<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Libera Tv &#187; Alessandro Marescotti</title>
	<atom:link href="https://www.libera.tv/tag/alessandro-marescotti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.libera.tv</link>
	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Sep 2025 14:30:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.4</generator>
	<item>
		<title>Carovane per Sarajevo &#8211; Libro di Francesco Pugliese</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/05/30/carovane-per-sarajevo-libro-di-francesco-pugliese/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/05/30/carovane-per-sarajevo-libro-di-francesco-pugliese/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 May 2015 16:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lauratussi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Marescotti]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Pugliese]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata della Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Jugoslavia]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Tussi]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Menapace]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Peacelink]]></category>
		<category><![CDATA[Sarajevo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://p=824#u=3202</guid>
		<description><![CDATA[<p>Carovane per Sarajevo Promemoria sulle guerre contro i civili, la dissoluzione della ex Jugoslavia, i Pacifisti, l&#8217;ONU (1990-1999) Libro di Francesco Pugliese &#8211;  Prefazione di Lidia Menapace &#8211;  Introduzione di Alessandro Marescotti, Alfonso Navarra, Laura Tussi MIMESIS Edizioni 2015 ****** Introduzione: ABBASSO LA GUERRA I bombardamenti della NATO sulla Ex Jugoslavia cominciano il 24 marzo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/05/30/carovane-per-sarajevo-libro-di-francesco-pugliese/">Carovane per Sarajevo &#8211; Libro di Francesco Pugliese</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Carovane per Sarajevo</strong></h1>
<h2><strong>Promemoria sulle guerre contro i civili, la dissoluzione della ex Jugoslavia, i Pacifisti, l&#8217;ONU (1990-1999)</strong></h2>
<p>Libro di Francesco Pugliese &#8211;  Prefazione di Lidia Menapace &#8211;  Introduzione di Alessandro Marescotti, Alfonso Navarra, Laura Tussi</p>
<p>MIMESIS Edizioni 2015</p>
<p>******</p>
<p>Introduzione:</p>
<p>ABBASSO LA GUERRA</p>
<p>I bombardamenti della NATO sulla Ex Jugoslavia cominciano il 24 marzo del 1999. È l&#8217;esordio della &#8220;guerra umanitaria&#8221; e &#8220;democratica&#8221; e delle &#8220;bombe intelligenti&#8221; e dei &#8220;danni collaterali&#8221;, in un ossimoro offensivo che dimostrerà soltanto una nuova teorizzazione e tipologia di guerra, un conflitto motivato ufficialmente da ragioni etiche e umanitarie, che solleva problemi e tragedie enormi. La NATO, costituita nel 1949, entra nella seconda fase della sua storia, avendo appena approvato, nell&#8217;aprile del 1999, il nuovo Concetto Strategico del cinquantennale, proponendosi come strumento globale dell&#8217;ordine &#8220;occidentale&#8221;.</p>
<p>L&#8217;organizzazione militare integrata del Patto atlantico, il suo braccio armato, ed armato nuclearmente, all&#8217;inizio formalmente difensivo, ora si intesta il diritto di intervenire dentro e fuori i suoi vecchi confini istituzionali (l&#8217;area euroatlantica), anche senza mandato dell&#8217;Onu e per un ampio &#8220;spettro&#8221; di motivi, ovunque e in qualunque occasione ritenga minacciate la stabilità e la sicurezza dei Paesi membri (ad es. inserendo tra gli &#8220;interessi vitali&#8221; la garanzia della continuità dei flussi energetici).</p>
<p>La nuova NATO globale ed interventista fa proprio della ex Jugoslavia il suo primo banco di prova.</p>
<p>Qui, trascinato dal carro atlantico, il governo italiano partecipa per la prima volta ad una guerra su ampia scala dopo la stesura della Costituzione, per cui l&#8217;articolo 11 sarà irresponsabilmente calpestato, tramite una politica di riarmo mai abbastanza osteggiata e con un nuovo modello di difesa guerrafondaio portato avanti da politiche governative miopi e incoscienti, come denunceranno inascoltati i pacifisti.</p>
<p>&#8220;Carovane per Sarajevo&#8221;, libro abilmente e appassionatamente scritto dall&#8217;amico Francesco Pugliese, vuole essere una narrazione collettiva, un promemoria di denuncia relativo alle guerre contro i civili, alla dissoluzione della Ex Jugoslavia, al ruolo dei pacifisti e dell&#8217;Onu dal 1990 al 1999. Il libro si prefigge l&#8217;obiettivo di far diventare realtà l’utopia dell’abolizione della guerra: &#8220;fuori la guerra dalla storia&#8221;, la chimera della risoluzione pacifica e nonviolenta dei conflitti. La guerra in Ex Jugoslavia ha segnato, nella storia contemporanea, un diluvio di violenza contro i civili, in anni di terrore, morte, rovine e indicibili crudeltà nel cuore dell&#8217;Europa. Questo conflitto è stato etnico, confessionale, civile, imperialista e di aggressione, con centinaia di migliaia di profughi che fuggivano dai teatri del massacro, dove sempre si recita il macabro spettacolo inscenato dai signori della guerra. Le responsabilità del nazionalismo estremo, separatista e intriso di militarismo, in cui il ruolo dell&#8217;Onu mostrava i propri limiti, in una sostanziale inadeguatezza, in una storia complessa e intricata, nella deriva verso la violenza, vedranno una bolgia di bandiere sotto cui si sono uniti trafficanti di armi, mafiosi locali e internazionali, criminali comuni, fanatici religiosi, generali sanguinari, militaristi e guerrafondai di ogni sorta. Il tarlo del nazionalismo ha aperto brecce nella società jugoslava, abituata, nel corso della storia, alla convivenza pacifica tra popoli intrecciati, mescolati e meticciati, causando l&#8217;assedio di Sarajevo, città simbolo di convivenza, che diviene al contrario emblema della tragedia jugoslava. Il genocidio di Srebrenica vede gli orrori e la ferocia di una guerra in cui l&#8217;Onu ha abdicato al suo ruolo risolutivo contro il dilagare dell&#8217;immane conflitto. Ma, in risposta a tutto questo, l&#8217;impegno del volontariato e del mondo del pacifismo italiano nel dramma jugoslavo fu multiforme, con numerose iniziative, gemellaggi, supporti e aiuti umanitari, progetti attivati, organismi impegnati, azioni di promozione del dialogo tra belligeranti e di solidarietà per i diritti umani, con il sostegno agli sfollati e la riunione di famiglie divise dai fronti, al fine di scardinare il perverso e terrificante meccanismo di odio e distruzione. La Milano, capitale della Resistenza, chiese che cessassero i bombardamenti, di cui le prime vittime sono le incolpevoli popolazioni civili di Belgrado e di tutte le città serbe. Un appello contro i bombardamenti