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	<title>Libera Tv &#187; Cultura</title>
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	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Sep 2025 14:30:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sospensione attività Libera.Tv</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 08:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA&#8217; Amici di Libera.Tv, come è chiaro a tutti coloro che hanno incrociato la nostra esperienza la situazione della associazione LiberaRete e del progetto Libera.tv è critica. Da più di un anno il progetto è fermo. Abbiamo provato a realizzare un media libero ed al servizio delle lotte politiche e sociali. Per alcuni [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libera.tv/wp-content/uploads/2021/03/Libera.Tv_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48989" src="http://www.libera.tv/wp-content/uploads/2021/03/Libera.Tv_-300x255.jpg" alt="libera-tv" width="300" height="255" /></a></p>
<h1 style="text-align: justify;">SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA&#8217;</h1>
<div dir="auto">Amici di Libera.Tv,</div>
<div dir="auto">come è chiaro a tutti coloro che hanno incrociato la nostra esperienza la situazione della associazione LiberaRete e del progetto Libera.tv è critica.</div>
<div dir="auto">Da più di un anno il progetto è fermo.</div>
<div dir="auto">Abbiamo provato a realizzare un media libero ed al servizio delle lotte politiche e sociali. Per alcuni anni ci siamo quasi riusciti.</div>
<div dir="auto">Purtroppo la condizione generale della sinistra, e la condizione oggettiva dovuta alla pandemia, ci hanno messo in grave difficoltà.</div>
<div dir="auto">Per noi è ora indispensabile trarne le conseguenze.</div>
<div dir="auto">Nelle prossime settimane si riunirà l’Assemblea della Associazione LiberaRete.</div>
<div dir="auto">All’ordine del giorno ci sarà la conclusione del progetto Libera.Tv.</div>
<div dir="auto">Vi informeremo delle decisioni che verranno prese. Comunque faremo ogni sforzo per salvare l’archivio e la documentazione prodotta.</div>
<div dir="auto">Grazie per il sostegno che ci avete sempre dato e che è stato fondamentale per poter continuare.</div>
<div dir="auto">Non viviamo questo momento come una sconfitta ma come un passaggio necessario.</div>
<div dir="auto">La nostra esperienza è stata entusiasmante e ricca per noi ed utile a tantissimi altri.</div>
<div dir="auto">Speriamo che la storia di Libera.Tv possa essere di stimolo per altri e che si possa finalmente trovare la strada giusta per dare alla sinistra politica e sociale i mezzi di comunicazione fondamentali ad ogni progetto di cambiamento</div>
<p style="text-align: justify;">
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="48987"> (672)</p>
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		<title>25 APRILE : Torneremo a cantare insieme Bella Ciao</title>
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		<comments>https://www.libera.tv/2020/04/25/25-aprile-torneremo-a-cantare-insieme-bella-ciao/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 15:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete Lombardia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[25 Aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta di Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>25 APRILE 2020 &#8211; Torneremo a cantare insieme Bella Ciao La festa della Liberazione ai tempi del Coronavirus A cura di Alfredo Comito &#160; Nonostante i numerosi tentativi di riscrivere la Storia, di mutarne il senso trasformandola in Festa della Libertà anziché della Liberazione, nonostante il Coronavirus e il confinamento, il 25 Aprile resta un [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">25 APRILE 2020 &#8211; Torneremo a cantare insieme Bella Ciao</span></h1>
<h4>La festa della Liberazione ai tempi del Coronavirus</h4>
<p>A cura di Alfredo Comito</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2020/04/Bella-Ciao.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48952" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2020/04/Bella-Ciao-300x157.jpg" alt="Bella Ciao. 25 aprile 2020" width="300" height="157" /></a>Nonostante i numerosi tentativi di riscrivere la Storia, di mutarne il senso trasformandola in Festa della Libertà anziché della Liberazione, nonostante il Coronavirus e il confinamento, il 25 Aprile resta un giorno importante e vivo nella memoria popolare. Il giorno in cui si ricorda il sacrificio dei Partigiani che, lottando per la Libertà di tutti, hanno ridato dignità ad un Paese sconfitto e posto le basi della Democrazia con la Costituzione antifascista che assegna ai lavoratori la Sovranità. Non siamo ancora giunti ad essa, ma la storia ci ha insegnato che nessuna conquista è stata facile e immediata. Torneremo a cantare Bella Ciao e cantando riprenderemo il cammino che ci hanno indicato i Partigiani. W la Resistenza. Buon 25 Aprile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="48951"> (139)</p>
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		<title>VENEZUELA : Si apre il padiglione alla Biennale d&#8217;Arte a Venezia</title>
		<link>https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2019 09:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> L&#8217;ARTE VENEZUELANA VINCE L&#8217;EMBARGO Le difficoltà non fermano il Padiglione Venezuela alla Biennale d&#8217;Arte di Venezia Anche quest&#8217;anno, pur in ritardo a causa delle difficoltà determinate dall&#8217;embargo USA, è stato inaugurato il Padiglione Venezuela presso la Biennale d&#8217;Arte di Venezia.  L&#8217;evento ha visto la partecipazione del rappresentante del Governo bolivariano Ernesto Villegas Poljak &#8211; Ministro [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1> <span style="color: #0000ff;">L&#8217;ARTE VENEZUELANA VINCE L&#8217;EMBARGO</span></h1>
