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	<title>Libera Tv &#187; Agenda</title>
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	<description>La SocialWebTv delle idee, delle passioni, delle lotte</description>
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		<title>Sospensione attività Libera.Tv</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 08:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA&#8217; Amici di Libera.Tv, come è chiaro a tutti coloro che hanno incrociato la nostra esperienza la situazione della associazione LiberaRete e del progetto Libera.tv è critica. Da più di un anno il progetto è fermo. Abbiamo provato a realizzare un media libero ed al servizio delle lotte politiche e sociali. Per alcuni [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libera.tv/wp-content/uploads/2021/03/Libera.Tv_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-48989" src="http://www.libera.tv/wp-content/uploads/2021/03/Libera.Tv_-300x255.jpg" alt="libera-tv" width="300" height="255" /></a></p>
<h1 style="text-align: justify;">SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA&#8217;</h1>
<div dir="auto">Amici di Libera.Tv,</div>
<div dir="auto">come è chiaro a tutti coloro che hanno incrociato la nostra esperienza la situazione della associazione LiberaRete e del progetto Libera.tv è critica.</div>
<div dir="auto">Da più di un anno il progetto è fermo.</div>
<div dir="auto">Abbiamo provato a realizzare un media libero ed al servizio delle lotte politiche e sociali. Per alcuni anni ci siamo quasi riusciti.</div>
<div dir="auto">Purtroppo la condizione generale della sinistra, e la condizione oggettiva dovuta alla pandemia, ci hanno messo in grave difficoltà.</div>
<div dir="auto">Per noi è ora indispensabile trarne le conseguenze.</div>
<div dir="auto">Nelle prossime settimane si riunirà l’Assemblea della Associazione LiberaRete.</div>
<div dir="auto">All’ordine del giorno ci sarà la conclusione del progetto Libera.Tv.</div>
<div dir="auto">Vi informeremo delle decisioni che verranno prese. Comunque faremo ogni sforzo per salvare l’archivio e la documentazione prodotta.</div>
<div dir="auto">Grazie per il sostegno che ci avete sempre dato e che è stato fondamentale per poter continuare.</div>
<div dir="auto">Non viviamo questo momento come una sconfitta ma come un passaggio necessario.</div>
<div dir="auto">La nostra esperienza è stata entusiasmante e ricca per noi ed utile a tantissimi altri.</div>
<div dir="auto">Speriamo che la storia di Libera.Tv possa essere di stimolo per altri e che si possa finalmente trovare la strada giusta per dare alla sinistra politica e sociale i mezzi di comunicazione fondamentali ad ogni progetto di cambiamento</div>
<p style="text-align: justify;">
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="48987"> (672)</p>
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		<title>ROMA NON SI SVENDE : Manifestazione 19 marzo</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/03/16/roma-non-si-svende-manifestazione-19-marzo/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 10:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Maria Bruni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Brancaccio]]></category>
		<category><![CDATA[Privatizzazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>ROMA NON SI SVENDE Appello per una mobilitazione cittadina per il 19 Marzo ed a seguire un articolo di Francesco Brancaccio Libera.Tv seguirà l&#8217;evento Da mesi un nuovo equilibrio si è stabilito a Roma. Un equilibrio che supera le istituzioni democratiche e applica attraverso la gestione prefettizia le ricette decise dal governo Renzi e dall’Europa. [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">ROMA NON SI SVENDE</span></h1>
<h4 style="text-align: justify;"><span class="_fbReactionComponent__eventDetailsContent fsl"> Appello per una mobilitazione cittadina per il 19 Marzo</span> ed a seguire un articolo di Francesco Brancaccio</h4>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Libera.Tv seguirà l&#8217;evento</span></h3>
<hr />
<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/ROMANONSIVENDE2-300x300.jpg"><img class=" size-full wp-image-43626 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/ROMANONSIVENDE2-300x300.jpg" alt="Roma non si vende Banner 300x300" width="300" height="300" /></a></span></h1>
<p style="text-align: justify;">Da mesi un nuovo equilibrio si è stabilito a Roma. Un equilibrio che supera le istituzioni democratiche e applica attraverso la gestione prefettizia le ricette decise dal governo Renzi e dall’Europa. Il Dup (Documento unico di Programmazione) firmato da Tronca è un concentrato di queste misure: imposizione di tagli lineari, privatizzazione dei servizi, alienazione del patrimonio pubblico sacrificando sull’altare del debito di Roma Capitale i beni, gli spazi e i servizi pubblici della città. Un documento che lascia pochi margini di manovra a chi si candida a governare Roma e poche speranze ai romani sempre più privati di servizi essenziali<span class="text_exposed_show">.</span><span id="more-315"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Dup rappresenta bene la gabbia di una città incastrata fra una politica istituzionale clientelare e corrotta incarnata dalle giunte degli ultimi anni, e la trappola dell’obbedienza cieca al patto di stabilità. Una gabbia che non lascia spazio alla democrazia, ma che al contrario traduce la fase di eccezionalità, iniziata con Gabrielli a seguito dello scandalo di Mafia Capitale, in fase di normalizzazione dell’era Tronca. Il risultato è una città governata da un gruppo di prefetti i quali, protetti dalla loro veste di “tecnici”, hanno il compito di applicare il principio di austerità senza se e senza ma, sancendo la priorità dei vincoli di bilancio rispetto alla garanzia dei diritti</p>
<h1 style="text-align: justify;"></h1>
<p style="text-align: justify;">fondamentali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’imposizione incondizionata di sacrifici imposti ai lavoratori ed alle lavoratrici delle aziende partecipate di Roma Capitale con il conseguente blocco della contrattazione, le minacce di inutili privatizzazioni con contestuale licenziamento di migliaia di lavoratori precari come nel caso di educatrici, maestre, lavoratori dell’accoglienza e dei canili comunali, il lavoro notturno non più retribuito, la negazione sia del riconoscimento della clausola di salvaguardia sociale che l’accesso alla cassa integrazione sono gli esempi più lampanti della pericolosa precipitazione della gestione Tronca. Tutti ciò mentre nello stesso DUP si certifica una carenza di personale pari ad 8.000 unità e gli organi di stampa conducono una campagna denigratoria nei confronti dei lavoratori capitolini, ATAC ed AMA in primis, tacciandoli di “fannullaggine”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma siamo certi che la città sia d’accordo con questa linea? E’ davvero inevitabile sacrificare servizi e diritti conquistati in anni di lotte, per gettare qualche moneta nel pozzo nero del debito di Roma? E questo debito, siamo sicuri sia davvero un dogma intoccabile? Tante realtà diverse si stanno ponendo le stesse domande, alcune di queste si incrociano e si confrontano, altre non si conoscono ma scoprono di parlare la stessa lingua.</p>
<p style="text-align: justify;">Le centinaia di sfratti per morosità incolpevole, le minacce di sgomberi per spazi romani, che colpiscono non solo centri sociali e le occupazioni abitative, ma associazioni, coworking, comitati, e tante altre micro-realtà, stanno suscitando una risposta che passa per partecipatissime assemblee, come quella ad Esc a fine gennaio, e come le ultime riunioni cittadine a casale Falchetti. Da questi momenti di confronto è sempre più forte l’esigenza di mettersi su un piano della discussione globale, che sia in grado di leggere la complessità della sempre più drammatica situazione che la città di Roma soffre.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo bene che gli attacchi ricevuti sono in totale continuità con i processi attivi sulla metropoli e, per questo, crediamo sia necessario imporre una svolta al pericoloso tentativo di “riscrittura” della nostra città. Una svolta che vede negli sgomberi e nei tagli dei servizi due facce della stessa medaglia. Una svolta che riguarda tutte e tutti: da chi fa politica attiva nei territori, a chi semplicemente si muove con i mezzi pubblici o manda i propri figli ai nidi comunali.</p>
