoci per organizzarci e costruire un nuovo soggetto politico, uno spazio aperto, democratico, autonomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un annuncio. È una proposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sarà un evento cui assistere da spettatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ti chiediamo di venire a riempire la sala, battere le mani e chiacchierare in un corridoio come accade di solito in queste assemblee.</p>
<p style="text-align: justify;">Mettiamoci in cammino per condividere un processo e costruire insieme un nuovo progetto politico innovativo e all&#8217;altezza della sfida. Un progetto alternativo alla politica d’oggi, svuotata e autoreferenziale, che ritrovi tanto il legame con la propria storia, quanto la capacità di scrivere il futuro.</p>
<h4 style="text-align: justify;">L’obiettivo</h4>
<p style="text-align: justify;">È ora di cambiare questo paese e le condizioni di vita di milioni di persone, colpite dalla crisi e dalle politiche neoliberiste e di austerità, svuotate della capacità di immaginare il proprio futuro. Vogliamo costruire un’alternativa di società, pensata da donne e uomini, fatta di pace e giustizia sociale e ambientale, unici veri antidoti per fermare le destre e l’antipolitica, il terrore di Daesh, i cambiamenti climatici. Serve una netta discontinuità con il recente passato di sconfitte e testimonianza, per metterci in sintonia con le sinistre europee che indicano un’alternativa di lotta e speranza. Dobbiamo metterci in connessione con il nostro popolo, con i suoi desideri e le sue paure, con le centinaia di esperienze territoriali e innovative che stanno già cambiando l’Italia, spesso lontani dalla politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisognerà cambiare molto: redistribuire le ricchezze e abbattere le diseguaglianze sociali e di genere, costruire un nuovo welfare e eliminare la precarietà, restituendo dignità al mondo del lavoro. È ora di cambiare il modo in cui si produce e quello in cui si consuma, il modo in cui si fa scuola e formazione, le politiche per accogliere. Intendiamo difendere la Costituzione e i suoi valori, per difendere la democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo Renzi e il PD vanno in una direzione diametralmente opposta e ci raccontano che non c’è un’alternativa. Per noi invece non solo un’alternativa è possibile ma è necessaria ed è basata sui diritti, sull’uguaglianza, sui beni comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo organizzarci. Organizzare innanzitutto la parte che più ha subito gli effetti della crisi, chi ha voglia e bisogno di riscatto, di cambiamento, chi non crede più alla politica; lottando tanto nelle istituzioni quanto nella società. Una forza politica, non un cartello elettorale, che si candidi a governare il paese per cambiarlo e che lo faccia con un profilo credibile, in competizione con tutti gli altri poli esistenti.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Partecipa</h4>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente ti starai facendo alcune domande: “come funzionerà il nuovo soggetto?”, “come si chiamerà?”, “quale sarà il suo programma?”, “è possibile innovare la forma partito?”, “chi sarà il suo o la sua leader?”, “c’è davvero bisogno di un leader? E, se sì, come verrà scelto?” A queste e tante altre domande la risposta è semplice e per questo rivoluzionaria: lo decideremo insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipiamo a questo percorso come persone, “una testa un voto”, riconoscendogli piena sovranità. Abbiamo bisogno di una sinistra di tutti e di tutte: non un percorso pattizio, ma una nuova forza politica che nasca dalla partecipazione diretta di migliaia di persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Cambiamo la politica, innoviamo le forme della democrazia, diamo la parola ai cittadini, attraverso una piattaforma digitale per il confronto, la codecisione, la cooperazione e l’azione. Ma non basta: serve restituire protagonismo alla vita dei territori attraverso una campagna di ascolto con assemblee per connettere percorsi e conflitti, scrivere collettivamente il nostro programma, la nostra idea di società, la strada per il cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Invitiamo tutti e tutte a partecipare, a rimescolare ogni appartenenza, a mettersi a disposizione, fino allo scioglimento delle forze organizzate, sapendo che solo un cammino realmente inclusivo può essere la strada per coinvolgere i tanti che purtroppo sono scettici e disillusi. Sarà importante l’impegno dei rappresentanti istituzionali a tutti i livelli a mettersi al servizio del processo, agendo da terminale sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vogliamo raccogliere solo le istanze dei singoli, ma anche quelle di tutte le esperienze collettive, le reti sociali, le forze sindacali, l’associazionismo diffuso, i movimenti, che in questi anni hanno elaborato e realizzato proposte concrete ed efficaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo ci mettiamo in cammino. Non siamo i proprietari di questo percorso, e questo documento non ne vuole determinare gli esiti: proponiamo un obiettivo (costruire un nuovo soggetto di alternativa), un metodo (un cammino fatto di assemblee territoriali e di una piattaforma digitale, adesione individuale, piena sovranità), una data di partenza. Da quella data in poi, sarà chi deciderà di partecipare a indicare la rotta. Cominciamo un viaggio che sappia cambiare noi stessi e il mondo che ci circonda. Mettiamoci in cammino.