venne lanciato anche da Marzabotto. Da alcuni organismi e personalità furono depositate alle procure denunce per il Presidente del Consiglio D&#8217;Alema, per violazione dell&#8217;articolo 11 della Costituzione, con l&#8217;adesione del celebre prete di strada Don Andrea Gallo. Tino Casali, Presidente dell&#8217;ANPI provinciale di Milano e del Comitato Antifascista, illustrò il documento per la grandiosa manifestazione del 16 aprile del 1999, che invocò ancora trattative, per la risoluzione della tragica crisi del Kosovo, per far cessare i massacri di carattere etnico, i bombardamenti e l&#8217;esodo dei profughi. Innumerevoli furono gli appelli e le prese di posizione anche di grandi nomi della cultura tra cui Dario Fo, Don Luigi Ciotti e il regista Salvatores. Da non dimenticare, infine, la marcia Perugia-Assisi straordinaria del 16 maggio 1999, contro i bombardamenti Nato e contro Milosevic. Le Nazioni Unite sono nate per eliminare il flagello dei conflitti armati dall&#8217;umanità. Nella guerra jugoslava, si è voluto relegare l&#8217;Onu, da parte della NATO, ad un ruolo marginale, esautorandolo, cercando la sua copertura, per far accettare all&#8217;opinione pubblica interessi inconfessabili e decisioni prese dall&#8217;alto, dai poteri forti, dalle multinazionali e bisognosi di legittimazione. Proprio i pacifisti sono stati sostenitori convinti della necessità di un rafforzamento dell&#8217;Onu, perché l&#8217;appello di Albert Einstein necessita di camminare su idee concrete: &#8220;La guerra non si può umanizzare, bisogna soltanto abolirla&#8221;.</p>
<p>Ed i pacifisti oggi stanno discutendo su come riprendere iniziative contro la NATO che abbiano impostazione europeista e respiro almeno europeo, non quindi limitato all&#8217;ambito nazionale.</p>
<p>La NATO andrebbe sciolta in quanto antagonistica con la prospettiva di un mondo pacifico: contrasta con lo Statuto dell’ONU ed è foriera di aggressioni e di guerre, ben ci ricorda il libro di Francesco Pugliese. La NATO è un blocco militare (e militaristico), retaggio &#8220;fossile&#8221; della guerra fredda incompatibile con l’unità politica dell’Europa. Poiché vogliamo un&#8217;altra Europa, promotrice di un mondo pacifico, &#8220;in cui prevalga il diritto di tutti e non il privilegio di pochi&#8221;, ecco che come europei dobbiamo organizzarci per sciogliere la NATO la quale non ha alcun senso sopravviva al Patto di Varsavia. In questo contesto, come italiani, possiamo decidere di uscire (chiudendo le basi USA sul nostro territorio), ma come contributo ad uno sbocco europeo da perseguire, non certo disinteressandoci dei destini del resto dell’Europa.</p>
<p>La &#8220;sinistra&#8221; dei valori e dei contenuti è quella che, maturata anche nel pacifismo in ex Jugoslavia, dice: &#8220;Prima gli esseri umani&#8221; e non &#8220;Prima gli italiani (o i padani, o i francesi, o quanto altro): prima l&#8217;eguaglianza da strappare ad una oligarchia economica e politica &#8220;globalizzata&#8221; che ci vuole rendere tutti oppressi e manipolati, prima i diritti umani fondamentali, tra i quali quello a sopravvivere in un mondo libero dalla minaccia nucleare; prima la libertà e la liberazione delle donne e la valorizzazione di tutte le &#8220;minoranze&#8221; e le diversità che, messe insieme, fanno la stragrande maggioranza; prima il rispetto dell&#8217;unico ecosistema che abbiamo e di cui dobbiamo porci come custodi per il senso delle generazioni passate e la speranza delle generazioni future. Questi contenuti e questi valori sono già sentiti ed approvati confusamente dalla maggioranza delle donne e degli uomini di questo Pianeta. Spetta a noi organizzarli e dare ad essi rappresentanza unitaria ed intelligenza strategica e politica, procedendo lungo il cammino nonviolento sul quale già avanzavano i pacifisti che Francesco Pugliese racconta e documenta nel loro impegno contro la guerra della NATO in ex Jugoslavia.</p>
<p>Note:<br />
su ILDialogo.org:<br />
<a href="http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1432137429.htm">http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1432137429.htm</a></p>
<p>su PRESSENZA &#8211; International Press Agency:<br />
<a href="http://www.pressenza.com/it/2015/05/carovane-per-sarajevo/">http://www.pressenza.com/it/2015/05/carovane-per-sarajevo/</a></p>
<p>su LiberoLibro:<br />
<a href="http://www.liberolibro.it/in-libreria-carovane-per-sarajevo-di-francesco-pugliese/">http://www.liberolibro.it/in-libreria-carovane-per-sarajevo-di-francesco-pugliese/</a>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1367"> (35)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/05/30/carovane-per-sarajevo-libro-di-francesco-pugliese/">Carovane per Sarajevo &#8211; Libro di Francesco Pugliese</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2015/05/30/carovane-per-sarajevo-libro-di-francesco-pugliese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mosaico di Pace &#8211; Esigete! Un disarmo nucleare totale</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/03/10/mosaico-di-pace-esigete-un-disarmo-nucleare-totale/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2015/03/10/mosaico-di-pace-esigete-un-disarmo-nucleare-totale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 18:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lauratussi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Marescotti]]></category>
		<category><![CDATA[Alfonso Navarra]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Pizzinato]]></category>
		<category><![CDATA[Disarmo]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Cracolici]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Tussi]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Agostinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Milanese]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Peacelink]]></category>
		<category><![CDATA[Stephane Hessel]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://p=800#u=3202</guid>
		<description><![CDATA[<p>MOSAICO di PACE &#8211; Marzo 2015: Recensione al Libro postumo di Stéphane Hessel e Albert Jacquard, in esclusiva per l&#39;Italia Mosaico di Pace &#8211; Esigete! Un disarmo nucleare totale Con Alessandro Marescotti per Mosaico di Pace, contro ogni &#34;Olocausto ambientale&#34; Per un disarmo nucleare totale, contro ogni &#34;Olocausto ambientale&#34; Stéphane Hessel, Albert Jacquard &#8211; ESIGETE! [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/03/10/mosaico-di-pace-esigete-un-disarmo-nucleare-totale/">Mosaico di Pace &#8211; Esigete! Un disarmo nucleare totale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	MOSAICO di PACE &#8211; Marzo 2015: Recensione al Libro postumo di Stéphane Hessel e Albert Jacquard, in esclusiva per l&#39;Italia<br />