<p style="text-align: justify;">In assenza totale di spazi di democrazia, il rischio di essere schiacciati da un “tallone di ferro” che impone la finanziarizzazione della metropoli è una questione che deve essere affrontata collettivamente. C’è bisogno di una risposta cittadina, ampia e partecipata, che possa aprire nuovi spazi decisionali e nuovi conflitti, contro la cappa prefettizia e giubilare e che dica chiaramente che #RomaNonSiVende. Tronca deve essere bloccato e l’emendamento del DUP e del bilancio di previsione di fine Marzo ribaltato. E’, a nostro avviso, necessaria una risposta visibile, che sfili nelle strade della capitale con tutte e tutti coloro che vogliono una Roma diversa, mentre Tronca e i suoi tecnici scorrono i tasti sulla calcolatrice della vendita delle nostre vite.</p>
<p style="text-align: justify;">Coscienti che un percorso di questa portata ha bisogno di ulteriori momenti di confronto dove auspichiamo continuino a convogliare le tante realtà in lotta che fanno di Roma una città che non si arrenderà facilmente all’arroganza della finanza e delle politiche economiche europee ed internazionali; per un percorso che non sia tra “addetti ai lavori”, ma nel quale ogni cittadino si senta coinvolto, per un percorso partecipato, espansivo e, soprattutto in divenire, promuoviamo tutti insieme gli spazi sociali, il sindacalismo di base e conflittuale, i movimenti per il diritto all’abitare, le cooperative sociali, le realtà dei lavoratori autorganizzati, i comitati di quartiere una manifestazione cittadina per il 19 Marzo. Perché non vogliamo farci s-Troncare, ma vogliamo vivere in una città in cui fioriscano i diritti!</p>
<p style="text-align: justify;">Il Dup S-Tronca Roma, stronchiamo il DUP insieme</p>
<p style="text-align: justify;">#RomaNonSiVende</p>
<hr />
<h1 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Roma tra politica e police</span></h1>
<h3 style="text-align: justify;">19 Marzo #romanonsivende</h3>
<h3 style="text-align: justify;">di Francesco Brancaccio</h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/Roma-non-si-vende-2.jpg"><img class="alignleft wp-image-43623 size-medium" title="Roma non si vende " src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/03/Roma-non-si-vende-2-300x168.jpg" alt="Roma non si vende " width="300" height="168" /></a>Roma è una città sull’orlo del fallimento. Come gli Stati, anche le città possono fallire. Non certo a causa di coloro che le abitano, e che le trasformano. Le cause vanno rinvenute altrove, in alto e non in basso: il malgoverno, la corruzione del sistema dei partiti, le compatibilità imposte dalle tecnocrazie di Bruxelles. I due elementi – la corruzione politica e le politiche di austerità – sono fortemente intrecciati, e ci dimostrano che il progetto neoliberale, specie nella variante sud-europea, scende tranquillamente a compromessi con il «capitale-mafia» – l’inchiesta di «mafia-capitale» ha toccato solo una parte di questo enorme agglomerato di interessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo commissariale non rappresenta certo una via di uscita da questa situazione. E neanche una parentesi temporale, o l’eccezione che conferma la regola. Al contrario, riprendendo il filosofo Jacques Rancière, il governo commissariale segna il passaggio dalla politique alla police. La figura della polizia va intesa nel senso più ampio del termine, come il segno di una radicale mutazione. La police ci presenta la politica, e l’amministrazione, come istanze immediatamente esecutive. Questa mutazione l’abbiamo vista agire prima a livello dei governi nazionali, e ora prova ad imporsi sulle città.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci viene detto che non c’è più spazio, e non c’è più tempo, per la decisione dei molti e per le tradizionali forme della partecipazione politica. L’amministrazione diventa il luogo dell’emanazione ed esecuzione di atti, provvedimenti e decisioni sottratte alla sfera democratica. Non stiamo perciò vivendo una fase eccezioniale, che si chiuderà con il ripristino dello status quo. Quella odierna, è una sperimentazione che guarda al futuro, e che fornisce precise istruzioni a chi verrà dopo le elezioni. Il presunto volto anonimo dell’amministrazione esprime un preciso paradigma di gestione della città. Fuor di metafora, si sta facendo tesoro del collasso dei servizi essenziali e della corruzione insita a ogni livello delle funzioni amministrative. Tutto deve essere messo a profitto, e privatizzato. I servizi, come il patrimonio pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per queste ragioni, la battaglia che da mesi vede coinvolti gli spazi sociali, i comitati di quartiere, le associazioni, i lavoratori dei servizi e dell’accoglienza, gli occupanti di casa, le mamme che lottano contro la privatizzazione degli asili nido, è una battaglia sul presente e sul futuro della città. Il corteo del 19 marzo “Roma Non Si Vende”, non è solo un’occasione per esibire quello straordinario tessuto mutualistico e solidale che caratterizza la città di Roma. E’ un’occasione per avviare un processo di cambiamento radicale, e per scrivere dal basso una Carta di Roma Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci viene detto che il pubblico è l’opposto del privato. Mentre il privato delimita, in negativo, lo spazio del “mio” e del “tuo”, il pubblico sarebbe “di tutti”, perché “di nessuno”. In realtà, come si è visto in questi anni, il pubblico è sempre più l’altra faccia del privato. Si introducono forme di corruzione e di saccheggio del pubblico, per preparare il terreno della sua privatizzazione. La Carta di Roma Comune, come si sta discutendo all’interno della Rete per il Diritto alla Città, vuole perciò andare oltre la coppia pubblico-privato. La Carta vuole tutelare ciò che a Roma è comune, e che non può che essere comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa esprimono gli spazi sociali, con la loro presenza nei quartieri e con le loro pratiche? Un modo differente di concepire l’uso di un bene. Nel caso dei beni comuni, non importa se la proprietà di un bene sia pubblica o privata. Importa l’uso che di quel bene si fa. Per questo ci piace parlare di uso comune di ciò che è comune. E ciò che è comune, è di tutti e di ciascuno. Sono state proprio le pratiche di occupazione ad aver introdotto questo tertium datur. Si occupa uno spazio per sottrarlo alla speculazione, all’abbandono o per invertire il segno della cosiddetta “valorizzazione urbana”. Ci si appropria di uno spazio per renderlo inappropriabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo partendo dalla centralità che la tematica del comune riveste nelle trasformazioni che investono la città contemporanea, si può capire perché le richieste dell’amministrazione capitolina – sottoporre gli spazi a bando pubblico o riacquisirli per valorizzarli economicamente – siano del tutto improprie. L’uso comune di un bene o di un servizio si sottrae alla sua misurabilità in termini esclusivamente monetari. L’uso comune di un bene è sottoposto sempre al processo di autogoverno e di autogestione del bene stesso. Solo chi partecipa, chi prende parte, in forme molteplici, alle attività di uno spazio, può rivendicare un controllo su quel bene.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ una sorta di rivoluzione copernicana nel modo di concepire il rapporto tra il dentro e il fuori, tra l&#8217;amministrazione e la società che si (auto)organizza. L&#8217;amministrazione deve limitarsi a riconoscere il valore sociale di queste esperienze, senza imporre norme dall&#8217;alto. Deve riconoscerne l&#8217;autonomia &#8211; autonomia significa, etimologicamente, «darsi le regole da sé».</p>