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42488"> (125)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-sinistra-tutte-tutti/">APPELLO : Per la Sinistra di tutte e di tutti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-sinistra-tutte-tutti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>APPELLO : Antiliberista e anticapitalista</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-antiliberista-e-anticapitalista/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-antiliberista-e-anticapitalista/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 18:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli a Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Appello]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libera.tv/?p=42476</guid>
		<description><![CDATA[<p>Appelli a Sinistra Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-antiliberista-e-anticapitalista/">APPELLO : Antiliberista e anticapitalista</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Appelli a Sinistra</h1>
<p style="text-align: justify;"><em>Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i contenuti e le prospettive avanzate dai vari documenti. La Sinistra è un campo di idee, passioni e lotte in cui noi ci riconosciamo. Da sempre però abbiamo scelto di non mettere questa testata al servizio di una o dell’altra soluzione politica o organizzativa. Vogliamo tenacemente conservare Libera.Tv come uno spazio aperto dove ognuno si possa sentire a casa. Un luogo dove informarsi ed informare, dove non solo conoscere cosa accade ma poter approfondire le idee, le proposte, i percorsi di tutti. Con grande rispetto quindi pubblichiamo i documenti che ci sono stati segnalati e pubblicheremo man mano i testi che emergeranno in futuro. Sono molti documenti e ciò è di per se significativo della difficoltà del momento. Le prospettive proposte sono diverse, distanti ed a volte opposte ed anch questo non è una novità a Sinistra. Ma gli appelli chiamano alla mobilitazione, all’impegno, alla scelta di campo. E’ proprio di questo che la Sinistra e tutti noi abbiamo un bisogno vitale.</em></p>
<h4><strong>Puoi consultare tutti gli appelli collegandoti </strong><a href="http://libera.tv/tag/appelli-a-sinistra/" target="_blank"><strong>QUI !</strong> </a></h4>
<hr />
<h1> <span style="color: #993300;">Appello antiliberista e anticapitalista</span></h1>
<h3>Per info sull&#8217;appello collegati <a href="http://anticapitalista.org/2015/11/27/appello-antiliberista-e-anticapitalista/" target="_blank">QUI !</a></h3>
<p style="text-align: justify;">Ci sono momenti della lotta di classe di un Paese che hanno ripercussioni politiche complessive sul terreno internazionale. La crisi greca con il terribile disastro sociale prodotto dalle politiche dell’austerità e l’accettazione del terzo memorandum da parte del governo di Syriza, costituisce uno di questi momenti fondamentali.</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">La vicenda greca mette in luce tutte le difficoltà, ma anche la necessità della lotta contro le politiche del sistema capitalista e dei suoi governi per affermare in alternativa una reale democrazia, attraverso la costruzione di forme di contropotere e di controllo popolare delle classi lavoratrici sulla politica, l’economia, la finanza e di un fronte anti-austerità in tutta Europa di fronte all’azione convergente e univoca delle istituzioni europee e dei governi nazionali.<br />
L’Unione Europa non è l’Europa dei diritti, della giustizia sociale, delle differenze, del rispetto dei diversi popoli all’interno di un progetto comune e partecipato, ma è l’Europa del grande capitale, dei profitti, delle rendite finanziarie, è l’Europa fortezza contro gli immigrati e le immigrate in cerca di una vita dignitosa.<br />
Questa Europa con i suoi trattati, i suoi dogmi liberisti, la sua troika, si dimostra irriformabile; per sconfiggere le politiche dell’austerità, il giogo del debito, i privilegi dei potenti, occorre avere il coraggio di operare delle rotture profonde con gli assetti sociali ed economici sia su scala europea che in quella nazionale, contro le classi dominanti.<br />
L’entusiasmo in Italia per la seconda affermazione elettorale di Syriza è fuorviante. Non inganni il successo elettorale: con una fortissima astensione, a Tsipras è stato riconsegnato un governo che ha come funzione la gestione delle terribili politiche dell’austerità del terzo memorandum sotto il controllo diretto e quotidiano dei nuovi emissari dell’Unione Europea.<br />
Per questo le valutazioni su questo drammatico scontro di classe sono una cartina di tornasole anche dei reali orientamenti di fondo, politici strategici, delle diverse forze della sinistra italiana, che oggi si aggrappano alla nuova Syriza e a Tsipras per lanciare la costruzione di un soggetto unitario della sinistra, che altro non sarà se non un’unità posticcia, verticistica, politicista, rinchiusa nel perimetro del centro-sinistra.<br />
L’austerità non si può governare da sinistra. Bisogna superare il neoliberismo e costruire una prospettiva strategica alternativa al capitalismo.<br />
La battuta d’arresto subita dalle forze di sinistra in Grecia costituisce una sconfitta per tutte le classi lavoratrici in Europa e coinvolge tutte le forze anticapitaliste europee<br />