	<strong>Mosaico di Pace &#8211; Esigete! Un disarmo nucleare totale</strong><br />
	Con Alessandro Marescotti per Mosaico di Pace, contro ogni &quot;Olocausto ambientale&quot;</p>
<p>	Per un disarmo nucleare totale, contro ogni &quot;Olocausto ambientale&quot;</p>
<p>
	<strong>Stéphane Hesse</strong>l, <strong>Albert Jacquard</strong> &#8211; ESIGETE! Un disarmo nucleare totale, EDIESSE 2014</p>
<p>
	A cura di <strong>Mario Agostinelli</strong>, <strong>Luigi Mosca</strong>, <strong>Alfonso Navarra</strong></p>
<p>
	Presentazione di <strong>Emanuele Patti</strong></p>
<p>
	Prefazione di <strong>Antonio Pizzinato</strong></p>
<p>
	Recensione di <a href="http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437"><strong>Laura Tussi </strong></a>e <strong>Fabrizio Cracolici</strong> &#8211; ANPI Nova Milanese, Progetto &ldquo;Per Non Dimenticare&rdquo;</p>
<p>
	L&rsquo;ultimo appello dei partigiani Stéphane Hessel e Albert Jacquard: &ldquo;Esigete! un disarmo nucleare totale&rdquo;&nbsp; riguarda, ad avviso di chi scrive, il problema più importante ed urgente che l&rsquo;intera umanità deve risolvere: liberarsi dalla minaccia atomica che può condurre, nella logica spietata di meccanismi incontrollabili, ad una guerra persino per caso e/o per errore. Esso è contenuto nel pamphlet dal titolo omonimo appena edito da EDIESSE in esclusiva per l&rsquo;Italia, a cura di Mario Agostinelli e Alfonso Navarra e tradotto dallo scienziato italo-francese Luigi Mosca. Sono da ricordare anche le presentazioni di Emanuele Patti, Presidente dell&#39;ARCI di Milano e di Antonio Pizzinato, Presidente Onorario dell&#39;Associazione Nazionale Partigiani d&#39;Italia ANPI. Il volumetto cita il contributo del Progetto &ldquo;Per non dimenticare&rdquo; delle città di Nova Milanese e Bolzano (sito istituzionale: lageredeportazione.org): da tempo collaboriamo infatti con le organizzazioni sponsor dell&rsquo;iniziativa editoriale: Energia Felice, ARCI, ANPI, FIOM, Fermiamo chi scherza col fuoco atomico. Insieme ci stiamo impegnando per coinvolgere l&#39;intera ANPI italiana e quindi l&#39;intero schieramento democratico, per il cambiamento, sul &ldquo;cammino della nonviolenza che dobbiamo imparare a percorrere&rdquo;, come appunto Stéphane Hessel titola un paragrafo del suo precedente celebre trattato e best sellers &ldquo;Indignatevi!&rdquo;. Questa indicazione per il ricorso alla forza dell&#39;unità popolare, appunto la nonviolenza, da parte del Partigiano e Padre Costituente Stéphane Hessel è un monito decisivo per far tesoro dell&#39;imprescindibile appello alla pace di Albert Einstein: &ldquo; l&#39;umanità deve distruggere gli armamenti, prima che gli armamenti distruggano l&#39;umanità&rdquo;. Sostanzialmente, due importanti filoni culturali animano il libello che anche noi di &ldquo;Per non dimenticare&rdquo; stiamo diffondendo in cooperazione con le organizzazioni citate. In primis, l&#39;argomento sostanziale è il disarmo nucleare, ossia l&#39;assoluto imperativo, innanzitutto umanistico, ancor prima che umanitario: infatti la denuclearizzazione dal basso, attuata tramite i referendum e l&#39;attivismo nonviolento, deve responsabilizzare tutti ad una cultura di disarmo, di antimilitarismo, di obiezione di coscienza alle spese militari e nucleari, per una svolta nonviolenta della Storia. Altro punto essenziale è la &ldquo;predicazione&rdquo; di un nuovo antifascismo che &ldquo;impara a percorrere il cammino della nonviolenza&rdquo; e attua il programma della &ldquo;Resistenza Europea&rdquo; per contrastare lo strapotere dei mercati dell&#39;alta finanza, all&#39;insegna del dogma neoliberista e ipercapitalista. &ldquo;Esigete!&rdquo; è fondamentalmente uno strumento culturale per sensibilizzare la società civile sui valori fondanti dell&#39;Antifascismo e della Democrazia.</p>
<p>
	Stéphane Hessel rappresenta un ponte tra memoria antifascista e speranza di futuro, perché fu Partigiano, Deportato a Buchenwald, Padre Costituente della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, e inoltre i suoi scritti ispirano il movimento Occupy Wall Street e fu Presidente della Commissione Internazionale Bertrand Russell per la Palestina. Stéphane Hessel si rivolge alle generazioni presenti e future per una nuova Resistenza e per una Rinascita europea e mondiale finalizzata ad un nuovo processo di Liberazione dalla tirannia del capitalismo finanziario e neoliberista. L&#39;Autore prospetta l&#39;attualità del programma della Resistenza che nel 1945 prevedeva &ldquo;l&#39;evizione dei grandi gruppi di potere economico e finanziario dal controllo dell&#39;economia&rdquo;, per l&#39;attuazione di un orizzonte ecologista e pacifista che rifondi un&#39;utopia concreta, nel collegamento tra memoria storica e prospettiva di futuro, dove &ldquo;il cammino della nonviolenza&rdquo; non significa passività e codardia, ma cooperazione ed interdipendenza tra tutti i popoli sui diritti umani, come base di un&#39;autentica sicurezza, fondata sul concetto di pace, che impedisca la corsa agli armamenti nucleari. La nonviolenza non è passività, ma è unità popolare; è una forza che può reinterpretare il motto &ldquo;proletari di tutti paesi unitevi&rdquo;, per disarticolare la catena di controllo del sistema di potere e per agire in modo preventivo, anche rispetto all&#39;anticipazione dei meccanismi bellici, al controllo e alla prevenzione dei conflitti armati, ossia al fine di orientare l&#39;impegno per la messa al bando delle armi nucleari, perché la corsa folle agli armamenti è un crimine contro l&#39;umanità. Il nucleare ha mietuto vittime con Hiroshima, Nagasaki e i molti test delle bombe e la radioattività continua a produrre morte. La questione nucleare, nonostante vari referendum, vittoriosi nel nostro Paese, non è definitivamente chiusa, perché il contesto europeo è ancora favorevole ai reattori a fissione ed è sempre attuale la connessione tra nucleare civile e militare in un mondo che continua la corsa sfrenata al riarmo e al perfezionamento tecnologico degli armamenti. Dunque gli Autori, Stéphane Hessel e Albert Jacquard, uniscono le loro voci per fare appello al disarmo nucleare totale, basandosi su un inventario dell&#39;&rdquo;Osservatorio degli armamenti nel mondo&rdquo;. Un obiettivo politico a portata di mano che può scaturire dalla mobilitazione di base, nutrita da consapevolezza a livello individuale e collettivo, è reso possibile dal fatto che, a partire dalla Conferenza di Oslo (marzo 2013) proseguita con il più recente incontro di Nayarit (febbraio 2014), da parte di 125 Stati, con adesioni crescenti, è stato avviato, rispetto a quello &ldquo;storico&rdquo; delle sessioni del Trattato di Non Proliferazione, un nuovo percorso internazionale &ldquo;umanitario&rdquo; per giungere a un trattato di interdizione totale delle armi nucleari. Questo accordo ripone l&#39;avvenire dell&#39;umanità non nella competizione di tutti contro tutti, ma nell&#39;emulazione di alti ideali di pace, nella cooperazione ed interdipendenza tra i popoli. Dunque, parafrasando il monito e il testamento di Stéphane Hessel alle nuove generazioni, noi tutti &ldquo;Esigiamo! un disarmo nucleare totale&rdquo; e siamo forse ad un passo per conseguirlo. Non manchiamo questa occasione storica!</p>