<h4><span style="color: #ff0000;">Le difficoltà non fermano il Padiglione Venezuela alla Biennale d&#8217;Arte di Venezia</span></h4>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9254.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48719" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9254-200x300.jpg" alt="Padiglione Venezuela Biennale 2019" width="200" height="300" /></a>Anche quest&#8217;anno, pur in ritardo a causa delle difficoltà determinate dall&#8217;embargo USA, è stato inaugurato il Padiglione Venezuela presso la Biennale d&#8217;Arte di Venezia.  L&#8217;evento ha visto la partecipazione del rappresentante del Governo bolivariano <strong>Ernesto Villegas Poljak</strong> &#8211; Ministro del Poder Popular para la Cultura, del Curatore della mostra Oscar Sotillo Meneses e di tre dei quattro artisti che espongono le loro opere: <strong>Natalie Rocha</strong>, <strong>Ricardo García</strong> e <strong>Gabriel López</strong> ( mentre <strong>Nelson Rangel</strong> non ha potuto essere presente). Tutti costoro hanno sottolineato l&#8217;importanza per il loro paese di essere presenti in un luogo, la Biennale, che consente il confronto ed il dialogo tra le culture di tutto il mondo. L&#8217;Arte è un vicolo di pace e chiudere le porte all&#8217;arte è un crimine contro i popoli e la loro necessità di comunicare. Gli artisti venezuelano hanno voluto, con le loro significative opere, richiamare l&#8217;attenzione su temi fondamentali ed estremamente contemporanei come le migrazioni, la natura duale del linguaggio, la relazione tra l&#8217;uomo e le strutture di dominio che ne trasmutano la natura. Le opere esposte hanno colpito decisamente il folto pubblico che affollava il padiglione richiamati dalla curiosità di poter visitare ciò che pensavano chiuso. L&#8217;orgoglio degli organizzatori di poter essere più che degnamente presenti tra le altre nazioni del mondo in questo luogo così significativo è quindi comprensibile e giustificato. L&#8217;embargo economico imposto dagli USA al Venezuela al fine di far cadere il Presidente Maduro non ha raggiunto il proprio risultato in Patria e qui a Venezia. Solo il dialogo, il confronto, la pace può determinare quelle condizioni che possono davvero rendere possibile un cammino di speranza e di progresso.</p>
<hr />
<p>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9353/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9353-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 padiglione Venezuela 9" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9525/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9525-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 padiglione Venezuela 14" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9514/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9514-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 padiglione Venezuela 13" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9503/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9503-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 padiglione Venezuela 12" /></a>
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<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9378/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9378-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 padiglione Venezuela 10" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9225/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9225-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 padiglione Venezuela 7" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9203/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9203-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 padiglione Venezuela 6" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9200/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9200-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 padiglione Venezuela 5" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9192/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9192-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 padiglione Venezuela 4" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9184/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9184-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 padiglione Venezuela 3" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9164/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9164-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Padiglione Venezuela Biennale 2" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9335/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9335-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 padiglione Venezuela 8" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9154/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9154-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Biennale 2019 Venezuela" /></a>
<a href='https://www.libera.tv/2019/05/23/venezuela-padiglione-biennale-arte-venezia/_mg_9254/'><img width="150" height="150" src="https://www.libera.tv/wp-content/uploads/2019/05/MG_9254-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Padiglione Venezuela Biennale 2019" /></a>

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		<item>
		<title>ZENO:  Un nuovo circolo a Trieste dedicato a giovani e ragazzi</title>
		<link>https://www.libera.tv/2018/11/21/zeno-un-nuovo-circolo-a-trieste-dedicato-a-giovani-e-ragazzi/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 09:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Venier]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[Spazi Sociali]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Nasce Zeno, il nuovo spazio pubblico di Trieste che punta a migliorare la condizione giovanile in città Lanciata la campagna crowdfunding e di prestito sociale per far diventare Zeno una realtà &#160; Siamo giovani ragazze e ragazzi che vivono o hanno vissuto a Trieste. Abbiamo fondato un’associazione, Zeno, perché vogliamo costruire qualche ragione in [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h1><span style="color: #ff0000">Nasce Zeno, il nuovo spazio pubblico di Trieste che punta a migliorare la condizione giovanile in città</span></h1>