Nello stesso tempo si avverte ancor più la necessità e la possibilità di reagire alle molte contraddizioni che si esprimono in diversi paesi, dove si moltiplicano i tentativi di resistere delle classi popolari e cresce la ricerca di strumenti sia sociali e politici alternativi per avere più forza.</li>
<li style="text-align: justify;">Nuovi possibili uragani e grandi cambiamenti si profilano in Europa e nel quadro internazionale: la crisi economica capitalista non è certo finita e le bolle finanziarie sono nuvole nere che attraversano il cielo e che rischiano di scaricare il loro portato di crisi.<br />
Le migrazioni e l’esodo di massa di milioni di persone non sono un’emergenza casuale e temporanea, ma il frutto concreto della divisione internazionale del lavoro e delle guerre di depredazione e saccheggio da parte dei grandi paesi capitalistici in Africa, Asia, Medio Oriente; Questi non potranno non delineare profonde mutazioni in tutta l’Europa.<br />
Per questo siamo convinti che una nuova efficace azione sul piano nazionale sia possibile solo se contemporaneamente vengono attivati tutti gli strumenti che rendono concreto e reale un nuovo slancio di solidarietà e di azione internazionalista; serve un nuovo internazionalismo che si proponga di unire ciò che il capitale divide, stringendo legami di solidarietà ed amicizia fra i lavoratori e le lavoratrici dell’Europa e del Mondo.<br />
Questo internazionalismo si esprime avendo sempre come punto di riferimento le classi popolari i lavoratori e le lavoratrici dei diversi paesi, i precari, gli inoccupati, i disoccupati,i nuovi schiavi le loro lotte per i diritti democratici e sociali; il punto di partenza è la comprensione dei loro bisogni e il sostegno alle mobilitazioni che promuovono per difendere i loro interessi in piena autonomia e in forte contrapposizione rispetto ai governi che rappresentano le classi dominanti.</li>
<li style="text-align: justify;">Dopo la Grecia, l’Italia è il laboratorio avanzato delle politiche dei gruppi economici e politici dominanti in Europa: il governo Renzi è un esecutivo fedele mandatario delle ricette della Troika e gode dell’appoggio della Confindustria, di tutti i partiti della borghesia e dei media che a queste forze fanno riferimento. A Renzi è stato assegnato il compito di condurre fino in fondo un processo di controriforma politica e sociale, finalizzato a demolire tutte le conquiste economiche e sociali del movimento delle classi lavoratrici del Novecento e a svuotare di contenuto finanche la democrazia rappresentativa e parlamentare (anche se in ultima istanza è comunque funzionale al sistema dominante), giungendo a stravolgere la costituzione italiana nata dalla resistenza.<br />
Per questo pensiamo che il compito principale sia oggi quello di costruire le resistenze e le lotte contro questo governo del capitale e le sue politiche di austerità. Riteniamo necessario mobilitare la classe lavoratrice nelle sue diverse articolazioni, compresi il mondo dei precari, dei disoccupati e dei giovani, e i diversi movimenti sociali per cacciare Renzi e riconquistare dignità, diritti, futuro.</li>
<li style="text-align: justify;">Il Partito Democratico è la principale voce politica del grande capitale italiano imprenditoriale e finanziario. Renzi ha portato fino in fondo, quanto (ed era molto) hanno fatto i suoi predecessori. Più che mai è necessario, per qualsiasi schieramento sociale e politico che voglia contrastare le politiche dell’austerità, avere una totale autonomia, indipendenza, alternatività e contrapposizione al PD, sia su scala nazionale che su quella locale.</li>
<li style="text-align: justify;">I vertici dei sindacati confederali, anche quello della CGIL, sono stati il veicolo più efficace per far penetrare tra i lavoratori avanzati tutti i luoghi comuni dell’ ideologia liberista “temperata”, anziché mettere in campo forme efficaci di opposizione alle politiche liberiste dei governi passati e dell’attuale governo Renzi.<br />
Per questo motivo esiste un grande malessere tra le lavoratrici e i lavoratori a cui è necessario fare riferimento politico. Pensiamo che le realtà di classe interne alle confederazioni e quelle esterne, il sindacalismo di base, debbano provare a superare diffidenze e contrapposizioni reciproche e trovare la strada dell’unità d’azione nell’ottica di una pratica di attività intersindacale di classe a partire dal basso nei luoghi di lavoro e, in prospettiva, di creare le condizioni per l’autorganizzazione ed anche per costruire delle nuove forme consiliari nei luoghi di lavoro, che ripristino la democrazia e il controllo diretto dei lavoratori e lavoratrici sui processi produttivi.</li>
<li style="text-align: justify;">Di fronte alla debolezza dell’opposizione alle politiche neoliberiste l’obiettivo diventa quello di costruire un ampio fronte, una coalizione o forum delle opposizioni, sociali, politiche e dei variegati movimenti sociali, studenteschi, ecologisti, femministi: poiché ci sono comuni interessi e evidenti convergenze tra questi soggetti, non è quindi impossibile avere luoghi di confronto permanente fra tutti/e coloro che, collettivamente e individualmente, desiderano battersi contro la xenofobia, il neoliberismo ed il capitalismo.<br />
Ogni precarietà, ogni licenziamento, compresi quelli politici, dismissione, cassa integrazione, ogni ingiustizia o discriminazione subita e accettata mina alla base l’unità delle classi lavoratrici e dei diversi settori sociali sfruttati ed oppressi. Pertanto, riteniamo che, per opporsi al ricatto padronale, sia fondamentale la costruzione della risposta unitaria, democratica e partecipata di tutti i soggetti sociali, ma sul terreno della lotta al neoliberismo e al capitalismo.</li>