<p>
	Note:<br />
	su PRESSENZA &#8211; International Press Agency:<br />
	<a href="http://www.pressenza.com/it/2015/03/esigete-un-disarmo-nucleare-totale/">http://www.pressenza.com/it/2015/03/esigete-un-disarmo-nucleare-totale/</a></p>
<p>
	su EDIESSE:<br />
	<a href="http://www.ediesseonline.it/press/12170/mosaico-di-pace-1-marzo-15">http://www.ediesseonline.it/press/12170/mosaico-di-pace-1-marzo-15</a></p>
<p>
	<a href="http://www.peacelink.it/pace/docs/4817.pdf">Mosaico di Pace &#8211; Esigete! Un disarmo nucleare totale</a> (742 Kb &#8211; Formato pdf)</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1344"> (38)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2015/03/10/mosaico-di-pace-esigete-un-disarmo-nucleare-totale/">Mosaico di Pace &#8211; Esigete! Un disarmo nucleare totale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2015/03/10/mosaico-di-pace-esigete-un-disarmo-nucleare-totale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PEACELINK INTERVISTA VIRGINIO BETTINI</title>
		<link>https://www.libera.tv/2014/10/08/peacelink-intervista-virginio-bettini/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2014/10/08/peacelink-intervista-virginio-bettini/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2014 20:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lauratussi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Marescotti]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Tussi]]></category>
		<category><![CDATA[Peacelink]]></category>
		<category><![CDATA[Seveso]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[Virginio Bettini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://p=723#u=3202</guid>
		<description><![CDATA[<p>PEACELINK INTERVISTA VIRGINIO BETTINI INTERVISTA a cura di: Alessandro Marescotti (Presidente PeaceLink) e Laura Tussi (Redazione PeaceLink) Virginio Bettini, già docente di Analisi e Valutazione Ambientale e di Ecologia del paesaggio presso l&#39;Università IUAV di Venezia dal 1971 al 2012, ora pensionato. Una vita spesa nell&#39;impegno e nell&#39;attivismo ecopacifista negli anni &#39;70, in collaborazione con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2014/10/08/peacelink-intervista-virginio-bettini/">PEACELINK INTERVISTA VIRGINIO BETTINI</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<strong>PEACELINK INTERVISTA VIRGINIO BETTINI</strong></p>
<p>
	<strong>INTERVISTA a cura di:</strong></p>
<p>
	<strong>Alessandro Marescotti (Presidente PeaceLink) e</strong></p>
<p>
	<strong>Laura Tussi (Redazione PeaceLink)</strong></p>
<p>
	Virginio Bettini, già docente di Analisi e Valutazione Ambientale e di Ecologia del paesaggio presso l&#39;Università IUAV di Venezia dal 1971 al 2012, ora pensionato. Una vita spesa nell&#39;impegno e nell&#39;attivismo ecopacifista negli anni &#39;70, in collaborazione con Barry Commoner della Washington University di St. Luois, Missouri e della New York University, Larry Canter della Oklahoma State University di Norman e Leonard Ortolano della Stanford University.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>1-Come ti sei avvicinato all&#39;ecologia? Che tipo di esperienze hai fatto da ragazzo per capire che l&#39;ecologia era strategica per la politica?</strong></p>
<p>
	All&#39;ecologia mi sono avvicinato da ragazzo nel confrontarmi con la situazione ambientale del paese in cui sono nato ed in cui ho vissuto per tutta la mia giovinezza, Nova Milanese, ai margini dell&#39;area metropolitana milanese.</p>
<p>
	I fondamenti dell&#39;ecologia del paesaggio della pianura mi sono stati indicati da mio nonno Biagio, il quale mi conduceva per la campagna, segnalandomi il significato delle aree agricole diversificate tra colture di grano, mais, prati, risaie, filari di gelsi con una forte presenza di canalizzazioni provenienti dal Canale Villoresi.</p>
<p>
	Un approccio che si è ulteriormente approfondito nel corso delle vacanze liceali, quando lavoravo come manovale presso la Cava Spizzi, dalla quale si estraeva materiale per le nuove costruzioni e la nuova urbanizzazione e sul cui utilizzo non vi era alcuna indicazione di tipo programmatico e pianificatorio.</p>
<p>
	Mi chiedevo in continuazione come i cambiamenti in corso non tenessero conto delle continue violazioni a carico del paesaggio e le ragioni per cui non esistesse alcun intervento politico in merito.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>2-Che studi hai fatto e che percorso politico hai seguito?</strong></p>
<p>
	Il mio primo pensiero da bambino era stato quello di fare il sacerdote, di andare a prete insomma. Sono stato per 3 anni, dalla quinta elementare alla seconda media nel preseminario di Masnago (Varese), comprendendo che non era quella la mia vocazione. Dalla terza media alla prima liceo classico sono stato educato al Collegio Ballerini di Seregno, passando poi al Liceo Statale Cesare Beccaria di Milano.</p>
<p>
	Nel frattempo il mio interesse si era rivolto alla medicina. Volevo diventare medico per poter lavorare nei paesi del terzo mondo ed affrontare le problematiche sanitarie delle popolazioni sottosviluppate, ma anche questo sogno svanì nel momento in cui mi resi conto che la medicina mi interessava in quanto l&#39;uomo era molto condizionato dall&#39;ambiente in cui viveva e che forse la qualità ambientale doveva avere la precedenza sulla qualità sanitaria.</p>
<p>
	Per caso, grazie ad un mio amore del momento, assistetti ad una lezione di Lucio Gambi, il grande geografo. Ne fui fulminato. Mi laureai con lui in geografia umana, con una tesi sul Parco di Monza e le sue trasformazioni, diventando suo assistente e tenendo il corso di ecologia umana e del paesaggio alla Università Statale di Milano.</p>
<p>
	Nel frattempo il mio percorso politico era diventato quello del partito socialista.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>3-Ci sono episodi particolarmente importanti che hanno cambiato il tuo modo di vedere il mondo e che hanno segnato le tue scelte?</strong></p>
<p>
	Episodi importanti non ve ne sono stati. L&#39;incidente di Seveso sarebbe avvenuto più tardi&#8230;.Sono stato segnato dalla verifica del quotidiano, dai molti viaggi per l&#39;Italia, l&#39;Europa e le Repubbliche Socialiste, tra il il 1961 ed il 1967</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>4-Come hai conosciuto Barry Commoner?</strong></p>
<p>