<h4><span style="color: #993300">Lanciata la campagna crowdfunding e di prestito sociale per far diventare Zeno una realtà</span></h4>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><em><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/12/1.jpg"><img class=" size-medium wp-image-48408 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/12/1-298x300.jpg" alt="Circolo Culturale Zeno" width="298" height="300" /></a></em><em>Siamo giovani ragazze e ragazzi che vivono o hanno vissuto a Trieste. Abbiamo fondato un’associazione, Zeno, perché vogliamo costruire qualche ragione in più per decidere di tornare o restare a Trieste, promuovendo occasioni di incontro e scambio culturale, di solidarietà e di immaginazione di una città diversa. </em></p>
<p style="text-align: justify">I ragazzi di Zeno si presentano mettendo subito in risalto <strong>una delle problematicità più sentite a Trieste: l’assenza di una dimensione adeguata ai giovani ed ai ragazzi</strong> che sempre più spesso per realizzarsi e crescere sono costretti ad abbandonare la loro città. Tutti i giovani triestini presto o tardi sentono inevitabilmente, almeno in parte, il senso di inadeguatezza della città rispetto alla necessità dettate dalla loro età: le prospettive lavorative sono quelle che sono, gli spazi sociali sono pochi e isolati e la città non riesce ad offrire le giuste opportunità alla generazione di domani. Colpa anche e soprattutto dell’insufficienza della proposta politica cittadina incapace di cogliere ed abbracciare le richieste e i bisogni dei giovani.</p>
<p style="text-align: justify">Di fronte a questo sentimento sempre più triestini lasciano la città alla ricerca di luoghi più ospitali e capaci di offrire migliori prospettive, ma altri invece decidono di restare e cercare di cambiare le cose nella loro città così come stanno cercando di fare i ragazzi di Zeno. I giovani hanno lanciato così <strong>una campagna crowdfunding per costruire un nuovo “spazio pubblico”, un circolo che possa diventare il cuore pulsante per cambiare le cose</strong>, promuovere iniziative culturali, dove poter bere in compagnia, ascoltare musica, o studiare e dare ripetizioni. Costruire insomma <strong>un luogo che possa in qualche modo rivitalizzare una città</strong> che anno dopo anno diventa sempre più inospitale alle giovani generazioni.</p>
<p style="text-align: justify">Zeno non è il primo circolo indirizzato ai giovani nato a Trieste in questi anni, le esperienze di Jlab e del Mol’d, sono due iniziative felici che contribuiscono a rendere meno desolante il panorama giovanile triestino e che rendono ancora più evidente come <strong>i giovani triestini sentano l’impellente necessità di costruirsi da sé dei luoghi di aggregazione visto che la politica cittadina non è in grado di offrirglieli</strong>. Ma un circolo come <strong>Zeno</strong> a Trieste ancora mancava e se ne sentiva la necessità perché, a differenza delle altre esperienze, <strong>punta infatti ad essere anche un organo politico che possa agire direttamente sulle problematiche della città e diventare così un vero e proprio megafono delle necessità e dei bisogni dei giovani triestini. </strong></p>
<p style="text-align: justify">È possibile partecipare attivamente alla nascita di Zeno partecipando alla campagna crowdfunding disponibile a questo link: <a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/zeno-il-nuovo-spazio-pubblico-di-trieste-1/">https://www.produzionidalbasso.com/project/zeno-il-nuovo-spazio-pubblico-di-trieste-1/</a> o tramite il prestito sociale se si ha intenzione di donare cifre più consistenti.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="48406"> (166)</p>
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		<title>Go Home &#8211; A Casa Loro, uno zombie movie che racconta la xenofobia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Nov 2018 14:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Venier]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Antirazzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Centri Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Emiliano Rubbi]]></category>
		<category><![CDATA[IMMIGRATI]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Luna Gualano]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il cinema di genere usato per denunciare il razzismo Neofascisti, Migranti e Zombie: Luna Gualano racconta l&#8217;Italia di oggi  in un horror politico Siamo nell’estate del 2016, è appena avvenuto l’omicidio di Fermo e la regista Luna Gualano sta viaggiando in macchina assieme allo sceneggiatore Emiliano Rubbi. D’un tratto lui si gira verso di lei: [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000"><span style="color: #993300">Il cinema di genere usato per denunciare il razzismo</span><br />
</span></h1>
<h4><span style="color: #003300">Neofascisti, Migranti e Zombie: Luna Gualano racconta l&#8217;Italia di oggi  in un horror politico</span></h4>
<hr />
<p><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/go-home.jpg"><img class=" wp-image-47951 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/go-home-212x300.jpg" alt="go home a casa loro" width="401" height="568" /></a></p>
<p>Siamo nell’estate del 2016, è appena avvenuto l’omicidio di Fermo e la regista<strong><a href="http://www.lunagualano.com/"> Luna Gualano</a></strong> sta viaggiando in macchina assieme allo sceneggiatore<strong> Emiliano Rubbi</strong>. D’un tratto lui si gira verso di lei: “<strong>Dovremmo fare uno zombie movie ambientato in un centro d’accoglienza</strong>.”, lei non crede alle sue orecchie, l’idea è forte, è una potenziale operazione insolita e coraggiosa all’interno del panorama cinematografico italiano: cinema di genere e zombie usati come metafora di un odio bieco e ottuso, quasi istintivo, che si propaga a grande velocità, come un virus, ed è talmente feroce da distruggere tutte le capacità raziocinanti di un individuo. Un odio capace di albergare all’interno di chiunque e che si batte per uscire allo scoperto quando, spinti dal resto della comunità zombesca, ci si trova davanti a qualcosa di nuovo ed apparentemente diverso, di troppo complicato e faticoso da comprendere approfonditamente.</p>