<li style="text-align: justify;">Combattiamo ogni forma di razzismo ogni manifestazione di fascismo e xenofobia. Siamo convinti che l’unico modo per rispondere al clima di paura diffuso nella popolazione sia quello di costruire la mobilitazione attiva e solidale di lavoratori italiani e stranieri per il diritto alla casa, al lavoro, al cibo, all’istruzione ed alla sanità pubblica, ad un ambiente sano,alla cittadinanza ed al diritto di voto universale; all’accoglienza e al diritto di asilo politico riconosciuto a tutti coloro che fuggono da guerre persecuzioni politiche, miseria, disastri ambientali e climatici.</li>
<li style="text-align: justify;">Assistiamo all’abbandono del percorso emancipatorio, compiuto dal movimento femminista, attraverso l’imposizione del ritorno alle mura domestiche e alla “famiglia”,dove si svolge un lavoro di riproduzione non pagato (o sottopagato se svolto dalle lavoratrici straniere), nonché un lavoro di cura che in gran parte supplisce alla crisi delle politiche del welfare.Si afferma subdolamente una sorta di “welfare materno”: a fronte di questa regressione, invece di lottare per un ordine simbolico di genere si affermano da una parte un familismo conservatore attraverso l’enfatizzazione della ‘comunità’ in cui restano invisibili i rapporti di potere tra generi e generazioni,dall’altra parte un’assunzione della “femminilità” in una visione paternalistica di cooptazione della soggettività femminile. Il principio di ‘eguaglianza’troppo spesso diventa omologazione all’ordine patriarcale, che tende a mortificare nelle donne il nesso tra conflitto di genere e conflitto di classe. Anche per le donne il nesso condizione/coscienza passa per la soggettivazione e la lotta al moderno nesso patriarcato/capitalismo invasivo delle vite in particolare delle giovani donne.</li>
<li style="text-align: justify;">E’ necessario unire le lotte in difesa dell’ambiente a quelle legate al mondo del lavoro, poiché rappresentano i due principali fronti dell’opera distruttiva e saccheggiatrice del capitalismo predone, che mette a valore tutto, dalle persone alle risorse naturali, a partire dai modi e dai luoghi di produzione e riproduzione della vita materiale delle persone. Le vere radici dei guasti che incombono sul pianeta sono ancora una volta da ricercare nel sistema economico produttivo capitalistico, col suo modello improntato a sviluppo e crescita illimitati, che si fonda sulla privatizzazione e finanziarizzazione di beni, indispensabili per la vita di tutti, e mercifica risorse per il profitto di pochi a scapito dei molti.<br />
L’esigenza dell’interconnessione delle lotte nasce proprio da una comune carica antisistemica, maturata nel corso delle tante forme di lotta, accomunate dalla denuncia dell’uso capitalistico del territorio, delle città, dell’ambiente, contro l’assalto del grande capitale finanziario ai beni comuni, contro i suoi investimenti speculativi, e la complicità delle istituzioni conniventi, contro cui perseguire l’armonia tra gli umani, rispettare tutte le forme di vita ed il processo di rigenerazione del vivente, connettere la lotta contro la devastazione ed il saccheggio dell’ambiente alla lotta in difesa dei diritti umani e offrire protezione ed inclusione ai più deboli: soprattutto migranti e nuove povertà.</li>
<li style="text-align: justify;">In questo quadro di grande difficoltà e di ripiegamento politico di molti riteniamo importante e necessario che si costruisca un dialogo e un rapporto politico tra tutte/i coloro che, a partire dalla preminenza dei contenuti anti-austerità e dall’internità al conflitto sociale vogliano costruire dialogo e coordinamento. Questa ricerca unitaria non dovrà rimettere in discussione le proprie appartenenze politiche e ancor più quelle sociali o sindacali, ma anzi contribuire a costruire campagne comuni, iniziative e mobilitazioni in una prospettiva anticapitalista.<br />
Discutiamo e verifichiamo quali forme di Rete antiliberista e anticapitalista sia possibile oggi costruire, quali ne siano i contenuti, le espressioni territoriali e locali. Pensiamo sia un lavoro in progress per provare a contrastare almeno in parte le dispersioni e le frammentazioni, e costruire un’azione anticapitalista più efficace, che contribuisca a unificare in una prospettiva generale le numerose lotte territoriali e sui luoghi di lavoro.</li>
<li style="text-align: justify;">Per questi motivi pensiamo che l’appello debba rimanere in una forma aperta, emendabile, con la possibilità di modificare ed arricchire i contenuti con nuove proposte e analisi. Costruiremo un primo appuntamento nazionale dove discutere il testo e la proposta di avvio della costruzione di una rete.</li>
</ol>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42476"> (64)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-antiliberista-e-anticapitalista/">APPELLO : Antiliberista e anticapitalista</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-antiliberista-e-anticapitalista/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>APPELLO : Eurostop &#8211; Per l&#8217;alternativa ai diktat Unione Europea</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-eurostop-alternativa-unione-europea/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-eurostop-alternativa-unione-europea/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 18:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli a Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostop]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libera.tv/?p=42473</guid>