<p style="text-align: justify;">Queste esperienze non sono illegali, e neanche legali. Sono legittime. La legalità senza la legittimità, è vuoto e astratto formalismo. La legittimità modifica la legalità, la spinge in avanti, la adatta alle trasformazioni della società. Per questo chi difende gli spazi sociali non difende solo la propria esistenza, ma nel farlo afferma un’altra idea di città. Da un lato, l&#8217;amministrazione viene concepita come pura emanazione del potere statale, e come mera esecuzione di atti e procedure decise a livello europeo e transnazionale. Dall&#8217;altro, l&#8217;amministrazione viene concepita come strumento di garanzia, come vettore per sperimentare modelli innovativi di autogoverno.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui partiremo, consapevoli di non essere soli in questo percorso. In altre città esperienze di autogoverno si stanno imponendo. Per fare due esempi, nel Mediterraneo, Barcellona e Napoli hanno scelto la strada della sperimentazione di democrazia radicale e del rifiuto dei vincoli imposti dalle politiche di austerità. Esperienze parziali, che però ci consegnano dei precedenti virtuosi. Anche a Roma stiamo ponendo le basi per un’esperienza di autogoverno, irriducibile al quadro della politica esistente e radicalmente alternativa alla police. Un’esperienza che sia in grado di reinventare lo spazio urbano e di durare nel tempo. Il 19 marzo è una tappa importante di questo cammino.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="43619"> (765)</p>
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		<title>COSMOPOLITICA : un nuovo partito a Sinistra</title>
		<link>https://www.libera.tv/2016/02/16/cosmopolitica-un-nuovo-partito-a-sinistra/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 16:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli a Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[SEL - Sinistra Ecologia e Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>COSMOPOLITICA : UN NUOVO PARTITO A SINISTRA Sinistra Ecologia e Libertà insieme a molti ex PD come Stefano Fassina si incontrano a Roma. Dovrebbe nascere un nuovo partito della Sinistra Italiana. Libera.Tv seguirà l&#8217;evento &#160; L&#8217;appello tratto dal sito COSMOPOLITICA Scarica il PROGRAMMA dell&#8217;Evento Incontriamoci il 19, 20 e 21 febbraio a Roma per ridare [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #ff9900;">COSMOPOLITICA : UN NUOVO PARTITO A SINISTRA</span></h1>
<h4><em>Sinistra Ecologia e Libertà insieme a molti ex PD come Stefano Fassina si incontrano a Roma. Dovrebbe nascere un nuovo partito della Sinistra Italiana.</em></h4>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Libera.Tv seguirà l&#8217;evento</strong></span></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appello tratto dal sito <a href="http://www.cosmopolitica.org/" target="_blank">COSMOPOLITICA</a></p>
<p style="text-align: justify;">Scarica il <a href="http://www.cosmopolitica.org/materiali/COSMOPOLITICA_programma.pdf" target="_blank">PROGRAMMA</a> dell&#8217;Evento</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Cosmopolitica-proponi-partecipa.jpg"><img class="alignleft wp-image-43305 size-medium" title="Cosmopolitica proponi partecipa" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2016/02/Cosmopolitica-proponi-partecipa-300x176.jpg" alt="Cosmopolitica proponi partecipa" width="300" height="176" /></a>Incontriamoci il 19, 20 e 21 febbraio a Roma per ridare senso alla parola “politica” come strumento utile a cambiare concretamente le nostre vite. Incontriamoci per organizzarci e costruire un nuovo soggetto politico, uno spazio aperto, democratico, autonomo. Non è un annuncio. È una proposta. Non sarà un evento cui assistere da spettatori. Non ti chiediamo di venire a riempire la sala, battere le mani e chiacchierare in un corridoio come accade di solito in queste assemblee. Mettiamoci in cammino per condividere un processo e costruire insieme un nuovo progetto politico innovativo e all’altezza della sfida. Un progetto alternativo alla politica d’oggi, svuotata e autoreferenziale, che ritrovi tanto il legame con la propria storia, quanto la capacità di scrivere il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> L’obiettivo. </strong><br />
È ora di cambiare questo paese e le condizioni di vita di milioni di persone, colpite dalla crisi e dalle politiche neoliberiste e di austerità, svuotate della capacità di immaginare il proprio futuro. Vogliamo costruire un’alternativa di società, pensata da donne e uomini, fatta di pace e giustizia sociale e ambientale, unici veri antidoti per fermare le destre e l’antipolitica, il terrore di Daesh, i cambiamenti climatici. Serve una netta discontinuità con il recente passato di sconfitte e testimonianza, per metterci in sintonia con le sinistre europee che indicano un’alternativa di lotta e speranza. Dobbiamo metterci in connessione con il nostro popolo, con i suoi desideri e le sue paure, con le centinaia di esperienze territoriali e innovative che stanno già cambiando l’Italia, spesso lontane dalla politica. Bisognerà cambiare molto: redistribuire le ricchezze e abbattere le diseguaglianze sociali e di genere, costruire un nuovo welfare ed eliminare la precarietà, restituendo dignità almondo del lavoro. È ora di cambiare il modo in cui si produce e quello in cui si consuma, il modo in cui si fanno scuola e formazione, le politiche per accogliere. Intendiamo difendere la Costituzione e i suoi valori, per difendere la democrazia. Il governo Renzi e il PD vanno in una direzione diametralmente opposta e ci raccontano che non c’è un’alternativa. Per noi invece non solo un’alternativa è possibile ma è necessaria ed è basata sui diritti, sull’uguaglianza, sui beni comuni. Dobbiamo organizzarci. Organizzare innanzitutto la parte che più ha subito gli effetti della crisi, chi ha voglia e bisogno di riscatto, di cambiamento, chi non crede più alla politica; lottando tanto nelle istituzioni quanto nella società. Una forza politica, non un cartello elettorale, che si candidi a governare il paese per cambiarlo e che lo faccia con un profilo credibile, in competizione con tutti gli altri poli esistenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Partecipa<br />
</strong> Probabilmente ti starai facendo alcune domande: “come funzionerà il nuovo soggetto?”, “come si chiamerà?”, “quale sarà il suo programma?”, “è possibile innovare la forma partito?”, “chi sarà il suo o la sua leader?”, “c’è davvero bisogno di un leader? E, se sì, come verrà scelto?” A queste e tante altre domande la risposta è semplice e per questo rivoluzionaria: lo decideremo insieme. Partecipiamo a questo percorso come persone, “una testa un voto”, riconoscendogli piena sovranità. Abbiamo bisogno di una sinistra di tutti e di tutte: non un percorso pattizio, ma una nuova forza politica che nasca dalla partecipazione diretta di migliaia di persone. Cambiamo la politica, innoviamo le forme della democrazia, diamo la parola ai cittadini, attraverso una piattaforma digitale per il confronto, la codecisione, la cooperazione e l’azione. Ma non basta: serve restituire protagonismo alla vita dei territori attraverso una campagna di ascolto con assemblee per connettere percorsi e conflitti, scrivere collettivamente il nostro programma, la nostra idea di società, la strada per il cambiamento. Invitiamo tutti e tutte a partecipare, a rimescolare ogni appartenenza, a mettersi a disposizione, fino allo scioglimento delle forze organizzate, sapendo che solo un cammino realmente inclusivo può essere la strada per coinvolgere i tanti che purtroppo sono scettici e disillusi. Sarà importante l’impegno dei rappresentanti istituzionali a tutti i livelli a mettersi al servizio del processo, agendo da terminale sociale. Non vogliamo raccogliere solo le istanze dei singoli, ma anche quelle di tutte le esperienze collettive, le reti sociali, le forze sindacali, l’associazionismo diffuso, i movimenti, che in questi anni hanno elaborato e realizzato proposte concrete ed efficaci. Per questo ci mettiamo in cammino. Non siamo i proprietari di questo percorso, e questo documento non ne vuole determinare gli esiti: proponiamo un obiettivo (costruire un nuovo soggetto di alternativa), un metodo (un cammino fatto di assemblee territoriali e di una piattaforma digitale, adesione individuale, piena sovranità), una data di partenza. Da quella data in poi, sarà chi deciderà di partecipare a indicare la rotta. Cominciamo un viaggio che sappia cambiare noi stessi e il mondo che ci circonda. Mettiamoci in cammino.</p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="43304"> (82)</p>