<p>I due si mettono subito al lavoro e già prima della fase di sceneggiatura cominciano a cercare i fondi e le risorse necessarie per realizzare il progetto. I primi aiuti arrivano da alcuni centr<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/go-homejhj.jpg"><img class="  wp-image-47966 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/go-homejhj-300x184.jpg" alt="a casa loro" width="481" height="295" /></a>i sociali (<strong>Intifada e Strike</strong>) che consentono anche di riprendere al loro interno e da questo momento in poi il progetto comincia a prendere realmente corpo: varie piccole case produttrici indipendenti (tra cui la stessa “<strong>La Zona</strong>”, fondata dai due co-autori) uniscono le forze e numerosi musicisti, tra cui <strong>Il Muro del Canto, i Train to Roots, Daniele Coccia e Piotta</strong> si prestano a collaborare alla colonna sonora insolitamente ricca per un film sugli zombie. Alla fine arrivano anche le ciliegine sulla torta: la locandina disegnata da <strong><a href="http://www.zerocalcare.it/">Zerocalcare</a></strong> e la campagna di crowdfunding a budget già raggiunto che regala un minimo di respiro in più al film.</p>
<p>Nasce anche l’idea di coinvolgere direttamente alcuni migranti che vivono realmente all’interno dei centri d’accoglienza e così durante la preproduzione viene lanciato anche un progetto collaterale:<strong> Il Ponte Sullo Schermo</strong> un laboratorio di videomaking, tenuto dalla stessa regista (e che continuerà ad esistere anche dopo l’uscita del film), indirizzato a vari richiedenti asilo ospiti in diverse strutture della capitale, all’interno del quale sono stati trovati e formati molti degli attori non professionisti che poi hanno realmente partecipato alle riprese.</p>
<p><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/Sidigohome.jpg"><img class="  wp-image-47953 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/Sidigohome-300x200.jpg" alt="go home" width="546" height="364" /></a>Due anni dopo quel viaggio in macchina l’impresa è compiuta e <strong>Go Home – A Casa Loro</strong>, si presenta alla <strong><a href="http://www.romacinemafest.it/">Festa Del Cinema Di Roma</a></strong>, nella sezione Alice nella Città, ed al<strong><a href="http://www.sciencefictionfestival.org/"> Trieste Science + Fiction Festival</a></strong> forte di una trama concreta e suggestiva: durante una manifestazione neofascista davanti ad un centro d’accoglienza scoppia un’invasione zombie ed Enrico, militante di estrema destra, si trova costretto a rifugiarsi all’interno della struttura ed a imparare a vivere insieme ai migranti. Gualano e Rubbi segretamente si auguravano di essere già datati al momento della loro uscita, speravano che l’ondata xenofoba durante il periodo di lavorazione si sarebbe sgonfiata, invece siamo arrivati al punto che è lo stesso governo italiano ad alimentarla con le sue azioni e così un film che fino a qualche anno fa saremmo andati a vedere incuriositi dalla trama diventa di colpo necessario e fondamentale per riflettere su noi stessi e sul nostro tempo.<a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/bannerfacebook-copia.jpg"><img class="  wp-image-47956 aligncenter" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/bannerfacebook-copia-300x116.jpg" alt="go home " width="808" height="312" /></a>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47949"> (169)</p>
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		<title>C&#8217;ERA UNA VOLTA LA GUERRA : va a teatro l&#8217;utopia concreta di Emergency</title>
		<link>https://www.libera.tv/2018/10/17/cera-una-volta-la-guerra-va-a-teatro-lutopia-concreta-di-emergency/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 17:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Venier]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Emergency]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>EMERGENCY : LA GUERRA PUO&#8217; SPARIRE Uno spettacolo teatrale per non rassegnarsi e dare corpo all&#8217;utopia Articolo di Pietro Venier Perchè &#8220;C&#8217;era una volta la guerra&#8221;? In un mondo giusto questa parola non può avere senso. Guerra è qualcosa di inconcepibile per chi guarda il mondo con gli occhi dell&#8217;umanità. Eppure la Guerra c&#8217;era e [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000000">EMERGENCY : LA GUERRA PUO&#8217; SPARIRE</span></h1>
<h4>Uno spettacolo teatrale per non rassegnarsi e dare corpo all&#8217;utopia</h4>
<p><em>Articolo di Pietro Venier</em></p>
<hr />
<p style="text-align: justify"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/10/Mario-Spallino-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48239" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/10/Mario-Spallino-3-300x199.jpg" alt="Mario Spallino" width="300" height="199" /></a>Perchè &#8220;C&#8217;era una volta la guerra&#8221;? In un mondo giusto questa parola non può avere senso. Guerra è qualcosa di inconcepibile per chi guarda il mondo con gli occhi dell&#8217;umanità. Eppure la Guerra c&#8217;era e c&#8217;è ancora. E&#8217; un meccanismo infernale che trova i suoi sacerdoti e le proprie pseudo ragioni. E&#8217; una malattia che distrugge l&#8217;umano in noi. Per incontrare questo mostro e sconfiggerlo possiamo approfittare del nuovo spettacolo che Emergency ha messo in scena. Sul palco l’attore <strong>Mario Spallino </strong>ci accompagna in un lungo monologo che dimostra come la guerra non sia affatto inevitabile. Lo dimostrano l&#8217;esempio di persone che hanno saputo opporsi alla sua logica spietata come fanno ogni giorno, in tutto il mondo, i volontari di Emergency. Queste persone vivono l&#8217;Utopia e la trasformano in Pace. Saper vedere oltre il conflitto l&#8217;umano che vive nel nemico è il passo fondamentale per rompere il meccanismo dell&#8217;odio che alimenta la Guerra. Spallino quindi dà corpo e voce a questi campioni della Pace e, con la regia e drammaturgia di <strong>Patrizia Pasqui, </strong>ci porta a cercare dentro noi stessi la forza per imitarli. Siamo a due minuti dall&#8217;apocalisse ma per fermarla non basta la paura ma serve la speranza in un mondo diverso, l&#8217;utopia di un mondo senza guerra.</p>