		<description><![CDATA[<p>Appelli a Sinistra Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-eurostop-alternativa-unione-europea/">APPELLO : Eurostop &#8211; Per l&#8217;alternativa ai diktat Unione Europea</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Appelli a Sinistra</h1>
<p style="text-align: justify;"><em>Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i contenuti e le prospettive avanzate dai vari documenti. La Sinistra è un campo di idee, passioni e lotte in cui noi ci riconosciamo. Da sempre però abbiamo scelto di non mettere questa testata al servizio di una o dell’altra soluzione politica o organizzativa. Vogliamo tenacemente conservare Libera.Tv come uno spazio aperto dove ognuno si possa sentire a casa. Un luogo dove informarsi ed informare, dove non solo conoscere cosa accade ma poter approfondire le idee, le proposte, i percorsi di tutti. Con grande rispetto quindi pubblichiamo i documenti che ci sono stati segnalati e pubblicheremo man mano i testi che emergeranno in futuro. Sono molti documenti e ciò è di per se significativo della difficoltà del momento. Le prospettive proposte sono diverse, distanti ed a volte opposte ed anch questo non è una novità a Sinistra. Ma gli appelli chiamano alla mobilitazione, all’impegno, alla scelta di campo. E’ proprio di questo che la Sinistra e tutti noi abbiamo un bisogno vitale.</em></p>
<h4><strong>Puoi consultare tutti gli appelli collegandoti </strong><a href="http://libera.tv/tag/appelli-a-sinistra/" target="_blank"><strong>QUI !</strong> </a></h4>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h1><span style="color: #993300;">EUROSTOP : APPELLO PER UN&#8217;ALTERNATIVA AI DIKTAT DELL&#8217;UNIONE EUROPEA</span></h1>
<h4><em>Per informarzioni sull&#8217;appello collegati <a href="http://www.eurostop.info" target="_blank">QUI !</a></em></h4>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; tempo di soluzioni alternative al massacro sociale su cui le classi dominanti hanno costruito l&#8217;Unione Europea. Quanto avviene in Grecia suona come un monito per le classi popolari in tutti i paesi Pigs e per quelli periferici. Da qualche parte e in ogni modo occorre cominciare a praticare la rottura con l&#8217;Unione Europea e la gabbia dell&#8217;euro.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appello scaturito dalla discussione del forum euromediterraneo di Napoli e da incontri analoghi in altri paesi, comincia a definire i percorsi di coordinamento e convergenza possibili. Per una alternativa di sopravvivenza e progresso sociale, contro la guerra sociale e le guerre militari imposte da classi dominanti che nell&#8217;Unione Europea fondano sulla disuguaglianza e la coercizione la &#8220;loro&#8221; egemonia sugli interessi popolari. Si muovono dunque i primi passi di un percorso coordinato per una sinistra popolare, anticapitalista e internazionalista in Europa. Qui di seguito il testo dell&#8217;appello Eurostop e i primi firmatari:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>EUROSTOP</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il sistema edificato dalle classi dominanti e dalle oligarchie sui paesi dell’Unione Europea è sottoposto a critiche, opposizioni e contraddizioni crescenti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il progetto di Unione Europea si trova a fare i conti con la crisi e la competizione globale,  utilizzando le misure di austerity per scaricare tutte le conseguenze di queste contraddizioni sui lavoratori e i settori popolari, negando ogni autodeterminazione dei popoli sul loro futuro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In molti paesi si vanno sviluppando movimenti popolari e democratici che si battono contro il lavoro flessibile e per l’aumento dei salari, dicono basta con i diktat delle istituzioni politiche e finanziarie, chiedono il ripudio del debito, il superamento dell’Unione Europea, l’uscita dalla gabbia dell’euro e dalla Nato, lo stop ai negoziati del Ttip.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In alcuni paesi questi movimenti sono espressione delle forze progressiste, dei sindacati e dei movimenti sociali, in altri sono invece i partiti della destra nazionalista e xenofoba.  </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma i primi hanno come obiettivo la giustizia e l’emancipazione sociale, i secondi la guerra tra i poveri e contro i più deboli.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riteniamo che sia tempo di collegare le forze politiche, sociali, sindacali e antifasciste,  intorno a soluzioni alternative rispetto a quelle misure antipopolari e antidemocratiche imposte dalle oligarchie e dall’Unione Europea in un clima dove più pericolose si fanno le tendenze alla guerra.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le forze di classe e progressiste dei paesi euromediterranei,  più devastati dai diktat imposti da Ue, Bce, Fmi e Nato, devono collegarsi a agire comunemente:</em><br />