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		<title>ROMA PARTIGIANA : La città contro l&#8217;occupazione nazista &#8211; Paolo Ciofi &#8211; Programma</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/12/02/roma-partigiana-programma-ciofi/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2015 10:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Ciofi]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>ROMA PARTIGIANA LA CITTÀ CONTRO L’OCCUPAZIONE NAZISTA (1943-1944) Quattro giornate per la democrazia e la libertà &#8211; Film, mostre, canzoni, discussioni in occasione del 70° della Liberazione. Riscopriamo le radici della storia e del futuro Intervista di Roberto Pietrucci a Paolo Ciofi di Futura Umanità che illustra il programma delle quattro giornate Libera.Tv seguirà l&#8217;evento [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;"><strong>ROMA PARTIGIANA</strong></span></h1>
<h3><strong>LA CITTÀ CONTRO L’OCCUPAZIONE NAZISTA (1943-1944)</strong></h3>
<h4>Quattro giornate per la democrazia e la libertà &#8211; <strong>Film, mostre, canzoni, discussioni i</strong><strong>n occasione del 70° della Liberazione. R</strong><strong>iscopriamo le radici della storia e del futuro</strong></h4>
<p><em>Intervista di Roberto Pietrucci a <strong>Paolo Ciofi</strong> di <span style="color: #993300;"><strong>Futura Umanità</strong> </span>che illustra il programma delle quattro giornate</em></p>
<h4><span style="color: #993300;"><em>Libera.Tv seguirà l&#8217;evento</em></span></h4>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Roma-Partigiana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-41885" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Roma-Partigiana-211x300.jpg" alt="Manifesto Roma Partigina" width="211" height="300" /></a>L&#8217;Associazione per la storia e la memoria del PCI, <strong>Futura Umanità</strong>, in occasione del 70° della liberazione, invita a partecipare al convegno che si svolgerà <strong>dal 2 al 5 dicembre 2015 all’Auditorium Sintimelabs, in via Statilia 15</strong> a Roma (fermata Metro Manzoni).<br />
Tra le mostre presenti, quella dell&#8217;ANPI di Roma sulla Resistenza nella capitale.<br />
Il Presidente dell&#8217;ANPI di Roma, Ernesto Nassi, apre i lavori della prima giornata.<br />
Scopo dell’iniziativa è ricostruire e far conoscere, soprattutto ai giovani ma non solo, un passaggio cruciale della storia di Roma nella lotta degli italiani per la conquista della libertà e della democrazia. Contro i molteplici tentativi di revisionismo storico, e contro le spinte fascistiche e razzistiche che crescono. Riandare alle radici della nostra storia è indispensabile per costruire un futuro di libertà sulla via dell’avanzamento civile e democratico previsto dalla Costituzione. In programma mostre, film, documentari, dibattiti e incontri con autori ed associazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Info e contatti:</p>
<p style="text-align: justify;">Posta elettronica : <a href="mailto:1futura.umanita@gmail.com">1futura.umanita@gmail.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il programma completo su : <a href="http://www.futuraumanita.it/" target="_blank">www.futuraumanita.it</a></p>
<hr />
<h2><span style="color: #993300;">PROGRAMMA :</span></h2>
<h2><strong>La storia e le storie da raccontare </strong></h2>
<p><strong>Mercoledì 2 dicembre ore 17, 30-20,30</strong></p>
<p><strong>Inaugurazione della mostra </strong>realizzata da ANPI provinciale Roma e Lazio a cura di Michela Ponzani e Davide Conti</p>
<p><strong>Roma occupata</strong></p>
<p><strong>Proiezione del film di Ansano Giannarelli, </strong>prodotto dall’Aamod.</p>
<p>Intervengono Ernesto Nassi (Presidente ANPI di Roma), Fabrizio Nizi (Action), Massimo Sestili (Saggista, curatore tra l’altro di <em>Sette mesi di guerriglia urbana – La Resistenza dei GAP a Roma)</em>, Vincenzo Vita (Presidente Aamod)</p>
<p><strong>Giovedì 3 dicembre ore 18-20,30</strong></p>
<p><strong>Via Rasella e le Fosse Ardeatine</strong></p>
<p><strong>Proiezione del film di Paolo Di Nicola <em>Sette righe di storia</em></strong> prodotto dall’Aamod sulla vicenda di via Rasella e delle Fosse Ardeatine raccontata da Ascanio Celestini.</p>
<p>Intervengono Michela Ponzani (autrice di <em>Senza fare di necessità virtù</em> con Rosario Bentivegna e di altri studi sulla Resistenza), Sergio Gentili (Fab.rica), Giacomo Limentani (testimone), Massimo Prasca (testimone), Andrea Valeri (I Municipio)</p>
<p><strong>Venerdì 4 dicembre ore 18-20,30</strong></p>
<p><strong>Il rastrellamento del Quadraro </strong></p>
<p><strong>Proiezione del documentario </strong>tratto dal programma di Giovanni Minoli La storia siamo noi<strong>. </strong></p>
<p>Intervengono Riccardo Sansone (storico, curatore del documentario), Walter De Cesaris<strong> (</strong>autore del libro <strong><em>La borgata ribelle)</em></strong>, Marco Miglio e Maria Tomassini (Associazione Punto di svista), Sisto Quaranta (testimone), Mario Ruggiano (Futura Umanità)</p>
<h2><strong>Il convegno  </strong></h2>
<p><strong>Sabato 5 dicembre </strong><strong>ore 9,15-13.00</strong></p>
<p><strong>Proiezione del documentario <em>Partigiani a Roma</em></strong> di Fabio Grimaldi</p>
<p><strong>Presiede </strong>Paolo Ciofi (Futura Umanità)</p>
<p><strong>Saluto al Convegno </strong>Sabrina Alfonsi (presidente del I Municipio)</p>
<p><strong>Relazione introduttiva</strong> Claudio Fracassi (autore del libro <em>La battaglia di Roma, </em>già direttore di <em>Paese sera </em>e di <em>Avvenimenti</em>)</p>
<p><strong>Intervento </strong>Giacomo Santarelli (presidente della consulta provinciale degli studenti Roma) L’antifascismo nelle scuole</p>
<p><strong>Le donne nella Resistenza di Roma</strong> Fiorenza Taricone (Università di Cassino)</p>
<p><strong>Il contributo degli operai e dei lavoratori </strong>Aldo Pirone (pubblicista)</p>
<p><strong>Il ruolo degli intellettuali e del mondo della scuola</strong> Davide Conti (Consulente del Senato, studioso della Resistenza)</p>
<p><strong>Nuove ricerche sul rastrellamento del Quadraro</strong> Luciano Nasto (Insegnante, ricercatore)</p>
<p><strong>La Resistenza nelle borgate di donne e uomini liberi </strong>Walter De Cesaris (studioso della Resistenza a Roma)</p>
<p><strong>La presenza del Pci: profili sociali, politici e militari </strong>Alessandro Hobel (storico)</p>
<p>Ore 14.00 <strong>Pranzo sociale presso Osteria Spin Time*</strong></p>
<h2><strong>La serata finale </strong></h2>
<p><strong>Ore 16.00 </strong><strong>Proiezione del film</strong> <strong><em>Giorni di Gloria</em></strong> (1945) diretto <strong>da Luchino Visconti, Giuseppe De Santis, Marcello Pagliero, Mario Serandrei</strong></p>
<p><strong>Ore 17,30 </strong><strong>Musiche e canti partigiani </strong>Sara Modigliani e il Coro di canti popolari, politici e sociali del circolo Gianni Bosio<strong> </strong></p>
<p><strong><em>Iniziativa promossa da Futura Umanità Associazione per la storia e la memoria del Pci, con la partecipazione di Aamod (Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico), Anpi Roma, Museo storico della Liberazione, Associazione Fab.rica , Circolo Gianni Bosio, Spin Time Labs, UDS Unione degli Studenti. </em></strong><strong><em>Patrocinio del Primo Municipio. Collaborazione dell’assessore alla cultura Andrea Valeri.</em></strong></p>
<p>&nbsp;
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		<title>UNIONS : La FIOM in piazza per il Lavoro e la Pace</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 13:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Coalizione Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[FIOM]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Landini]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>UNIONS : PER GIUSTE CAUSE Comunicati della Fiom-CGIL Libera.Tv seguirà l&#8217;appuntamento &#8211; LiberaRete sarà in piazza con un proprio spazio &#160; Sono oltre duecento i pullman che da tutta Italia porteranno a Roma sabato 21 novembre migliaia di metalmeccanici per la manifestazione indetta dalla Fiom contro i provvedimenti economici del governo e l&#8217;impianto della legge [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">UNIONS : PER GIUSTE CAUSE</span></h1>