<div>
<hr />
</div>
<div>
<div>Con Mario Spallino</div>
<div>Drammaturgia e Regia Patrizia Pasqui</div>
<div>Musiche Guido Tongiorgi</div>
<div>Scenografia Andrea Coppi</div>
<div>Luci Nicolò Pozzerle</div>
<div>Produzione Emergency Ong Onlus</div>
</div>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="48235"> (150)</p>
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		</item>
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		<title>I FIGLI DELL&#8217;ISIS : Un documentario racconta il destino dei bambini dello Stato islamico</title>
		<link>https://www.libera.tv/2018/09/03/i-figli-dellisis-un-documentario-racconta-il-destino-dei-bambini-dello-stato-islamico/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2018 16:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Venier]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[IRAQ]]></category>
		<category><![CDATA[Isis]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>QUANDO FINISCE UNA GUERRA? L&#8217;Iraq dopo la sconfitta dell&#8217;ISIS Nel documentario &#8220;Isis, Tomorrow. The lost souls of mosul&#8221; presentato al Festival di Venezia si racconta la difficilissma condizione dei &#8220;Figli dell&#8217;ISIS&#8221;. Una generazione senza futuro. di Pietro Venier &#160; Andare oltre il confine. Il confine militare, politico, religioso che resta vivo anche dopo la sconfitta. [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #008000">QUANDO FINISCE UNA GUERRA? L&#8217;Iraq dopo la sconfitta dell&#8217;ISIS</span></h1>
<h4>Nel documentario &#8220;<strong>Isis, Tomorrow. The lost souls of mosul</strong>&#8221; presentato al Festival di Venezia si racconta la difficilissma condizione dei &#8220;Figli dell&#8217;ISIS&#8221;. Una generazione senza futuro.</h4>
<p>di Pietro Venier</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p class="first" style="text-align: justify"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/Bambini-isis-iraq.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47999 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/11/Bambini-isis-iraq-300x187.jpg" alt="Bambini isis iraq" width="300" height="187" /></a>Andare oltre il confine. Il confine militare, politico, religioso che resta vivo anche dopo la sconfitta. E&#8217; questa la sfida che <strong>Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi</strong> hanno voluto accettare con il loro straordinario documentario &#8220;<strong>Isis, Tomorrow. The lost souls of mosul</strong>&#8221; presentato fuori concorso al 75° Festival di Venezia. Attraverso i loro occhi possiamo quindi incontrare quelle vittime di cui nessuno vuole parlare. I figli dell&#8217;ISIS, quei bambini nati nello Stato islamico ed allevati per diventare combattenti di una guerra santa che oggi sembra perduta. Rinchiusi nelle tendopoli nel deserto dell&#8217;Iraq sono oggi forse la sfida più difficile perche non sia persa la pace dopo aver vinto la guerra. Quali colpe portano se non quelle di essere nati nel posto sbagliato nel momento sbagliato? Chi saprà parlare ai cuori ed alle menti di questi disperati ? Questo non lo sappiamo ma dopo aver visto con i nostri occhi gli occhi di questi bambini sappiamo che quegli occhi interrogano anche noi, le nostre coscienze, le nostre certezze. Passare il confine significa inoltrarsi in un terreno sconosciuto e pericoloso dove non esiste il bianco ed il nero, dove le soluzioni sono semplici e complesse insieme, dove serve uno sguardo profondo ed aperto per scoprire la speranza in mezzo alla disperazione. Questo hanno fatto gli autori del documentario consegnando a noi uno strumento straordinario per uscire dall&#8217;ipocrisia e misurarci con la cruda realtà della guerra e delle sue terribili conseguenze.</p>
<hr />
<div class="_2OvuK sc-dTLGrV iJcqvs">
<div class="_1dWiV" dir="auto">
<p style="text-align: justify">Il documentario è stato presentato ufficialmente il 30 Agosto in sala grande alla 75esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, in Selezione Ufficiale, Fuori Concorso.</p>
<p style="text-align: justify">Scritto e diretto da Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi, che ne hanno curato anche la fotografia, con il montaggio di Emanuele Svezia e Sara Zavarise e le musiche originali di Andrea Ciccarelli. È una produzione FremantleMedia Italia con Rai Cinema, in coproduzione con Wildside, in collaborazione con Cala Filmproduktion e Bayerischer Rundfunk con Arte, prodotto da Lorenzo Gangarossa e Gabriele Immirzi</p>
<hr />
<p style="text-align: justify">
</div>
</div>
<p style="text-align: justify">Da settembre partirà la tournée di proiezioni che sarà accompagnata dagli autori e da eventuali discussioni e dibattiti, grazie anche alla partnership con l&#8217;associazione <a class="_2u0z" href="https://www.facebook.com/unponteper/?eid=ARADugtLC2BDmDGI309fV5HzIO3fyD9OZQhqkBOREhROJoi_KAX76m0zhmSdFXr15cuEVeI4yoDkH-nH"><span class="_4yxo">Un Ponte Per&#8230;</span></a> Organizzazione Non Governativa attiva Italia e in Medio Oriente dal 1991 con programmi di cooperazione, campagne di sensibilizzazione, interventi di peacebuilding e assistenza umanitaria. In particolare in Iraq, oggi, opera nelle aree liberate dall’ISIS fornendo assistenza sanitaria e sostegno psico-sociale, ricostruendo strutture scolastiche e sanitarie, promuovendo la coesione sociale. A questo fine ha aperto cinque centri giovanili (Officine di Pace): spazi di aggregazione dove giovani iracheni, siriani e curdi possono praticare pace e convivenza. La distribuzione del documentario sosterrà l&#8217;apertura di uno di questi centri a Mosul.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify">Per info : <a href="http://www.zalab.org/projects/isis-tomorrow-the-lost-souls-of-mosul/" target="_blank">http://www.zalab.org/projects/isis-tomorrow-the-lost-souls-of-mosul/</a></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47998"> (177)</p>