<em>&#8211; Per uscire dalla gabbia dell’euro</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Per superare l’Unione Europea costruita sull’Europa dalle classi dominanti</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Per uscire dalla Nato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Per bloccare definitivamente il Ttip</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ tempo di agire in modo coordinato,  a cominciare da un portale web in più lingue che faciliti il confronto, le campagne e l’azione comune e con incontri periodici nei vari paesi che consentano di procedere più efficacemente su una agenda di mobilitazione comune e coordinata.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42473"> (58)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-eurostop-alternativa-unione-europea/">APPELLO : Eurostop &#8211; Per l&#8217;alternativa ai diktat Unione Europea</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-eurostop-alternativa-unione-europea/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>APPELLO : Ricostruire il Partito Comunista</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-ricostruire-il-partito-comunista/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-ricostruire-il-partito-comunista/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 18:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Materiali]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli a Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Appello]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libera.tv/?p=42465</guid>
		<description><![CDATA[<p>Appelli a Sinistra Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-ricostruire-il-partito-comunista/">APPELLO : Ricostruire il Partito Comunista</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Appelli a Sinistra</h1>
<p style="text-align: justify;"><em>Libera.tv ha deciso di pubblicare i tanti appelli che vengono lanciati a Sinistra. Molte sono infatti le iniziative che mirano a riorganizzare, rilanciare, cambiare la sinistra in Italia. Pubblicarle tutte su uno stesso sito significa per noi facilitarne la diffusione e dare a tutti i nostri lettori la possibilità di confrontare i contenuti e le prospettive avanzate dai vari documenti. La Sinistra è un campo di idee, passioni e lotte in cui noi ci riconosciamo. Da sempre però abbiamo scelto di non mettere questa testata al servizio di una o dell&#8217;altra soluzione politica o organizzativa. Vogliamo tenacemente conservare Libera.Tv come uno spazio aperto dove ognuno si possa sentire a casa. Un luogo dove informarsi ed informare, dove non solo conoscere cosa accade ma poter approfondire le idee, le proposte, i percorsi di tutti. Con grande rispetto quindi pubblichiamo i documenti che ci sono stati segnalati e pubblicheremo man mano i testi che emergeranno in futuro. Sono molti documenti e ciò è di per se significativo della difficoltà del momento. Le prospettive proposte sono diverse, distanti ed a volte opposte ed anch questo non è una novità a Sinistra. Ma gli appelli chiamano alla mobilitazione, all&#8217;impegno, alla scelta di campo. E&#8217; proprio di questo che la Sinistra e tutti noi abbiamo un bisogno vitale.</em></p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>Puoi consultare tutti gli appelli collegandoti </strong><a href="http://libera.tv/tag/appelli-a-sinistra/" target="_blank"><strong>QUI !</strong> </a></h4>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h1><span style="color: #ff0000;">IL MOMENTO E&#8217; ORA</span></h1>
<h3><b>Un’ Associazione </b><b>per la ricostruzione del Partito Comunista </b><b>nel quadro ampio della sinistra di classe</b></h3>
<p>Per info collegati al sito :<a href="Ricostruire il PC" target="_blank"> http://www.ricostruirepc.it/</a></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h4><img class="alignleft" src="http://www.ricostruirepc.it/wp-content/uploads/2014/09/cropped-provabanner.jpg" alt="Ricostruire il Patrito Comunista" width="300" height="80" />Il testo dell&#8217;appello</h4>
<p>1 –   Siamo compagne e compagni di diverse generazioni che hanno preso parte, con differenti appartenenze di partito o senza partito, alla storia sempre più critica e travagliata del movimento comunista in Italia dell’ultimo trentennio.</p>
<p>Nell’attuale contesto frammentato della sinistra italiana, siamo a tutt’oggi variamente collocati; ma condividiamo, sul che fare, due convinzioni fondamentali:</p>
<ul>
<li>Di fronte alla crisi strutturale e sistemica del capitalismo, la più profonda dopo quella del 1929, che ha dimensioni mondiali e gravi ripercussioni anche nel nostro Paese; e a fronte dell’involuzione neo-centrista del Partito Democratico, che sta portando l’Italia verso il modello americano e sta distruggendo le fondamenta della Costituzione repubblicana e antifascista, è ancora più urgente dare corpo ad una presenza unitaria della sinistra: che aggreghi tutte le sue componenti (comunista, anti-capitalista, socialista e anti-liberista e i soggetti anticapitalisti presenti anche in modo rilevante nella società italiana, benché non organizzati) su un programma minimo condiviso; e ricostruisca una rappresentanza politica del mondo del lavoro e delle classi subalterne, schiacciate dall’offensiva di classe scatenata da oltre due decenni dal capitale, nazionale e sovranazionale.</li>
</ul>
<ul>