	Ho conosciuto Barry grazie al fatto di averlo incontrato nel corso di un Seminario negli States nel 1970, nel corso del quale egli accennò al suo testo da poco pubblicato &quot;The closing circle&quot;. Un vero testo di ecologia umana che traducemmo in italiano per Garzanti (Il cerchio da chiudere, 1972), dopo che, con lo stesso editore, nel 1971, era stato pubblicato il testo di Max Nicholson, &ldquo;La rivoluzione ambientale&rdquo;, cui avevo aggiunto una breve appendice dal titolo &quot;La rivoluzione ambientale in Italia&quot; (p.263-264). Max Nicholson era allora una delle autorità mondiali in campo ecologico.</p>
<p>
	Il testo di Commoner ottennne il premio Cervia Ambiente nel 1973.</p>
<p>
	Con Barry Commoner pubblicammo, da Feltrinelli (1976), &ldquo;Ecologia e lotte sociali. Ambiente, popolazione, inquinamento&rdquo;, un testo che aveva una specifica appendice su Seveso.</p>
<p>
	Sempre da Garzanti fu pubblicato, nel 1980,&nbsp; lo splendido libro di Barry Commoner, &ldquo;La politica dell&#39;energia&rdquo;. L&#39;unica strategia possibile per sopravvivere all&#39;attuale crisi del petrolio ed a quella futura dell&#39;uranio, al quale fu aggiunta un&#39;appendice, firmata da me e da Giorgio Nebbia, dal titolo &ldquo;Nessuna politica energetica in Italia&rdquo;.</p>
<p>
	La nostra conoscenza personale, la nostra amicizia e solidarietà su questi temi si rafforzò nel corso di congressi ed a seguito dell&#39;incidente di Seveso.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>5-Quale influenza ha avuto sulla tua formazione?</strong></p>
<p>
	Sono stato commoneriano per il resto della vita.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>6-&quot;Ecologia e lotte sociali. Ambiente, popolazione, inquinamento&quot; edito da Feltrinelli (1976), un manuale di storia ecopacifista e di denuncia di eventi inquinanti clamorosi che ledono la salute delle persone, come nel caso di Seveso. Vuoi parlarne?</strong></p>
<p>
	Potrei forse aggiornarlo, per ora preferisco che, chi ancora non l&#39;abbia letto, lo legga presto e ci faccia le proprie considerazioni in rapporto a molti eventi successi dopo il 1976.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>7-Come si rapporta il disastro ambientale provocato dall&#39;Icmesa di Seveso con il caso Ilva di Taranto?</strong></p>
<p>
	Non ho mai comparato i due eventi, anche perché, dal punto di vista della struttura, della localizzazione e della situazione urbanistica non si può certo parlare di una comparazione possibile. Sono indubbiamente due fatti significativi che dovrebbero molto insegnare alle popolazioni che sono interessate da simili impianti in tutto il paese.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>8-Tu sei uno dei fondatori in Italia dell&#39;ecopensiero. Quali altri compagni di viaggio hai avuto?</strong></p>
<p>
	Il mio vero, unico compagno di viaggio è stato Giorgio Nebbia, chimico, professore di merceologia all&#39;Università di Bari.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>9- Allora tu eri marxista. Lo sei ancora?</strong></p>
<p>
	Sì, lo sono ancora&#8230;</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>10-Con Commoner siete stati in Vietnam, per quale motivo?</strong></p>
<p>
	Volevamo semplicemente far capire quale fosse il disastro ambientale dovuto ad una guerra che aveva riempito di diossina gran parte del territorio vietnamita&#8230;</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>Note:</strong></p>
<p>
	<br />
	<strong>Chi è Virginio Bettini?<br />
	Breve &ldquo;curriculum vitae&rdquo; di un celebre Ambientalista.</strong></p>
<p>
	Virginio Bettini, nato a Nova Milanese il 29-06-1942, ha avuto una formazione universitaria da geografo-ecologo.<br />
	Assistente di Lucio Gambi presso l&rsquo;Istituto di Geografia Umana dell&rsquo;Università degli Studi di Milano dal 1967 al 1971.<br />
	Dal 1971, chiamato da Giovanni Astengo, fondatore della Facoltà di Pianificazione del Territorio dell&rsquo;Università di Architettura di Venezia (IUAV), ha insegnato ecologia, analisi e valutazione ambientale ed ecologia del paesaggio fino al 1&deg; novembre 2012.<br />
	Dal 1972 al 1974 ha anche insegnato igiene ambientale presso la Facoltà di Architettura dell&rsquo;Università di Firenze.<br />
	A conclusione di ogni anno di corso, ha portato gli studenti a confrontarsi, sul territorio, con le problematiche ambientali ed urbanistiche dei nuovi progetti.<br />
	Allievo di Barry Commoner, professore della Washington University di St. Louis del Missouri e della New York University, ha curato l&rsquo;edizione italiana di alcuni suoi testi, tra i quali: &ldquo;Il cerchio da chiudere&rdquo; (Garzanti, 1972), &ldquo;La politica dell&rsquo;energia&rdquo; (Garzanti,1980), &ldquo;Far pace col pianeta&rdquo; (Garzanti, 1990). Con lui ha scritto &ldquo;Ecologia e lotte sociali&rdquo; (Feltrinelli, 1976).<br />
	Negli oltre 40 anni di ricerca si è occupato:<br />
	-delle problematiche ambientali dell&rsquo;energia elettrica da carbone, con particolare riferimento alle centrali di Gioia Tauro (Bettini V., Campeol G., Riparo A., Una centrale senza pianificazione, Casa del Libro, Reggio Calabria, 1984), Brindisi e Ravenna, pubblicando il testo &ldquo;Borotalco nero&rdquo;, Franco Angeli, 1984,<br />
	-di analisi ambientale (L&rsquo;analisi ambientale, CLUP, Milano 1990)<br />
	-della scelta dei siti per la localizzazione di centrali nucleari, pubblicando: Contro il nucleare, Feltrinelli, 1977; Siti impossibili, Feltrinelli, 1981; Scorie, l&rsquo;irrisolto nucleare, UTET Libreria, 2006; Il nucleare impossibile, UTET Libreria, 2009<br />
	-di ecologia urbana (Elementi di ecologia urbana, Einaudi, 1996; Ecologia urbana, l&rsquo;uomo e la città, UTET Libreria, 2004)<br />
	-di valutazione dell&rsquo;impatto ambientale (Bettini et Al., Il bilancio d&rsquo;impatto ambientale, CLUP-CLUED, 1984; L&rsquo;analisi ambientale, CLUP, 1990; Bettini V., Canter L., Ortolano L., Ecologia dell&rsquo;impatto ambientale, UTET Libreria, 2000)<br />
	-di ecologia del paesaggio (Bettini V., Marotta L., Tosi S.S.,La ViaFrancigenain Italia, alla ricerca del paesaggio, Ediciclo editore, 2011)<br />
	-dei progetti relativi all&rsquo;alta velocità (TAV, i perché del NO, UTET, 2006)<br />
	A partire dagli anni &rsquo;70 è stato membro di commissioni italiane ed internazionali sulla valutazione di impatto ambientale di piani e progetti.<br />
	Tra i primi ricercatori italiani a far parte della IAIA (International Association for Impact Assessment) ha affrontato il tema della burocratizzazione delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica, sostenendo la necessità che la popolazione interessata partecipasse alle decisioni in merito ai nuovi progetti in ambito territoriale.<br />
	Parlamentare europeo, eletto nella lista dei verdi arcobaleno per l&rsquo;Europa dal 1989 al 1994.<br />