<p><em>Comunicati della Fiom-CGIL</em></p>
<h3><span style="color: #993300;">Libera.Tv</span> seguirà l&#8217;appuntamento &#8211;<span style="color: #993300;"> LiberaRete</span> sarà in piazza con un proprio spazio</h3>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/FIOM-manifestazione-UNIONS.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27582" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/FIOM-manifestazione-UNIONS-212x300.jpg" alt="FIOM : Unions per le giuste cause" width="212" height="300" /></a>Sono oltre duecento i pullman che da tutta Italia porteranno a Roma sabato 21 novembre migliaia di metalmeccanici per la manifestazione indetta dalla Fiom contro i provvedimenti economici del governo e l&#8217;impianto della legge di stabilità attualmente in discussione in Parlamento e a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale di categoria, il cui confronto si è aperto lo scorso 5 novembre. Una manifestazione che, dopo le stragi di Parigi, è diventata anche il primo appuntamento di massa per esprimere solidarietà alle vittime, condannare il terrorismo e ribadire il ripudio della guerra contenuto nella nostra Costituzione. Per l&#8217;occasione è atteso l&#8217;arrivo di una delegazione del sindacato francese Cgt.</p>
<p style="text-align: justify;">“Contro le guerre, io non ho paura” sarà lo striscione d&#8217;apertura del corteo, portato insieme da lavoratori italiani e immigrati, dirigenti della Fiom e della Cgil, esponenti dei movimenti pacifisti e delle associazioni di volontariato. Ed è questo il messaggio che la Fiom rivolge a tutti i cittadini invitandoli a scendere in piazza, senza farsi frenare dalla paura che il terrorismo vorrebbe alimentare, cogliendo l&#8217;occasione di questa giornata per far sentire la loro voce contro la violenza, per la pace e la convivenza tra i popoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma della manifestazione prevede la partenza del corteo alle ore 9,30 da piazza della Repubblica verso piazza del Popolo (attraverso il tradizionale percorso di via Vittorio Emanuele Orlando, largo di S. Susanna, via Barberini, piazza Barberini, via Sistina, piazza Trinità dei Monti, viale Trinità dei Monti, via Gabriele D’Annunzio), dove dalle ore 12 si terranno gli interventi e i comizi conclusivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal palco di piazza del Popolo interverranno, tra gli altri, uno studente, un lavoratore autonomo, un rappresentante del movimento No-Triv, l&#8217;ambientalista Vittorio Cogliati Dezza a nome della Coalizione per il clima. Il ripudio del terrorismo e della guerra sarà testimoniato dall&#8217;intervento di lavoratori migranti, profughi dalle guerre e membri delle comunità musulmane. Per la Cgil interverrà il segretario nazionale Franco Martini. La manifestazione sarà conclusa dal segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Il primo dir<img class="alignright" src="http://www.fiom-cgil.it/web/images/SINDACALE/Volantini/15_11_17-volantino_guerre_Pagina_1.jpg" alt="" width="236" height="334" />itto è di vivere in pace e libertà. Le stragi di Parigi, colpendo la vita quotidiana delle persone minano la convivenza civile e con essa i valori di libertà, fraternità, uguaglianza e giustizia sociale su cui si fonda la democrazia, proprio a partire dalla città e dal paese in cui sono cresciuti. Il terrorismo è la tomba di quei valori cui noi, invece, non vogliamo rinunciare. Le guerre che insanguinano il mondo corrispondono alla logica del terrore finendo per alimentarlo, seminando violenza, paura e odio. In questi anni bombardamenti e offensive militari, oltre che sbagliati, si sono dimostrati fallimentari e controproducenti facendo arrivare in casa nostra le guerre iniziate in paesi lontani. Ma in un mondo globale l&#8217;unico modo per evitare la guerra è non farla da nessuna parte. Il terrorismo e le guerre seminano paura, limitano la libertà, distruggono vite e risorse. Con il terrorismo e con le guerre vincono solo i deliri di potenza e le speculazioni dei mercanti di morte. I principali sconfitti sono le lavoratrici e i lavoratori che perdono diritti e vedono peggiorare le loro condizioni materiali: il terrorismo e le guerre sono il nostro principale nemico. La Fiom crede che i lavoratori e i cittadini italiani non vogliano lasciare soli i cittadini francesi che manifestano per respingere la logica e le pratiche del terrore. La Fiom invita le lavoratrici e i lavoratori a difendere e praticare la pace, la democrazia, la libertà, i diritti civili, a battersi per il pacifico confronto e la convivenza tra le persone e i popoli di tutto il mondo &#8211; perché nessuna contrattazione e nessuna lotta per la giustizia sociale è possibile in un mondo colpito dal terrosimo e dalle guerre &#8211; qualificando con questi temi la manifestazione nazionale del 21 novembre, insieme alle organizzazioni sociali che hanno lanciato un appello per una mobilitazione nazionale contro il terrorismo e la guerra, il razzismo e i predicatori d’odio.<br />
Accanto alla bandiera del lavoro portiamo in piazza la bandiera della pace.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Lo Spi-Cgil sarà domani in piazza al fianco dei lavoratori metalmeccanici alla manifestazione indetta a Roma dalla Fiom. I pensionati sono sempre solidali e vicini a chi lotta per i propri diritti e in difesa del lavoro. I metalmeccanici stanno portando avanti una difficile trattativa con Federmeccanica per il rinnovo del Contratto nazionale ed è per questo che lo Spi-Cgil non farà mancare loro il suo sostegno auspicando che si possa arrivare ad un’intesa positiva e unitaria. La pacifica manifestazione sindacale di domani sarà anche una risposta contro ogni terrorismo.</p>
<hr />
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		<title>GUIBILEO : No alla guerra dei poveri &#8211; Manifestazione a Roma</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/12/guibileo-no-alla-guerra-dei-poveri-manifestazione-a-roma/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 21:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LiberaRete]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Casa]]></category>
		<category><![CDATA[Giubileo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>NO AL GIUBILEO DELLA GUERRA AI POVERI PIAZZA DELLA DIGNITA’ E DELLE LOTTE SOCIALI Sabato 14 Novembre 2015 ore 15 Piazza Esquilino Libera.Tv seguirà l&#8217;appuntamento Il Giubileo è oramai alle porte. Ma per la Roma dei poveri, dei precari e delle periferie non sembra affatto essere una occasione. Al contrario, centinaia di milioni di euro [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<h1 style="text-align: justify;" align="center"><b><span style="color: #993300;">NO AL GIUBILEO DELLA GUERRA AI POVERI</span> </b></h1>
</div>
<h3 style="text-align: justify;">PIAZZA DELLA DIGNITA’ E DELLE LOTTE SOCIALI<br />
Sabato 14 Novembre 2015 ore 15 Piazza Esquilino<b><br />
</b></h3>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><em>Libera.Tv seguirà l&#8217;appuntamento</em></span></h2>
<div style="text-align: justify;">
<hr />
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Corteo-casa.jpg"><img class=" size-medium wp-image-27579 alignleft" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/Corteo-casa-300x223.jpg" alt="Corteo per la Casa a Roma" width="300" height="223" /></a>Il Giubileo è oramai alle porte. Ma per la Roma dei poveri, dei precari e delle periferie non sembra affatto essere una occasione. Al contrario, centinaia di milioni di euro improvvisamente “sbloccati” dal governo all’indomani della resa di Marino, non sono destinati alle agonizzanti ed abbandonate   periferie, o alle esplosive contraddizioni sociali che attraversano la nostra città, ma esclusivamente al decoro del centro e dei percorsi che effettueranno i pellegrini. Oltretutto, quello che viene presentato come “il Giubileo degli Ultimi”, viene preparato negando il diritto di manifestare, militarizzando la città, attaccando i lavoratori che scioperano, schiacciando ancor più la città sotto il peso degli sfratti , degli sgomberi e dei pignoramenti, colpendo ogni voce di dissenso. Altro che “Condono del Debito”, per Renzi ed Alfano il Giubileo rappresenta l’ennesimo Grande Evento, utile non solo a garantire ingenti guadagni per pochi, ma anche a regolare alla loro maniera i conti con i poveri: una parte di società che non interessa, che infastidisce e per questo va esclusa, controllata, repressa, soprattutto se alza la testa, rivendica diritti, lotta per i propri bisogni.</div>