<li>E’ indispensabile che all’interno di una sinistra così aggregata, nella forma di un fronte ampio strutturato e operante in modo unitario, si ricostruisca e si consolidi una presenza comunista autonoma, che si proponga la sua riorganizzazione in partito, che sappia unire in questo processo tutte le forze comuniste <i>con una cultura politica affine</i>, che in vario modo si richiamano, attualizzandolo, al miglior patrimonio politico e ideologico dell’esperienza storica del PCI, della sinistra di classe italiana e del movimento comunista internazionale e alla migliore tradizione marxista, a partire dal contributo di Lenin e Gramsci. Con una chiara collocazione internazionalista e antimperialista; consapevole che, a fronte di un imperialismo che mira a scardinare la sovranità nazionale di molti paesi per piegarne la resistenza, la difesa di tale sovranità assume nella nostra epoca un grande rilievo ed è precondizione per l’affermazione del protagonismo dei popoli.</li>
</ul>
<p>A ventitrè anni dalla fine del Pci e stante l’attuale insufficienza delle esperienze che in modo diverso si sono richiamate a quella grande storia, nasce l’esigenza di ripartire con l’obiettivo della costruzione di un partito comunista che ne riprenda le migliori caratteristiche, ricollocandole nelle attuali condizioni italiane e internazionali.</p>
<p>Sappiamo che si tratterà di un processo graduale e di non breve periodo (ma <i>che va iniziato ORA</i>), che metta capo a un’unica forza comunista rigenerata, capace di superare l’attuale frammentazione e, con essa, una sempre più evidente irrilevanza politica e sociale.</p>
<p>Una forza politica comunista unificata, non settaria né subalterna all’opportunismo delle mode correnti, che si ponga in un rapporto di dialogo costruttivo (ma da un punto di vista autonomo) nell’ambito della sinistra d’alternativa: senza cessioni di sovranità sulle questioni di fondo, ma capace di trovare volta a volta la sintesi strutturata e non occasionale dell’unità d’azione.</p>
<p>2 –   Il superamento della soglia di sbarramento ottenuto di misura dalla lista Tsipras nelle recenti elezioni europee – quale che sia il giudizio che si vuol dare su questa esperienza elettorale e sulle divisioni profonde emerse prima e dopo il voto – dimostra quantomeno che nonostante i forti limiti soggettivi delle forze in campo esiste uno spazio anche politico-elettorale, militante e d’opinione, a sinistra del Pd renziano. Ed esiste anche uno spazio oggettivo per una sua espansione, in direzioni diverse:</p>
<p>– nei confronti di vastissimi settori popolari che sempre più approdano all’astensionismo come forma di protesta anti-sistemica;</p>
<p>– nei confronti di una parte dell’elettorato popolare, operaio e di sinistra del Pd, non certo entusiasta di una leadership liquidazionista della stessa identità socialdemocratica<i>; </i>ma che si rivela (comprensibilmente) poco attratto dalle diverse alternative a sinistra del Pd;</p>
<p>– nei confronti di quella parte di popolo di sinistra (a volte di estrema sinistra) che vota 5Stelle, attratto dal voto “arrabbiato” e di protesta, anch’esso deluso dall’assenza di grandi alternative credibili a sinistra.</p>
<p>Anche il voto di gran parte dei Paesi europei dimostra che esiste e può espandersi anche in tempi brevi uno spazio sociale e politico durevole, con basi di massa, per un consenso ai comunisti e alle forze della sinistra anticapitalistica: ed è solo per gravi responsabilità soggettive di tutti i gruppi dirigenti che tale spazio in Italia – in questi ultimi trent’anni che ci separano dalla morte di Berlinguer – non è stato costruito.</p>
<p>In tale contesto regressivo, le gravi contraddizioni in cui si è avvolta la lista Tsipras, prima e dopo il voto, mostrano che la strada per un’aggregazione della sinistra di classe è lunga e tortuosa. E che essa richiede non improvvisate alchimie elettoralistiche, ma la costruzione di fondamenta solide nel mondo del lavoro e nel conflitto di classe nonché un pensiero forte verificato nel tempo: è questo il solo terreno su cui possono crescere gruppi dirigenti uniti e solidali, tenuti insieme non da occasionali e contingenti convenienze politiciste.</p>
<p>Su tali basi va costruito un credibile processo unitario che includa la sinistra partitica, sindacale, associativa, di movimento, anche nella competizione elettorale: la quale deve tornare ad essere – se si vuol conseguire un consenso non effimero – un momento unitario del percorso politico, non il suo presupposto o il suo punto d’arrivo.</p>
<p>3 –   Entro tale processo – in modo inseparabile da esso, e nel quadro di una fase che, a sinistra, appare caratterizzata da un alto tasso di mobilità politica – riteniamo fondamentale il lavoro di ricostruzione in Italia di un partito comunista degno di questo nome: di una forza organizzata non settaria, attenta agli sviluppi della dinamica politica, legata organicamente al mondo del lavoro e non opportunista, che si ponga in grado di orientare e condizionare da un punto di vista di classe il processo di aggregazione della sinistra.</p>
<p>Siamo consapevoli dei limiti pesanti che hanno caratterizzato l’esperienza di questi ultimi venti anni, in particolare dell’insuccesso e delle debolezze originarie di una “rifondazione comunista”  pur intrapresa con passione e dedizione all’indomani della liquidazione del PCI.</p>
<p>La crescente frammentazione e il moltiplicarsi delle divisioni hanno dissipato un patrimonio militante, con un incredibile <i>turn-over</i> che ha complessivamente interessato qualcosa come un mezzo milione di iscritti e dilapidato un’influenza elettorale che aveva raggiunto nella seconda metà degli anni Novanta i 3 milioni e 200 mila voti e che era proiettata verso il 10%. A riprova di quanto sia facile dissipare in pochi anni un grande patrimonio elettorale, quando esso non riposi su solide fondamenta.</p>