	In 15 anni di seminari e di ricerca sul campo con gli studenti, fra il 2000 ed il2014, haproposto le vie storiche europee come tracciato di unità paesistica ed ambientale, oltre che culturale e religiosa.<br />
	Giornalista pubblicista, ha collaborato, su temi ambientali, con testate nazionali, con Rai Tre e conla Radiodella Svizzera Italiana.<br />
	Ha diretto il mensile scientifico &ldquo;Ecologia&rdquo; e la rivista &ldquo;Acqua, aria, ecologia&rdquo;<br />
	Membro, dal gennaio 2013, dell&rsquo;Osservatorio Regionale Ambiente Salute della Regione Liguria in merito ai progetti relativi alla centrale Tirreno Power di Vado Ligure-Quiliano (provincia di Savona).<br />
	Membro, dal 2013, dell&rsquo;Osservatorio Nazionale CCN sullo stoccaggio/smaltimento delle scorie nucleari prodotte dalle centrali ora dismesse.&nbsp;</p>
<p>
	su PeaceLink &#8211; Telematica per la Pace:</p>
<p>
	<a href="http://www.peacelink.it/pace/a/40745.html">http://www.peacelink.it/pace/a/40745.html</a></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1270"> (173)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2014/10/08/peacelink-intervista-virginio-bettini/">PEACELINK INTERVISTA VIRGINIO BETTINI</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2014/10/08/peacelink-intervista-virginio-bettini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; stato lanciato l’appello collettivo “Esigiamo il disarmo nucleare totale”</title>
		<link>https://www.libera.tv/2014/10/07/e-stato-lanciato-lappello-collettivo-esigiamo-il-disarmo-nucleare-totale/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2014/10/07/e-stato-lanciato-lappello-collettivo-esigiamo-il-disarmo-nucleare-totale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2014 19:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lauratussi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Marescotti]]></category>
		<category><![CDATA[Disarmo]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Tussi]]></category>
		<category><![CDATA[Peacelink]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://p=721#u=3202</guid>
		<description><![CDATA[<p>Comunicato Stampa E&#39; stato lanciato l&#8217;appello collettivo &#8220;Esigiamo il disarmo nucleare totale&#8221; Associazione PeaceLink Esigiamo il disarmo nucleare totale &#8211; Appello A cura di Alessandro Marescotti &#8211; Presidente PeaceLink Laura Tussi &#8211; PeaceLink Nell&#39;appello si legge: &#34;Noi, sottoscritti, avendo preso atto delle conclusioni della conferenza di Nayarit (Messico), in previsione del nuovo appuntamento lungo lo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2014/10/07/e-stato-lanciato-lappello-collettivo-esigiamo-il-disarmo-nucleare-totale/">E&#8217; stato lanciato l’appello collettivo “Esigiamo il disarmo nucleare totale”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	Comunicato Stampa<br />
	E&#39; stato lanciato l&rsquo;appello collettivo &ldquo;Esigiamo il disarmo nucleare totale&rdquo;<br />
	Associazione PeaceLink<br />
	Esigiamo il disarmo nucleare totale &#8211; Appello</p>
<p>
	<strong>A cura di</strong></p>
<p>
	<strong>Alessandro Marescotti &#8211; Presidente PeaceLink</strong></p>
<p>
	<strong>Laura Tussi &#8211; PeaceLink</strong></p>
<p>
	Nell&#39;appello si legge:</p>
<p>
	&quot;Noi, sottoscritti, avendo preso atto delle conclusioni della conferenza di Nayarit (Messico), in previsione del nuovo appuntamento lungo lo stesso percorso &quot;umanitario&quot; previsto in Austria per l&rsquo;8 e il 9 dicembre 2014, lanciamo al governo italiano un appello per la prosecuzione coerente dell&rsquo;impegno e della lotta per la messa al bando delle armi nucleari. Appello questo che raggiunge e sostiene quello internazionale della più vasta campagna ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons)&quot;.</p>
<p>
	L&#39;appello lo si può sottoscrivere andando all&#39;indirizzo Internet:&nbsp;</p>
<p>
	<a href="http://www.petizioni24.com/esigiamo">http://www.petizioni24.com/esigiamo</a></p>
<p>
	E&#39; promosso da vari enti ed associazioni, nonché da personalità impegnate da molti anni sul terreno della denuclearizzazione.</p>
<p>
	A chi ritiene remota la possibilità di una guerra nucleare, l&#39;appello fa presente che esiste la possibilità anche di un errore dei software militari:</p>
<p>
	&quot;L&#39;olocausto nucleare definitivo potrebbe essere scatenato da calcoli politici folli, ma persino per errore o per caso, sapendo che circa 2000 di queste bombe sono in stato permanente di massima allerta, montate su dei missili pronti a essere lanciati nel giro di 15 minuti, e tenuto anche conto dei fallibili software di comando, controllo e comunicazione&quot;.</p>
<p>
	L&#39;appello si collega alla pubblicazione e alla diffusione del libro &ldquo;Esigete! Un disarmo nucleare totale&rdquo;, di Stéphane Hessel e Albert Jacquard, due grandi personalità pacifiste scomparse da poco.</p>
<p>
	Il libro di Hessel e Jacquard è l&#39;occasione per rilanciare anche in Italia l&#39;iniziativa antinucleare che ha come focus la Campagna Internazionale per l&#39;abolizione delle armi nucleari. L&#39;appuntamento fondamentale di tale Campagna è Vienna (dicembre 2014); e come percorsi di supporto, altre importanti campagne ad essa collegate: Mediterraneo e Medio Oriente denuclearizzati, No alle atomiche USA in Italia, attuazione del referendum vinto nel 2011.</p>
<p>
	Ormai giunti al terzo anniversario della catastrofe di Fukushima, piuttosto che prevenire e trarre insegnamento dagli eventi, nel nostro Paese si ammodernano le B61, bombe atomiche statunitensi, nelle basi USA di Ghedi e Aviano e si acquistano e perfezionano gli F35, aerei militari atti al trasporto delle bombe nucleari.</p>
<p>
	Collegandosi al pamphlet di Stéphane Hessel e Albert Jacquard dal titolo emblematico &ldquo;Esigete! un disarmo nucleare totale&rdquo;, che costituisce un manifesto mondiale per il disarmo nucleare, l&#39;appello online vuole sollecitare l&#39;attenzione dell&#39;opinione pubblica all&#39;abolizione del nucleare militare per cercare e praticare democrazia e pace e per difendere l&#39;ecosistema e gli spazi che tutti noi abbiamo l&#39;obbligo di difendere e proteggere e non di distruggere.</p>
<p>
	La nostra speranza è che l&rsquo; attivismo e l&#39;impegno per il disarmo nucleare totale e per la denuclearizzazione siano al primo posto negli ideali dei giovani, affinché la guerra esca per sempre dalla Storia. La presenza dello smisurato arsenale nucleare nel mondo è certamente il più grave pericolo per la sopravvivenza dell&#39;umanità, perché arma di annientamento e sterminio, creata dall&#39;uomo stesso: la sua eliminazione è dunque il compito prioritario, è una lotta civile umanistica ancora prima che umanitaria, perché implica l&#39;alto ideale della tutela della specie umana, del pianeta e dell&#39;ecosistema in cui viviamo e soprattutto del futuro dell&rsquo;umanità.</p>