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		<title>1968 &#8211; CINEMA : A VENEZIA SCOPPIA LA CONTESTAZIONE &#8211; Immagini storiche</title>
		<link>https://www.libera.tv/2018/06/01/1968-cinema-a-venezia-scoppia-la-contestazione-immagini-storiche/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 17:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Venier]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>IL FESTIVAL DEL CINEMA TRAVOLTO DALLA CONTESTAZIONE Cesare Zavattini portato via di peso delle forze dell&#8217;ordine Articolo di Pietro Venier Immagini del Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico &#160;  Il &#8217;68 italiano fu anche questo. La plateale contestazione del Festival del Cinema di Venezia. Le straordinarie immagini pubblicate dall&#8217;Archivio audiovisivo del movimento operaio e [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">IL FESTIVAL DEL CINEMA TRAVOLTO DALLA CONTESTAZIONE</span></h1>
<h4>Cesare Zavattini portato via di peso delle forze dell&#8217;ordine</h4>
<p><em>Articolo di Pietro Venier</em></p>
<p>Immagini del <a class="yt-simple-endpoint style-scope yt-formatted-string" href="https://www.youtube.com/channel/UCEazbZIwdyiELVBhj1RAWRA">Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico</a></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/06/Contestazioni-1968-venezia-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48294" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/06/Contestazioni-1968-venezia-2-300x194.jpg" alt="Contestazioni 1968 venezia 2" width="300" height="194" /></a>Il &#8217;68 italiano fu anche questo. La plateale contestazione del Festival del Cinema di Venezia. Le straordinarie immagini pubblicate dall&#8217;Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico ci restituiscono parte delle emozioni di allora. Gli studenti, come era già successo a Cannes durante il Maggio francese, contestarono il Festival accusato di avere mantenuto lo statuto fascista e di operare secondo logiche borghesi. <strong>Usciti dai cineforum degli anni &#8217;60 questi intellettuali contro il sistema volevano rivoluzionare anche i riti di quell&#8217;arte che tanto aveva contribuito alla diffusione delle idee che stavano esplodendo nel &#8217;68</strong>. Chiedevano l&#8217;autogestione del festival, la fine dei premi e l&#8217;accesso gratuito alle sale perchè “<em>E’ necessario strappare la maschera della Borghesia, anche con il pugnale della macchina da presa</em>” come disse allora Goffredo Fofi che divenne poi critico cinematografico. Con loro anche molti cineasti che misero in discussione la direzione di Luigi Chiarini tra loro Pasolini, Zavattini, Ferreri, Pontecorvo, Maselli, Gregoretti. <strong>Ne nacque la contestazione alla inaugurazione con un corteo per le calli e poi l&#8217;occupazione della sala Volpi dove cominciò una sorta di &#8220;controfestival&#8221;. La loro iniziativa però avrebbe trovato una risposta dura e repressiva</strong>. Cariche tra le calli di Venezia come mai se ne erano viste prima. Agguati dei fascisti ai contestatori che cercavano scampo dalla polizia e persino l&#8217;episodio, qui documentato, di Cesare Zavattini che viene portato via a peso dalla polizia. <strong>Non tutti seguirono i contestatori e lo stesso Pasolini si schierò duramente contro il boicottaggio delle proiezioni.</strong> Questo episodio di contestazione resterà, anche per questo, impresso nella memoria collettiva degli intellettuali italiani e cambierà per sempre la Mostra. Il &#8217;68 culturale riemerge anche da queste immagini recuperate che ci restituiscono un mondo in lotta capace di passione e visione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;
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		<title>TEATRO : Marilyn’blues, un inno alla vita contro l’indifferenza</title>
		<link>https://www.libera.tv/2018/05/16/teatro-marilynblues-un-inno-alla-vita-contro-lindifferenza/</link>
		<comments>https://www.libera.tv/2018/05/16/teatro-marilynblues-un-inno-alla-vita-contro-lindifferenza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 19:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iacopo Venier]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Marilyn’blues, un inno alla vita contro l’indifferenza Il monologo scritto e interpretato da Annamaria Bruni torna in scena lunedi prossimo, 21 maggio a Sarzana, Teatro degli Impavidi, per la rassegna SMASCHERA diretta da Toni Garbini. &#160; Intervista a cura di Iacopo Venier &#8211; direttore di Libera.tv Dopo il successo ottenuto al Teatro Ygramul di Roma [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #0000ff;">Marilyn’blues, un inno alla vita contro l’indifferenza</span></h1>
<p><em>Il monologo scritto e interpretato da Annamaria Bruni torna in scena lunedi prossimo, 21 maggio a Sarzana, Teatro degli Impavidi, per la rassegna SMASCHERA diretta da Toni Garbini.<br />