<p>Oggi abbiamo cognizione delle cause principali (nonché degli errori dei gruppi dirigenti) che sono state alla base di questo insuccesso: a cominciare da una debolezza ideologica e un eclettismo delle provenienze, che hanno impedito una sintesi graduale, il formarsi di una cultura politica comune, capace di tenere unito il partito anche nei momenti di forte dibattito politico interno, come avviene invece nella più parte degli altri partiti comunisti al mondo.</p>
<p>A ciò si è sommata, come concausa dell’insuccesso, la delusione progressivamente indotta dalla partecipazione dei comunisti al governo del Paese, che non ha conseguito alcun risultato sostanziale a favore dei nostri soggetti sociali di riferimento. Il tutto in un contesto sociale caratterizzato da profondi mutamenti sul piano strutturale, dell’articolazione sociale e delle culture politiche, che i comunisti non sempre hanno dimostrato di saper cogliere nella loro portata. Una delusione accentuata da forme di carrierismo politico, da lotte interne e dalla formazione di ceti politici separati dalla più genuina militanza di base, che hanno seminato sfiducia e distorto la gestione interna delle stesse organizzazioni comuniste, la sua trasparenza, il suo costume, la sua moralità.</p>
<p>C’è dunque la necessità di una rilegittimazione dei comunisti, compito tanto più urgente in quanto la crisi sistemica in cui siamo a tutt’oggi immersi continua a colpire in primo luogo lavoratrici e lavoratori, privi di una rappresentanza anticapitalistica adeguata.</p>
<p>4 –   Oggi siamo in grado di avviare una seria riflessione su tali limiti (ed è l’unico modo per cercare di salvare e rigenerare ciò che di buono rimane delle suddette esperienze): da ciò dipende la possibilità di non ripetere gli errori del passato e di rilanciare nelle forme possibili il processo di ricomposizione unitaria di decine di migliaia di militanti comuniste e comunisti, di partito e senza partito, di soggetti sociali, attivi nelle vertenze del lavoro e del territorio e nelle iniziative di movimento. Da ciò dipende la ricostruzione di un partito comunista che superi – rigenerandole – le attuali residuali collocazioni; e che sappia essere complementare, dunque non alternativo e men che meno contrapposto, alla ricostruzione di una sinistra unitaria di classe e del lavoro. Queste due gambe della ricostruzione sono diverse, ma inseparabili.</p>
<p>Non è quindi per nostalgia o per astratto ideologismo che sosteniamo la necessità di ricostituire un riferimento organizzato e unificato dei comunisti. Sappiamo di doverci misurare con la sedimentazione ideologica che l’egemonia capitalistica ha depositato sulla sconfitta del movimento operaio: disarticolando il mondo del lavoro, generando la disgregazione etica e morale della società. Da questo ha tratto linfa la cosiddetta antipolitica.</p>
<p>Sui comunisti grava quindi una grande responsabilità nella promozione di un’analisi all’altezza delle innovazioni del capitalismo e nell’esplicitazione di proposte per il suo superamento; nell’individuazione della nuova composizione di classe e delle forme organizzative efficaci per far fronte alle nuove contraddizioni.</p>
<p>Ed in particolare ai comunisti, organizzati in partito, è ancora affidato il compito di portare nello scontro sociale e nella dialettica politica una visione generale delle contraddizioni dello sviluppo capitalistico, nonché una percezione matura delle dinamiche internazionali e della prospettiva mondiale.</p>
<p>Si tratta di elementi di coscienza generale che non si formano spontaneamente e che semplicemente si appannerebbero o addirittura verrebbero meno senza la presenza di una forza comunista organizzata.</p>
<p>Sappiamo bene che quel che abbiamo davanti a noi non è compito di un giorno, che occorre pazienza e lungimiranza, al di là di ogni dannoso patriottismo di gruppo ed autoreferenziale.</p>
<p>Per questo riteniamo che la costituzione di un’Associazione, promossa da militanti di buona volontà e senza retropensieri di corto respiro – comuniste e comunisti – che abbia come preminente obiettivo, strategico e di lunga lena, la ricostituzione in Italia di un partito comunista degno di questo nome, possa essere in questa peculiare temperie storica lo strumento giusto: uno strumento aperto a chiunque si ritenga ancora parte dell’impresa comunista, che non chiami in causa in modo improvvisato le rispettive attuali collocazioni (dentro o fuori gli attuali partiti) ma che sin d’ora operi per una ricomposizione. Con intelligenza, senza veti o abiure e nel contesto largo dei processi unitari a sinistra.</p>
<p><b>Comunisti uniti, per la ricostruzione del partito comunista, in una sinistra di classe e del lavoro, unita e unitaria.</b></p>
<p>Saranno i fatti e gli sviluppi concreti della situazione politica italiana e mondiale a definire, fin dai prossimi mesi, modi e tempi dell’avanzamento e/o della precipitazione di tale processo. Di esso, noi intendiamo essere parte attiva.
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="42465"> (120)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-ricostruire-il-partito-comunista/">APPELLO : Ricostruire il Partito Comunista</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2015/12/21/appello-ricostruire-il-partito-comunista/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

 Served from: www.libera.tv @ 2026-10-15 20:01:20 by W3 Total Cache -->