<p>
	Note:<br />
	su ILDialogo.org:<br />
	<a href="http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/noguerra/DisarmoAtomico_1410370538.htm">http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/noguerra/DisarmoAtomico_1410370538.htm</a></p>
<p>
	ESIGIAMO IL DISARMO NUCLEARE TOTALE:<br />
	<a href="http://www.peacelink.it/pace/a/40293.html">http://www.peacelink.it/pace/a/40293.html</a></p>
<p>
	su PRESSENZA &#8211; International Press Agency:<br />
	<a href="http://www.pressenza.com/it/2014/09/appello-collettivo-esigiamo-disarmo-nucleare-totale/">http://www.pressenza.com/it/2014/09/appello-collettivo-esigiamo-disarmo-nucleare-totale/</a></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1268"> (4)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2014/10/07/e-stato-lanciato-lappello-collettivo-esigiamo-il-disarmo-nucleare-totale/">E&#8217; stato lanciato l’appello collettivo “Esigiamo il disarmo nucleare totale”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2014/10/07/e-stato-lanciato-lappello-collettivo-esigiamo-il-disarmo-nucleare-totale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alessandro Marescotti: recensione a</title>
		<link>https://www.libera.tv/2013/11/30/alessandro-marescotti-recensione-a/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2013/11/30/alessandro-marescotti-recensione-a/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2013 11:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lauratussi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Marescotti]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Cracolici]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Tussi]]></category>
		<category><![CDATA[Peacelink]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://p=604#u=3202</guid>
		<description><![CDATA[<p>UN RACCONTO DI VITA PARTIGIANA &#160;di Fabrizio Cracolici, Laura Tussi &#34;Il ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo&#34; Fonte : &#160;http://www.peacelink.it/pace/a/39016.html Recensione di Alessandro Marescotti Edizioni Mimesis, Milano-Udine, 2012 www.mimesisedizioni.it Questo libro raccoglie la testimonianza di vita di Emilio Bacio Capuzzo, protagonista della lotta contro il nazifascismo nel milanese. La narrazione individuale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2013/11/30/alessandro-marescotti-recensione-a/">Alessandro Marescotti: recensione a</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>
	<strong>UN RACCONTO DI VITA PARTIGIANA</strong></h1>
<p>
	<b>&nbsp;di Fabrizio Cracolici, Laura Tussi</b></p>
<p>
	<b>&quot;Il ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo&quot;<u5:p></u5:p></b></p>
<hr />
<p>
	Fonte : <a href="http://www.peacelink.it/pace/a/39016.html">&nbsp;http://www.peacelink.it/pace/a/39016.html</a></p>
<p>
	<u5:p></u5:p></p>
<p>
	<b>Recensione di Alessandro Marescotti</b><u5:p></u5:p></p>
<p>
	<b>Edizioni Mimesis, Milano-Udine, 2012</b><u5:p></u5:p></p>
<p>
	<a href="http://www.mimesisedizioni.it" moz-do-not-send="true"><b>www.mimesisedizioni.it</b></a><u5:p></u5:p></p>
<p style="text-align: justify;">
	Questo libro raccoglie la testimonianza di vita di Emilio Bacio Capuzzo, protagonista della lotta contro il nazifascismo nel milanese. La narrazione individuale è collocata nell&#39;ambito della storia complessiva della Resistenza Italiana, a cui il libro dedica ampio spazio ricostruendo prima il periodo dell&#39;antifascismo dalle origini all&#39;8 settembre 1943 e poi la sequenza delle stragi nazifasciste dal 1943 al 1945. Siamo quindi in presenza di un libro di ampio respiro, molto dettagliato, dal taglio per certi aspetti storico-didattico. E infatti rientra nel progetto &quot;Per non dimenticare&quot; che è promosso dai due autori: Fabrizio Cracolici e Laura Tussi. Il primo è presidente dell&#39;ANPI di Nova Milanese (MB). Laura Tussi è invece docente, giornalista e scrittrice di libri di pedagogia interculturale, tra cui l&rsquo;ultimo &ldquo;Educazione e Pace. Dalla Shoah al dialogo interculturale&rdquo;, edito anch&rsquo;esso da MIMESIS. Il progetto in questi anni ha coinvolto molte persone e associazioni, dando vita a diversi incontri. Il libro rende conto di tale percorso e nella parte finale raccoglie varie testimonianze, prima fra tutti quella di Moni Ovadia, finalizzate a porre attenzione sulla attualità della Resistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">
	<u5:p></u5:p></p>
<p style="text-align: justify;">
	La parte più toccante del libro è proprio quella sulla storia del partigiano Emilio Bacio Capuzzo, nato in provincia di Padova nel 1926 e trasferitosi a Nova Milanese nel 1938. Figlio di un operaio socialista che non aveva voluto fare la tessera al Partito Fascista, Emilio Bacio Capuzzo si aggregò nel 1944 ai GAP, i gruppi partigiani, dopo una esperienza di lavoro in fabbrica. Conosce anche la deportazione nel lager di Bolzano. La sua è stata una vita difficile, avventurosa, e questo libro serve a comprendere e a testimoniare come la storia dell&#39;Italia sia stata cambiata proprio da persone determinate e coerenti come lui. E&#39; giusto dedicare a queste persone un libro, in modo che anche i giovani oggi sappiano che cambiare la storia è possibile, anche con il sacrificio personale.<u5:p></u5:p></p>
<p style="text-align: justify;">
	Laura Tussi, nella sua prefazione, evidenzia &quot;l&#39;attualità dei valori sociali e dei diritti civili e umani di cui occorre continuamente fare memoria&quot; e offre della Resistenza una chiave di lettura soprattutto morale e pedagogica, in modo da aprirla alle nuove forme di resistenza, che oggi sono quelle &#8211; sottolinea &#8211; della lotta alle mafie, alle guerre, all&#39;intolleranza.<u5:p></u5:p></p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">
	Alessandro Marescotti &#8211; Presidente di PeaceLink, telematica per la Pace.<u5:p></u5:p></p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.peacelink.it" moz-do-not-send="true">www.peacelink.it</a><u5:p></u5:p></p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="mailto:a.marescotti@peacelink.it" moz-do-not-send="true">a.marescotti@peacelink.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1144"> (10)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2013/11/30/alessandro-marescotti-recensione-a/">Alessandro Marescotti: recensione a</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2013/11/30/alessandro-marescotti-recensione-a/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alessandro Marescotti: Recensione a Educazione e Pace di Laura Tussi, MIMESIS Edizioni</title>