</em></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-47702" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/3-199x300.jpg" alt="Anna Maria Bruni " width="199" height="300" /></a>Intervista a cura di Iacopo Venier &#8211; direttore di Libera.tv</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo il successo ottenuto al Teatro Ygramul di Roma stai per portare di nuovo in scena questo  spettacolo. Nonostante hai precisato che questo è il 1° Studio, ci è sembrato effettivamente un lavoro che ha una sua completezza. C’è qualcosa che invece intendi sviluppare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ vero, ha una sua completezza, non si tratta quindi tanto di questo, quanto del fatto che essendo un testo con un linguaggio poetico, molto musicale, ho proposto a un amico pianista jazz di lavorarci insieme. Questo anche perché il jazz è un tema che “Marilyn’” attraversa, toccando questioni cruciali dell’epoca in cui è vissuta. Per quel che riguarda eventuali sviluppi invece ci sono elementi del testo che mi girano in testa e che sento il bisogno di sviluppare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali per esempio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Primo fra tutti lo stupro, e non solo quello realmente avvenuto, ma anche la violenza, seppure psicologica, perpetrata incessantemente da <em>major</em> e <em>media</em>, a cui fa da riscontro la libertà di essere e abbigliarsi come meglio si crede, senza che questo significhi “essere disponibili”, “essere consenzienti”. Un giudizio di cui la nostra cultura è intrisa, e che se per una certa fase il movimento femminista ha inibito, non è stato ancora cancellato. E sta tornando prepotentemente in auge, tant’è che anche i processi, ultimo quello di Firenze per lo stupro delle due studentesse americane da parte di due carabinieri, è costellato di domande orrende, per le quali sono sembrate sotto processo le due ragazze. Ricorda molto il “Processo per stupro” del 1979. E questo è tutto dire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma direi che il testo lo affronta…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si certo, ma qui mi premeva dare un quadro generale della vita e dell’epoca in cui Marilyn è vissuta, facendone emergere un profilo completamente diverso rispetto all’immagine patinata che siamo abituati a conoscere. E non perché sia disdicevole, anzi! (ride) piuttosto perché si è voluto relegarla ad un’immagine, mentre lei è stato molto di più. Lo stesso candore così “salutare”, come lo definisce Arthur Miller nella sua autobiografia, è spesso motivo di sottovalutazione di una persona e delle sue capacità, e la sua generosità è ignorata. Un altro tema che mi piacerebbe <a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/Anna-Maria-Bruni-3.jpg"><img class=" size-medium wp-image-47704 alignright" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2018/05/Anna-Maria-Bruni-3-201x300.jpg" alt="Anna Maria Bruni 3" width="201" height="300" /></a>approfondire, proprio per questi motivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di innocenza, l’ultima parte del tuo spettacolo, quell’inno alla vita di cui tu parli nelle note di regia, delinea immagini che rimandano ai migranti. E’ una scelta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, perché oggi sono gli ultimi degli ultimi, e sulle loro vite e sui loro corpi si giocano partite di potere e strumentalizzazioni intollerabili. Marilyn si specchia in queste immagini, e nel momento in cui ci dà gli elementi per capire perché ha potuto essere uccisa, noi capiamo che non parla solo di sé, non è più questo il punto. Il punto è come il potere tratta l’essere umano, e come massacra la vita. E questo diventa per lei quasi un appello, un’esortazione, perché torniamo a comprendere che prendere la vita nelle nostre mani è l’unica strada.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’unico modo per fare la Storia, dice…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì certo, quella in cui l’essere umano torna ad ascoltare la sua necessità di esprimersi pienamente, anche attraverso l’attenzione, la cura l’uno per l’altro, perché è questo a renderci invincibili. E lo dico attraverso una sua poesia, quasi un haiku. E una battuta de “Gli Spostati”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elementi tutti attuali e urgenti, sai già dove lo porterai dopo Sarzana?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non ancora, ci sono in ballo diverse opportunità, vedremo. Per ora, mi godo questa, accanto ad altri spettacoli perfettamente in tono con il nome della rassegna, e del teatro. Mi sembrano ottimi auspici per continuare a lavorare in questa direzione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47699"> (139)</p>
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		<title>CINEMANCHÌO : il cinema accessibile sbarca alla Festa del Cinema di Roma</title>
		<link>https://www.libera.tv/2017/10/26/cinemanchio-il-cinema-accessibile-sbarca-alla-festa-del-cinema-di-roma/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Oct 2017 15:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Venier]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>CINEMANCHÌO : alla Festa del Cinema di Roma i film diventano accessibili a tutti Le nuove tecnologie consentono finalmente la piena accessibilità del Cinema di Pietro Venier  Quest&#8217;anno Cinemanchìo è stato riconosciuto partner sociale della Festa del Cinema di Roma. Si tratta di un importantissimo riconoscimento. Il progetto ha un obiettivo semplice: consentire alle  persone [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><b><span style="color: #0000ff;">CINEMANCHÌO : alla Festa del Cinema di Roma i film diventano accessibili a tutti</span><br />
</b></h1>
<h4>Le nuove tecnologie consentono finalmente la piena accessibilità del Cinema</h4>