<div style="text-align: justify;">Del resto la Roma che attende l’inizio del Giubileo è una città in preda ad una crisi sociale profonda, con centinaia di migliaia di uomini e donne con redditi insufficienti, in emergenza abitativa, che rinunciano alle cure mediche, che sono in sofferenza con le utenze, gli affitti e i mutui, che abbandonano gli studi per l’alto costo di libri e tasse universitarie, che non possono scegliere cosa mangiare o come vestirsi ma devono optare per cibi, indumenti e scarpe di scarsa qualità, o arrangiarsi come possono con la busta della spesa.</div>
<div style="text-align: justify;">In una capitale oltretutto lacerata  e schifata dalle ruberie e dal malgoverno della classe politica di tutti i colori che l’ha governata, si fa largo la tentazione da parte del governo di sfruttare il Giubileo per creare “quel vuoto utile” a permettere alla politica di regolare i conti con se stessa, auto (?) assolversi, nella speranza di recuperare presentabilità e di ristabilire equilibri di potere: una torsione autoritaria perfettamente incarnata dalla diarchia dei prefetti che oggi governano la città più importante d’Italia.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">In questo contesto non possiamo non apparire. Irrompere sulla scena del giubileo senza misericordia alcuna per il quieto vivere di pellegrini, proprietari di immobili, ristoratori, venditori di vario genere. Il commissario, il prefetto e il presidente del consiglio dovranno tenere conto del fattore umano, del disagio sociale, della rabbia accumulata dalle periferie, della condizione di vita di decine di migliaia di abitanti della capitale, che per avere un tetto sulla testa sono costretti ad occupare, resistere agli sfratti, non pagare le bollette rischiando il distacco, rinunciare alle cure mediche, all’asilo, alla scuola, all’università, anche grazie all’ultimo regalo di un’Isee vessatorio solo per i redditi più bassi.</div>
<div style="text-align: justify;">Invitiamo tutti e tutte a dare vita e forza ad una piazza della dignità e delle lotte sociali,  per rivendicare ora e subito, una reale cancellazione del debito. Incontriamoci Sabato 14 Novembre dalle ore 15 a piazza Esquilino, riempiendola con  le storie, i corpi, la determinazione di quei poveri che non si accontentano di una “indulgenza plenaria” ma pretendono quello che gli spetta, con la dignità di chi non pensa che i nemici di oggi siano i migranti, come provano a sostenere coloro che intendono alimentare, per una manciata di voti,  una assurda guerra tra poveri.  La nostra piazza è meticcia, antirazzista e antifascista, fiera<i>.  </i></div>
<div><i>  </i></div>
<div></div>
<div dir="ltr"><b><i>Roma non si accontenta della Misericordia e delle Elemosine</i></b><i>       #primaipoveri<a rel="nofollow" name="150fcb57d366971b__GoBack" shape="rect"></a>   #stopsfrattiesgomberi</i></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">
<hr />
</div>
<div dir="ltr">Per Info : <a href="http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/tag/guerra-ai-poveri/" target="_blank">Abitare la crisi</a></div>
<div dir="ltr"></div>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="27578"> (38)</p>
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		<item>
		<title>NO EURO NO UE NO NATO &#8211; Assemblea Nazionale</title>
		<link>https://www.libera.tv/2015/11/04/no-euro-no-ue-no-nato-assemblea-nazionale/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 16:28:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>PIATTAFORMA SOCIALE PER IL LAVORO, LA DEMOCRAZIA E LA PACE Appuntamento il 21 novembre a Roma &#8211; Centro Sociale Intifada Via Casalbruciato 15 Libera.Tv seguirà l&#8217;evento &#160; Oggi tutti i governi europei, nessuno escluso, praticano le politiche di austerità, di attacco ai diritti sociali e del lavoro, di criminalizzazione dei poveri nativi e migranti, di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #993300;">PIATTAFORMA SOCIALE PER IL LAVORO, LA DEMOCRAZIA E LA PACE</span></h1>
<h2><em>Appuntamento il 21 novembre a Roma &#8211; Centro Sociale Intifada Via Casalbruciato 15</em></h2>
<h3><span style="color: #993300;"><em><strong>Libera.Tv seguirà l&#8217;evento</strong></em></span></h3>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/nato-eu.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-307" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/nato-eu-300x225.jpg" alt="NATO e Unione Europea" width="300" height="225" /></a>Oggi tutti i governi europei, nessuno escluso, praticano le politiche di austerità, di attacco ai diritti sociali e del lavoro, di criminalizzazione dei poveri nativi e migranti, di restrizione della democrazia.<br />
La breve stagione di eresia della Grecia si è per ora conclusa con la resa di quel governo alla Troika e con l&#8217;accettazione di un memorandum che sottomette il paese ad essa.<br />
Non c&#8217;è nessun segnale oggi in Europa che faccia pensare ad una revisione o anche solo ad un allentamento della stretta delle politiche di austerità. Anzi i piccoli rimbalzi produttivi dopo anni di recessione vengono utilizzati dal potere economico e politico nella UE per sostenere la necessità di affrettare le riforme. Così la disoccupazione di massa si consolida e accanto ad essa dilagano la precarietà ed il super sfruttamento del lavoro, le privatizzazioni e il dominio del mercato sui diritti e sulle vite.<br />
Le riforme altro non sono che l&#8217;adeguamento dei sistemi sociali e costituzionali dei singoli paesi della UE alle esigenze di profitto delle grande imprese multinazionali e della finanza. Tutti i Trattati UE formalizzano la costituzione autoritaria del liberismo selvaggio, da imporre in ogni paese.<br />
La corruzione sempre più diffusa in tutto il continente a tutti i livelli del potere, viene usata dalle stesse classi dirigenti che la praticano per esaltare la necessità delle riforme liberiste e autoritarie. I Mass media sono tutti diventati megafoni chiassosi della messa sotto accusa dei diritti sociali e del lavoro, che vengono accusati di essere la causa della crescita del debito pubblico.<br />
In Italia la controriforma costituzionale, attuata con l&#8217;obbligo del pareggio di bilancio e con il pacchetto di riforme del governo Renzi, realizza il dettato dei trattati UE e le indicazioni politiche della Troika .</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il sistema di potere che sta portando la condizione europea indietro di un secolo, cancellando i risultati politici, sociali e morali della sconfitta del fascismo, questo sistema di potere in mano alla finanza e al capitalismo multinazionale si chiama Unione Europea. E il suo primo strumento di potere e ricatto verso i popoli, in particolare quelli più colpiti dalla crisi, è l&#8217;Euro<br />
L&#8217;Unione Europea di oggi non ha nulla a che vedere con gli ideali democratici degli europeisti antifascisti. Essa è una costruzione autoritaria dominata dalla grande finanza e dalle multinazionali, alle quali vuole lasciare assoluta libertà d&#8217;azione con il TTIP che si vuole firmare con gli USA. La UE oggi non incarna nessun ideale o politica di pace, anzi sempre più si identifica con il militarismo aggressivo e distruttivo della NATO, in Ucraina, come in Libia, come nel Medio Oriente.<br />
I grandi sindacati, le forze socialdemocratiche, i movimenti sociali e politici nelle loro maggioranze oggi rifiutano di prendere atto di questa realtà, cioè che la UE e i suoi governi sono l&#8217;avversario.<br />