		<link>https://www.libera.tv/2013/11/30/alessandro-marescotti-recensione-a-educazione-e-pace-di-laura-tussi-mimesis-edizioni/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2013/11/30/alessandro-marescotti-recensione-a-educazione-e-pace-di-laura-tussi-mimesis-edizioni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2013 11:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[lauratussi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Marescotti]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Cracolici]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Tussi]]></category>
		<category><![CDATA[Peacelink]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://p=603#u=3202</guid>
		<description><![CDATA[<p>PEDAGOGIA DELLA PACE Recensione di Alessandro Marescotti &#160; http://www.peacelink.it/pace/a/39394.html Laura Tussi, Educazione e Pace. Dalla Shoah al Dialogo interculturale, MIMESIS, Sesto San Giovanni-Udine 2012 http://www.mimesisedizioni.it/ Pedagogia della pace: contro ogni razzismo Recensione di Alessandro Marescotti, Presidente Associazione PeaceLink- Telematica per la Pace, con sede a Taranto Ci sono almeno tre buoni motivi per fare educazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2013/11/30/alessandro-marescotti-recensione-a-educazione-e-pace-di-laura-tussi-mimesis-edizioni/">Alessandro Marescotti: Recensione a Educazione e Pace di Laura Tussi, MIMESIS Edizioni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;">
	<strong>PEDAGOGIA DELLA PACE</strong></h1>
<p>
	Recensione di Alessandro Marescotti</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.peacelink.it/pace/a/39394.html">http://www.peacelink.it/pace/a/39394.html</a></p>
<p style="text-align: justify;">
	Laura Tussi, <em><strong>Educazione e Pace. Dalla Shoah al Dialogo interculturale</strong></em>, MIMESIS, Sesto San Giovanni-Udine 2012</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.mimesisedizioni.it/">http://www.mimesisedizioni.it/</a></p>
<p style="text-align: justify;">
	<b>Pedagogia della pace: contro ogni razzismo</b></p>
<p style="text-align: justify;">
	Recensione di <b>Alessandro Marescotti</b>, Presidente Associazione PeaceLink- Telematica per la Pace, con sede a Taranto</p>
<p style="text-align: justify;">
	Ci sono almeno tre buoni motivi per fare educazione per la pace oggi, come propone il Libro di Laura Tussi</p>
<p style="text-align: justify;">
	Primo: fermare le guerre.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">
	Secondo: fermare il razzismo.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Terzo: fermare la violenza quotidiana nelle scuole.</p>
<p style="text-align: justify;">
	La nostra è un&#39;epoca di Resistenza. Tutto ciò che lavora contro la sopraffazione e l&#39;imbarbarimento sociale è di fatto costruzione della pedagogia della pace. &ldquo;Resistere&rdquo; è oggi lavorare per la destrutturazione dei pregiudizi e delle semplificazioni autoritarie. &ldquo;Resistere&rdquo; passa per la promozione di alternative alla violenza. &ldquo;Resistere&rdquo; è sperimentare una vita migliore in ambienti accoglienti di quotidianità semplici, sinceri e intelligenti. Abbiamo bisogno di resistere di fronte ad una marea montante di rozza e barbara intolleranza, basata sulla meschinità, sull&#39;egoismo e la protervia più sfacciata. Una protervia che si impara a scuola, a scuola di bullismo. O imparando a odiare gli immigrati, i diversi, le culture che con comprendiamo, quelle distanti, che parlano lingue e tradizioni a noi indecifrabili.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Abbiamo bisogno di essere tutti coinvolti in una pedagogia della vita quotidiana che ami la bellezza, l&#39;arte e la cultura. Che educhi alla complessità e alla pazienza, al dubbio e alla saggezza. Tutto questo è impegno contro la guerra come espressione di barbarie.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Oggi però la guerra fa leva non solo sui portatori di pregiudizi e di intolleranza. Stiamo assistendo ad una raffinata strategia che punta a conquistare un pubblico un tempo distante dal sangue e dalle armi.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Oggi la nuova frontiera è coinvolgere il cuore dei difensori dei diritti umani, fa leva sul ripudio dell&#39;ingiustizia e sull&#39;amore della libertà. E&#39; questo forse il più subdolo mezzo con cui la guerra punta a conquistare gli indignati, gli animi sensibili, che non tollerano le ingiustizie e che vorrebbero abbattere le dittature, magari con la &ldquo;guerra umanitaria&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Questo è il nuovo inganno con il quale l&#39;antico e forte sentimento di pace rischia di svanire per sempre.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">
	La violenza giusta e la guerra umanitaria irrompono e diventano sfida.</p>
<p style="text-align: justify;">
	E alla sfida della guerra bisogna rispondere oggi mettendo in campo l&#39;intelligenza, la saggezza e l&#39;esperienza storica.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Scriveva Voltaire: &quot;Il più grande dei crimini è la guerra; non vi è alcun aggressore che non dipinga questo misfatto con il pretesto della giustizia&quot;.</p>
<p style="text-align: justify;">
	A bene vedere, se mettiamo per un attimo da parte la brutale e insensata follia della violenza, ogni guerra ha avuto delle giustificazioni plausibili, dei ragionevoli pretesti, delle indiscutibili ragioni per agire subito e con fermezza. E&#39; a questa &quot;ragionevolezza della guerra&quot; che dobbiamo rispondere con intelligenza. Essa viaggia in parallelo con la ragionevolezza con cui respingiamo gli immigrati, e con altre ragionevoli ragioni che ci spingono ad essere &quot;ragionevolmente&quot; violenti. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">
	Il libro di Laura Tussi &#8211; che da tempo è impegnata sul terreno della pedagogia della pace &#8211; offre al mondo dell&#39;educazione e della scuola elementi di pregio per riflettere. La scuola è oggi minacciata nella sua funzione primaria educativa e deve fare i conti con la sua stessa sopravvivenza. Ma è questa situazione di disagio e tensione che dà agli educatori una ragione in più per farne il terreno privilegiato della speranza progettuale, dove far &ldquo;Resistere&rdquo;, con l&#39;educazione alla pace, un&#39;idea umana e motivante di futuro per le nuove generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
	Alessandro Marescotti</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="1143"> (18)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2013/11/30/alessandro-marescotti-recensione-a-educazione-e-pace-di-laura-tussi-mimesis-edizioni/">Alessandro Marescotti: Recensione a Educazione e Pace di Laura Tussi, MIMESIS Edizioni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.libera.tv/2013/11/30/alessandro-marescotti-recensione-a-educazione-e-pace-di-laura-tussi-mimesis-edizioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

 Served from: www.libera.tv @ 2026-10-16 03:37:42 by W3 Total Cache -->