<p><em>di Pietro Venier</em></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/10/Cinamanchìo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-47185" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2017/10/Cinamanchìo-300x168.jpg" alt="Cinamanchìo" width="300" height="168" /></a><strong>Quest&#8217;anno Cinemanchìo è stato riconosciuto partner sociale della Festa del Cinema di Roma</strong>. Si tratta di un importantissimo riconoscimento.<strong> Il progetto ha un obiettivo semplice: consentire alle  persone cieche, ipovedenti, sorde, ipoudenti e persone con problemi nello spettro autistico di poter apprezzare pienamente i film che si proiettano nelle comuni sale cinematografiche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi ciò è possibile grazie a nuove tecnologie e sistemi di adattamento ambientale che non comportano quasi nessun investimento da parte dei gestori delle sale. Si tratta di <strong>semplici APP, da scaricare sui propri telefonini o tablet, che : &#8220;consentono a migliaia di persone con disabilità sensoriali e cognitive di partecipare all&#8217;esperienza culturale condividendola con la comunità.</strong>&#8221; Attraverso l&#8217;audiodescrizione, la sottotitolazione ed il Friendly Autism Screening si permette la piena fruizione del prodotto culturale rendendolo fonte di conoscenza e integrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra l&#8217;uovo di colombo ma nonostante l&#8217;apparente semplicità non è affatto facile far conoscere questa opportunità. <strong>Si tratta di far capire all&#8217;intera industria cinematografica non solo che è possibile ma che è assolutamente necessario rendere tutti i film accessibili</strong>. Le persone cieche e sorde vogliono, possono ed hanno soprattutto il diritto di poter accedere senza barriere ai contenuti culturali, cinema compreso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo da alcuni anni diverse associazioni che si occupano di accessibilità, anche dei contenuti culturali ( Torino + Cultura Accessibile Onlus, Consequenze, Blindsight Project Onlus e RED ) si sono unite nel progetto Cinemanchìo per dare vita ad una vera e propria campagna verso gli operatori del Cinema e verso il pubblico. Così, quest&#8217;anno, Cinemanchìo è stato già presente, con grande successo, alla Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia, al Torino Film Festival, al Film Festival LGBT. Inoltre, in collaborazione con Cinemanch&#8217;io, &#8220;La musica del Silenzio&#8221;, il Film su Andrea Boccelli, ha visto distribuita la sua versione accessibile in decine e decine di sale cinematografiche grazie anche al sostegno di questa organizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo queste esperienze positive l&#8217;appuntamento con la Festa del Cinema di Roma si preannuncia ancora più interessante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cinemanchìo nei prossimi giorni presenterà a Roma due film accessibili per le persone con disabilità sensoriale e cognitiva</strong>. Inoltre, dato forse ancora più significativo, <strong>nell&#8217;ambito della Rassegna “Alice nella città” verranno proiettati due cartoni animati con proiezioni Friendly Autism Screening  </strong>(il particolare adattamento ambientale che consente la visione ai bambini nello spettro autistico, in collaborazione con ANGSA).</p>
<p>Dal programma diffuso risulta che i due film con resa accessibile saranno:</p>
<ul>
<li><em><strong>Una questione privata</strong> (in concorso), di Paolo e Vittorio Taviani, in programma <strong>venerdì 27 ottobre alle 20.00</strong></em></li>
</ul>
<ul>
<li><em><strong>In un giorno la fine </strong>(Sezione Riflessi), di Daniele Misischia, in programma <strong>domenica 5 novembre alle 22.00</strong></em></li>
</ul>
<p>Inoltre i due cartoni animati della Rassegna “Alice in città” con proiezioni Friendly Autism Screening al Cinema Dei Piccoli di Villa Borghese saranno:</p>
<ul>
<li><em><strong>Pipì, Pupù, Rosmarina -Il Mistero delle Note Rapite</strong>, di Enzo D&#8217;Alò, in programma <strong>giovedì 2 novembre alle 18.00</strong></em></li>
</ul>
<ul>
<li><em><strong>Nut Job &#8211; Tutto Molto Divertente, </strong>di Cal Brunker, in programma <strong>sabato 4 novembre alle 11.00</strong></em></li>
</ul>
<p>Si tratta, come è evidente, di film molto importanti e già questo è il segno che qualcosa si sta muovendo nella giusta direzione. Per fare il punto della situazione sarà quindi organizzata una<strong> tavola rotonda </strong>dedicata al confronto tra il mondo del cinema e le tematiche dell’accessibilità  moderata da <strong>Stefano Pierpaoli</strong> &#8211; Coordinatore Cinemanchìo. All&#8221;incontro, che si terrà il <strong>martedì </strong><strong>31 ottobre alle 18.30 </strong>nello <em>Spazio Roma Film Commission, </em>interverranno:</p>
<ul>
<li><strong>Rita Borioni</strong> &#8211; Consigliera D&#8217;amministrazione Rai</li>
<li><strong>Roberto Pierpignani</strong> &#8211; Montatore (al festival con &#8220;Una Questione Privata&#8221; proiettato con resa accessibile proprio grazie a Cinemanchìo) e docente di cinematografia</li>
<li><strong>Alberto Simone</strong> &#8211; Regista, Associazione 100Autori</li>
<li><strong>Marco Asunis</strong> &#8211; Presidente FICC (Federazione Italiana Circoli del Cinema)</li>
<li><strong>Valeria Cotura</strong> &#8211; Associazione FIADDA Onlus</li>
<li><strong>Laura Raffaeli</strong> &#8211; Presidente Blindsight Project Onlus</li>
</ul>
<p>e con l&#8217;ulteriore partecipazione di:</p>
<ul>
<li><strong>Roberto Speziale</strong> &#8211; Presidente ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale)</li>
<li><strong>Benedetta De Martis</strong> &#8211; Presidente ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici)</li>
<li><strong>Francesco Fratta</strong> &#8211; UICI Onlus (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti)</li>
<li><strong>Antonio Cotura</strong> &#8211; FIADDA Onlus</li>
</ul>
<p>Insomma un programma molto inteso che può fare la differenza. La cultura è accessibile o non è.</p>
<hr />
<p>Per approfondimenti :</p>
<p><a href="http://www.cinemanchio.it/" target="_blank">http://www.cinemanchio.it/</a>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="47171"> (96)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2017/10/26/cinemanchio-il-cinema-accessibile-sbarca-alla-festa-del-cinema-di-roma/">CINEMANCHÌO : il cinema accessibile sbarca alla Festa del Cinema di Roma</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
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