Così in Europa si è costruito un sistema di potere che ha messo assieme il capitalismo multinazionale e le grandi borghesie dei paesi europei, le sinistre convertite al liberismo ed i gruppi dirigenti dei sindacati complici, tecnocrazie, cultura e informazione di regime. Le destre neofasciste e xenofobe non sono un&#8217;alternativa a questo sistema di potere, ma ne sono solo una versione più aggressiva e feroce, quando non vengono semplicemente utilizzate per rafforzarlo.<br />
Il sistema di potere europeo non è riformabile, può solo evolvere ulteriormente in senso autoritario e socialmente iniquo. Le politiche di austerità non sono separabili dalla moneta unica che le impone e sostiene. Non è vero che questa Europa sia un mercato senza politica, al contrario essa è un mostruoso sistema politico che impone passo dopo passo il privilegio assoluto del mercato rispetto ai diritti delle persone. Questo sostiene anche l&#8217;appello alle sinistre italiane di Oskar Lafontaine.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone e le organizzazioni che si riconoscono in questi giudizi ritengono che per troppo tempo i diritti sociali e le conquiste democratiche del popolo italiano siano state sottoposte al ricatto del vincolo europeo e che sia giunto il momento di squarciare il velo ipocrita che dietro la fraseologia europeista nasconde gli interessi dei ricchi, delle banche, del capitalismo multinazionale.<br />
Crediamo che tutte la classi sociali subalterne d&#8217;Europa abbiano interesse a liberarsi della gabbia liberista della Unione Europea. Per questo ci sentiamo uniti e vogliamo allearci in un fronte comune con tutte le forze democratiche e progressiste che in Europa stanno maturando una critica radicale a Euro e UE. Non intendiamo però aspettare una magica ora X, nella quale tutti i popoli si liberino assieme. Vogliamo cominciare qui e ora, anche perché oggi l&#8217;Italia è il paese più alla retroguardia nel confronto con i vincoli e con l&#8217;austerità europea.<br />
I decenni berlusconiani e poi l&#8217;affermarsi del sistema di potere PD hanno allontanato l&#8217;italia dai grandi conflitti europei e così da noi c&#8217;è stato il più pesante e meno contrastato arretramento nelle condizioni sociali e di democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Proponiamo quindi la costruzione di una piattaforma sociale No Euro No Ue No Nato che abbia lo scopo di proporre una via alternativa alle politiche di austerità, autoritarismo, guerre e che dia forza nel respingere il ricatto economico, politico, psicologico esercitato dal potere finanziario attraverso la UE e l&#8217;Euro. Una piattaforma che serva come obiettivo politico generale, ma che sia anche strumento e riferimento delle lotte quotidiane. Una piattaforma che serva ai movimenti, ai sindacati, alle organizzazioni politiche, nelle lotte del lavoro, in quelle sociali e per l&#8217;ambiente . Una piattaforma non tanto comune, ma IN comune tra forze che lottano e mantengono la loro identità in pratiche di campi diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">La piattaforma sociale si articola e distribuisce in quattro capitoli principali:</p>
<p style="text-align: justify;">1) Rottura della e con la UE e l&#8217;Euro, partendo dalla disdetta dei Trattati, condizione per politiche di eguaglianza sociale e di diverso sviluppo. Riconquista della sovranità democratica dei popoli sulle scelte economiche partire dalla moneta. Nazionalizzazione delle grandi banche a partire dalla Banca Centrale, che deve essere dipendente diretta del potere del governo democratico. Questo per poter finanziare direttamente la spesa pubblica senza ricorrere al mercato finanziario. Revisione del debito pubblico accumulato. Pubblicizzazione dei grandi impianti strategici, delle reti, e dei beni comuni. Controllo dei capitali e lotta all&#8217;evasione fiscale a partire dalle grandi ricchezze. Rottura dei patti di stabilità e restituzione ai comuni e agli enti locali dei loro poteri democratici.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Priorità assoluta all&#8217;abbattimento della disoccupazione di massa e alla lotta alla povertà. Programmi di investimenti pubblici in alternativa alle grandi opere. Immediata cancellazione del programma Tav a partire dalla Vallesusa. Riduzione generalizzata dell&#8217;orario di lavoro sostenuta da finanziamento pubblico. Reddito ai disoccupati. Ripubblicizzazione del lavoro nei servizi pubblici col superamento della catena degli appalti. Casa scuola lavoro per tutti, regolarizzazione dei migranti, cancellazione delle leggi che precarizzano il lavoro a partire dal Jobsact.</p>
<p style="text-align: justify;">3) Riconquista di un piena democrazia partecipata, affermando e sviluppando i principi della Costituzione Repubblicana del 1948, oggi cancellati dalle controriforme, da quella dell&#8217;articolo 81 a quelle del governo attuale. Oggi la Costituzione Repubblicana è stata soppressa in favore di un sistema autoritario e liberista, per questo parteciperemo alla campagna per votare No al prossimo referendum sulle riforme. Priorità alla lotta al sistema della corruzione politica ed economica e alle mafie. Riconquista della democrazia e delle libertà sindacali oggi messe in discussioni da accordi come quelli in Fiat o quello del 10 gennaio 2014. Difesa del diritto di sciopero e di quello a lottare e a manifestare per i diritti e per l&#8217;ambiente</p>
<p style="text-align: justify;">4) Rifiuto di ogni politica e di ogni azione di guerra e sostegno alla modifica degli equilibri internazionali a favore di paesi a emergenti . In questo contesto è necessario un nuovo quadro politico ed economico in Europa che operi per l&#8217;unità tra tutte le sponde del Mediterraneo, unica alternativa alle guerre e alle migrazioni di massa. Priorità al sostegno alla liberazione del popolo palestinese dal dominio coloniale di Israele . Una politica di disarmo che parta dalla rottura della e con la NATO, dalla fine di ogni sostegno alla guerra in Ucraina, dal ritiro delle missioni militari in Afghanistan e nel Medio Oriente. Fine delle sanzioni alla Russia e delle guerre economiche, per nuovi equilibri tra Occidente, Brics, paesi in via di sviluppo. Per affermare ovunque i diritti dei popoli contro ogni sfruttamento imperialista e neo coloniale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa proposta è la base di discussione per convocare un&#8217;assemblea pubblica per avviare la costruzione e lo sviluppo della piattaforma sociale in comune e delle necessarie mobilitazioni per sostenerla. In questo senso si propone anche la costituzione nell’assemblea di quattro gruppi di lavoro per sviluppare ed approfondire i punti di programma proposti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;assemblea è aperta a persone e organizzazioni antifasciste, anticapitaliste, antagoniste che, pur con diverse posizioni sui diversi punti qui proposti, condividano il giudizio di fondo di irriformabilità della Unione Europea e che vogliano costruire un&#8217;alternativa democratica e progressista ad essa.</strong></p>
<h2 style="text-align: center;">Roma, 21 novembre, dalle 10.00 alle 17.00<br />
ASSEMBLEA NAZIONALE<br />
Roma &#8211; Centro Sociale Intifada Via Casalbruciato 15</h2>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni eurostop.it@gmail.com</p>
<p style="text-align: justify;"><em>PRIMI FIRMATARI:</em><br />
<em>Campagna Eurostop, Giorgio Cremaschi – Forum Diritti Lavoro, Ugo Boghetta Direzione PRC, Nicoletta Dosio – No Tav Valle Susa (?), Ernesto Screpanti &#8211; Università di Siena, Franco Russo Ross@, Luciano Vasapollo – Università La Sapienza, Simone Gimona &#8211; segretario PRC Bologna e coord. naz G. C., Dafne Anastasi &#8211; Direttivo Regionale FP Lombardia, Giuseppe Aragno – Storico, Emilia Piccolo &#8211; Comitato 3 Ottobre Milano, Fabrizio Tomaselli USB, Valerio Tradarti – SPI, Direttivo Camera del Lavoro Milano, Maria Pia Zanni – Antonella Stirati Università Roma 3, Direttivo nazionale Cgil, Nico Vox &#8211; Direttivo Nazionale FP, Angelo Baracca &#8211; Fisico, Dario Filippini &#8211; direttivo nazionale SPI Cgil, Francesco Piobbichi &#8211; direzione nazionale PRC, Bruno Steri – Direzione Nazionale PRC, Luca Cangemi – Direzione Nazionale PRC, Nicola Vetrano – Giuristi Democratici, Andrea Genovese Università di Sheffield (GB), Francesco Caruso Università di Catanzaro, Pietro Rinaldi Consigliere Comunale Napoli, Valerio Evangelisti scrittore, Roberto Sassi saggista, Ezio Gallori lotta dei pensionati, Gianni Vattimo filosofo, Carlo Formenti giornalista, Unione Sindacale di Base, Centro Sociale 28 Maggio Brescia, Campagna Noi Restiamo, Ross@, Comitato Difesa Sociale – Cesena, Coordinamento Sinistra contro l’ Euro, Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista, Collettivo Putilov Firenze, Noi Saremo Tutto, Fronte Popolare, Movimento popolare di liberazione, Contropiano, Partito Comunista d’Italia – Federazioni di Roma, Frosinone, Veneto, Rete dei Comunisti,</em></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="303"> (79)</p>
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		<title>ACQUA : Agorà dell&#8217;acqua e dei beni comuni</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 16:02:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Appuntameno a Roma il 7 e 8 novembre presso Millepiani Coworking (Via Nicolò Odero, 13 &#8211; zona Garbatella) Libera.Tv seguirà l&#8217;evento Durante gli ultimi 4 anni abbiamo visto cambiare 4 governi, di diverse sfumature, ma pur sempre tendente al grigio. Il grigio che in questo paese, come nel resto d&#8217;Europa, sta a rappresentare un muro [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 align="JUSTIFY"><strong>Appuntameno a Roma il 7 e 8 novembre presso </strong><em><strong>Millepiani Coworking (Via Nicolò Odero, 13 &#8211; zona Garbatella) </strong></em></h2>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="color: #993300;"><strong><em>Libera.Tv seguirà l&#8217;evento</em></strong></span></h3>
<hr />
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.acquabenecomune.org/notizie/nazionali/3123-roma-7-8-novembre-agora-dell-acqua-e-dei-beni-comuni"><img class="alignleft wp-image-300" src="http://libera.tv/wp-content/uploads/2015/11/banner-agora-acqua-300x111.jpg" alt="Agorà dell'Acqua e dei Beni Comuni" width="503" height="186" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Durante gli ultimi 4 anni abbiamo visto cambiare 4 governi, di diverse sfumature, ma pur sempre tendente al grigio. Il grigio che in questo paese, come nel resto d&#8217;Europa, sta a rappresentare un muro che divide la società, da una parte le grandi aziende, i mercati finanziari ed istituti bancari, dall&#8217;altra la cittadinanza.</p>
<p align="JUSTIFY">All&#8217;interno di questa divisione continua a rimanere evidente come le istituzioni, italiane e europee, svolgano diligentemente i compiti che vengono loro assegnati attraverso le politiche di austerità che si traducono in tagli al welfare e ai diritti, in cessione al mercato di servizi pubblici, risorse naturali e beni comuni.</p>
<p align="JUSTIFY">In questi anni, come movimento dell&#8217;acqua, abbiamo combattuto quotidianamente per affermare il diritto all&#8217;acqua pubblica, avendo la massima attenzione al ciclo integrato di questo bene. Abbiamo costruito un referendum in cui la cittadinanza si è espressa contro la privatizzazione e per una gestione pubblica dell&#8217;acqua e dei servizi pubblici locali. Una prima e chiara risposta all&#8217;ineluttabilità delle ricette delle politiche economiche e sociali che si vogliono imporre nel nostro continente.<br />
Come quell&#8217;esperienza, altre in Italia, come in Europa, continuano ostinatamente ad affermare quei principi, costruendo nuovi legami e relazioni sui territori, costruendo una conoscenza diffusa, studiando e progettando modelli alternativi, ponendo le basi per un modello che superi la dicotomia tra pubblico e privato.</p>
<p align="JUSTIFY">Per questo abbiamo immaginato questo appuntamento che sappia partire dalla battaglia per l&#8217;acqua, dai ragionamenti che abbiamo sviluppato in questi anni, per arrivare alle connessioni con altre battaglie, esperienze ed intelligenze. Un appuntamento che sappia essere presa di parola e, allo stesso momento, formazione di strumenti utili a tutte/i, una volta tornati nei propri territori.</p>
<p align="JUSTIFY">Abbiamo imparato in questi anni che i movimenti, molto spesso, sono in grado di produrre ragionamenti e praticare una buona gestione dei beni comuni.</p>
<p align="JUSTIFY">Immaginiamo che in un confronto collettivo si possano condividere esperienze, costruire strumenti collettivi e tracciare l&#8217;avvio di un cammino comune, in cui affermare un&#8217;alleanza sociale, basata sui contenuti per l&#8217;affermazione di una nuova sfera del Comune.</p>
<p align="JUSTIFY">Immaginiamo questo incontro come un passaggio utile a focalizzare le tematiche e la definizione del diritto all&#8217;acqua e la difesa dei beni comuni mediante una loro gestione diretta e partecipativa; a capire dove i beni comuni, naturali ed immateriali, costruiscono una connessione con un nuovo welfare; ad affermare la necessaria fuoriuscita dalla finanziarizzazione dell&#8217;economia e della società; ad intendere un sistema naturale in maniera olistica, di cui siamo parte e che va tutelato, trovandoci di fronte ad una crisi ambientale senza precedenti.</p>
<p align="JUSTIFY">In conclusione vorremo che questo incontro, a partire da una condivisione di percorsi ed esperienze, producesse delle proposte volte all&#8217;attivazione che permettano di riprendere un cammino per un altro futuro possibile.</p>
<p align="CENTER"><strong>Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><a href="http://www.acquabenecomune.org/Manifesto_Agora_acqua_7,8-11.pdf" target="_blank">Scarica il programma</a></p>
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="299"> (37)</p>
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		<title>Chi siamo: onA.I.R. &#8211; Respeaking, sottotitolazione, accessibilità &#8211; con sottotitoli</title>
		<link>https://www.libera.tv/2014/07/28/chi-siamo-ona-i-r-respeaking-sottotitolazione-accessibilita-con-sottotitoli/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2014 13:31:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>ON.A.I.R. : CHI SIAMO Una breve presentazione della nostra associazione &#160; onA.I.R. è un&#8217;Associazione di Promozione Sociale giovane e dinamica composta da esperti, professionisti, ricercatori, giovani in formazione, semplici appassionati o curiosi udenti e non udenti, italiani e stranieri che appoggiano la nostra causa e si impegnano a metterla in pratica. Il nostro scopo è [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>ON.A.I.R. : CHI SIAMO</h1>
<h4><em>Una breve presentazione della nostra associazione</em></h4>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.respeakingonair.org/images/onair%20titti.jpg" alt="On.A.I.R." width="385" height="165" />onA.I.R. è un&#8217;Associazione di Promozione Sociale giovane e dinamica composta da esperti, professionisti, ricercatori, giovani in formazione, semplici appassionati o curiosi udenti e non udenti, italiani e stranieri che appoggiano la nostra causa e si impegnano a metterla in pratica. Il nostro scopo è quello di contribuire alla piena integrazione delle persone svantaggiate dal punto di vista linguistico e sensoriale nella comunità in cui vivono o trascorrono un periodo della loro esistenza tramite applicazioni pratiche, discrete e innovative e la diffusione della cultura del respeaking e della sottotitolazione in genere, sia in tempo reale, sia in differita. Le nostre attività sono diversificate e capillari, ma ognuna di esse mira a favorire la comunicazione e l&#8217;interazione: sottotitolazione, realizzazione di nuove idee, conferenze, eventi artistici, formazione di giovani e creazione di partenariati con enti pubblici, aziende e altre associazioni non-profit per progetti locali, nazionali e internazionali di carattere inclusivo, culturale e sociale.
<p class="bawpvc-ajax-counter" data-id="46697"> (113)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv/2014/07/28/chi-siamo-ona-i-r-respeaking-sottotitolazione-accessibilita-con-sottotitoli/">Chi siamo: onA.I.R. &#8211; Respeaking, sottotitolazione, accessibilità &#8211; con sottotitoli</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.libera.tv">Libera Tv</a>.</p>
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